SISTEMI OPERATIVI GRATIS…

Posted on 23 ottobre 2013. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

No, non sto parlando di Linux che salvo rare eccezioni è sempre gratuito, ma di OSX e Windows. L’ultima versione del sistema operativo dei Mac, nome in codice Mavericks, Apple la dà
gratis, così come gratis è l’upgrade offerto da Microsoft per passare da Windows 8 a Windows 8.1. (Daccordo, per chi non ha già una versione precedente di Windows la 8.1 si paga, ma qui sto parlando di una tendenza). I nuovi e giovani utenti di soli tablet e smartphone penseranno sconcertati: e allora? Che novità è? Quando mai si è pagato iOS oppure Android o persino Windows Phone?
Insieme a Mavericks Apple regala persino un’intera suite di applicazioni per fare un po’ di tutto; Microsoft ancora non regala Office, anzi sì: lo regala con Windows RT e con Windows Phone per dare slancio alle vendite scarse di questi due prodotti, che finiranno col diventare un prodotto solo (del resto iOS non è unico per telefoni e tablet?), ma si vocifera che in futuro Office sarà già incluso in Windows e quindi non dovrà essere più pagato a parte.
Cosa si nasconde dietro questa apparente messe di regalìe?
Facile: la vendita dell’hardware. Il pubblico paga malvolentieri un software, mentre è meglio disposto nei confronti dell’hardware. Oggi i soldi si fanno vendendo computer, tablet, smartphone eccetera.
E poi si fanno creando attorno all’hardware un ecosistema di store per la vendita di app e contenuti, nonché di servizi creati ad hoc (cloud… ).
È il modello di business di Apple, in parte di Google ed ora anche Microsoft si sta trasformando da software house pura in un venditore di hardware, contenuti e servizi.

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WINDOWS 8.1: SKYDRIVE E I “FILE INTELLIGENTI”

Posted on 21 ottobre 2013. Filed under: informatica | Tag:, , , , , |

In Windows 8.1 l’integrazione con Skydrive, l’apprezzato servizio cloud di Microsoft, è ancora più marcata di quanto avveniva nella precedente versione, Ora di default i documenti personali vengono salvati in Skydrive (è ovviamente possibile decidere diversamente), ma è importante capire bene come funziona questa caratteristica. Infatti Microsoft ha introdotto dei cambiamenti che operano in modo non così evidente come sarebbe stato oportuno.
Intanto cominciamo col dire che non c’è più l’icona nella system tray. Il sistema operativo e Skydrive sono una cosa sola e non è stato ritenuto necessario, perciò, evidenziarne l’attività come avveniva quando tale servizio era un componente aggiuntivo. Perciò sbirciando nella system tray troverete, rimanendo in tema di cloud, sempre che li abbiate installati, Google Drive e Dropbox (giusto per fare un esempio), ma non la nuvoletta di Skydrive, che però sarà regolarmente in funzione.
Navigando tra le cartelle, infatti, oppure cliccando sul link presente tra i preferiti di esplora risorse, troveremo come di consueto la cartella Skydrive con tutti i nostri file.
Ma le cose non stanno proprio così ed è bene saperlo per non trovarsi un domani, in assenza di connessione internet, in difficoltà. Microsoft a partire da Windows 8.1 ha introdotto gli smart files, ovvero i file “intelligenti”: in pratica dei veri e propri collegamenti ai file reali che saranno memorizzati sul cloud e che verranno scaricati solo nel momento in cui ce ne sarà la necessità. Mi spiego meglio: nella cartella locale potremo spostare un file da una directory a un’altra, oppure rinominarlo: lo smart file si comporterà esattamente come il file vero e proprio, ed analoghi cambiamenti si verificheranno nel cloud. Ma se vorremo aprire il file, questo dovrà prima essere scaricato.
Purtroppo non è immediatamente chiara la differenza tra uno smart file ed un file “vero”. Bisogna visualizzare il contenuto della cartella Skydrive in modalità dettagli: qui una colonna ci indicherà in modo esplicito se un file è disponibile on line oppure off line.
Con un clic del tasto destro del mouse faremo apparire un menù contestuale da cui potremo scegliere se rendere il file sempre disponibile oppure se lasciarlo sul server; in quest’ultimo caso in locale resterà solo lo smart file.
Chiaramente lo scopo di questo meccanismo è quello di risparmiare spazio, cosa non necessaria se abbiamo un pc con terabyte a disposizione, invece molto utile se disponiamo di un tablet con qualche giga.
L’unico difetto di questo meccanismo è proprio quello di essere troppo trasparente all’utente, di funzionare quindi quasi a sua insaputa, mentre secondo me sarebbe stato opportuno evidenziare graficamente, anche nella vista ad icone, quali file siano smart e quali no (ovvero quali siano disponibili anche senza connessione internet e quali invece siano residenti nel coud), in modo da poter avere consapevolezza della situazione con un semplice colpo d’occhio e semmai apportare i cambiamenti ritenuti oportuni.

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WINDOWS 8.1 (e i PROBLEMI CON LA SCHEDA DI RETE ETHERNET)

Posted on 20 ottobre 2013. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Windows 8.1 è arrivato. Anticipato dalla versione di prova liberamente scaricabile alcuni mesi fa, sarebbe inutile dilungarsi sulle novità introdotte, che comunque riassumo in breve. Innanzitutto è stato ripristinato il pulsante Start, che però si comporta esattamente come il precedente “pulsante che non c’era” ma che in realtà era richiamabile spostando il mouse nell’angolo inferiore sinistro. Si tratta quindi di una modifica solamente estetica, che comunque migliora l’interfaccia, a mio modo di vedere. Inoltre la schermata Start, quella con le piastrelle colorate per intenderci, può essere personalizzata in modo molto più ampio: si può inserire lo stesso sfondo del desktop, per esempio, così si attenua la transizione verso il diverso ambiente di lavoro, ma l’illusione funziona solo se il desktop non è coperto da finestre. Le tile (sì insomma le piastrelle) possono essere ridimensionate in forme anche più piccole.

Altra novità molto gradita, almeno per me, è che al login si può entrare nel sistema direttamente in ambiente desktop. La schermata Start a sua volta può essere meno “traumatica” perché può essere impostata mostrando, di default, la vista ora raggiungibile premendo una freccetta rivolta il verso il basso. Questa vista mostra tutti i programmi, proprio come avrebbe fatto il vecchio pulsante start, raggruppati in categorie; per primi possono essere elencati quelli che il sistema individua come utilizzati più di frequente.

L’aggiornamento, gratuito per chi ha Windows 8 già installato, è molto semplice e si effettua direttamente dallo Store. Ciò significa che in mano non ci rimane un supporto fisico. Tuttavia il funzionamento è piuttosto semplice e non presenta problematiche particolari.

Una cosa di cui è bene tenere conto, è che alla fine la procedura di upgrade creerà una cartella denominata Windows.old che conterrà praticamente copia di tutta la vecchia installazione. Questa cartella potrà contenere svariati giga di materiale e potrà essere cancellata senza problemi, ma sarà possibile farlo solo attraverso l’utility pulitura disco. Prima di cancellarla, però, è bene controllare che sia andato tutto berne e non serva nulla di ciò che contiene.

Un’altra cosa di cui si deve fare cenno è il nuovo modo di funzionare di Skydrive, ma lo farò in un articolo a parte.

L’unico problema che ho riscontrato, e che sembrerebbe abbastanza diffuso almeno a giudicare dai post che sono apparsi in internet a sole 24 ore di distanza dal rilascio della versione 8.1, anche su forum in lingua inglese, è un malfunzionamento con la scheda di rete (ethernet). Nel mio caso la scheda in questione è una Gigabit Ethernet Broadcom Netlink. Ad un certo punto la scheda smette di funzionare, un quadratino giallo appare nell’area di notifica sull’icona che rappresenta la connessione cablata ed un messaggio avverte che la connettività è limitata. In realtà, almeno nel mio caso, la connettività era proprio assente del tutto, poiché non risultava raggiungibile né la stampante di rete né lo stesso router, che però stava funzionando regolarmente. Infatti il wifi stava andando alla grande così come anche un altro computer collegato via cavo (un Mac). In precedenza non avevo mai avuto problemi del genere, per cui è evidente che ad avere qualche problema con la mia scheda di rete doveva essere proprio il nuovo sistema operativo appena installato.

In effetti sembrerebbe trattarsi di un problema di driver che affliggerebbe non soltanto i prodotti Broadcom, ma anche altri. Per quanto riguarda Broadcom, la società dovrebbe essere a conoscenza del problema e dovrebbero essere in arrivo i nuovi driver.

Nel frattempo io sono forse riuscito a risolvere il problema disinstallando (non disattivando) la scheda di rete da Gestione dispositivi e poi riavviando il pc. Ciò costringe il sistema operativo a riconfigurare il dispositivo ex novo e ricaricare i driver. Questa semplice operazione ha finora risolto il problema che non si è più verificato mentre in precedenza al massimo un paio d’ore dopo il riavvio si ripresentava regolarmente. Una semplice disinstallazione e reinstallazione senza riavvio non aveva dato, invece, i frutti sperati.

Come fare passo per passo: clic col tasto destro sul pulsante start, dal menù contestuale scegliere Gestione dispositivi. Nella finestra che appare, selezionare la scheda di rete e disinstallarla. Riavviare il PC…

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PERCHE’ MICROSOFT SI COMPRA NOKIA?

Posted on 3 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , , , , , , , , |

Dunque, la notizia “bomba” di oggi è che Microsoft si comprerà Nokia, non tutta la società ma solo la parte relativa ai telefoni cellulari. Subito si sono scatenati i sospetti sul ruolo che può aver avuto il CEO di Nokia Stephen Elop, ex dirigente Microsoft e (si dice) futuro successore di Ballmer alla Microsoft. Detto in altri termini: avrà fatto apposta a mettere in crisi Nokia per consentire a Microsoft di farne un boccone solo alla “modica” cifra di 5,44 miliardi di dollari? Da commenti letti in rete sembrerebbe infatti un affarone per Microsoft, basti penare che l’acquisizione di Skype era stata più onerosa. La verità secondo me è che gli azionisti Nokia non ne potevano più della divisione smartphone in perdita, né erano convinti della partnership strategica con Microsoft e il sistema operativo Windows Phone. Allora la casa di Redmond ha detto: va bene, smettetela di frignare, compro tutto io e faccio tutto da me!

A ben vedere Microsoft sta cercando di fare ciò che ha fatto Apple e ciò che sta facendo Google (che ha acquisito Motorola): vendere l’hardware, cioè i telefoni, con installato il proprio sistema operativo (che nel caso di Android-Google però è gratuito senza licenza) e creare così un ecosistema per vendere non più solo software ma anche hardware, musica, libri, film… tutto in formato digitale e possibilmente proprietario così da imprigionare l’utente il più possibile e costringerlo a spendere i propri soldi nel proprio ecosistema.

Nel caso di Apple (vedasi l’iPhone e le sue insopportabili limitazioni) il giochetto ha funzionato piuttosto bene, però si sa che per alcuni la mela morsicata non è un marchio, ma una fede cui credere ciecamente: il Mac è il miglior pc, l’iPad il miglior tablet, l’iPhone il miglior telefono, eccetera. Ma la Microsoft non è Apple. Le due aziende non potrebbero essere più diverse: Microsoft ha fatto i soldi vendendo software, Apple ha in realtà sempre venduto hardware. Microsoft non è una sorta di religione, non ha fanatici al seguito. A rompere un pochino le uova nel paniere ad Apple è Google, non Microsoft. Google ha un’idea chiarissima di cos’è e di dove vuole arrivare, Android gli serve per poterci installare le sue applicazioni chiave (GMail, GDrive, le mappe, il link al motore di ricerca, eccetera…) ed è per questo che viene concesso in licenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta: più è ampia la base di installato, più Google ed il suo ecosistema net-centrico diventa importante ed efficace.

E Microsoft? Non mi sembra che abbia le idee altrettanto chiare quanto i suoi competitors. Cosa vuole fare (e diventare) la regina del desktop? E’ evidente che Microsoft teme la crisi del PC tradizionale e che sta cercando di espandersi in tutte le direzioni indicate dal mercato: la gente usa gli smartphone? E noi gliene diamo uno. Vuole i tablet? E noi gli diamo il tablet. E via discorrendo… Il tutto sa un po’ di rincorsa affannosa. Surface è stato un fallimento, Windows RT pure. Ma chi lo vuole un tablet con la versione monca e fin qui inutile di Windows 8? E perché tutta questa spasmodica attenzione all’interfaccia touch con Windows 8 che è e rimane un OS prevalentemente desktop mentre tutti sanno che allungare un braccio verso lo schermo di un desktop non è propriamente il modo migliore di interagire?

Secondo me Microsoft dovrebbe abbandonare Windows Phone e Windows RT e fare semplicemente… Windows. Un solo nome, un solo marchio, un sistema operativo unico che si installa intelligentemente su tutto l’hardware. Windows è stato sempre così, tradizionalmente è il suo punto di forza. Su un PC desktop non servono le “mattonelle”, su un tablet e uno smartphone potrebbero rivelarsi utili. La routine di installazione dovrebbe ottimizzarsi automaticamente secondo l’hardware.

Microsoft è sinonimo di software ma le ultime scelte progettuali e concettuali denotano una crisi di identità notevole. Siamo sicuri che mettersi a fabbricare telefoni sia la scelta giusta?

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WINDOWS 8 PRO, IN VERSIONE DEFINITIVA!

Posted on 1 novembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , |

Io per definizione voglio sempre installata l’ultima versione del sistema operativo e ciò a prescindere se sia migliore o peggiore della precedente. Mi comporto così perché, al contrario di altri, amo le novità e non ho paura a misurarmi con esse che, anzi, mi galvanizzano. Quindi, non appena disponibile al pubblico Windows 8, ne ho acquistata una licenza approfittando della sensazionale offerta on line, valida dal 26 ottobre 2012 al 31 gennaio 2013, che ne consente il download (parliamo di Windows 8 Pro) al convenientissimo prezzo di Euro 29,99. In precedenza ho avuto modo di familiarizzare con le due versioni gratuite di prova che sono state rilasciate da Microsoft: la consumer preview e la release preview. Dico subito una cosa: quando ho installato la prima preview, ancora piuttosto grezza, Windows 8 mi ha disgustato. Sono sincero. Con la release preview, molto più rifinita, un pochettino ho cambiato idea, forse perché mi ero nel frattempo abituato al cambiamento più grosso, il menù start a piastrelle. Ora che sto usando la release definitiva, debbo dire che Windows 8 non mi dispiace affatto, anzi mi piace, al punto che ho abbandonato del tutto l’intenzione di dotarlo del famoso menù start tradizionale (che non è mai stato così famoso come da quando non c’è più!) ripristinabile grazie a software di terze parti.

Cominciamo proprio da qui: il menù start che non c’è più. Per quanto a prima vista possa sembrare traumatico Smile with tongue out … in realtà è più esatto dire che ha cambiato forma. Il nuovo menù start ora è un mondo a parte, a schermo pieno, coloratissimo ed animato, piastrellato, che può piacere o non piacere ma presenta comunque dei vantaggi. La prima cosa che ho apprezzato, è la facilità con cui i programmi (o dovrebbero ormai chiamarsi app?) possono essere raggruppati e tenuti in ordine. Col vecchio menù start, se spostavi il collegamento ad un programma dopo che era stato installato, e poi disinstallavi il programma stesso, ti ritrovavi con un link “orfano” perché il software di disinstallazione non trovava più il collegamento lì dove ricordava di averlo messo. Ora ciò non succede più: puoi spostare una piastrella, o persino eliminarla dal menù start se dà fastidio, ma non perderà mai il legame con il software che rappresenta. Il vecchio menù start con il tempo si riempiva di un sacco di roba che era faticoso e dispendioso eliminare a mano: ora è facilissimo. Basta fare clic col tasto destro (oppure, se si ha un’interfaccia touch, lo stesso risultato credo si possa ottenere con un tap prolungato… non lo so perché non ho un’interfaccia touch) e si può rendere invisibile l’elemento indesiderato, che sarà in caso di ripensamenti sempre rintracciabile nella schermata tutti i programmi. Con lo stesso meccanismo possiamo renderlo nuovamente visibile oppure posizionarlo sulla barra delle applicazioni del desktop.

Scaricamento ed installazione: non presentano alcuna difficoltà. Prima di consentire lo scaricamento vero e proprio, la procedura lancia automaticamente un applicativo che verifica, in modo che mi è sembrato piuttosto accurato, l’hardware ed il software presenti sul pc per valutarne la compatibilità con il nuovo sistema operativo. Io avevo intenzione di fare un’installazione “pulita”, come ho sempre fatto, ma non è stato possibile evitare questo controllo nel mio caso abbastanza inutile. Al termine, comunque, è stata riscontrata una compatibilità quasi assoluta dei miei numerosissimi programmi, tranne che per Perfect Disk, l’utility di deframmentazione, e altre due-tre  cose di poco conto che neanche ricordo. Alla fine, lo preciso perché ho visto che in rete parecchi si pongono questa domanda, l’installazione non parte automaticamente ma si può scegliere di creare un’immagine ISO e masterizzarla su un DVD (ciò che ho fatto io) oppure si può creare una chiavetta USB avviabile. Infine, preciso anche ciò, nonostante la versione Windows Pro scaricabile sia un aggiornamento (presuppone che sul sistema sia installato Wiondows 7, Vista oppure XP SP 3) è possibile fare un’installazione pulita su un’altra partizione. Quest’ultima è stata la mia scelta finale ed ho installato Windows 8 Pro in un SSD Samsung da 128 GB acquistato per l’occasione.

L’installazione vera e propria è veloce. Non ho cronometrato, ma mi è sembrata rapidissima. Il mio sistema è un non più nuovissimo PC con 8 GB di RAM, processore i7 860, due dischi fake raid in stripe per un totale di due TB di supporto magnetico tradizionale, ed il nuovo Samsung SSD da 128 GB (SATA 2). Al termine dell’installazione, compresi i software più importanti (il nuovo Office 2013 in prova gratuita, Photoshop, Canon DPP, Writer per aggiornare il blog, Live Mail, VueScan per lo scanner, Calibre per gli ebook e poca altra roba) risultano liberi 78,8 GB. Dimenticavo: giusto per completezza, ad una presa SATA esterna ho un disco da 1 TB con Linux Mint Debian.

Avvio: Windows 8 si avvia molto velocemente, merito del SSD ma anche del fatto che di default è attivata l’opzione avvio rapido che in realtà, a quanto pare, è una sorta di ibernazione ottimizzata. Praticamente al momento dello spegnimento Windows memorizza tutto il contenuto della memoria (o buona parte) in un file che all’accensione ricarica in memoria. Se l’operatore dispone un riavvio, lo spegnimento e la successiva ripartenza (lo so, non stiamo parlando di calcio Smile) vengono effettuati con la modalità tradizionale, e sarà possibile apprezzare il sensibile risparmio di tempo consentito dalla nuova modalità.

Ottimizzazione del sistema: questo discorso è legato all’utilizzo, nel mio caso, di un’unità a stato solido (SSD). Si tratta di un Samsung 830. Ho letto un sacco di informazioni in rete sulla necessità di adottare settaggi particolari, ma la buona novella è che Windows 8 rileva automaticamente la presenza di un SSD e si adegua, nel senso che, tanto per fare un esempio, il software di deframmentazione integrato adotterà gli accorgimenti necessari senza bisogno di fare niente. Nel caso di un SSD la deframmentazione è inutile, anzi dannosa, ed infatti Windows 8 si limiterà ad ottimizzare il disco SSD tramite i comandi TRIM, per cui non è necessario (anzi è controproducente) disabilitare questa funzione. Ugualmente, non è da disabilitare l’opzione Superfetch (che ottimizza l’avvio), perché Windows 8 ci penserà da sé a non utilizzarla. Ugualmente, sembra non sia utile disabilitare l’indicizzazione automatica del contenuto.

Un discorso a parte merita la memoria virtuale, ovvero il file di paging. Molti consigliano di disabilitarlo sull’unità SSD. Con molta RAM si può anche disabilitare, perché inutile. Io ho notato che Windows 8 ne utilizza uno da 4 GB sul SSD ed ho deciso, almeno per ora, di lasciare l’impostazione automatica.

Invece è importante non riempire l’SSD perché il disco, per motivi che non sto qui a spiegare, diventa meno efficiente man mano che lo spazio libero diminuisce. E’ importante quindi disabilitare o ridurre al massimo l’utility di ripristino di sistema (tanto più che Windows 8 ha una funzionalità di refresh che con un clic riporta tutto allo stato iniziale) e spostare le cartelle che conterranno i documenti personali di ogni utente, in primis le cartelle che fanno parte delle raccolte. Cosa che si può fare facilmente scorrendo il file system: Disco di sistema –> utenti –> nome utente e da qui fare clic col tasto destro sulle cartelle di sistema che si vogliono spostare, tipicamente le quattro immagini – musica – documenti – video ma anche downloads ed anche la cache di Internet Explorer. Nella finestra che si aprirà selezionare la tab percorso ed indicare la nuova posizione della cartella. La vecchia verrà spostata con tutto il suo contenuto. Naturalmente il consiglio è di spostare queste cartelle su un hard disk a tecnologia tradizionale. Il medesimo ragionamento andrà fatto per eventuali altri software che potrebbero ingigantirsi all’interno del SSD.

Il nuovo ambiente di lavoro. Per chiarirsi un po’ le idee e per orientarsi, bisogna ragionare in un certo modo. In Windows 8 sono evidenti le due interfacce: quella tradizionale di Seven e quella nuova (che non si chiama più metro credo per motivi di copyright). Sono a tutti gli effetti due ambienti distinti, uniti dalla schermata start. Sembrano quasi due sistemi operativi differenti. Oppure, se preferiamo, possiamo considerare il desktop un’applicazione come le altre che può essere lanciata da start. E’ importante capire la differenza tra i due ambienti, sostanziale oltre che estetica. Prendiamo per esempio l’applicazione SkyDrive che consente di usufruire dello spazio cloud gratuito di 7 GB (io ne ho 25 in qualità di vecchio utente… Winking smile). Potremmo trovarci con due app distinte: quella desktop e quella ex metro. Perché? Perché quella ex metro sarà studiata per la nuova interfaccia, e poiché la nuova interfaccia è destinata soprattutto ai dispositivi mobili, soffrirà di limiti precisi: non farà riferimento ad una cartella nel PC per la sincronizzazione automatica, per esempio, ma consentirà solamente la visualizzazione e la gestione del contenuto on line. Installando la versione desktop invece avremo la funzionalità completa.

Sostanzialmente le app che girano sotto la nuova veste grafica (e che sono state notevolmente migliorate rispetto alle prime versioni che si erano viste) richiedono in ambiente desktop un clic con il tasto destro del mouse per far apparire una o due barre, di generose dimensioni, contenenti i comandi e le opzioni.

Nella schermata start, basta iniziare a digitare qualcosa per vedere subito un elenco di applicazioni filtrate in base al testo che abbiamo digitato. Oppure possiamo fare clic col tasto destro in un punto vuoto per far apparire un pulsante tutte le applicazioni (autoesplicativo).

I quattro angoli. Le due interfacce hanno una cosa in comune: i quattro angoli dello schermo, che possiamo considerare alla stregua di quattro pulsanti invisibili.

Se spostiamo il mouse in quello in basso a sinistra, vedremo visualizzata una miniatura dello schermo start oppure, se già siamo nella schermata start, se in precedenza è stato aperto vedremo il desktop, per passare rapidamente dall’uno all’altro. Il passaggio è velocissimo. Se scorriamo lungo il lato sinistro dello schermo, e ciò vale anche partendo dall’angolo sinistro in alto, troviamo in fila tutte le applicazioni aperte tranne quelle aperte sul desktop. Al loro posto, troveremo il desktop stesso. In Windows 8 non è necessario chiudere manualmente i programmi aperti, ci penserà il sistema a chiudere quelli aperti da più lungo tempo qualora sia necessario farlo. Tuttavia possiamo sempre agganciare un’app dal bordo superiore e trascinarla verso il basso sino a farla scomparire (compreso il desktop: per farlo è necessario tuttavia ridurre eventuali finestre a tutto schermo).

L’angolo in basso a sinistra, se clicchiamo con il tasto destro, fa apparire un menù rapido di impostazioni avanzate, tra cui il pannello di controllo, la gestione dispositivi, la gestione attività e la gestione disco.

Gli angoli a destra, sia quello alto sia quello basso, fanno apparire una barra che è sempre uguale (contestualmente appare anche un riquadro con ora, data e stato della connessione di rete) con cinque pulsanti: impostazioni, dispositivi, l’onnipresente start, condivisione e ricerca.

Il desktop. A questo punto si potrebbe pensare che il desktop tradizionale, fondamentale per utilizzare i software migliori e più complessi, sia stato trascurato: degradato al ruolo di semplice app, sparito il pulsante start… Sbagliato, l’ambiente desktop a mio modo di vedere presenta dei notevoli miglioramenti.

La prima cosa che mi viene in mente sono le… finestre. Mi piace tantissimo il nuovo ribbon, per altro riducibile con un clic se non serve, ed altamente personalizzabile, che consente con facilità di selezionare o deselezionare tutte quelle opzioni che prima erano celate da qualche altra parte. Così come mi piace la possibilità di vedere in tempo reale la velocità di transito dei dati quando si copiano file. E vogliamo mettere il nuovo task manager (gestione attività) con quello vecchio? Provare per credere. Tutto il resto funziona esattamente come siamo abituati con Windows 7, a parte le trasparenze di colore che sono state abolite. Rimane traslucida solo la barra delle applicazioni.

Cronologia file. Il vecchio backup funziona sempre, tranquilli. Tuttavia la nuova modalità di Windows 8 è racchiusa nei termini cronologia file e dovrebbe consistere nella sistematica copia delle cartelle selezionate dall’utente in un’altra unità (preferibilmente esterna). Non ho ancora utilizzato questa funzionalità. Sono in attesa di un hd esterno da 2 TB (la stessa dimensione del sistema raid che ho nel pc) per indicarlo come unità di backup e quindi attivare questa funzionalità che dovrebbe essere simile alla analoga feature sui sistemi MacOS.

Antivirus. E’ incorporato nel sistema ed in sostanza è il famoso (o famigerato, dipende dai punti di vista) Microsoft Security Essential che ora ha preso il nome di Windows Defender (ed ha preso il posto dell’omonimo programma di Windows 7). Naturalmente è possibile installare un antivirus a piacere, nel qual caso credo che Defender si disattivi da solo ed in modo automatico. Non sono sicuro perché per ora ho lasciato l’antivirus di default. In Windows 7 era necessario disattivare il vecchio Defender manualmente (come è noto, è meglio non avere due antivirus/antispyware in esecuzione contemporanea).

Conclusioni. Windows 8, pur con tutte le cautele del caso poiché lo sto veramente utilizzando in versione definitiva solo da pochi giorni, è veloce, leggero, reattivo, stabile come Seven. Devo ammettere, nonostante la cattiva impressione iniziale che ebbi con la consumer preview, che lo sto usando con soddisfazione. Le app “piastrellose” sono notevolmente migliorate ed ora le trovo gradevoli (quelle poche che ho). Tra i difetti trovo un’eccessiva commistione tra le due realtà, il desktop e quella a piastrelle: stai sul desktop, fai partire un video e quello si visualizza con l’app piastrellosa, con i pulsanti grossi come una casa adatti al mio pollice a non al puntatore del mouse! Ovviamente si tratta di settare tutto nel modo giusto, farlo è facilissimo, però la scelta di default mi sembra discutibile. Se l’utente preferisce passare la maggior parte del tempo sul desktop Eye rolling smile è meglio lasciarlo fare e non rompergli le scatole proiettandolo suo malgrado nel nuovo ambiente colorato e con le icone ed i pulsanti “cicciotti”.

Mi fermo qua, spero di poter essere stato utile a qualcuno.

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MBR ERROR 3: COS’E’ E COME SI RISOLVE

Posted on 29 settembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , |

Al momento del boot del nostro sistema Windows, può capitare di leggere il seguente messaggio di errore: MBR ERROR 3. Molto spesso, dopo una frazione di secondo, il sistema si avvia normalmente e tutto va bene. In alcuni casi, rari, sembra che il sistema possa rifiutarsi di fare il boot. Di cosa si tratta?

In poche parole, il settore di avvio del disco (Master Boot Record) o meglio i dati in esso presenti si sono leggermente corrotti per qualche motivo e quindi viene restituito il messaggio di errore che, seppure non impedisce di solito l’avvio del sistema, è comunque fastidioso (almeno lo è per quelli come me che coccolano il proprio PC). Le causa più nota è la presenza congiunta di un software dell’Acronis (tipicamente True Image ma anche Disk Director) e di Perfect Disk, un’ottima utility di deframmentazione in tempo reale. I software di Acronis hanno opzioni per gestire il boot da più sistemi operativi ed anche per creare una zona di sicurezza per il ripristino del sistema se qualcosa va storto. Se attive, queste opzioni entrano in conflitto con l’attività di Perfect Disk che in tempo reale deframmenta e quindi sposta i dati. Ciò genera il messaggio di errore e a quanto pare la colpa sarebbe di Acronis che avrebbe scelto di spostare alcuni file dal MBR alla partizione in cui è installato WIndows, se ho ben capito dalla lettura di alcuni forum in inglese. Pertanto, se nel proprio sistema ci sono questi software di Acronis, il primo tentativo da fare è disabilitare queste opzioni.

Però l’errore potrebbe dipendere da altri motivi oppure potrebbe capitare di aver disinstallato i software di Acronis senza disattivare prima queste opzioni, le cui tracce rimarrebbero presenti. In quiesti casi, così come in tutti gli altri in cui il messaggio di errore non dipenda dai software di Acronis, la cosa migliore è riscrivere il Master Boot Record.

L’operazione è veramente semplice e consiste in pochi passaggi: inserire il disco di installazione (ma anche altro dispositivo, per esempio una chiavetta USB avviabile dal contenuto medesimo) e fare il boot da tale dispositivo. Per comodità, d’ora in avanti mi riferirò a Windows 7, ma la modalità è pressoché analoga anche con i sistemi precedenti. Lasciare che la procedura di installazione carichi tutti i file di cui ha bisogno per funzionare. Quando compare la schermata di installazione, scegliere invece Ripristina il computer, poi Opzioni di ripristino ed infine Prompt dei comandi. Digitare ed eseguire:

bootrec.exe/fixmbr

bootrec.exe/fixboot

(ovviamente sono due linee di comando separate ovvero è necessario premere [INVIO] al termine di ogni riga. In questo modo la procedura di installazione riscriverà il MBR rimettendo le cose a posto. Al termine, riavviare (togliendo prima il supporto rimovibile).

L’errore non dovrebbe ripresentarsi più.

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WINDOWS 8: UNA FINESTRA SUL CORTILE… DI CASA NOSTRA

Posted on 2 settembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , |

Prendo a prestito il titolo di un bel film di Hitchcock, recentemente oggetto di un remake, per spendere due parole sulla discussa tecnologia smartscreen adottata nell’ormai prossimo Windows 8 (release ufficiale il 26 ottobre 2012).

In realtà smartscreen è già presente in Windows 7, come componente di Internet Explorer. Quando l’utente visita un sito web, la URL (l’indirizzo) viene spedito ad un server Microsoft che ne verifica la sicurezza. Come? Confrontandola con una lista di siti ritenuti non affidabili o peggio identificati come veicoli di malware. SI tratta, insomma, di una vera e propria blacklist di siti malevoli e se la URL digitata dall’utente è presente nella lista, viene visualizzato un avviso, dopodiché l’utente è lasciato libero di proseguire e visitare comunque il sito (a suo rischio e pericolo). In questo modo, Microsoft potrebbe costruirsi un database che associ gli indirizzi IP dei singoli computer (operazione indispensabile perché possa effettuarsi la connessione al server) con i siti visitati, tracciando in questo modo le preferenze e le abitudini di ogni singolo utente. Infatti, come ormai dovrebbe essere noto a tutti, tramite l’indirizzo IP più la data e l’ora di connessione, si può risalire facilmente al numero telefonico di chi di è connesso ad internet e quindi alla persona fisica.

Questo quadro di rischio per la privacy è ulteriormente aggravato in Windows 8, per due motivi. Innanzitutto, in Windows 8 la funzionalità di smartscreen non è limitata alle URL (cioè ai siti), ma è estesa al software installato ed ai file scaricati da internet. Ciò sempre al fine di tutelare la sicurezza, però in questo modo il sistema operativo diventa sempre più invasivo. Se procediamo ad installare un software scaricato da internet, Windows 8 ne comunicherà i dati (non solo il nome, ma anche il cosiddetto hash, ovvero una sorta di impronta digitale) al solito server Microsoft, che se non lo riterrà sicuro, avvertirà l’utente impedendo di primo acchito l’esecuzione e quindi l’installazione del software. Sarà comunque possibile, con un paio di clic, installare comunque il software. In secondo luogo, Windows 8 permetterà, ed anzi incoraggerà, il log degli utenti non tramite un nickname, ma tramite un Windows ID. I motivi sono ovvi: il Windows ID servirà ad accedere automaticamente a tutta una serie di servizi, in primis SkyDrive nel quale io ho, per esempio, ben 25 GB di spazio gratuito essendo stato un fruitore della prima ora (adesso comunque i GB gratuiti sono 7, sempre più di quanto offerto  da servizi analoghi). Ma anche il futuro Office, per esempio, avrà delle funzionalità interessanti legate al Windows ID. Poiché per ottenere un Windows ID occorre registrarsi, ecco che Microsoft potrebbe associare ad ogni Windows ID (e quindi ad ogni utente) nome, cognome, indirizzo email, persino numero di cellulare, i computer in dotazione (se più di uno), i siti visitati ed anche i software installati.

Microsoft in una nota ufficiale ha fatto presente che nella licenza di Windows c’è scritto espressamente che questi dati non verranno ceduti a terzi, non verranno resi noti e che, in ogni caso, periodicamente gli indirizzi IP vengono cancellati. Che facciamo, ci fidiamo o no?

C’è da dire, per completezza, che la funzionalità smartscreen può essere disabilitata con facilità, sia al momento dell’installazione, sia successivamente. Tuttavia la sua disattivazione comporterà anche la rinuncia ad una bella fetta di sicurezza, soprattutto se ad usare il PC saranno più utenti, alcuni dei quali poco attenti e/o inesperti.

Insomma, Windows è una vera e propria finestra sul cortile, solo che gli spiati saremo noi ed il sistema operativo starà nascosto dietro le tende del proprio appartamento, con un binocolo in mano a prendere nota di ogni nostra mossa, ufficialmente per la nostra tranquillità.

In rete si parla parecchio di questa faccenda e le opinioni sono contrastanti.

QUI (in inglese) c’è un bell’articolo che spiega in dettaglio come funziona smartscreen. L’autore tende a sminuire i rischi relativi alla privacy, però è bene tenere presente che si tratta di un “Microsoft Contributor at Ars. He also covers programming and software development, Web technology and browsers, and security. He is based in London, UK”.

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START8: RIMETTIAMO IL PULSANTE START A WINDOWS 8

Posted on 16 giugno 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Che in giro ci siano delle utility di terze parti (quindi non Microsoft) per restituire il pulsante start all’attuale versione di Windows 8 è ormai noto, per cui non pretendo di dire niente di nuovo. La novità, per quanto mi riguarda, è che mentre finora ho voluto usare il sistema operativo esattamente come Microsoft l’ha concepito, senza voler cedere alla tentazione di apportare quelle modifiche tra cui questa di cui stiamo parlando è la più ovvia e passionale, dopo un po’ di utilizzo neanche troppo intenso, pur non essendo un talebano contrario per principio ad ogni novità, ho rotto gli indugi ed ho agito in modo da rimettere almeno questa cosa al suo posto. Vediamo perché.

Alla fine, mi sono detto, abbiamo due Windows in uno. Microsoft farà di tutto per farci ricredere: secondo loro il futuro sarà metro; invece io penso che gli utenti desktop preferiranno il vecchio ambiente di lavoro, dotato di tutti i comfort cui siamo abituati e più adatto ad un utilizzo in punta di mouse. L’utente tablet probabilmente troverà comode le app a tutto schermo ed i bottoni grossi adatti ad essere azionati con le dita e le gesture per far apparire i menù laterali, mentre l’utente desktop scuoterà sconsolato il capo nel vedere ingoiato il generoso spazio a disposizione da un’interfaccia metro tanto avida di pixel quanto spartana. Inoltre l’utente desktop userà molti programmi studiati proprio per il desktop: è facile immaginare quindi che chi ha un desktop transiterà per lo start di metro, quello piastrellato, solo per lanciare quei programmi che non sono stati stabilmente inseriti nella barra delle applicazioni. Anche se la transizione desktop-metro è piuttosto veloce, non di meno può essere fonte di stress… Winking smile

Unica cosa buona del nuovo start è la sua capacità di raggruppare facilmente i programmi secondo un criterio personale. Per esempio i programmi di grafica tutti insieme, quelli per ufficio riuniti da un’altra parte, i giochi tutti di qua… Per carità, lo si poteva fare anche con il vecchio start, ma con qualche complicazione in più, specie se spostavi il collegamento ad un programma dopo che lo stesso era stato installato. Poteva accadere, per esempio, che  disinstallando il programma la relativa voce non venisse automaticamente cancellata dal menù, perché il percorso di installazione aveva memorizzato un path differente. Ora con il metro-start al momento dell’installazione viene creata la… mattonella, che uno poi mette dove vuole. Cancellato il programma, sparirà anche la mattonella, ovunque sia stata messa dall’utente.

A questo punto entra in scena Start8.

Start8desktopridotta

A Start8 ci sono delle alternative, che però sembra abbiano delle controindicazioni. Non uso Start8 da molto, ma mi sembra che le controindicazioni non ci siano. Come possiamo vedere nella immagine a corredo dell’articolo, Start8 non si limita a ricreare un menù start, ma trasporta letteralmente il menù stile metro  sul desktop. Debbo dire che, visto così, lo stile metro fa il suo effetto. Unico difetto che ho notato subito, è che mentre il verò menù scorre orizzontalmente ruotando la rotella del mouse, cosa molto comoda, lo stesso non avviene con il menù di Start8. Inoltre, purtroppo, i programmi non sono raggruppati così come noi potremmo aver fatto, bensì seguono lo schema previsto per la funzione “mostra tutte le apps” (tasto destro nella schermata start “grande”, all apps). Ma sono difetti non gravi; tra parentesi la versione installata è quella per la consumer preview, non la release preview, per cui potrebbero esserci in seguito dei miglioramenti. Noterete, se l’immagine non è troppo piccola (forse lo è), che l’aspetto grafico del pulsante non è quello cui siamo abituati ma è la finestrella stile Windows8. Niente paura: tra le opzioni potremo scegliere diversi bottoni, tra cui quello di Seven. Altre opzioni riguardano le dimensioni del menù e, soprattutto, la possibilità o meno di permettere al tasto Windows della tastiera di mostrare il menù start a schermo pieno. Consiglio di abilitare questa funzione altrimenti, in certi casi, potrebbe risultare difficile poter tornare allo start “grande”. La parte a dx di Start8 scorre invece in verticale (e qui la rotella del mouse funziona).

In conclusione, penso di poter dire che Start8 meriti una chance, soprattutto ora che siamo in fase di preview del nuovo sistema operativo. Basterebbero un paio di miglioramenti e potremmo davvero trovarci di fronte ad una killer application di Windows 8. Persino Microsoft potrebbe farci un pensierino, perché non è un semplice ripristino del vecchio menù, ma è quello nuovo replicato sul desktop. In questo modo gli utenti non tablet, non touch potrebbero stazionare nell’ambiente di lavoro preferito ed andare su metro se e quando serve: il contrario di ciò che avviene finora.

Microsoft, pensaci!

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WINDOWS 8 RELEASE PREVIEW: ULTIME CONSIDERAZIONI

Posted on 3 giugno 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Non è trascorso molto tempo dal mio post Windows 8 Consumer preview: prime impressioni ed ecco già giunto il momento di scrivere un nuovo articolo basato sulla release preview di questo ormai prossimo sistema operativo che dovrebbe uscire verso fine anno, a detta di tutti in tempo utile per le festività natalizie. Lo troveremo, si augurano alla Microsoft, non solo sui desktop e notebook, ma anche e soprattutto sui tablet a fare concorrenza agli iPad ed ai tablet android (questi ultimi, in realtà, non sembra che vendano così bene). Sulle perplessità derivanti dalla scelta Microsoft di impostare l’interfaccia, in tutta evidenza, per un utilizzo touch ho già detto in altri precedenti articoli, e non è necessario che mi ripeta. 

Innanzitutto, cos’è cambiato nella release preview rispetto alla consumer preview? Non molto. La prima cosa è che il sistema, nel suo complesso, appare molto più rifinito e questo è normale, poiché la consumer era ad uno stato piuttosto grezzo di sviluppo. I movimenti necessari per attivare alcune funzionalità (angolo in basso a sinistra al posto del menù Start, lato a destra per le opzioni ed i settaggi, lato a sinistra per ritornare alle applicazioni usate in precedenza) ora appaiono più fluidi e sembrano funzionare senza incertezze (io ho testato entrambe le versioni su un desktop e quindi sto parlando di gesture eseguite con il mouse). Alcune app funzionano in modo più completo ed anche questo è il minimo che potevamo aspettarci. Il Market è meglio strutturato ed il meccanismo di installazione dei programmi funziona senza problemi e fornisce informazioni più accurate all’utente, tranne se un programma è già stato installato oppure no. Penso e mi auguro che nella versione definitiva questo aspetto verrà migliorato.

Il sistema si installa senza problemi. La consumer l’avevo installata in dual boot con Seven in una partizione, mentre la release l’ho installata su disco (non macchina) virtuale seguendo le istruzioni contenute in questo eccellente articolo.

Tra le cose positive, mi piacciono i menù stile ribbon delle finestre e Internet Explorer 10, che a prima vista mi sembra davvero velocissimo. 

A farla da padrone è l’interfaccia metro per la quale bisogna obbligatoriamente transitare; la si può parzialmente evitare lanciando i programmi che si usano di più dalla barra delle applicazioni del desktop. Quest’ultimo, a sua volta, non è più l’ambiente centrale di ogni operazione, ma è piuttosto un programma come tutti gli altri che serve per le applicazioni di tipo più tradizionale e per le operazioni più complesse sul file system. Si vocifera, al riguardo, che proprio per questo motivo le icone verranno ridisegnate per essere più simili alla grafica di metro e che le sofisticatezze grafiche tipo aero verranno abbandonate. Niente più effetti trasparenza quindi, almeno così parrebbe: non posso fare a meno di pensare che ci troveremo di fronte ad un abbrutimento grafico. Certo Microsoft sta scommettendo tutto sulle piastrelle di metro: o la va o la spacca, sembrerebbe dire (e pensare). Con il rischio, neanche tanto remoto, di fallire, visto che in ambito mobile Windows Phone stenta a sfondare ed il nuovo Windows 8, che ne ricalcherà lo stile, rischia di scontentare gli utenti desktop che rappresentano lo zoccolo duro di Windows.

Ho provato ad installare Microsoft Security Essentials ma il sistema, con un messaggio, mi ha avvertito che non era necessario perché c’era già Windows Defender che ha le medesime funzionalità. Ne deduco che Windows 8 avrà MSE già incorporato, anche se si chiamerà Defender come nelle precedenti versioni di Windows

Il menú con le piastrelle (non posso fare a meno di chiamarlo così) ora è maggiormente personalizzabile e nel complesso è tollerabile.

Il sistema operativo gira veloce e fluido (il mio PC ha 8 GB di RAM e un processore Intel i7).

Nessun problema con la installazione di Office 2010 e per la configurazione di una stampante di rete.

Aspetto in comune con tutti i SO moderni, i programmi (scusate: le app) non si chiudono più, almeno quando siamo con metro: si congelano e rimangono aperte finché in memoria c’è spazio. Poi, verrà chiusa quella non utilizzata da più tempo se ci sarà bisogno di liberare memoria. Se proprio vogliamo chiuderne una (anche se non è necessario) possiamo agganciarla sul bordo superiore e trascinarla in basso, sino a farla sparire.

Che dire, in conclusione? Questo nuovo Windows sarà, da quando Windows esiste, quello più innovativo, e per certi versi quello più sconvolgente. Difficile prevedere, sono molto sincero nel dirlo, se incontrerà il favore degli utenti oppure no. Io stesso sono molto combattuto nel dover dare un giudizio. Non amo l’interfaccia metro e non gradisco l’eliminazione del pulsante start, men che meno mi piace la grafica grossolana che ha la maggior parte delle app studiate appositamente per il nuovo ambiente di lavoro, anche se usandolo ogni tanto qualche piacevolezza affiora. Probabilmente Windows 8 sarà un ottimo sistema per tablet, ricco di funzionalità desktop che gli altri tablet non hanno (e soprattutto che non ha iOS con tutti i suoi limiti, tanto per intenderci), ma su un sistema desktop, con mouse e tastiera, dubito fortemente che sarà il sistema operativo definitivo. Non posso fare a meno di pensare che con Windows 8 Microsoft perderà alcune quote di mercato.

Ultima cosa: la release preview per ora non supporta l’italiano.

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STORIE DI ANTIVIRUS: AVAST, BIT DEFENDER E G-DATA

Posted on 12 maggio 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , |

Ecco una simpatica storia che ho vissuto in prima persona, che riguarda uno tra gli antivirus gratuiti più famosi (Avast) e due tra quelli a pagamento considerati più validi, Bit Defender e G-Data. La mia opinione è che gli antivirus gratuiti siano di pochissimo inferiori a quelli che si pagano, perciò per un bel po’ di tempo ho utilizzato il Security Essential di Microsoft, il Panda Free, e per ultimo proprio Avast, che mi era sembrato il migliore e di cui ero soddisfattissimo. Ero…

Infatti ad un certo punto il tempo di avvio del mio pc ha cominciato ad allungarsi in modo sensibile, finché è diventato addirittura interminabile. Detto in altre parole, dopo il logon di Windows 7, dopo aver cliccato su uno degli utenti si aspettava inutilmente di poter caricare il desktop. Il cursore girava girava girava, ma niente accadeva. PC inaccessibile. In un primo momento ho dato la colpa a Perfect Disk, ma disabilitandone la partenza all’avvio la situazione rimaneva identica. Allora ho cominciato a disabilitare i servizi e le opzioni di avvio tramite msconfig  ed ho potuto appurare che era proprio Avast la causa di tutti i problemi. Mi sono così ricordato che pochissimo tempo prima c’era stato un importante update e proprio questo update aveva reso Avast incompatibile con il mio sistema! Anzi, senza Avast il tempo di avvio si era incredibilmente ridotto! Probabilmente l’ultima versione di Avast è entrata in conflitto con altri driver e servizi della mia configurazione, forse ha avuto un problema proprio con Perfect Disk di cui avevo sospettato all’inizio. Forse poteva essere sufficiente reinstallare Avast oppure escludere la cartella di installazione di Perfect Disk dalla scansione, non so… però a Perfect Disk non sono disposto a rinunciare e per far prima, complice anche il mio gusto di cambiare, mi sono lasciato incantare dalle lusinghe di Bit Defender che, stando alle ultime prove reperibili in internet, dovrebbe essere l’antivirus più performante. D’accordo, avrei potuto installare un altro antivirus gratuito, ma Avira mi rompe le balle con i popup e non sono mai stato un fan di AVG. E va bene, mi sono detto, dopo tanto tempo di antivirus gratuiti compriamone uno, dopo tutto mi danno due anni di protezione al costo di uno.

Così, ho installato Bit Defender, ed è stato un grave errore. La versione 2012 di questo antivirus presenta un fastidiosissimo bug di cui magari molti utenti non si rendono nemmeno conto, ma gli smanettoni sì. Basta andare sul forum del produttore per accorgersene. In pratica, andando a spulciare nei registri di Windows si possono notare uno o più errori causati da Bit Defender, consistenti nel mancato caricamento di alcuni driver: nel mio caso trufos.sys e trufosalt.sys (altri utenti parlano anche di un altro file), oltre a malfunzionamenti di vario tipo. Io stesso ho sperimentato un paio di crash nell’apertura di alcune pagine web e sono rimasto molto stupito perché il mio sistema, pur zeppo di ogni cosa di tutto di più, è piuttosto stabile. Ora, in risposta ad un utente un tecnico di Bit Defender sostiene che l’errore è di Windows, ovvero che la segnalazione di mancato caricamento sarebbe un errore del sistema operativo mentre, in realtà, tutto funzionerebbe bene. Ed è vero, l’antivirus sembrava funzionare, però il dubbio che qualcosa non vada è più che legittimo, ed anche preoccupante perché stiamo parlando di un software che ha per scopo la sicurezza dei nostri dati, e non è piacevole pensare che presenti una qualche debolezza che potrebbe risultare fatale! Inoltre gli altri malfunzionamenti cui ho accennato fanno pensare al peggio. Il bello è che non hanno nessuna intenzione di risolvere questo problema se non nel 2013, con la nuova versione! 

Così, approfittando del fatto che se non si è soddisfatti del prodotto rimborsano il costo entro 30 giorni dall’acquisto, ho compilato l’apposito modulo e spero che la pratica vada avanti in modo sollecito. Così, senza volerlo, testerò anche la politica di rimborso di Bit Defender! Inutile dire che sconsiglio caldamente l’acquisto e la installazione di questo antivirus, a dispetto delle entusiastiche recensioni che si leggono in giro.

Alla fine, ho installato una versione di prova di G-Data (30 giorni). Spero che nel frattempo pervenga il rimborso da Bit Defender, così se G-Data va bene (ho pochi dubbi, avendolo usato in passato) dirotto i soldi per l’acquisto della versione definitiva.

Fine della storia, che magari è di poco interesse, ma a qualcuno potrebbe essere utile.

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