ORRIBILI PASSATEMPI

Posted on 29 gennaio 2011. Filed under: spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , |

Il titolo ORRIBILI PASSATEMPI può essere liberamente interpretato. Può quindi riferirsi all’attività preferita dai protagonisti dei film di cui sto per parlare, ma può anche essere riferita al fatto stesso di guardare questo tipo di film. Questo articolo, per via degli argomenti trattati e dei temi proposti, è riservato ad un pubblico adulto (se sei minorenne, sei pregato di non leggere oltre) e consenziente, oltre che non particolarmente sensibile al macabro, all’erotico ed allo “splatter” in generale.Scheda

Tocchiamo un argomento non proprio leggero, la necrofilia. Lo tocchiamo perché questa perversione è il tema di alcuni film che io ho visto solo recentemente, pur non trattandosi propriamente di novità (Nekromantik è del 1987, il sequel Nekromantik 2 è del 1991, mentre Kissed è del 1996). A mia scusante posso citare il fatto che Nekromantik non è mai stato diffuso attraverso i canali ufficiali di distribuzione, e se ha raggiunto una certa fama ciò è dovuto principalmente, se non esclusivamente, alla diffusione clandestina tramite internet. Nekromantik 2, il seguito, dovrebbe invece esistere anche in versione DVD. Infine Kissed, che non è l’oggetto principale di questa piccola rassegna, lo cito solo come termine di paragone.

Apro una parentesi: la necrofilia viene percepita come la peggiore tra tutte le perversioni. Cosa può spingere un essere umano (vivente) a provare attrazione per un cadavere? Sembra impossibile trovare una spiegazione e forse è per questo che il necrofilo viene visto come il peggiore tra tutti i pervertiti: perché le cose inspiegabili fanno sempre paura. In realtà, se dovessimo mettere sul piatto di una bilancia immaginaria la pericolosità di alcune perversioni, ne troveremmo facilmente di peggiori: il sadismo e la pedofilia, per esempio. Forse il necrofilo non è altro che un materialista estremo che cerca semplicemente un corpo inerte per soddisfare le proprie voglie, senza tante complicazioni. O forse è un filosofo decadente che cerca di cogliere ciò che di buono può dare una carcassa prima che il tempo (e la putrefazione) la rendano inutilizzabile. Di sicuro esiste anche in forma leggera, senza il reale utilizzo di cadaveri, e consiste nell’avere fantasie erotiche (che si trovano eccitanti) in ambito più o meno funebre.

Seconda parentesi: amore e morte da sempre costituiscono un binomio inscindibile in campo artistico e letterario. Il necrofilo porta questa tendenza alle estreme conseguenze…

Un breve cenno su Kissed. La trama in estrema sintesi: una ragazza, che prova una attrazione irresistibile verso i cadaveri (li trova “luminosi”), si fa assumere presso una agenzia di pompe funebri in modo da poter soddisfare i propri desideri. Conosce anche un ragazzo con cui instaura una relazione normale, ma la passione per i cadaveri è troppo forte e porterà il ragazzo ad uccidersi per essere desiderato dalla ragazza. Kissed, a dispetto della trama tragica e dell’argomento trattato, è una commedia leggera che viene ben digerita dallo spettatore. Il suo pregio principale è proprio questa capacità di raccontare una  storia come questa senza scandalizzare eccessivamente, quasi si trattasse di una cosa normale. Ben fatto, è un film tutto sommato gradevole, che però non trasmette emozioni fortissime.

Nekromantik (il primo) è tutt’altra bestia. Girato con a disposizione pochissime risorse finanziarie dal regista tedesco Jörg Buttgereit, è un film quasi amatoriale. Non si tratta di un horror in senso tradizionale: non c’è suspance, non ci sono momenti mozzafiato, né clamorosi colpi di scena. Ecco la storia: Robert lavora presso una ditta che si occupa di ripulire le strade dai cadaveri, dopo che le autorità hanno concluso i rilievi. Ogni tanto, per passione, si porta a casa qualche pezzo di carne che mette sotto spirito nei vasetti. Condivide questa passione con la ragazza che convive con lui. Un giorno, approfittando di una circostanza favorevole, si porta a casa un intero cadavere, che mostra orgogliosamente alla ragazza, che rimane molto intrigata. Si instaura quindi una sorta di relazione a tre, felice, tra lei, lui ed il corpo morto. Tutto va bene finché non viene licenziato: allora la ragazza dice che non può sprecare i migliori anni della sua vita con un buono a nulla come lui, e scappa… indovinate con chi? Ma sì, con il cadavere! Il povero Robert si ritrova quindi solo. Dopo alcune vicissitudini da single che tralascio, decide di praticare un estremo gesto di autoerotismo: si stende sul letto, si slaccia la patta dei pantaloni, prende un coltello e si uccide con una sorta di karakiri. Mentre la lama affonda nel suo ventre ed il sangue schizza da tutte le parti, dal suo pene eretto esce prima una quantità enorme di sperma, e subito dopo esce sangue, mentre il pover’uomo si contorce in preda a spasmi misti di dolore ed ebbrezza. Facile associare questa scena a quella (che sia una citazione?) presente nel finale del film Antichrist di Lars Von Trier (2009). Ma mentre Antichrist è il frutto sì di una mente visionaria, ma anche di una produzione ricca e costosa, con il risultato di apparire un po’ patinato e forzato nella sua esplicita finalità di voler scandalizzare a tutti i costi, Nekromantik stupisce proprio per il ritmo lento, i colori sbiaditi, la normale sbadigliosa quotidianità. Mentre Kissed trasforma tutto in una commedia quasi brillante, Nekromantik presenta dialoghi rarefatti, ambienti angusti, gente sola, isolati squallidi di una città qualunque che potrebbe essere in ogni parte del mondo. Nekromantik disturba proprio perché racconta una storia disturbante con una certa noncuranza. Nekromantik è bello, è malsano, ti fa respirare un’aria morbosa; ha una estetica malata che affascina come tutte le cose decadenti. Il corpo morto è viscido, gocciola, ribolle, quando viene accarezzato dai protagonisti sulle mani rimane come uno strato di gelatina appiccicosa che poi i due amanti si spalmano sul corpo, sulle labbra, mentre una romantica musica di sottofondo sottolinea non l’orrore, ma la passione che si cela sotto quei gesti. Le scene sono forti e sconsigliate a chi non ha uno stomaco sufficientemente forte, ma non c’è autocompiacimento, o perlomeno non è così evidente: in primo piano c’è la storia e piaccia o non piaccia è una storia d’amore, romantica. Nekromantik va subìto per rimanerne affascinati. Ha tutte le caratteristiche dell’opera maledetta, questo è il suo pregio più grande. Il film termina con la visione della tomba del povero Robert: il cumulo di terra è ancora fresco, quando all’improvviso una pala vi affonda, spinta da un piede di donna. Fine.

Come accennavo, Nekromantik è stato osteggiato dalle case distributrici di film e praticamente nei cinema non è mai stato proiettato, se non in ambiti per così dire “specialistici”. Alcuni paesi del mondo ne hanno proibito la visione ai propri cittadini. Ciò nonostante, è diventato un film di culto, cosicché Buttgereit ha potuto girare il sequel Nekromantik 2, con un po’ più di soldi a disposizione, ma con esiti non altrettanto positivi. Il film, che riparte esattamente da dove era terminato il primo, racconta la storia di una ragazza che, affascinata dai cadaveri e dalla morte, disseppellisce Robert (di cui aveva letto la storia sui giornali) e se lo porta a casa per farci sesso, con grande appagamento. Parallelamente conosce un ragazzo, che per mestiere fa il doppiatore di film porno (divertenti le scene di doppiaggio), con cui instaura una relazione, per portare avanti la quale decide di disfarsi del cadavere. Lo mette quindi nella vasca da bagno e lo fa a pezzi, ma è una sofferenza, piange e teme quasi di fargli del male. Alla fine decide di tenersi il pene (che congela nel frigo) e la testa. Però, quando fa all’amore con il ragazzo che ha conosciuto, per eccitarsi deve pensare al cadavere di Robert, altrimenti non prova piacere. Il ragazzo se ne accorge. Trova il pene nel frigo. Capisce che c’è qualcosa che non va… Alla fine, durante un amplesso (in cui lei cavalca lui, esattamente come era solita fare con il cadavere), mentre il maschio raggiunge l’orgasmo, lei lo decapita con un coltello che teneva nascosto sotto il letto. Mentre il corpo sputa sangue da tutte le parti e trema in preda alle convulsioni, lei sostituisce la testa dell’uomo con quella del cadavere, che aveva conservato, e finalmente gode. Per evitare l’afflosciamento del pene dell’uomo, lo aveva opportunamente stretto alla base con un laccetto, subito dopo averlo decapitato.

Nekromantik 2 non aggiunge nulla di nuovo a Nekromantik 1 e, pur rimanendo imperdibile per chi ha visto il primo, non raggiunge le stesse vette di malata poesia. Amplifica alcune tematiche già presenti nel primo film: l’associazione cadavere/cibo, per esempio; l’analogia con lo squartamento da macello degli animali  (nel primo film un coniglio, nel secondo una foca).

Alcuni link su Wikipedia:

NecromantikNecromantik 2Antichrist

Altri link:

Elenco di film che parlano di necrofilia (discussione)

Kissed

Parafilia e morte (tesina)

Mad Dame (artista)

Sito porno con fantasie necrofile  (se sei contro, non cliccare! Se clicchi, poi non prendertela con me!)

Annunci
Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 1 so far )

FILM: ZOMBIE STRIPPER

Posted on 8 dicembre 2009. Filed under: spettacoli | Tag:, , , , , , , |

Locandina
La locandina di “Zombie Strippers”

Sono un grande appassionato di cinema, da sempre, e prediligo i film d’Autore, cosiddetti impegnati, senza tralasciare il genere horror ed anche i B-Movie, ovvero le produzioni che non possono contare su grandi finanziamenti ma che certe volte danno origine a veri e propri capolavori, film unici nel loro genere e spesso irripetibili. Oggi all’ora di pranzo mi sono sintonizzato su Cinema Max HD di Sky, canale deputato al genere horror, ed ho visto (anche se iniziato da poco) questo film di cui voglio parlare, Zombie Strippers, horror demenziale sexy umoristico.  La regia ma anche la fotografia e la produzione in generale sono di Jay Lee; tra gli attori spicca Robert Englungd, noto per aver impersonato Freddy Krueger nella serie Nightmare, ed anche la pornostar Jenna Jameson. Ragazzi, per me questo film è stato una delizia per gli occhi! Entusiasmante. Ma partiamo dalla semplice trama…

Il Presidente americano Bush, eletto per l’ennesima volta, appoggiato dal governatore della California Skwarzhenegger (o come cavolo si scrive), dichiara guerra a mezzo mondo. L’arma segreta? Un virus che dovrebbe resuscitare i soldati morti rendendoli zombie. Ma qualcosa va storto… il virus esce dal laboratorio segreto dove è stato sviluppato e finisce con l’infettare una spogliarellista in un locale di lap-dance.  Tralascio i particolari di come ciò sia potuto accadere, non ha nessuna importanza! Fatto sta che la spogliarellista zombie riscuote un gran successo perché ha una incredibile carica sexy; peccato che dopo ogni esibizione inviti qualcuno tra il pubblico dietro le quinte per poi divorarlo con grande spargimento di sangue. Visto il successo, altre spogliarelliste decidono di farsi trasformare in zombie, con il consenso del padrone del locale che sta facendo soldi a palate e che rinchiude in una specie di prigione i clienti trasformati a loro volta in zombie. Finché, com’è ovvio, le cose precipitano, il sangue scorre a fiumi, alla fine l’esercito interviene e tutto torna alla normalità, se non fosse che una testa mozzata dentro un sacchetto è ancora capace di mordere…
Il film è un miscuglio di scene orrendamente splatter, clamorosi effetti speciali, situazioni e battute umoristiche, atmosfera cupa ma demenziale, siparietti sexy con belle fanciulle nude (tette e culi a volontà). Il divertimento è assicurato allorché, visto il successo della prima stripper zombie, le altre si sentono spinte ad emularla, come se si fosse improvvisamente instaurato un nuovo canone di bellezza. Ed in effetti il pubblico è estasiato nel vedere queste ragazze con la pelle ed il corpo che poco alla volta, ma inesorabilmente, si degrada nel corso del film diventando grinzoso, cadente, ricoperto di lacerazioni e ferite, i denti gialli, gli occhi scuri. Le immagini disgustose abbondano, lo splatter regna sovrano, il cattivo gusto (nel senso di kitsch) trova qui la sua apoteosi. Le zombie strippers litigano tra loro con insulti demenziali, memori della rivalità che c’era quando non erano ancora zombie, il padrone del locale si frega le mani per il successo e pensa solo a trarre vantaggio dalla situazione, le stripper ancora vive si guardano allo specchio e si sentono brutte. Jenna Jameson si infila palle da golf e da biliardo nella passera e le spara contro la rivale. Se lo schifo non prende il sopravvento, possiamo ammirare pelle tranciata a morsi, teste scoperchiate con il cervello in bella vista, gambe scuoiate con la pelle tirata giù come pantaloni e le osse lasciate scoperte, e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, un film assolutamente da evitare se l’horror-splatter vi disgusta e se il demenziale vi irrita, altrimenti siamo assolutamente di fronte ad un must! Non un capolavoro dell’arte cinematografica, non esageriamo, ma sicuramente uno di quei B-Movie seriamente candidati a diventare cult con il passare degli anni.
Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

  • I’m thinking, please do not disturb!

  • Il mio spazio su Smugmug

  • Immetti il tuo indirizzo di posta elettronica per essere tenuto aggiornato sui nuovi post.

    Segui assieme ad altri 18 follower

  • NO ALLA CENSURA ED ALLE LEGGI SPECIALI PER INTERNET

  • Meta

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: