IL MANGANELLO È MIO E ME LO GESTISCO IO

Posted on 15 ottobre 2010. Filed under: politica, spettacoli | Tag:, , , , , |

La telenovela del duo Santoro – Travaglio è senza fine. Una vera e propria soap opera sospesa tra chi vorrebbe mettere il bavaglio e chi l’amplificatore, per quell’ Anno Zero che è davvero una trasmissione di servizio, certo: al servizio di una fazione politica facilmente individuabile. È una trasmissione a tesi predefinita, e sinceramente capisco la ritrosia di alcuni politici a parteciparvi. Ma è anche una trasmissione di successo, ed in un periodo storico in cui l’auditel la fa da padrone non è un pregio da poco. Sia la RAI sia MEDIASET non esitano a cancellare dai palinsesti, anche dopo solo una puntata, programmi con insufficiente indice di ascolto, quindi se le decisioni venissero prese con un minimo di coerenza, Santoro dovrebbe dormire sogni tranquilli.
Naturalmente i “travagli” di questi ultimi tempi hanno origine diversa. L’attuale maggioranza di governo mal sopporta questa presenza televisiva giudicata anomala, un vero e proprio “manganello” mediatico tra le mani dell’opposizione.
Ma anche qui la coerenza viene a mancare. Giusto per fare un esempio, il quotidiano governativo per eccellenza, il Giornale, più volte è stato usato per “manganellare” gli avversari politici più ostici, anche creando scandali ad arte. Insomma, chi non esita a manganellare non vuole essere manganellato a sua volta…
Il vero problema è tutto qua, il voler privilegiare a tutti i costi una politica del manganello (sia pure mediatico e non reale, ma i media possono fare più male di un oggetto fisico) al posto di una dialettica politica anche feroce, ma basata sul contraddittorio e, perché no, in qualche caso anche sul compromesso e la convergenza.
A me personalmente non piace Santoro, ma ho la libertà di non guardarlo, mentre c’è chi vorrebbe togliere la libertà di seguirne le trasmissioni, e questo è inaccettabile: viene in mente, fatte le debite proporzioni, il reato di “comportamento antisovietico” con cui il regime comunista russo condannava i dissidenti. Ecco, è come se a Santoro venisse contestato una sorta di “comportamento antigovernativo”, per cui è impossibile non parteggiare per lui.
A me questo modo di fare politica, che punta tutto sullo sputtanamento degli avversari, non piace, ma mai mi sognerei di avallare interventi censori quali quelli cui stiamo assistendo.
Da anni il livello della tv, con l’eccezione di SKY che però è a pagamento, è sceso a livelli bassissimi proprio perché le trasmissioni non vengono giudicate in base a criteri di qualità, ma di mero ascolto, perché un elevato ascolto fa incassare più soldi in pubblicità. Se questo è il metro di giudizio, deve trovare applicazione anche nel caso di Anno Zero, ne piacciano o meno i contenuti, altrimenti rientriamo nell’ipotesi di censura di stato, una gran brutta cosa.

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FINI SU YOUTUBE

Posted on 26 settembre 2010. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , |

Ho appena ascoltato il discorso di Fini in internet, per la precisione su YouTube. Mr ne sono ricordato in extremis prima di spegnere il PC e prima di andare a dormire: l’ho trovato subito. Il Presidente della Camera ha raccontato la sua versione sulla compravendita del miniappartamento a Montecarlo (55 mq) ed ha ribadito di non aver rubato nulla, di non avere beni all’estero protetti da società di comodo, di essere tranquillo, e che non urlerà contro la magistratura. Aspetterà serenamente la conclusione delle indagini perché, ha affermato, non ha commesso alcun reato ed è fiducioso che la verità salti fuori. Ha poi stigmatizzato l’uso dei media come mezzo per sputtanare (il verbo è mio) gli avversari politici, segnatamente “il Giornale” che rappresenta il manganello di Berlusconi (anche il termine “manganello” è mio). Nei suoi confronti c’è stato un efferato “dossieraggio”, parola che adesso va tanto di moda, eccetera eccetera. Personalmente trovo questa faccenda dell’appartamento monegasco la tipica notizia gonfiata frutto di smodata dietrologia, ma se potessi parlare adesso a Gianfranco Fini gli direi altre cose. Lo farei riflettere – ma forse lo ha già fatto da solo – che è grazie ad internet che ha potuto parlare e farsi ascoltare da un sacco di gente con efficacia, con audio e video, quasi come in tv, pur senza disporre di attrezzature costose e sofisticate. Se non ci fosse stata la rete, con il suo avversario principale che controlla l’emittenza privata e quella pubblica oltre a buona parte della stampa, come avrebbe potuto farsi sentire?
Guarda caso sempre più spesso si ha notizia di proposte di legge che, con la scusa di mettere ordine e legalità in internet, che sarebbe un far west, hanno in realtà lo scopo di limitare od eliminare del tutto questi spazi di libertà.
Spero che Gianfranco Fini ci pensi, e come lui tutti gli altri, perché internet non è un pericolo ma è una grande opportunità di comunicazione, di dialogo, di uguaglianza; ed i nostri politici, invece di dare questo spettacolo inverecondo fatto di sospetti, litigi e sputtanamenti vari, invece di spendere energie per la demolizione mediatica degli oppositori, dovrebbero trovare le risorse per far sì che tutti i cittadini, anche quelli che vivono nelle campagne, abbiano la possibilità di accedere con una connessione almeno decente.
Invece i nostri dittatorelli in pectore pensano solo a come zittire i blogger, a come proibire youtube, a come chiudere le pagine scomode su Facebook, a come tenere tutto sotto controllo affinché internet si trasformi in un canale tv come tutti gli altri, dove il flusso delle informazioni segue una sola direzione, da chi comanda a chi paga il canone, dal “governo ladro” al “popolo bue”.

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I JEFFERSON LO SAPEVANO GIA’

Posted on 5 aprile 2010. Filed under: spettacoli | Tag:, , , , , |

I Jefferson sono una sit comedy di una trentina di anni fa che ricordo con enorme piacere. Personalmente l’ho sempre considerata la più divertente tra quelle con le risate registrate in sottofondo, a sottolineare le battute più esilaranti. La vicenda di base è semplice: famiglia negra benestante grazie alla proprietà di un pugno di lavanderie a gettone, va a vivere in un quartiere di bianchi; nello stesso palazzo ci sono altre persone più o meno strampalate tra cui una coppia mista: l’attrice che impersona la “lei” nera è la madre di Lenny Kravitz. Divertentissimo, attualmente gli episodi vanno in onda sul canale SKY Fox Retrò.

Nel primo episodio, con mia grande sorpresa, proprio sul finale, la battuta che riporto nello spezzone qua sotto. Davvero, ragazzi, I Jefferson non erano solo divertenti, ma anche preveggenti…

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ALDO BUSI, ESPULSO DA TUTTE LE SCUOLE DEL REGNO

Posted on 18 marzo 2010. Filed under: società, spettacoli | Tag:, , , , , , , |

Io sono uno che guarda pochissimo la televisione. Il mio (purtroppo poco) tempo libero lo passo più volentieri davanti a un PC che non davanti un televisore. Guardo solo partite di calcio, telegiornali e film. Odio le trasmissioni cosiddette di intrattenimento, che trovo adatte ad un pubblico di minorati mentali cerebrolesi, ed i reality show, che su di me hanno un effetto puramente lassativo 😉

Pertanto, di Aldo Busi cacciato non solo dall’isola dei famosi, ma anche da tutte le trasmissioni RAI (e Mediaset, vogliamo scommetterci?), non me ne potrebbe fregare di meno. Motivo di interesse può essere il motivo dell’esclusione: avrebbe (io le parole non le ho sentite) dileggiato il Papa, e questo in Italia è uno degli atti più gravi in assoluto che si possano commettere. Avrebbe, dicono altre fonti, anche violato le regole contrattuali, il che la dice lunga sull’aspetto “reality” di certe trasmissioni. Povero Busi, in RAI non si può parlare male del Papa, si rischia l’ostracismo perenne e, in un’epoca in cui si esiste solo se si è presenti in TV, si rischia l’oblio e la cancellazione dalla memoria umana. Fanno un po’ pena le parole che avrebbe detto: “mi troverete in libreria”, in questi tempi bui in cui un culo di velina fa più notizia dello scandalo pedofilia che ha colpito la chiesa cattolica e di un direttore di TG che falsifica una notizia per compiacere il proprio “editore”. Busi è un artista, è uno scrittore, è gay, è un libero pensatore, ed è anche una “macchietta”: lo hanno ingaggiato solo per questa ultima caratteristica, si sono trovati a fare i conti con tutte le altre, cui il nostro amico avrebbe dovuto rinunciare per contratto. Così va il mondo, direbbe Voltaire.

Ma a me, nel leggere le frasi irose di chi plaude alla cacciata, è tornato in mente un episodio di quando frequentavo il liceo, o forse era il ginnasio. A leggere frasi tipo: “cacciato da tutte le trasmissioni RAI”, “eliminato da tutti i canali ed i palinsesti”, mi è tornato in mente un buffo Preside che, per dare vigore alle proprie minacce, nella foga si lasciò sfuggire la seguente frase: “espulso da tutte le scuole del regno“. Non sono così vecchio, il regno era finito da un pezzo ed eravamo in piena repubblica, la frase non era diretta a nessuno in particolare ma aveva solo lo scopo di illustrare la peggior pena che si potesse subire. Proprio come “essere cacciati da tutti i palinsesti RAI, presenti e futuri”.

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PAR CONDICIO: FERMI TUTTI, I CONTI NON TORNANO!

Posted on 23 febbraio 2010. Filed under: politica | Tag:, , , |

Io ero fermo a un po’ di tempo fa: il partito di Berlusconi che, indignato, giudicava le norme sulla par condicio, fortemente volute dalle forze di sinistra, “liberticide ed illiberali, indegne di una democrazia”.  I sostenitori invece ribattevano che la potenza mediatica del PDL, ed il conflitto di interessi, giustificavano ampiamente una norma in grado di ristabilire il grado di visibilità delle forze contendenti nell’arena elettorale, o comunque impedivano ad una fazione politica (quella avversaria) di imperversare in tv. Perché gli italiani sarebbero imbecilli e voterebbero secondo spot (questa la parte non detta, ma lasciata intendere). Le proprie convinzioni, di una parte e dell’altra, immancabilmente condite da frasi che iniziano con: “in tutto il mondo civile…”, oppure: “in ogni paese del mondo…”, dal che si comprende come i nostri politici: 1) viaggino poco; 2) considerino l’Italia anomala nello scenario mondiale. Comunque sia, frasi che iniziano con incipit del genere dimostrano solo una cosa: il nostro provincilismo. Ma andiamo avanti.

Questi giorni l’universo sembra essersi ribaltato. Le forze di sinistra vorrebbero abolire o modificare la par condicio, sì proprio gli stessi politici che solo poco tempo prima la avevano ritenuta fondamentale per la democrazia, mentre i partiti di governo negano la riforma sostenendo che “non ci sono le condizioni”. Delle due l’una: o le norme a suo tempo varate non erano veramente necessarie, e solo una certa isteria contingente le aveva ritenute tali, oppure gli interessi sono cambiati e chi pensava di essere soccombente a livello mediatico ieri, oggi pensa di non esserlo più.

Qualunque sia la verità, resta un pessimo esempio di come non si ragioni, da una parte e l’altra, pensando all’interesse collettivo ed al bene del paese, ma solo all’immediato guadagno di bottega.

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Moana su SKY

Posted on 2 dicembre 2009. Filed under: spettacoli | Tag:, , |

E così abbiamo visto la prima parte dello sceneggiato tv che ricostruisce, in modo fotoromanzato, la vita della pornostar. Devo dire che non mi è dispiaciuto, anche se siamo ben lontani da “Romanzo Criminale”, sin qui la miglior produzione in assoluto della SKY nostrana.
Tra gli aspetti positivi c’è sicuramente l’interpretazione di Violante Placido, e poiché parliamo della protagonista, non è un pregio da poco. Anche l’attore che impersona Riccardo Schicchi mi ha convinto: ha reso il personaggio un po’ guitto ed un po’ genio, comunque simpatico. Mi ha impressionato, non per la sua drammaticità o realizzazione, la scena in cui viene ucciso il partner di Moana: non conoscevo l’episodio. Un po’ sbiadita, invece, la figura di Cicciolina, ma non posso escludere che la cosa sia voluta.
Parlando degli aspetti che mi sono piaciuti meno, debbo citare innanzitutto una eccessiva dilatazione dei tempi filmici, soprattutto verso la fine di questa prima parte, che ha provocato in me qualche sbadiglio di troppo. Inoltre secondo me la regia avrebbe dovuto operare una scelta più radicale: eliminare del tutto le scene erotiche e concentrarsi nell’approfondimento del personaggio Moana, scelta che avrebbe però alienato le simpatie di larga parte del pubblico, oppure al contrario evidenziare al massimo l’aspetto “rivoluzionario e liberatorio” della pornografia e riprendere scene adeguate, cosa che però avrebbe impedito, se non proprio creato scandalo, la messa in onda in prima serata con divieto per i minori di 14 anni. La regia quindi si è barcamenata in una salomonica via di mezzo con scene soft in mutande ( l’hard in mutande è irresistibilmente comico, non trovate anche voi?), tripudio di tette e slinguacciate lesbo al rallentatore, tutta roba ampiamente sdoganata anche se rapportata ai tempi in cui si svolge la vicenda.
Prima di dare un giudizio definitivo, però, attendiamo di vedere, questa sera, la seconda parte.

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