PERCHE’ MICROSOFT SI COMPRA NOKIA?

Posted on 3 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , , , , , , , , |

Dunque, la notizia “bomba” di oggi è che Microsoft si comprerà Nokia, non tutta la società ma solo la parte relativa ai telefoni cellulari. Subito si sono scatenati i sospetti sul ruolo che può aver avuto il CEO di Nokia Stephen Elop, ex dirigente Microsoft e (si dice) futuro successore di Ballmer alla Microsoft. Detto in altri termini: avrà fatto apposta a mettere in crisi Nokia per consentire a Microsoft di farne un boccone solo alla “modica” cifra di 5,44 miliardi di dollari? Da commenti letti in rete sembrerebbe infatti un affarone per Microsoft, basti penare che l’acquisizione di Skype era stata più onerosa. La verità secondo me è che gli azionisti Nokia non ne potevano più della divisione smartphone in perdita, né erano convinti della partnership strategica con Microsoft e il sistema operativo Windows Phone. Allora la casa di Redmond ha detto: va bene, smettetela di frignare, compro tutto io e faccio tutto da me!

A ben vedere Microsoft sta cercando di fare ciò che ha fatto Apple e ciò che sta facendo Google (che ha acquisito Motorola): vendere l’hardware, cioè i telefoni, con installato il proprio sistema operativo (che nel caso di Android-Google però è gratuito senza licenza) e creare così un ecosistema per vendere non più solo software ma anche hardware, musica, libri, film… tutto in formato digitale e possibilmente proprietario così da imprigionare l’utente il più possibile e costringerlo a spendere i propri soldi nel proprio ecosistema.

Nel caso di Apple (vedasi l’iPhone e le sue insopportabili limitazioni) il giochetto ha funzionato piuttosto bene, però si sa che per alcuni la mela morsicata non è un marchio, ma una fede cui credere ciecamente: il Mac è il miglior pc, l’iPad il miglior tablet, l’iPhone il miglior telefono, eccetera. Ma la Microsoft non è Apple. Le due aziende non potrebbero essere più diverse: Microsoft ha fatto i soldi vendendo software, Apple ha in realtà sempre venduto hardware. Microsoft non è una sorta di religione, non ha fanatici al seguito. A rompere un pochino le uova nel paniere ad Apple è Google, non Microsoft. Google ha un’idea chiarissima di cos’è e di dove vuole arrivare, Android gli serve per poterci installare le sue applicazioni chiave (GMail, GDrive, le mappe, il link al motore di ricerca, eccetera…) ed è per questo che viene concesso in licenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta: più è ampia la base di installato, più Google ed il suo ecosistema net-centrico diventa importante ed efficace.

E Microsoft? Non mi sembra che abbia le idee altrettanto chiare quanto i suoi competitors. Cosa vuole fare (e diventare) la regina del desktop? E’ evidente che Microsoft teme la crisi del PC tradizionale e che sta cercando di espandersi in tutte le direzioni indicate dal mercato: la gente usa gli smartphone? E noi gliene diamo uno. Vuole i tablet? E noi gli diamo il tablet. E via discorrendo… Il tutto sa un po’ di rincorsa affannosa. Surface è stato un fallimento, Windows RT pure. Ma chi lo vuole un tablet con la versione monca e fin qui inutile di Windows 8? E perché tutta questa spasmodica attenzione all’interfaccia touch con Windows 8 che è e rimane un OS prevalentemente desktop mentre tutti sanno che allungare un braccio verso lo schermo di un desktop non è propriamente il modo migliore di interagire?

Secondo me Microsoft dovrebbe abbandonare Windows Phone e Windows RT e fare semplicemente… Windows. Un solo nome, un solo marchio, un sistema operativo unico che si installa intelligentemente su tutto l’hardware. Windows è stato sempre così, tradizionalmente è il suo punto di forza. Su un PC desktop non servono le “mattonelle”, su un tablet e uno smartphone potrebbero rivelarsi utili. La routine di installazione dovrebbe ottimizzarsi automaticamente secondo l’hardware.

Microsoft è sinonimo di software ma le ultime scelte progettuali e concettuali denotano una crisi di identità notevole. Siamo sicuri che mettersi a fabbricare telefoni sia la scelta giusta?

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CHE COMPUTER MI METTO STASERA?

Posted on 15 aprile 2013. Filed under: informatica, società | Tag:, , , , , |

C’è l’italiana I’m Watch, ma stanno arrivando Apple, Samsung, LG, persino Microsoft. Di che sto parlando? Ma dell’orologio tecnologico, è ovvio! Si porterà al polso come un normale orologio; naturalmente indicherà l’ora ma anche l’arrivo di un’email, il messaggio di un contatto Facebook, un cinguettio Twitter… non è ancora chiaro se questi orologi avranno un’intelligenza propria o funzioneranno come semplici periferiche di uno smartphone cui saranno collegati via Bluetooth, ma la strada è segnata. Se opportunamente dotati di memoria (pensate a quanto sono piccole le schede microSD) questi oggetti ci consentiranno di portare sempre con noi la nostra musica preferita, i nostri documenti, le nostre foto, eccetera. Muniti di un chip NFC sostituiranno tutti gli altri mezzi di pagamento.

Gli orologi ipertecnologici saranno l’avanguardia di una vera e propria invasione: la tecnologia indossabile. Subito dopo sarà la volta degli occhiali: i Google Glass saranno i primi a raggiungere gli scaffali, ma possiamo essere certi che altri produttori seguiranno. Immaginate di avere sempre pronto, alla portata di uno sguardo, un sistema operativo, un navigatore GPS, un sistema di realtà aumentata in grado di arricchire con indicazioni e informazioni l’ambiente che ci circonda, un apparato di registrazione audio/video, e chissà cos’altro.

Dopodiché non ci saranno limiti: penso a anelli, collane, braccialetti, cinture, spille tutti ben forniti di connettività e memoria. Basterà una stretta di mano per trasferire dati tra due persone, basterà camminare per ricaricare una batteria. Basterà una scatenata serata in discoteca per accumulare un sacco di energia.

Mentre dormiamo, un dispositivo appoggiato sul comodino farà il backup del nostro cervello e cancellerà automaticamente i brutti sogni… no, questo non avverrà domani, ci vorrà ancora un po’ di tempo!

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DOLPHIN BROWSER HD: IL MIGLIORE PER ANDROID, GRATIS!

Posted on 26 febbraio 2012. Filed under: informatica, internet, smartphone | Tag:, , , , , , |

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Pur essendo complessivamente molto contento del mio Samsung Galaxy Note, ho subito notato la non entusiasmante (a mio avviso) efficienza del browser incorporato (Android Gingerbread 2.3.6). Sono andato quindi alla ricerca di qualcosa di meglio ed ho trovato un autentico campione, un bellissimo software, per giunta gratuito: il Dolphin Browser HD. Nell’immagina vedete una schermata del browser in questione indirizzato sulla versione mobile di questo sito. Si notano subito le tab e la pulizia grafica. Si può notare anche, nell’angolo in basso a sinistra, una manina semitrasparente che serve per gestire le gesture, di cui parlerò tra poco. Ciò che non si può notare, invece, è la velocità di caricamento e composizione delle pagine, nettamente migliore rispetto al browser di default. Per quello che ho potuto vedere, sembra completa la compatibilità con tutti i più famosi plug-in: non ho avuto, finora, alcun problema con flash ed animazioni video di altro genere.

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Trascinando la pagina verso destra (o, se preferite, effettuando uno swipe orizzontale verso destra) facciamo comparire la barra dei segnalibri. E’ molto ben fatta e ci consente di tenere in perfetto ordine i nostri bookmark grazie alla possibilità di suddividerli in cartelle. Per crearne di nuove, occorre fare tap su Quick access, quindi su Preferiti, ed infine sul tasto predefinito per i menù contestuali. Apparirà così l’opzione per creare nuove cartelle. Questa è l’unica feature che ho trovato poco immediata, annidata all’interno di altri comandi. Ma è un piccolo appunto del tutto trascurabile a fronte dei grandi pregi di questo piccolo software.

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Ecco cosa appare quando si apre una nuova tab:

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Possiamo inserire qui alcuni segnalibri che usiamo più di frequente, in modo da averli sempre pronti quando apriamo un nuovo tab. Ne possiamo aggiungere altri con un tap sul bottone [ + ] mentre, per cancellare o modificare una singola voce, è sufficiente fare un tap prolungato. Come si può vedere ci sono due “sottotab”: selezionando Webzine possiamo accedere velocemente ai social network tipo Twitter e Facebook.

export_02 Attualmente sono riportati solo quelli elencati, quindi niente Google +, almeno così sembrerebbe.

Effettuando invece uno swipe da destra verso sinistra (ovvero, trascinando la finestra del browser verso sinistra) facciamo apparire una piccola toolbar che contiene tre pulsanti:

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Il primo serve ad ingigantire la pagina a tutto schermo; il secondo, per gestire gli add-on ed i temi (caratteristica che non ho ancora testato); il terzo abilita un’anteprima di tutti i tab aperti:

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In questa schermata possiamo chiudere i tab, così come possiamo aprirne altri.

Infine, con un tap nella icona semitrasparente nell’angolo in basso a sinistra, attiviamo le gesture cui accennavo all’inizio:

SC20120226-125201 Lo schermo diviene più scuro e possiamo tracciare un disegno (contraddistinto da una linea gialla) che ci manda ad un sito web. Ci sono alcune gesture predefinite, ma possiamo crearne di nuove.

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Insomma, credo che lo si sia intuito, questo browser per Android mi piace tantissimo. Veloce, stabile, ricco di feature che fanno invidia ai fratelli più grandi studiati per il desktop. Almeno, sul mio Samsung Galaxy Note funziona alla grande e l’ho impostato come browser di default al posto di quello standard, che non rimpiango proprio per niente (è comunque a disposizione tra le app, perché non l’ho cancellato).

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Per concludere, ne consiglio a chiunque il download e l’installazione.

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IRRESISTIBILE CONVERGENZA TECNOLOGICA

Posted on 5 ottobre 2010. Filed under: fotografia, smatphone | Tag:, , , , , , , , , , |

Dio li fa e poi li accoppia si dice con LumixPhonetono vagamente canzonatorio dell’unione tra due persone che hanno qualcosa di simile, in genere di buffo. L’uomo, invece, fa e accoppia cose apparentemente molto differenti tra loro. Cosa poteva accomunare infatti, in astratto, un telefono ed una macchina fotografica? Il primo rispondeva al sogno di poter mandare lontano, alla velocità della luce, la voce umana, in modo da far comunicare tra loro due persone distanti. La seconda invece aveva l’ambizione di emulare l’occhio umano, di congelare un istante di vissuto, di catturare ciò che si vede per conservare un ricordo, confrontare le cose nel tempo, dare il dono della pittura a chi non era capace di dipingere. Poi, sappiamo tutti com’è finita: oggi non esiste un telefonino che non scatti anche fotografie. Le due caratteristiche, grazie ad internet, convivono benissimo nello stesso oggetto: così è possibile non solo parlarsi ma anche guardarsi in faccia, trasmettere un’immagine e persino un filmato. Così gli MMS stanno sostituendo le cartoline illustrate, gli SMS i telegrammi e le lettere, il tutto nel giro di poco tempo. E pazienza se la qualità non è quella di una macchina fotografica o telecamera specializzata nel fare una cosa sola…

Le cose stanno per cambiare. Secondo me la convergenza tra telefonini evoluti (smartphone) e macchine fotografiche digitali di fascia consumer, è destinata ad andare avanti sino a diventare un matrimonio perfetto. Già si cominciano a vedere cellulari con sensori da 12 megapixel, capaci di girare video in alta definizione. Quello che fino ad ora è mancato agli smartphone sono due caratteristiche che incidono notevolmente sulla qualità d’immagine: la presenza di sensori di dimensioni più grandi e, soprattutto, la presenza di uno zoom ottico. Ma se guardiamo a molte compatte fotografiche di dimensioni contenute, dotate di zoom in grado di rientrare completamente nel corpo macchina senza creare ingombro, oppure addirittura posizionati in verticale (che riprendono grazie ad uno specchio posto a 45 gradi, tipo periscopio), possiamo ben immaginare un futuro smartphone che incorpori una compatta  uguale in tutto e per tutto a quelle che si trovano in commercio. E con i prezzi in continua discesa, almeno per i prodotti di fascia consumer, comprare uno smartphone che è anche macchina fotografica (o se preferite una macchina fotografica che è anche smartphone) non costerà molto di più che non comprare un obsoleto oggetto dotato di una sola delle due funzionalità.

Prima della tecnologia, che comunque c’è, disponibile subito ed a buon mercato, si sta muovendo il marketing. In questo modo va interpretata la mossa di Panasonic che ha esteso il marchio Lumix, finora esclusivo delle macchine fotografiche digitali prodotte dal colosso giapponese, ad una nuova serie di apparecchi ibridi marcati Lumix Phone.

Sono stra-certo che altri produttori seguiranno l’esempio di Panasonic: sicuramente lo faranno tutti quelli che tradizionalmente producono elettronica di consumo senza essersi mai avvicinati, prima dell’era digitale, al mercato della fotografia (primo fra tutti, Sony); ma prima o poi lo faranno anche alcuni marchi storici del settore fotografico, che possiedono capacità tecnologiche tali da non fare alcuna fatica a produrre, se vogliono, una compatta digitale con smartphone incorporato (prima fra tutti, Canon). Sicuramente il mercato dei telefonini fa gola: se chi fabbricava solo cellulari sta invadendo il campo fotografico, perché chi produceva solo macchine fotografiche non dovrebbe invadere il campo telefonico? A frenare i big tradizionali del settore fotografico (Canon, Nikon, Pentax, Olympus…) potrebbe essere il timore di “sporcare” e sminuire il valore di un marchio glorioso tra gli appassionati di fotografia, usandolo per marchiare un oggetto che i veri appassionati guarderanno sempre come tecnologicamente inferiore. Ma si sa, il tempo passa e le nuove generazioni di consumatori crescono. Chi avrebbe mai pensato, prima che accadesse, di vedere il marchio Porsche su un SUV, ora anche turbodiesel?

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SISTEMI OPERATIVI: INEVITABILE IL DECLINO DI MICROSOFT?

Posted on 25 aprile 2010. Filed under: informatica, internet | Tag:, , , , , , , , , , |

Premessa: non sono un guru informatico, ma certe volte quando penso agli sviluppi futuri di un settore, ci indovino. Premessa numero due: non sono uno dei tanti fanatici anti-Microsoft, uso regolarmente Windows, attualmente Windows 7 64 bit, e ne sono molto soddisfatto. Non c’è due senza 3, e quindi ecco l’ultima premessa: non sono neanche un fanatico utente di Windows, su un vecchio portatile ho Ubuntu, ho provato quasi tutte le distribuzioni Linux esistenti, l’unica mia reale carenza è Mac OSX, che ho usato troppo poco per poterlo giudicare. Infine, come smartphone ho un iPhone della Apple, ma ho posseduto anche un palmare con Windows mobile 5.

Esaurite le premesse, passiamo alle considerazioni.

Prima considerazione: i dispositivi informatici sono sempre più net-centrici. Pensiamoci su: quando ci sediamo di fronte al nostro PC (nel caso di un desktop o comunque di una postazione fissa) quanto tempo lo passiamo collegati alla rete e quanto tempo, invece, scollegati? Magari la rete non ci serve se dobbiamo scrivere un testo, oppure (per esempio nel mio caso) se dobbiamo elaborare delle fotografie. Ma per il resto? Oltretutto ora come ora, grazie al cloud computing, ci sono risorse on line anche gratuite che per scrivere un testo e salvare il relativo file vanno benissimo: basti pensare agli strumenti messi a disposizione da Google ed anche da Microsoft, che ha capito l’antifona e tenta di non rimanere indietro. C’è anche una versione on line di Photoshop, ma qui le cose stanno messe un po’ diversamente: mentre nel caso delle applicazioni per ufficio le limitazioni delle versioni online sono minime per la maggior parte degli utenti, la complessità di un programma grafico come Photoshop e la pesantezza dei file (la mia Canon 5D Mark II registra RAW da quasi 30 mega cadauna) rendono l’esperienza on line frustrante. Ma per quanto tempo ancora? Già oggi pensare ad un PC non collegato alla rete sembra assurdo, figuriamoci domani. Quanto tempo è passato dall’epoca dei net-PC, che non ebbero alcun successo! Per la cronaca, i net-PC erano semplici terminali, a basso costo, dotati solo di tastiera e monitor; non avevano neanche un disco rigido, e non avevano un sistema operativo. Avevano solo un browser per il collegamento ad internet. Non ebbero alcun successo, perché i tempi non erano maturi, ma forse erano anche troppo radicali, privi di ogni risorsa interna. Oggi abbiamo, invece, i netbook, gli smartphone, e tra un po’ gli iPad. Passiamo alla seconda considerazione.

Seconda considerazione: i dispositivi informatici sono, oggi più che mai, multiformi. Fino a ieri conoscevamo sostanzialmente solo due tipi di computer: il desktop ed il portatile. Ciò era vero a prescindere dal sistema operativo installato: il concetto rimaneva il medesimo sia che ci fosse Windows, Linux o Mac (quando i Mac sono passati ai processori Intel, l’omologazione è stata più che mai assoluta). Anche il sistema di input era sempre lo stesso: tastiera e mouse, nel caso dei portatili anche il touchpad che simulava comunque il funzionamento di un mouse. Oggi invece le cose sono cambiate, e sono cambiate tanto velocemente da prendere in contropiede un colosso come Microsoft e lasciare spazio a nuovi importanti competitor. C’è stato il boom della connessione mobile: smartphone innanzitutto, ed ora anche dispositivi tipo iPad (ieri si sarebbero definiti tabletPC). Questi dipositivi non possono far girare sistemi operativi tradizionali, sia per l’hardware, che è diverso, sia per l’interfaccia utente, che sempre più spesso è tattile. Ecco nato così quello che oggi è probabilmente il miglior sistema operativo touch (l’iPhone OS, che troveremo replicato tale e quale sull’iPad prossimo venturo), ma anche il successo crescente di Android, elaborato da Google e messo a disposizione gratuita dei produttori. Ecco che su molti netbook windows fatica a girare, perché l’hardware è troppo poco potente, per cui si vedono proposte alternative e sempre più ne vedremo in futuro: il sistema operativo di Google che non ricordo come si chiama (G-OS?), tutto orientato al web, Android che vedremo su alcuni concorrenti dell’iPad, l’onnipresente Linux che per l’occasione dimostra tutta la sua versatilità acquisendo di volta in volta la struttura più consona alle funzionalità desiderate. Possono questi nuovi sistemi operativi insidiare il predominio di quelli tradizionali? La risposta è sicuramente NO. Persino l’iPhone ha limitazioni troppo grosse. Possono questi dipositivi mobili mettere a repentaglio il predominio dei PC tradizionali? La risposta è sicuramente SI, almeno per la maggior parte degli utenti che utlizzano i social network ed il web più la email, e niente altro.

Conclusione: tra la rete che acquisirà sempre più peso ed i nuovi modi di interfacciarsi all’hardware, non vedo messo bene il predominio di Microsoft, basato su un computing più tradizionale. E’ vero, è uscito Windows Mobile 7 che non ho ancora provato, ma mentre nel mondo PC Windows era (è) assolutamente predominante, quello dei dispositivi mobili, utilizzati da un numero sempre crescente di utenti, è una sorta di universo parallelo dove il sistema operativo di Microsoft dovrà sgomitare per farsi largo tra concorrenti molto agguerriti ed alcuni già “mitici”, entrati nel cuore degli utenti come iPhone OS, oppure gratuiti (per questo entrato nel cuore di molti produttori) come Android, la cui piattaforma aperta consentirà a tanti sviluppatori di apportare continui miglioramenti. E tutto questo senza considerare Symbian, PalmOS, e chi più ne ha più ne metta… Del resto basta vedere la frenesia Microsoft di questi ultimi tempi nello sfoderare sempre nuove versioni di Windows Mobile per far capire come il colosso del software abbia capito bene di dover recuperare terreno.

La concorrenza è sempre un bene, da questa situazione vedo solo vantaggi per il consumatore!

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TELEFONINI: GUERRE STELLARI

Posted on 4 gennaio 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , |

Ecco una immagine di Nexus One pubblicata dal sito specializzato Engadget

Nel titolo dico “telefonini” perché il termine è ormai entrato nel linguaggio comune, ma in realtà intendo parlare degli “smartphone”, ovvero quei dispositivi che fungono da assistenti personali a 360 gradi e che consentono non solo di telefonare, ma anche di navigare in internet, mandare e ricevere email, visualizzare ed editare documenti office, chattare, installare programmi, memorizzare appuntamenti e cose da fare, scattare foto e girare filmati, ecc… Ormai tutti o quasi ne abbiamo in tasca uno e quello di maggiore successo è indubbiamente l’ iPhone della Apple. In passato ho avuto smartphone della Nokia, ho avuto modo di interagire con windows mobile (non l’ultima versione però),  sono in possesso di un pc palmare (pocket pc), per cui posso azzardare di mettere per iscritto qualche opinione sull’iPhone e sulla battaglia che si sta per scatenare con Nexus One, il telefonino di Google.

Il grande successo dell’iPhone è dovuto anche all’aspetto modaiolo e un po’ elitario tipico di tutti i prodotti della Apple; però chi pensasse di ricondurlo a questo unico motivo cadrebbe in grave errore e peccherebbe di superficialità. Sull’iPhone è stato detto e scritto di tutto per cui mi limito ad elencare una serie di punti di forza: il sistema operativo veramente usabile con le sole dita, facile ed intuitivo; lo schermo grande ed eccellente; la fluidità delle animazioni (lo so, non è essenziale, ma ne rende l’utilizzo piacevole); la qualità costruttiva  elevata (appare solido come una roccia); lo schermo che non si sporca poi tanto grazie ad un rivestimento che “spurga” (non saprei come dire altrimenti) il grasso lasciato dalle dita (funziona sul serio!); l’enorme quantità di programmi installabili, perlopiù a bassissimo costo, anche meno di un euro, alcuni dei quali molto utili e ben fatti. Preciso che mi riferisco al modello 3GS, l’ultima versione del melafonino, come viene chiamato.

Naturalmente non è perfetto. Ecco i difetti: manca una videocamera sul frontale, per cui non si possono fare videochiamate; il bluetooth è piuttosto limitato (scordatevi di trasfgerire i file con altri smartphone); gli allegati email non si possono scaricare; non si accede al file system (scordatevi di aprire cartelle e memorizzare qualcosa che non sia previsto da qualche software); non c’è cestino (se cancellate una foto, è persa per sempre). I pregi sono superiori ai difetti, trattandosi di un semplice (si fa per dire) smatphone e non di un vero e proprio personal computer, altrimenti avrei ritenuto del tutto inaccettabile il non poter accedere in alcun modo al file system. Alcuni programmi per ovviare a questo problema prevedono di inviare via email il frutto di una elaborazione oppure forniscono una url da cui scaricare l’output tramite wifi. Queste limitazioni sono evidentemente volute da Apple per salvaguardare il business che c’è dietro l’iPhone ma anche l’iPod, ovvero la vendita di canzoni ed applicazioni attraverso lo store on line. Per ovviare parzialmente a questi inconvenienti si può craccare il sistema operativo installandone una versione non ufficiale meno blindata, ma a mio modo di vedere il gioco non vale la candela. Inoltre la blindatura è utile sul fronte della sicurezza mentre alcuni iPhone craccati sono stati vittima, di recente, di virus informatici che avevano preso possesso del dispositivo impedendone l’accesso al proprietario…

Ed ora ecco a voi il G-Fonino, Nexus One, lo smartphone di Google che tra breve verrà messo in commercio. Google allunga i suoi tentacoli sui dispositivi mobili progettando un dispositivo e facendolo costruire da altri: esattamente ciò che fa Apple. Infatti né Apple né Google hanno fabbriche. Lo scopo dichiarato della grande G è proprio quello di creare una vera alternativa all’iPhone e quindi di essere, per il dispositivo della Apple, un temibile concorrente. Ci riuscirà? Uno dei punti di forza potrebbe essere il sistema operativo, Android, sviluppato da Google proprio per essere usato sui dispositivi mobili e libero da licenze (qualsiasi produttore può utilizzarlo senza dover pagare royalties). La versione di Android sul Nexus One dovrebbe essere personalizzata da Google in modo da renderne l’esperienza di utilizzo ancora migliore. Tra pochissimo verrà presentato ufficialmente e se ne saprà di più. Entro la fine di gennaio dovrebbe comparire nei negozi.

A mio modo di vedere, per poter essere veramente alternativo all’iPhone, Nexus One dovrà seguire una strada diversa: più aperto, meno blindato, più smanettabile. Se invece cercherà di calcarne le orme e seguirne la strada, sarà una copia dell’iPhone, probabilmente mal riuscita. Quello degli smartphone è un settore in cui o si è fortemente innovativi, o ci si confonde tra prodotti simili.

Il tutto in attesa delle prossime avvincenti sfide, prima tra tutte quella degli eBook. E’ noto il successo di Kindle di Amazon; quest’anno Apple dovrebbe uscire con un suo tablet e l’esperienza insegna che spesso Apple finisce col fare tendenza. Gli altri non staranno a guardare e per noi appassionati di tecnologia, c’è un futuro tutto da gustare (e, ahimé, pieno di spese future!).

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