PORNO CON PIPPA

Posted on 10 maggio 2011. Filed under: società | Tag:, |

Così, la quasi reale Pippa avrebbe ricevuto una colossale offerta da un industriale americano del porno per apparire in un film. Finora, nei film porno, la pippa era praticamente assente, salvo essere propedeutica a ben altro; ora, ce la ritroviamo protagonista ultrapagata.
Tutto il mondo, da Manhattan alle favelas brasiliane, sta col fiato sospeso. Cosa farà Pippa?
Comprendo le sue pene (senza doppi sensi). Un sacco di gente ha partecipato a film porno per soldi, cercando di rimanere anonimi. La povera Pippa, invece, se vuole incassare, sarà costretta a sbandierare a tutti la propria scelta: porno con Pippa, appunto.

Annunci
Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

IL PORNOWEB NON VUOLE LA TRIPLA X

Posted on 23 marzo 2011. Filed under: internet | Tag:, , , , , , , |

Come credo ormai sappiano tutti, i domini internet di primo livello (per intenderci la parte finale di una URL dopo il punto: .it, .com, .org., eccetera) sono fissi e non possono essere registrati come invece accade per i domini di secondo livello, per i quali l’unico limite è la fantasia e l’unico requisito la mancanza di una registrazione identica precedente da parte di qualcun altro. Esiste un ente privato no profit per la loro gestione, l’ ICANN, ed ogni tanto viene introdotto un nuovo dominio. Tempo fa si scatenò una guerra per accaparrarsi il dominio .tv, che geograficamente apparteneva ad un gruppo di isole ma faceva gola alle emittenti televisive (pensate per esempio a http://www.rai.it che sarebbe diventato http://www.rai.tv). Recentemente si è istituito il dominio .xxx destinato al mondo del porno. L’introduzione di questo dominio di primo livello, di cui si discute da tanto tempo, è stata propugnata da alcune lobby e fortemente osteggiata da altre. Si narra che l’ICANN abbia dovuto fronteggiare numerosi assalti pro o contro l’introduzione di questo dominio. Vediamo perché.

Ora che la tripla x è una realtà, tutti i siti porno dovrebbero migrare al nuovo dominio specializzato. La registrazione sembra sarà riservata agli operatori professionali del settore che potranno in questo modo essere immediatamente riconoscibili e tutelare con più efficacia le loro proprietà intellettuali. Il dominio .xxx è di fatto un riconoscimento ufficiale del pornobusiness, ma rappresenta anche la sua ghettizzazione. Ecco perché l’industria del porno si è schierata contro.

Innanzitutto, l’operazione avrà dei costi. Ogni URL che passerà dal dominio originario al nuovo, comporterà l’esborso di circa sette Euro. Spiccioli… Ma bisogna considerare che il porno in rete è costituito da moltissime URL registrate solo per rimandare al sito principale, per cui questi 7 euro vanno moltiplicati moltissime volte. Ma non è questo il motivo principale del malcontento.

Circoscrivere tutto il porno sotto un unico dominio di primo livello significa anche offrire, a chiunque sia interessato, un formidabile strumento di controllo. Pensate ad una azienda: basterebbe davvero poco impedire l’accesso ai siti pornografici da parte dei dipendenti. Basterebbe settare i router in modo da impedire il traffico verso i siti .xxx, ed il gioco sarebbe fatto. Pensate a qualche governo in preda ad istinti censori. Pensate a tutte le situazioni possibili ed immaginabili, e capirete perché il pornoweb, abituato a farsi largo dove meno te lo aspetti con popup pubblicitari ed immagini allusive che attirano clic, tema un considerevole calo degli utili.

Nel momento in cui scrivo non sono chiari alcuni aspetti: la migrazione del porno verso .xxx diverrà obbligatoria? E cosa accadrà a quei siti che non effettueranno la migrazione nei tempi previsti?

Penso che su questo argomento la parola fine non sia stata ancora scritta.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

ORRIBILI PASSATEMPI

Posted on 29 gennaio 2011. Filed under: spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , |

Il titolo ORRIBILI PASSATEMPI può essere liberamente interpretato. Può quindi riferirsi all’attività preferita dai protagonisti dei film di cui sto per parlare, ma può anche essere riferita al fatto stesso di guardare questo tipo di film. Questo articolo, per via degli argomenti trattati e dei temi proposti, è riservato ad un pubblico adulto (se sei minorenne, sei pregato di non leggere oltre) e consenziente, oltre che non particolarmente sensibile al macabro, all’erotico ed allo “splatter” in generale.Scheda

Tocchiamo un argomento non proprio leggero, la necrofilia. Lo tocchiamo perché questa perversione è il tema di alcuni film che io ho visto solo recentemente, pur non trattandosi propriamente di novità (Nekromantik è del 1987, il sequel Nekromantik 2 è del 1991, mentre Kissed è del 1996). A mia scusante posso citare il fatto che Nekromantik non è mai stato diffuso attraverso i canali ufficiali di distribuzione, e se ha raggiunto una certa fama ciò è dovuto principalmente, se non esclusivamente, alla diffusione clandestina tramite internet. Nekromantik 2, il seguito, dovrebbe invece esistere anche in versione DVD. Infine Kissed, che non è l’oggetto principale di questa piccola rassegna, lo cito solo come termine di paragone.

Apro una parentesi: la necrofilia viene percepita come la peggiore tra tutte le perversioni. Cosa può spingere un essere umano (vivente) a provare attrazione per un cadavere? Sembra impossibile trovare una spiegazione e forse è per questo che il necrofilo viene visto come il peggiore tra tutti i pervertiti: perché le cose inspiegabili fanno sempre paura. In realtà, se dovessimo mettere sul piatto di una bilancia immaginaria la pericolosità di alcune perversioni, ne troveremmo facilmente di peggiori: il sadismo e la pedofilia, per esempio. Forse il necrofilo non è altro che un materialista estremo che cerca semplicemente un corpo inerte per soddisfare le proprie voglie, senza tante complicazioni. O forse è un filosofo decadente che cerca di cogliere ciò che di buono può dare una carcassa prima che il tempo (e la putrefazione) la rendano inutilizzabile. Di sicuro esiste anche in forma leggera, senza il reale utilizzo di cadaveri, e consiste nell’avere fantasie erotiche (che si trovano eccitanti) in ambito più o meno funebre.

Seconda parentesi: amore e morte da sempre costituiscono un binomio inscindibile in campo artistico e letterario. Il necrofilo porta questa tendenza alle estreme conseguenze…

Un breve cenno su Kissed. La trama in estrema sintesi: una ragazza, che prova una attrazione irresistibile verso i cadaveri (li trova “luminosi”), si fa assumere presso una agenzia di pompe funebri in modo da poter soddisfare i propri desideri. Conosce anche un ragazzo con cui instaura una relazione normale, ma la passione per i cadaveri è troppo forte e porterà il ragazzo ad uccidersi per essere desiderato dalla ragazza. Kissed, a dispetto della trama tragica e dell’argomento trattato, è una commedia leggera che viene ben digerita dallo spettatore. Il suo pregio principale è proprio questa capacità di raccontare una  storia come questa senza scandalizzare eccessivamente, quasi si trattasse di una cosa normale. Ben fatto, è un film tutto sommato gradevole, che però non trasmette emozioni fortissime.

Nekromantik (il primo) è tutt’altra bestia. Girato con a disposizione pochissime risorse finanziarie dal regista tedesco Jörg Buttgereit, è un film quasi amatoriale. Non si tratta di un horror in senso tradizionale: non c’è suspance, non ci sono momenti mozzafiato, né clamorosi colpi di scena. Ecco la storia: Robert lavora presso una ditta che si occupa di ripulire le strade dai cadaveri, dopo che le autorità hanno concluso i rilievi. Ogni tanto, per passione, si porta a casa qualche pezzo di carne che mette sotto spirito nei vasetti. Condivide questa passione con la ragazza che convive con lui. Un giorno, approfittando di una circostanza favorevole, si porta a casa un intero cadavere, che mostra orgogliosamente alla ragazza, che rimane molto intrigata. Si instaura quindi una sorta di relazione a tre, felice, tra lei, lui ed il corpo morto. Tutto va bene finché non viene licenziato: allora la ragazza dice che non può sprecare i migliori anni della sua vita con un buono a nulla come lui, e scappa… indovinate con chi? Ma sì, con il cadavere! Il povero Robert si ritrova quindi solo. Dopo alcune vicissitudini da single che tralascio, decide di praticare un estremo gesto di autoerotismo: si stende sul letto, si slaccia la patta dei pantaloni, prende un coltello e si uccide con una sorta di karakiri. Mentre la lama affonda nel suo ventre ed il sangue schizza da tutte le parti, dal suo pene eretto esce prima una quantità enorme di sperma, e subito dopo esce sangue, mentre il pover’uomo si contorce in preda a spasmi misti di dolore ed ebbrezza. Facile associare questa scena a quella (che sia una citazione?) presente nel finale del film Antichrist di Lars Von Trier (2009). Ma mentre Antichrist è il frutto sì di una mente visionaria, ma anche di una produzione ricca e costosa, con il risultato di apparire un po’ patinato e forzato nella sua esplicita finalità di voler scandalizzare a tutti i costi, Nekromantik stupisce proprio per il ritmo lento, i colori sbiaditi, la normale sbadigliosa quotidianità. Mentre Kissed trasforma tutto in una commedia quasi brillante, Nekromantik presenta dialoghi rarefatti, ambienti angusti, gente sola, isolati squallidi di una città qualunque che potrebbe essere in ogni parte del mondo. Nekromantik disturba proprio perché racconta una storia disturbante con una certa noncuranza. Nekromantik è bello, è malsano, ti fa respirare un’aria morbosa; ha una estetica malata che affascina come tutte le cose decadenti. Il corpo morto è viscido, gocciola, ribolle, quando viene accarezzato dai protagonisti sulle mani rimane come uno strato di gelatina appiccicosa che poi i due amanti si spalmano sul corpo, sulle labbra, mentre una romantica musica di sottofondo sottolinea non l’orrore, ma la passione che si cela sotto quei gesti. Le scene sono forti e sconsigliate a chi non ha uno stomaco sufficientemente forte, ma non c’è autocompiacimento, o perlomeno non è così evidente: in primo piano c’è la storia e piaccia o non piaccia è una storia d’amore, romantica. Nekromantik va subìto per rimanerne affascinati. Ha tutte le caratteristiche dell’opera maledetta, questo è il suo pregio più grande. Il film termina con la visione della tomba del povero Robert: il cumulo di terra è ancora fresco, quando all’improvviso una pala vi affonda, spinta da un piede di donna. Fine.

Come accennavo, Nekromantik è stato osteggiato dalle case distributrici di film e praticamente nei cinema non è mai stato proiettato, se non in ambiti per così dire “specialistici”. Alcuni paesi del mondo ne hanno proibito la visione ai propri cittadini. Ciò nonostante, è diventato un film di culto, cosicché Buttgereit ha potuto girare il sequel Nekromantik 2, con un po’ più di soldi a disposizione, ma con esiti non altrettanto positivi. Il film, che riparte esattamente da dove era terminato il primo, racconta la storia di una ragazza che, affascinata dai cadaveri e dalla morte, disseppellisce Robert (di cui aveva letto la storia sui giornali) e se lo porta a casa per farci sesso, con grande appagamento. Parallelamente conosce un ragazzo, che per mestiere fa il doppiatore di film porno (divertenti le scene di doppiaggio), con cui instaura una relazione, per portare avanti la quale decide di disfarsi del cadavere. Lo mette quindi nella vasca da bagno e lo fa a pezzi, ma è una sofferenza, piange e teme quasi di fargli del male. Alla fine decide di tenersi il pene (che congela nel frigo) e la testa. Però, quando fa all’amore con il ragazzo che ha conosciuto, per eccitarsi deve pensare al cadavere di Robert, altrimenti non prova piacere. Il ragazzo se ne accorge. Trova il pene nel frigo. Capisce che c’è qualcosa che non va… Alla fine, durante un amplesso (in cui lei cavalca lui, esattamente come era solita fare con il cadavere), mentre il maschio raggiunge l’orgasmo, lei lo decapita con un coltello che teneva nascosto sotto il letto. Mentre il corpo sputa sangue da tutte le parti e trema in preda alle convulsioni, lei sostituisce la testa dell’uomo con quella del cadavere, che aveva conservato, e finalmente gode. Per evitare l’afflosciamento del pene dell’uomo, lo aveva opportunamente stretto alla base con un laccetto, subito dopo averlo decapitato.

Nekromantik 2 non aggiunge nulla di nuovo a Nekromantik 1 e, pur rimanendo imperdibile per chi ha visto il primo, non raggiunge le stesse vette di malata poesia. Amplifica alcune tematiche già presenti nel primo film: l’associazione cadavere/cibo, per esempio; l’analogia con lo squartamento da macello degli animali  (nel primo film un coniglio, nel secondo una foca).

Alcuni link su Wikipedia:

NecromantikNecromantik 2Antichrist

Altri link:

Elenco di film che parlano di necrofilia (discussione)

Kissed

Parafilia e morte (tesina)

Mad Dame (artista)

Sito porno con fantasie necrofile  (se sei contro, non cliccare! Se clicchi, poi non prendertela con me!)

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 1 so far )

LA LIBERTA’ CORRE SUL FILO DEL PORNO

Posted on 21 gennaio 2010. Filed under: economia, internet, politica | Tag:, , , , , , , |

I più autorevoli e disinibiti commentatori di cose che riguardano la rete, sono d’accordo nel sostenere che il vero motore di internet è stato il porno, così come lo è stato a suo tempo per la diffusione dell’home video. Più precisamente, per quanto concerne internet, il porno non sarebbe stato solo il promotore principale della diffusione presso gli utenti (insieme alla applicazione killer per eccellenza, l’email), ma anche il fulcro dello sviluppo tecnologico: sono stati porno i primi siti interattivi, sono stati porno i principali siti orientati alla multimedialità, sono stati porno i primi social network. Ancora: sono stati porno i primi siti che hanno messo in pratica i pagamenti on line; sono stati porno i primi servizi di messaggistica istantanea con tanto di immagini tramite videocamera.
Mi è venuta in mente questa esaltante importanza del porno leggendo la notizia che il vice ministro per lo sviluppo economico Paolo Romani ha emanato un decreto che, anche sulle pay tv, impedisce la messa in onda di film vietati ai minori dalle ore 7 alle ore 23. Per dovere di cronaca preciso che il divieto ai minori ricomprende anche contenuti che contengano scene violente di particolare efferatezza, ma è ovvio che il 99% dei contenuti proibiti riguardano film pornografici. Il mio ragionamento è questo: se il porno è stato così trainante per internet, così come lo è stato a suo tempo per l’home video, possiamo ragionevolmente ritenere che sia un importante veicolo di business per la pay tv? Altra domanda: sarà del tutto casuale che da pochi giorni SKY, la principale antagonista delle reti Mediaset del presidente del Consiglio, ha lanciato una programmazione hard 24 ore su 24, sia pure protetta da una doppia password? La faccenda puzza, sta a vedere che anche questa volta sarà il porno ad erigersi a paladino delle libertà. Questo provvedimento sembra incanalarsi nel thread che ha visto prima l’innalzamento dell’IVA sulle fatture delle pay tv dal 10 al 20%, poi il tetto alla pubblicità che è stato ridotto sensibilmente, mettiamoci pure il canale digitale terrestre Cielo che non aveva ottenuto il visto nei tempi previsti, ed ora questo taglio imposto alla programmazione, sia pure relativo al solo pornazzo… insomma, il sospetto che il tanto reclamato, a torto o a ragione, conflitto di interessi stia giocando il suo ruolo appare più che legittimo. Per inteso, questo decreto, che contiene anche altre norme su cui è possibile discutere, colpisce non solo SKY ma anche altre pay tv che puntavano soprattutto sul porno. Poterlo trasmettere tutto il giorno oppure solo dalle 23 alle 7 del mattino non è proprio la stessa cosa.

INOLTRE… che senso hanno queste disposizioni che, a prima vista, sembrano residui di una antica pruderie? Le webtv sono ormai una realtà così come i siti che trasmettono streaming video anche porno, e lo fanno gratis ventiquattr’ore su ventiquattro. Sta a vedere che, per uniformità di trattamento, una parte della rete andrà oscurata dalle 7 del mattino alle 23 della notte… Inoltre se una tv la si vede solo a pagamento, ed il contenuto è protetto da un codice, non vedo perché una legge debba porre limitazioni al contenuto delle trasmissioni. Inoltre, cari signori, da un bel po’ di tempo esistono sistemi di registrazione dei segnali tv, per cui l’utente che il giorno dopo deve andare a lavorare si può registrare il filmato che più gli piace e vederselo tranquillamente, il giorno dopo, all’ora della tv dei ragazzi. Più ci penso e più sento odore di penalizzazione di concorrenti scomodi, non vedo altre motivazioni razionali. Spesso, a pensare male, ci si azzecca.

Ennesimo pessimo decreto.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

ALLA RAGAZZA DEL VIDEO PORNO VORREI DIRE…

Posted on 10 gennaio 2010. Filed under: internet, politica, società | Tag:, , , , , , , , , |

Sì, a lei, alla giovane donna  (maggiorenne) di Feltre, protagonista di un filmino porno amatoriale finito, immagino suo malgrado, nei vorticosi canali del file sharing e scaricato da mezzo mondo tramite il mulo: non è il caso di preoccuparsi troppo. A tutti gli altri che magari sperano di trovare informazioni per poter scaricare il filmato, dico subito che in questo articolo non troveranno proprio nulla, nessun aiuto, né il nome della ragazza né altre indicazioni. Tutto è reperibile in rete abbastanza facilmente, non voglio unirmi allo sciacallaggio.

Internet è formidabile ma sa anche essere molto crudele. E’ abbastanza facile, grazie alla rete, avere il proprio quarto d’ora di celebrità; molto più difficile gestire il dopo. Perché la rete è anche superficiale, dimentica subito. Un anno nella vita reale è equivalente ad un giorno in rete. Dopo la fatua celebrità mediatica, soppraggiunge la banalità della quotidianetà, con tutti i suoi probelemi. Da eroi, ci si trasforma in un attimo in pària, additati al pubblico ludibrio.

Alla ragazza in questione vorrei chiedere, innanzitutto, se ha subìto tutto questo oppure se tutto è stato architettato per lanciarsi, per esempio, nel settore del porno o comunque  trarre profitto dalla diffusione di questo filmato, che la ritrae alle prese con due uomini. Un po’ come accadde a Jessica Rizzo che approfittò della proiezione di un film porno nella sua città per diventare famosa (ora è una stimata imprenditrice del settore). Se le cose stessero così, allora farei alla ragazza i miei complimenti e rimarrei in attesa di gustare le prossime mosse.

Se invece le cose fossero andate diversamente, come in effetti riportato dalla stampa che si è occupata della vicenda (sembra che l’attuale ragazza di uno dei protagonisti abbia scovato il filmato nel PC di quest’ultimo e, per gelosia ripicca o non so bene cosa, l’abbia messo in circolo su internet, con tanto di nome e cognome della protagonista nel nome del file ed evidenti errori di ortografia inglese), penso che questa ragazza dovrà affrontare i pettegolezzi e le malignità di una piccola cittadina, eccitata dall’avvenimento ed esaltata dal gossip: basti vedere la risonanza avuta dall’edizione on line del Gazzettino Veneto ed il tenore dei messaggi dei lettori…

Ebbene, direi a questa ragazza di non provare vergogna. Se non ne ha avuta durante la prestazione sessuale, se ha accettato che la sua performance venisse ripresa dall’occhio indiscreto di una telecamera (su questo non ci sono dubbi), non vedo perché dovrebbe ora vergognarsi. Solo perché il filmino è finito in rete? Ma in rete ci sono tonnellate di filmini dello stesso tipo, e le riprese di quel tipo riguardano azioni che mezzo mondo compie. Marrazzo è stato ripreso tramite un telefonino mentre si trastullava con dei trans e sniffava coca. Il nostro Presidente del Consiglio sappiamo che si è “rilassato” spesso e volentieri in compagnia di escort procurategli da qualche compagno… pardòn, amico di merende. Direi a questa ragazza di non vergognarsi, ciò che le è capitato è in perfetta sintonia con le più alte cariche del paese, figuriamoci. Lo dico senza troppa ironia, ricordando a tutti che la ragazza in questione ha subito una violazione della privacy e che non è un personaggio pubblico e non ha cariche pubbliche, contrariamente agli altri due casi citati, e che non era tenuta ad una moralità particolarmente stringente cui invece dovrebbe essere tenuto chi svolge una funzione rappresentativa. Ma non voglio fare il moralista, io non sono un moralista, non mi scandalizzano né Marrazzo né Berlusconi. Nel tuo caso, cara ragazza di Feltre, c’è solo il fatto che sei una donna (nessuno parla o si preoccupa dei due uomini) e che esiste il filmato. Punto.

Consapevole di ciò, io ti inviterei a trarre profitto da questa situazione. Se non vuoi buttarti sul porno e telefonare a Riccardo Schicchi, presentati alle prossime elezioni e tieni calda la notizia, nopn lasciarla freddare. Tutti dimenticano in fretta ma, se riesci a rimanere sui giornali, finirà che tutti si inchineranno a te, all’onorevole, alla parlamentare, al consigliere provinciale e/o regionale eccetera. Siamo un paese di sudditi, compiacenti con i potenti e cattivi con i deboli. Da ciò che ti è capitato devi trarre forza e coraggio. Datti da fare, vai in tv, fatti pagare, fatti vedere, racconta, non negare nulla, dai scandalo.

Questo vorrei dirle, ma non so se mi leggerà mai. La rete è così dispersiva…

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 1 so far )

  • I’m thinking, please do not disturb!

  • Il mio spazio su Smugmug

  • Immetti il tuo indirizzo di posta elettronica per essere tenuto aggiornato sui nuovi post.

    Segui assieme ad altri 18 follower

  • NO ALLA CENSURA ED ALLE LEGGI SPECIALI PER INTERNET

  • Meta

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: