WINDOWS 8.1: SKYDRIVE E I “FILE INTELLIGENTI”

Posted on 21 ottobre 2013. Filed under: informatica | Tag:, , , , , |

In Windows 8.1 l’integrazione con Skydrive, l’apprezzato servizio cloud di Microsoft, è ancora più marcata di quanto avveniva nella precedente versione, Ora di default i documenti personali vengono salvati in Skydrive (è ovviamente possibile decidere diversamente), ma è importante capire bene come funziona questa caratteristica. Infatti Microsoft ha introdotto dei cambiamenti che operano in modo non così evidente come sarebbe stato oportuno.
Intanto cominciamo col dire che non c’è più l’icona nella system tray. Il sistema operativo e Skydrive sono una cosa sola e non è stato ritenuto necessario, perciò, evidenziarne l’attività come avveniva quando tale servizio era un componente aggiuntivo. Perciò sbirciando nella system tray troverete, rimanendo in tema di cloud, sempre che li abbiate installati, Google Drive e Dropbox (giusto per fare un esempio), ma non la nuvoletta di Skydrive, che però sarà regolarmente in funzione.
Navigando tra le cartelle, infatti, oppure cliccando sul link presente tra i preferiti di esplora risorse, troveremo come di consueto la cartella Skydrive con tutti i nostri file.
Ma le cose non stanno proprio così ed è bene saperlo per non trovarsi un domani, in assenza di connessione internet, in difficoltà. Microsoft a partire da Windows 8.1 ha introdotto gli smart files, ovvero i file “intelligenti”: in pratica dei veri e propri collegamenti ai file reali che saranno memorizzati sul cloud e che verranno scaricati solo nel momento in cui ce ne sarà la necessità. Mi spiego meglio: nella cartella locale potremo spostare un file da una directory a un’altra, oppure rinominarlo: lo smart file si comporterà esattamente come il file vero e proprio, ed analoghi cambiamenti si verificheranno nel cloud. Ma se vorremo aprire il file, questo dovrà prima essere scaricato.
Purtroppo non è immediatamente chiara la differenza tra uno smart file ed un file “vero”. Bisogna visualizzare il contenuto della cartella Skydrive in modalità dettagli: qui una colonna ci indicherà in modo esplicito se un file è disponibile on line oppure off line.
Con un clic del tasto destro del mouse faremo apparire un menù contestuale da cui potremo scegliere se rendere il file sempre disponibile oppure se lasciarlo sul server; in quest’ultimo caso in locale resterà solo lo smart file.
Chiaramente lo scopo di questo meccanismo è quello di risparmiare spazio, cosa non necessaria se abbiamo un pc con terabyte a disposizione, invece molto utile se disponiamo di un tablet con qualche giga.
L’unico difetto di questo meccanismo è proprio quello di essere troppo trasparente all’utente, di funzionare quindi quasi a sua insaputa, mentre secondo me sarebbe stato opportuno evidenziare graficamente, anche nella vista ad icone, quali file siano smart e quali no (ovvero quali siano disponibili anche senza connessione internet e quali invece siano residenti nel coud), in modo da poter avere consapevolezza della situazione con un semplice colpo d’occhio e semmai apportare i cambiamenti ritenuti oportuni.

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BOOM DEL CLOUD: CON LA TESTA TRA LE NUVOLE

Posted on 26 aprile 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , |

Un tempo con la testa tra le nuvole significava essere sbadati, poco concreti, portati a fantasticare, distratti. Adesso invece, in informatica, avere i dati sulle nuvole significa esattamente l’opposto: avere a disposizione i propri file sempre,  in qualunque momento, indipendentemente dal dispositivo con cui ci si connette in internet.
Aumentano quindi di giorno in giorno i fornitori di servizi cloud (che in inglese significa appunto nuvola) e se si pensa che ognuno di essi offre gratis alcuni giga di spazio, ecco che usandone più di uno contemporaneamente potremo usufruire della nostra nuvola personale senza spendere un euro (certo, andremo incontro ad una frammentazione dei nostri file, alcuni da una parte ed altri dall’altra, ma basterà un po’ di organizzazione: per esempio tutti i file di testo in una nuvola, i fogli Excel in un’altra, le immagini in un’altra ancora, e così via).
L’ultimo arrivato è Google Drive di cui si vociferava da tempo e che ora è diventato realtà. Offre 5 GB gratuiti, la sincronizzazione dei file tra tutti i nostri dispositivi e la possibilità nativa di aprire alcuni tipi di documenti senza doverli scaricare. Al momento in cui scrivo non ho ancora potuto testare la proposta di Google perché non mi è ancora consentito l’accesso. Infatti il mio dispositivo Android ha scaricato automaticamente l’app da Google Market, ma non è stato possibile fare la stessa cosa dal PC o dal Mac. Un aspetto positivo consiste nel fatto che, a quanto pare, Google Drive (che sostituisce di sana pianta Google Documents) avrà un’app dedicata per Mac, per Windows, per Linux e per iPhone (di Android vi ho già detto). E Windows Phone? Non so.

Comunque le alternative non mancano: i sistemi più famosi sono Dropbox (2 GB gratis), Fiabee, Box… e come dimenticare Windows Skydrive di Microsoft che offre gratis ben 25 GB di spazio (ultimamente ridotti a 7 per i nuovi utenti)? Skydrive però è solo un servizio basato sul web che non sincronizza automaticamente i contenuti. Per fare ciò Microsoft ha Live Mesh, 5GB, disponibile sia per Windows sia per Mac (niente Linux e dispositivi mobili!). La versione Mac però, debbo dire, dopo gli ultimi aggiornamenti del sistema operativo non funziona più. (AGGIORNAMENTO: adesso anche Skydrive ha un’app per Windows, Mac, iPhone/iPad, Windows Phone. Sembrerebbe niente Android e, ovviamente, niente Linux).

Leggermente differente è Evernote, che come dice il nome consente di salvare appunti per ritrovarseli belli e pronti sullo smartphone, sul Mac, sui PC, sull’iPhone, e persino su Linux grazie ad un programma open source compatibile.

Infine, senza avere la pretesa di essere esaustivo, vorrei citare Live Drive, un servizio sulla carta molto interessante che però ho abbandonato perché ha un bug nel salvataggio delle immagini in formato jpg, che non è mai stato risolto.

Salvare i propri documenti nelle nuvole ha indubbi vantaggi, ma anche svantaggi: senza connessione internet la nuvola è irraggiungibile ed anche la privacy potrebbe risentirne. In altre parole, bisogna avere fiducia nel gestore della nuvola.

Per concludere, ecco alcuni link:

Google Drive

Fiabee

Dropbox

Box

Livedrive

Skydrive

Live Mesh  (fa parte della suite gratuita Live Essential di Microsoft)

Evernote

NixNote (Evernote per Linux)

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WINDOWS LIVE MESH, GRATUITO E POTENTE

Posted on 24 settembre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Ultimamente è tutto un parlare di cloud computing. Tutto sembra doversi spostare su internet, senza più necessità di avere i dati in locale, sul proprio computer. Sono piuttosto contrario a questa radicalizzazione: a parte i problemi di privacy e sicurezza, diverremmo internet-dipendenti (già lo siamo molto), ed i nostri sofisticati apparecchi che tanto amiamo, senza una connessione disponibile, diventerebbero costosi soprammobili. Inoltre c’è il problema dell’upload, lento nelle ADSL asimmetriche.

Tuttavia è indubbio che il cloud computing, in particolare lo stoccaggio dei files in remoto, presenti vantaggi enormi. Apple sta per presentare il suo servizio, che con poca originalità si chiamerà iCloud; altri sono già disponibili: Evernote, Livedrive, Dropbox solo per citare i più famosi e senza alcuna pretesa di essere esaustivi. Cosa fanno tutti questi servizi? Con qualche differenza, più o meno tutti  la stessa cosa: permettono il salvataggio dei file in internet, così che i medesimi siano sempre disponibili anche se usiamo un computer diverso, ed anche la sincronizzazione dei dati. Vale a dire, se modifichiamo un file di word, per esempio, usando il PC 1, quando usiamo il PC 2 il medesimo file si aggiornerà automaticamente e troveremo le modifiche apportate con il PC 1.

Premesso ciò, voglio parlarvi di Live Mesh della Microsoft, di cui non si parla tantissimo ma che, in base alle mie prove, funziona piuttosto bene, è gratuito, ed offre parecchio spazio (5 Giga) per i nostri dati ed è compatibile anche con i Mac.

Tramite un’interfaccia piuttosto semplice ed intuitiva, Live Mesh ci permette di tenere sincronizzate più cartelle tra i nostri PC, anche Mac, oltre che un eventuale spazio SkyDrive, il servizio di storage on line della Microsoft che offre gratis ben 25 giga. Inoltre permette di sincronizzare i preferiti di Internet Explorer e le impostazioni di Office.

Come funziona? La prima cosa da fare è scaricare il software ed installarlo su ognuno dei pc, o dei Mac, che dovranno rimanere sincronizzati. Ognuna di queste macchine, ovviamente, affinché la sincronizzazione possa funzionare, dovrà avere un accesso ad internet. Non è necessario che siano sempre connessi, ma è indispensabile che possano connettersi.

Dopodiché, accedendo al servizio tramite la propria password ed il proprio id-utente, tramite una interfaccia piuttosto semplice ed intuitiva potremo indicare la cartella da tenere sincronizzata, ed indicare i PC che dovranno sincronizzarsi. Ogni volta che uno di questi PC si connetterà ad internet, Live Mesh entrerà automaticamente in funzione (se l’apposita opzione sarà settata, altrimenti si potrà avviare il software manualmente) e verificherà se esiste in internet una versione aggiornata di qualche file. In caso affermativo, provvederà a scaricarla.

Come dicevo, la comodità è enorme. Pensiamo per esempio ad un file presente nel PC dell’ufficio, cui potremo accedere tranquillamente con il PC di casa, apportare qualche modifica alla relazione su cui stiamo lavorando, e trovarla modificata il giorno dopo in ufficio, senza doversi portare dietro chiavette, dischi portatili, oppure usare l’email.

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