IL MONDIALE DI CALCIO 2014 E’ TAROCCATO?

Posted on 7 dicembre 2013. Filed under: calcio | Tag:, , , , , , , , |

Ho sempre odiato la “dietrologia”, cioè quella specie di sospetto di default che crede di vedere un meccanismo nascosto nelle cose, nelle combinazioni, nella casualità del fato e nell’ineluttabilità del destino. Però è anche vero che a pensar male qualche volta ci si azzecca, come dice un noto detto popolare. E allora, per una volta, facciamo un po’ di dietrologia, con la differenza che nel caso di cui stiamo per occuparci non c’è solo il sospetto, ma anche qualche inquietante certezza. 

Suggerisco, per chi fosse all’oscuro dei fatti, di leggere innanzitutto questo articolo di Xavier Jacobelli.

Ed anche questo articolo qui

Dunque, atteniamoci alle certezze. Il regolamento del sorteggio è stato modificato in corsa per evitare la possibilità di un cattivo sorteggio alla Francia, che per la seconda volta consecutiva si è qualificata grazie a un arbitraggio alquanto amichevole (a dir poco). Per aiutare la Francia (ma sembrerebbe anche la Russia), una delle squadre europee doveva essere tolta dal mucchio delle squadre europee con un sorteggio a parte. Se, come si dice, il marchingegno è stato ideato per aiutare la Francia, questa squadra non poteva essere la Francia (né la Russia, se l’altra squadra da aiutare doveva essere proprio la Russia). E’ stata estratta l’Italia.

Il profilo twitter  @FraudeMundial14 ha riferito, prima del sorteggio, l’esatta composizione del girone dell’Argentina e anche che la squadra estratta tra le europee sarebbe stata l’Italia. Il medesimo profilo sostiene anche che è già stata decisa la squadra vincitrice del mondiale e che, se l’attuale vergognoso sistema taroccato non dovesse cessare, saranno costretti a rivelarne il nome.

E’ da un po’ di tempo che Blatter non convince sotto il profilo della trasparenza. Già in passato si è macchiato di episodi quantomeno discutibili. Ricordate, per esempio, in un sorteggio importante di qualche anno fa, la pallina presa dall’urna e poi rimessa dentro?

Hashtag twitter: #FifaFraude

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ALCUNE BANALITA’ SUL CALCIO

Posted on 27 giugno 2010. Filed under: sport | Tag:, , , , , |

Pur dopo la ingloriosa eliminazione della bollita squadra di calcio italiana, sto continuando a seguire le partite del campionato mondiale che, proprio questo pomeriggio, ha esibito GERMANIA – INGHILTERRA, un piatto succulento. Ora sto scrivendo nell’intervallo di ARGENTINA – MESSICO. Quale migliore occasione per sparare un paio di banalità sul calcio? So che quando si toccano certi argomenti sul mondo del pallone si fnisce per forza col suscitare la suscettibilità di qualcuno, ma vorrei subito mettere le mani avanti: non ho la minima intenzione di denigrare nessuno o, al contrario, lodare nessuno. Giusto un paio di banalità che non è possibile fare al bar, quando il contraddittorio acceso e la passione impediscono di essere pacati e sereni.

Ho assistito alla umiliazione della nazionale inglese, che era arrivata con l’obiettivo di spaccare il mondo e mostrare a tutti che la superiorità della Premier League non è solo un fatto di vendita dei diritti televisivi nelle ex colonie e/o nei peasi di lingua inglese, e nemmeno un cocktail più o meno ben amalgamato di manodopera straniera, ma una effettiva esplosione di talenti calcistici inglesi. La generazione d’oro, come pomposamente li ha definiti la stampa anglosassone. Ma è veramente così? Io non credo e la sconfitta di larga misura contro la esuberante Germania mi dà ragione. Dove stanno tutti questi talenti inglesi? Io sono disposto a riconoscerne non più di tre (Rooney, Lampard, Gerrard), mentre il resto è fuffa. La difesa è addirittura imbarazzante e questo spiega perché in Premier ci siano così tanti gol. Non vi è mai capitato, nel vedere le sintesi delle partite di campionato inglesi, di avere la sensazione che certi gol siano ridicoli? A me sì, spessissimo. Mi sono preso la briga di spulciare i risultati di quest’anno ed ho contato, in 38 giornate di campionato, ben quindici 4-0, sei 5-0, quattro 5-1, tre 6-1, due 5-2; una volta solo sono usciti punteggi eclatanti quali 6-2, 9-1, 5-3, 7-2, 7-1, 7-0, 8-0… e badate bene che ho omesso volontariamente di contare altri risultati con gol a grappoli quali i 4-3, per esempio. Questi risultati possono significare solo due cose: 1. nel campionato inglese ci sono attaccanti formidabili; oppure, 2. nel campionato inglese ci sono difese ridicole e c’è un grande divario tra le squadre forti e quelle deboli. Io propendo per la soluzione numero 2, e la disfatta mondiale ne è la prova. La nazionale inglese ha mostrato una difesa a dir poco imbarazzante in cui i tedeschi penetravano facilmente, da tutte le parti (per non parlare dei portieri…).

Il calcio si presta ad enfasi ed esagerazioni. Oggi ne ho ascoltate un bel po’ da parte dei commentatori SKY che esaltavano la Germania multietnica. Per carità, squadra sicuramente da tenere d’occhio con qualche individualità notevole (tra tutte, il turco Oezil), ma non possiamo dimenticare che ha battuto con facilità una modesta squadra inglese che a malapena aveva superato il girone eliminatorio e che lasciava ampi spazi in retroguardia, dove i tedeschi hanno avuto vita facile giocando in contropiede. Troppo poco per dire che la Germania è una squadra fenomenale. Magari sì, vincerà il mondiale, ma io sono pronto a scommettere che non sono così forti. Ci si dimentica troppo spesso che un giocatore in forma sembra un fuoriclasse, mentre lo stesso giocatore fuori forma può apparire un brocco. Ci si dimentica facilmente che una squadra mediocre in ottime condizioni psicofisiche e ben organizzata può battere una squadra di fuoriclasse individualisti e fuori condizione. Ci si dimentica che si appare tanto più forti quanto più gli avversari sono deboli, e viceversa.

Nel frattempo l’Argentina ha battuto il Messico, dopo essere passata in vantaggio grazie ad un gol palesemente in fuorigioco che la terna arbitrale italiana non ha visto. L’arbitro, Rosetti, è andato a parlare con il guardalinee e sono stati a confabulare un bel po’, coprendosi la bocca con la mano, gli sguardi smarriti di chi deve decidere senza essere sicuro di aver visto e valutato bene. Un ottimo spot a favore della moviola in campo che Blatter, un trafficone che non mi è mai piaciuto, si ostina a non volere, e tanta ostinazione comincia ad essere sospetta.  Poche ore prima, all’Inghilterra non era stato concesso un gol regolare. Scommettiamo che nei prossimi anni cominceremo a vedere aperture verso la tecnologia? Per il rispetto dello sport e dei valori in campo.

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LIPPI, IL GRUPPO E LA LEADERSHIP STANCA

Posted on 25 giugno 2010. Filed under: sport | Tag:, , , , , |

L’eliminazione della nazionale di calcio dai mondiali si presta, al di là degli aspetti sportivi, ad un’analisi più profonda, perché secondo me è esemplificativa degli errori che si possono commettere quando si esercita la leadership su un gruppo (pensiamo a quante volte la parola “gruppo” è apparsa nelle interviste rilasciate da Lippi e dai giocatori e con quanta enfasi è stata condita).
Una premessa: Lippi è sicuramente un grande allenatore, ha vinto molto e di tutto. Io non voglio tanto muovere una critica alle scelte tecniche, anche se inevitabilmente dovrò farlo, sia pure da lontano, quanto illustrare come anche un leader bravo e capace possa cadere in trappole ben conosciute e facilmente individuabili. Certo è facile parlare con il senno di poi…
L’allenatore di una squadra, soprattutto un allenatore alla Lippi che punta tutto sulla forza intrinseca del gruppo e che quindi dovrebbe essere particolarmente attento alle dinamiche del cosiddetto “spogliatoio”, può essere inquadrato come il leader di un team cui è riconosciuta autorevolezza e competenza. Il leader deve essere rispettato ma non temuto e deve essere capace di organizzare le forze di cui dispone in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati, consentendo ad ognuno dei suoi uomini di dare il meglio di sé. Per ottenere questo risultato ottimale, il leader deve essere un po’ psicologo, un po’ manager, un po’ figura paterna ed un po’ anche stronzo. Secondo voi, l’operato di Lippi può riconoscersi in questi tratti? Purtroppo no. Abbiamo visto giocatori impiegati fuori ruolo, scelte cervellotiche tipo inserire in squadra giocatori di copertura quando si doveva per forza vincere e quindi attaccare (Gattuso contro la Slovacchia), tenere ostinatamente fuori giocatori che invece erano più in forma degli altri (Quagliarella), sostituire un terzino quando il problema era in attacco (Criscito per Maggio). Più in generale, abbiamo visto un uomo incapace di rendersi conto del vero stato di salute fisico-psichico dei propri uomini. Perché un tecnico esperto e capace come Lippi non è stato sufficientemente lucido in modo da rilevare i limiti dei giocatori preferiti e quindi la inadeguatezza delle proprie scelte? Facile: a tradirlo è stata proprio la fiducia incondizionata nel gruppo. Con quegli uomini Lippi ha vinto ed era convinto di vincere ancora: con Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Iaquinta, Gattuso… Insomma i senatori della squadra, nella mente di Lippi le colonne portanti della sua nazionale, la spina dorsale della sua creatura. Peccato che questi vecchi gladiatori erano ormai logori e spompati, reduci da un campionato non all’altezza. Eppure, loro erano il gruppo o, meglio, ciò che rimaneva del gruppo originario: nella testa di Lippi, solida base su cui innestare forze nuove che avessero avuto le caratteristiche morali, umane e sportive per formare un gruppo nuovo.
Lippi non ha avuto la lucidità, la forza ed il coraggio di cambiare: penso a Montolivo, alla fine uno dei migliori, che non avrebbe mai giocato se non ci fosse stato l’infortunio di Pirlo; penso a Quagliarella, forse il più in forma ed il più efficace tra gli attaccanti, ostinatamente tenuto in panchina tranne i 15 minuti finali contro la Slovacchia, quando era ormai tutto perso. Penso a Pazzini, che non ha mai giocato.
Nella vita di tutti noi, prima o poi, soffia il vento (a volte tempestoso) del cambiamento, e spesso è un vento che ci fa paura; pensiamo di stare bene così come stiamo, pensiamo che cambiare costi fatica senza garanzia di risultati. Finamo così per convincerci che quello che abbiamo va bene, anzi benissimo, che 4 anni dopo i giocatori siano ancora gli stessi, abbano conservato intatte le proprie capacità fisiche e psichiche. Abbiamo disputato (male) un mondiale con atleti a fine carriera, reduci da un campionato in cui non sono stati protagonisti, senza mettere in campo quasi nessuno dei giovani che avrebbero potuto fare la differenza (un esempio su tutti: Balotelli, escluso insieme a Cassano perché non conforme allo spirito del gruppo e forse esplicitamente non voluto dal gruppo stesso).

Il cambiamento ogni tanto diventa necessario, nella vita privata come in quella pubblica, nello sport come in azienda, e bisogna saperlo cogliere quando si è leader, e viverlo come una nuova opportunità quando si è parte di un gruppo di lavoro. Non rendersi conto di ciò è tipico dei vecchi leader di successo, e Lippi si è comportato proprio come un vecchio leader, salvo poi stupirsi perché quegli stessi uomini che credeva di conoscere perfettamente e sui quali pensava di poter contare ciecamente, una volta sul campo di gioco apparivano pallide controfigure di quello che erano stati una volta.

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QUANDO LA PALLA ERA ROTONDA

Posted on 13 giugno 2010. Filed under: sport | Tag:, , , , , |

Jabulani

Un tempo si affermava la palla è rotonda per giustificare ciò che nel calcio è sempre accaduto, vale a dire che una squadra debole può anche vincere contro una sulla carta più forte, proprio perché il pallone essendo sferico gira un po’ come gli pare, e per quanto si cerchi di controllarlo, può sempre finire nella porta che meno ti aspetti, rimbalzare stranamente su una zolla fuori posto, schizzare maldestramente da un piede poco raffinato, sgusciare come insaponato dalle braccia di un portiere. Questo motto si associa a quell’altro, gemello: il calcio vive di episodi. Secondo questo concetto filosofico, nell’ambito dei novanta minuti di una partita, ad essere decisivi sono, in barba a tattiche e bravura dei giocatori, solamente gli episodi: un tiro che schizza un palo, un fallo da rigore, una espulsione comminata dall’arbitro. Può darsi che le cose stiano così. Io personalmente penso che si tratti di una esemplificazione eccessiva, ma non la voglio confutare. Semplicemente, vorrei associare questi concetti popolari, soprattutto il primo, quello inerente la sfericità della palla, a Jabulani, il pallone dei mondiali di calcio. Eh sì, perché da un po’ di tempo a questa parte l’evento calcistico più importante si gioca ogni volta con un pallone nuovo, diverso, per via degli sponsor e la pubblicità. Stando a quanto si è potuto leggere, ben prima che iniziassero le partite ufficiali alcuni giocatori, all’inizio i portieri ma poi anche alcuni attaccanti, si sono lamentati delle strane traiettorie adottate dal pallone quando viene scagliato con violenza.

Jabulani, che dovrebbe significare festeggiare in lingua zulu, è stato progettato dall’Adidas (è l’undicesimo pallone progettato da questa azienda).
L’Adidas è una delle aziende caratterizzate, secondo quanto scrive  Naomi Klein, l’autrice canadese del saggio No Logo, da una politica commerciale aggressiva basata sulla pubblicizzazione del marchio, cui si unisce l’assoluta mancanza di fabbriche, dipendenti, operai, stabilimenti, eccetera. Ora leggo che Jabulani sarebbe stato progettato dagli ingegneri dell’Adidas e testato in laboratorio; successivamente è stato dato in pasto ad alcuni calciatori, tra cui quelli del Milan e della bundesliga (il campionato tedesco). Secondo chi l’avrebbe progettato, Jabulani dovrebbe essere il più stabile pallone mai costruito, frutto dell’assemblaggio, dei materiali, delle scanalature e delle micro sfaccettature presenti sulla superificie. Anche la sfericità, asseriscono, è assolutamente perfetta. Come mai, allora, tutte queste lamentele da parte dei giocatori?
Forse Jabulani è troppo perfetto. Oppure, come spesso accade, la perfezione che può essere raggiunta con i test di laboratorio non è poi altrettanto perfetta nel mondo reale, dove i prati non sono perfettamente lisci, l’aria non è perfettamente immobile, le scarpette dei calciatori non sono tutte uguali e magari sono anche un po’  deformate.
Forse Jabulani è troppo rotondo.
Fatto sta che le prime partite del campionato mondiale hanno già mostrato due “papere” di portieri ed anche alcuni controlli, apparentemente facili, sbagliati da giocatori che per talento e classe non dovrebbero commettere simili errori, oltretutto su un palcoscenico così importante.
Probabilmente bisognerà aggiungere un nuovo motto: la palla è troppo rotonda oppure Jabulani va dove gli pare.
Oppure, gli sfortunati operai che assemblano il pallone (a proposito, dove e da chi è costruito realmente?) e che, magari, ambiscono a poter andare al Mc Donald una volta al mese (lo si legge su No Logo) si stanno vendicando di questi nababbi miliardari che giocano a pallone ed hanno realizzato alcuni Jabulani leggermente ovalizzati ed ora stanno sghignazzando di fronte ai portieri che vanno a farfalle.
Per carità, io non sono un moralista né un no global, capisco le necessità economiche e commerciali del mondo del calcio, un po’ meno (molto meno) quelle dell’Adidas e aziende consimili. Mi rimane il sospetto che era meglio quando la palla era fatta semplicemente di cuoio e noi ragazzini invidiavamo quelli più grandi che riuscivano a calciare forte quel pallone pesante e grosso.
Un’ultima considerazione: per dire che una cosa è fatta male, si è soliti dire che è fatta con le scarpe (o con i piedi). Quale è il prodotto più famoso commercializzato dall’Adidas?…
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SORTEGGI MONDIALI DI CALCIO 2010

Posted on 4 dicembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , , , |

Ecco il nostro girone: Italia, N. Zelanda, Paraguay e Slovacchia. Non mi sembra impossibile, ed è per questo che c’è da preoccuparsi: non siamo mai andati bene contro le squadre cosiddette “facili”. Sarà bene andare là con la mentalità di doversi conquistare tutto e non con la prosopopea di essere “campioni del mondo”. Spero che Lippi saprà tenere il gruppo motivato, teso e coeso. L’avversaria più tosta dovrebbe essere il Paraguay, contro cui esordiremo.

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L’IRLANDA DEL TRAP CORNUTA E MAZZIATA

Posted on 1 dicembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , , , |

La risposta della FIFA era ovvia ma non per questo suona meno beffarda: non è possibile inserire l’Irlanda come 33ma squadra ai prossimi mondiali. Come è noto la richiesta era stata fatta ufficialmente dalla federcalcio irlandese a seguito del gol viziato da un clamoroso fallo di mano di Henry in Francia Irlanda, partita che aveva estromesso il team irlandese dai mondiali.
Risposta ovvia, dicevo, perché avrebbe aperto tutto un fronte di richieste infinite da parte di un sacco di nazionali, più o meno fondate. Certo che non è bello vedere premiati i più furbi anziché i più bravi, ma questo è un problema che tutto lo sport calcistico dovrà prima o poi affrontare: con la moviola in campo? o saranno sufficienti gli arbitri dietro alla porta? Il calcio è troppo sotto gli occhi di tutti, troppo seguito, troppo amato, troppo visto e rivisto in replay su miliardi di schermi tv, molto giocato ma soprattutto troppo commentato, troppo parlato e  chiacchierato per poter fare a meno di un sistema più “sicuro” nelle valutazioni chiave di una partita. E poi il gol, il momento così atteso, è raro nell’arco dei 90 minuti e basta un errore dell’arbitro per vanificare tutta una preparazione, annullare un’azione bellissima, determinare il successo o la sconfitta, e questo oggi come oggi, con tutta la tecnologia che abbiamo, non è più accettabile.
Forse la moviola in campo rallenterebbe eccessivamente i tempi e quindi può non essere la soluzione giusta, ma bisogna escogitare qualcosa, per esempio un altro arbitro che guardi la partita alla tv, in collegamento radio con l’altro fischietto regolarmente in campo.

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