LE TETTE TROPPO GROSSE DI MARIANNA

Posted on 5 aprile 2011. Filed under: società | Tag:, , , , , , |

Il titolo è ammiccante, eccome, ma la faccenda in realtà è seria, oh quanto seria. Basti pensare che la Marianne, come propriamente va chiamata viste le sue origini francesi, è una giovane donna che rappresenta, in allegoria, la Repubblica francese e più in generale i principi rivoluzionari di uguaglianza, legalità e fraternità. Pochi anni fa i cugini di oltralpe, gasati (come solo loro si sanno gasare per queste cose) dal successo della diva modella Laetizia Casta, decisero che la Marianna dovesse avere le sue misure. Tutti sappiamo, immagino, che la Casta non è certo la modella anoressica cui le sfilate di moda ci hanno abituato; anzi, è piuttosto rotonda, per sua e nostra fortuna.

Solo che queste misure abbondanti hanno suscitato più di un problema in un piccolo comune: nell’ingresso del palazzo comunale c’è una bella Marianna in busto con le misure della Casta, anzi Castà,  ed a quanto pare alla sua visione i commenti salaci e volgari si sono sprecati, al punto che il sindaco ha deciso di rimuovere la statua per sostituirla con un’altra che, di reggiseno, porterà una taglia di meno (anzi due). Ma come, mi sono detto: in Francia si scandalizzano per le tette grosse di una statua? Peggio, molto peggio delle foglie di fico sui genitali che ornano tanti nostri simulacri. Nella patria del topless in spiaggia e del Crazy Horse, una statua con le tette grosse crea imbarazzo e fastidio.

L’artista che ha scolpito la statua è giustamente indignata. Le misure della Castà non se le è certo inventate lei, anche se qualcosa di suo deve averci messo se si è sentita in dovere di spiegare che le tette grandi stanno a simboleggiare la generosità della Repubblica francese. Lo stato come una grande balia piena di latte, quindi.

Ma forse non sono state le tette in sé a disturbare la tranquilla monotonia del Comune francese, quanto i commenti volgari e salaci dei visitatori. Ohibò, deve essersi detto il sindaco: non è bello che il simbolo della Repubblica abbia un tale richiamo erotico. Di qui l’idea della sostituzione con una Marianna leggermente meno generosa e un po’ più mascolina.

Non sono d’accordo con il primo cittadino, non condivido che tanta abbondanza e generosità debbano essere valutate negativamente solo perché alcuni occhi superficiali si posano con ingordigia sulle curve di marmo. Se così fosse, quante opere figurative del passato di enorme valore e prestigio dovremmo oscurare: e tra di esse, quante madonne!

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LA DISFIDA DELLE TETTE

Posted on 17 ottobre 2010. Filed under: società, spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , |

Titolo n. 2: UNA TETTA TIRA L’ALTRA

Titolo n. 3: SPUNTANO LE TETTE, CADE IL FASCISMO


Siamo nel 1941. Il regime fascista sarebbe caduto da lì a poco quando nelle sale cinematografiche esce il film La Cena delle Beffe, diretto da Alessandro Blasetti.

cena beffe locandina

Vi recita l’attrice Clara Calamai, che in una scena appare a seno nudo.

clara calamai

In un’altra celebre sequenza Clara Calamai recita indossando maliziose trasparenze, che oggi fanno sorridere, ma 70 anni fa…

A titolo di curiosità, posso ricordare che Clara Calamai, dopo una lunghissima assenza dalle scene, è tornata a recitare (e con un ruolo importante!) nel film Profondo Rosso di Dario Argento.

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Eh sì, il tempo passa per tutti…

Tornando al seno nudo in La Cena delle Beffe, possiamo immaginare lo scandalo, le discussioni, le polemiche, la condanna del Vaticano e via discorrendo (la storia si ripete nel tempo: Ultimo Tango a Parigi… eccetera). Le tette della Calamai si vedono entrambe, in piena luce, mentre l’attrice è sdraiata sulla schiena. Forse proprio in virtù della sua evidenza, questa è considerata da molti la prima scena a seno nudo del cinema italiano. Ma non è vero.

Circa un anno prima, diretto sempre da Alessandro Blasetti, era uscito nelle sale un altro film, La corona di ferro. In questo film l’attrice Vittoria Carpi, in modo molto più discreto, quasi un vedo-non-vedo, fa spuntare un capezzolo da sotto un vestito, mentre è legata. Detto tra noi, questa scena ha un contenuto molto più erotico dell’altra: richiama infatti le tematiche bondage (od anche sadomaso). Di Vittoria Carpi non sono riuscito a reperire ulteriori notizie.

vittoria carpi

Come mai la censura dell’epoca non si attivò? In un paese come l’Italia dove la censura cinematografica preventiva è stata sempre protagonista di gravi episodi a danno di autentici capolavori, ed è stata definitivamente eliminata solo poco tempo fa? Forse il regime fascista aveva bisogno di non apparire troppo succube del Vaticano, oppure lo scandalo era limitato anche per l’epoca. Oppure, altra ipotesi, il regime (che sarebbe crollato da lì a poco) aveva ben altro a cui pensare!

Nelle cronache pettegole dell’epoca Clara Calamai era spesso confrontata con Doris Duranti. Non è certo che tra le due vi fosse un vero e proprio antagonismo; questa chiacchiera probabilmente era sfruttata dalla stampa che come sempre ha bisogno di dualismi per vendere ed interessare il pubblico.

doris

Doris Duranti è stata una vera e propria diva di regime. Sul set del film Carmela conobbe il ministro per la cultura popolare (il famigerato minculpop) Alessandro Pavolini, e ne divenne l’amante. Quando le cose precipitarono, fuggì con lui a Salò. Poi se ne è andata a Santo Domingo, ad aprire un ristorante, ove è morta nel 1995. Ha recitato per l’ultima volta nel film Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi, con Laura Antonelli come protagonista. Ebbene, proprio per non essere da meno, proprio nel film Carmela la Duranti volle recitare una scena a seno nudo, di cui purtroppo non ho trovato su internet nessuna immagine. (Se qualcuno la trova, mi può mandare il link nei commenti, grazie in anticipo…). Affermò orgogliosa che per la prima volta un seno nudo (il suo) era stato ripreso al naturale, mentre lei era in piedi, sfidando la legge di gravità.

Queste sono state le prime scene a seno nudo del cinema italiano, e queste attrici sono state le protagoniste. Ora farò una ricerca su quale sia stato il primo nudo integrale.

Perché ne ho parlato? perché sono appassionato di cinema, perché odio la censura in ogni forma, perché l’evoluzione del costume mi ha sempre interessato, e perché mi è sembrata comunque una storia interessante. Queste “audaci” esibizioni di tette hanno un sapore antico, poi sappiamo tutti come sono andate a finire le cose…

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RITORNANO I BENPENSANTI CHE SI SCANDALIZZANO FACILMENTE

Posted on 11 agosto 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , , |

Sono veramente preoccupato. L’unica cosa che mi consola è la risonanza mediatica sui siti web di informazione, il che ne sottolinea l’assurdità, ma sta di fatto che questi atteggiamenti censorei, che rimandano a tempi bui in cui la cricca cattolico-perbenista faceva il bello ed il cattivo tempo, si vanno ripetendo con frequenza preoccupante, come un riflusso di acido gastrico dopo la (eccessiva?) abbuffata libertaria di questi ultimi tempi. Odio la censura e sono convinto che lo scandalo è un baratro buio nell’occhio di chi guarda. Diffido in modo naturale e spontaneo dei censori, dei tutori della pubblica morale, di chi non si fa i cazzi propri neanche in spiaggia. Non metto link perché sto scrivendo dalla sdraio con uno smartphone e linkare è scomodo, ma non dovrebbe essere difficile risalire alle notizie.
Un sindaco si erge a paladino della pubblica moralità e spende denaro pubblico incaricando dipendenti comunali di togliere dai muri cittadini tutte le copie di un manifesto pubblicitario fatto affiggere da un negozio di elettronica, ritenuto osceno perché raffigurante donne in frenesia autoerotica (l’enfasi è mia e deve intendersi ironica). Sembra che l’unico risultato di questa iniziativa sia stato spingere la popolazione locale alla ricerca del manifesto in via d’estinzione. Altrove una bagnante denuncia un’altra bagnante, in topless, che si stava spalmando una crema sul seno. A suscitare le ire della puritana vacanziera sembra siano state le movenze dell’altra donna, ritenute allusivamente erotiche, le dimensioni delle tette (4a misura) e l’interesse mostrato dai figli per tali manovre. Mentre il lettore maschile medio condivide e comprende l’interesse dei fanciulli, la madre in odor di convento si offende ed indignata vorrebbe imporre all’altra di coprirsi. Al rifiuto, più che legittimo, scaturisce un diverbio. La bacchettona chiama la polizia che incrimina la donna in topless per atti osceni in luogo pubblico (notare che prendere il sole in topless non è proibito).
Povera Italia, terreno sempre fertile per ipocriti benpensanti, falsi censori, moralisti incartapecoriti e, per dirla alla Battiato, sepolcri imbiancati di ogni genere.
Per contro è notizia di questi giorni che la Francia sta tentando di rilanciare il turismo puntando sul naturismo (nudismo).
Ogni commento è superfluo.

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