VORREI CANCELLARE (POLITICAMENTE) LA CANCELLIERI E TUTTI QUELLI COME LEI

Posted on 3 novembre 2013. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , , , |

Il ministro Anna Maria Cancellieri sta dichiarando ai quattro venti che, per motivi umanitari, aveva il dovere di preoccuparsi delle condizioni di salute di Giulia Ligresti, perché la poverina in carcere non mangiava. Forse il cibo non era di suo gradimento… per non parlare della location: roba da togliere in effetti l’appetito. Chissà quanti carcerati rinuncerebbero per qualche giorno ad un pasto che ritengo non proprio eccellente, pur di poter uscire di prigione. Ma non tutti, ahimè, hanno il numero personale della ministra. Qualcuno sì, gli altri no. La gente normale no, qualche riccastro (oppure ex tale) sì. E lei, il ministro della giustizia, promette l’aiuto a chi pagò una lauta buonuscita al figlio: puoi contare su di me. Ma a chi sospetta un atteggiamento di favore di un potente (potente = colui che può) verso un altro potente, la sig.ra Cancellieri dà del matto

Ebbene, anch’io sono matto. Trovo disgustosa la vicenda e ancora più spiacevole la difesa del ministro, che dovrebbe avere il buongusto di dimettersi, altro che raccontare baggianate. 

Siamo di fronte alla figura di una persona (la sig.ra Cancellieri) assai distante dalla realtà del Paese, questa è la verità. Talmente distante da non rendersi conto della gravità del proprio comportamento. In carcere c’è gente che muore, che si toglie la vita, che consuma droga e si trasmette l’AIDS… e lei si preoccupa di Giulia Ligresti che non mangia e la fa uscire di galera. Per sfamarsi, certo. Le budella della sig.ra Ligresti erano e sono speciali, il rancio offerto dalle patrie galere non era consono, ed anche i gabinetti non sono un granché: tutto sommato non mettersi nella condizione di doverli usare può essere una valida scelta, tanto più se poi si può andare a piagnucolare sulla spalla del ministro che, grande e grossa com’è, con quella vociona impastata, deve avere un cuore altrettanto grande, un cuore di mamma.

Quella che stiamo vivendo è l’ennesima farsa di una classe politica che, anziché preoccuparsi del bene del Paese, si preoccupa solo degli affari propri e degli affari degli amici, che poi sono anche affari propri. E che si indigna se qualcuno le ricorda che così non ci si può comportare. Sono queste persone, abituate a vivere di privilegi e nel privilegio, a considerarsi superiori a tutti e a tutto, che alzano le tasse, impongono sacrifici, taglieggiano le pensioni e ammoniscono i cittadini su cosa deve essere fatto.

Dagli altri, non da loro.

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IL COMPROMESSO STORICO RISORGE PER ARRAFFARE I SOLDI DEI CONTRIBUENTI

Posted on 17 aprile 2012. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , , , , |

Eccoli lì tutti e tre, per una volta perfettamente d’accordo: ABC, come sono stati soprannominati, ovvero Alfano Bersani Casini. Destra – centro – sinistra perfettamente allineati. Però, chi pensasse che questo storico accordo sia stato messo in piedi per varare chissà quale importantissima riforma o provvedimento, rimarrebbe deluso. Signori, svuotate le tasche e liberate la mente: i tre personaggi in questione (ed i rispettivi partiti) si sono trovati d’accordo su una cosa sola, arraffare i soldi dei contribuenti. Rinunciarvi, hanno detto, sarebbe un errore madornale. Sai le lobby altrimenti come avrebbero vita facile, hanno spiegato.

E così, proprio quando ai cittadini si chiedono sacrifici, proprio quando gli scandali circa l’utilizzo improprio di questi soldi (ex finanziamento, ora rimborso) sono all’ordine del giorno, queste facce di bronzo (per non dire di peggio) reclamano il loro diritto a requisire centinaia di milioni di euro ed hanno l’ardire di cercare di convincerci che lo stanno facendo per il nostro bene. Nonostante un referendum popolare abbia stabilito il contrario.

Per la cronaca, gli unici che rinunceranno sono la Lega (ci credo, dopo il ciclone Belsito) e l’Italia dei Valori di Di Pietro.

NO COMMENT…

http://www.ilgiornale.it/interni/finanziamenti_partiti_alfano-bersani-casiniabolirlo_sarebbe_errore_drammatico/finanziamento_partiti-soldi_partiti-bersani-alfano-casini/16-04-2012/articolo-id=583325-page=0-comments=1

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SCANDALO LEGA NORD: BEGA LADRONA?

Posted on 6 aprile 2012. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Un punto interrogativo alla fine del titolo di questo post è obbligatorio, perché le indagini sono in corso e finché non sono terminate non è giusto appioppare condanne mediatiche. Però, alla luce di ciò che si può apprendere dalla lettura della stampa, sia cartacea sia su internet, sembra proprio che la famiglia Bossi abbia generosamente attinto dalle casse del partito a scopo di finanziamento personale per rimettere a posto la casa (altro che onerosi mutui! Non è meglio il finanziamento pubblico?), per viaggi e per l’acquisto di automobili di grossa cilindrata. Non è solo la famiglia Bossi ad aver usufruito di questo comodo bancomat, composto oltre che dai soldi pubblici anche dalle sovvenzioni private dei simpatizzanti: sembra proprio che anche altri soggetti ne abbiano fatto uso, convinti di farla franca perché avevano in mano le prove degli utilizzi impropri – chiamiamoli così – da parte di the family (titolo su una cartella nella cassaforte del tesoriere Belsito) e perciò con in pugno l’arma del ricatto e il dito pronto sul grilletto, come le intercettazioni avrebbero consentito di appurare.

La prima cosa che viene in mente di dire è che i padani, per meglio dire i leghisti, per contrastare le ruberie altrui si sono ritrovati i ladri in casa. Sempreché le ruberie di cui stiamo parlando, alcune innegabili e sotto gli occhi di tutti, siano effettivamente a danno dei padani e non piuttosto di tutti gli italiani, come in realtà è.

Il secondo e divertente aspetto in una vicenda altrimenti molto triste, è appunto la presunta superiorità morale della razza padana (ammesso che tale razza esista ed abbia caratteristiche scientificamente individuabili, come sappiamo tutti non essere) scalfita così duramente da un pugno di furbacchioni che, non appena hanno potuto, si sono uniti al banchetto dei ladri soddisfatti di poter finalmente rubare anche loro. Gente senza cultura, come si è avuto modo di appurare più volte, grossolana ed esemplificatrice all’eccesso, da cui non c’era e non c’è da aspettarsi nulla di più.

Ultima cosa: a vedere le reazioni di alcuni ferventi leghisti, sembrerebbe regnare un certo buonismo nel giudicare questa vicenda. Come per dire: derubati sì, ma un conto è essere derubati da Roma ladrona, ed un conto è essere derubati da un padano come Bossi o Belsito e i componenti del cosiddetto cerchio magico. Ciò che sembrerebbe contare, secondo alcuni, non è tanto l’essere derubati, ma da chi. Questo tipo di mentalità a mio modo di vedere è piuttosto diffusa al nord e mi ricorda un giovane avvocato che si stava facendo conoscere tra la ricca piccola borghesia di una piccola città lombarda perché riusciva a non far pagare le multe prese con gli autovelox. La gente incazzata nera andava da lui e gli diceva, pressappoco: guarda qua, 200.000 lire di multa, ma io a quelli là i soldi non glieli voglio dare! Quelli là naturalmente, madre di tutte le esemplificazioni, nell’immaginario collettivo erano il governo, il paese dittatoriale, insomma Roma ladrona, anche se la multa proveniva dal comune. Il giovane avvocato, tranquillo, diceva che ci avrebbe pensato lui. Lui sapeva come fare, però il suo lavoro costava. Quanto? Almeno 200.000 lire, qualcosa di più. Il giovane avvocato intascava i soldi e diceva al soddisfatto cliente che poteva stare tranquillo, non avrebbe più sentito parlare di quella odiosa contravvenzione. Poi andava alla posta con i soldi e pagava la multa.

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I PUBI DI OLIVIERO

Posted on 14 gennaio 2011. Filed under: società | Tag:, , , , , , , , |

Il vivace fotografo Oliviero Toscani ha realizzato un calendario su commissione di un consorzio di aziende che, se non ricordo male, conciano pelle (in questo momento non posso verificare perché non ho un collegamento attivo alla rete). Ebbene, il nostro vulcanico performer (definirlo solo fotografo è limitativo) ha fotografato dodici pubi femminili, uno per mese, assolutamente al naturale (il che di questi tempi significa ricoperti di peli e non depilati né in qualche modo acconciati). I pubi sono in primissimo piano, nel senso che il resto della modella è fuori inquadratura.
A questo punto, come purtroppo è normale in un paese che non riesce a discutere delle questioni realmente importanti né ad affrancarsi da un perbenismo di facciata cattocomunista, è scattato il coro degli scandalizzati, come sempre stonato. Questa volta, però, a scandalizzare non sarebbe la fotografia in sé e per sé; si grida invece alla strumentalizzazione del corpo femminile a scopi pubblicitari.
Premesso che non si tratterebbe, se anche fosse, di una novità, debbo dire che le foto del calendario in questione sono assolutamente asettiche, senza alcun richiamo erotico che non sia strettamente connesso alla funzionalità intrinseca dell’organo ritratto. Nessuna malizia è presente, nessun accostamento di dubbio gusto, nessun richiamo esplicito o nascosto alla lussuria. Non capisco quindi perché ne venga richiesto il ritiro. Sarebbe una forma di censura inaccettabile, di matrice cattocomunista, uguale o persino peggiore di quella sessuofobia clericofascista che ha funestato l’Italia per tanti anni.
Questo continuo starnazzare postfemminista sulla strumentalizzazione del corpo femminile, se mai aveva un senso tempo addietro, adesso fa veramente ridere ed andrebbe confinato tra le “vecchie care cose di pessimo gusto”. Vediamo donne nude ritratte in pose sexy ed ammalianti, pronte per l’uso, da tutte le parti. Non si sottraggono a simili scatti nemmeno attrici brave, impegnate nel sociale, anziane e/o incinte. Non ci si meraviglia dello sdoganamento del porno, in atto da diversi anni, e si grida allo scandalo per l’anatomico calendario di Toscani.
Un sacco di attricette, vallette, troniste, grandi sorelle e compagnia bella spendono capitali per rifarsi culo e tette, e c’è ancora chi si offende se le medesime parti del corpo, dietro l’auto pagamento, vengono utilizzate per la réclame di un caffè o di un profumo. Ma una che si rifa’ il seno, lo fa solo per rimirarselo allo specchio mentre sta da sola, con la spazzola per i capelli in mano? Non credo.
Siamo gente veramente strana, noi italiani.

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RITORNANO I BENPENSANTI CHE SI SCANDALIZZANO FACILMENTE

Posted on 11 agosto 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , , |

Sono veramente preoccupato. L’unica cosa che mi consola è la risonanza mediatica sui siti web di informazione, il che ne sottolinea l’assurdità, ma sta di fatto che questi atteggiamenti censorei, che rimandano a tempi bui in cui la cricca cattolico-perbenista faceva il bello ed il cattivo tempo, si vanno ripetendo con frequenza preoccupante, come un riflusso di acido gastrico dopo la (eccessiva?) abbuffata libertaria di questi ultimi tempi. Odio la censura e sono convinto che lo scandalo è un baratro buio nell’occhio di chi guarda. Diffido in modo naturale e spontaneo dei censori, dei tutori della pubblica morale, di chi non si fa i cazzi propri neanche in spiaggia. Non metto link perché sto scrivendo dalla sdraio con uno smartphone e linkare è scomodo, ma non dovrebbe essere difficile risalire alle notizie.
Un sindaco si erge a paladino della pubblica moralità e spende denaro pubblico incaricando dipendenti comunali di togliere dai muri cittadini tutte le copie di un manifesto pubblicitario fatto affiggere da un negozio di elettronica, ritenuto osceno perché raffigurante donne in frenesia autoerotica (l’enfasi è mia e deve intendersi ironica). Sembra che l’unico risultato di questa iniziativa sia stato spingere la popolazione locale alla ricerca del manifesto in via d’estinzione. Altrove una bagnante denuncia un’altra bagnante, in topless, che si stava spalmando una crema sul seno. A suscitare le ire della puritana vacanziera sembra siano state le movenze dell’altra donna, ritenute allusivamente erotiche, le dimensioni delle tette (4a misura) e l’interesse mostrato dai figli per tali manovre. Mentre il lettore maschile medio condivide e comprende l’interesse dei fanciulli, la madre in odor di convento si offende ed indignata vorrebbe imporre all’altra di coprirsi. Al rifiuto, più che legittimo, scaturisce un diverbio. La bacchettona chiama la polizia che incrimina la donna in topless per atti osceni in luogo pubblico (notare che prendere il sole in topless non è proibito).
Povera Italia, terreno sempre fertile per ipocriti benpensanti, falsi censori, moralisti incartapecoriti e, per dirla alla Battiato, sepolcri imbiancati di ogni genere.
Per contro è notizia di questi giorni che la Francia sta tentando di rilanciare il turismo puntando sul naturismo (nudismo).
Ogni commento è superfluo.

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FERGIE: MISERIA E NOBILTA’

Posted on 2 giugno 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , , , , |

Suggestiva immagine di Fergie.

Prendo a prestito il titolo del celebre film con Totò per scrivere due futili righe di commento su Sarah Ferguson, soprannome Fergie, che è stata pizzicata con le mani nella marmellata da un intraprendente giornalista inglese che si è finto un ricco uomo di affari. Non sto a ripetere l’intera storia, che è su tutti i giornali e su tutti i siti di news, ma volendo riassumere la faccenda si può affermare che Fergie, approfittando del fatto di essere la ex moglie del principe inglese Andrea, ha chiesto una mazzetta bella gonfia (500.000 sterline) per “aprire tutte le porte” (e forse aprire anche qualcosa d’altro…) in modo da garantire un proficuo incontro tra il facoltoso business man (finto) ed il principe (vero). Perché pagare per incontrare il principe? Ma perché il principe ha un ruolo importante proprio per chi vuole fare affari nel Regno Unito. Il giornalista ha filmato l’incontro con Fergie tramite una telecamera nascosta. Noi italiani non possiamo certo atteggiarci a moralisti (da noi la corruzione è molto più diffusa e le mazzette sono molto più frequenti), ma sghignazzare si può, ed anche notare con un certo maligno piacere che nessuno, ma proprio nessuno, è esente da questo malcostume.

Probabilmente Fergie questo vizietto doveva avercelo da un bel po’ e la chiacchiera doveva stare in giro presso i soliti “bene informati”, altrimenti a nessuno sarebbe venuto in mente di tenderle la trappola: questo lo dico subito, per eliminare ogni ipotesi di caso isolato. Dunque, la duchessa di York è corrotta, ed evidentemente lo si diceva in giro. Perché essere corrotti non basta, occorrono i corruttori, e questi accorrono presso il corrotto se sanno che è corrompibile! Insomma, un po’ di pubblicità discreta è necessaria anche per essere professionali nella corruzione.
Adesso Fergie, che stando a quanto si dice versa in condizioni economiche non proprio floride, sta mettendo in giro la chiacchiera che in quel momento era ubriaca, a scusante del suo comportamento. Insomma, era sbronza, non era in sé, capito? Ecco il perché di quello “strano” comportamento.
Però, a giudicare dal filmato che si trova facilmente su internet, la duchessa sembra tutt’altro che ubriaca; ma ammettiamo per un attimo che lo sia stata. Allora vuol dire che la duchessa, oltre ad essere corrotta, è anche alcolizzata, perché se essere sbronzi durante una festa può al limite essere giustificabile, lo è molto meno farsi trovare ubriachi quando un facoltoso uomo d’affari chiede un colloquio importante. Insomma, la giustificazione addotta mi sembra peggiorare l’immagine, già a pezzi, di Fergie: corrotta, alcolizzata, dai costumi un po’ facili… Cosa altro si potrebbe aggiungere?
Il principe, da parte sua, si è premurato di affermare che lui non ne sapeva nulla e non ne ha mai saputo nulla. Vogliamo credergli? Uhm…
Dopo tutte queste cattiverie, voglio ora spezzare una lancia a favore di Fergie: qualcosa di buono dietro di sé lo ha lasciato. E’ lei la, forse inconsapevole, ambasciatrice – inventrice – promotrice della “succhiata” dell’alluce del partner. Una pratica erotica che sembra stia prendendo sempre più piede (toh! ecco il gioco di parole) e di cui l’umanità aveva assoluto bisogno.
Grazie, Fergie!
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ALLA RAGAZZA DEL VIDEO PORNO VORREI DIRE…

Posted on 10 gennaio 2010. Filed under: internet, politica, società | Tag:, , , , , , , , , |

Sì, a lei, alla giovane donna  (maggiorenne) di Feltre, protagonista di un filmino porno amatoriale finito, immagino suo malgrado, nei vorticosi canali del file sharing e scaricato da mezzo mondo tramite il mulo: non è il caso di preoccuparsi troppo. A tutti gli altri che magari sperano di trovare informazioni per poter scaricare il filmato, dico subito che in questo articolo non troveranno proprio nulla, nessun aiuto, né il nome della ragazza né altre indicazioni. Tutto è reperibile in rete abbastanza facilmente, non voglio unirmi allo sciacallaggio.

Internet è formidabile ma sa anche essere molto crudele. E’ abbastanza facile, grazie alla rete, avere il proprio quarto d’ora di celebrità; molto più difficile gestire il dopo. Perché la rete è anche superficiale, dimentica subito. Un anno nella vita reale è equivalente ad un giorno in rete. Dopo la fatua celebrità mediatica, soppraggiunge la banalità della quotidianetà, con tutti i suoi probelemi. Da eroi, ci si trasforma in un attimo in pària, additati al pubblico ludibrio.

Alla ragazza in questione vorrei chiedere, innanzitutto, se ha subìto tutto questo oppure se tutto è stato architettato per lanciarsi, per esempio, nel settore del porno o comunque  trarre profitto dalla diffusione di questo filmato, che la ritrae alle prese con due uomini. Un po’ come accadde a Jessica Rizzo che approfittò della proiezione di un film porno nella sua città per diventare famosa (ora è una stimata imprenditrice del settore). Se le cose stessero così, allora farei alla ragazza i miei complimenti e rimarrei in attesa di gustare le prossime mosse.

Se invece le cose fossero andate diversamente, come in effetti riportato dalla stampa che si è occupata della vicenda (sembra che l’attuale ragazza di uno dei protagonisti abbia scovato il filmato nel PC di quest’ultimo e, per gelosia ripicca o non so bene cosa, l’abbia messo in circolo su internet, con tanto di nome e cognome della protagonista nel nome del file ed evidenti errori di ortografia inglese), penso che questa ragazza dovrà affrontare i pettegolezzi e le malignità di una piccola cittadina, eccitata dall’avvenimento ed esaltata dal gossip: basti vedere la risonanza avuta dall’edizione on line del Gazzettino Veneto ed il tenore dei messaggi dei lettori…

Ebbene, direi a questa ragazza di non provare vergogna. Se non ne ha avuta durante la prestazione sessuale, se ha accettato che la sua performance venisse ripresa dall’occhio indiscreto di una telecamera (su questo non ci sono dubbi), non vedo perché dovrebbe ora vergognarsi. Solo perché il filmino è finito in rete? Ma in rete ci sono tonnellate di filmini dello stesso tipo, e le riprese di quel tipo riguardano azioni che mezzo mondo compie. Marrazzo è stato ripreso tramite un telefonino mentre si trastullava con dei trans e sniffava coca. Il nostro Presidente del Consiglio sappiamo che si è “rilassato” spesso e volentieri in compagnia di escort procurategli da qualche compagno… pardòn, amico di merende. Direi a questa ragazza di non vergognarsi, ciò che le è capitato è in perfetta sintonia con le più alte cariche del paese, figuriamoci. Lo dico senza troppa ironia, ricordando a tutti che la ragazza in questione ha subito una violazione della privacy e che non è un personaggio pubblico e non ha cariche pubbliche, contrariamente agli altri due casi citati, e che non era tenuta ad una moralità particolarmente stringente cui invece dovrebbe essere tenuto chi svolge una funzione rappresentativa. Ma non voglio fare il moralista, io non sono un moralista, non mi scandalizzano né Marrazzo né Berlusconi. Nel tuo caso, cara ragazza di Feltre, c’è solo il fatto che sei una donna (nessuno parla o si preoccupa dei due uomini) e che esiste il filmato. Punto.

Consapevole di ciò, io ti inviterei a trarre profitto da questa situazione. Se non vuoi buttarti sul porno e telefonare a Riccardo Schicchi, presentati alle prossime elezioni e tieni calda la notizia, nopn lasciarla freddare. Tutti dimenticano in fretta ma, se riesci a rimanere sui giornali, finirà che tutti si inchineranno a te, all’onorevole, alla parlamentare, al consigliere provinciale e/o regionale eccetera. Siamo un paese di sudditi, compiacenti con i potenti e cattivi con i deboli. Da ciò che ti è capitato devi trarre forza e coraggio. Datti da fare, vai in tv, fatti pagare, fatti vedere, racconta, non negare nulla, dai scandalo.

Questo vorrei dirle, ma non so se mi leggerà mai. La rete è così dispersiva…

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MRS. ROBINSON, VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTU’

Posted on 8 gennaio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , |

Quando i moralisti ne combinano una delle loro e rientrano nel consolidato clichet di chi predica bene e razzola male, ci godo particolarmente. E’ più forte di me, non resisto. Non so se anche questa sia sotto sotto una forma di moralismo, ma l’idea che venga colto in fallo anche chi pubblicamente si dichiara tutto casa-famiglia-chiesa mi diverte parecchio e rafforza la mia convinzione che certi atteggiamenti siano solo di (opportunistica) circostanza…

La signora Robinson, 60 anni, moglie del primo ministro irlandese, anche lei attivamente in politica sino a pochi mesi fa, arcinota per le sue posizioni cristiane ultra-conservatrici, ha commesso la sua marachella: ha avuto una relazione con un diciannovenne, al quale ha girato un prestito di 50.000 sterline (da Lei ottenuto) per aprire una attività commerciale; di queste 50.000 sterline, 5.000 se le è tenute per sé. Tutto questo, al di là dell’aspetto boccaccesco, è illegale in quanto la nostra anzianotta parlamentare avrebbe dovuto dichiarare l’operazione finanziaria (ma ovviamente non l’ha fatto).

La sig.ra Robinson è membro del Partito Democratico Unionista (DUP) ed è la moglie del Primo Ministro irlandese e leader del DUP. Si descrive come una cristiana nata,  e ha pubblicamente dichiarato che “il governo ha la responsabilità di rispettare le leggi di Dio”. Particolare sensazione hanno destato i suoi punti di vista sulla omosessualità, espressi in occasione di un dibattito apertosi a seguito dell’aggressione di un gay nell’ambito della sua circoscrizione elettorale: secondo lei i gay sono esseri “disgustosi, ripugnanti, vergognosi, malvagi e vili” ed ha anche detto che dovrebbero esser curati da uno psichiatra.  In una intervista successiva ha chiarito il suo punto di vista: “Così come un assassino  può essere redento dal sangue di Cristo, così può esserlo un omosessuale…” (paragonando quindi gli omosessuali ad assassini). Ad integrare questo quadretto di aspirante a Santa Subito! si può citare la sua appartenenza ai cristiano pentecostali ed il fatto che sia  membro del Metropolitan Tabernacle Belfast.

Tanto slancio religioso nulla ha potuto, evidentemente, contro gli esuberanti appetiti sessuali: la gloriosa sessantenne ha scelto un diciannovenne per sfogare i propri istinti; non solo, in cambio dei favori sessuali (perché di questo si tratta) gli ha fatto ottenere 45.000 sterline, richieste come prestito personale. Infine, recentemente la nostra allegra amica aveva annunciato di essere vittima di malattie mentali (più di una?) per cui era costretta ad abbandonare la politica attiva. “Molte persone si vergognano a parlare del proprio stato depressivo”, aveva detto più o meno, “ma è sbagliato, certe cose non devono essere tenute nascoste.” Peccato che, secondo quasi tutti gli osservatori, si è trattato di un annuncio ad hoc per celare o sminuire la portata del vero scandalo: la relazione col diciannovenne ed il “prestito” oneroso mai dichiarato.

Ora, è storia di questi giorni, la confessione pubblica dopo che una trasmissione tv della BBC ha svelato la tresca. Mrs. Robinson ha ammesso ogni colpa, ma ha spiegato che è stata spinta all’adulterio dallo stato depressivo in cui si era venuta a trovare. Stato depressivo?! Secondo me si è trattato invece delle scalmane di una vecchia guerriera, altro che storie!

In sé il fatto è poca cosa, per carità. E’ la contraddizione tra immagine pubblica e vita privata a rendere interessante questa altrimenti banale storia di corna e di favori sessuali a pagamento.

Vizi privati, pubbliche virtù.

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