OGGI LA PROSTITUTA È IN MANUTENZIONE

Posted on 5 giugno 2012. Filed under: società | Tag:, , , , , |

Notizia sfiziosa quella apparsa qualche giorno fa: secondo alcuni ricercatori di non ricordo quale università neozelandese, in un futuro non troppo lontano i bordelli saranno popolati di automi specializzati per fare sesso (e dare piacere) agli umani. E se l’idea di un robot femminile pronto a tutto, dalle forme perfette, può suscitare emozioni, ben altre suggestioni può provocare nell’immaginario collettivo l’ipotesi di un robot con super attributi msschili: un superdotato instancabile, un vero e proprio sfianca femmine. Ma perché limitarsi al sesso tradizionale? Un semplice settaggio del sistema operativo potrà trasformare il nostro amatore insaziabile in un gay passivo, così come la sua collega femminile, che ieri era una sadomasochista dominatrice ed oggi è una lesbica raffinata ed intellettuale, mentre domani sarà…
Secondo i neozelandesi, andare a robot anziché a puttane libererà la mente degli avventori da remore di tipo morale. Si può tradire un partner umano andando con una macchina? Si potrà essere gelosi di un vibratore ipertecnologico o di una bambola di gomma molto sofisticata?
Ma, soprattutto, ci si potrà innamorare di un automa? La promiscuità sessuale tra umani e macchine, quali scenari creerà?
Ciò che finora è stato appannaggio della fantascienza più visionaria, potrebbe presto diventare realtà.

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GIOVANHARDY, L’IKEA, DEVIANTART SITO FETISH: AGGIORNAMENTO STUPIDARIO

Posted on 24 aprile 2011. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , |

Lo stupidario, inteso come raccolta delle scempiaggini, così come proposte dalla stampa, che ne è insieme divulgatrice e co-autrice, si arricchisce sempre di nuova linfa, proprio come quella famosa gattina perennemente incinta. Questa volta agli onori della cronaca assurge Giovanardi, sottosegretario alla famiglia, che per l’occasione soprannomino Giovanhardy: il giovane hard ed i suoi dolori (sicuramente di pancia, non di testa) ma anche Hardy come Oliver Hardy, per la comicità della presa di posizione. Il nostro Carlo Giovanardi, strenuo sostenitore dei diritti costituzionali, ha rilevato un grave attacco alla costituzione nientepopodimeno ché in un manifesto elettorale dell’Ikea, il supermercato della vendita di mobili a basso costo.

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Senza timore di essere tacciato anch’io di attentato alla carta costituzionale, per inciso la stessa carta che i colleghi di partito di Giovanardi vorrebbero modificare un giorno sì e l’altro pure, pubblico lo stesso manifesto e così ha fatto gran parte della stampa, gratis (l’Ikea ringrazia tutti commossa, soprattutto Giovanhardy che ha contribuito così tanto alla diffusione del messaggio. Il prossimo lo stanno già studiando e sarà veramente provocatorio sperando che qualcuno davvero molto importante, si spera il Papa in persona o come minimo Barak Obama, mica un Giovanardi qualunque, possano parlarne, possibilmente in termini negativi. Si pensa ad un Papa nero nudo sul water. Slogan: Da noi il cesso è per chiunque).

Poveri noi! Sì, poveri noi se un politico, un sottoministro o quello che è, si scandalizza per una pubblicità perché usa la parola famiglia  e fa riferimento al mondo gay… ma il nostro austero sorvegliante del rispetto della Costituzione, ha mai visto le pubblicità dei profumi, degli stilisti di moda, dove regna incontrastata l’androginia o come minimo la confusione tra i sessi? E perché non si è mai espresso (ed esposto al pubblico ludibrio, credo) con riferimento a quelle pubblicità? Suppongo che quindi tutto si riduca all’uso della parola famiglia.  Probabilmente il nostro amico non ha tollerato (e già di per sé questo è un difetto, a mio modo di vedere) la parola famiglia accostata all’immagine di due uomini, presumibilmente omosessuali, che si tengono per mano. Il Devoto-Oli elenca sei diversi significati della parola, che non sto a riportare, per cui anche sotto il profilo linguistico lo sdegno giovanahardyano non ha motivo di essere (contrasta a gamba tesa contro la nostra Costituzione, è offensivo, di cattivo gusto. Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine famiglia è in aperto contrasto con la nostra legge fondamentale che dice che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio). Basta, qui le chiacchiere stanno a zero; archivio definitivamente i dolori e le paure del giovane Hardy nello stupidario (basterebbe ricordare che altri Paesi, più civili del nostro, consentono il matrimonio anche a persone dello stesso sesso per coprire di ridicolo la sua spiegazione) e vado avanti.

S20110424_14446_03iamo nel Regno Unito. Una candidata tra le file dei liberaldemocratici, tale Holly-Ann Battye, di 22 anni, viene attaccata dagli esponenti politici degli altri partiti per aver posato come modella in alcune foto presenti sul sito DeviantArt. Anche in questo caso sono fioccate le polemiche, perché alcune di queste foto hanno una tematica fetish… La gattina di cui parlavo all’inizio ha partorito di nuovo, ed ecco lo scandalo, che naturalmente non c’è, ma viene costruito ad arte. A far polemica deve essere stato, ne sono sicuro, qualche quotidiano inglese dello stesso livello culturale del nostro settimanale Eva Express 3000 (ce ne sono, ce ne sono…). Deviantart, che in realtà è un serissimo sito per artisti, viene presentato al pubblico zoticone ed ignorante, tipico di certa stampa, come un sito fetish… che non è assolutamente. Basta andare sul suddetto sito per poterlo verificare senza ombra di dubbio alcuno. Certo, ci possono essere nudi ed anche immagini disturbanti, in campo artistico ciò è sempre avvenuto, però il nostro sito di default ne inibisce la visione a meno che non ci si registri (del tutto gratuitamente) e si dichiari di essere maggiori di età. Insomma, certo non è un sito porno, né fetish, ma tale è diventato solo per poter mettere in cattiva luce una avversaria politica che ha semplicemente fatto da modella (lo stesso lavoro per cui altre donne, più belle della candidata liberaldemocratica, vengono pagate fior di quattrini senza che nessuno abbia da ridire).

Così va (male) il mondo. Così vedono le cose gli occhi dei benpensanti faziosi. Gli stessi del partito dei bunga-bunga, nei cui confronti non hanno mai espresso una parola di sdegno.

Il padrone non si tocca, i suoi vizi si trasformano per incanto in virtù o come minimo in innocui passatempi senili.

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IL PARTITO DEL LUOGO QUALUNQUE

Posted on 10 febbraio 2011. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , , , , |

Anni fa (parecchi) venne fondato il Partito dell’Uomo Qualunque, esperienza politica che ebbe un successo effimero, da cui è derivato il termine qualunquismo, quasi sempre usato in senso spregiativo. Esaminando la situazione politica attuale, mi sembra di stare assistendo all’amaro trionfo del luogo comune: da qui l’idea di inventare di sana pianta un partito politico che potrebbe chiamarsi Partito Del Luogo Comune oppure, per parafrasare il celebre predecessore, Partito Del Luogo Qualunque. Ed è un puro caso, o forse no, che le iniziali di questo partito immaginario coincidano quasi in toto con la sigla dell’attuale partito di maggioranza: avremmo quindi il PDLC, oppure il PDLQ. Per via dell’assonanza, ed anche perché suona più strano, la mia preferenza va al Partito Del Luogo Qualunque.

Nella nostra mentalità cattocomunista, italiana e provincialotta, l’uomo che ha fatto i soldi deve essere per forza di cose uno che ha rubato. Altrimenti, questa è la spiegazione tipica, è impossibile fare tutti quei soldi. Divertente pensare che la classifica degli uomini più ricchi del mondo, per esempio quella che viene stilata periodicamente da riviste come Forbes, o Fortune, per un sacco di italiani appaia come un elenco di delinquenti:  è il frutto culturale di una visione della vita insegnata ed imparata nelle sagrestie e nelle case del popolo. Le varie ed infinite vicende giudiziarie di Berlusconi avvalorano questa tesi che, altrimenti, starebbe nella soffitta polverosa dei luoghi comuni. Il ricco Berlusconi è stato accusato di tutti i reati possibili ed immaginabili: dalla strage (vedasi le confessioni di alcuni “pentiti”) all’associazione mafiosa, dalla corruzione alla prostituzione minorile, e via discorrendo. E’ inutile elencare tutti i reati, veri o presunti, che avrebbe commesso Berlusconi. Ciò che mi piace (si fa per dire) sottolineare è il trionfo del luogo comune che diventa verità.

Un altro luogo comune, che la nostra classe politica sta facendo di tutto per confermare, è quello che vede il politico di professione come uno che perde tempo in chiacchiere senza combinare niente, che in realtà pensa solo a tutelare i propri interessi (nella migliore delle ipotesi gli interessi di una lobby), e che vive una vita privilegiata senza fare un beneamato cazzo. Le vicende boccaccesche, erotiche ma di un erotismo alla Lino Banfi, alla Lilli Carati, alla Pierino contro tutti stile Alvaro Vitali, del Presidente del Consiglio e di alcuni ministri ma anche di alcuni uomini noti vicini al governo (per esempio alcuni giornalisti) avvalorano in pieno questo comune sentire. La classe politica attuale, di governo ma anche di opposizione, appare dedita ad organizzare festini orgiastici con apparizione di cocaina su vassoi d’argento, a praticare sesso con giovani fanciulle o vistosi transessuali, ad avere una vita finalizzata a raffinati piaceri ed esclusivi lussi in barba a quelle che sono le difficoltà del cittadino comune che lavora otto ore al giorno con uno stipendio corroso dall’Euro ed un muto da pagare.  L’uomo qualunque (eccolo) vede quanto distacco ha il politico rispetto alla vita vera e si convince sempre più di avere a che fare con una casta di nullafacenti corrotti e porcaccioni, che ogni tanto vengono sorpresi a gozzovigliare in modo indecente con le mutande a scaldare le caviglie. Sono i Re Sole moderni, abitanti del palazzo reale, con la erre moscia ed il pisello duro ed una schiera di preferite (preferiti) pronte a donare gioie e piaceri.

Nel mondo dello spettacolo non si ha successo se non si dà via la passera o il culo. Chi non ha mai pensato questo, alzi la mano. Nell’immaginario collettivo le attrici (che salvo rare eccezioni sono sempre donne molto belle) si sono donate a produttori, registi ed attori pur di avere una parte in qualche film o sceneggiato, e tentare la scalata al successo. Nell’immaginario collettivo, gli attori (che altrettanto spesso sono bellocci) si sono piegati a deplorevoli compromessi con la componente omosessuale presente nello show business, per gli stessi scopi delle colleghe femmine. Questo è il luogo comune che si sta rafforzando con più forza: le veline, le starlette, le ballerine, le soubrette, le attricette sembrano nient’altro che spregiudicate escort pronte a soddisfare il potente di turno o il produttore che può favorirle. A leggere gli SMS che sono stati intercettati, queste artiste appaiono femmine rancorose, invidiose, prive di ogni moralità e di amor proprio, pronte a tutto pur di apparire in tv oppure in qualche spot pubblicitario. Artiste prive di vero talento se non per quanto riguarda quel luogo comune normalmente celato dietro una lampo.

Questo Partito Del Luogo Qualunque è il vero partito di maggioranza, tentacolare e trasversale. Imperversa nel Paese ed ha ridotto il dibattito politico ad una barzelletta sporca, come quelle che una volta si raccontavano a bassa voce per non farsi sentire da chi si poteva offendere o dai bambini, mentre adesso si urlano, si declamano, si ostentano orgogliosamente, diventano regola di vita, simbolo di successo, di potere, di ricchezza, di gloria e di potenza.

Il Partito Del Luogo Qualunque è anche il Partito Del Luogo Ovunque: non sarà facile evitare di votarlo alle prossime elezioni, neanche per l’elettore più attento. Non ha simbolo perché si cela sotto il simbolo di tutti, si nasconde dietro le facce rispettabili degli anchor-man di regime, sotto le gonne delle femmine da sfizio, sotto le scrivanie dei dirigenti RAI, dei responsabili della protezione civile, dei direttori di rete, degli agenti di spettacolo procacciatori di zoccole e contemporaneamente amanti di fotografi scandalistici che praticano il ricatto.

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ORRIBILI PASSATEMPI

Posted on 29 gennaio 2011. Filed under: spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , |

Il titolo ORRIBILI PASSATEMPI può essere liberamente interpretato. Può quindi riferirsi all’attività preferita dai protagonisti dei film di cui sto per parlare, ma può anche essere riferita al fatto stesso di guardare questo tipo di film. Questo articolo, per via degli argomenti trattati e dei temi proposti, è riservato ad un pubblico adulto (se sei minorenne, sei pregato di non leggere oltre) e consenziente, oltre che non particolarmente sensibile al macabro, all’erotico ed allo “splatter” in generale.Scheda

Tocchiamo un argomento non proprio leggero, la necrofilia. Lo tocchiamo perché questa perversione è il tema di alcuni film che io ho visto solo recentemente, pur non trattandosi propriamente di novità (Nekromantik è del 1987, il sequel Nekromantik 2 è del 1991, mentre Kissed è del 1996). A mia scusante posso citare il fatto che Nekromantik non è mai stato diffuso attraverso i canali ufficiali di distribuzione, e se ha raggiunto una certa fama ciò è dovuto principalmente, se non esclusivamente, alla diffusione clandestina tramite internet. Nekromantik 2, il seguito, dovrebbe invece esistere anche in versione DVD. Infine Kissed, che non è l’oggetto principale di questa piccola rassegna, lo cito solo come termine di paragone.

Apro una parentesi: la necrofilia viene percepita come la peggiore tra tutte le perversioni. Cosa può spingere un essere umano (vivente) a provare attrazione per un cadavere? Sembra impossibile trovare una spiegazione e forse è per questo che il necrofilo viene visto come il peggiore tra tutti i pervertiti: perché le cose inspiegabili fanno sempre paura. In realtà, se dovessimo mettere sul piatto di una bilancia immaginaria la pericolosità di alcune perversioni, ne troveremmo facilmente di peggiori: il sadismo e la pedofilia, per esempio. Forse il necrofilo non è altro che un materialista estremo che cerca semplicemente un corpo inerte per soddisfare le proprie voglie, senza tante complicazioni. O forse è un filosofo decadente che cerca di cogliere ciò che di buono può dare una carcassa prima che il tempo (e la putrefazione) la rendano inutilizzabile. Di sicuro esiste anche in forma leggera, senza il reale utilizzo di cadaveri, e consiste nell’avere fantasie erotiche (che si trovano eccitanti) in ambito più o meno funebre.

Seconda parentesi: amore e morte da sempre costituiscono un binomio inscindibile in campo artistico e letterario. Il necrofilo porta questa tendenza alle estreme conseguenze…

Un breve cenno su Kissed. La trama in estrema sintesi: una ragazza, che prova una attrazione irresistibile verso i cadaveri (li trova “luminosi”), si fa assumere presso una agenzia di pompe funebri in modo da poter soddisfare i propri desideri. Conosce anche un ragazzo con cui instaura una relazione normale, ma la passione per i cadaveri è troppo forte e porterà il ragazzo ad uccidersi per essere desiderato dalla ragazza. Kissed, a dispetto della trama tragica e dell’argomento trattato, è una commedia leggera che viene ben digerita dallo spettatore. Il suo pregio principale è proprio questa capacità di raccontare una  storia come questa senza scandalizzare eccessivamente, quasi si trattasse di una cosa normale. Ben fatto, è un film tutto sommato gradevole, che però non trasmette emozioni fortissime.

Nekromantik (il primo) è tutt’altra bestia. Girato con a disposizione pochissime risorse finanziarie dal regista tedesco Jörg Buttgereit, è un film quasi amatoriale. Non si tratta di un horror in senso tradizionale: non c’è suspance, non ci sono momenti mozzafiato, né clamorosi colpi di scena. Ecco la storia: Robert lavora presso una ditta che si occupa di ripulire le strade dai cadaveri, dopo che le autorità hanno concluso i rilievi. Ogni tanto, per passione, si porta a casa qualche pezzo di carne che mette sotto spirito nei vasetti. Condivide questa passione con la ragazza che convive con lui. Un giorno, approfittando di una circostanza favorevole, si porta a casa un intero cadavere, che mostra orgogliosamente alla ragazza, che rimane molto intrigata. Si instaura quindi una sorta di relazione a tre, felice, tra lei, lui ed il corpo morto. Tutto va bene finché non viene licenziato: allora la ragazza dice che non può sprecare i migliori anni della sua vita con un buono a nulla come lui, e scappa… indovinate con chi? Ma sì, con il cadavere! Il povero Robert si ritrova quindi solo. Dopo alcune vicissitudini da single che tralascio, decide di praticare un estremo gesto di autoerotismo: si stende sul letto, si slaccia la patta dei pantaloni, prende un coltello e si uccide con una sorta di karakiri. Mentre la lama affonda nel suo ventre ed il sangue schizza da tutte le parti, dal suo pene eretto esce prima una quantità enorme di sperma, e subito dopo esce sangue, mentre il pover’uomo si contorce in preda a spasmi misti di dolore ed ebbrezza. Facile associare questa scena a quella (che sia una citazione?) presente nel finale del film Antichrist di Lars Von Trier (2009). Ma mentre Antichrist è il frutto sì di una mente visionaria, ma anche di una produzione ricca e costosa, con il risultato di apparire un po’ patinato e forzato nella sua esplicita finalità di voler scandalizzare a tutti i costi, Nekromantik stupisce proprio per il ritmo lento, i colori sbiaditi, la normale sbadigliosa quotidianità. Mentre Kissed trasforma tutto in una commedia quasi brillante, Nekromantik presenta dialoghi rarefatti, ambienti angusti, gente sola, isolati squallidi di una città qualunque che potrebbe essere in ogni parte del mondo. Nekromantik disturba proprio perché racconta una storia disturbante con una certa noncuranza. Nekromantik è bello, è malsano, ti fa respirare un’aria morbosa; ha una estetica malata che affascina come tutte le cose decadenti. Il corpo morto è viscido, gocciola, ribolle, quando viene accarezzato dai protagonisti sulle mani rimane come uno strato di gelatina appiccicosa che poi i due amanti si spalmano sul corpo, sulle labbra, mentre una romantica musica di sottofondo sottolinea non l’orrore, ma la passione che si cela sotto quei gesti. Le scene sono forti e sconsigliate a chi non ha uno stomaco sufficientemente forte, ma non c’è autocompiacimento, o perlomeno non è così evidente: in primo piano c’è la storia e piaccia o non piaccia è una storia d’amore, romantica. Nekromantik va subìto per rimanerne affascinati. Ha tutte le caratteristiche dell’opera maledetta, questo è il suo pregio più grande. Il film termina con la visione della tomba del povero Robert: il cumulo di terra è ancora fresco, quando all’improvviso una pala vi affonda, spinta da un piede di donna. Fine.

Come accennavo, Nekromantik è stato osteggiato dalle case distributrici di film e praticamente nei cinema non è mai stato proiettato, se non in ambiti per così dire “specialistici”. Alcuni paesi del mondo ne hanno proibito la visione ai propri cittadini. Ciò nonostante, è diventato un film di culto, cosicché Buttgereit ha potuto girare il sequel Nekromantik 2, con un po’ più di soldi a disposizione, ma con esiti non altrettanto positivi. Il film, che riparte esattamente da dove era terminato il primo, racconta la storia di una ragazza che, affascinata dai cadaveri e dalla morte, disseppellisce Robert (di cui aveva letto la storia sui giornali) e se lo porta a casa per farci sesso, con grande appagamento. Parallelamente conosce un ragazzo, che per mestiere fa il doppiatore di film porno (divertenti le scene di doppiaggio), con cui instaura una relazione, per portare avanti la quale decide di disfarsi del cadavere. Lo mette quindi nella vasca da bagno e lo fa a pezzi, ma è una sofferenza, piange e teme quasi di fargli del male. Alla fine decide di tenersi il pene (che congela nel frigo) e la testa. Però, quando fa all’amore con il ragazzo che ha conosciuto, per eccitarsi deve pensare al cadavere di Robert, altrimenti non prova piacere. Il ragazzo se ne accorge. Trova il pene nel frigo. Capisce che c’è qualcosa che non va… Alla fine, durante un amplesso (in cui lei cavalca lui, esattamente come era solita fare con il cadavere), mentre il maschio raggiunge l’orgasmo, lei lo decapita con un coltello che teneva nascosto sotto il letto. Mentre il corpo sputa sangue da tutte le parti e trema in preda alle convulsioni, lei sostituisce la testa dell’uomo con quella del cadavere, che aveva conservato, e finalmente gode. Per evitare l’afflosciamento del pene dell’uomo, lo aveva opportunamente stretto alla base con un laccetto, subito dopo averlo decapitato.

Nekromantik 2 non aggiunge nulla di nuovo a Nekromantik 1 e, pur rimanendo imperdibile per chi ha visto il primo, non raggiunge le stesse vette di malata poesia. Amplifica alcune tematiche già presenti nel primo film: l’associazione cadavere/cibo, per esempio; l’analogia con lo squartamento da macello degli animali  (nel primo film un coniglio, nel secondo una foca).

Alcuni link su Wikipedia:

NecromantikNecromantik 2Antichrist

Altri link:

Elenco di film che parlano di necrofilia (discussione)

Kissed

Parafilia e morte (tesina)

Mad Dame (artista)

Sito porno con fantasie necrofile  (se sei contro, non cliccare! Se clicchi, poi non prendertela con me!)

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RITORNANO I BENPENSANTI CHE SI SCANDALIZZANO FACILMENTE

Posted on 11 agosto 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , , |

Sono veramente preoccupato. L’unica cosa che mi consola è la risonanza mediatica sui siti web di informazione, il che ne sottolinea l’assurdità, ma sta di fatto che questi atteggiamenti censorei, che rimandano a tempi bui in cui la cricca cattolico-perbenista faceva il bello ed il cattivo tempo, si vanno ripetendo con frequenza preoccupante, come un riflusso di acido gastrico dopo la (eccessiva?) abbuffata libertaria di questi ultimi tempi. Odio la censura e sono convinto che lo scandalo è un baratro buio nell’occhio di chi guarda. Diffido in modo naturale e spontaneo dei censori, dei tutori della pubblica morale, di chi non si fa i cazzi propri neanche in spiaggia. Non metto link perché sto scrivendo dalla sdraio con uno smartphone e linkare è scomodo, ma non dovrebbe essere difficile risalire alle notizie.
Un sindaco si erge a paladino della pubblica moralità e spende denaro pubblico incaricando dipendenti comunali di togliere dai muri cittadini tutte le copie di un manifesto pubblicitario fatto affiggere da un negozio di elettronica, ritenuto osceno perché raffigurante donne in frenesia autoerotica (l’enfasi è mia e deve intendersi ironica). Sembra che l’unico risultato di questa iniziativa sia stato spingere la popolazione locale alla ricerca del manifesto in via d’estinzione. Altrove una bagnante denuncia un’altra bagnante, in topless, che si stava spalmando una crema sul seno. A suscitare le ire della puritana vacanziera sembra siano state le movenze dell’altra donna, ritenute allusivamente erotiche, le dimensioni delle tette (4a misura) e l’interesse mostrato dai figli per tali manovre. Mentre il lettore maschile medio condivide e comprende l’interesse dei fanciulli, la madre in odor di convento si offende ed indignata vorrebbe imporre all’altra di coprirsi. Al rifiuto, più che legittimo, scaturisce un diverbio. La bacchettona chiama la polizia che incrimina la donna in topless per atti osceni in luogo pubblico (notare che prendere il sole in topless non è proibito).
Povera Italia, terreno sempre fertile per ipocriti benpensanti, falsi censori, moralisti incartapecoriti e, per dirla alla Battiato, sepolcri imbiancati di ogni genere.
Per contro è notizia di questi giorni che la Francia sta tentando di rilanciare il turismo puntando sul naturismo (nudismo).
Ogni commento è superfluo.

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ALLA RAGAZZA DEL VIDEO PORNO VORREI DIRE…

Posted on 10 gennaio 2010. Filed under: internet, politica, società | Tag:, , , , , , , , , |

Sì, a lei, alla giovane donna  (maggiorenne) di Feltre, protagonista di un filmino porno amatoriale finito, immagino suo malgrado, nei vorticosi canali del file sharing e scaricato da mezzo mondo tramite il mulo: non è il caso di preoccuparsi troppo. A tutti gli altri che magari sperano di trovare informazioni per poter scaricare il filmato, dico subito che in questo articolo non troveranno proprio nulla, nessun aiuto, né il nome della ragazza né altre indicazioni. Tutto è reperibile in rete abbastanza facilmente, non voglio unirmi allo sciacallaggio.

Internet è formidabile ma sa anche essere molto crudele. E’ abbastanza facile, grazie alla rete, avere il proprio quarto d’ora di celebrità; molto più difficile gestire il dopo. Perché la rete è anche superficiale, dimentica subito. Un anno nella vita reale è equivalente ad un giorno in rete. Dopo la fatua celebrità mediatica, soppraggiunge la banalità della quotidianetà, con tutti i suoi probelemi. Da eroi, ci si trasforma in un attimo in pària, additati al pubblico ludibrio.

Alla ragazza in questione vorrei chiedere, innanzitutto, se ha subìto tutto questo oppure se tutto è stato architettato per lanciarsi, per esempio, nel settore del porno o comunque  trarre profitto dalla diffusione di questo filmato, che la ritrae alle prese con due uomini. Un po’ come accadde a Jessica Rizzo che approfittò della proiezione di un film porno nella sua città per diventare famosa (ora è una stimata imprenditrice del settore). Se le cose stessero così, allora farei alla ragazza i miei complimenti e rimarrei in attesa di gustare le prossime mosse.

Se invece le cose fossero andate diversamente, come in effetti riportato dalla stampa che si è occupata della vicenda (sembra che l’attuale ragazza di uno dei protagonisti abbia scovato il filmato nel PC di quest’ultimo e, per gelosia ripicca o non so bene cosa, l’abbia messo in circolo su internet, con tanto di nome e cognome della protagonista nel nome del file ed evidenti errori di ortografia inglese), penso che questa ragazza dovrà affrontare i pettegolezzi e le malignità di una piccola cittadina, eccitata dall’avvenimento ed esaltata dal gossip: basti vedere la risonanza avuta dall’edizione on line del Gazzettino Veneto ed il tenore dei messaggi dei lettori…

Ebbene, direi a questa ragazza di non provare vergogna. Se non ne ha avuta durante la prestazione sessuale, se ha accettato che la sua performance venisse ripresa dall’occhio indiscreto di una telecamera (su questo non ci sono dubbi), non vedo perché dovrebbe ora vergognarsi. Solo perché il filmino è finito in rete? Ma in rete ci sono tonnellate di filmini dello stesso tipo, e le riprese di quel tipo riguardano azioni che mezzo mondo compie. Marrazzo è stato ripreso tramite un telefonino mentre si trastullava con dei trans e sniffava coca. Il nostro Presidente del Consiglio sappiamo che si è “rilassato” spesso e volentieri in compagnia di escort procurategli da qualche compagno… pardòn, amico di merende. Direi a questa ragazza di non vergognarsi, ciò che le è capitato è in perfetta sintonia con le più alte cariche del paese, figuriamoci. Lo dico senza troppa ironia, ricordando a tutti che la ragazza in questione ha subito una violazione della privacy e che non è un personaggio pubblico e non ha cariche pubbliche, contrariamente agli altri due casi citati, e che non era tenuta ad una moralità particolarmente stringente cui invece dovrebbe essere tenuto chi svolge una funzione rappresentativa. Ma non voglio fare il moralista, io non sono un moralista, non mi scandalizzano né Marrazzo né Berlusconi. Nel tuo caso, cara ragazza di Feltre, c’è solo il fatto che sei una donna (nessuno parla o si preoccupa dei due uomini) e che esiste il filmato. Punto.

Consapevole di ciò, io ti inviterei a trarre profitto da questa situazione. Se non vuoi buttarti sul porno e telefonare a Riccardo Schicchi, presentati alle prossime elezioni e tieni calda la notizia, nopn lasciarla freddare. Tutti dimenticano in fretta ma, se riesci a rimanere sui giornali, finirà che tutti si inchineranno a te, all’onorevole, alla parlamentare, al consigliere provinciale e/o regionale eccetera. Siamo un paese di sudditi, compiacenti con i potenti e cattivi con i deboli. Da ciò che ti è capitato devi trarre forza e coraggio. Datti da fare, vai in tv, fatti pagare, fatti vedere, racconta, non negare nulla, dai scandalo.

Questo vorrei dirle, ma non so se mi leggerà mai. La rete è così dispersiva…

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MRS. ROBINSON, VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTU’

Posted on 8 gennaio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , |

Quando i moralisti ne combinano una delle loro e rientrano nel consolidato clichet di chi predica bene e razzola male, ci godo particolarmente. E’ più forte di me, non resisto. Non so se anche questa sia sotto sotto una forma di moralismo, ma l’idea che venga colto in fallo anche chi pubblicamente si dichiara tutto casa-famiglia-chiesa mi diverte parecchio e rafforza la mia convinzione che certi atteggiamenti siano solo di (opportunistica) circostanza…

La signora Robinson, 60 anni, moglie del primo ministro irlandese, anche lei attivamente in politica sino a pochi mesi fa, arcinota per le sue posizioni cristiane ultra-conservatrici, ha commesso la sua marachella: ha avuto una relazione con un diciannovenne, al quale ha girato un prestito di 50.000 sterline (da Lei ottenuto) per aprire una attività commerciale; di queste 50.000 sterline, 5.000 se le è tenute per sé. Tutto questo, al di là dell’aspetto boccaccesco, è illegale in quanto la nostra anzianotta parlamentare avrebbe dovuto dichiarare l’operazione finanziaria (ma ovviamente non l’ha fatto).

La sig.ra Robinson è membro del Partito Democratico Unionista (DUP) ed è la moglie del Primo Ministro irlandese e leader del DUP. Si descrive come una cristiana nata,  e ha pubblicamente dichiarato che “il governo ha la responsabilità di rispettare le leggi di Dio”. Particolare sensazione hanno destato i suoi punti di vista sulla omosessualità, espressi in occasione di un dibattito apertosi a seguito dell’aggressione di un gay nell’ambito della sua circoscrizione elettorale: secondo lei i gay sono esseri “disgustosi, ripugnanti, vergognosi, malvagi e vili” ed ha anche detto che dovrebbero esser curati da uno psichiatra.  In una intervista successiva ha chiarito il suo punto di vista: “Così come un assassino  può essere redento dal sangue di Cristo, così può esserlo un omosessuale…” (paragonando quindi gli omosessuali ad assassini). Ad integrare questo quadretto di aspirante a Santa Subito! si può citare la sua appartenenza ai cristiano pentecostali ed il fatto che sia  membro del Metropolitan Tabernacle Belfast.

Tanto slancio religioso nulla ha potuto, evidentemente, contro gli esuberanti appetiti sessuali: la gloriosa sessantenne ha scelto un diciannovenne per sfogare i propri istinti; non solo, in cambio dei favori sessuali (perché di questo si tratta) gli ha fatto ottenere 45.000 sterline, richieste come prestito personale. Infine, recentemente la nostra allegra amica aveva annunciato di essere vittima di malattie mentali (più di una?) per cui era costretta ad abbandonare la politica attiva. “Molte persone si vergognano a parlare del proprio stato depressivo”, aveva detto più o meno, “ma è sbagliato, certe cose non devono essere tenute nascoste.” Peccato che, secondo quasi tutti gli osservatori, si è trattato di un annuncio ad hoc per celare o sminuire la portata del vero scandalo: la relazione col diciannovenne ed il “prestito” oneroso mai dichiarato.

Ora, è storia di questi giorni, la confessione pubblica dopo che una trasmissione tv della BBC ha svelato la tresca. Mrs. Robinson ha ammesso ogni colpa, ma ha spiegato che è stata spinta all’adulterio dallo stato depressivo in cui si era venuta a trovare. Stato depressivo?! Secondo me si è trattato invece delle scalmane di una vecchia guerriera, altro che storie!

In sé il fatto è poca cosa, per carità. E’ la contraddizione tra immagine pubblica e vita privata a rendere interessante questa altrimenti banale storia di corna e di favori sessuali a pagamento.

Vizi privati, pubbliche virtù.

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Chi di mazza colpisce, di mazza perisce

Posted on 30 novembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , , |

Tiger Woods, il super campione di golf, un uomo che si guadagna (bene) da vivere prendendo le palle a mazzate, ha simulato un incidente d’auto per non dover raccontare al mondo intero quello che, naturalmente, si è venuto comunque a sapere: questa volta a prendere le mazzate è stato lui, e ad impugnare la mazza la bella consorte, imbufalita per le scappatelle amorose del marito. Una banale storia di corna, impreziosita dal tentativo di depistaggio e dal nome famoso del protagonista (anche se io, lo ammetto, conosco Tiger Wood solo perché comparso in alcuni spot pubblicitari).
È proprio il caso di un grosso ROTFL!

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