IL MAC E’ SICURO? MAC…CHE’!

Posted on 7 aprile 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , |

Macché, il Mac non è più sicuro di Windows. Preciso meglio: lo è, perché per MacOS non sono stati sviluppati così tanti malware come invece è accaduto e sta accadendo per Windows, però la maggior sicurezza deriva appunto da questa scarsità di attenzioni e non da una superiorità del codice. Infatti i recenti successi di Apple, come era prevedibile, stanno cambiando un pochino le carte in tavola e recentemente un malware denominato Flashback ha infettato circa 600.000 Mac nel mondo (si parla di 16.000 in Italia, più o meno). Cosa combina Flashback? Approfitta di una vulnerabilità Java per installarsi nel sistema. E’ in grado di inviare informazioni riservate, come per esempio le password, a server remoti, cui può trasmettere anche immagini del desktop. Il trojan è’ furbo: se nel sistema è presente uin antivirus si autocancella, nella speranza di rimanere globalmente invisibile il più a lungo possibile.

La java machine presente nei Mac è fornita dalla stessa Apple, quindi fa parte del sistema operativo a tutti gli effetti e non si tratta di una vulnerabilità che sfrutta un programma di terze parti. Infatti la Apple è intervenuta (non proprio celermente…) aggiornando per ben due volte il codice java presente nei propri sistemi.

Il vero problema non è criticare Apple (secondo la mia modestissima opinione, nessun sistema può vantarsi di essere intrinsecamente sicuro); il vero problema è che nel 99% dei casi i Mac collegati ad internet sono privi di un antivirus perché gli utenti Mac, come abbiamo visto in modo del tutto erroneo, sono convinti che il loro sistema sia immune da infezioni. Ecco perché Flashback se c’è un antivirus nel sistema, si autocancella: perché gli conviene farlo, trattandosi di un’evenienza piuttosto remota. Questa scarsa attenzione degli utenti Mac alla sicurezza è un vero e proprio tallone di Achille dei sistemi Mac.

Quindi è bene fare subito l’aggiornamento proposto da Apple ed installare un buon antivirus per Mac. Sophos ne fa uno gratuito che funziona bene.

Se volete smanettare per essere sicuri di non essere stati infettati e/o per tentare una rimozione manuale, consigliata però solo ai più esperti, potete seguire le istruzioni contenute QUI.

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MICROSOFT, PANDA ED AVAST: CONFRONTO TRA TRE ANTIVIRUS GRATUITI

Posted on 23 ottobre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Un buon antivirus è sempre più fondamentale nel proprio PC Windows. Ma attenzione, il mio antivirus per Mac (ebbene sì, ne ho installato uno gratuito: Sophos)  pochi giorni fa mi ha trovato e neutralizzato una minaccia. Linux invece sembra, almeno per ora, al riparo (uso Ubuntu e Linux Mint Debian senza nessuna protezione). Chi scrive e diffonde virus vuole colpire quanti più computer possibile, quindi è ovvio che gli “sforzi” siano indirizzati in massima parte verso la piattaforma Windows.

In rete e sulla stampa specializzata possiamo trovare tantissimi test sulla efficacia dei vari antivirus in commercio. Io ne ho usati, nel corso degli anni, svariati, e mi sono convinto che la differenza tra gli antivirus a pagamento e quelli gratuiti non giustifichi il costo dei primi, per cui da parecchio tempo uso esclusivamente antivirus free. Inoltre nutro un’antipatia profonda per le cosiddette suite di sicurezza, molto invasive e che pretendono di controllare tutto: installano un firewall proprietario al posto di quello di sistema (o, peggio, fanno convivere entrambi), bloccano siti, fanno comparire pop-up da tutte le parti… Il primo antivirus è sempre, e sottolineo sempre, la prudenza comportamentale dell’utente e la sua perizia tecnica. Ho sempre evitato, quindi, le odiose suite!

Negli ultimi tempi sul mio PC Windows ho alternato, più che altro perché spinto dalla voglia di cambiare e dalla curiosità, 4 antivirus: un GData a pagamento, Microsoft Security Essential, Panda Cloud, Avast. Gli ultimi tre sono gratuiti e formano l’oggetto di questo articolo. Il primo, GData, che in base ai test specializzati è fenomenale, è sicuramente un antivirus eccezionalmente potente, ma è anche piuttosto pesante. Combina, infatti, ben due motori antivirus in un unico software. Il mio PC è veloce (Intel i7, 8GB di ram, sistema dischi in raid), eppure quando l’ho disinstallato ha tirato un sospiro di sollievo. Il problema dei test specializzati consiste proprio nel fatto che si basano su test e non sull’utilizzo effettivo dell’antivirus, lacuna che voglio colmare ora… Occhiolino

Secondo me le caratteristiche che deve avere un buon antivirus sono le seguenti: leggerezza (la sua presenza non si deve notare se non quando è necessario), velocità, efficacia.

Microsoft Security Essential, che uso tuttora in un netbook, è un discreto antivirus. E’ accurato, nel senso che ben difficilmente incappa in falsi allarmi, e rimuove con efficacia i virus. E’ molto leggero e se ne sta buono nella system tray senza dare fastidio. Però è molto lento, in tutto tranne nella scansione, dove mi sembra che sia alla pari con gli altri. Le definizioni vengono aggiornate con lentezza, non nel senso che le nuove definizioni tardino ad arrivare, ma proprio perché la routine di aggiornamento si svolge molto lentamente dal momento del download fino alla installazione, e non di rado l’operazione è stata ripetuta due volte perché nella prima non è andata a buon fine. Anche l’eliminazione di un virus è un’operazione abbastanza lenta, rispetto ai concorrenti. L’interfaccia è molto spartana, ma le funzionalità sono sufficienti. Una particolarità fastidiosa di questo antivirus è che consiglia di cancellare ogni file dal nome keygen eccetera… e lo cancella istantaneamente mettendolo in quarantena. Naturalmente lo si può settare i modo da non agire in modo automatico e gli si può anche ordinare di non considerare un file di cui siamo sicuri.

Panda Cloud Antivirus l’ho installato perché attratto dalla modalità di funzionamento. Praticamente sul proprio PC si installa un client, molto leggero, che contiene solo alcuni strumenti, quelli adatti a debellare le minacce più frequenti, mentre il resto del lavoro, quello pesante, viene svolto in collegamento con il server di Panda, continuamente aggiornato grazie ai milioni di file inviati dagli utenti. Il vantaggio è che non si debbono installare continuamente nuove definizioni (ogni tanto sì, comunque). Lo svantaggio è che un sistema simile funziona al meglio solo su un computer perennemente connesso alla rete, come un PC desktop con linea ADSL. L’interfaccia è graficamente piacevole, con poche opzioni. All’inizio ho usato con soddisfazione questo antivirus, ma poi mi sono accorto di spiacevoli effetti secondari che fanno di questo antivirus il peggiore dei tre. Abbastanza spesso, al boot del PC, ho cominciato a ricevere strani messaggi che mi avvisavano che un driver (quasi sempre uno della scheda video Nvidia) non aveva potuto essere caricato perché interessato da un altro processo. Altre volte, al momento di lanciare un programma, un avviso simile mi diceva che il programma non poteva essere avviato perché (idem) interessato da un altro processo. Poiché in precedenza non avevo mai avuto simili problemi, è stato facile individuare il colpevole in Panda Antivirus. Secondo la mia opinione, certe volte la trasmissione dei file al server è troppo lenta: Panda pertanto tiene sotto controllo i file per un periodo di tempo troppo lungo, causando questi messaggi di errore che, infatti, disinstallato Panda, sono spariti. Mi dispiace ma debbo bocciare, almeno per ora, questo antivirus.

L’aggiornamento delle definizioni di Avast è, invece, fulmineo. Al boot del PC, non appena appare il desktop, una voce sintetizzata mi avverte che l’aggiornamento è avvenuto, ed una piccola finestra spunta dalla system tray con la stessa indicazione. L’interfaccia non è quella spartana di altri antivirus gratuiti: al contrario, è esteticamente gradevole e ricca di opzioni. Sembra quella di un antivirus a pagamento, non quella di un software gratuito. La velocità di scansione è buona e non noto rallentamenti nel funzionamento del PC. Al momento di esaminare un file, Avast fa girare una pallina colorata nella system tray, al punto che ho preferito tenere l’icona sempre visibile proprio per poter monitorare l’attività del programma (è anche graziosa a vedersi). Una caratteristica che mi piace molto di Avast, è che è in grado di effettuare una scansione del sistema mentre è in funzione il salvaschermo: basta selezionare Avast tra gli screen saver e poi scegliere, tra le opzioni, il nostro salvaschermo preferito, che partirà come sempre. In background, Avast effettuerà la scansione. Non si deve rinunciare, quindi, al proprio screensaver preferito. In certi casi viene mostrata una finestra, in sovraimpressione, che illustra l’avanzamento della scansione, mentre in altri casi non si vede ma la scansione c’è ugualmente. A mio avviso, Avast è senza dubbio il migliore. Se fate una ricerca su Google, vi segnala subito l’affidabilità di un sito ed è possibile anche, con un clic, inviare la propria valutazione su un sito che si sta visitando.

In ogni caso, se installate uno di questi antivirus su Windows Seven, ricordatevi di disabilitare Windows Defender, attivo di default, ed il funzionamento in tempo reale di ogni altro antivirus o antispyware eventualmente installato, perché i due programmi, oltre a rallentare in modo indicibile il computer, entrerebbero in contrasto tra loro con effetti deleteri. Microsoft Security Essential lo fa automaticamente, gli altri no.

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SPAURACCHI VECCHI E NUOVI

Posted on 24 gennaio 2011. Filed under: economia, scienza | Tag:, , , , , , , , , |

Il nuovo spauracchio si chiama NDM-1. Dietro questo nome da robot di guerre stellari si cela un batterio resistente a qualsiasi antibiotico esistente ad oggi, per cui l’unica cura praticabile sembrerebbe consistere in un cocktail di medicinali, e che Dio ce la mandi buona.
Il nostro nuovo nemico pubblico sanitario viene principalmente dall’India ed è stato portato in Europa da cittadini britannici che sono andati a farsi curare da quelle parti per spendere poco (ecco con quali risultati). Sembra che la sua diffusione sia rapidissima e che tra breve varcherà i confini italici.
Il problema dei batteri resistenti agli antibiotici è reale e prima o poi l’umanità dovrà farci i conti: da una parte una sorta di mutazione fa sì che i nuovi batteri sviluppino doti di resistenza agli antibiotici; dall’altra l’industria farmaceutica è restia a sviluppare soluzioni definitive, che rendono poco, preferendo concentrarsi sulle malattie “incurabili” che però possono essere tenute sotto controllo grazie ad una somministrazione continua di medicine, preferibilmente più di una e costose. Per cui lo studio e la produzione di nuovi antibiotici langue.
Ecco che il quadro si fa completo, per cui sorgono spontanei i primi interrogativi: questa volta il pericolo è reale, o sarà l’ennesimo tentativo di speculazione da parte dell’industria farmaceutica mondiale, come le passate “pandemie” insegnano? Ed ancora: possibile che la medesima industria farmaceutica nasconda vaccini e/o antibiotici (soluzioni che conducono alla guarigione completa) per propinarci cure temporanee o palliative che durano una vita (con tutti i rischi collaterali che la continua assunzione di un farmaco può comportare)?
Forse il vero virus pestifero dei nostri tempi non è un batterio o chissà cosa, forse sono i meccanismi socioeconomici che muovono la ricerca, il commercio e la produzione dei farmaci. La ricerca deve trovare la cura ai malanni, ma la cura deve portare soldi, tanti. Un farmaco che guarisca subito un malanno, come può coprire i costi di una ricerca lunga e complessa?
Piuttosto che guarire dal cancro, o dall’AIDS, è meglio trovare una soluzione alternativa che allunghi la vita del paziente trasformandolo in un consumatore continuo di medicine.
È questo che mi fa paura più di tutto.

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Lo squalene fa più paura del virus

Posted on 1 dicembre 2009. Filed under: società | Tag:, , , |

Il ministro non perde occasione per dire che bisogna vaccinarsi sempre, comunque ed in ogni caso, però al di fuori del palazzo – negli ambulatori e presso i medici di famiglia – si sente un solo consiglio: no, è meglio non vaccinarsi. Sembra proprio che nessuno faccia questo benedetto vaccino ed io mi chiedo, se continua così, che ci faremo con tutte queste milioni di dosi che sono state acquistate. Inoltre il vaccino a nostra disposizione in Italia è quello contenente lo squalene, una sostanza da molti ritenuta pericolosa e che, al momento, sembra spaventare più dell’influenza A. Nel frattempo leggiamo che il virus è mutato, ma che è sempre lui, il ministro dice che il solito vaccino con squalene va bene lo stesso e che bisogna vaccinarsi, salvo poi aggiungere che la situazione non è grave, il virus mutato per ora non preoccupa. Intanto, notizia dell’ultima ora, a Brindisi sarebbe morto un bambino di due anni che non presentava altre patologie. Insomma, il solito casino all’italiana, con la verità che si nasconde sempre più dietro una selva di notizie e dichiarazioni contraddittorie.
Una sola cosa è certa: da un po’ di tempo a questa parte ogni anno si presenta il rischio di una nuova pandemia, che i media dipingono come la peste del nuovo millennio. Poi, non succede niente di così veramente grave. O l’umanità ha un gran culo e siamo veramente sull’orlo del baratro rischiando lo sterminio (e l’estinzione), oppure c’è la lobby dell’industria farmaceutica che si serve dei mezzi di informazione per lucrare lauti guadagni, squalene o non squalene. A voi l’ardua sentenza.

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