BLOG: NON È STAMPA CLANDESTINA

Posted on 26 settembre 2012. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , , , , , |

Ci sono storie davvero paurose, peggio di Cappuccetto Rosso, che le mamme ma anche i babbi dovrebbero raccontare ai loro bambini, come si faceva una volta prima che arrivasse la tv. Perché sono molto istruttive. Per fortuna, come nelle migliori fiabe, il finale ė a lieto fine. Ma la paura e lo sgomento rimangono. Dunque…
C’era una volta un blogger siciliano, di nome Carlo. Indovinate un po’ cosa faceva questo blogger? Non è difficile: scriveva in un blog. Proprio così. Esattamente come un sacco di gente fa tutti i giorni. È facile, ci sono tante piattaforme già predisposte per l’uso. Bastano pochi clic per registrarsi e personalizzare un po’ l’aspetto, e si è pronti per riempire di contenuti uno spazio altrimenti vuoto. Ed è qui che arriva il bello, o forse il brutto (ma anche il cattivo).
Il bello è quel coriandolo di libertà che internet ha regalato all’umanità.
Il brutto è che il blogger può dare fastidio a qualcuno. A chi? Dipende proprio (bambino mio) da ciò che ci si scrive. Nella nostra storia un bel giorno qualcuno sbotta: “quel blogger ha proprio scassato la minchia!” (Lo so, non è linguaggio da favola, ma ha la sua ragion d’essere). E che ti succede? La cosa più brutta, bambino mio. Invece di confutare il contenuto e le accuse contenute nel blog, come sarebbe stato ovvio, il lupo cattivo, travestito da magistrato, sequestra il blog perché… è stampa clandestina!
Sembra incredibile. Ma te l’immagini, bambino mio, una cosa del genere accadere in un paese civile dove la democrazia è consolidata? Ma la nostra favola si svolge nella repubblica delle banane, dove possono accadere anche le cose più incredibili, per esempio che in un periodo di crisi economica, in cui si chiedono gravosi sacrifici ai cittadini, un manipolo di politici biscazzieri spenda cifre folli in festini e banchetti oltre che per tornaconto personale.
Il lupo cattivo sostiene che il blog è una forma di stampa, in quanto tale soggetta agli obblighi di legge tra cui la registrazione della testata e la nomina di un direttore responsabile, in più (credo) tenuta al pagamento di qualche immancabile bollo. “Ma tu” dice minaccioso il lupo cattivo a Carlo “non hai adempiuto a questi obblighi, perciò sei colpevole!” Eh sì, colpevole, perché la stampa clandestina è un reato, mica una semplice questione burocratica.
Per fortuna Carlo è un tipo tosto. Sopravvive a due condanne penali (notare bene che qualsiasi blogger, a quel punto, avrebbe potuto essere processato e condannato per il medesimo reato, nella repubblica delle banane) ed infine ottiene la vittoria in Cassazione. La suprema corte, bambino mio, dove i giudici sono più potenti, finalmente riconosce che un blog non è stampa e non è un prodotto editoriale, perciò non può trovare applicazione quella vecchia legge del 1948 (!) varata quando non esistevano i computer, internet e i blog e non erano neanche nati la tua mamma e il tuo babbo.
Intanto, però, per lunghi otto anni Carlo non ha potuto scrivere sul suo blog e chi voleva farlo tacere ha raggiunto comunque il proprio scopo, per non parlare delle spese che sarà stato costretto a sostenere e del disagio che avrà provato nel sentirsi trattato come un criminale per tutto questo tempo.
Questa, bambino mio, per quanto incredibile ė una storia vera.
Il blogger si chiama Carlo Ruta, ed è siciliano (ecco perché, a un certo punto, mi sono permesso di scrivere minchia). Il pubblico ministero è il procuratore di Ragusa, tale Agostino Fera.
Non entro nel merito dei contenuti del blog, che francamente non conosco. Mi sembra però scandaloso che si sia arrivati ad una censura di fatto appellandosi ad una obsoleta (per quanto mai abrogata, quindi in vigore) legge del 1948.

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LIBERTÀ RELIGIOSA E LIBERTÀ DI PAROLA

Posted on 21 settembre 2012. Filed under: politica, società | Tag:, , , |

Dopo il film (anche se definirlo tale è un insulto all’arte cinematografica) su Maometto, ora alla ribalta assurge un periodico satirico francese che ha pubblicato alcune vignette che ritraggono il profeta. Se prima nel mirino degli integralisti e purtroppo terroristi islamici c’erano gli USA, ora c’è anche la Francia.
I casi sono due. Uno: se lo scopo è quello di fare casino e basta, allora ogni pretesto è buono, come direbbe la vecchia zia di chiunque, e le chiacchiere finiscono qua.
Altrimenti, è evidente un “dislivello” culturale tra le democrazie occidentali, che sanciscono con strumenti giuridici sofisticati la libertà di parola e quella di stampa, e che non esercitano forme di censura sui contenuti, e alcuni dei Paesi islamici che identificano ciò che avviene all’interno di uno Stato ad opera di liberi cittadini, come lo Stato stesso.
Ma cosa c’entrano gli Stati Uniti se un’accolita di personaggi rozzi e ignoranti realizza un film offensivo? Perché prendersela con la Francia intera (o addirittura con tutto il mondo occidentale) se una rivista qualsiasi pubblica vignette “sacrileghe”? Cari amici musulmani, imparate ad essere tolleranti! In occidente abbiamo faticato tanto per conquistare le nostre libertà che proprio non saremmo capaci di rinunciarci. Non potete pretendere che Google elimini il trailer di un film solo perché non è gradito da qualcuno: se così fosse, YouTube sarebbe ben presto svuotato di ogni contenuto. Sono da rispettare le vostre critiche, ma altrettanto vale per gli altri. Se il governo francese non sequestra il giornaletto in questione e non ha fatto nulla per impedirne la pubblicazione, non è per fare uno sgarbo alla vostra religione: semplicemente, le leggi di quel Paese non lo consentono.
Il mondo ha bisogno di più tolleranza e meno religione.
Guai a limitare la libertà per garantire un culto oppure una superstizione.

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CROCIATA LEGHISTA CONTRO GLI ATEI NELLE MARCHE

Posted on 4 febbraio 2011. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , |

Ricevo e pubblico.

“NEL MIRINO” DELLA LEGA NORD LO SCRITTORE ATEO ENNIO MONTESI”

La Lega Nord delle Marche manifesta contro Montesi in quanto “non cattolico” ed egli presenta esposto alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato di discriminazione religiosa e razzismo.

Ancona – «Non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”.» Si legge del documento dell’esposto che lo scrittore Ennio Montesi ha depositato il 2.2.2011 presso la Procura della Repubblica e la Prefettura di Ancona inoltrandolo per conoscenza anche al presidente Giorgio Napolitano, al ministro dell’Interno Roberto Maroni, a José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea di Bruxelles, a Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e a Ban Ki-moon, segretario generale alle Nazioni Unite a New York. Il partito politico della Lega Nord, attraverso l’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” ha annunciato che organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011, per manifestare contro Ennio Montesi, contro Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona il quale Svarca avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso. Tutti e tre sono “accusati” e messi al bando dalla Lega Nord poiché essere cittadini di filosofia atea, cioè “non cattolici” e “non credenti”. Sembrerebbe che seguiranno anche altre manifestazioni della Lega Nord contro i tre cittadini atei. Nel documento dell’esposto si legge: «Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica. Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Salman Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare. Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.»

Esposto per manifestazione pubblica a Fermo del 5 Febbraio 2011 del partito politico Lega Nord delle Marche
contro Ennio Montesi e contro altri cittadini

Vincenzo Macrì
Procuratore Generale di Ancona
Procura della Repubblica
Presso Tribunale di Ancona
Corso Mazzini 95
60121 Ancona

Paolo Orrei
Prefetto di Ancona
Prefettura di Ancona
Piazza Plebiscito 1
60121 Ancona

Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Roberto Maroni
Ministro dell’Interno
Palazzo del Viminale 1
00184 Roma

José Manuel Durão Barroso
President
European Commission
Commissione Europea
Rue de la Loi 175
B-1048 Bruxelles – Belgio

Thorbjørn Jagland
Secretary General
Concil of Europe Human Rights
Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo
Avenue de l’Europe
67075 Strasbourg Cedex – Francia

Ban Ki-moon
UN Secretary-General
United Nations – Headquarters
Nazioni Unite
760 United Nations Plaza
New York, NY 10017 – USA

Io sottoscritto Ennio Montesi, cittadino italiano ed europeo, ho appreso da un articolo giornalistico una notizia inquietante e terrorizzante che riguarda la sicurezza fisica della mia persona, la mia incolumità personale e quelle della mia famiglia. Il titolo dell’articolo giornalistico in oggetto è “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” pubblicato in data 31/01/2011 sul website del giornale internet: informazione.tv a firma della redazione di Fermo il cui link diretto di pubblicazione è il seguente:

http://www.informazione.tv/index.php?action=index&p=61&art=25994

Da tale articolo giornalistico apprendo con grande sdegno e forte timore che il partito politico della Lega Nord delle Marche organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011 nella quale la Lega Nord delle Marche, presumibilmente insieme ad una folla, manifesteranno in pubblico probabilmente contro la mia persona, contro il mio libero pensiero, contro la mia filosofia atea e contro la mia attività intellettuale di scrittore. Nell’articolo giornalistico si legge: «Nel mirino dei bossiani entra anche lo scrittore jesino Ennio Montesi, che ha chiesto asilo politico alla Svezia perché “discriminato” dallo stato italiano che permette l’esposizione pubblica del crocefisso».

Sempre nell’articolo giornalistico in oggetto viene comunicato che la Lega Nord delle Marche prenderebbe di mira, oltre la mia figura, la mia persona, anche il cittadino italiano Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona che avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Inoltre, secondo l’articolo giornalistico verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso.

L’articolo si conclude annunciando che «La manifestazione leghista fermana sarà la prima di una serie in tutte le Marche. Nell’occasione si procederà anche al tesseramento 2011.» Pertanto sembrerebbe che ci saranno anche altre manifestazioni pubbliche contro di me, contro Dante Svarca e contro Luigi Tosti. Tale situazione di inaudito fondamentalismo politico e di fanatismo religioso, per quanto mi riguarda, è molto inquietante e terrorizzante, e presumo e spero che la Procura della Repubblica di Ancona e la Prefettura di Ancona vigilino con la dovuta attenzione su tale circostanza e sull’evolversi della situazione futura per evitare spiacevoli conseguenze. Chiedo alla Procura della Repubblica di Ancona e alla Prefettura di Ancona che in qualche modo provvedano a tutelare e a salvaguardare la sicurezza sia mia che quella della mia famiglia poiché ci sentiamo minacciati e in pericolo.

Sottolineo che le manifestazioni pubbliche sono, naturalmente, uno dei fondamentali diritti democratici a beneficio della democrazia e della libertà di un popolo.

Tuttavia qualora un partito politico organizzasse una manifestazione pubblica “ateofoba”, cioè contro gli atei, fomentando e aizzando le folle contro il libero pensiero di un singolo cittadino poiché ritenuto pensiero da combattere e da estirpare, cittadino che non è una figura pubblica, né un personaggio politico, presumo sia un atto di notevole e di gravissima intolleranza, un atto molto inquietante ed infinitamente esecrabile di presumibile discriminazione razziale e di presunta violenza politica di matrice fondamentalista cattolica-fascista.

Ritengo possa essere questo un atto di probabile intimidazione personale e di presumibile istigazione all’odio razziale contro la mia persona, contro il mio pensiero di filosofia atea, contro i miei scritti, contro i miei libri e contro la mia attività intellettuale. Ritengo possa essere questo un atto che probabilmente vada a ledere i principali diritti inviolabili personali di democrazia e di libertà della persona, diritti che debbono essere garantiti, tutelati e difesi dalle Istituzioni della Repubblica Italiana, sia per me che per tutti.

Sottolineo che non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”. Nessuno può obbligare nessuno a credere o a non credere a personaggi immaginari, e tanto meno nessuno può imporre a nessuno di adorare o di venerare tali personaggi.

Pertanto, neanche il partito politico della Lega Nord delle Marche e neanche la setta fondamentalista ed oscurantista denominata “Chiesa cattolica”, e neanche i suoi accalorati adepti cattolici, possono permettersi di imporre e di obbligare le persone a dovere credere a tutti i costi e forzatamente a leggende fantasiose, come quella del dischetto di frumento che la setta cattolica ha denominato “ostia” dalla quale ostia per un rito magico denominato “eucarestia” e di “parole magiche” pronunciate dagli stregoni cattolici i quali trasformerebbero il frumento in un altro elemento, cioè in sangue, in carne, in ossa e in altre sostanze organiche umane di un presunto cadavere che sarebbe morto due millenni fa. Probabilmente una magia perfino superiore a quella in uso al mago Harry Potter. È comunque facile e banale scoprire se il frumento si sia trasformato nel presunto sangue del presunto personaggio denominato Gesù detto il Cristo, facendo un semplice esame ematologico in un laboratorio di analisi.

Qualora il referto di laboratorio di analisi ematologiche confermasse che il frumento si è trasformato in sangue umano, in carne e in ossa – come asseriscono con inaudita certezza gli stregoni cattolici e i loro adepti e come vorrebbero fare credere al prossimo – si potrebbe poi procedere all’esame del DNA. Inoltre, poiché sembrerebbero esistere almeno tredici presunti prepuzi del pene del presunto Gesù detto il Cristo sparsi e custoditi nelle chiese come reliquie da adorare, si potrebbe procedere all’esame del DNA di uno di questi presunti prepuzi appartenuti al presunto Gesù detto il Cristo e poi confrontare la struttura del DNA dell’ostia con la struttura del DNA del presunto prepuzio così da verificare inconfutabilmente e una volta per tutte se il sangue risulta essere, oppure non essere, della stessa persona. Ammesso sempre che il frumento, a dispetto di tutte le leggi della fisica molecolare, della chimica, della matematica, della composizione della materia e della biologia organica si sia trasformato realmente in sangue umano, in carne e in ossa e n altro materiale organico umano.

E nemmeno si può imporre a nessuno di credere a quei bizzarri giochetti dell’arte di prestidigitazione denominati “miracoli” che inducono a pensare che siano probabilmente in corso, piuttosto che magie e miracoli, concreti reati penali come ad esempio “abuso della credulità popolare”, “circonvenzione di incapace”, illegalità della “professione di ciarlatano”, di “associazione a delinquere ai fini del raggiro e della truffa”, reati non fantasiosi, ma concreti e reali previsti e perseguiti dal Codice Penale italiano e dalle leggi dello Stato Italiano.

Nessuno può imporre a nessuno di credere a superstizioni medievali oppure ad antiche favole di storie criminali. Nessuno può imporre a nessuna persona di credere ad assurde credenze religiose imponendole con arroganza e con violenza sociale oppure organizzando manifestazioni pubbliche di fanatismo cattolico portando in piazza molte persone e agitando la folla contro chi non è disposto a credere a tali favole e a simili superstizioni. È probabile che tali comportamenti discriminatori violino qualche legge dello Stato Italiano, sempre che le leggi abbiano un senso e una funzione democratica e applicabili oltre che per la “superiore razza cattolica” anche per la “inferiore e schifosa razza di noi atei abominevoli”.

In questa Italia che si definisce Stato Laico e democratico non è affatto piacevole, né tranquillizzante “sentirsi nel mirino” di una folla destabilizzata di fanatici fondamentalisti con la mente inebriata di chissà quali misticismi ultraterreni e di una folla fomentata da un partito politico italiano che manifesta in piazza contro le persone singole, contro i liberi cittadini italiani solo perché la pensano diversamente da loro in merito alle favole criminali propagandate dalla setta fondamentalista della Chiesa cattolica e dai suoi gerarchi vaticani.

Sottolineo che una manifestazione “Ad Personam” organizzata da un partito politico è una azione angosciante e spaventosa, è un atto aberrante a maggior ragione essendo la manifestazione intrisa del terribile germe del fondamentalismo cattolico-fascista e di implacabile fanatismo religioso.

Porto l’esempio calzante, di Salman Rushdie, scrittore e saggista britannico, autore di opere di narrativa. Nel 1988 egli scrisse il libro “I versi satanici” (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici. La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa dell’ayatollah Ruhollah Khomeyni che decretò la condanna a morte di Salman Rushdie. Un privato cittadino offrì una taglia in denaro per la morte dello scrittore, probabilmente tollerata e permessa dal regime khomeynista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione. Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito come l’editore norvegese del libro. La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto “la condanna a morte dell’Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l’islam e non è semplicemente una condanna a morte”.

Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica.

Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare.

Ritengo essere gravissimo l’intento del partito politico della Lega Nord delle Marche che organizzerà una manifestazione politica pubblica fondamentalista di fanatici cattolici dichiaratamente contro singoli e onesti cittadini solo perché di pensiero ateo, nella fattispecie contro la mia persona per avere io probabilmente espresso democraticamente e pacificamente il mio libero pensiero sull’ateismo e di uomo libero. Probabilmente alle brillanti e lungimiranti menti pensanti della Lega Nord nessuno ha ancora detto loro che la caccia alle streghe e agli eretici è finita da un bel pezzo e che ora viviamo nel terzo millennio e non più nel medioevo.

È mio inviolabile diritto di uomo, di cittadino, di pensatore, di intellettuale e di scrittore esprimere liberamente il mio pensiero non essendo l’Italia uno Stato dittatoriale a regime fascista, né a regime dittatoriale nazista, ma bensì è uno Stato laico e democratico, come recita l’articolo 19 della Costituzione della Repubblica Italiana: «Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.» e poi ancora l’articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». E anche come fa esplicito riferimento l’articolo 9 della Carta Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, recepita dall’Italia nel 1955.

Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione statunitense Ku Klux Klan di stampo cristiano terroristico, a contenuti razzisti che propugnano la superiorità della razza bianca soprattutto se cristiana perpetrando, probabilmente, la caccia e il razzismo spietato contro gli afro-americani.

Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione della spietata setta fondamentalista della Chiesa cattolica, organizzazione parallela facente capo allo Stato dittatoriale e fondamentalista del Vaticano. Chiesa cattolica, cioè di quella setta “malefica e perniciosa”, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, eterna corruttrice e associazione oscurantista e sanguinaria portatrice di orrori e di morte. Chiesa cattolica che, nell’arco dei secoli, ha compiuto crociate disumane, sterminando popoli, mettendo in atto genocidi efferati e crimini atroci contro l’Umanità in nome dei suoi Dei, del feticcio chiodato e di assurde superstizioni medievali. Milioni di uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni.

Nemmeno deve assolutamente ripetersi la sciagurata e criminale Storia, come quando nella Germania nazista di Adolf Hitler nella quale gli ebrei vennero bruciati nei forni crematori e vennero uccisi a milioni nei campi di concentramento nazisti insieme a oppositori politici, omosessuali, comunisti, socialisti, anarchici, zingari, malati di mente, portatori di handicap, pentecostali, testimoni di Geova, sovietici, polacchi, etnie indesiderabili, popolazioni inaccettabili, “untermenschen”, “sub-umani”, come li definirono i criminali nazisti hitleriani, “ausmerzen”, “sopprimiamo i deboli”, ripetevano gli instancabili carnefici assassini nazisti, mentre molti cittadini tedeschi erano, forse, all’oscuro delle atrocità che stavano accadendo attorno a loro, come all’oscuro erano, forse, anche le nazioni europee, americane ed asiatiche.

Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.

Poiché vivo in un Paese che si dichiara Laico, poiché ritengo di aver subito una ingiustificata discriminazione religiosa e sociale, poiché ritengo che gli atti posti in essere e sopra descritti integrino estremi di reato, poiché ritengo che vi sia stata la violazione dell’art. 3 della L.654/1975, chiedo alle alte Cariche e Autorità in indirizzo di adottare tutti i provvedimenti ritenuti opportuni a tutela e a difesa dei miei diritti e nel contempo chiedo che siano puniti gli eventuali responsabili della discriminazione religiosa, e/o politica, e/o sociale posta in essere contro di me.

Allego copia dell’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo”.
Chiedo di essere informato in caso di archiviazione.
Con alta considerazione.
2 Febbraio 2011

Ennio Montesi

Si invita alla massima pubblicazione e diffusione

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IL PAPA, L’ANTILAICO PER ECCELLENZA

Posted on 11 gennaio 2011. Filed under: società | Tag:, , , , , , |

E ci mancherebbe… penserà qualcuno. Eppure di fronte all’ennesima sparata, non posso fare a meno di provare un forte senso di fastidio. Sentite qua: secondo lui, l’educazione sessuale impartita nelle scuole di certi paesi è un pericolo per la libertà religiosa. Badate bene, quest’uomo non dice che non gli piace, che è contrario, che i principi insegnati sono contrari alla dottrina cattolica, eccetera. No: afferma categorico che è in pericolo uno dei capisaldi di qualsiasi cultura laica e liberale, addirittura sarebbe in pericolo la stessa libertà religiosa. Affermazione forte, e discutibile, che si fa fatica a comprendere. Quale nesso ci può essere tra l’educazione sessuale e la libertà di abbracciare un credo religioso? Evidentemente nessuno, a meno che non si faccia (ritengo volutamente) confusione tra educazione sessuale e morale sessuale.

Detto in altri termini, il concetto del Papa è questo: l’educazione sessuale dovrebbe illustrare i principi (anche se sessuofobi, anche se improntati al disprezzo dei diversi, anche se sostenuti dal pregiudizio, dall’intolleranza, perciò portatori di ignoranza) della fede cattolica al riguardo. Tutto il contrario di quanto debba prevedere una corretta educazione che presuppone in primo luogo la conoscenza ed in seconda battuta il formarsi di un’opinione propria da parte di colui cui è stato impartito l’insegnamento.

Forse è l’uso della parola educazione, spesso usata a sproposito e con intenti non proprio nobili, a fuorviare sua santità. Certe volte educare è ahimé sinonimo di opprimere: colpirne uno per educarne cento. Forse il Papa intendeva riferirsi a questo tipo di educazione, che consiste nel costringere qualcuno a condividere le nostre idee e ad assumere i nostri comportamenti a suon di botte, torture e persecuzioni varie.

Non è propriamente il significato che va (per fortuna) per la maggiore nei paesi democratici in cui ci si sta affrancando dal pregiudizio e dall’ignoranza allo scopo di creare una società moderna, improntata alla libertà ed alla tolleranza.

Il prossimo passo del Papa sarà sostenere che la libertà civile mette in pericolo la libertà religiosa?

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INTERCETTAZIONI: DERIVA AUTORITARIA, TENTATIVI DI CENSURA

Posted on 20 maggio 2010. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , , , |

Il disegno di legge sulle intercettazioni deve preoccupare qualsiasi persona abbia a cuore la libertà di stampa ed i diritti democratici. Consiste in una vera e propria intimidazione di Stato nei confronti degli editori e dei giornalisti, con multe altissime (quasi 500.000 euro!) per i primi ed il carcere (!) per i secondi. Senza entrare nei dettagli, che trovate ovunque, vorrei sottolineare l’assurdità di una norma che, in caso di fuga di notizie (per esempio da una procura), non si preoccupa di punire chi non ha rispettato il segreto ma semplicemente colui che le diffonde e che è deontologicamente tenuto a farlo (il giornalista ed il suo diritto/dovere di cronaca).

E’ facile, ed è bello immaginare una levata di scudi da parte della stampa, delle tv e dei media in generale. Notizia delle ore 21.30 del 20 maggio 2010, il governo ha già ritirato l’emendamento che prevedeva l’aggravamento delle sanzioni per i giornalisti: patetico tentativo da ruffiani di imbonire “il nemico”.

Spero che l’opposizione, che in altri casi ha fatto ostruzionismo per motivi molto meno seri o addirittura ridicoli, questa volta sia in grado di dare battaglia per una causa veramente degna di nota.

Intanto SKY, cui sono – a questo punto – orgogliosamente abbonato, ha dissepolto la scure di guerra: ecco il link.

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CONDANNATA GOOGLE: UNA SENTENZA PERICOLOSA

Posted on 24 febbraio 2010. Filed under: internet, società | Tag:, , , , , |

Tre dirigenti di Google sono stati condannati per la pubblicazione di un esecrabile video su YouTube in cui un paio di vigliacchi bulletti prendevano a ceffoni un ragazzo down. La motivazione della sentenza ancora non è stata depositata, per cui non si sa ancora fino a che punto questa sentenza costituisca un pericoloso precedente in grado di mettere a soqquadro la rete ed impedire di fatto tutto il cosiddetto Web 2.0, ovvero il Web i cui contenuti sono uploadati dagli utenti (YouTube, Facebook, i blog, Flickr per le fotografie, e centinaia se non migliaia di servizi analoghi). C’è da precisare subito che i dirigenti sono stati condannati per “violazione della privacy” ma sono stati assolti dall’accusa di “diffamazione”: questo distinguo renderà estremamente interessante la lettura integrale della sentenza. Ma approfondiamo un paio di punti: 1. perché pericolosa; 2. perché tutta la vicenda è sostanzialmente stupida (a mio modo di vedere, e non mi riferisco certo all’ignobile trattamento riservato al ragazzo down, come vedremo).

1. La sentenza è pericolosa perché, come è noto, Google non fa altro che mettere a disposizione degli utenti una piattaforma tecnologica, senza avere alcun controllo su ciò che viene pubblicato. Del resto ogni ora vengono inviati talmente tanti video che un controllo preventivo sarebbe, anche a volerlo effettuare, impossibile. In sostanza Google è solo un fornitore di servizio, un intermediario, e se passasse il concetto che l’intermediario è responsabile di ciò che fanno gli utenti, ne vedremmo veramente delle belle: chiusura di quasi tutti i servizi basati sul cosiddetto web 2.0 e sostanzialmente la fine di internet così come la conosciamo. Inizierebbe un’era non di libertà, come finora, ma di censura preventiva su tutto o quasi. E’ paradossale che sotto processo siano finiti i dirigenti di Google e non i giovani vessatori (a dire il vero, non so se costoro siano stati perseguiti a suo tempo. Mi auguro di sì). Se vogliamo un’internet libera che ci consenta di esprimerci liberamente, non possiamo fare a meno di sostenere che l’intermediario non può essere ritenuto responsabile del comportamento dei propri utenti -tanto più che si tratta di un servizio gratuito! – e che sono gli utenti stessi a doversi assumere le proprie responsabilità, come avviene nella vita reale.

2. Seconda considerazione: ma di che stiamo cianciando? Il povero ragazzo down avrebbe avuto una vita migliore senza il video su YouTube? Non credo proprio. Avrebbe continuato a prendere botte e probabilmente nessuno lo sarebbe venuto a sapere e nessuno sarebbe corso in sua difesa. Gli ignobili persecutori sarebbero rimasti tali ed in assenza della piattaforma tecnologica si sarebbero limitati a sghignazzare con i loro compagni di merende, passandosi il cellulare con il filmato di mano in mano. Il problema in sé, secondo me, non esiste. Davvero, non c’è. Vedo solo risvolti ampiamenti positivi derivanti dalla pubblicazione di questo video. Come se picchiare un down indifeso potesse essere legittimo, purché non si dia pubblico scandalo… ecco perché questa sentenza è pericolosa e tutti i concetti che ci girano intorno sono sostanzialmente privi di intelligenza.

Inutile dire che la sentenza ha avuto grande risonanza su tutti gli organi di stampa, anche internazionali, a riprova che la sua importanza è reale e non solo immaginaria. Ecco in conclusione, a titolo esemplificativo e non esaustivo, alcuni link:

http://www.pcworld.it/notizia/119853/2010-02-24/Google-condannata-per-il-video-con-pestaggio-di-ragazzo-down.html

http://punto-informatico.it/2819031/PI/News/caso-vividown-intermediario-responsabile.aspx

http://www.ilgiornale.it/interni/video_disabile_vessato_tre_condanne_google_usa_web_libero_e_diritto/internet-web_20-giudice_magi-disabile-down-motore_ricerca-condanna-google/24-02-2010/articolo-id=424691-page=0-comments=1

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92544&sez=HOME_INITALIA

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=7294&ID_sezione=38&sezione=News

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2010/02/24/296654-video_disabile.shtml

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/02/24/visualizza_new.html_1707219530.html

http://www.libero-news.it/news/356273/Video_del_ragazzino_disabile__condannato_Google.html

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/24/news/condanna-video-2409480/

http://www.nytimes.com/2010/02/25/technology/companies/25google.html?hp

http://business.timesonline.co.uk/tol/business/industry_sectors/technology/article7039110.ece

http://www.lemonde.fr/technologies/article/2010/02/24/trois-dirigeants-de-google-condamnes-pour-atteinte-a-la-vie-privee-en-italie_1310564_651865.html

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