WINDOWS 8.1: GESTIRE i CLOUD IN UNA RACCOLTA

Posted on 15 febbraio 2014. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , |

Avete più di un account cloud? Oltre a SkyDrive, fornito di serie e che tra poco cambierà nome in OneDrive, potreste essere utenti di Google Drive, DropBox, e chissà quanti altri. E’ possibile raggruppare in un’unica raccolta le cartelle usate dalla maggior parte dei servizi cloud in modo da poterle gestire comodamente. La raccolta potremmo chiamarla, senza troppa fantasia, Cloud, ed avrebbe l’aspetto riportato nell’immagine sottostante.

raccoltacloud

Nell’esempio sopra ho incluso nella mia raccolta di nome Cloud le cartelle di Sky Drive, Google Drive, DropBox, Copy, 4Sync, Mega. Quella di 4Sync è l’unica di cui si può vedere parzialmente il contenuto (basta fare clic sul triangolino accanto al nome).

colonna_thumbLe raccolte predefinite sono Immagini, Video, Documenti, Musica. Ma attenzione: mentre in Windows 7 le raccolte erano visibili di default, in Windows 8 sono state per così dire quasi nascoste (non si sa per quale motivo). Come abbiamo visto una raccolta consente di raggruppare alcune cartelle, che hanno qualcosa in comune, dislocate in directory differenti e visualizzarle in un unico contenitore virtuale. La prima cosa da fare è quindi accedere alle raccolte per poterle gestire.

Il modo più semplice è quello di abilitare in esplora risorse, se non l’avete già fatto, la barra a sinistra delle cartelle: tab [Visualizza] – Riquadro di spostamento. Nel menù che appare ci sono varie opzioni, tra cui <Mostra raccolte>. Abilitiamo l’opzione. Vedremo la cartella Raccolte (che ha un disegno leggermente diverso, come quello di un raccoglitore, quale in effetti è) inserita nell’elenco del riquadro.

In alternativa possiamo andare sul Desktop (in Esplora Risorse, non sul Desktop di lavoro) dove troveremo questo raccoglitore bello pronto per essere utilizzato.

 

desktopracc_thumb[1]

Se facciamo doppio clic su <Raccolte> vedremo in effetti apparire le classiche Documenti, Immagini, Musica e Video, ovvero le raccolte presenti di default. Nell’esempio preso dal mio PC appare già anche la raccolta Cloud.

raccoltskerm_thumb[1]

Da questa posizione possiamo facilmente gestire non solo le raccolte già esistenti, ma anche crearne di nuove. Ecco come…

Con un clic del tasto destro del mouse apriamo il menù contestuale e selezioniamo la voce <Nuovo> – Raccolta. Subito il sistema esegue l’ordine abbinando alla nuova raccolta appena creata un’icona standard. Chiamiamo la nuova raccolta Cloud. A questo punto facciamo clic, sempre con il tasto destro, sulla raccolta Cloud appena creata e selezioniamo dal menù contestuale <Proprietà>. Appare la seguente finestra di dialogo che contiene tutto ciò che serve per far funzionare a dovere la nostra raccolta.

findialogttquelkesrv_thumb[1]

Il primo riquadro, il più importante, serve ad aggiungere i percorsi delle cartelle che vogliamo inserire nella raccolta. Poiché la nostra intenzione è quella di gestire tutte le cartelle relative ai servizi cloud in un unico raccoglitore, non dobbiamo fare altro che fare clic su [Aggiungi…] e selezionare, una per una, queste cartelle. Per ogni nuovo percorso dovremo cliccare su [Aggiungi…]. Vedremo il riquadro popolarsi con le nostre scelte.

Il passo successivo è quello di poter ottimizzare la raccolta per un contenuto particolare. Nel nostro caso, trattandosi di cartelle dal contenuto eterogeneo, possiamo lasciare l’opzione <Elementi generali>, ma nulla ci vieta di fare diversamente qualora dovessimo ritenerlo opportuno.

Infine l’ultimo tocco consiste nello scegliere un’icona di nostro gradimento. E’ sufficiente fare clic su [Cambia icona della raccolta…] e scegliere una di quelle che ci vengono proposte dal sistema, oppure una qualsiasi che magari abbiamo scaricato da internet e abbiamo salvato sul nostro PC.

Rimane un’ultima cosa da fare: scegliere una cartella predefinita, tra tutte quelle presenti nella raccolta, per il salvataggio dei nuovi file. In altre parole: se salviamo un documento di testo nella raccolta senza specificare una cartella precisa tra quelle presenti nel raccoglitore, dobbiamo dire al sistema quale cartella di default deve scegliere. E’ sufficiente fare clic sul percorso prescelto e premere il pulsante [Imposta perc. salv.] (che ovviamente sta per Imposta percorso di salvataggio). Vedremo apparire un segno di spunta alla sinistra del percorso da noi indicato.

Infine, fare clic su [OK] per memorizzare il tutto e salvare il duro lavoro svolto (si fa per dire…).

In questo modo potremo gestire con una certa comodità eventuali account multipli e godere cumulativamente dello spazio gratuito offerto gentilmente dai vari fornitori di servizi. Non solo: potremo con estrema facilità, trascinandoli con il mouse, spostare i file da un account a un altro, individuare più agevolmente un documento salvato nel cloud senza ricordarci di preciso in quale cloud, e via discorrendo.

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WINDOWS 8: COME RENDERE DISPONIBILI LE APP AGLI ALTRI UTENTI DI UN PC CONDIVISO

Posted on 11 novembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , |

Chi utilizza un PC condiviso tra più utenti, come nel mio caso, con sistema operativo Windows 8, potrebbe essersi trovato di fronte al problema che le app scaricate dal Windows Store tramite un determinato profilo utente, non sono disponibili agli altri utenti. Faccio un esempio: l’utente 1 scarica sul PC il programma 1 e lo installa. L’utente 2, l’utente 3 ecc…. NON vedono elencato quel programma tra le applicazioni disponibili (sto parlando ovviamente delle applicazioni per l’interfaccia ex metro che adesso dovrebbe chiamarsi Windows 8 Style, ovvero quella “piastrellosa”). Sembrerebbe quindi che l’utente 2, per esempio, se volesse utilizzare il medesimo Programma 1, dovrebbe scaricarlo di nuovo e procedere all’installazione. Nessun problema quando si tratta di programmi gratuiti: ma quando sono a pagamento? Il medesimo programma dovrà essere pagato due volte nonostante sia stato già scaricato, pagato, e sia già presente sul PC che si sta utilizzando?

La licenza Microsoft dice che chi acquista un’app la può installare su 5 PC, e che per ogni PC non c’è limite al numero degli utenti che lo condividono. Quindi, un sistema deve esserci! Ecco come fare.

Bisogna loggarsi, tanto per proseguire con l’esempio iniziato, come utente 2. L’utente 2, ricordiamolo, è l’utente che pur condividendo il PC con utente 1 non vede il programma 1 che il medesimo utente 1 ha acquistato ed installato.

Successivamente utente 2 dovrà aprire l’applicazione Windows Store:

storewin

Presupponiamo che utente 2 si sia già registrato presso il Windows Store ed abbia quindi un proprio username ed una propria password. Per poter condividere l’applicazione acquistata e installata da utente 1, occorrerà l’intervento (o vogliamo chiamarla autorizzazione?) di quest’ultimo che, pertanto, dall’ambiente di lavoro di utente 2 si dovrà identificare come utente 1!

In pratica, bisognerà far apparire il menù laterale di destra, denominato Charms Bar, e selezionare la voce Impostazioni e poi Il tuo account. Nella schermata che appare, l’utente deve cliccare (o fare tap) sul pulsante sotto la scritta Accedi con un altro account [Cambia utente].

Appena connesso come utente 1 allo Store, si potrà installare il programma 1 anche per utente 2. L’operazione è velocissima in quanto non si tratta di un’installazione vera e propria, ma solo di rendere disponibile il programma 1 anche all’utente 2. Al termine l’utente 1 farà bene a disconnettersi (sarà sufficiente fare clic o tap sulla scritta Ritorna a utente 2).

Questo è il meccanismo previsto da Windows 8 e, anche se può apparire macchinoso perché non rende immediatamente disponibili agli utenti di un PC condiviso i programmi acquistati da uno di essi, tutela maggiormente la privacy e mantiene più differenziati i diversi ambienti desktop. Inoltre lascia al proprietario di un’app la scelta se renderla o no disponibile agli altri.

Da questa impostazione ne consegue, per coerenza, che quando un utente disinstalla un’app essa non viene automaticamente disinstallata dal sistema, nel senso che rimarrà disponibile per gli altri utenti, a meno che non procedano anch’essi alla disinstallazione.

accwinstore

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WINDOWS 8 PRO, IN VERSIONE DEFINITIVA!

Posted on 1 novembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , |

Io per definizione voglio sempre installata l’ultima versione del sistema operativo e ciò a prescindere se sia migliore o peggiore della precedente. Mi comporto così perché, al contrario di altri, amo le novità e non ho paura a misurarmi con esse che, anzi, mi galvanizzano. Quindi, non appena disponibile al pubblico Windows 8, ne ho acquistata una licenza approfittando della sensazionale offerta on line, valida dal 26 ottobre 2012 al 31 gennaio 2013, che ne consente il download (parliamo di Windows 8 Pro) al convenientissimo prezzo di Euro 29,99. In precedenza ho avuto modo di familiarizzare con le due versioni gratuite di prova che sono state rilasciate da Microsoft: la consumer preview e la release preview. Dico subito una cosa: quando ho installato la prima preview, ancora piuttosto grezza, Windows 8 mi ha disgustato. Sono sincero. Con la release preview, molto più rifinita, un pochettino ho cambiato idea, forse perché mi ero nel frattempo abituato al cambiamento più grosso, il menù start a piastrelle. Ora che sto usando la release definitiva, debbo dire che Windows 8 non mi dispiace affatto, anzi mi piace, al punto che ho abbandonato del tutto l’intenzione di dotarlo del famoso menù start tradizionale (che non è mai stato così famoso come da quando non c’è più!) ripristinabile grazie a software di terze parti.

Cominciamo proprio da qui: il menù start che non c’è più. Per quanto a prima vista possa sembrare traumatico Smile with tongue out … in realtà è più esatto dire che ha cambiato forma. Il nuovo menù start ora è un mondo a parte, a schermo pieno, coloratissimo ed animato, piastrellato, che può piacere o non piacere ma presenta comunque dei vantaggi. La prima cosa che ho apprezzato, è la facilità con cui i programmi (o dovrebbero ormai chiamarsi app?) possono essere raggruppati e tenuti in ordine. Col vecchio menù start, se spostavi il collegamento ad un programma dopo che era stato installato, e poi disinstallavi il programma stesso, ti ritrovavi con un link “orfano” perché il software di disinstallazione non trovava più il collegamento lì dove ricordava di averlo messo. Ora ciò non succede più: puoi spostare una piastrella, o persino eliminarla dal menù start se dà fastidio, ma non perderà mai il legame con il software che rappresenta. Il vecchio menù start con il tempo si riempiva di un sacco di roba che era faticoso e dispendioso eliminare a mano: ora è facilissimo. Basta fare clic col tasto destro (oppure, se si ha un’interfaccia touch, lo stesso risultato credo si possa ottenere con un tap prolungato… non lo so perché non ho un’interfaccia touch) e si può rendere invisibile l’elemento indesiderato, che sarà in caso di ripensamenti sempre rintracciabile nella schermata tutti i programmi. Con lo stesso meccanismo possiamo renderlo nuovamente visibile oppure posizionarlo sulla barra delle applicazioni del desktop.

Scaricamento ed installazione: non presentano alcuna difficoltà. Prima di consentire lo scaricamento vero e proprio, la procedura lancia automaticamente un applicativo che verifica, in modo che mi è sembrato piuttosto accurato, l’hardware ed il software presenti sul pc per valutarne la compatibilità con il nuovo sistema operativo. Io avevo intenzione di fare un’installazione “pulita”, come ho sempre fatto, ma non è stato possibile evitare questo controllo nel mio caso abbastanza inutile. Al termine, comunque, è stata riscontrata una compatibilità quasi assoluta dei miei numerosissimi programmi, tranne che per Perfect Disk, l’utility di deframmentazione, e altre due-tre  cose di poco conto che neanche ricordo. Alla fine, lo preciso perché ho visto che in rete parecchi si pongono questa domanda, l’installazione non parte automaticamente ma si può scegliere di creare un’immagine ISO e masterizzarla su un DVD (ciò che ho fatto io) oppure si può creare una chiavetta USB avviabile. Infine, preciso anche ciò, nonostante la versione Windows Pro scaricabile sia un aggiornamento (presuppone che sul sistema sia installato Wiondows 7, Vista oppure XP SP 3) è possibile fare un’installazione pulita su un’altra partizione. Quest’ultima è stata la mia scelta finale ed ho installato Windows 8 Pro in un SSD Samsung da 128 GB acquistato per l’occasione.

L’installazione vera e propria è veloce. Non ho cronometrato, ma mi è sembrata rapidissima. Il mio sistema è un non più nuovissimo PC con 8 GB di RAM, processore i7 860, due dischi fake raid in stripe per un totale di due TB di supporto magnetico tradizionale, ed il nuovo Samsung SSD da 128 GB (SATA 2). Al termine dell’installazione, compresi i software più importanti (il nuovo Office 2013 in prova gratuita, Photoshop, Canon DPP, Writer per aggiornare il blog, Live Mail, VueScan per lo scanner, Calibre per gli ebook e poca altra roba) risultano liberi 78,8 GB. Dimenticavo: giusto per completezza, ad una presa SATA esterna ho un disco da 1 TB con Linux Mint Debian.

Avvio: Windows 8 si avvia molto velocemente, merito del SSD ma anche del fatto che di default è attivata l’opzione avvio rapido che in realtà, a quanto pare, è una sorta di ibernazione ottimizzata. Praticamente al momento dello spegnimento Windows memorizza tutto il contenuto della memoria (o buona parte) in un file che all’accensione ricarica in memoria. Se l’operatore dispone un riavvio, lo spegnimento e la successiva ripartenza (lo so, non stiamo parlando di calcio Smile) vengono effettuati con la modalità tradizionale, e sarà possibile apprezzare il sensibile risparmio di tempo consentito dalla nuova modalità.

Ottimizzazione del sistema: questo discorso è legato all’utilizzo, nel mio caso, di un’unità a stato solido (SSD). Si tratta di un Samsung 830. Ho letto un sacco di informazioni in rete sulla necessità di adottare settaggi particolari, ma la buona novella è che Windows 8 rileva automaticamente la presenza di un SSD e si adegua, nel senso che, tanto per fare un esempio, il software di deframmentazione integrato adotterà gli accorgimenti necessari senza bisogno di fare niente. Nel caso di un SSD la deframmentazione è inutile, anzi dannosa, ed infatti Windows 8 si limiterà ad ottimizzare il disco SSD tramite i comandi TRIM, per cui non è necessario (anzi è controproducente) disabilitare questa funzione. Ugualmente, non è da disabilitare l’opzione Superfetch (che ottimizza l’avvio), perché Windows 8 ci penserà da sé a non utilizzarla. Ugualmente, sembra non sia utile disabilitare l’indicizzazione automatica del contenuto.

Un discorso a parte merita la memoria virtuale, ovvero il file di paging. Molti consigliano di disabilitarlo sull’unità SSD. Con molta RAM si può anche disabilitare, perché inutile. Io ho notato che Windows 8 ne utilizza uno da 4 GB sul SSD ed ho deciso, almeno per ora, di lasciare l’impostazione automatica.

Invece è importante non riempire l’SSD perché il disco, per motivi che non sto qui a spiegare, diventa meno efficiente man mano che lo spazio libero diminuisce. E’ importante quindi disabilitare o ridurre al massimo l’utility di ripristino di sistema (tanto più che Windows 8 ha una funzionalità di refresh che con un clic riporta tutto allo stato iniziale) e spostare le cartelle che conterranno i documenti personali di ogni utente, in primis le cartelle che fanno parte delle raccolte. Cosa che si può fare facilmente scorrendo il file system: Disco di sistema –> utenti –> nome utente e da qui fare clic col tasto destro sulle cartelle di sistema che si vogliono spostare, tipicamente le quattro immagini – musica – documenti – video ma anche downloads ed anche la cache di Internet Explorer. Nella finestra che si aprirà selezionare la tab percorso ed indicare la nuova posizione della cartella. La vecchia verrà spostata con tutto il suo contenuto. Naturalmente il consiglio è di spostare queste cartelle su un hard disk a tecnologia tradizionale. Il medesimo ragionamento andrà fatto per eventuali altri software che potrebbero ingigantirsi all’interno del SSD.

Il nuovo ambiente di lavoro. Per chiarirsi un po’ le idee e per orientarsi, bisogna ragionare in un certo modo. In Windows 8 sono evidenti le due interfacce: quella tradizionale di Seven e quella nuova (che non si chiama più metro credo per motivi di copyright). Sono a tutti gli effetti due ambienti distinti, uniti dalla schermata start. Sembrano quasi due sistemi operativi differenti. Oppure, se preferiamo, possiamo considerare il desktop un’applicazione come le altre che può essere lanciata da start. E’ importante capire la differenza tra i due ambienti, sostanziale oltre che estetica. Prendiamo per esempio l’applicazione SkyDrive che consente di usufruire dello spazio cloud gratuito di 7 GB (io ne ho 25 in qualità di vecchio utente… Winking smile). Potremmo trovarci con due app distinte: quella desktop e quella ex metro. Perché? Perché quella ex metro sarà studiata per la nuova interfaccia, e poiché la nuova interfaccia è destinata soprattutto ai dispositivi mobili, soffrirà di limiti precisi: non farà riferimento ad una cartella nel PC per la sincronizzazione automatica, per esempio, ma consentirà solamente la visualizzazione e la gestione del contenuto on line. Installando la versione desktop invece avremo la funzionalità completa.

Sostanzialmente le app che girano sotto la nuova veste grafica (e che sono state notevolmente migliorate rispetto alle prime versioni che si erano viste) richiedono in ambiente desktop un clic con il tasto destro del mouse per far apparire una o due barre, di generose dimensioni, contenenti i comandi e le opzioni.

Nella schermata start, basta iniziare a digitare qualcosa per vedere subito un elenco di applicazioni filtrate in base al testo che abbiamo digitato. Oppure possiamo fare clic col tasto destro in un punto vuoto per far apparire un pulsante tutte le applicazioni (autoesplicativo).

I quattro angoli. Le due interfacce hanno una cosa in comune: i quattro angoli dello schermo, che possiamo considerare alla stregua di quattro pulsanti invisibili.

Se spostiamo il mouse in quello in basso a sinistra, vedremo visualizzata una miniatura dello schermo start oppure, se già siamo nella schermata start, se in precedenza è stato aperto vedremo il desktop, per passare rapidamente dall’uno all’altro. Il passaggio è velocissimo. Se scorriamo lungo il lato sinistro dello schermo, e ciò vale anche partendo dall’angolo sinistro in alto, troviamo in fila tutte le applicazioni aperte tranne quelle aperte sul desktop. Al loro posto, troveremo il desktop stesso. In Windows 8 non è necessario chiudere manualmente i programmi aperti, ci penserà il sistema a chiudere quelli aperti da più lungo tempo qualora sia necessario farlo. Tuttavia possiamo sempre agganciare un’app dal bordo superiore e trascinarla verso il basso sino a farla scomparire (compreso il desktop: per farlo è necessario tuttavia ridurre eventuali finestre a tutto schermo).

L’angolo in basso a sinistra, se clicchiamo con il tasto destro, fa apparire un menù rapido di impostazioni avanzate, tra cui il pannello di controllo, la gestione dispositivi, la gestione attività e la gestione disco.

Gli angoli a destra, sia quello alto sia quello basso, fanno apparire una barra che è sempre uguale (contestualmente appare anche un riquadro con ora, data e stato della connessione di rete) con cinque pulsanti: impostazioni, dispositivi, l’onnipresente start, condivisione e ricerca.

Il desktop. A questo punto si potrebbe pensare che il desktop tradizionale, fondamentale per utilizzare i software migliori e più complessi, sia stato trascurato: degradato al ruolo di semplice app, sparito il pulsante start… Sbagliato, l’ambiente desktop a mio modo di vedere presenta dei notevoli miglioramenti.

La prima cosa che mi viene in mente sono le… finestre. Mi piace tantissimo il nuovo ribbon, per altro riducibile con un clic se non serve, ed altamente personalizzabile, che consente con facilità di selezionare o deselezionare tutte quelle opzioni che prima erano celate da qualche altra parte. Così come mi piace la possibilità di vedere in tempo reale la velocità di transito dei dati quando si copiano file. E vogliamo mettere il nuovo task manager (gestione attività) con quello vecchio? Provare per credere. Tutto il resto funziona esattamente come siamo abituati con Windows 7, a parte le trasparenze di colore che sono state abolite. Rimane traslucida solo la barra delle applicazioni.

Cronologia file. Il vecchio backup funziona sempre, tranquilli. Tuttavia la nuova modalità di Windows 8 è racchiusa nei termini cronologia file e dovrebbe consistere nella sistematica copia delle cartelle selezionate dall’utente in un’altra unità (preferibilmente esterna). Non ho ancora utilizzato questa funzionalità. Sono in attesa di un hd esterno da 2 TB (la stessa dimensione del sistema raid che ho nel pc) per indicarlo come unità di backup e quindi attivare questa funzionalità che dovrebbe essere simile alla analoga feature sui sistemi MacOS.

Antivirus. E’ incorporato nel sistema ed in sostanza è il famoso (o famigerato, dipende dai punti di vista) Microsoft Security Essential che ora ha preso il nome di Windows Defender (ed ha preso il posto dell’omonimo programma di Windows 7). Naturalmente è possibile installare un antivirus a piacere, nel qual caso credo che Defender si disattivi da solo ed in modo automatico. Non sono sicuro perché per ora ho lasciato l’antivirus di default. In Windows 7 era necessario disattivare il vecchio Defender manualmente (come è noto, è meglio non avere due antivirus/antispyware in esecuzione contemporanea).

Conclusioni. Windows 8, pur con tutte le cautele del caso poiché lo sto veramente utilizzando in versione definitiva solo da pochi giorni, è veloce, leggero, reattivo, stabile come Seven. Devo ammettere, nonostante la cattiva impressione iniziale che ebbi con la consumer preview, che lo sto usando con soddisfazione. Le app “piastrellose” sono notevolmente migliorate ed ora le trovo gradevoli (quelle poche che ho). Tra i difetti trovo un’eccessiva commistione tra le due realtà, il desktop e quella a piastrelle: stai sul desktop, fai partire un video e quello si visualizza con l’app piastrellosa, con i pulsanti grossi come una casa adatti al mio pollice a non al puntatore del mouse! Ovviamente si tratta di settare tutto nel modo giusto, farlo è facilissimo, però la scelta di default mi sembra discutibile. Se l’utente preferisce passare la maggior parte del tempo sul desktop Eye rolling smile è meglio lasciarlo fare e non rompergli le scatole proiettandolo suo malgrado nel nuovo ambiente colorato e con le icone ed i pulsanti “cicciotti”.

Mi fermo qua, spero di poter essere stato utile a qualcuno.

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START8: RIMETTIAMO IL PULSANTE START A WINDOWS 8

Posted on 16 giugno 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Che in giro ci siano delle utility di terze parti (quindi non Microsoft) per restituire il pulsante start all’attuale versione di Windows 8 è ormai noto, per cui non pretendo di dire niente di nuovo. La novità, per quanto mi riguarda, è che mentre finora ho voluto usare il sistema operativo esattamente come Microsoft l’ha concepito, senza voler cedere alla tentazione di apportare quelle modifiche tra cui questa di cui stiamo parlando è la più ovvia e passionale, dopo un po’ di utilizzo neanche troppo intenso, pur non essendo un talebano contrario per principio ad ogni novità, ho rotto gli indugi ed ho agito in modo da rimettere almeno questa cosa al suo posto. Vediamo perché.

Alla fine, mi sono detto, abbiamo due Windows in uno. Microsoft farà di tutto per farci ricredere: secondo loro il futuro sarà metro; invece io penso che gli utenti desktop preferiranno il vecchio ambiente di lavoro, dotato di tutti i comfort cui siamo abituati e più adatto ad un utilizzo in punta di mouse. L’utente tablet probabilmente troverà comode le app a tutto schermo ed i bottoni grossi adatti ad essere azionati con le dita e le gesture per far apparire i menù laterali, mentre l’utente desktop scuoterà sconsolato il capo nel vedere ingoiato il generoso spazio a disposizione da un’interfaccia metro tanto avida di pixel quanto spartana. Inoltre l’utente desktop userà molti programmi studiati proprio per il desktop: è facile immaginare quindi che chi ha un desktop transiterà per lo start di metro, quello piastrellato, solo per lanciare quei programmi che non sono stati stabilmente inseriti nella barra delle applicazioni. Anche se la transizione desktop-metro è piuttosto veloce, non di meno può essere fonte di stress… Winking smile

Unica cosa buona del nuovo start è la sua capacità di raggruppare facilmente i programmi secondo un criterio personale. Per esempio i programmi di grafica tutti insieme, quelli per ufficio riuniti da un’altra parte, i giochi tutti di qua… Per carità, lo si poteva fare anche con il vecchio start, ma con qualche complicazione in più, specie se spostavi il collegamento ad un programma dopo che lo stesso era stato installato. Poteva accadere, per esempio, che  disinstallando il programma la relativa voce non venisse automaticamente cancellata dal menù, perché il percorso di installazione aveva memorizzato un path differente. Ora con il metro-start al momento dell’installazione viene creata la… mattonella, che uno poi mette dove vuole. Cancellato il programma, sparirà anche la mattonella, ovunque sia stata messa dall’utente.

A questo punto entra in scena Start8.

Start8desktopridotta

A Start8 ci sono delle alternative, che però sembra abbiano delle controindicazioni. Non uso Start8 da molto, ma mi sembra che le controindicazioni non ci siano. Come possiamo vedere nella immagine a corredo dell’articolo, Start8 non si limita a ricreare un menù start, ma trasporta letteralmente il menù stile metro  sul desktop. Debbo dire che, visto così, lo stile metro fa il suo effetto. Unico difetto che ho notato subito, è che mentre il verò menù scorre orizzontalmente ruotando la rotella del mouse, cosa molto comoda, lo stesso non avviene con il menù di Start8. Inoltre, purtroppo, i programmi non sono raggruppati così come noi potremmo aver fatto, bensì seguono lo schema previsto per la funzione “mostra tutte le apps” (tasto destro nella schermata start “grande”, all apps). Ma sono difetti non gravi; tra parentesi la versione installata è quella per la consumer preview, non la release preview, per cui potrebbero esserci in seguito dei miglioramenti. Noterete, se l’immagine non è troppo piccola (forse lo è), che l’aspetto grafico del pulsante non è quello cui siamo abituati ma è la finestrella stile Windows8. Niente paura: tra le opzioni potremo scegliere diversi bottoni, tra cui quello di Seven. Altre opzioni riguardano le dimensioni del menù e, soprattutto, la possibilità o meno di permettere al tasto Windows della tastiera di mostrare il menù start a schermo pieno. Consiglio di abilitare questa funzione altrimenti, in certi casi, potrebbe risultare difficile poter tornare allo start “grande”. La parte a dx di Start8 scorre invece in verticale (e qui la rotella del mouse funziona).

In conclusione, penso di poter dire che Start8 meriti una chance, soprattutto ora che siamo in fase di preview del nuovo sistema operativo. Basterebbero un paio di miglioramenti e potremmo davvero trovarci di fronte ad una killer application di Windows 8. Persino Microsoft potrebbe farci un pensierino, perché non è un semplice ripristino del vecchio menù, ma è quello nuovo replicato sul desktop. In questo modo gli utenti non tablet, non touch potrebbero stazionare nell’ambiente di lavoro preferito ed andare su metro se e quando serve: il contrario di ciò che avviene finora.

Microsoft, pensaci!

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WINDOWS 8 RELEASE PREVIEW: ULTIME CONSIDERAZIONI

Posted on 3 giugno 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Non è trascorso molto tempo dal mio post Windows 8 Consumer preview: prime impressioni ed ecco già giunto il momento di scrivere un nuovo articolo basato sulla release preview di questo ormai prossimo sistema operativo che dovrebbe uscire verso fine anno, a detta di tutti in tempo utile per le festività natalizie. Lo troveremo, si augurano alla Microsoft, non solo sui desktop e notebook, ma anche e soprattutto sui tablet a fare concorrenza agli iPad ed ai tablet android (questi ultimi, in realtà, non sembra che vendano così bene). Sulle perplessità derivanti dalla scelta Microsoft di impostare l’interfaccia, in tutta evidenza, per un utilizzo touch ho già detto in altri precedenti articoli, e non è necessario che mi ripeta. 

Innanzitutto, cos’è cambiato nella release preview rispetto alla consumer preview? Non molto. La prima cosa è che il sistema, nel suo complesso, appare molto più rifinito e questo è normale, poiché la consumer era ad uno stato piuttosto grezzo di sviluppo. I movimenti necessari per attivare alcune funzionalità (angolo in basso a sinistra al posto del menù Start, lato a destra per le opzioni ed i settaggi, lato a sinistra per ritornare alle applicazioni usate in precedenza) ora appaiono più fluidi e sembrano funzionare senza incertezze (io ho testato entrambe le versioni su un desktop e quindi sto parlando di gesture eseguite con il mouse). Alcune app funzionano in modo più completo ed anche questo è il minimo che potevamo aspettarci. Il Market è meglio strutturato ed il meccanismo di installazione dei programmi funziona senza problemi e fornisce informazioni più accurate all’utente, tranne se un programma è già stato installato oppure no. Penso e mi auguro che nella versione definitiva questo aspetto verrà migliorato.

Il sistema si installa senza problemi. La consumer l’avevo installata in dual boot con Seven in una partizione, mentre la release l’ho installata su disco (non macchina) virtuale seguendo le istruzioni contenute in questo eccellente articolo.

Tra le cose positive, mi piacciono i menù stile ribbon delle finestre e Internet Explorer 10, che a prima vista mi sembra davvero velocissimo. 

A farla da padrone è l’interfaccia metro per la quale bisogna obbligatoriamente transitare; la si può parzialmente evitare lanciando i programmi che si usano di più dalla barra delle applicazioni del desktop. Quest’ultimo, a sua volta, non è più l’ambiente centrale di ogni operazione, ma è piuttosto un programma come tutti gli altri che serve per le applicazioni di tipo più tradizionale e per le operazioni più complesse sul file system. Si vocifera, al riguardo, che proprio per questo motivo le icone verranno ridisegnate per essere più simili alla grafica di metro e che le sofisticatezze grafiche tipo aero verranno abbandonate. Niente più effetti trasparenza quindi, almeno così parrebbe: non posso fare a meno di pensare che ci troveremo di fronte ad un abbrutimento grafico. Certo Microsoft sta scommettendo tutto sulle piastrelle di metro: o la va o la spacca, sembrerebbe dire (e pensare). Con il rischio, neanche tanto remoto, di fallire, visto che in ambito mobile Windows Phone stenta a sfondare ed il nuovo Windows 8, che ne ricalcherà lo stile, rischia di scontentare gli utenti desktop che rappresentano lo zoccolo duro di Windows.

Ho provato ad installare Microsoft Security Essentials ma il sistema, con un messaggio, mi ha avvertito che non era necessario perché c’era già Windows Defender che ha le medesime funzionalità. Ne deduco che Windows 8 avrà MSE già incorporato, anche se si chiamerà Defender come nelle precedenti versioni di Windows

Il menú con le piastrelle (non posso fare a meno di chiamarlo così) ora è maggiormente personalizzabile e nel complesso è tollerabile.

Il sistema operativo gira veloce e fluido (il mio PC ha 8 GB di RAM e un processore Intel i7).

Nessun problema con la installazione di Office 2010 e per la configurazione di una stampante di rete.

Aspetto in comune con tutti i SO moderni, i programmi (scusate: le app) non si chiudono più, almeno quando siamo con metro: si congelano e rimangono aperte finché in memoria c’è spazio. Poi, verrà chiusa quella non utilizzata da più tempo se ci sarà bisogno di liberare memoria. Se proprio vogliamo chiuderne una (anche se non è necessario) possiamo agganciarla sul bordo superiore e trascinarla in basso, sino a farla sparire.

Che dire, in conclusione? Questo nuovo Windows sarà, da quando Windows esiste, quello più innovativo, e per certi versi quello più sconvolgente. Difficile prevedere, sono molto sincero nel dirlo, se incontrerà il favore degli utenti oppure no. Io stesso sono molto combattuto nel dover dare un giudizio. Non amo l’interfaccia metro e non gradisco l’eliminazione del pulsante start, men che meno mi piace la grafica grossolana che ha la maggior parte delle app studiate appositamente per il nuovo ambiente di lavoro, anche se usandolo ogni tanto qualche piacevolezza affiora. Probabilmente Windows 8 sarà un ottimo sistema per tablet, ricco di funzionalità desktop che gli altri tablet non hanno (e soprattutto che non ha iOS con tutti i suoi limiti, tanto per intenderci), ma su un sistema desktop, con mouse e tastiera, dubito fortemente che sarà il sistema operativo definitivo. Non posso fare a meno di pensare che con Windows 8 Microsoft perderà alcune quote di mercato.

Ultima cosa: la release preview per ora non supporta l’italiano.

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WINDOWS 8 CONSUMER PREVIEW: PRIME IMPRESSIONI

Posted on 3 marzo 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Start

Microsoft, come preannunciato, ha reso disponibile la beta di Windows 8, che per l’occasione non si chiama più beta ma consumer preview. Chi volesse scaricarla, può cliccare QUI. Si discute, in rete, per quale motivo Microsoft abbia abbandonato il termine beta per adottare il nuovo, come se la nuova nomenclatura dovesse sottintendere chissà quali cambiamenti. In effetti, se la versione finale non si discosterà molto da quella mostrata nella consumer preview, di cambiamenti ce ne saranno tanti, e sconvolgenti…

L’installazione di Windows 8 Consumer Preview non ha presentato, almeno nel mio caso, alcun problema. La lingua italiana non è ancora supportata per cui, almeno di non conoscere il tedesco, il giapponese o lo spagnolo, è opportuno scegliere l’inglese. Microsoft avverte, trattandosi di una beta, che alcune funzionalità possono non essere complete e che è probabile ci siano alcuni malfunzionamenti. L’installazione può anche avvenire in dual boot  insieme ad un’altra versione del sistema operativo. E’ una buona idea, poiché non sarebbe saggio sostituire la nostra installazione con Windows 8, ancora in fase di sviluppo. Io ho fatto il dual boot con Windows 7, installando Windows 8 su una partizione di 100 GB. Windows 8 ha riconosciuto senza problemi il sistema raid software del mio pc (fake raid) ed ha creato un menù di boot nuovo di zecca, in cui è possibile usare il mouse. Se al posto di Windows 8 si sceglie l’icona di Windows 7, il sistema si riavvia e parte (ovviamente) Windows 7. Ciò che voglio dire è che i boot di 7 e di 8 non mi sembrano identici, quanto piuttosto alternativi. La prima cosa che appare, all’inizio, è un pesce stilizzato, non propriamente bello a vedersi.

Per procedere con l’installazione, si può usufruire di un aiutino da parte di Microsoft che ha predisposto un apposito tool che in automatico sceglierà la versione giusta da scaricare (32 o 64 bit), masterizzerà l’immagine su un DVD avviabile e faciliterà l’installazione. Altrimenti, come ho fatto io, se si ha un minimo di dimestichezza con l’installazione di sistemi operativi, si può scaricare direttamente l’immagine ISO, masterizzarla oppure metterla su una chiavetta USB, e procedere con il setup. I requisiti di sistema sono piuttosto modesti rispetto a quelle che sono le attuali caratteristiche standard di un pc. Se l’installazione viene fatta partire da una sezione Windows aperta, Windows 8 dovrebbe fare l’upgrade, ovvero alla fine dovreste trovarvi con Windows 8 che ha preso il posto del sistema precedente (opzione sconsigliata). Se invece il boot del pc viene fatto dal disco o dalla chiavetta di installazione, sarà possibile creare il dual boot e preservare tutto ciò che è già presente sul computer (opzione consigliata).

Windows 8 si avvia velocemente ed appare una schermata con l’ora e la data che può essere sollevata come un sipario, quindi verso l’alto, per accedere alla selezione dell’utente. Possiamo creare un utente locale con username e password, come fatto sempre finora, ma possiamo anche indicare un account Windows Live in modo da sfruttare, per esempio, le opportunità di sincronizzazione offerte da Windows Live Mesh e Sky Drive (consigliato). Facciamo quindi conoscenza con la caratteristica principale di Windows 8: è vero, possiamo usare brillantemente il mouse, come sostiene Microsoft, ma Windows 8 è studiato per usare le dita al posto del mouse, quindi avremo a che fare con gesture (movimenti) che se sono molto naturali se eseguiti con le dita, al punto di aver fatto la fortuna dei sistemi operativi touch come IOS e Android,  non lo sono altrettanto con il mouse.  Le dita hanno bisogno di icone e pulsanti grossi, per cui incontreremo, durante la nostra esplorazione, una grafica essenziale e grossolana, molto diversa da quella cui siamo abituati.

Ed ecco la prima sconvolgente novità: il bottone start, quel pulsante in basso a sinistra che sin qui ha contraddistinto tutte le versioni di Windows dal 95 in poi, è scomparso. Non c’è più! Eliminato del tutto. Spostando il mouse (oppure, nei futuri tablet, il dito) nell’angolo in basso a sinistra, facciamo apparire un’icona rettangolare che, in modo schematico, illustra la nuova schermata start, cui possiamo accedere con clic. Da qui possiamo lanciare i programmi e sistemare un po’ il tutto (purtroppo, NON con elevate opzioni di personalizzazione) totalmente immersi nella grafica stile Metro, inaugurata con Windows Phone. Sotto il profilo pratico, ci troveremo di fronte ad un mosaico di piastrelle colorate, alcune delle quali attive (per esempio il meteo, le email, la borsa, la messaggistica istantanea…) con il contenuto che si aggiorna automaticamente. Una di queste icone attive è quella denominata Desktop, che mostra l’immagine di sfondo ma non, per esempio, eventuali finestre aperte. Da lì posiamo accedere ad un ambiente di lavoro molto più familiare, molto simile a quello di Windows 7. Anzi, a parte la mancanza del bottone start, tutto il resto è quasi uguale.

Tirando le somme di quello detto sin qui, capiamo di trovarci di fronte ad un sistema operativo doubleface, dotato di un’interfaccia nuova, la Metro, ed una più tradizionale, quella di Seven. Microsoft farebbe felici molti utenti, me compreso, se ripristinasse il menù Start e creasse una vera possibilità di scelta alternativa, cosicché gli utenti desktop probabilmente opterebbero per l’interfaccia più tradizionale, mentre quelli tablet per l’interfaccia Metro. La sensazione però è che Microsoft non farà questo semplice passo se non costretta: infatti le intenzioni della società di Redmond sono di imporre ai programmatori (e quindi agli utenti) l’interfaccia Metro, che dovrebbe rappresentare il tratto d’unione tra desktop, notebook, tablet e samrtphone. Per cui, anche se solo per lanciare Word, l’utente desktop si vedrà costretto a transitare per la schermata start a piastrelle. Giusto, sbagliato? Solo il futuro potrà dirlo.

A questo punto, però, chi credesse di trovarsi di fronte ad un sistema operativo pensato solo per i tablet, o comunque per l’utilizzo touch, sbaglierebbe. In realtà, la scommessa di Microsoft è proprio quella di far felici tutti con lo stesso sistema operativo a prescindere dall’hardware. Basta vedere, per esempio, la nuova barra superiore delle finestre (in ambiente desktop: metro non ha finestre e le applicazioni girano a tutto schermo): mi piace tantissimo, è in stile ribbon come quelle di Office e molto pratica da utilizzare. Con un clic sparisce, con un clic riappare. I comandi più importanti si possono spostare sul bordo superiore, in modo da averli sempre a portata di mano, e l’utente può scegliere quali inserire. La stessa barra, denominata quick access, la possiamo spostare in un’altra posizione, sotto il ribbon.

vView

Le gesture fondamentali sono quattro: quella relativa all’angolo in basso a destra, l’ho già descritta. Gli angoli a destra, sia in alto che in basso, fanno invece apparire un’altra barra degli strumenti contenente alcuni pulsanti, alcuni sempre uguali, altri la cui funzione varia in base al programma in uso. Attenzione che l’angolo in basso a destra, nella schermata start, riduce invece le “piastrelle” in modo da vederle tutte in un solo colpo d’occhio. L’angolo in alto a sinistra ci fa vedere l’applicazione precedente; scorrendo verso il basso possiamo vedere le (al plurale) applicazioni precedenti, che non sono chiuse: con un clic possiamo ritornarci. Ed ecco un’altra grossa novità: di regola, in Windows 8 le applicazioni non si chiudono. Vengono congelate nella memoria, e quando serve spazio è il sistema operativo a chiuderle a sua discrezione, secondo l’utilizzo che ne abbiamo fatto. Se proprio ne vogliamo chiudere una, in ambiente desktop il modo è il consueto: clic sul bottone rosso con la X, mentre in ambiente Metro dobbiamo afferrare il bordo superiore dell’app e tirare giù verso il basso, sino a farla scomparire!

conflictsIl menù (ops! Scusate, la schermata) start scorre in orizzontale anche usando la rotella del mouse (comodo). Possiamo però vedere anche tutte le applicazioni installate sul computer, divise per categorie, oppure possiamo cominciare a digitare sulla tastiera, ed automaticamente verranno mostrate le applicazioni filtrate secondo ciò che stiamo scrivendo. Per esempio, cominciando a digitare w ci apparirà Word ma potrebbe apparirci anche ogni altro programma che inizia con la medesima lettera. Digitandone più di una, la ricerca sarà sempre più precisa. Alcune tessere possono essere visualizzate a grandezza doppia. Si possono spostare e raggruppare a piacimento, però entro i limiti grafici imposti da Microsoft e non sempre si ottiene subito ciò che si vorrebbe.

Concludendo, debbo dire che la primissima impressione, utilizzando l’interfaccia Metro, è fortemente negativa. Dopo un po’ di apprendimento, qualcosa si comincia ad apprezzare. Una cosa è sicura: chi pensa di poter liquidare Windows 8 come un Windows 7 cui è stato tolto il menù start, sbaglierebbe. Dietro Windows 8 c’è un lavoro enorme, lo si capisce da mille particolari, così come è enorme la scommessa di Microsoft. Anche i miglioramenti sono innumerevoli, come per esempio il taskmanager oppure la gestione dei file in conflitto quando si spostano da una cartella all’altra. Il sistema gira veloce e dà l’impressione di essere leggero. L’attivazione e lo spegnimento sono rapidissimi.

Forse Microsoft farà meglio, nella versione definitiva, a separare in modo più marcato le due interfacce, lasciando maggiore libertà all’utente finale taskmanagerche comunque, potendo lanciare le applicazioni preferite anche dalla barra degli strumenti dell’interfaccia desktop, con un minimo di organizzazione potrebbe anche non sentire poi così tanto la mancanza del pulsante start. 

La versione finale è attesa per la fine dell’anno: staremo a vedere se verranno apportate modifiche sostanziali. Per ora accontentiamoci di questa consumer preview che è già piuttosto stabile e perfettamente utilizzabile. Io ho installato Office 2010, la suite Windows Live, i driver per due stampanti di rete ed una locale, e tutto ha funzionato alla perfezione. Un problema ce l’ho con un vecchio scanner perché il sistema operativo mi dice che il driver non è certificato… debbo ancora studiare come bypassare questo ostacolo. Infine, ho installato anche l’antivirus gratuito Avast, ed anche lui funziona alla perfezione: durante l’installazione il sistema operativo ha automaticamente disattivato l’antivirus di default, Defender, che in Windows 8 unisce le funzionalità del vecchio Defender con quelle dell’antivirus Microsoft Security Essential. Anche questo articolo l’ho scritto in ambiente Windows 8.

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WINDOWS 8: MICROSOFT CHIUDE LE FINESTRE

Posted on 9 ottobre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Sembra proprio che la futura versione di Windows segnerà un cambiamento epocale nelle abitudini degli utenti desktop. Come ho avuto modo di dire in precedenti post, la tendenza attuale è quella di unificare le versioni del medesimo sistema operativo per tutti i dispositivi su cui dovrà girare. Un tempo il discorso era semplice: c’erano solo i desktop ed i portatili. Poi sono arrivati i pocket pc ed i palmari, e le cose hanno cominciato a complicarsi: per fare fronte alle nuove necessità, alla Microsoft pensarono bene di creare una versione ad hoc di Windows. Adesso la situazione complessiva è ancora più complessa: abbiamo gli smartphone, i tablet, i minitablet (si veda il recentissimo Samsung Note, metà smartphone e metà tablet), gli ultraportatili tipo i MacBook Air della Apple, ma che a brevissimo invaderanno il mercato come pc Windows, i netbook, i notebook, ed infine i desktop, nelle varianti tradizionale oppure all-in-one, con schermo touch. Ma al di là di questo elenco, la tendenza del momento è il collegamento internet in mobilità: quindi largo ai tablet ed agli smartphone e, di conseguenza, largo alle interfacce touch, azionabili in punta di dito (o di più dita, grazie alle gesture). A farla da padrona nei dispositivi mobili sono Apple, con iOS che gira solo su iPhone ed iPad, ed Android di Google. Insomma, un vero smacco per Microsoft, che almeno sino al momento attuale non vede decollare la propria piattaforma mobile, Windows Phone, che rimane relegata a minime quote di mercato.

Sviluppare tanti sistemi operativi diversi può essere controproducente, faticoso, costoso e può anche disorientare l’utente medio, che gradisce ritrovare l’interfaccia grafica cui è abituato in più dispositivi (almeno, questo è ciò che pensano i produttori). Così il futuro Windows avrà il medesimo look sia sul mobile che sui desktop; la stessa cosa sta facendo Apple. Non proprio sistemi operativi uguali, ma con molto in comune tra le versioni mobili e fisse, sempre più convergenti.

Ciò comporta che tutto (icone, pulsanti, menù, link…) debba potersi azionare comodamente anche in punta di dito, oltre che con il mouse. Ecco perché, nonostante la potenza grafica delle moderne schede video e l’elevata risoluzione degli schermi desktop, la grafica dei futuri sistemi operativi si preannuncia più grossolana (almeno ai miei occhi).

Microsoft la pensa esattamente come tutti gli altri: la padrona incontrastata dei desktop è talmente preoccupata di perdere quote di mercato a causa dell’esplosione dei dispositivi mobili, che sembra aver avuto in mente solo questi ultimi nel progettare la prossima versione del celebre sistema operativo. Ed ecco la novità più grossa: a meno di ripensamenti, verrà abbandonato il menù start (il pulsante ci sarà ancora, ma solo per tornare all’interfaccia metro) ed addio alla metafora della scrivania con le finestre. Le applicazioni gireranno a schermo intero, senza i bordi delle finestre, e la nuova interfaccia metro ne sarà totalmente priva. Rimarranno, forse solo per spostare o copiare i file da una cartella all’altra, non è ben chiaro. Ho scaricato la pre-beta che è ancora piuttosto primitiva, come dice il nome stesso, ma non ho ancora avuto tempo di esaminarla a fondo. Se sarà necessario, tornerò sull’argomento.

Così come è ora, la nuova interfaccia metro non scatena i miei entusiasmi, ma prima di dare un giudizio è saggio attendere la versione finale. Io non credo che i tablet siano il futuro del personal computing: si possono usare con una mano sola (l’altra è impegnata a sorreggere il dispositivo), non hanno una base su cui poggiare,  e dopo un po’ pesano; inoltre costano troppo per dare in cambio molto poco: poca memoria, soprattutto.

L’interfaccia a finestre nel nuovo Windows passerà talmente in secondo piano da far pensare a qualcuno che lo storico nome, Windows appunto, verrà abbandonato. Sarebbe un suicidio a livello di marketing, secondo me.

Staremo a vedere!

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WINDOWS 8, iOS 5, apple & Microsoft… la convergenza tra PC e dispositivi mobili

Posted on 17 settembre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Windows ha presentato l’anteprima del nuovo Windows 8, che vedremo probabilmente nel 2013 (al massimo, credo, a fine 2012). La novità più eclatante consiste nella nuova interfaccia denominata Metro che porterà sui PC desktop e sui notebook la grafica a piastrelle già vista su Windows Phone 7, il sistema operativo per smartphone di Microsoft. Questa interfaccia è studiata espressamente per i dispositivi touch, per cui Windows 8 potrà passare istantaneamente al “solito” desktop cui siamo abituati e che, a quanto sembra, sarà identico a quello di Seven.

Nel frattempo Apple, con l’ultimo aggiornamento del proprio sistema operativo per i propri computer, ha introdotto sul desktop, anche lei, alcune schermate identiche a ciò che possiamo trovare sugli iPhone e gli iPad, insieme ad alcune gesture che permettono di sfogliare le schermate come fossero pagine. Tra poco uscirà iOS5 per iPhone e iPad, e la sensazione è che la convergenza tra i due sistemi operativi di casa Apple sia destinata a continuare.

Apparentemente, dunque, Microsoft e Apple stanno andando nella stessa direzione: portare la grafica ed il modo di usare i dispositivi mobili, che sono sempre più usati, anche sul desktop. Eppure, secondo me, ci sono grosse differenze.

Lo scopo di Apple è facile intuirlo: attrarre ai propri computer anche la clientela di iPhone, iPad eccetera (in quell’eccetera metto ciò che ancora non c’è, ma che potrebbe arrivare). Infatti ad usare OS X, il sistema operativo dei Mac, è una minoranza di utenti, mentre iOS (il sistema operativo di iPhone) ha una diffusione di gran lunga maggiore rispetto a Windows Phone, e se la batte con Android che, però, ha il vantaggio di essere adottato su un gran numero di dispositivi. Quindi, Apple vuole portare i clienti di iOS a sentirsi a casa propria anche sui Mac, sperando di incrementare le vendite di questi ultimi.

Invece Microsoft, che spadroneggia sui desktop ma arranca sul mobile, inserendo l’interfaccia di Windows Phone in Windows 8 spera che gli utenti desktop, imparando a conoscere e, si spera, apprezzare la nuova interfaccia metro, si convincano ad acquistare gli smartphone che adotteranno Windows Phone. In pratica, il contrario di Apple: portare i clienti desktop sul mobile.

Due operazioni di marketing uguali ma diverse, quindi, da parte di questi due colossi dell’informatica.

In mezzo ci stanno gli utenti che, probabilmente, non sapranno che farsene di interfacce touch su un desktop.

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