WINDOWS 8.1: GESTIRE i CLOUD IN UNA RACCOLTA

Posted on 15 febbraio 2014. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , |

Avete più di un account cloud? Oltre a SkyDrive, fornito di serie e che tra poco cambierà nome in OneDrive, potreste essere utenti di Google Drive, DropBox, e chissà quanti altri. E’ possibile raggruppare in un’unica raccolta le cartelle usate dalla maggior parte dei servizi cloud in modo da poterle gestire comodamente. La raccolta potremmo chiamarla, senza troppa fantasia, Cloud, ed avrebbe l’aspetto riportato nell’immagine sottostante.

raccoltacloud

Nell’esempio sopra ho incluso nella mia raccolta di nome Cloud le cartelle di Sky Drive, Google Drive, DropBox, Copy, 4Sync, Mega. Quella di 4Sync è l’unica di cui si può vedere parzialmente il contenuto (basta fare clic sul triangolino accanto al nome).

colonna_thumbLe raccolte predefinite sono Immagini, Video, Documenti, Musica. Ma attenzione: mentre in Windows 7 le raccolte erano visibili di default, in Windows 8 sono state per così dire quasi nascoste (non si sa per quale motivo). Come abbiamo visto una raccolta consente di raggruppare alcune cartelle, che hanno qualcosa in comune, dislocate in directory differenti e visualizzarle in un unico contenitore virtuale. La prima cosa da fare è quindi accedere alle raccolte per poterle gestire.

Il modo più semplice è quello di abilitare in esplora risorse, se non l’avete già fatto, la barra a sinistra delle cartelle: tab [Visualizza] – Riquadro di spostamento. Nel menù che appare ci sono varie opzioni, tra cui <Mostra raccolte>. Abilitiamo l’opzione. Vedremo la cartella Raccolte (che ha un disegno leggermente diverso, come quello di un raccoglitore, quale in effetti è) inserita nell’elenco del riquadro.

In alternativa possiamo andare sul Desktop (in Esplora Risorse, non sul Desktop di lavoro) dove troveremo questo raccoglitore bello pronto per essere utilizzato.

 

desktopracc_thumb[1]

Se facciamo doppio clic su <Raccolte> vedremo in effetti apparire le classiche Documenti, Immagini, Musica e Video, ovvero le raccolte presenti di default. Nell’esempio preso dal mio PC appare già anche la raccolta Cloud.

raccoltskerm_thumb[1]

Da questa posizione possiamo facilmente gestire non solo le raccolte già esistenti, ma anche crearne di nuove. Ecco come…

Con un clic del tasto destro del mouse apriamo il menù contestuale e selezioniamo la voce <Nuovo> – Raccolta. Subito il sistema esegue l’ordine abbinando alla nuova raccolta appena creata un’icona standard. Chiamiamo la nuova raccolta Cloud. A questo punto facciamo clic, sempre con il tasto destro, sulla raccolta Cloud appena creata e selezioniamo dal menù contestuale <Proprietà>. Appare la seguente finestra di dialogo che contiene tutto ciò che serve per far funzionare a dovere la nostra raccolta.

findialogttquelkesrv_thumb[1]

Il primo riquadro, il più importante, serve ad aggiungere i percorsi delle cartelle che vogliamo inserire nella raccolta. Poiché la nostra intenzione è quella di gestire tutte le cartelle relative ai servizi cloud in un unico raccoglitore, non dobbiamo fare altro che fare clic su [Aggiungi…] e selezionare, una per una, queste cartelle. Per ogni nuovo percorso dovremo cliccare su [Aggiungi…]. Vedremo il riquadro popolarsi con le nostre scelte.

Il passo successivo è quello di poter ottimizzare la raccolta per un contenuto particolare. Nel nostro caso, trattandosi di cartelle dal contenuto eterogeneo, possiamo lasciare l’opzione <Elementi generali>, ma nulla ci vieta di fare diversamente qualora dovessimo ritenerlo opportuno.

Infine l’ultimo tocco consiste nello scegliere un’icona di nostro gradimento. E’ sufficiente fare clic su [Cambia icona della raccolta…] e scegliere una di quelle che ci vengono proposte dal sistema, oppure una qualsiasi che magari abbiamo scaricato da internet e abbiamo salvato sul nostro PC.

Rimane un’ultima cosa da fare: scegliere una cartella predefinita, tra tutte quelle presenti nella raccolta, per il salvataggio dei nuovi file. In altre parole: se salviamo un documento di testo nella raccolta senza specificare una cartella precisa tra quelle presenti nel raccoglitore, dobbiamo dire al sistema quale cartella di default deve scegliere. E’ sufficiente fare clic sul percorso prescelto e premere il pulsante [Imposta perc. salv.] (che ovviamente sta per Imposta percorso di salvataggio). Vedremo apparire un segno di spunta alla sinistra del percorso da noi indicato.

Infine, fare clic su [OK] per memorizzare il tutto e salvare il duro lavoro svolto (si fa per dire…).

In questo modo potremo gestire con una certa comodità eventuali account multipli e godere cumulativamente dello spazio gratuito offerto gentilmente dai vari fornitori di servizi. Non solo: potremo con estrema facilità, trascinandoli con il mouse, spostare i file da un account a un altro, individuare più agevolmente un documento salvato nel cloud senza ricordarci di preciso in quale cloud, e via discorrendo.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

WINDOWS 8 CONSUMER PREVIEW: PRIME IMPRESSIONI

Posted on 3 marzo 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Start

Microsoft, come preannunciato, ha reso disponibile la beta di Windows 8, che per l’occasione non si chiama più beta ma consumer preview. Chi volesse scaricarla, può cliccare QUI. Si discute, in rete, per quale motivo Microsoft abbia abbandonato il termine beta per adottare il nuovo, come se la nuova nomenclatura dovesse sottintendere chissà quali cambiamenti. In effetti, se la versione finale non si discosterà molto da quella mostrata nella consumer preview, di cambiamenti ce ne saranno tanti, e sconvolgenti…

L’installazione di Windows 8 Consumer Preview non ha presentato, almeno nel mio caso, alcun problema. La lingua italiana non è ancora supportata per cui, almeno di non conoscere il tedesco, il giapponese o lo spagnolo, è opportuno scegliere l’inglese. Microsoft avverte, trattandosi di una beta, che alcune funzionalità possono non essere complete e che è probabile ci siano alcuni malfunzionamenti. L’installazione può anche avvenire in dual boot  insieme ad un’altra versione del sistema operativo. E’ una buona idea, poiché non sarebbe saggio sostituire la nostra installazione con Windows 8, ancora in fase di sviluppo. Io ho fatto il dual boot con Windows 7, installando Windows 8 su una partizione di 100 GB. Windows 8 ha riconosciuto senza problemi il sistema raid software del mio pc (fake raid) ed ha creato un menù di boot nuovo di zecca, in cui è possibile usare il mouse. Se al posto di Windows 8 si sceglie l’icona di Windows 7, il sistema si riavvia e parte (ovviamente) Windows 7. Ciò che voglio dire è che i boot di 7 e di 8 non mi sembrano identici, quanto piuttosto alternativi. La prima cosa che appare, all’inizio, è un pesce stilizzato, non propriamente bello a vedersi.

Per procedere con l’installazione, si può usufruire di un aiutino da parte di Microsoft che ha predisposto un apposito tool che in automatico sceglierà la versione giusta da scaricare (32 o 64 bit), masterizzerà l’immagine su un DVD avviabile e faciliterà l’installazione. Altrimenti, come ho fatto io, se si ha un minimo di dimestichezza con l’installazione di sistemi operativi, si può scaricare direttamente l’immagine ISO, masterizzarla oppure metterla su una chiavetta USB, e procedere con il setup. I requisiti di sistema sono piuttosto modesti rispetto a quelle che sono le attuali caratteristiche standard di un pc. Se l’installazione viene fatta partire da una sezione Windows aperta, Windows 8 dovrebbe fare l’upgrade, ovvero alla fine dovreste trovarvi con Windows 8 che ha preso il posto del sistema precedente (opzione sconsigliata). Se invece il boot del pc viene fatto dal disco o dalla chiavetta di installazione, sarà possibile creare il dual boot e preservare tutto ciò che è già presente sul computer (opzione consigliata).

Windows 8 si avvia velocemente ed appare una schermata con l’ora e la data che può essere sollevata come un sipario, quindi verso l’alto, per accedere alla selezione dell’utente. Possiamo creare un utente locale con username e password, come fatto sempre finora, ma possiamo anche indicare un account Windows Live in modo da sfruttare, per esempio, le opportunità di sincronizzazione offerte da Windows Live Mesh e Sky Drive (consigliato). Facciamo quindi conoscenza con la caratteristica principale di Windows 8: è vero, possiamo usare brillantemente il mouse, come sostiene Microsoft, ma Windows 8 è studiato per usare le dita al posto del mouse, quindi avremo a che fare con gesture (movimenti) che se sono molto naturali se eseguiti con le dita, al punto di aver fatto la fortuna dei sistemi operativi touch come IOS e Android,  non lo sono altrettanto con il mouse.  Le dita hanno bisogno di icone e pulsanti grossi, per cui incontreremo, durante la nostra esplorazione, una grafica essenziale e grossolana, molto diversa da quella cui siamo abituati.

Ed ecco la prima sconvolgente novità: il bottone start, quel pulsante in basso a sinistra che sin qui ha contraddistinto tutte le versioni di Windows dal 95 in poi, è scomparso. Non c’è più! Eliminato del tutto. Spostando il mouse (oppure, nei futuri tablet, il dito) nell’angolo in basso a sinistra, facciamo apparire un’icona rettangolare che, in modo schematico, illustra la nuova schermata start, cui possiamo accedere con clic. Da qui possiamo lanciare i programmi e sistemare un po’ il tutto (purtroppo, NON con elevate opzioni di personalizzazione) totalmente immersi nella grafica stile Metro, inaugurata con Windows Phone. Sotto il profilo pratico, ci troveremo di fronte ad un mosaico di piastrelle colorate, alcune delle quali attive (per esempio il meteo, le email, la borsa, la messaggistica istantanea…) con il contenuto che si aggiorna automaticamente. Una di queste icone attive è quella denominata Desktop, che mostra l’immagine di sfondo ma non, per esempio, eventuali finestre aperte. Da lì posiamo accedere ad un ambiente di lavoro molto più familiare, molto simile a quello di Windows 7. Anzi, a parte la mancanza del bottone start, tutto il resto è quasi uguale.

Tirando le somme di quello detto sin qui, capiamo di trovarci di fronte ad un sistema operativo doubleface, dotato di un’interfaccia nuova, la Metro, ed una più tradizionale, quella di Seven. Microsoft farebbe felici molti utenti, me compreso, se ripristinasse il menù Start e creasse una vera possibilità di scelta alternativa, cosicché gli utenti desktop probabilmente opterebbero per l’interfaccia più tradizionale, mentre quelli tablet per l’interfaccia Metro. La sensazione però è che Microsoft non farà questo semplice passo se non costretta: infatti le intenzioni della società di Redmond sono di imporre ai programmatori (e quindi agli utenti) l’interfaccia Metro, che dovrebbe rappresentare il tratto d’unione tra desktop, notebook, tablet e samrtphone. Per cui, anche se solo per lanciare Word, l’utente desktop si vedrà costretto a transitare per la schermata start a piastrelle. Giusto, sbagliato? Solo il futuro potrà dirlo.

A questo punto, però, chi credesse di trovarsi di fronte ad un sistema operativo pensato solo per i tablet, o comunque per l’utilizzo touch, sbaglierebbe. In realtà, la scommessa di Microsoft è proprio quella di far felici tutti con lo stesso sistema operativo a prescindere dall’hardware. Basta vedere, per esempio, la nuova barra superiore delle finestre (in ambiente desktop: metro non ha finestre e le applicazioni girano a tutto schermo): mi piace tantissimo, è in stile ribbon come quelle di Office e molto pratica da utilizzare. Con un clic sparisce, con un clic riappare. I comandi più importanti si possono spostare sul bordo superiore, in modo da averli sempre a portata di mano, e l’utente può scegliere quali inserire. La stessa barra, denominata quick access, la possiamo spostare in un’altra posizione, sotto il ribbon.

vView

Le gesture fondamentali sono quattro: quella relativa all’angolo in basso a destra, l’ho già descritta. Gli angoli a destra, sia in alto che in basso, fanno invece apparire un’altra barra degli strumenti contenente alcuni pulsanti, alcuni sempre uguali, altri la cui funzione varia in base al programma in uso. Attenzione che l’angolo in basso a destra, nella schermata start, riduce invece le “piastrelle” in modo da vederle tutte in un solo colpo d’occhio. L’angolo in alto a sinistra ci fa vedere l’applicazione precedente; scorrendo verso il basso possiamo vedere le (al plurale) applicazioni precedenti, che non sono chiuse: con un clic possiamo ritornarci. Ed ecco un’altra grossa novità: di regola, in Windows 8 le applicazioni non si chiudono. Vengono congelate nella memoria, e quando serve spazio è il sistema operativo a chiuderle a sua discrezione, secondo l’utilizzo che ne abbiamo fatto. Se proprio ne vogliamo chiudere una, in ambiente desktop il modo è il consueto: clic sul bottone rosso con la X, mentre in ambiente Metro dobbiamo afferrare il bordo superiore dell’app e tirare giù verso il basso, sino a farla scomparire!

conflictsIl menù (ops! Scusate, la schermata) start scorre in orizzontale anche usando la rotella del mouse (comodo). Possiamo però vedere anche tutte le applicazioni installate sul computer, divise per categorie, oppure possiamo cominciare a digitare sulla tastiera, ed automaticamente verranno mostrate le applicazioni filtrate secondo ciò che stiamo scrivendo. Per esempio, cominciando a digitare w ci apparirà Word ma potrebbe apparirci anche ogni altro programma che inizia con la medesima lettera. Digitandone più di una, la ricerca sarà sempre più precisa. Alcune tessere possono essere visualizzate a grandezza doppia. Si possono spostare e raggruppare a piacimento, però entro i limiti grafici imposti da Microsoft e non sempre si ottiene subito ciò che si vorrebbe.

Concludendo, debbo dire che la primissima impressione, utilizzando l’interfaccia Metro, è fortemente negativa. Dopo un po’ di apprendimento, qualcosa si comincia ad apprezzare. Una cosa è sicura: chi pensa di poter liquidare Windows 8 come un Windows 7 cui è stato tolto il menù start, sbaglierebbe. Dietro Windows 8 c’è un lavoro enorme, lo si capisce da mille particolari, così come è enorme la scommessa di Microsoft. Anche i miglioramenti sono innumerevoli, come per esempio il taskmanager oppure la gestione dei file in conflitto quando si spostano da una cartella all’altra. Il sistema gira veloce e dà l’impressione di essere leggero. L’attivazione e lo spegnimento sono rapidissimi.

Forse Microsoft farà meglio, nella versione definitiva, a separare in modo più marcato le due interfacce, lasciando maggiore libertà all’utente finale taskmanagerche comunque, potendo lanciare le applicazioni preferite anche dalla barra degli strumenti dell’interfaccia desktop, con un minimo di organizzazione potrebbe anche non sentire poi così tanto la mancanza del pulsante start. 

La versione finale è attesa per la fine dell’anno: staremo a vedere se verranno apportate modifiche sostanziali. Per ora accontentiamoci di questa consumer preview che è già piuttosto stabile e perfettamente utilizzabile. Io ho installato Office 2010, la suite Windows Live, i driver per due stampanti di rete ed una locale, e tutto ha funzionato alla perfezione. Un problema ce l’ho con un vecchio scanner perché il sistema operativo mi dice che il driver non è certificato… debbo ancora studiare come bypassare questo ostacolo. Infine, ho installato anche l’antivirus gratuito Avast, ed anche lui funziona alla perfezione: durante l’installazione il sistema operativo ha automaticamente disattivato l’antivirus di default, Defender, che in Windows 8 unisce le funzionalità del vecchio Defender con quelle dell’antivirus Microsoft Security Essential. Anche questo articolo l’ho scritto in ambiente Windows 8.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 5 so far )

DALL’I-PADELLA ALL’I-BRACE

Posted on 21 novembre 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , , , |

I tablet rappresentano, per gli analisti di mercato, una vera e propria mina vagante. Infatti, mentre tutti i più grandi produttori si sono già cimentati o si stanno per cimentare nell’immettere in commercio il proprio esemplare di “tavoletta”, si discute se veramente questi dispositivi abbiano un mercato importante. Finora l’unica a cantare vittoria è la Apple, che dichiara di aver venduto uno sfracello di iPad. Ma si sa che la casa della mela morsicata può contare su un consistente numero di “adepti” che comprerebbero per principio qualsiasi cosa, anche un pitale con videocamera, per cui il successo in questo caso può anche non essere rappresentativo di una tendenza generalizzata. Infatti Samsung, che aveva intenzione di vendere vagonate del Galaxy Tab, si sta leccando le ferite e sta contando il numero di esemplari invenduti che riempiono i magazzini. Scommettiamo che tra un po’ vedremo “incredibili offerte” su questo prodotto? Hewlett Packard, invece, che ha creato un tablet destinato al solo mercato business, fa sapere che la richiesta è stata talmente alta da svuotare rapidamente le scorte: chi ne ordina uno ora, dovrà rassegnarsi ad un lungo periodo di attesa. Parliamo, comunque, di una produzione partita in sordina, di poche unità, per cui anche in questo caso la notizia può non essere significativa di una tendenza di mercato.

Secondo me le cose stanno così: i tablet attualmente in commercio sono troppo cari rispetto a ciò che offrono. Ragazzi, un iPad costa quanto un PC portatile economico, ma se andiamo a vedere le specifiche tecniche il PC portatile offre molto di più: quantità di memoria (sia fisica sia di storage), potenza del processore, dimensione dello schermo, software disponibile, una vera tastiera, eccetera.  Io potrei prendere in esame un tablet qualora costasse, al massimo, come un netbook: diciamo tra i 200 ed i 350 euro per i top di gamma. Probabilmente l’industria ha creduto ad un successo travolgente di questi dispositivi (che non sono propriamente una novità: i tablet PC avevano già tentato di aggredire il mercato svariati anni fa, ma allora le interfacce touch non erano sofisticate e funzionali come le attuali: occorreva usare uno stilo) ed ha pensato bene, di conseguenza, di tenere alti i prezzi. Io credo che con il ridimensionarsi delle aspettative da parte delle case produttrici, assisteremo anche ad un assestamento dei prezzi verso il basso.

Intanto c’è chi ha pensato (anche questa non è un’idea nuovissima) di unire un netbook ad un tablet, grazie ad uno schermo ruotabile. Chissà, potrebbe essere la formula vincente.

Qualora i tablet dovessero realmente sfondare, altro discorso interessante da affrontare sarebbe quello sui sistemi operativi, rigorosamente touch: la grafica di Windows 7, che ha funzionalità tattili native, andrà bene o dovrà essere rivista? La faranno da padrone i sistemi operativi dei telefonini (iOS di Apple ma, soprattutto, Android di Google)? Insomma, i tablet saranno pc rimpiccioliti o telefonini incicciati? Linux riuscirà finalmente a rivestire un ruolo significativo?

Potremo rispondere solo quando ce ne saranno in giro in misura e varietà sufficienti.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

  • I’m thinking, please do not disturb!

  • Il mio spazio su Smugmug

  • Immetti il tuo indirizzo di posta elettronica per essere tenuto aggiornato sui nuovi post.

    Segui assieme ad altri 19 follower

  • NO ALLA CENSURA ED ALLE LEGGI SPECIALI PER INTERNET

  • Meta

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: