ELOGIO DEL NETBOOK

Posted on 28 settembre 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , |

Fino ad un paio di mesi fa non avrei mai creduto di poter elogiare la categoria dei netbook. Da non confondersi con i fratelli maggiori notebook, rappresentano quei computer piccoli che vanno tanto di moda. La prima a metterne in commercio un esemplare è stata la Asus cui, visto il grande successo, hanno fatto seguito tutti gli altri. Attualmente l’offerta parrebbe molto ampia ma, in realtà, non è proprio così.
La mia opinione sui netbook è cambiata quando, allettato da una buona offerta in un centro commerciale, ho acquistato per 199 euro un HP dalla sigla irripetibile e complicatissima. Prima mi dicevo che erano poco potenti, che lo schermo era troppo piccolo, eccetera eccetera. Ora ho scoperto che quei difetti possono essere visti anche come pregi: il netbook pesa molto poco, è piccolo per cui trova spazio con facilità anche sul tavolo più affollato; scalda pochissimo e può essere tenuto sulle gambe, per esempio sul treno (facendo attenzione a non otturare le prese d’aria!); il processore è ottimizzato per consumare poca energia, quindi la batteria dura a lungo. Lo schermo poi è vero che è molto piccolo (tipicamente 10,1″ – i primi erano anche più piccoli) ma la risoluzione è abbastanza elevata: 1024×600 formato panoramico, per cui dentro c’entra abbastanza roba, le scritte sono minuscole ma molto nitide.
Dicevo che l’offerta è ampia nel senso che possiamo trovarne di tutte le marche, ma in realtà i componenti di un vero e proprio netbook sono piuttosto standardizzati (esistono varianti per ora di nicchia, oppure modelli più dotati che sconfinano nel segmento superiore dei notebook): processore Intel serie Atom (ce ne sono alcune varianti), 1 GB di RAM, hard disk da 160 oppure 250 GB, sistema operativo Windows XP oppure Windows 7 Starter, grafica e webcam integrate, WiFi. Avete deciso di comprarne uno? Allora dovete prevedere una spesa oscillante tra i 250 e i 300 euro, a meno che non troviate una offerta speciale come ho fatto io.
A cosa serve un netbook? A tutto, tranne che le elaborazioni impegnative. Per esempio è abbastanza assurdo pretendere di farci grafica o video. Insomma, abbiate pietà del vostro minuscolo amico ed evitate di installarci Photoshop. Va benissimo per internet (navigare sul web e posta elettronica), per scrivere testi, per visualizzare foto e vedere video a risoluzioni adeguate al piccolo schermo. Va bene anche per ascoltare musica se non avete molte pretese, perché gli altoparlanti sono minuscoli e la qualità ne risente (non potrebbe essere altrimenti), però si possono sempre usare le cuffie. Tutto questo, concentrato in un dispositivo leggero, economico, che consuma poca energia ed occupa poco spazio: ce n’è a sufficienza per volerne uno, giusto?
Ed ecco i miei consigli per gli acquisti. Per prima cosa, poiché la dotazione hardware è quasi identica tra tutti i modelli, così come il costo, il primo consiglio è piuttosto inusuale: considerate attentamente l’estetica. Un netbook è un oggetto personale e deve piacere. Ce ne sono di tutti i colori, almeno in questo i produttori si sono sbizzarriti. Poi controllate il tipo di batteria: sconsiglio quelle a tre celle, meglio optare per quelle a sei che consentono un’autonomia di almeno cinque ore, ma anche sette – otto se si sta attenti con la luminosità dello schermo, per esempio. È vero che il peso e l’ingombro aumenteranno leggermente, ma il netbook è un pc portatile per definizione che lavora scollegato dalla rete elettrica: più a lungo lo può fare, meglio è. Come sistema operativo sconsiglio XP, che ormai è vecchio: meglio puntare su 7 Starter, che non consente di cambiare sfondo e quello standard è di uno squallore unico, ma si può sopperire con programmi ad hoc facilmente reperibili in internet. Se poi volete metterci Linux, che ha delle distribuzioni leggere appositamente studiate per i netbook, potete sempre farlo, magari dopo aver fatto una copia del disco con Win 7 Starter, così non lo perdete: avete idea di quanto costa Windows? Le altre caratteristiche da prendere in esame sono quelle che ho elencato in precedenza e che vanno bene adesso, a Settembre 2010: tenete presente che la categoria dei netbook è in evoluzione e non sono da escludersi futuri miglioramenti dello standard.

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SISTEMI OPERATIVI: INEVITABILE IL DECLINO DI MICROSOFT?

Posted on 25 aprile 2010. Filed under: informatica, internet | Tag:, , , , , , , , , , |

Premessa: non sono un guru informatico, ma certe volte quando penso agli sviluppi futuri di un settore, ci indovino. Premessa numero due: non sono uno dei tanti fanatici anti-Microsoft, uso regolarmente Windows, attualmente Windows 7 64 bit, e ne sono molto soddisfatto. Non c’è due senza 3, e quindi ecco l’ultima premessa: non sono neanche un fanatico utente di Windows, su un vecchio portatile ho Ubuntu, ho provato quasi tutte le distribuzioni Linux esistenti, l’unica mia reale carenza è Mac OSX, che ho usato troppo poco per poterlo giudicare. Infine, come smartphone ho un iPhone della Apple, ma ho posseduto anche un palmare con Windows mobile 5.

Esaurite le premesse, passiamo alle considerazioni.

Prima considerazione: i dispositivi informatici sono sempre più net-centrici. Pensiamoci su: quando ci sediamo di fronte al nostro PC (nel caso di un desktop o comunque di una postazione fissa) quanto tempo lo passiamo collegati alla rete e quanto tempo, invece, scollegati? Magari la rete non ci serve se dobbiamo scrivere un testo, oppure (per esempio nel mio caso) se dobbiamo elaborare delle fotografie. Ma per il resto? Oltretutto ora come ora, grazie al cloud computing, ci sono risorse on line anche gratuite che per scrivere un testo e salvare il relativo file vanno benissimo: basti pensare agli strumenti messi a disposizione da Google ed anche da Microsoft, che ha capito l’antifona e tenta di non rimanere indietro. C’è anche una versione on line di Photoshop, ma qui le cose stanno messe un po’ diversamente: mentre nel caso delle applicazioni per ufficio le limitazioni delle versioni online sono minime per la maggior parte degli utenti, la complessità di un programma grafico come Photoshop e la pesantezza dei file (la mia Canon 5D Mark II registra RAW da quasi 30 mega cadauna) rendono l’esperienza on line frustrante. Ma per quanto tempo ancora? Già oggi pensare ad un PC non collegato alla rete sembra assurdo, figuriamoci domani. Quanto tempo è passato dall’epoca dei net-PC, che non ebbero alcun successo! Per la cronaca, i net-PC erano semplici terminali, a basso costo, dotati solo di tastiera e monitor; non avevano neanche un disco rigido, e non avevano un sistema operativo. Avevano solo un browser per il collegamento ad internet. Non ebbero alcun successo, perché i tempi non erano maturi, ma forse erano anche troppo radicali, privi di ogni risorsa interna. Oggi abbiamo, invece, i netbook, gli smartphone, e tra un po’ gli iPad. Passiamo alla seconda considerazione.

Seconda considerazione: i dispositivi informatici sono, oggi più che mai, multiformi. Fino a ieri conoscevamo sostanzialmente solo due tipi di computer: il desktop ed il portatile. Ciò era vero a prescindere dal sistema operativo installato: il concetto rimaneva il medesimo sia che ci fosse Windows, Linux o Mac (quando i Mac sono passati ai processori Intel, l’omologazione è stata più che mai assoluta). Anche il sistema di input era sempre lo stesso: tastiera e mouse, nel caso dei portatili anche il touchpad che simulava comunque il funzionamento di un mouse. Oggi invece le cose sono cambiate, e sono cambiate tanto velocemente da prendere in contropiede un colosso come Microsoft e lasciare spazio a nuovi importanti competitor. C’è stato il boom della connessione mobile: smartphone innanzitutto, ed ora anche dispositivi tipo iPad (ieri si sarebbero definiti tabletPC). Questi dipositivi non possono far girare sistemi operativi tradizionali, sia per l’hardware, che è diverso, sia per l’interfaccia utente, che sempre più spesso è tattile. Ecco nato così quello che oggi è probabilmente il miglior sistema operativo touch (l’iPhone OS, che troveremo replicato tale e quale sull’iPad prossimo venturo), ma anche il successo crescente di Android, elaborato da Google e messo a disposizione gratuita dei produttori. Ecco che su molti netbook windows fatica a girare, perché l’hardware è troppo poco potente, per cui si vedono proposte alternative e sempre più ne vedremo in futuro: il sistema operativo di Google che non ricordo come si chiama (G-OS?), tutto orientato al web, Android che vedremo su alcuni concorrenti dell’iPad, l’onnipresente Linux che per l’occasione dimostra tutta la sua versatilità acquisendo di volta in volta la struttura più consona alle funzionalità desiderate. Possono questi nuovi sistemi operativi insidiare il predominio di quelli tradizionali? La risposta è sicuramente NO. Persino l’iPhone ha limitazioni troppo grosse. Possono questi dipositivi mobili mettere a repentaglio il predominio dei PC tradizionali? La risposta è sicuramente SI, almeno per la maggior parte degli utenti che utlizzano i social network ed il web più la email, e niente altro.

Conclusione: tra la rete che acquisirà sempre più peso ed i nuovi modi di interfacciarsi all’hardware, non vedo messo bene il predominio di Microsoft, basato su un computing più tradizionale. E’ vero, è uscito Windows Mobile 7 che non ho ancora provato, ma mentre nel mondo PC Windows era (è) assolutamente predominante, quello dei dispositivi mobili, utilizzati da un numero sempre crescente di utenti, è una sorta di universo parallelo dove il sistema operativo di Microsoft dovrà sgomitare per farsi largo tra concorrenti molto agguerriti ed alcuni già “mitici”, entrati nel cuore degli utenti come iPhone OS, oppure gratuiti (per questo entrato nel cuore di molti produttori) come Android, la cui piattaforma aperta consentirà a tanti sviluppatori di apportare continui miglioramenti. E tutto questo senza considerare Symbian, PalmOS, e chi più ne ha più ne metta… Del resto basta vedere la frenesia Microsoft di questi ultimi tempi nello sfoderare sempre nuove versioni di Windows Mobile per far capire come il colosso del software abbia capito bene di dover recuperare terreno.

La concorrenza è sempre un bene, da questa situazione vedo solo vantaggi per il consumatore!

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I MIEI SOFTWARE ESSENZIALI PREFERITI

Posted on 7 marzo 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Io non sono un informatico di professione, non sono un hacker: sono semplicemente un appassionato di informatica sin dai tempi del mitico Commodore 64. Al massimo, posso essere definito uno smanettone esperto. Nella mia vita mi occupo di tutt’altro, per cui questo articolo non vuole essere la bibbia del software, ma più semplicemente un resoconto delle mie esperienze e gusti in materia. Non credo ce ne sia bisogno, ma preciso che nessuno mi paga per suggerire un software al posto di un altro…

Sistema operativo: attualmente sul mio sistema è installato Windows 7 a 64 bit. Un po’ di conoscenza ce l’ho anche del mondo Linux; sul mio precedente PC ero arrivato ad avere sino 4-5 diverse distribuzioni Linux installate contemporaneamente: Mandriva, Fedora, Suse, ed altre per così dire “minori”. Non la famosissima Ubuntu perché, per qualche strano motivo, avevo dei disturbi grafici sul monitor che si verficiavano solo con Ubuntu e derivati (Kubuntu, per esempio).  Ecco il mio parere su Linux: lasciando da parte i fanatismi vari che si trovano in giro, e mettendo anche da parte l’odio che alcuni nutrono per Microsoft, attualmente Linux è un valido sistema se non avete esigenze software particolari (alcuni programmi non esistono nel mondo Linux o non sono all’altezza di quelli commerciali) e se usate il PC principalmente per internet, la posta elettronica, creare e leggere documenti. In questi casi, con Linux vi troverete alla grande e – cosa interessante – non spenderete nemmeno una lira. Sotto il profilo della installazione Linux crea qualche problema in più, ma solo perché è diverso l’approccio di fondo e chi viene da Windows può trovarsi un attimo spaesato. Infatti al centro di Linux c’è una directory “radice” e bisogna indicare dove installarla. Le “risorse” del computer vanno montate (a volte accade automaticamente) in altre directory, o per essere più facili diciamo che vanno “montate” in cartelle. Aprendo la cartella, si apre in realtà – per esempio – il disco rigido. Alcune distribuzioni, oltre a dove installare la “radice”, chiedono dove installare la partizione di swap: perché Linux ha un file di swap come Windows ma lo vuole in una piccola partizione a parte. Sono a ben vedere piccole difficoltà, ma all’inizio possono sembrare insormontabili. Una volta installato e scelto un desktop grafico tra quelli disponibili, Linux sarà facile da usare proprio come Windows… insomma, un po’ meno perché l’ambiente nel complesso è meno coerente, ma le differenze saranno poche. I due desktop grafici più noti sono Gnome e KDE. Io preferisco il secondo. In cambio, potrete praticamente scordarvi ogni problema legato ai virus, perché Linux è poco diffuso e chi scrive software maligno lo fa pensando alla maggioranza degli utenti, che usa sistemi Microsoft. Nel seguito di questo articolo mi riferirò a software per Windows; confesso subito che non ho quasi mai usato sistemi Mac per cui seguo la buona regola di non parlare di ciò che non si conosce.
Passando a dire qualcosa di Windows 7, a mio modo di vedere questa volta Microsoft ha fatto centro. Se Vista aveva scontentato molti, che avevano preferito rimanere con Windows XP, “Seven” ha le doti per farsi perdonare. Praticamente è un Vista rifatto, ma rifatto bene. E’ più veloce di Vista, più bello graficamente, più leggero, più facile da usare. Io lo preferisco con i bordi delle finestre totalmente trasparenti, bianchi: sia la barra multifunzione che le finestre vengono influenzate dai colori dell’immagine di sfondo, che può cambiare automaticamente ad intervalli prefissati: è bello da vedere. Se la macchina che avete supporta la versione a 64 bit, vi suggerisco di passare senza dubbio a questa, che mi sembra persino più stabile della 32 bit. Unica cosa, fatevi un giro sul web per verificare che il vostro hardware (stampanti, scanner, webcam, eccetera) abbia i driver a 64 bit, che sono indispensabili anche per vedere tutta la ram se questa è superiore a 3,7 giga.

Una delle mie prime preoccupazioni è quella di deframmentare regolarmente il disco rigido. Lo si può fare usando il tool integrato nel sistema operativo, programmando la deframmentazione a scadenze precise, oppure ci si può rivolgere a software esterni, alcuni anche gratuiti. La mia preferenza, però, va a due software che deframmentano in tempo reale: sarò pigro, ma le cose che funzionano da sole ed in automatico (se lo fanno bene) sono di gran lunga le mie preferite. I due software sono Diskeeper e PerfectDisk. Li ho provati tutti e due ed entrambi sono ottimi. Io attualmente preferisco PerfectDisk: lo installate, lo settate in modo da operare in modo totalmente automatico, selezionate o deselezionate le opzioni che preferite, e poi potete dimenticarlo: lui opererà in silenzio, in background, senza infastidirvi e manterrà il disco rigido in ottima forma. Ha anche il vantaggio di costare poco.

La seconda preoccupazione è quella di una protezione antivirus. Gira e rigira io ho provato Norton, Kaspersky, Avast, Avira… Sono stato utente del Norton per tanti anni, con soddisfazione a dispetto di chi scrive che il vero virus è il Norton…, finché lo ho abbandonato perché troppo invasivo. Il mio convincimento è che gli antivirus gratuiti siano validi quanto quelli a pagamento per cui non convenga spendere soldi per questi ultimi, o perlomeno che le piccolissime differenze nel rilevamento dei virus e del malware non valgano i soldi spesi. Per cui suggerisco l’ottimo Avira, che però a me ha dato un problema non grave da comprometterne l’efficacia, ma fastidioso: su un PC multiutente non compariva l’icona nella system tray degli utenti senza privilegio di amministratore. Non un grave problema perché il modulo di protezione era regolarmente in funzione, però le prime volte mi veniva spontaneo chiedermi se l’antivirus fosse stato regolarmente attivo. Buono è anche Avast, che ho usato senza problemi e per il quale non ho da segnalare controindicazioni. Tra gli antivirus free una big entry è quella di Microsoft, con il suo Microsoft Security Essentials: poco pesante, poco invasivo, e funziona bene. In genere questi programmi sono anche anti-spyware, per cui una volta installati si può disattivare Windows Defender per risparmiare risorse di sistema. In ogni caso ci sono ottimi software gratuiti specializzati per rimuovere spyware: tra tutti il migliore è SpyBot Search & Destroy, che consiglio di installare disattivando tutti le funzionalità di protezione in tempo reale, ma di usare ogni tanto per dare una ripassatina di sicurezza a tutto il sistema. Stesso discorso vale per Ad-Aware della Lavasoft, che esiste anche a pagamento, ma io consiglio la versione gratuita. Attualmente sui miei PC di casa (un desktop ed un portatile) ho l’antivirus gratuito della Microsoft, mentre su quello più potente che di solito uso io ho il G-Data, classificato come il migliore tra quelli esistenti. Un po’ pesantuccio perché dotato di due motori di scansione (uno dei quali è Avast) è consigliato solo su sistemi potenti. Non è gratuito, ma costa poco; quest’anno è stato regalato dalla rivista PC World con tanto di aggiornamenti per un anno intero, ed è questo il motivo principale per cui l’ho installato sul mio sistema.

Un’altra tipologia di programmi essenziali è quella per il backup dei file e del sistema. Fare una copia di sicurezza delle cose più importanti è di fondamentale importanza, poiché la nostra vita gira sempre più attorno ai dispositivi digitali di memorizzazione. Un buon programma per il backup automatico dei file è File Hamster, che esiste anche nella versione gratuita. Questo programma controlla in tempo reale una o più cartelle (selezionate da voi) edogni volta che un file viene cambiato, ne salva una copia da un’altra parte, per esempio un disco rigido esterno. Utile non solo per ripristinare un file andato perduto, ma anche per rintracciare una versione precedente di un file. Già, perché ogni volta che un file modificato viene salvato, File Hamster oltre a copiare la nuova versione ne mantiene anche la precedente! Per un periodo ho usato questo programma con soddisfazione. Windows ha in dotazione una funzionalità per il backup che però, confesso, io non uso. Un tempo facevo copie delle cose importanti su CD, poi su DVD, ultimamente su dischi rigidi esterni. Le fotografie, per esempio, le salvo su due dischi rigidi esterni che sono conservati in due differenti posti: spero così di non perderne il contenuto. Ma per stare ragionevolemnte sicuro, ho sottoscritto un servizio tramite internet: LiveDrive. Purtroppo è a pagamento, ma ha parecchie frecce al suo arco. Innanzitutto, almeno nella sua versione professional, lo spazio di archiviazione è illimitato. Inoltre funziona in due modi: può controllare in tempo reale alcune cartelle, da voi scelte, di cui fa la copia sul server remoto ogni qualvolta un file viene modificato, aggiunto o cancellato; oppure si può scegliere di volta in volta cosa mandare. Si può installare un software client sul proprio PC per interagire facilmente con il server remoto, oppure si può andare direttamente tramite interfaccia web previa introduzione della propria password. Dulcis in fundo, c’è persino un applicativo per l’iPhone tramite cui poter raggiungere i propri file anche in mobilità! Se si perde qualcosa, basta un clic per ripristinare ciò che è andato perso. Un’altra forma di backup importante è quella che consente di fare la copia di intere partizioni in modo da poter ripristinare, in caso di problemi, il sistema operativo completo di programmi installati e quant’altro. Il mio software preferito in questo caso è Acronis True Image.

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