WINDOWS 8.1: GESTIRE i CLOUD IN UNA RACCOLTA

Posted on 15 febbraio 2014. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , |

Avete più di un account cloud? Oltre a SkyDrive, fornito di serie e che tra poco cambierà nome in OneDrive, potreste essere utenti di Google Drive, DropBox, e chissà quanti altri. E’ possibile raggruppare in un’unica raccolta le cartelle usate dalla maggior parte dei servizi cloud in modo da poterle gestire comodamente. La raccolta potremmo chiamarla, senza troppa fantasia, Cloud, ed avrebbe l’aspetto riportato nell’immagine sottostante.

raccoltacloud

Nell’esempio sopra ho incluso nella mia raccolta di nome Cloud le cartelle di Sky Drive, Google Drive, DropBox, Copy, 4Sync, Mega. Quella di 4Sync è l’unica di cui si può vedere parzialmente il contenuto (basta fare clic sul triangolino accanto al nome).

colonna_thumbLe raccolte predefinite sono Immagini, Video, Documenti, Musica. Ma attenzione: mentre in Windows 7 le raccolte erano visibili di default, in Windows 8 sono state per così dire quasi nascoste (non si sa per quale motivo). Come abbiamo visto una raccolta consente di raggruppare alcune cartelle, che hanno qualcosa in comune, dislocate in directory differenti e visualizzarle in un unico contenitore virtuale. La prima cosa da fare è quindi accedere alle raccolte per poterle gestire.

Il modo più semplice è quello di abilitare in esplora risorse, se non l’avete già fatto, la barra a sinistra delle cartelle: tab [Visualizza] – Riquadro di spostamento. Nel menù che appare ci sono varie opzioni, tra cui <Mostra raccolte>. Abilitiamo l’opzione. Vedremo la cartella Raccolte (che ha un disegno leggermente diverso, come quello di un raccoglitore, quale in effetti è) inserita nell’elenco del riquadro.

In alternativa possiamo andare sul Desktop (in Esplora Risorse, non sul Desktop di lavoro) dove troveremo questo raccoglitore bello pronto per essere utilizzato.

 

desktopracc_thumb[1]

Se facciamo doppio clic su <Raccolte> vedremo in effetti apparire le classiche Documenti, Immagini, Musica e Video, ovvero le raccolte presenti di default. Nell’esempio preso dal mio PC appare già anche la raccolta Cloud.

raccoltskerm_thumb[1]

Da questa posizione possiamo facilmente gestire non solo le raccolte già esistenti, ma anche crearne di nuove. Ecco come…

Con un clic del tasto destro del mouse apriamo il menù contestuale e selezioniamo la voce <Nuovo> – Raccolta. Subito il sistema esegue l’ordine abbinando alla nuova raccolta appena creata un’icona standard. Chiamiamo la nuova raccolta Cloud. A questo punto facciamo clic, sempre con il tasto destro, sulla raccolta Cloud appena creata e selezioniamo dal menù contestuale <Proprietà>. Appare la seguente finestra di dialogo che contiene tutto ciò che serve per far funzionare a dovere la nostra raccolta.

findialogttquelkesrv_thumb[1]

Il primo riquadro, il più importante, serve ad aggiungere i percorsi delle cartelle che vogliamo inserire nella raccolta. Poiché la nostra intenzione è quella di gestire tutte le cartelle relative ai servizi cloud in un unico raccoglitore, non dobbiamo fare altro che fare clic su [Aggiungi…] e selezionare, una per una, queste cartelle. Per ogni nuovo percorso dovremo cliccare su [Aggiungi…]. Vedremo il riquadro popolarsi con le nostre scelte.

Il passo successivo è quello di poter ottimizzare la raccolta per un contenuto particolare. Nel nostro caso, trattandosi di cartelle dal contenuto eterogeneo, possiamo lasciare l’opzione <Elementi generali>, ma nulla ci vieta di fare diversamente qualora dovessimo ritenerlo opportuno.

Infine l’ultimo tocco consiste nello scegliere un’icona di nostro gradimento. E’ sufficiente fare clic su [Cambia icona della raccolta…] e scegliere una di quelle che ci vengono proposte dal sistema, oppure una qualsiasi che magari abbiamo scaricato da internet e abbiamo salvato sul nostro PC.

Rimane un’ultima cosa da fare: scegliere una cartella predefinita, tra tutte quelle presenti nella raccolta, per il salvataggio dei nuovi file. In altre parole: se salviamo un documento di testo nella raccolta senza specificare una cartella precisa tra quelle presenti nel raccoglitore, dobbiamo dire al sistema quale cartella di default deve scegliere. E’ sufficiente fare clic sul percorso prescelto e premere il pulsante [Imposta perc. salv.] (che ovviamente sta per Imposta percorso di salvataggio). Vedremo apparire un segno di spunta alla sinistra del percorso da noi indicato.

Infine, fare clic su [OK] per memorizzare il tutto e salvare il duro lavoro svolto (si fa per dire…).

In questo modo potremo gestire con una certa comodità eventuali account multipli e godere cumulativamente dello spazio gratuito offerto gentilmente dai vari fornitori di servizi. Non solo: potremo con estrema facilità, trascinandoli con il mouse, spostare i file da un account a un altro, individuare più agevolmente un documento salvato nel cloud senza ricordarci di preciso in quale cloud, e via discorrendo.

Annunci
Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

WINDOWS 8 PRO, IN VERSIONE DEFINITIVA!

Posted on 1 novembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , |

Io per definizione voglio sempre installata l’ultima versione del sistema operativo e ciò a prescindere se sia migliore o peggiore della precedente. Mi comporto così perché, al contrario di altri, amo le novità e non ho paura a misurarmi con esse che, anzi, mi galvanizzano. Quindi, non appena disponibile al pubblico Windows 8, ne ho acquistata una licenza approfittando della sensazionale offerta on line, valida dal 26 ottobre 2012 al 31 gennaio 2013, che ne consente il download (parliamo di Windows 8 Pro) al convenientissimo prezzo di Euro 29,99. In precedenza ho avuto modo di familiarizzare con le due versioni gratuite di prova che sono state rilasciate da Microsoft: la consumer preview e la release preview. Dico subito una cosa: quando ho installato la prima preview, ancora piuttosto grezza, Windows 8 mi ha disgustato. Sono sincero. Con la release preview, molto più rifinita, un pochettino ho cambiato idea, forse perché mi ero nel frattempo abituato al cambiamento più grosso, il menù start a piastrelle. Ora che sto usando la release definitiva, debbo dire che Windows 8 non mi dispiace affatto, anzi mi piace, al punto che ho abbandonato del tutto l’intenzione di dotarlo del famoso menù start tradizionale (che non è mai stato così famoso come da quando non c’è più!) ripristinabile grazie a software di terze parti.

Cominciamo proprio da qui: il menù start che non c’è più. Per quanto a prima vista possa sembrare traumatico Smile with tongue out … in realtà è più esatto dire che ha cambiato forma. Il nuovo menù start ora è un mondo a parte, a schermo pieno, coloratissimo ed animato, piastrellato, che può piacere o non piacere ma presenta comunque dei vantaggi. La prima cosa che ho apprezzato, è la facilità con cui i programmi (o dovrebbero ormai chiamarsi app?) possono essere raggruppati e tenuti in ordine. Col vecchio menù start, se spostavi il collegamento ad un programma dopo che era stato installato, e poi disinstallavi il programma stesso, ti ritrovavi con un link “orfano” perché il software di disinstallazione non trovava più il collegamento lì dove ricordava di averlo messo. Ora ciò non succede più: puoi spostare una piastrella, o persino eliminarla dal menù start se dà fastidio, ma non perderà mai il legame con il software che rappresenta. Il vecchio menù start con il tempo si riempiva di un sacco di roba che era faticoso e dispendioso eliminare a mano: ora è facilissimo. Basta fare clic col tasto destro (oppure, se si ha un’interfaccia touch, lo stesso risultato credo si possa ottenere con un tap prolungato… non lo so perché non ho un’interfaccia touch) e si può rendere invisibile l’elemento indesiderato, che sarà in caso di ripensamenti sempre rintracciabile nella schermata tutti i programmi. Con lo stesso meccanismo possiamo renderlo nuovamente visibile oppure posizionarlo sulla barra delle applicazioni del desktop.

Scaricamento ed installazione: non presentano alcuna difficoltà. Prima di consentire lo scaricamento vero e proprio, la procedura lancia automaticamente un applicativo che verifica, in modo che mi è sembrato piuttosto accurato, l’hardware ed il software presenti sul pc per valutarne la compatibilità con il nuovo sistema operativo. Io avevo intenzione di fare un’installazione “pulita”, come ho sempre fatto, ma non è stato possibile evitare questo controllo nel mio caso abbastanza inutile. Al termine, comunque, è stata riscontrata una compatibilità quasi assoluta dei miei numerosissimi programmi, tranne che per Perfect Disk, l’utility di deframmentazione, e altre due-tre  cose di poco conto che neanche ricordo. Alla fine, lo preciso perché ho visto che in rete parecchi si pongono questa domanda, l’installazione non parte automaticamente ma si può scegliere di creare un’immagine ISO e masterizzarla su un DVD (ciò che ho fatto io) oppure si può creare una chiavetta USB avviabile. Infine, preciso anche ciò, nonostante la versione Windows Pro scaricabile sia un aggiornamento (presuppone che sul sistema sia installato Wiondows 7, Vista oppure XP SP 3) è possibile fare un’installazione pulita su un’altra partizione. Quest’ultima è stata la mia scelta finale ed ho installato Windows 8 Pro in un SSD Samsung da 128 GB acquistato per l’occasione.

L’installazione vera e propria è veloce. Non ho cronometrato, ma mi è sembrata rapidissima. Il mio sistema è un non più nuovissimo PC con 8 GB di RAM, processore i7 860, due dischi fake raid in stripe per un totale di due TB di supporto magnetico tradizionale, ed il nuovo Samsung SSD da 128 GB (SATA 2). Al termine dell’installazione, compresi i software più importanti (il nuovo Office 2013 in prova gratuita, Photoshop, Canon DPP, Writer per aggiornare il blog, Live Mail, VueScan per lo scanner, Calibre per gli ebook e poca altra roba) risultano liberi 78,8 GB. Dimenticavo: giusto per completezza, ad una presa SATA esterna ho un disco da 1 TB con Linux Mint Debian.

Avvio: Windows 8 si avvia molto velocemente, merito del SSD ma anche del fatto che di default è attivata l’opzione avvio rapido che in realtà, a quanto pare, è una sorta di ibernazione ottimizzata. Praticamente al momento dello spegnimento Windows memorizza tutto il contenuto della memoria (o buona parte) in un file che all’accensione ricarica in memoria. Se l’operatore dispone un riavvio, lo spegnimento e la successiva ripartenza (lo so, non stiamo parlando di calcio Smile) vengono effettuati con la modalità tradizionale, e sarà possibile apprezzare il sensibile risparmio di tempo consentito dalla nuova modalità.

Ottimizzazione del sistema: questo discorso è legato all’utilizzo, nel mio caso, di un’unità a stato solido (SSD). Si tratta di un Samsung 830. Ho letto un sacco di informazioni in rete sulla necessità di adottare settaggi particolari, ma la buona novella è che Windows 8 rileva automaticamente la presenza di un SSD e si adegua, nel senso che, tanto per fare un esempio, il software di deframmentazione integrato adotterà gli accorgimenti necessari senza bisogno di fare niente. Nel caso di un SSD la deframmentazione è inutile, anzi dannosa, ed infatti Windows 8 si limiterà ad ottimizzare il disco SSD tramite i comandi TRIM, per cui non è necessario (anzi è controproducente) disabilitare questa funzione. Ugualmente, non è da disabilitare l’opzione Superfetch (che ottimizza l’avvio), perché Windows 8 ci penserà da sé a non utilizzarla. Ugualmente, sembra non sia utile disabilitare l’indicizzazione automatica del contenuto.

Un discorso a parte merita la memoria virtuale, ovvero il file di paging. Molti consigliano di disabilitarlo sull’unità SSD. Con molta RAM si può anche disabilitare, perché inutile. Io ho notato che Windows 8 ne utilizza uno da 4 GB sul SSD ed ho deciso, almeno per ora, di lasciare l’impostazione automatica.

Invece è importante non riempire l’SSD perché il disco, per motivi che non sto qui a spiegare, diventa meno efficiente man mano che lo spazio libero diminuisce. E’ importante quindi disabilitare o ridurre al massimo l’utility di ripristino di sistema (tanto più che Windows 8 ha una funzionalità di refresh che con un clic riporta tutto allo stato iniziale) e spostare le cartelle che conterranno i documenti personali di ogni utente, in primis le cartelle che fanno parte delle raccolte. Cosa che si può fare facilmente scorrendo il file system: Disco di sistema –> utenti –> nome utente e da qui fare clic col tasto destro sulle cartelle di sistema che si vogliono spostare, tipicamente le quattro immagini – musica – documenti – video ma anche downloads ed anche la cache di Internet Explorer. Nella finestra che si aprirà selezionare la tab percorso ed indicare la nuova posizione della cartella. La vecchia verrà spostata con tutto il suo contenuto. Naturalmente il consiglio è di spostare queste cartelle su un hard disk a tecnologia tradizionale. Il medesimo ragionamento andrà fatto per eventuali altri software che potrebbero ingigantirsi all’interno del SSD.

Il nuovo ambiente di lavoro. Per chiarirsi un po’ le idee e per orientarsi, bisogna ragionare in un certo modo. In Windows 8 sono evidenti le due interfacce: quella tradizionale di Seven e quella nuova (che non si chiama più metro credo per motivi di copyright). Sono a tutti gli effetti due ambienti distinti, uniti dalla schermata start. Sembrano quasi due sistemi operativi differenti. Oppure, se preferiamo, possiamo considerare il desktop un’applicazione come le altre che può essere lanciata da start. E’ importante capire la differenza tra i due ambienti, sostanziale oltre che estetica. Prendiamo per esempio l’applicazione SkyDrive che consente di usufruire dello spazio cloud gratuito di 7 GB (io ne ho 25 in qualità di vecchio utente… Winking smile). Potremmo trovarci con due app distinte: quella desktop e quella ex metro. Perché? Perché quella ex metro sarà studiata per la nuova interfaccia, e poiché la nuova interfaccia è destinata soprattutto ai dispositivi mobili, soffrirà di limiti precisi: non farà riferimento ad una cartella nel PC per la sincronizzazione automatica, per esempio, ma consentirà solamente la visualizzazione e la gestione del contenuto on line. Installando la versione desktop invece avremo la funzionalità completa.

Sostanzialmente le app che girano sotto la nuova veste grafica (e che sono state notevolmente migliorate rispetto alle prime versioni che si erano viste) richiedono in ambiente desktop un clic con il tasto destro del mouse per far apparire una o due barre, di generose dimensioni, contenenti i comandi e le opzioni.

Nella schermata start, basta iniziare a digitare qualcosa per vedere subito un elenco di applicazioni filtrate in base al testo che abbiamo digitato. Oppure possiamo fare clic col tasto destro in un punto vuoto per far apparire un pulsante tutte le applicazioni (autoesplicativo).

I quattro angoli. Le due interfacce hanno una cosa in comune: i quattro angoli dello schermo, che possiamo considerare alla stregua di quattro pulsanti invisibili.

Se spostiamo il mouse in quello in basso a sinistra, vedremo visualizzata una miniatura dello schermo start oppure, se già siamo nella schermata start, se in precedenza è stato aperto vedremo il desktop, per passare rapidamente dall’uno all’altro. Il passaggio è velocissimo. Se scorriamo lungo il lato sinistro dello schermo, e ciò vale anche partendo dall’angolo sinistro in alto, troviamo in fila tutte le applicazioni aperte tranne quelle aperte sul desktop. Al loro posto, troveremo il desktop stesso. In Windows 8 non è necessario chiudere manualmente i programmi aperti, ci penserà il sistema a chiudere quelli aperti da più lungo tempo qualora sia necessario farlo. Tuttavia possiamo sempre agganciare un’app dal bordo superiore e trascinarla verso il basso sino a farla scomparire (compreso il desktop: per farlo è necessario tuttavia ridurre eventuali finestre a tutto schermo).

L’angolo in basso a sinistra, se clicchiamo con il tasto destro, fa apparire un menù rapido di impostazioni avanzate, tra cui il pannello di controllo, la gestione dispositivi, la gestione attività e la gestione disco.

Gli angoli a destra, sia quello alto sia quello basso, fanno apparire una barra che è sempre uguale (contestualmente appare anche un riquadro con ora, data e stato della connessione di rete) con cinque pulsanti: impostazioni, dispositivi, l’onnipresente start, condivisione e ricerca.

Il desktop. A questo punto si potrebbe pensare che il desktop tradizionale, fondamentale per utilizzare i software migliori e più complessi, sia stato trascurato: degradato al ruolo di semplice app, sparito il pulsante start… Sbagliato, l’ambiente desktop a mio modo di vedere presenta dei notevoli miglioramenti.

La prima cosa che mi viene in mente sono le… finestre. Mi piace tantissimo il nuovo ribbon, per altro riducibile con un clic se non serve, ed altamente personalizzabile, che consente con facilità di selezionare o deselezionare tutte quelle opzioni che prima erano celate da qualche altra parte. Così come mi piace la possibilità di vedere in tempo reale la velocità di transito dei dati quando si copiano file. E vogliamo mettere il nuovo task manager (gestione attività) con quello vecchio? Provare per credere. Tutto il resto funziona esattamente come siamo abituati con Windows 7, a parte le trasparenze di colore che sono state abolite. Rimane traslucida solo la barra delle applicazioni.

Cronologia file. Il vecchio backup funziona sempre, tranquilli. Tuttavia la nuova modalità di Windows 8 è racchiusa nei termini cronologia file e dovrebbe consistere nella sistematica copia delle cartelle selezionate dall’utente in un’altra unità (preferibilmente esterna). Non ho ancora utilizzato questa funzionalità. Sono in attesa di un hd esterno da 2 TB (la stessa dimensione del sistema raid che ho nel pc) per indicarlo come unità di backup e quindi attivare questa funzionalità che dovrebbe essere simile alla analoga feature sui sistemi MacOS.

Antivirus. E’ incorporato nel sistema ed in sostanza è il famoso (o famigerato, dipende dai punti di vista) Microsoft Security Essential che ora ha preso il nome di Windows Defender (ed ha preso il posto dell’omonimo programma di Windows 7). Naturalmente è possibile installare un antivirus a piacere, nel qual caso credo che Defender si disattivi da solo ed in modo automatico. Non sono sicuro perché per ora ho lasciato l’antivirus di default. In Windows 7 era necessario disattivare il vecchio Defender manualmente (come è noto, è meglio non avere due antivirus/antispyware in esecuzione contemporanea).

Conclusioni. Windows 8, pur con tutte le cautele del caso poiché lo sto veramente utilizzando in versione definitiva solo da pochi giorni, è veloce, leggero, reattivo, stabile come Seven. Devo ammettere, nonostante la cattiva impressione iniziale che ebbi con la consumer preview, che lo sto usando con soddisfazione. Le app “piastrellose” sono notevolmente migliorate ed ora le trovo gradevoli (quelle poche che ho). Tra i difetti trovo un’eccessiva commistione tra le due realtà, il desktop e quella a piastrelle: stai sul desktop, fai partire un video e quello si visualizza con l’app piastrellosa, con i pulsanti grossi come una casa adatti al mio pollice a non al puntatore del mouse! Ovviamente si tratta di settare tutto nel modo giusto, farlo è facilissimo, però la scelta di default mi sembra discutibile. Se l’utente preferisce passare la maggior parte del tempo sul desktop Eye rolling smile è meglio lasciarlo fare e non rompergli le scatole proiettandolo suo malgrado nel nuovo ambiente colorato e con le icone ed i pulsanti “cicciotti”.

Mi fermo qua, spero di poter essere stato utile a qualcuno.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

WINDOWS 8 RELEASE PREVIEW: ULTIME CONSIDERAZIONI

Posted on 3 giugno 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Non è trascorso molto tempo dal mio post Windows 8 Consumer preview: prime impressioni ed ecco già giunto il momento di scrivere un nuovo articolo basato sulla release preview di questo ormai prossimo sistema operativo che dovrebbe uscire verso fine anno, a detta di tutti in tempo utile per le festività natalizie. Lo troveremo, si augurano alla Microsoft, non solo sui desktop e notebook, ma anche e soprattutto sui tablet a fare concorrenza agli iPad ed ai tablet android (questi ultimi, in realtà, non sembra che vendano così bene). Sulle perplessità derivanti dalla scelta Microsoft di impostare l’interfaccia, in tutta evidenza, per un utilizzo touch ho già detto in altri precedenti articoli, e non è necessario che mi ripeta. 

Innanzitutto, cos’è cambiato nella release preview rispetto alla consumer preview? Non molto. La prima cosa è che il sistema, nel suo complesso, appare molto più rifinito e questo è normale, poiché la consumer era ad uno stato piuttosto grezzo di sviluppo. I movimenti necessari per attivare alcune funzionalità (angolo in basso a sinistra al posto del menù Start, lato a destra per le opzioni ed i settaggi, lato a sinistra per ritornare alle applicazioni usate in precedenza) ora appaiono più fluidi e sembrano funzionare senza incertezze (io ho testato entrambe le versioni su un desktop e quindi sto parlando di gesture eseguite con il mouse). Alcune app funzionano in modo più completo ed anche questo è il minimo che potevamo aspettarci. Il Market è meglio strutturato ed il meccanismo di installazione dei programmi funziona senza problemi e fornisce informazioni più accurate all’utente, tranne se un programma è già stato installato oppure no. Penso e mi auguro che nella versione definitiva questo aspetto verrà migliorato.

Il sistema si installa senza problemi. La consumer l’avevo installata in dual boot con Seven in una partizione, mentre la release l’ho installata su disco (non macchina) virtuale seguendo le istruzioni contenute in questo eccellente articolo.

Tra le cose positive, mi piacciono i menù stile ribbon delle finestre e Internet Explorer 10, che a prima vista mi sembra davvero velocissimo. 

A farla da padrone è l’interfaccia metro per la quale bisogna obbligatoriamente transitare; la si può parzialmente evitare lanciando i programmi che si usano di più dalla barra delle applicazioni del desktop. Quest’ultimo, a sua volta, non è più l’ambiente centrale di ogni operazione, ma è piuttosto un programma come tutti gli altri che serve per le applicazioni di tipo più tradizionale e per le operazioni più complesse sul file system. Si vocifera, al riguardo, che proprio per questo motivo le icone verranno ridisegnate per essere più simili alla grafica di metro e che le sofisticatezze grafiche tipo aero verranno abbandonate. Niente più effetti trasparenza quindi, almeno così parrebbe: non posso fare a meno di pensare che ci troveremo di fronte ad un abbrutimento grafico. Certo Microsoft sta scommettendo tutto sulle piastrelle di metro: o la va o la spacca, sembrerebbe dire (e pensare). Con il rischio, neanche tanto remoto, di fallire, visto che in ambito mobile Windows Phone stenta a sfondare ed il nuovo Windows 8, che ne ricalcherà lo stile, rischia di scontentare gli utenti desktop che rappresentano lo zoccolo duro di Windows.

Ho provato ad installare Microsoft Security Essentials ma il sistema, con un messaggio, mi ha avvertito che non era necessario perché c’era già Windows Defender che ha le medesime funzionalità. Ne deduco che Windows 8 avrà MSE già incorporato, anche se si chiamerà Defender come nelle precedenti versioni di Windows

Il menú con le piastrelle (non posso fare a meno di chiamarlo così) ora è maggiormente personalizzabile e nel complesso è tollerabile.

Il sistema operativo gira veloce e fluido (il mio PC ha 8 GB di RAM e un processore Intel i7).

Nessun problema con la installazione di Office 2010 e per la configurazione di una stampante di rete.

Aspetto in comune con tutti i SO moderni, i programmi (scusate: le app) non si chiudono più, almeno quando siamo con metro: si congelano e rimangono aperte finché in memoria c’è spazio. Poi, verrà chiusa quella non utilizzata da più tempo se ci sarà bisogno di liberare memoria. Se proprio vogliamo chiuderne una (anche se non è necessario) possiamo agganciarla sul bordo superiore e trascinarla in basso, sino a farla sparire.

Che dire, in conclusione? Questo nuovo Windows sarà, da quando Windows esiste, quello più innovativo, e per certi versi quello più sconvolgente. Difficile prevedere, sono molto sincero nel dirlo, se incontrerà il favore degli utenti oppure no. Io stesso sono molto combattuto nel dover dare un giudizio. Non amo l’interfaccia metro e non gradisco l’eliminazione del pulsante start, men che meno mi piace la grafica grossolana che ha la maggior parte delle app studiate appositamente per il nuovo ambiente di lavoro, anche se usandolo ogni tanto qualche piacevolezza affiora. Probabilmente Windows 8 sarà un ottimo sistema per tablet, ricco di funzionalità desktop che gli altri tablet non hanno (e soprattutto che non ha iOS con tutti i suoi limiti, tanto per intenderci), ma su un sistema desktop, con mouse e tastiera, dubito fortemente che sarà il sistema operativo definitivo. Non posso fare a meno di pensare che con Windows 8 Microsoft perderà alcune quote di mercato.

Ultima cosa: la release preview per ora non supporta l’italiano.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

LINUX SU DISCO E-SATA ESTERNO E WINDOWS 7 SU SISTEMA FAKE RAID

Posted on 7 novembre 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Che titolone! Niente di così complicato e così approfondito. Voglio solo raccontare come ho installato Linux (nella fattispecie, Ubuntu) sul mio sistema dotato di fake raid con Windows 7, utilizzando un disco esterno. Niente di straordinario, ripeto, ma penso che questo articolo possa risultare utile a chi, come me, ha cercato notizie sul web senza particolare successo. Oddio, se ne trovano, ma sono piuttosto frammentate, dispersive, poco esaustive. Io non pretendo certo di risolvere ogni problema (non ne sarei in grado), ma solo di illustrare la mia soluzione.

Innanzitutto, il pc su cui ho “lavorato” (si far per dire, per me è un divertimento) è un performante sistema dotato di un sistema dischi raid tipo 0 (striping). In questo modo i due dischi da 1 TB l’uno vengono visti come un unico disco da 2TB; le operazioni di scrittura e lettura sono molto veloci perché i dati sono suddivisi alla pari tra i due dischi fisici, quindi per esempio un file viene scritto e/o letto in parallelo metà su/da un disco e metà dall’altro, dimezzando il tempo necessario (ho semplificato molto, ma la sostanza è questa). A fronte di cotanta velocità, abbiamo però un sistema intrinsecamente più fragile: basta un guasto ad uno dei due dischi per perdere tutto il contenuto. Ecco perché un sistema raid 0 va bene per chi vuole privilegiare la velocità e la capienza, mentre non è adatto a chi preferisce salvaguardare l’integrità dei dati.

I modi per implementare questo meccanismo su un pc sono due, uno hardware ed uno software, sfruttando alcune caratteristiche dei controller del disco presenti sulla scheda madre. Questo secondo sistema viene denominato fake raid e per poter funzionare necessita di appositi driver che vengono caricati all’avvio prima del sistema operativo: ed è logico, perché se il boot del sistema operativo non vedesse i due dischi come una unica unità, vedrebbe due dischi singoli illeggibili, e Windows non potrebbe andare in esecuzione.

Pur piuttosto soddisfatto della stabilità e delle prestazioni di Windows 7 a 64 bit, che rimane il mio ambiente di lavoro principale, mi è venuta subito la voglia di vedere all’opera anche una qualche distribuzione Linux, magari anche più di una (perché no?). Infatti, pur non essendo un fan sfegatato del pinguino, averlo installato mi piace, ed in passato sul altri pc sono arrivato ad avere sino a 6-7 distribuzioni contemporaneamente.

La prima volta che mi sono cimentato nell’impresa su questo pc, ho fatto un boot con il CD live di Ubuntu (versione 10.04) giusto per verificare che tutto funzionasse correttamente. Mi sono subito accorto che Linux non vedeva i dischi di sistema; tentando l’installazione, al momento di partizionare il disco il programma gparted mi mostrava i due dischi come entità separate. Se avessi proceduto nella installazione avrei distrutto la partizione Windows in fake raid con perdita, ritengo irrimediabile, di tutto il contenuto. Orrore! Tempo dopo ho rifatto la prova con la versione 10.10 ed ho notato che l’installazione live vedeva senza problemi i dischi in raid… Speranzoso ho fatto partire la procedura di installazione ma, al momento di partizionare il disco, ancora una volta gparted vedeva i due dischi fisicamente distinti!

Mi sono messo alla ricerca di una soluzione sui forum internettiani per capire che Linux aveva i suoi driver per far funzionare un sistema fake raid come il mio; ma i dubbi operativi non sono riusciti a togliermeli, anche perché io volevo sì Linux ma a fianco di Windows. Inoltre, sembra che grub (il loader di Linux) abbia problemi a riconoscere la partizione di Windows, dopo istallato Linux (sempre per via del fake raid), e mi sono trovato a leggere un sacco di suggerimenti per come salvare capra e cavoli, ma anche i post di un sacco di gente che aveva incontrato problemi quasi insormontabili. Insomma, su un sistema “pulito” mi sarei anche cimentato, ma la mia priorità era di non perdere l’installazione Windows con tutti i documenti salvati dentro. Avrei potuto fare un backup di tutto, e ce l’ho, ma anche il tempo scarseggia ed ho pensato quale potesse essere una soluzione alternativa.

Una soluzione sarebbe potuta essere quella di aggiungere un terzo disco interno, ma mi sembra che nel case lo spazio necessario non ci sia. Mi sono allora ricordato che il mio PC ha una porta e-sata esterna. Ad una porta di questo tipo si può connettere un hard disk esterno, dotato ovviamente di interfaccia compatibile, che verrà visto in tutto e per tutto come un disco di sistema ed avrà più o meno le stesse prestazioni di quelli interni (raid a parte): infatti il collegamento è SATA, proprio come i dischi interni, e la E di E-SATA sta proprio per External. L’unica differenza è che il disco esterno non prende l’alimentazione dal PC poiché è alimentato a parte come molti dischi USB.

Ho pensato quindi di aggiungere un disco esterno di questo tipo, per installarci Linux. Diciamo subito che rispetto a quelli USB, i dischi E-SATA esterni sono molto meno numerosi. Alla fine la mia scelta è caduta sul modello Iomega Professional Hard Drive da 1 TB. Mini recensione: buona costruzione. La superficie è metallica, satinata, fredda al tatto. Utilissima, come vedremo, è la presenza di un interruttore posteriore. Il disco è silenzioso, si ode solo un rumore ovattato leggermente metallico durante le operazioni di scrittura e lettura. In dotazione, oltre all’alimentatore, ci sono il cavo USB e il cavo eSATA. Attenzione: come è scritto chiaramente nelle istruzioni, che di solito per prodotti così semplici non legge nessuno, l’interfaccia eSATA non è plug&play: non si può quindi collegare o scollegare il disco rigido a caldo, ma va fatto sempre a PC spento, e questo vale non solo per il collegamento fisico, ma credo sia una buona norma da seguire anche per l’accensione tramite interruttore. La cosa è logica se pensiamo alle caratteristiche dell’interfaccia eSATA e se riflettiamo sul fatto che il disco esterno avrà in realtà lo stesso funzionamento di quelli interni. Per cui, se si vuole usare il disco come unità di backup, oppure per spostarlo da un pc all’altro, è meglio optare per il collegamento USB; se invece sul disco si vuole installare un sistema operativo, come ho fatto io, allora è meglio l’interfaccia eSATA che garantisce la velocità necessaria. In ogni caso l’Iomega Professional Hard Drive ha entrambe le interfacce, che però non possono essere usate contemporaneamente (ed anche questo mi sembra logico).

Una volta collegato il disco e verificato che tutto funzioni (basta andare su “Computer” e controllare se Windows ha aggiunto un’altra unità di storage) mi sono apprestato mentalmente ad installare Linux. La scelta è caduta su Ubuntu perché un po’ più amichevole di altre distribuzioni, che comunque avrei anche potuto scegliere e che forse installerò in futuro. La mia intenzione era di installare grub sul disco esterno senza intaccare minimamente il sistema fake raid. Ho cercato (inutilmente) rassicurazioni sul fatto che grub, installato su un’unità diversa, non installi qualche file anche sul disco di sitema, ma ho trovato solo informazioni confuse e per certi versi contraddittorie. Io credo che grub non tocchi il boot di sitema se installato su un altro disco o su un’altra partizione, ma nel dubbio ho aperto il case e scollegato i due dischi rigidi! Ho quindi avviato il pc con solo il disco esterno eSATA ed il CD di Ubuntu nel lettore.

L’installazione non ha avuto nessun problema così come non ha avuto nessun problema il boot dal disco esterno. Ho quindi ricollegato i due dischi raid (naturalmente a pc spento). Riavviato il tutto, ho verificato che anche Windows parte regolarmente. All’accensione del pc, mi basta premere F12 per scegliere di fare il boot dal disco esterno, e far partire Ubuntu.

Unici lati negativi (per me non importanti): il tempo di boot di Windows mi sembra leggermente più lungo; i due sistemi sono completamente separati, nel senso che Ubuntu (sono abbastanza sorpreso di questo) non vede la partizione Windows, mentre Windows non vede il disco esterno con Linux (e questo è normale perché ho utilizzato il file system di Linux e non il Fat32).

Ne consegue che se voglio lavorare con Windows, posso lasciare il disco esterno spento, ed in ciò consiste l’utilità dell’interruttore di cui parlavo prima.

Probabilmente (ma devo ancora provare), cambiando la priorità di boot dal bios, si può ottenere che se il disco esterno è acceso parta Linux, altrimenti parta Windows.

Infine, poiché ho ben 1 TB di spazio sul disco eSATA, seguendo la stessa procedura (ovvero disconnettendo temporaneamente i dischi interni) sarà un gioco da ragazzi affiancare ad Ubuntu altre distribuzioni lasciando a grub l’onere di tenere traccia di tutte le installazioni successive.

Un’ultima annotazione: al primo avvio, Ubuntu mi ha chiesto se volevo installare i driver proprietari nVidia (“sì” opzione consigliata). Da non credere come sia cambiato  in meglio, dopo, l’aspetto del desktop, a riprova di come sia importante la piacevolezza visiva di un sistema operativo.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

  • I’m thinking, please do not disturb!

  • Il mio spazio su Smugmug

  • Immetti il tuo indirizzo di posta elettronica per essere tenuto aggiornato sui nuovi post.

    Segui assieme ad altri 18 follower

  • NO ALLA CENSURA ED ALLE LEGGI SPECIALI PER INTERNET

  • Meta

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: