PERCHE’ MICROSOFT SI COMPRA NOKIA?

Posted on 3 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , , , , , , , , |

Dunque, la notizia “bomba” di oggi è che Microsoft si comprerà Nokia, non tutta la società ma solo la parte relativa ai telefoni cellulari. Subito si sono scatenati i sospetti sul ruolo che può aver avuto il CEO di Nokia Stephen Elop, ex dirigente Microsoft e (si dice) futuro successore di Ballmer alla Microsoft. Detto in altri termini: avrà fatto apposta a mettere in crisi Nokia per consentire a Microsoft di farne un boccone solo alla “modica” cifra di 5,44 miliardi di dollari? Da commenti letti in rete sembrerebbe infatti un affarone per Microsoft, basti penare che l’acquisizione di Skype era stata più onerosa. La verità secondo me è che gli azionisti Nokia non ne potevano più della divisione smartphone in perdita, né erano convinti della partnership strategica con Microsoft e il sistema operativo Windows Phone. Allora la casa di Redmond ha detto: va bene, smettetela di frignare, compro tutto io e faccio tutto da me!

A ben vedere Microsoft sta cercando di fare ciò che ha fatto Apple e ciò che sta facendo Google (che ha acquisito Motorola): vendere l’hardware, cioè i telefoni, con installato il proprio sistema operativo (che nel caso di Android-Google però è gratuito senza licenza) e creare così un ecosistema per vendere non più solo software ma anche hardware, musica, libri, film… tutto in formato digitale e possibilmente proprietario così da imprigionare l’utente il più possibile e costringerlo a spendere i propri soldi nel proprio ecosistema.

Nel caso di Apple (vedasi l’iPhone e le sue insopportabili limitazioni) il giochetto ha funzionato piuttosto bene, però si sa che per alcuni la mela morsicata non è un marchio, ma una fede cui credere ciecamente: il Mac è il miglior pc, l’iPad il miglior tablet, l’iPhone il miglior telefono, eccetera. Ma la Microsoft non è Apple. Le due aziende non potrebbero essere più diverse: Microsoft ha fatto i soldi vendendo software, Apple ha in realtà sempre venduto hardware. Microsoft non è una sorta di religione, non ha fanatici al seguito. A rompere un pochino le uova nel paniere ad Apple è Google, non Microsoft. Google ha un’idea chiarissima di cos’è e di dove vuole arrivare, Android gli serve per poterci installare le sue applicazioni chiave (GMail, GDrive, le mappe, il link al motore di ricerca, eccetera…) ed è per questo che viene concesso in licenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta: più è ampia la base di installato, più Google ed il suo ecosistema net-centrico diventa importante ed efficace.

E Microsoft? Non mi sembra che abbia le idee altrettanto chiare quanto i suoi competitors. Cosa vuole fare (e diventare) la regina del desktop? E’ evidente che Microsoft teme la crisi del PC tradizionale e che sta cercando di espandersi in tutte le direzioni indicate dal mercato: la gente usa gli smartphone? E noi gliene diamo uno. Vuole i tablet? E noi gli diamo il tablet. E via discorrendo… Il tutto sa un po’ di rincorsa affannosa. Surface è stato un fallimento, Windows RT pure. Ma chi lo vuole un tablet con la versione monca e fin qui inutile di Windows 8? E perché tutta questa spasmodica attenzione all’interfaccia touch con Windows 8 che è e rimane un OS prevalentemente desktop mentre tutti sanno che allungare un braccio verso lo schermo di un desktop non è propriamente il modo migliore di interagire?

Secondo me Microsoft dovrebbe abbandonare Windows Phone e Windows RT e fare semplicemente… Windows. Un solo nome, un solo marchio, un sistema operativo unico che si installa intelligentemente su tutto l’hardware. Windows è stato sempre così, tradizionalmente è il suo punto di forza. Su un PC desktop non servono le “mattonelle”, su un tablet e uno smartphone potrebbero rivelarsi utili. La routine di installazione dovrebbe ottimizzarsi automaticamente secondo l’hardware.

Microsoft è sinonimo di software ma le ultime scelte progettuali e concettuali denotano una crisi di identità notevole. Siamo sicuri che mettersi a fabbricare telefoni sia la scelta giusta?

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IL PORTATILE PROSSIMO VENTURO: L’IBRIDO

Posted on 18 settembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Smartphone a parte, che fanno categoria a sé avendo occupato lo spazio che un tempo era proprio delle agendine elettroniche e dei cellulari, il mobile computing vede attualmente presenti, sulla scena, una pluralità di protagonisti: tablet, netbook, laptop, ultrabook.
TABLET: sono la moda del momento. Leggeri, potenti a sufficienza per la multimedialità, sono il massimo della comodità per navigare su internet. L’autonomia tra una ricarica e l’altra è generalmente notevole. Vanno bene anche per scrivere piccoli appunti di testo. Non vanno bene per scrivere testi lunghi: in questo caso si avverte la mancanza di una tastiera. Questa categoria è attualmente dominata dall’iPad di Apple, ma stanno per irrompere sul mercato molti concorrenti con a bordo Windows 8. Tra di essi il Surface di Microsoft, con un interessante copri schermo che incorpora anche una tastiera. Esistono anche alternative economiche con Android, ma hanno una penetrazione di mercato assai inferiore, fatta eccezione per il Kindle di Amazon. Un difetto dei tablet è la scarsa quantità di memoria a bordo, cui si dovrebbe supplire grazie ai numerosi servizi cloud esistenti. Per esempio, un tablet dotato di un bello schermo sarebbe l’ideale per vedere foto… Ma quante foto in alta risoluzione entrano in 16 giga? Anche con 32 o 64, se togliamo lo spazio occupato dalle app e dai file personali, dai video dagli mp3 eccetera, non è che le cose migliorino molto, almeno per chi (e siamo sempre di più) digitalizza buona parte della propria vita. Ok il cloud, ma se siamo senza connessione o in presenza di una connessione lenta…
NETBOOK: piccoli, poco potenti, lenti. Hanno avuto il loro momento di gloria ma sono a rischio di estinzione.
LAPTOP (detti anche NOTEBOOK): belli, potenti, capaci, efficienti. Il loro grosso difetto è l’autonomia, ben lontana da una giornata lavorativa e di solito ridotta ad un paio d’ore.
ULTRABOOK: il primo è stato il MacBook Air di Apple. Leggerissimi, potenti, con disco Ssd, hanno autonomia migliore rispetto ai laptop. Il difetto principale è il costo, che sale in modo vertiginoso non appena cresce la capienza del disco Ssd.
E il futuro? Tutto lascia prevedere che ci troveremo di fronte a dispositivi dotati delle seguenti caratteristiche: processori potenti, chassis sottili e leggeri, almeno 4 GB di RAM, disco Ssd o misto Ssd/magnetico, tastiera ed in più schermo touch. Sistema operativo avviabile in un batter d’occhi dall’accensione e la possibilità di essere usato sia come laptop sia come tablet. Autonomia operativa lontano dalla presa della corrente almeno 8 ore. Connettività internet estesa tramite wifi e scheda SIM.
Tra qualche mese sugli scaffali dei negozi!

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WINDOWS 8 CONSUMER PREVIEW: PRIME IMPRESSIONI

Posted on 3 marzo 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Start

Microsoft, come preannunciato, ha reso disponibile la beta di Windows 8, che per l’occasione non si chiama più beta ma consumer preview. Chi volesse scaricarla, può cliccare QUI. Si discute, in rete, per quale motivo Microsoft abbia abbandonato il termine beta per adottare il nuovo, come se la nuova nomenclatura dovesse sottintendere chissà quali cambiamenti. In effetti, se la versione finale non si discosterà molto da quella mostrata nella consumer preview, di cambiamenti ce ne saranno tanti, e sconvolgenti…

L’installazione di Windows 8 Consumer Preview non ha presentato, almeno nel mio caso, alcun problema. La lingua italiana non è ancora supportata per cui, almeno di non conoscere il tedesco, il giapponese o lo spagnolo, è opportuno scegliere l’inglese. Microsoft avverte, trattandosi di una beta, che alcune funzionalità possono non essere complete e che è probabile ci siano alcuni malfunzionamenti. L’installazione può anche avvenire in dual boot  insieme ad un’altra versione del sistema operativo. E’ una buona idea, poiché non sarebbe saggio sostituire la nostra installazione con Windows 8, ancora in fase di sviluppo. Io ho fatto il dual boot con Windows 7, installando Windows 8 su una partizione di 100 GB. Windows 8 ha riconosciuto senza problemi il sistema raid software del mio pc (fake raid) ed ha creato un menù di boot nuovo di zecca, in cui è possibile usare il mouse. Se al posto di Windows 8 si sceglie l’icona di Windows 7, il sistema si riavvia e parte (ovviamente) Windows 7. Ciò che voglio dire è che i boot di 7 e di 8 non mi sembrano identici, quanto piuttosto alternativi. La prima cosa che appare, all’inizio, è un pesce stilizzato, non propriamente bello a vedersi.

Per procedere con l’installazione, si può usufruire di un aiutino da parte di Microsoft che ha predisposto un apposito tool che in automatico sceglierà la versione giusta da scaricare (32 o 64 bit), masterizzerà l’immagine su un DVD avviabile e faciliterà l’installazione. Altrimenti, come ho fatto io, se si ha un minimo di dimestichezza con l’installazione di sistemi operativi, si può scaricare direttamente l’immagine ISO, masterizzarla oppure metterla su una chiavetta USB, e procedere con il setup. I requisiti di sistema sono piuttosto modesti rispetto a quelle che sono le attuali caratteristiche standard di un pc. Se l’installazione viene fatta partire da una sezione Windows aperta, Windows 8 dovrebbe fare l’upgrade, ovvero alla fine dovreste trovarvi con Windows 8 che ha preso il posto del sistema precedente (opzione sconsigliata). Se invece il boot del pc viene fatto dal disco o dalla chiavetta di installazione, sarà possibile creare il dual boot e preservare tutto ciò che è già presente sul computer (opzione consigliata).

Windows 8 si avvia velocemente ed appare una schermata con l’ora e la data che può essere sollevata come un sipario, quindi verso l’alto, per accedere alla selezione dell’utente. Possiamo creare un utente locale con username e password, come fatto sempre finora, ma possiamo anche indicare un account Windows Live in modo da sfruttare, per esempio, le opportunità di sincronizzazione offerte da Windows Live Mesh e Sky Drive (consigliato). Facciamo quindi conoscenza con la caratteristica principale di Windows 8: è vero, possiamo usare brillantemente il mouse, come sostiene Microsoft, ma Windows 8 è studiato per usare le dita al posto del mouse, quindi avremo a che fare con gesture (movimenti) che se sono molto naturali se eseguiti con le dita, al punto di aver fatto la fortuna dei sistemi operativi touch come IOS e Android,  non lo sono altrettanto con il mouse.  Le dita hanno bisogno di icone e pulsanti grossi, per cui incontreremo, durante la nostra esplorazione, una grafica essenziale e grossolana, molto diversa da quella cui siamo abituati.

Ed ecco la prima sconvolgente novità: il bottone start, quel pulsante in basso a sinistra che sin qui ha contraddistinto tutte le versioni di Windows dal 95 in poi, è scomparso. Non c’è più! Eliminato del tutto. Spostando il mouse (oppure, nei futuri tablet, il dito) nell’angolo in basso a sinistra, facciamo apparire un’icona rettangolare che, in modo schematico, illustra la nuova schermata start, cui possiamo accedere con clic. Da qui possiamo lanciare i programmi e sistemare un po’ il tutto (purtroppo, NON con elevate opzioni di personalizzazione) totalmente immersi nella grafica stile Metro, inaugurata con Windows Phone. Sotto il profilo pratico, ci troveremo di fronte ad un mosaico di piastrelle colorate, alcune delle quali attive (per esempio il meteo, le email, la borsa, la messaggistica istantanea…) con il contenuto che si aggiorna automaticamente. Una di queste icone attive è quella denominata Desktop, che mostra l’immagine di sfondo ma non, per esempio, eventuali finestre aperte. Da lì posiamo accedere ad un ambiente di lavoro molto più familiare, molto simile a quello di Windows 7. Anzi, a parte la mancanza del bottone start, tutto il resto è quasi uguale.

Tirando le somme di quello detto sin qui, capiamo di trovarci di fronte ad un sistema operativo doubleface, dotato di un’interfaccia nuova, la Metro, ed una più tradizionale, quella di Seven. Microsoft farebbe felici molti utenti, me compreso, se ripristinasse il menù Start e creasse una vera possibilità di scelta alternativa, cosicché gli utenti desktop probabilmente opterebbero per l’interfaccia più tradizionale, mentre quelli tablet per l’interfaccia Metro. La sensazione però è che Microsoft non farà questo semplice passo se non costretta: infatti le intenzioni della società di Redmond sono di imporre ai programmatori (e quindi agli utenti) l’interfaccia Metro, che dovrebbe rappresentare il tratto d’unione tra desktop, notebook, tablet e samrtphone. Per cui, anche se solo per lanciare Word, l’utente desktop si vedrà costretto a transitare per la schermata start a piastrelle. Giusto, sbagliato? Solo il futuro potrà dirlo.

A questo punto, però, chi credesse di trovarsi di fronte ad un sistema operativo pensato solo per i tablet, o comunque per l’utilizzo touch, sbaglierebbe. In realtà, la scommessa di Microsoft è proprio quella di far felici tutti con lo stesso sistema operativo a prescindere dall’hardware. Basta vedere, per esempio, la nuova barra superiore delle finestre (in ambiente desktop: metro non ha finestre e le applicazioni girano a tutto schermo): mi piace tantissimo, è in stile ribbon come quelle di Office e molto pratica da utilizzare. Con un clic sparisce, con un clic riappare. I comandi più importanti si possono spostare sul bordo superiore, in modo da averli sempre a portata di mano, e l’utente può scegliere quali inserire. La stessa barra, denominata quick access, la possiamo spostare in un’altra posizione, sotto il ribbon.

vView

Le gesture fondamentali sono quattro: quella relativa all’angolo in basso a destra, l’ho già descritta. Gli angoli a destra, sia in alto che in basso, fanno invece apparire un’altra barra degli strumenti contenente alcuni pulsanti, alcuni sempre uguali, altri la cui funzione varia in base al programma in uso. Attenzione che l’angolo in basso a destra, nella schermata start, riduce invece le “piastrelle” in modo da vederle tutte in un solo colpo d’occhio. L’angolo in alto a sinistra ci fa vedere l’applicazione precedente; scorrendo verso il basso possiamo vedere le (al plurale) applicazioni precedenti, che non sono chiuse: con un clic possiamo ritornarci. Ed ecco un’altra grossa novità: di regola, in Windows 8 le applicazioni non si chiudono. Vengono congelate nella memoria, e quando serve spazio è il sistema operativo a chiuderle a sua discrezione, secondo l’utilizzo che ne abbiamo fatto. Se proprio ne vogliamo chiudere una, in ambiente desktop il modo è il consueto: clic sul bottone rosso con la X, mentre in ambiente Metro dobbiamo afferrare il bordo superiore dell’app e tirare giù verso il basso, sino a farla scomparire!

conflictsIl menù (ops! Scusate, la schermata) start scorre in orizzontale anche usando la rotella del mouse (comodo). Possiamo però vedere anche tutte le applicazioni installate sul computer, divise per categorie, oppure possiamo cominciare a digitare sulla tastiera, ed automaticamente verranno mostrate le applicazioni filtrate secondo ciò che stiamo scrivendo. Per esempio, cominciando a digitare w ci apparirà Word ma potrebbe apparirci anche ogni altro programma che inizia con la medesima lettera. Digitandone più di una, la ricerca sarà sempre più precisa. Alcune tessere possono essere visualizzate a grandezza doppia. Si possono spostare e raggruppare a piacimento, però entro i limiti grafici imposti da Microsoft e non sempre si ottiene subito ciò che si vorrebbe.

Concludendo, debbo dire che la primissima impressione, utilizzando l’interfaccia Metro, è fortemente negativa. Dopo un po’ di apprendimento, qualcosa si comincia ad apprezzare. Una cosa è sicura: chi pensa di poter liquidare Windows 8 come un Windows 7 cui è stato tolto il menù start, sbaglierebbe. Dietro Windows 8 c’è un lavoro enorme, lo si capisce da mille particolari, così come è enorme la scommessa di Microsoft. Anche i miglioramenti sono innumerevoli, come per esempio il taskmanager oppure la gestione dei file in conflitto quando si spostano da una cartella all’altra. Il sistema gira veloce e dà l’impressione di essere leggero. L’attivazione e lo spegnimento sono rapidissimi.

Forse Microsoft farà meglio, nella versione definitiva, a separare in modo più marcato le due interfacce, lasciando maggiore libertà all’utente finale taskmanagerche comunque, potendo lanciare le applicazioni preferite anche dalla barra degli strumenti dell’interfaccia desktop, con un minimo di organizzazione potrebbe anche non sentire poi così tanto la mancanza del pulsante start. 

La versione finale è attesa per la fine dell’anno: staremo a vedere se verranno apportate modifiche sostanziali. Per ora accontentiamoci di questa consumer preview che è già piuttosto stabile e perfettamente utilizzabile. Io ho installato Office 2010, la suite Windows Live, i driver per due stampanti di rete ed una locale, e tutto ha funzionato alla perfezione. Un problema ce l’ho con un vecchio scanner perché il sistema operativo mi dice che il driver non è certificato… debbo ancora studiare come bypassare questo ostacolo. Infine, ho installato anche l’antivirus gratuito Avast, ed anche lui funziona alla perfezione: durante l’installazione il sistema operativo ha automaticamente disattivato l’antivirus di default, Defender, che in Windows 8 unisce le funzionalità del vecchio Defender con quelle dell’antivirus Microsoft Security Essential. Anche questo articolo l’ho scritto in ambiente Windows 8.

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WINDOWS 8: MICROSOFT CHIUDE LE FINESTRE

Posted on 9 ottobre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Sembra proprio che la futura versione di Windows segnerà un cambiamento epocale nelle abitudini degli utenti desktop. Come ho avuto modo di dire in precedenti post, la tendenza attuale è quella di unificare le versioni del medesimo sistema operativo per tutti i dispositivi su cui dovrà girare. Un tempo il discorso era semplice: c’erano solo i desktop ed i portatili. Poi sono arrivati i pocket pc ed i palmari, e le cose hanno cominciato a complicarsi: per fare fronte alle nuove necessità, alla Microsoft pensarono bene di creare una versione ad hoc di Windows. Adesso la situazione complessiva è ancora più complessa: abbiamo gli smartphone, i tablet, i minitablet (si veda il recentissimo Samsung Note, metà smartphone e metà tablet), gli ultraportatili tipo i MacBook Air della Apple, ma che a brevissimo invaderanno il mercato come pc Windows, i netbook, i notebook, ed infine i desktop, nelle varianti tradizionale oppure all-in-one, con schermo touch. Ma al di là di questo elenco, la tendenza del momento è il collegamento internet in mobilità: quindi largo ai tablet ed agli smartphone e, di conseguenza, largo alle interfacce touch, azionabili in punta di dito (o di più dita, grazie alle gesture). A farla da padrona nei dispositivi mobili sono Apple, con iOS che gira solo su iPhone ed iPad, ed Android di Google. Insomma, un vero smacco per Microsoft, che almeno sino al momento attuale non vede decollare la propria piattaforma mobile, Windows Phone, che rimane relegata a minime quote di mercato.

Sviluppare tanti sistemi operativi diversi può essere controproducente, faticoso, costoso e può anche disorientare l’utente medio, che gradisce ritrovare l’interfaccia grafica cui è abituato in più dispositivi (almeno, questo è ciò che pensano i produttori). Così il futuro Windows avrà il medesimo look sia sul mobile che sui desktop; la stessa cosa sta facendo Apple. Non proprio sistemi operativi uguali, ma con molto in comune tra le versioni mobili e fisse, sempre più convergenti.

Ciò comporta che tutto (icone, pulsanti, menù, link…) debba potersi azionare comodamente anche in punta di dito, oltre che con il mouse. Ecco perché, nonostante la potenza grafica delle moderne schede video e l’elevata risoluzione degli schermi desktop, la grafica dei futuri sistemi operativi si preannuncia più grossolana (almeno ai miei occhi).

Microsoft la pensa esattamente come tutti gli altri: la padrona incontrastata dei desktop è talmente preoccupata di perdere quote di mercato a causa dell’esplosione dei dispositivi mobili, che sembra aver avuto in mente solo questi ultimi nel progettare la prossima versione del celebre sistema operativo. Ed ecco la novità più grossa: a meno di ripensamenti, verrà abbandonato il menù start (il pulsante ci sarà ancora, ma solo per tornare all’interfaccia metro) ed addio alla metafora della scrivania con le finestre. Le applicazioni gireranno a schermo intero, senza i bordi delle finestre, e la nuova interfaccia metro ne sarà totalmente priva. Rimarranno, forse solo per spostare o copiare i file da una cartella all’altra, non è ben chiaro. Ho scaricato la pre-beta che è ancora piuttosto primitiva, come dice il nome stesso, ma non ho ancora avuto tempo di esaminarla a fondo. Se sarà necessario, tornerò sull’argomento.

Così come è ora, la nuova interfaccia metro non scatena i miei entusiasmi, ma prima di dare un giudizio è saggio attendere la versione finale. Io non credo che i tablet siano il futuro del personal computing: si possono usare con una mano sola (l’altra è impegnata a sorreggere il dispositivo), non hanno una base su cui poggiare,  e dopo un po’ pesano; inoltre costano troppo per dare in cambio molto poco: poca memoria, soprattutto.

L’interfaccia a finestre nel nuovo Windows passerà talmente in secondo piano da far pensare a qualcuno che lo storico nome, Windows appunto, verrà abbandonato. Sarebbe un suicidio a livello di marketing, secondo me.

Staremo a vedere!

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DALL’I-PADELLA ALL’I-BRACE

Posted on 21 novembre 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , , , |

I tablet rappresentano, per gli analisti di mercato, una vera e propria mina vagante. Infatti, mentre tutti i più grandi produttori si sono già cimentati o si stanno per cimentare nell’immettere in commercio il proprio esemplare di “tavoletta”, si discute se veramente questi dispositivi abbiano un mercato importante. Finora l’unica a cantare vittoria è la Apple, che dichiara di aver venduto uno sfracello di iPad. Ma si sa che la casa della mela morsicata può contare su un consistente numero di “adepti” che comprerebbero per principio qualsiasi cosa, anche un pitale con videocamera, per cui il successo in questo caso può anche non essere rappresentativo di una tendenza generalizzata. Infatti Samsung, che aveva intenzione di vendere vagonate del Galaxy Tab, si sta leccando le ferite e sta contando il numero di esemplari invenduti che riempiono i magazzini. Scommettiamo che tra un po’ vedremo “incredibili offerte” su questo prodotto? Hewlett Packard, invece, che ha creato un tablet destinato al solo mercato business, fa sapere che la richiesta è stata talmente alta da svuotare rapidamente le scorte: chi ne ordina uno ora, dovrà rassegnarsi ad un lungo periodo di attesa. Parliamo, comunque, di una produzione partita in sordina, di poche unità, per cui anche in questo caso la notizia può non essere significativa di una tendenza di mercato.

Secondo me le cose stanno così: i tablet attualmente in commercio sono troppo cari rispetto a ciò che offrono. Ragazzi, un iPad costa quanto un PC portatile economico, ma se andiamo a vedere le specifiche tecniche il PC portatile offre molto di più: quantità di memoria (sia fisica sia di storage), potenza del processore, dimensione dello schermo, software disponibile, una vera tastiera, eccetera.  Io potrei prendere in esame un tablet qualora costasse, al massimo, come un netbook: diciamo tra i 200 ed i 350 euro per i top di gamma. Probabilmente l’industria ha creduto ad un successo travolgente di questi dispositivi (che non sono propriamente una novità: i tablet PC avevano già tentato di aggredire il mercato svariati anni fa, ma allora le interfacce touch non erano sofisticate e funzionali come le attuali: occorreva usare uno stilo) ed ha pensato bene, di conseguenza, di tenere alti i prezzi. Io credo che con il ridimensionarsi delle aspettative da parte delle case produttrici, assisteremo anche ad un assestamento dei prezzi verso il basso.

Intanto c’è chi ha pensato (anche questa non è un’idea nuovissima) di unire un netbook ad un tablet, grazie ad uno schermo ruotabile. Chissà, potrebbe essere la formula vincente.

Qualora i tablet dovessero realmente sfondare, altro discorso interessante da affrontare sarebbe quello sui sistemi operativi, rigorosamente touch: la grafica di Windows 7, che ha funzionalità tattili native, andrà bene o dovrà essere rivista? La faranno da padrone i sistemi operativi dei telefonini (iOS di Apple ma, soprattutto, Android di Google)? Insomma, i tablet saranno pc rimpiccioliti o telefonini incicciati? Linux riuscirà finalmente a rivestire un ruolo significativo?

Potremo rispondere solo quando ce ne saranno in giro in misura e varietà sufficienti.

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