A PROPOSITO DEI BENCHMARK E DI SAMSUNG

Posted on 11 ottobre 2013. Filed under: informatica | Tag:, , , , , |

Alcuni hanno gridato allo scandalo perché secondo loro il processore montato sui Galaxy, in combutta con il sistema operativo, accelererebbe al massimo le proprie prestazioni quando sottoposto a stress da questo o quel benchmark. (Per chi  non sapesse di cosa stiamo parlando, si tratta di software che misurano le prestazioni di un sistema simulando gravosi carichi di lavoro). L’accusa più o meno sarebbe che Samsung doperebbe i risultati facendo registrare ai suddetti software indici prestazionali elevati, ma che l’utente finale nell’utilizzo comune non sarebbe effettivamente in grado di rilevare.

Insomma, Samsung barerebbe.

Non sono d’accordo.

Sarebbe come se un insegnante dicesse a un alunno: “Hai capito che ti avrei interrogato, quindi hai studiato. Mascalzone, hai barato!”

Oppure come se un collaudatore dicesse: “L’ultimo dodici cilindri Ferrari bara. Al banco sviluppa quasi mille cavalli, ma nessun pilota potrebbe mai sfruttarli tutti.”

Insomma, si accusa un produttore (Samsung) di essersi attrezzato al meglio in modo da dare il meglio di sé proprio quando un software lo mette alla prova. Cosa c’è di male? E cosa c’è di più normale?

Certe querelle proprio non le capisco. Vuoi vedere quanto vado veloce al massimo delle mie capacità? E io te lo mostro!

Cosa c’è di sbagliato?

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SAMSUNG GALAXY NOTE: LO SCHERMO CHE SFARFALLA E LE BATTERIE NON ORIGINALI

Posted on 26 maggio 2013. Filed under: smartphone | Tag:, , , , , , , , , , |

In rete, nei forum specializzati, si possono trovare varie discussioni che riguardano il Samsung Galaxy Note (nel mio caso il primo, non il II°), lo schermo che “sfarfalla” e la durata della batteria. Dopo aver letto svariati articoli ed aver constatato che c’è un po’ di confusione, e dopo aver sperimentato di persona sia il problema sia la soluzione, ho pensato di scrivere questo articolo che ad alcune certezze unisce anche qualche incertezza, come vedremo. Non so se quanto mi appresto a scrivere possa essere di qualche utilità anche ai possessori di altri smartphone. Cominciamo a parlare del sintomo:

Durante l’utilizzo del Samsung Galaxy Note, ad un certo punto lo schermo comincia a “sfarfallare” (flickering) e poi il terminale si spegne all’improvviso, senza effettuare la corretta procedura. Il bello è che ciò accade anche mentre viene rilevata una carica elevata della batteria (pari al 40-30%). Per inciso, la durata della batteria è pessima (poche ore). Inoltre, se mettiamo il terminale sotto carica, dopo pochi minuti la batteria risulta essere già, poniamo, al 70%!

Cominciamo subito col dire che il problema sopra descritto non ha nulla a che vedere con guasti hardware. Quasi sicuramente (non si può mai dire, per cui concediamoci un piccolo margine di dubbio) il problema consiste solo nella batteria, che non va. Se si tratta di una batteria originale, ha perso la sua efficacia. Se si tratta di una batteria non originale, probabilmente non rispetta le specifiche necessarie per il corretto funzionamento del Galaxy Note.

E questo è il secondo problema: come riconoscere una batteria non originale da una originale? Non è affatto facile. Nel mio caso, dopo che la batteria in dotazione al mio Note ha cominciato a presentare i difetti in precedenza descritti, mi sono messo alla ricerca di un’altra batteria, supponendo che il problema consistesse in quell’elemento e non in un guasto hardware. La batteria era quella fornita in dotazione con il Note, quindi suppongo che fosse quella originale. Eppure, dopo circa un anno, sono cominciati i difetti. Purtroppo l’ho buttata via e non posso esibire una sua fotografia; al suo posto troverete comunque la fotografia di un’altra batteria originale di un altro Note.

Fatta una ricerca in rete, ho trovato una batteria molto economica su Amazon (circa 10 Euro). La batteria ha funzionato discretamente bene per qualche mese, poi sono ricomparsi i soliti problemi, per cui ho cominciato a sospettare che il problema fosse hardware. Ho fatto un’ulteriore prova comprando un’altra batteria da un sito, di cui poi parlerò, e finalmente ne ho trovata una che funziona splendidamente: lo schermo non sfarfalla mai, la durata supera tranquillamente le 12 ore anche utilizzando con una certa intensità il terminale!

Esaminiamo ora le tre batterie: la prima a sinistra è quella originale ovvero fornita in dotazione ad un Samsung Note nuovo; la seconda è quella che ho comprato per ultima; la terza è quella ultra economica che ho acquistato per 10 euro circa su Amazon (debbo correttamente specificare che non è venduta direttamente da Amazon, ma da un negozio affiliato, che la spaccia per originale. Su Amazon sono in vendita altre batterie “originali” più costose che non ho provato).

faccia 2

La riproduzione fotografica, ottimizzata per il web, diminuisce le differenze, però possiamo notare che la batteria acquistata per 10 Euro su Amazon (l’ultima a destra) presenta le scritte molto più brillanti delle altre due, che invece risultano più opache. Trovare altre differenze è onestamente molto difficile. Vediamo il retro:

faccia 1

La prima, quella sicuramente originale, presenta la scritta “MADE IN JAPAN / FINISHED IN KOREA”, mentre nella seconda, alla stessa riga, c’è scritto “CELL MADE IN CHINA, ASSEMBLED IN KOREA”, ed infine nell’ultima c’è scritto “MADE IN CHINA / FINISHED IN CHINA”. Questa scritta è in contraddizione con la riga sotto, in francese: “FABRIQUE’ AU CHINA / FINITION EN COREE”. Sappiamo tutti che la Cina è la patria delle contraffazioni. Possiamo dire quindi con certezza che la terza batteria, purtroppo quella più economica, con le scritte più brillanti ed anche incongruenti, è contraffatta, costa poco ma è di bassa qualità. Un altro elemento di differenziazione lo troviamo nella parte superiore:

sopra

A parte altre piccolissime differenze, che pure ci sono, possiamo notare che la terza batteria ha un piccolo adesivo che le altre due non hanno. Per cui la presenza dell’adesivo, unitamente alle scritte più brillanti, oltreché incongruenti, insieme al costo aggressivo, devono far sospettare che ci troviamo di fronte ad una contraffazione.

Più sottili le differenze tra la prima (originale) e la seconda. Non sono sicuro che la seconda batteria sia originale pur se fabbricata in Cina, oppure sia un’altra contraffazione. Fatto sta che però funziona perfettamente, come ho già avuto modo di dire; il negozio on line dove l’ho acquistata assicura di vendere solo accessori originali (ma anche quello su Amazon diceva la stessa cosa…).

Prima di procedere oltre, formuliamo alcune ipotesi sui motivi degli strani sintomi presentati dal Samsung Galaxy Note I° in presenza di una batteria inefficiente. Innanzitutto, la batteria (perché logora se originale oppure inefficiente se contraffatta) non ha una buona capacità di immagazzinare energia, e ciò spiega la scarsa durata. Inoltre, quando il livello di carica comincia a scendere, non è capace di erogare la tensione giusta, e ciò provoca il flickering dello schermo e lo spegnimento improvviso del terminale, nonostante venga segnalato un livello di carica ancora elevato (nel mio caso, persino 40%). Infine, per gli stessi motivi dopo pochi minuti di ricarica la percentuale schizza subito al 70%-80% e raggiunge in poco tempo il 100%. La batteria, se vecchia è da sostituire con una nuova; se nuova, siamo incappati in un pessimo clone di quella originale, e non resta da fare altro che sbarazzarsene, sperando almeno di averla pagata poco.

Un’altra cosa importante è la data di fabbricazione della batteria. Più recente è meglio è, nel senso che una batteria fabbricata da poco avrà prestazioni migliori e risulterà più longeva. Il negozio on line dove ho acquistato la seconda batteria garantisce una recente data di fabbricazione, indicata chiaramente sul sito, e mette in guardia gli acquirenti sostenendo che altrove vengono vendute batterie sì originali, ma vecchie. La data di fabbricazione, fermo restando che se una batteria è contraffatta anche la data di fabbricazione può essere non veritiera, è indicata qui:

databatt

Riassumendo:

  • se il vostro Sansung Galaxy Note presenta gli strani sintomi descritti, al 99% non si tratta di un problema hardware ma solo di sostituire la batteria;
  • trovare in rete una batteria sicuramente originale ed efficiente non è facile. In rete si dice che quelle originali siano vendute solamente in blister e siano fabbricate solamente i Giappone: in tal caso la batteria che ho acquistato al prezzo di circa 25 euro, che però funziona (almeno per ora) veramente bene, non è originale nonostante il negozio on line da cui l’ho acquistata giuri e spergiuri di vendere solo ed esclusivamente accessori originali.

Spero di essere stato di qualche utilità… non metto il link del negozio da cui ho acquistato la batteria che funziona per non essere accusato di fare pubblicità. Semmai mettete un commento e chiedete.

Update del 23.07.2013: non riesco a gestire tutte le richieste che stanno pervenendo, per cui ho deciso di inserire il link del negozio. Ci tengo a sottolineare che:
1) non ho alcun interesse a pubblicizzare questo sito;
2) non posso garantire che la batteria sia originale;
3) confermo che la batteria da me acquistata si sta comportando in modo eccellente;
4) se volete potete inserire come commento la vs. impressione sulla qualità della batteria, del servizio e perché no, anche eventuali alternative a miglior prezzo.
E infine, ecco il link:
http://www.cellulareaccessori.com/samsung-eb615268vu-batteria-2500-mah-originale-p-2500.html

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CAUSA CONTRO SAMSUNG: AUTOGOL DI APPLE?

Posted on 3 settembre 2012. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , |

La causa stravinta da Apple contro Samsung potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol per la casa della mela morsicata. Anche se la sentenza non è definitiva, anche se un’analoga vertenza in Giappone ha dato esito del tutto diverso, Apple sta chiedendo alle autorità americane di proibire a Samsung di commercializzare sul mercato USA una decina di prodotti di grande successo. Queste difficoltà, legate all’adozione della piattaforma Android, potrebbero spingere la casa coreana verso una piattaforma alternativa, precisamente Windows Phone 8.
Prossimamente infatti dovrebbe essere presentato uno smartphone Samsung con questo sistema operativo.
Intanto stiamo aspettando di vedere, tra pochissimi giorni, i nuovi dispositivi Nokia.
Insomma, così come è stato per Nokia, anche Samsung potrebbe optare per un sistema operativo al riparo dalle iniziative legali di Apple ed altrettanto potrebbero fare altri produttori, che temono di vedersi citati in giudizio a loro volta da Apple.
Pertanto la vittoriosa (in USA ) sentenza ottenuta da Apple potrebbe essere un’ottima occasione per Winows Phone, che potrebbe finalmente acquisire importanti quote di mercato, per la gioia di Microsoft. Sappiamo tutti come, in ambito desktop, Microsoft abbia una penetrazione enormemente superiore ad Apple e credo che quest’ultima farebbe bene a temere la capacità del colosso del software di imporsi.
Per quanto riguarda Android, che comunque continuerà ad essere il sistema operativo di riferimento per tanti produttori (per il momento, Samsung inclusa), è probabile che Google ed Apple trovino un accordo che però, per il momento, non è all’orizzonte.

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SAMSUNG GALAXY CAMERA: ANCORA UN PASSO AVANTI VERSO L’INTEGRAZIONE TRA FOTOCAMERA E SMARTPHONE

Posted on 29 agosto 2012. Filed under: fotografia, informatica, smartphone | Tag:, , , , , |

Non ho fatto in tempo a commentare la nuova Nikon Coolpix S800c, sottolineando che a mio avviso era un peccato non avesse la connessione 3G, che Samsung (una delle case più innovative del momento, checché ne dicano i giudici USA) tira fuori dal cilindro questa Galaxy Camera. Non può telefonare, a meno di installare Skype o altri software VoiP simili come Viber (ma il microfono c’è?), però è dotata anche di connessione dati tramite rete 3G e, ove disponibile, persino 4G. Anche in questo caso il sistema operativo è Android nell’ultima versione Jelly Bean.

Si tratta, praticamente, di un Galaxy S3 unito ad una fotocamera con zoom 23-483 mm (equivalenti 35 mm). La maggiore potenza elaborativa, la connettività 3G ed in generale l’hardware superiore, la rendono a mio avviso di gran lunga preferibile alla Nikon, sempre che non si abbiano esigenze fotografiche di particolare qualità.

La vedo perfetta per chi vuole una compatta, dotata di un versatile zoom ottico stabilizzato, avente la possibilità di effettuare l’upload immediato delle immagini verso i social network preferiti ed un backup in tempo reale grazie ad un servizio cloud di storage predisposto dalla stessa Samsung.

Strano a dirsi, lo schermo non è un superamoled come quello del Galaxy S3, ma è un LCD.

La denominazione Galaxy avvicina idealmente questa fotocamera più agli smartphone che non alle macchine fotografiche vere e proprie, anche se come abbiamo visto siamo in presenza, in realtà, di una macchina fotografica a tutti gli effetti (seppur iperconnessa).

Altro vantaggio enorme (almeno a livello molto dilettantesco) di una simile fotocamera, è quello di poter installare le numerosissime app esistenti per l’elaborazione di immagini e, perché no, di personalizzazione ed ampiamento software della macchina stessa.

Leggendo qua e là, ci sono perplessità per la mancanza di un vero flash e circa la durata della batteria. (UPDATE: in realtà il flash c’è!).

Ora aspettiamo la prossima mossa: la possibilità di telefonare. Quando verrà incorporata anche questa caratteristica, la bizzarra ed un tempo imprevedibile unione tra telefono e macchina fotografica sarà completata.

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APPLE VS. SAMSUNG: L’AUTO CON LE RUOTE QUADRATE

Posted on 27 agosto 2012. Filed under: economia, informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , |

La sentenza della causa Apple vs Samsung, che ha condannato la casa coreana a pagare un miliardo di dollari di risarcimento per violazione di brevetti detenuti dalla “mela”, si presta ad alcune considerazioni.
La prima: com’è veloce la giustizia americana. Una causa di simile complessità, in Italia, sarebbe durata almeno una decina di anni. Il giudice USA è arrivato a minacciare pesanti sanzioni ai due contendenti se non avessero ridotto la documentazione da esaminare (ritenuta ridondante) ed il numero di testimoni (ritenuti eccessivi). Per noi italiani, roba da fantascienza.
La seconda: ormai in USA si brevetta di tutto e di più. Si accettano, secondo me, brevetti con troppa facilità su aspetti marginali e secondari, tipo una “gesture” (ovvero un movimento con una o più dita sullo schermo sensibile al tocco) oppure il meccanismo software di sblocco dello schermo.
La terza: che succede ora? Quali saranno le conseguenze per i consumatori ed il mercato? Premesso che Samsung ricorrerà in appello, per cui l’attuale sentenza potrebbe essere riformata in un senso o nell’altro, anche in peggio (o in meglio, dipende dai punti di vista), sicuramente non vedo vantaggi tali da promuovere o favorire l’innovazione. Anzi, tutto il contrario. Lo scopo più o meno dichiarato di Apple è quello di avere una sorta di monopolio nel settore degli smartphone ed una simile sentenza, che ha ritenuto validi i brevetti, la incoraggerà a promuovere altre cause nei confronti di altri soggetti. Credo, insomma, che Samsung sia solo l’inizio e che il vero obiettivo sia Android, inteso come sistema. Obiettivo difficile, perché Android, sviluppato da un colosso come Google, è praticamente gratuito.
Mi chiedo, per esempio, cosa sarebbe successo se il primo fabbricante di autovetture (forse Ford?) avesse potuto brevettare la forma rotonda delle ruote, quella cilindrica dei cilindri, la “gesture” di ruotare il volante per sterzare, eccetera eccetera. Penso che l’Industria automobilistica non si sarebbe sviluppata come invece è avvenuto. Nessuno è stato costretto a realizzare una (improbabile) auto con le ruote quadrate e pulsanti o leve al posto del volante.
Cosa succederà ora? Staremo a vedere. Certo Samsung, che non è un’aziendina da quattro soldi ma un colosso, poteva anche prestare un po’ più di attenzione. Insomma, se vuoi operare in un paese devi rispettarne le leggi e se gli USA permettono di brevettare anche il modo di scaccolarsi il naso, ne devi tenere conto, ti piaccia o non ti piaccia.

UPDATE: interessanti considerazioni possono essere lette in questo articolo.

Update del 3/09/2012: una analoga causa in Giappone è stata invece vinta da Samsung contro Apple. A dimostrazione di come sia incerta la questione brevetti.

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Samsung Galaxy Note: iOS contro Android

Posted on 2 gennaio 2012. Filed under: smartphone | Tag:, , , , , , , |

Questa è la recensione dello smartphone con lo schermo più largo tra quelli in commercio, il Samsung Galaxy Note, ma è anche una breve comparativa tra i due sistemi operativi per sistemi mobili più diffusi: iOS e Android. Come sempre, vorrei evitare le tabelle che elencano le caratteristiche tecniche, per le quali è sufficiente andare presso i siti dei produttori oppure leggere centinaia di articoli sui siti tecnologici specializzati. In questo mio blog amatoriale preferisco fare due chiacchiere tra amici con la certezza, però, che ciò che dico deriva dalla reale esperienza SamGalNotedi utilizzatore: infatti io recensisco esclusivamente oggetti che possiedo ed uso veramente.

Sono giunto al Galaxy Note provenendo da una gratificante esperienza con un iPhone 3GS, che possiedo tuttora aggiornato alla ultima release del sistema operativo e che penso di utilizzare come secondo telefono. C’è poco da dire: l’accoppiata hardware/software dell’iPhone è quanto di meglio si possa desiderare. La grafica è coerente, l’utilizzo è facile ed intuitivo, la stabilità eccellente, la qualità delle app installabili è (tranne rari casi) elevata, a costi quasi sempre ridicoli, se si esclude l’iPhone stesso. Le app, inoltre, sono rigorosamente controllate da Apple per cui non c’è rischio di malware o software scritti male. Il prezzo da pagare per tutto questo è un ambiente asettico, dove tutto è perfetto ma dove non è consentito fare nulla che non sia rigorosamente previsto, e ciò che è consentito fare lo si fa in un modo solo, come stabilito. Naturalmente c’è sempre la soluzione jailbreack, che però costringe ad una operazione radicale: trapiantare il SO con un altro, che non presenta le stesse garanzie di sicurezza. Vale la pena? Secondo me, no.

Android (la versione del Note è quella denominata Gingerbread; non è chiaro se l’ultima, Ice Cream, verrà adottata da Samsung) non fornisce le stesse certezze, ma lascia molta più libertà e consente anche di memorizzare i propri documenti in svariate cartelle, liberamente navigabili e direttamente riconducibili, perlopiù, ai programmi installati. Insomma, Android è molto più “informatico” di iOS mentre quest’ultimo è più “consumer”, sia pure nel senso buono del termine. Il market di Android è un po’ più incasinato rispetto all’App Store ed il rischio di incappare in applicazioni di scarsa qualità è molto più elevato, perché non c’è praticamente alcun controllo sul software pubblicato. Anche il market non è detto che debba essere per forza quello di Google: per esempio sul Note c’è anche il link per quello di Samsung.

Per il resto, l’utilizzo dei due sistemi è analogo ed è evidente che si fanno la guerra e si copiano. Non saprei dire quale sia meglio: dipende dai gusti. iPhone è una gabbia dorata  e dotata di ogni comfort, Android un puledro selvaggio che corre in una prateria. Il resto sono chiacchiere tra fanboy.

Sono più di uno i motivi per cui sono passato da iOS ad Android, nessuno importante per cui non credo di essere un esempio da seguire. Come prima cosa, il semplice fatto di cambiare è, per me, elemento decisivo di scelta. Inoltre il nuovo iPhone, il 4S, non mi è sembrato un passo in avanti particolarmente significativo. Infine, sentivo il desiderio di uno schermo più grande: sotto questo profilo è indubbio che l’iPhone sia rimasto un po’ indietro. Ed allora, alla ricerca di uno schermo grande, perché non prendere in esame lo smartphone con lo schermo più largo? Una cosa è certa: dopo poche ore di utilizzo del Galaxy Note, l’iPhone vi sembrerà incredibilmente piccolo.

A parte le dimensioni, a metà strada tra smartphone e tablet, c’è da dire che la qualità dello schermo del Samsung è elevatissima. Questa tecnologia Super Amoled è davvero meravigliosa: i colori sono brillanti, vivaci, piacevoli, il contrasto ottimo. Attenzione, non sto parlando di fedeltà cromatica e compagnia bella: dopotutto, chi se ne frega più di tanto in uno smartphone? Dico solo che all’occhio il display del Note fa proprio un gran bell’effetto, e ciò è sufficiente per renderne piacevole l’uso. Ciò non significa che i colori non siano riprodotti fedelmente: anzi, mi sembrano ok, ma non ho eseguito alcun controllo perché non la ritengo, in questa categoria di prodotti, una caratteristica importante.

Ma insomma, quanto è grande questo Samsung Note? Diciamolo subito, la prima volta che lo si vede e lo si prende in mano, appare veramente grosso. Dopo un po’ che lo si utilizza, il cervello comincia a pensare che non è il Note ad essere grande, sono gli altri ad essere piccoli. Questo perché le sue dimensioni, che secondo me sono state attentamente studiate a tavolino, consentono comunque di impugnarlo comodamente tra le dita di una mano e di tenerlo in tasca. Le donne ovviamente possono tenerlo senza alcuna difficoltà in una borsetta. Quindi è grande, sì, ma non eccessivamente, almeno secondo me.

La fluidità, trattandosi di un dispositivo touch, è importantissima e sotto questo aspetto il Note non delude, grazie anche al potente processore dual core da ben 1,4 Ghz di clock. La memoria poteva essere più abbondante: in dotazione ci sono “solo” 16 Giga, ma se possono aggiungere facilmente sino ad altri 32 su scheda microSD. Io ne ho aggiunti altri 16. Per inserire la memoria bisogna aprire l’apparecchio, togliere la batteria e finalmente accedere allo slot. E’ chiaro che si tratta di una espansione di memoria a tutti gli effetti, studiata per diventare parte integrante dello smartphone e restarci, non di un supporto removibile di memorizzazione. Per aprire il Note bisogna asportare il guscio posteriore facendo leva, con un’unghia, su una fessura che si trova in alto a destra. Una volta asportata, la copertura posteriore stupisce per la sua leggerezza e sottigliezza, ma una volta rimessa al suo posto torna a dare la stessa sensazione di solidità iniziale. Attenzione, bisogna controllare lungo tutto il bordo che ogni punto della copertura si sia perfettamente incastrato; se così non fosse, è sufficiente esercitare una leggera pressione. Sulla memoria si possono spostare le applicazioni installate, per liberare spazio in quella interna.

Il Samsung Galaxy Note è poco pesante (e questa è una sorpresa) ed è costruito molto bene: non ci sono scricchiolii, flessioni e/o deformazioni della scocca, neanche se lo si utilizza in modo poco attento.

Una cosa che l’iPhone non ha, ed invece il Note sì, è la radio FM incorporata. Si possono memorizzare fino a dodici stazioni preferite, ma le altre eventualmente sintonizzabili sono comunque facilmente raggiungibili: basta fare una scansione e le troveremo tutte elencate per frequenza (purtroppo non per nome, ed è strano poiché la radio è dotata di RDS). Per inciso, la scansione può salvaguardare le stazioni memorizzate come preferite, così grazie alla funzione RDS ce le possiamo ritrovare anche dopo esserci spostati. Insomma, non so se si è capito, ma la radio del Note mi è piaciuta (non so se è uguale in tutti i dispositivi Android oppure Samsung). Per poterla ascoltare è necessario inserire il cavo delle cuffie, che fa da antenna, ma anche con le cuffie inserite si può dirottare il suono verso l’altoparlantino incorporato, grazie ad una apposita voce di menù.

La fotocamera incorporata è da 8 MP e possiamo considerarla praticamente al top, parlando di smartphone (dovrebbe esserci un Nokia da 12 MP). Le immagini sono nitide, bilanciate e perfettamente esposte, il che non è poco considerato il target di riferimento, quello dello shooter occasionale e non evoluto. In dotazione c’è un programma di elaborazione delle immagini, oltre alla pletora di app scaricabili dallo store. Lo zoom è ovviamente solo digitale, con tutte le controindicazioni del caso che lo rendono di fatto inutilizzabile (almeno, a mio modo di vedere. Il discorso vale per tutti gli zoom digitali). Sulle foto scattate si possono inserire annotazioni con la penna, anzi la S-pen come viene chiamata da Samsung, il che è una cosa carina.

La S-pen è la caratteristica principale del Note, insieme all’ampiezza dello schermo. Sgombriamo subito il campo da un equivoco: lo smartphone è perfettamente utilizzabile con le sole dita, ed il pennino (che poi non è un semplice pennino) è un qualcosa di più, una feature aggiuntiva che entra in ballo quando occorre una precisione di tocco superiore, oppure per attivare funzioni particolari. Per esempio, tenendo premuta la S-pen per qualche istante sullo schermo con il tastino premuto (sì, a lato del pennino c’è un tasto), si cattura lo schermo. Operazione che sull’iPhone si effettua facilmente premendo contemporaneamente il tasto home ed il tasto on/off, ma che sui sistemi operativi Android non è altrettanto semplice. Ecco, con la S-pen si ovvia a questo problema, ma è solo un esempio. La penna si può usare anche come una penna vera e propria grazie ad un software che tramuta il Note in un blocnotes, un taccuino sempre pronto che si attiva facendo doppio tap con il pennino ed il tasto premuto. Si può scegliere il tipo di foglio, lo sfondo, il colore e lo spessore del tratto. Inoltre dall’appstore della Samsung si possono scaricare alcune app gratuite che si integrano perfettamente con la S-pen per disegnare.

Come telefono non c’è niente da dire, la sensibilità mi sembra ottima e la qualità del parlato è eccellente. All’inizio sembra strano portarsi all’orecchio una “tavoletta” così ampia, ma poi ci si accorge che è molto comoda e non ci si fa più caso.

La connessione wi-fi è buona, ma con il problema (comune del resto a Windows) che se si setta la connessione con gli IP fissi, c’è poi qualche problema di troppo nel connettersi ad una rete pubblica, oppure ad un’’altra rete privata, perché gli IP fissi rimangono tali anche se si cambia la connessione. Ciò non accade, invece, nell’iPhone. Nel mio caso me ne sono subito accorto perché a casa ho una rete con tutti gli IP fissi, mentre quando vai in giro è comodo avere l’impostazione settata su “automatico” in modo da consentire al nostro Note di dialogare con il router e farsi assegnare un IP dinamico. La soluzione è installare un piccolo programma gratuito che in base al nome della rete regola l’IP senza alcun intervento manuale da parte nostra: WiFi Statico, questo il suo nome, e passa la paura.

Come sempre nel caso di questi aggeggi, la durata della batteria dipende da quanto si giochicchia con il nostro amato dispositivo. Android presenta una schermata da cui si apprende che è lo schermo a consumare la maggior quantità di energia, e viste le sue dimensioni non era difficile immaginarlo. Posso dire, però, che la batteria dura abbastanza con un utilizzo medio (circa 8 ore, forse anche di più). A mio modo di vedere, l’autonomia è superiore nel Samsung rispetto all’iPhone. Anche il tempo di ricarica è notevolmente più lungo.

Il collegamento con il PC avviene tramite cavo oppure tramite wifi grazie all’applicativo Kies Air. Funziona così: si lancia l’applicativo sullo smartphone, poi si apre un browser e ci si collega all’indirizzo IP che viene mostrato sullo schermo del Note. Potremo scaricare i nostri documenti (foto, video e qualsiasi altra cosa) oppure uploadare ciò che vogliamo. Molto meglio del cervellotico, pesante ed elefantiaco iTunes.

Per concludere: il Samsung Galaxy Note è un bellissimo oggetto tecnologico, perfetto da tenere in mano. Un super-smartphone, un quasi tablet divertente da utilizzare. Non si sa ancora se Samsung fornirà, nel corso di quest’anno (2012), una versione aggiornata di Android per portare Ice Cream sul Note. Ma anche così, resta un gran bel “telefonino”, consigliato a chi non teme di andare un po’ oltre gli schemi.

UPDATE: Sembra proprio che il Samsung Galaxy Note riceverà molto presto un aggiornamento ufficiale ad Ice Cream Sandwich. Stando a quanto comunicato ufficialmente, l’aggiornamento dovrebbe essere disponibile nel primo trimestre di quest’anno (2012).

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IPHONE 4S, SAMSUNG NOTE, NEXUS PRIME: DUBBI ESISTENZIALI

Posted on 16 ottobre 2011. Filed under: smartphone | Tag:, , , , , , , , |

Naturalmente la frase dubbi esistenziali è scherzosa! Per quanto si possa essere appassionati di tecnologia e per quanto si possa vivere in simbiosi con il proprio smartphone, non è il caso di arrivare sino a questo punto. Per tutti coloro che sono in procinto (o stanno pensando a) cambiare il proprio smartphone, ecco una breve riflessione senza pretese sui modelli più chiacchierati del momento.

Il Nexus Prime di Google, prodotto da Samsung, non è stato ancora presentato per cui la forma ed anche il contenuto tecnologico sono sconosciuti. E’ comunque uno degli smartphone più attesi, per vari motivi. Innanzitutto come sistema operativo ci sarà la versione 4.0 di Android, nome in codice Ice Cream Sandwich, che dovrebbe consistere in un anello di congiunzione tra l’Android per i cellulari e l’Android per i tablet. Sembra infatti che dalle parti di Google si siano resi conto dell’assoluta necessità di far convergere i due mondi. Inoltre si dice che avrà una forma leggermente curva, così come curvo dovrebbe essere il display Super Amoled di 4,65". Il processore sarà molto potente, si parla di un dual core da 1,5 GHz (altrove si dice 1,2). La RAM sarà di 1 GB, la fotocamera posteriore avrà 8 megapixel, anche se altri fonti dicono che ne avrà 5 (2 quella anteriore). La presentazione di questo dispositivo è stata rimandata all’ultimo momento, ufficialmente per rispetto verso la scomparsa di Steve Jobs, ma si vocifera perché alcuni aspetti del sistema operativo erano ancora da mettere a punto. Anche se l’ufficialità manca, sarà comunque uno smartphone top class e non è saggio comprarne uno prima della sua presentazione, che dovrebbe avvenire tra pochissimo.

Che dire dell’ iPhone 4S? Moltissima gente è rimasta delusa: tutti si aspettavano il 5 ed un cambiamento di design che è rimasto, invece, praticamente lo stesso (solo il bottone del tasto mute è stato leggermente spostato. Quindi le custodie per il 4 non vanno bene per il 4S). Da una parte capisco le critiche, io stesso mi aspettavo qualcosa di più innovativo, però sarebbe riduttivo pensare che il 4S non rappresenti niente di nuovo. Intanto, sembra proprio che il processore A5 di Apple, un dual core (sembra da 1 GHz di clock), stando ai primi benchmark in rete, sia in grado di polverizzare la concorrenza (ma altri processori stanno per salire a bordo degli altri smartphone). Poi c’è il sensore da 8MP per le foto, in grado di riprendere video in full HD. Delude la RAM, che è di 512 mega. Buono iOS 5, che però gira tranquillamente anche su "vecchio" 3GS come il mio. Interessante l’assistente vocale SIRI, la novità più grossa, che però almeno all’inizio non funziona in italiano. Eccessiva l’enfasi posta su iCloud (le stesse funzioni possono essere svolte, da tempo, da molti altri software di terze parti: niente di così innovativo, quindi, anche se è comodo ritrovarsi automaticamente le foto scattate e gli appuntamenti sul Mac o sul PC, ed anche su tutti e due contemporaneamente!). Ma il punto forte di iPhone, secondo me, rimane il suo sistema operativo, ancora migliorato nella versione 5, perfettamente ottimizzato, facile da usare, potente e bello da vedersi.

Il prodotto più innovativo tuttavia, a mio parere, è il Galaxy Note di Samsung. Con il suo schermo Super Amoled HD da 5,3" è una via di mezzo tra un tablet ed uno smartphone. Grosso o piccolo, dipende da ciò con cui lo si mette a raffronto. Oltre ad essere, ovviamente, touch, ha anche una penna con cui si possono prendere appunti come su un bloc notes. Processore potente dual core da 1,4, GHz, fotocamera da 8 MP, monta Android 2.3. le caratteristiche hardware sono da urlo (1 giga di ram, 16 giga on board, espandibile con altri 32 giga tramite microSD), l’ergonomia da verificare. Chi l’ha provato in anteprima, però, dice che calza perfettamente nel palmo della mano. Certo, è un po’ grosso, ma il prodotto tenta molto, eccome se tenta.

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DALL’I-PADELLA ALL’I-BRACE

Posted on 21 novembre 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , , , |

I tablet rappresentano, per gli analisti di mercato, una vera e propria mina vagante. Infatti, mentre tutti i più grandi produttori si sono già cimentati o si stanno per cimentare nell’immettere in commercio il proprio esemplare di “tavoletta”, si discute se veramente questi dispositivi abbiano un mercato importante. Finora l’unica a cantare vittoria è la Apple, che dichiara di aver venduto uno sfracello di iPad. Ma si sa che la casa della mela morsicata può contare su un consistente numero di “adepti” che comprerebbero per principio qualsiasi cosa, anche un pitale con videocamera, per cui il successo in questo caso può anche non essere rappresentativo di una tendenza generalizzata. Infatti Samsung, che aveva intenzione di vendere vagonate del Galaxy Tab, si sta leccando le ferite e sta contando il numero di esemplari invenduti che riempiono i magazzini. Scommettiamo che tra un po’ vedremo “incredibili offerte” su questo prodotto? Hewlett Packard, invece, che ha creato un tablet destinato al solo mercato business, fa sapere che la richiesta è stata talmente alta da svuotare rapidamente le scorte: chi ne ordina uno ora, dovrà rassegnarsi ad un lungo periodo di attesa. Parliamo, comunque, di una produzione partita in sordina, di poche unità, per cui anche in questo caso la notizia può non essere significativa di una tendenza di mercato.

Secondo me le cose stanno così: i tablet attualmente in commercio sono troppo cari rispetto a ciò che offrono. Ragazzi, un iPad costa quanto un PC portatile economico, ma se andiamo a vedere le specifiche tecniche il PC portatile offre molto di più: quantità di memoria (sia fisica sia di storage), potenza del processore, dimensione dello schermo, software disponibile, una vera tastiera, eccetera.  Io potrei prendere in esame un tablet qualora costasse, al massimo, come un netbook: diciamo tra i 200 ed i 350 euro per i top di gamma. Probabilmente l’industria ha creduto ad un successo travolgente di questi dispositivi (che non sono propriamente una novità: i tablet PC avevano già tentato di aggredire il mercato svariati anni fa, ma allora le interfacce touch non erano sofisticate e funzionali come le attuali: occorreva usare uno stilo) ed ha pensato bene, di conseguenza, di tenere alti i prezzi. Io credo che con il ridimensionarsi delle aspettative da parte delle case produttrici, assisteremo anche ad un assestamento dei prezzi verso il basso.

Intanto c’è chi ha pensato (anche questa non è un’idea nuovissima) di unire un netbook ad un tablet, grazie ad uno schermo ruotabile. Chissà, potrebbe essere la formula vincente.

Qualora i tablet dovessero realmente sfondare, altro discorso interessante da affrontare sarebbe quello sui sistemi operativi, rigorosamente touch: la grafica di Windows 7, che ha funzionalità tattili native, andrà bene o dovrà essere rivista? La faranno da padrone i sistemi operativi dei telefonini (iOS di Apple ma, soprattutto, Android di Google)? Insomma, i tablet saranno pc rimpiccioliti o telefonini incicciati? Linux riuscirà finalmente a rivestire un ruolo significativo?

Potremo rispondere solo quando ce ne saranno in giro in misura e varietà sufficienti.

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SAMSUNG U20 – LACIE LACINEMA MINI HD CONNECT (recensione)

Posted on 4 settembre 2010. Filed under: fotografia, informatica | Tag:, , , , , , , , , , |

La mini-camera oggetto della recensione

  

Non sono un vero e proprio appassionato di riprese video per cui questa estate, volendo comunque effettuare qualche ripresa per ricordo e disponendo a casa di un televisore full HD, ho deciso di acquistare una mini videocamera e dopo aver preso in rassegna cosa offriva il mercato mi sono orientato sulla Samsung U20, “top di gamma” di una triade di modelli simili composti anche dalla U10 e dalla U15. Come vedete dalla foto, quella da me acquistata è nera, ma esistono anche di colori più sgargianti, come potete vedere sul sito ufficiale cui vi rimando per una panoramica più completa delle caratteristiche tecniche. In questo articoletto voglio solamente condividere le mie impressioni d’uso.  

A farmi propendere per questa Samsung anziché per apparecchi concorrenti di altri produttori, è stata la capacità di riprendere ad una risoluzione di 1080 progressivo, l’audio stereo e, soprattutto da buon appassionato di fotografia, la presenza di uno zoom ottico 3x. Il tutto in un corpo molto compatto della grandezza di un cellulare molto piccolo, che mi accingo a descrivere. Di fronte abbiamo, poco sporgente, solamente il reparto ottico circondato, ai lati, dai due microfoni per l’audio stereo. Nienete altro, a parte i soliti adesivi colorati e le solite scritte. Il retro invece è dominato dal display, di qualità media ed al tatto piuttosto plasticoso, di dimensioni piccole, ma sarebbe stato impossibile fare di più visto che occupa in larghezza tutto lo spazio disponibile. Subito sotto il display troviamo tre pulsanti che, da sinistra a destra, servono per: iniziare o terminare una ripresa video; azionare lo zoom; scattare una fotografia. Dico subito che l’aspetto fotografico non mi interessa perniente, in un apparecchio simile, che tuttavia dovrebbe essere in grado di scattare foto di circa 10 megapixel (ritengo però interpolati, perché il sensore è un CMOS da 7,8 megapixel). Per scattare fotografie uso ben altro e non ne ho scattata, con la Samsung, neanche una, per cui sull’argomento glisso elegantemente.  

Sotto troviamo altri bottoni su cui il nostro pollice si troverà a meraviglia: uno serve a commutare tra ripresa e riproduzione dei nostri capolavori; un altro attiva il menù; praticamente in mezzo a questi due ci sono cinque pulsanti a croce che servono, in modo piuttosto intuitivo, a spostarsi tra le voci del menù ed effettuare la selezione della voce prescelta (il tasto OK centrale). Le voci non sono molte e nessuna rappresenta particolare interesse: si può naturalmente scegliere la risoluzione del video e delle eventuali foto, se il software incorporato deve attivarsi o no, se lo zoom durante il funzionamento deve o meno azzerare l’audio (suggerisco di no, perché l’audio che si interrompe improvvisamente durante una zoomata non è una bella cosa e per contro il rumore dello zoom è ridottissimo, normalmente non si sente proprio), ed altre piccolezze. Ah sì, esiste anche una funzione di scatto ad intervalli per riprendere, ad esempio, lo sbocciare di un fiore, oppure il movimento delle nuvole. Interessante, ma non ho ancora provato questa funzione, che richiede ovviamente l’uso di un cavalletto, il cui attacco si trova sul fondo della minicamera, accanto allo sportellino che chiude il comparto della batteria (naturalmente al litio) e della memoria Secure Digital. La batteria è quindi facilmente intercambiabile mentre, per quanto riguarda la memoria, se si vuole riprendere ad alta definizione è bene acquistarne una veloce. Io ho optato per una SanDisk Extreme III, 30 MB/s da 8 GB, che permette una registrazione di quasi un’ora al massimo della definizione, corrispondente all’autonomia media della batteria al pieno della carica.  

Nel lato sinistro trovano posto due scomparti, uno contenente una presa USB estraibile per l’immediato collegamento ad un PC, l’altro invece le uscite video HDMI, AV e l’attacco per il caricabatterie (per la cronaca, la ricarica viene effettuata anche quando l’apparecchio è collegato tramite USB ad un PC).  

Nel lato destro c’è il pulsantino per l’accensione/spegnimento e, subito sotto, un bottone dalla duplice funzione: se azionato in fase di ripresa attiva la funzione SMART per cui l’apparecchietto tenta di riconoscere la scena ripresa e di autoregolarsi di conseguenza (riconoscimento facciale, panorami, macro, eccetera: una piccola icona sul display illustrerà la scelta fatta). Se invece azionato in fase di riproduzione, semplifica l’invio sul web dei filmati (per esempio, se vogliamo che il nostro capolavoro finisca su YouTube).  

Come accennato, la minicamera ha un software incorporato, IntelliStudio, compatibile con Windows anche a 64 bit (chi ha un Mac deve ricorrere a programmi di terze parti) che si attiva automaticamente non appena la colleghiamo ad un PC tramite USB, sempre che l’apposita opzione sia stata attivata nei menù. Ancora non l’ho provato a fondo ma, pur senza essere nulla di speciale, è abbastanza versatile consentendo alcune elaborazioni (sempre che non si abbiano pretese superiori, fuori luogo visto il tipo di hardware di cui stiamo parlando) e permette un facile scaricamento delle singole riprese. Può anche essere copiato su PC, in modo da avere una maggiore velocità di elaborazione; in tal caso si aggiornerà automaticamente alla versione più recente, per cui consiglio di effettuare questa operazione. Il fatto che una copia rimanga sempre pronta nella videocamera è comunque utilissimo, qualora dovessimo trovarci ad usare un PC non nostro, per esempio in vacanza.  

La minicamera è leggerissima ed il corpo è leggermente convesso in avanti, il che facilità una corretta impugnatura. Tanta leggerezza è un piacere, ma rende difficile effettuare riprese stabilissime, per le quali sarebbe stata utile una forma di stabilizzazione, assente. Lo zoom in modalità video ha una modalità definita “intelligente” per cui mischia l’ingrandimento ottico a quello digitale: il risultato è ottimo (i tanti pixel aiutano in questo) a livello di dettaglio, mentre il tremolio come è ovvio aumenta in posizione tele ed anche la luminosità dell’obiettivo, già non eccezionale in partenza (f. 3,5) diminuisce sensibilmente, per cui tranne i casi in cui è assolutamente necessario io ne sconsiglierei l’utilizzo alla focale più lunga.  

La qualità di immagine è eccellente se la luce è sufficiente. Ho fatto riprese in spiaggia veramente spettacolari per nitidezza, colori e dettaglio. Lo stesso dicasi anche all’imbrunire, nel centro storico della mia città di vacanza. Quando invece la luce è scarsa, si riesce a riprendere ugualmente, ma il rumore emerge come una specie di pattern in filigrana all’immagine, ma credo sia inevitabile in presenza di un sensore così piccolo, analogamente a quanto avviene in fotografia digitale. Naturalmente questi difetti sono pienamente avvertibili su un televisore full HD, soprattutto se si guarda lo schermo abbastanza da vicino, mentre lo sono molto meno se vediamo i video su uno schermo più piccolo. Anche la messa a fuoco automatica presenta, in caso di luce molto scarsa, qualche incertezza, nel senso che il fuoco corretto non è sempre istantaneo (anche se viene quasi sempre raggiunto).  

Per concludere, la Samsung U20 è un ottimo blocnotes ad alta definizione, purché non si abbiano pretese superiori per le quali sarà opportuno dirottarsi verso telecamere di classe più elevata, e notevolmente più costose. Quando la luce è alomeno discreta, le riprese sono belle e sembra quasi incredibile che un oggettino così piccolo possa partorire fotogrammi così grossi.  

I file hanno estensione MP4 ed il formato video è l’ H.264, mentre quello audio è l’AAC stereo. A proposito, la registrazione del sonoro è veramente di ottima qualità. Ho cercato quindi un apparecchio compatibile che mi permettesse di vedere questi “filmini” sul televisore, nel modo più comodo possibile. Alla fine la mia scelta è caduta sul LACIE LaCinema Mini HD Connect, perché le specifiche tecniche sembravano combaciare perfettamente con quelle della U20.  

Il LaCie è un piccolo parallelepipedo che può interfacciarsi, oltre che ad un televisore tramite il cavo HDMI, anche alla rete domestica ma soprattutto a qualsiasi supporto di memoria, tramite alcune prese USB (di cui una è comodamente posta davanti). Quando lo accendiamo tramite il telecomando in dotazione, un gradevole lucina blu si riflette sulla superificie su cui è appoggiato. Il LaCie non ha quindi una sua memoria interna, ma funziona egregiamente  con le chiavette USB ed anche con i dischi rigidi esterni come, per esempio, quello che sto usando io (un Passport Western Digital da 500 GB che non ha bisogno di alimentazione esterna). Bene, possiamo farcire i 500 GB con le nostre riprese e, quando il disco sarà pieno, non dovremo fare altro che comprarne un altro, oppure liberare spazio archiviando su PC qualche file (facciamo sempre una copia di sicurezza dei ricordi più cari!).  

Il LaCie riproduce perfettamente le sequenze riprese con la Samsung, e sono veramente soddisfatto dell’accoppiata. I menù ed il sistema di navigazione tra le cartelle non hanno nulla di spettacolare, ma sono funzionali e funzionano senza incertezze. Selezionato un file, ne vediamo velocemente una anteprima. Oltre che i video, possiamo anche visualizzare fotografie in formato JPEG e sentire gli MP3.  

Il settaggio relativo all’uscita video di default è su AUTO ed in questa configurazione potevo vedere, sul lato sinistro del televisore, una riga verde. Modificata l’impostazione in 1080P, il difetto è sparito ed ora la visione è, con mia grande soddisfazione, perfetta.  

Sono molti i formati ed i codec video supportati; vi consiglio però di fare molta attenzione perché è una vera babele ed è necessario leggere attentamente le specifiche, prima di procedere all’acquisto. Tanto per fare un esempio, alcuni video 640×480 ripresi con una compattina Canon vengono riprodotti ma l’audio non si sente; nessun problema con i video fatti con l’iPhone 3GS. Per me non è un problema perché un televisore full HD non è certo l’ideale per video a così bassa definizione, ma comunque testimonia di come sia necessario fare attenzione.  

Nessun problema, con nessun formato, per la visione su PC (Windows 7 – 64 bit, ultima versione di Windows Media Player, oppure tramite il player del software fornito con la videocamera).

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