IL COMPROMESSO STORICO RISORGE PER ARRAFFARE I SOLDI DEI CONTRIBUENTI

Posted on 17 aprile 2012. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , , , , |

Eccoli lì tutti e tre, per una volta perfettamente d’accordo: ABC, come sono stati soprannominati, ovvero Alfano Bersani Casini. Destra – centro – sinistra perfettamente allineati. Però, chi pensasse che questo storico accordo sia stato messo in piedi per varare chissà quale importantissima riforma o provvedimento, rimarrebbe deluso. Signori, svuotate le tasche e liberate la mente: i tre personaggi in questione (ed i rispettivi partiti) si sono trovati d’accordo su una cosa sola, arraffare i soldi dei contribuenti. Rinunciarvi, hanno detto, sarebbe un errore madornale. Sai le lobby altrimenti come avrebbero vita facile, hanno spiegato.

E così, proprio quando ai cittadini si chiedono sacrifici, proprio quando gli scandali circa l’utilizzo improprio di questi soldi (ex finanziamento, ora rimborso) sono all’ordine del giorno, queste facce di bronzo (per non dire di peggio) reclamano il loro diritto a requisire centinaia di milioni di euro ed hanno l’ardire di cercare di convincerci che lo stanno facendo per il nostro bene. Nonostante un referendum popolare abbia stabilito il contrario.

Per la cronaca, gli unici che rinunceranno sono la Lega (ci credo, dopo il ciclone Belsito) e l’Italia dei Valori di Di Pietro.

NO COMMENT…

http://www.ilgiornale.it/interni/finanziamenti_partiti_alfano-bersani-casiniabolirlo_sarebbe_errore_drammatico/finanziamento_partiti-soldi_partiti-bersani-alfano-casini/16-04-2012/articolo-id=583325-page=0-comments=1

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SCANDALO LEGA NORD: BEGA LADRONA?

Posted on 6 aprile 2012. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Un punto interrogativo alla fine del titolo di questo post è obbligatorio, perché le indagini sono in corso e finché non sono terminate non è giusto appioppare condanne mediatiche. Però, alla luce di ciò che si può apprendere dalla lettura della stampa, sia cartacea sia su internet, sembra proprio che la famiglia Bossi abbia generosamente attinto dalle casse del partito a scopo di finanziamento personale per rimettere a posto la casa (altro che onerosi mutui! Non è meglio il finanziamento pubblico?), per viaggi e per l’acquisto di automobili di grossa cilindrata. Non è solo la famiglia Bossi ad aver usufruito di questo comodo bancomat, composto oltre che dai soldi pubblici anche dalle sovvenzioni private dei simpatizzanti: sembra proprio che anche altri soggetti ne abbiano fatto uso, convinti di farla franca perché avevano in mano le prove degli utilizzi impropri – chiamiamoli così – da parte di the family (titolo su una cartella nella cassaforte del tesoriere Belsito) e perciò con in pugno l’arma del ricatto e il dito pronto sul grilletto, come le intercettazioni avrebbero consentito di appurare.

La prima cosa che viene in mente di dire è che i padani, per meglio dire i leghisti, per contrastare le ruberie altrui si sono ritrovati i ladri in casa. Sempreché le ruberie di cui stiamo parlando, alcune innegabili e sotto gli occhi di tutti, siano effettivamente a danno dei padani e non piuttosto di tutti gli italiani, come in realtà è.

Il secondo e divertente aspetto in una vicenda altrimenti molto triste, è appunto la presunta superiorità morale della razza padana (ammesso che tale razza esista ed abbia caratteristiche scientificamente individuabili, come sappiamo tutti non essere) scalfita così duramente da un pugno di furbacchioni che, non appena hanno potuto, si sono uniti al banchetto dei ladri soddisfatti di poter finalmente rubare anche loro. Gente senza cultura, come si è avuto modo di appurare più volte, grossolana ed esemplificatrice all’eccesso, da cui non c’era e non c’è da aspettarsi nulla di più.

Ultima cosa: a vedere le reazioni di alcuni ferventi leghisti, sembrerebbe regnare un certo buonismo nel giudicare questa vicenda. Come per dire: derubati sì, ma un conto è essere derubati da Roma ladrona, ed un conto è essere derubati da un padano come Bossi o Belsito e i componenti del cosiddetto cerchio magico. Ciò che sembrerebbe contare, secondo alcuni, non è tanto l’essere derubati, ma da chi. Questo tipo di mentalità a mio modo di vedere è piuttosto diffusa al nord e mi ricorda un giovane avvocato che si stava facendo conoscere tra la ricca piccola borghesia di una piccola città lombarda perché riusciva a non far pagare le multe prese con gli autovelox. La gente incazzata nera andava da lui e gli diceva, pressappoco: guarda qua, 200.000 lire di multa, ma io a quelli là i soldi non glieli voglio dare! Quelli là naturalmente, madre di tutte le esemplificazioni, nell’immaginario collettivo erano il governo, il paese dittatoriale, insomma Roma ladrona, anche se la multa proveniva dal comune. Il giovane avvocato, tranquillo, diceva che ci avrebbe pensato lui. Lui sapeva come fare, però il suo lavoro costava. Quanto? Almeno 200.000 lire, qualcosa di più. Il giovane avvocato intascava i soldi e diceva al soddisfatto cliente che poteva stare tranquillo, non avrebbe più sentito parlare di quella odiosa contravvenzione. Poi andava alla posta con i soldi e pagava la multa.

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PD E LEGA NORD: NUOVI AMORI SBOCCIANO TRA LE ROVINE DELLO STATO

Posted on 15 febbraio 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , |

A leggere le notizie sulla stampa, sembra proprio che sia nata o stia per nascere una fotoromanza (per dirla alla Nannini) tra la Lega Nord ed il PD. La tresca non sarebbe poi una novità così clamorosa: in passato, prima che il Cavaliere comprasse una Lega in crisi grazie ad una favolosa donazione, i leghisti erano già stati alleati della sinistra. Se è vero, come sostengono alcuni esponenti leghisti, che pur di realizzare il federalismo la Lega sarebbe disposta ad allearsi anche con il diavolo, ecco che il quadro si fa completo: è un partito “in vendita”, un po’ come i socialisti di un tempo che si vantavano di essere l’ago della bilancia e con disinvoltura potevano stare al governo con la DC, e contemporaneamente all’opposizione in numerose realtà territoriali.

Fare l’ago della bilancia, quando le maggioranze sono risicate, è un’ottima occupazione, però si fa la figura di chi non ha ideali e si mette in vendita al maggior offerente. La Lega con la scusa del federalismo, vera e propria mutanda dietro cui celare ogni vergogna, spera al contrario di apparire determinata a raggiungere un obiettivo concreto. Ci riuscirà? Gli elettori decideranno.

Il PD, facendo l’occhiolino ai lumbard,  spera di spezzare la maggioranza, già logora di per sé, sferrando così il colpo di grazia ad un PDL sempre più nell’occhio del ciclone, perso tra mignotte e faccendieri. La Lega potrebbe individuare nel PD un’occasione da non lasciarsi sfuggire per abbandonare quella che sempre più appare come una nave in procinto di affondare.

Chiaramente questo cambio di alleanza (per ora solo ipotetico, ma secondo me possibilissimo) ha un costo, che Bersani ha già messo sul piatto: realizzare il vero federalismo (qui si dovrebbe capire in cosa si differenzi da quello evidentemente falso) ed appoggio incondizionato a Maroni (al leghista Maroni, non al governo, ovvio) sulla questione immigrazione.

Come si vede, non si tratta purtroppo di whisky ben invecchiato, ma di acquetta fresca. Parole dietro cui si cela il nulla più assoluto (vero federalismo, appoggio sull’immigrazione), senza indicare quali sarebbero i punti in comune, gli eventuali limiti, i paletti e gli altolà. Insomma,nient’altro se non la conferma dello scarso valore del dibattito politico attuale.

Piuttosto, mi preoccupa il fatto che, a parole, tutti siano a favore del federalismo. Anche questo è sintomo di pochezza: ci si appiattisce in modo acritico all’unica proposta esistente di riforma dello Stato. Ma siamo sicuri che il federalismo sia una soluzione ai nostri mali? Siamo sicuri che una riforma in senso federalista dello Stato apporti benefici, senza alcuna controindicazione?

Mi si consenta di esprimere i più forti dubbi al riguardo. Ma ve l’immaginate, in un ipotetico futuro, festeggiare l’Italia federale ed omaggiare come padri della nuova patria i Bossi, i Secchiaroli, i Borghezio… ma davvero c’è da fidarsi di questi qua? Sarà che a me la Lega sta proprio sui cosiddetti, a partire da come si presenta e come argomenta. Mettiamola così: se la Lega si atteggia in un certo modo perché si rivolge ad un target “culturale” ben preciso, io non appartengo a quel target e provo fastidio quando sento Bossi sbiascicare che il nord è pronto a tirare fuori i fucili, eccetera eccetera. Mi da fastidio il semplicismo leghista, la contraffazione storica, l’ingenuità tipica del nord nel considerarsi “diverso e migliore”, il convincimento di essere il nord del mondo e che basti amputare il resto per stare subito meglio.

Io temo invece che l’Italia federalista, così come potrebbe essere concepita da questi signori strappati, nella migliore delle ipotesi, ad un onesto lavoro di bottega, sarà un terribile guazzabuglio, un ginepraio di realtà territoriali senza capo né coda, un labirinto senza uscita di tasse nuove ed ulteriori . Insomma, un gran pastrocchio, perché i fautori di questa riforma sono persone cui non concedo una tacca di stima, eccezion fatta per Maroni e Tremonti. Ma gli altri, sono persone mediocri che portano a spasso maiali anche quando il suino non c’è. 

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CROCIATA LEGHISTA CONTRO GLI ATEI NELLE MARCHE

Posted on 4 febbraio 2011. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , |

Ricevo e pubblico.

“NEL MIRINO” DELLA LEGA NORD LO SCRITTORE ATEO ENNIO MONTESI”

La Lega Nord delle Marche manifesta contro Montesi in quanto “non cattolico” ed egli presenta esposto alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato di discriminazione religiosa e razzismo.

Ancona – «Non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”.» Si legge del documento dell’esposto che lo scrittore Ennio Montesi ha depositato il 2.2.2011 presso la Procura della Repubblica e la Prefettura di Ancona inoltrandolo per conoscenza anche al presidente Giorgio Napolitano, al ministro dell’Interno Roberto Maroni, a José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea di Bruxelles, a Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e a Ban Ki-moon, segretario generale alle Nazioni Unite a New York. Il partito politico della Lega Nord, attraverso l’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” ha annunciato che organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011, per manifestare contro Ennio Montesi, contro Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona il quale Svarca avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso. Tutti e tre sono “accusati” e messi al bando dalla Lega Nord poiché essere cittadini di filosofia atea, cioè “non cattolici” e “non credenti”. Sembrerebbe che seguiranno anche altre manifestazioni della Lega Nord contro i tre cittadini atei. Nel documento dell’esposto si legge: «Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica. Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Salman Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare. Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.»

Esposto per manifestazione pubblica a Fermo del 5 Febbraio 2011 del partito politico Lega Nord delle Marche
contro Ennio Montesi e contro altri cittadini

Vincenzo Macrì
Procuratore Generale di Ancona
Procura della Repubblica
Presso Tribunale di Ancona
Corso Mazzini 95
60121 Ancona

Paolo Orrei
Prefetto di Ancona
Prefettura di Ancona
Piazza Plebiscito 1
60121 Ancona

Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Roberto Maroni
Ministro dell’Interno
Palazzo del Viminale 1
00184 Roma

José Manuel Durão Barroso
President
European Commission
Commissione Europea
Rue de la Loi 175
B-1048 Bruxelles – Belgio

Thorbjørn Jagland
Secretary General
Concil of Europe Human Rights
Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo
Avenue de l’Europe
67075 Strasbourg Cedex – Francia

Ban Ki-moon
UN Secretary-General
United Nations – Headquarters
Nazioni Unite
760 United Nations Plaza
New York, NY 10017 – USA

Io sottoscritto Ennio Montesi, cittadino italiano ed europeo, ho appreso da un articolo giornalistico una notizia inquietante e terrorizzante che riguarda la sicurezza fisica della mia persona, la mia incolumità personale e quelle della mia famiglia. Il titolo dell’articolo giornalistico in oggetto è “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” pubblicato in data 31/01/2011 sul website del giornale internet: informazione.tv a firma della redazione di Fermo il cui link diretto di pubblicazione è il seguente:

http://www.informazione.tv/index.php?action=index&p=61&art=25994

Da tale articolo giornalistico apprendo con grande sdegno e forte timore che il partito politico della Lega Nord delle Marche organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011 nella quale la Lega Nord delle Marche, presumibilmente insieme ad una folla, manifesteranno in pubblico probabilmente contro la mia persona, contro il mio libero pensiero, contro la mia filosofia atea e contro la mia attività intellettuale di scrittore. Nell’articolo giornalistico si legge: «Nel mirino dei bossiani entra anche lo scrittore jesino Ennio Montesi, che ha chiesto asilo politico alla Svezia perché “discriminato” dallo stato italiano che permette l’esposizione pubblica del crocefisso».

Sempre nell’articolo giornalistico in oggetto viene comunicato che la Lega Nord delle Marche prenderebbe di mira, oltre la mia figura, la mia persona, anche il cittadino italiano Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona che avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Inoltre, secondo l’articolo giornalistico verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso.

L’articolo si conclude annunciando che «La manifestazione leghista fermana sarà la prima di una serie in tutte le Marche. Nell’occasione si procederà anche al tesseramento 2011.» Pertanto sembrerebbe che ci saranno anche altre manifestazioni pubbliche contro di me, contro Dante Svarca e contro Luigi Tosti. Tale situazione di inaudito fondamentalismo politico e di fanatismo religioso, per quanto mi riguarda, è molto inquietante e terrorizzante, e presumo e spero che la Procura della Repubblica di Ancona e la Prefettura di Ancona vigilino con la dovuta attenzione su tale circostanza e sull’evolversi della situazione futura per evitare spiacevoli conseguenze. Chiedo alla Procura della Repubblica di Ancona e alla Prefettura di Ancona che in qualche modo provvedano a tutelare e a salvaguardare la sicurezza sia mia che quella della mia famiglia poiché ci sentiamo minacciati e in pericolo.

Sottolineo che le manifestazioni pubbliche sono, naturalmente, uno dei fondamentali diritti democratici a beneficio della democrazia e della libertà di un popolo.

Tuttavia qualora un partito politico organizzasse una manifestazione pubblica “ateofoba”, cioè contro gli atei, fomentando e aizzando le folle contro il libero pensiero di un singolo cittadino poiché ritenuto pensiero da combattere e da estirpare, cittadino che non è una figura pubblica, né un personaggio politico, presumo sia un atto di notevole e di gravissima intolleranza, un atto molto inquietante ed infinitamente esecrabile di presumibile discriminazione razziale e di presunta violenza politica di matrice fondamentalista cattolica-fascista.

Ritengo possa essere questo un atto di probabile intimidazione personale e di presumibile istigazione all’odio razziale contro la mia persona, contro il mio pensiero di filosofia atea, contro i miei scritti, contro i miei libri e contro la mia attività intellettuale. Ritengo possa essere questo un atto che probabilmente vada a ledere i principali diritti inviolabili personali di democrazia e di libertà della persona, diritti che debbono essere garantiti, tutelati e difesi dalle Istituzioni della Repubblica Italiana, sia per me che per tutti.

Sottolineo che non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”. Nessuno può obbligare nessuno a credere o a non credere a personaggi immaginari, e tanto meno nessuno può imporre a nessuno di adorare o di venerare tali personaggi.

Pertanto, neanche il partito politico della Lega Nord delle Marche e neanche la setta fondamentalista ed oscurantista denominata “Chiesa cattolica”, e neanche i suoi accalorati adepti cattolici, possono permettersi di imporre e di obbligare le persone a dovere credere a tutti i costi e forzatamente a leggende fantasiose, come quella del dischetto di frumento che la setta cattolica ha denominato “ostia” dalla quale ostia per un rito magico denominato “eucarestia” e di “parole magiche” pronunciate dagli stregoni cattolici i quali trasformerebbero il frumento in un altro elemento, cioè in sangue, in carne, in ossa e in altre sostanze organiche umane di un presunto cadavere che sarebbe morto due millenni fa. Probabilmente una magia perfino superiore a quella in uso al mago Harry Potter. È comunque facile e banale scoprire se il frumento si sia trasformato nel presunto sangue del presunto personaggio denominato Gesù detto il Cristo, facendo un semplice esame ematologico in un laboratorio di analisi.

Qualora il referto di laboratorio di analisi ematologiche confermasse che il frumento si è trasformato in sangue umano, in carne e in ossa – come asseriscono con inaudita certezza gli stregoni cattolici e i loro adepti e come vorrebbero fare credere al prossimo – si potrebbe poi procedere all’esame del DNA. Inoltre, poiché sembrerebbero esistere almeno tredici presunti prepuzi del pene del presunto Gesù detto il Cristo sparsi e custoditi nelle chiese come reliquie da adorare, si potrebbe procedere all’esame del DNA di uno di questi presunti prepuzi appartenuti al presunto Gesù detto il Cristo e poi confrontare la struttura del DNA dell’ostia con la struttura del DNA del presunto prepuzio così da verificare inconfutabilmente e una volta per tutte se il sangue risulta essere, oppure non essere, della stessa persona. Ammesso sempre che il frumento, a dispetto di tutte le leggi della fisica molecolare, della chimica, della matematica, della composizione della materia e della biologia organica si sia trasformato realmente in sangue umano, in carne e in ossa e n altro materiale organico umano.

E nemmeno si può imporre a nessuno di credere a quei bizzarri giochetti dell’arte di prestidigitazione denominati “miracoli” che inducono a pensare che siano probabilmente in corso, piuttosto che magie e miracoli, concreti reati penali come ad esempio “abuso della credulità popolare”, “circonvenzione di incapace”, illegalità della “professione di ciarlatano”, di “associazione a delinquere ai fini del raggiro e della truffa”, reati non fantasiosi, ma concreti e reali previsti e perseguiti dal Codice Penale italiano e dalle leggi dello Stato Italiano.

Nessuno può imporre a nessuno di credere a superstizioni medievali oppure ad antiche favole di storie criminali. Nessuno può imporre a nessuna persona di credere ad assurde credenze religiose imponendole con arroganza e con violenza sociale oppure organizzando manifestazioni pubbliche di fanatismo cattolico portando in piazza molte persone e agitando la folla contro chi non è disposto a credere a tali favole e a simili superstizioni. È probabile che tali comportamenti discriminatori violino qualche legge dello Stato Italiano, sempre che le leggi abbiano un senso e una funzione democratica e applicabili oltre che per la “superiore razza cattolica” anche per la “inferiore e schifosa razza di noi atei abominevoli”.

In questa Italia che si definisce Stato Laico e democratico non è affatto piacevole, né tranquillizzante “sentirsi nel mirino” di una folla destabilizzata di fanatici fondamentalisti con la mente inebriata di chissà quali misticismi ultraterreni e di una folla fomentata da un partito politico italiano che manifesta in piazza contro le persone singole, contro i liberi cittadini italiani solo perché la pensano diversamente da loro in merito alle favole criminali propagandate dalla setta fondamentalista della Chiesa cattolica e dai suoi gerarchi vaticani.

Sottolineo che una manifestazione “Ad Personam” organizzata da un partito politico è una azione angosciante e spaventosa, è un atto aberrante a maggior ragione essendo la manifestazione intrisa del terribile germe del fondamentalismo cattolico-fascista e di implacabile fanatismo religioso.

Porto l’esempio calzante, di Salman Rushdie, scrittore e saggista britannico, autore di opere di narrativa. Nel 1988 egli scrisse il libro “I versi satanici” (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici. La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa dell’ayatollah Ruhollah Khomeyni che decretò la condanna a morte di Salman Rushdie. Un privato cittadino offrì una taglia in denaro per la morte dello scrittore, probabilmente tollerata e permessa dal regime khomeynista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione. Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito come l’editore norvegese del libro. La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto “la condanna a morte dell’Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l’islam e non è semplicemente una condanna a morte”.

Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica.

Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare.

Ritengo essere gravissimo l’intento del partito politico della Lega Nord delle Marche che organizzerà una manifestazione politica pubblica fondamentalista di fanatici cattolici dichiaratamente contro singoli e onesti cittadini solo perché di pensiero ateo, nella fattispecie contro la mia persona per avere io probabilmente espresso democraticamente e pacificamente il mio libero pensiero sull’ateismo e di uomo libero. Probabilmente alle brillanti e lungimiranti menti pensanti della Lega Nord nessuno ha ancora detto loro che la caccia alle streghe e agli eretici è finita da un bel pezzo e che ora viviamo nel terzo millennio e non più nel medioevo.

È mio inviolabile diritto di uomo, di cittadino, di pensatore, di intellettuale e di scrittore esprimere liberamente il mio pensiero non essendo l’Italia uno Stato dittatoriale a regime fascista, né a regime dittatoriale nazista, ma bensì è uno Stato laico e democratico, come recita l’articolo 19 della Costituzione della Repubblica Italiana: «Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.» e poi ancora l’articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». E anche come fa esplicito riferimento l’articolo 9 della Carta Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, recepita dall’Italia nel 1955.

Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione statunitense Ku Klux Klan di stampo cristiano terroristico, a contenuti razzisti che propugnano la superiorità della razza bianca soprattutto se cristiana perpetrando, probabilmente, la caccia e il razzismo spietato contro gli afro-americani.

Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione della spietata setta fondamentalista della Chiesa cattolica, organizzazione parallela facente capo allo Stato dittatoriale e fondamentalista del Vaticano. Chiesa cattolica, cioè di quella setta “malefica e perniciosa”, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, eterna corruttrice e associazione oscurantista e sanguinaria portatrice di orrori e di morte. Chiesa cattolica che, nell’arco dei secoli, ha compiuto crociate disumane, sterminando popoli, mettendo in atto genocidi efferati e crimini atroci contro l’Umanità in nome dei suoi Dei, del feticcio chiodato e di assurde superstizioni medievali. Milioni di uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni.

Nemmeno deve assolutamente ripetersi la sciagurata e criminale Storia, come quando nella Germania nazista di Adolf Hitler nella quale gli ebrei vennero bruciati nei forni crematori e vennero uccisi a milioni nei campi di concentramento nazisti insieme a oppositori politici, omosessuali, comunisti, socialisti, anarchici, zingari, malati di mente, portatori di handicap, pentecostali, testimoni di Geova, sovietici, polacchi, etnie indesiderabili, popolazioni inaccettabili, “untermenschen”, “sub-umani”, come li definirono i criminali nazisti hitleriani, “ausmerzen”, “sopprimiamo i deboli”, ripetevano gli instancabili carnefici assassini nazisti, mentre molti cittadini tedeschi erano, forse, all’oscuro delle atrocità che stavano accadendo attorno a loro, come all’oscuro erano, forse, anche le nazioni europee, americane ed asiatiche.

Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.

Poiché vivo in un Paese che si dichiara Laico, poiché ritengo di aver subito una ingiustificata discriminazione religiosa e sociale, poiché ritengo che gli atti posti in essere e sopra descritti integrino estremi di reato, poiché ritengo che vi sia stata la violazione dell’art. 3 della L.654/1975, chiedo alle alte Cariche e Autorità in indirizzo di adottare tutti i provvedimenti ritenuti opportuni a tutela e a difesa dei miei diritti e nel contempo chiedo che siano puniti gli eventuali responsabili della discriminazione religiosa, e/o politica, e/o sociale posta in essere contro di me.

Allego copia dell’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo”.
Chiedo di essere informato in caso di archiviazione.
Con alta considerazione.
2 Febbraio 2011

Ennio Montesi

Si invita alla massima pubblicazione e diffusione

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COSTITUZIONE AD PERSONAM

Posted on 13 ottobre 2010. Filed under: politica | Tag:, , , |

Ogni volta che da parte della Lega o di Berlusconi sento dire che la Costituzione non è intoccabile, un brivido mi corre per la schiena. Non perché non sia vero: all’interno della Costituzione stessa ci sono le regole per la modifica. Il brivido deriva dal tono di fastidio (per non dire peggio) che percepisco e leggo tra le righe. Come se la carta costituzionale fosse solo un impiccio che lega le mani a chi comanda.
Detto da chi non ha esitato a varare leggi “ad personam”, poi, tale affermazione acquista un significato particolarmente negativo. La stampa riporta oggi con abbondante enfasi l’ennesima esternazione di Berlusconi che ricorda a tutti che è ora di cambiaria: bene, sarebbe anche ora che il capo del governo dicesse chiaramente cosa vorrebbe cambiare, e come. Così potremmo farci un’idea, ed evitare che si vada verso una Costituzione ad personam ad uso e consumo di chi è in cerca non solo dell’impunita ma anche del potere assoluto (vedasi l’insofferenza più volte manifestata nei confronti di ogni opposizione dialettica anche all’interno del suo stesso partito).
Per farla breve: chi si fida di Berlusconi e Bossi come “autori” di una nuova Costituzione, alzi la mano! (E si assuma le proprie responsabilità…).

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VOGLIA DI ELEZIONI PER IL MINISTRO DEI PORCI

Posted on 28 settembre 2010. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , , |

Che la Lega non fosse un movimento che trae spunto dalla cultura lo sapevo, ma che si ispirasse alle battute di “capolavori” del cinema alla Alvaro Vitali oppure della “premiata” ditta Vanzina, è stata una sorpresa. Parziale, perché già questo governo aveva conferito lo status di opera d’arte all’ennesima “vacanzata” (insieme a un cospicuo finanziamento al produttore De Laurentis), per cui qualche sospetto mi era già venuto. Ad un livello indubbiamente superiore ci sono i godibili fumetti di Asterix, ma comunque sempre di plagio si tratta. Insomma, comunque giri e rigiri la frittata, la frase di Bossi “Sono Porci Questi Romani” – che storpia il celebre acronimo SPQR) – pecca di originalità. Anzi, dopo cotanta banalità non mi meraviglierei di udire da qualche altro esponente leghista un’altra variante che conosco sin da piccolo, rivolta alle donne della capitale: Sono P… Queste Romane, che cito solo per poter dimostrare, all’evenienza, che si tratta di battute di seconda mano.
Ho usato il termine “frittata” perché sì, è una frittata. Ed é anche un autogol. Perché i casi sono due: o Bossi si sente ministro solo dei propri elettori del nord, ed allora deve dimettersi perché il ruolo di ministro della repubblica è incompatibile con questo modo di ragionare; oppure Bossi ritiene di essere il ministro (anche) dei porci, e poiché solo un porco può conoscere a fondo le esigenze dei porci, se pensa di essere un buon ministro vuol dire che è egli stesso un porco.
In ogni caso, che un ministro possa permettersi di insultare i propri amministrati è una novità assoluta nel pur scellerato panorama politico attuale, e poco vale che il giorno dopo Bossi abbia cercato di sminuire definendo la frase una semplice battuta (facile, lo avevo previsto, il copione è sempre lo stesso).
Secondo me Bossi, che tutti danno per vincente qualora si andasse al voto, ha una voglia smodata di elezioni, ma non vuole fare la figura di quello che ha fatto cadere il governo, per due motivi: in primo luogo perché l’elettorato ha dimostrato più volte di penalizzare i voltagabbana, e poi perché ha un debito con Berlusconi che anni addietro ha finanziato con generosità la Lega Nord acquistandone i favori (c’è qualcuno che non ricorda l’alleanza leghista con la sinistra?).
E se il nuovo acrostico fosse “Sono Padani Questi Romani”?… visto e considerato che questi politici del nord, manco fosse un marchio DOC o almeno una Indicazione Geografica Tipica, a Roma ci stanno benone e non sembrano proprio volersene andare.

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BURQA: LA DONNA NERA METTE PAURA AI BAMBINI, MA ANCHE AI GRANDI

Posted on 18 settembre 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , |

Eccomi di nuovo ad affrontare questo spinoso argomento, in bilico tra tutela delle libertà individuali e rispetto della nostra cultura e civiltà: sono le notizie di cronaca a fornirmene, come sempre, lo spunto. Un tempo per spaventare i bambini e costringerli ad essere ubbidienti, i genitori in modo molto discutibile minacciavano di chiamare l’uomo nero, una spaventosa figura coacervo di tutte le crudeltà, che li avrebbe presi e portati via. Leggo invece che a Sonnino, in provincia di Latina, l’uomo nero si è trasformato in donna nera, e non si tratta solo di un parto della fantasia. Una mamma mussulmana accompagna infatti all’asilo il proprio figlio vestita con il burqa tradizionale, quello che permette di vedere il mondo circostante attraverso una grata, spaventando gli altri bambini che non capiscano cosa si nasconda dietro quel tendaggio minaccioso. Diciamo la verità, se non proprio paura un po’ compassione questa donna la fa: è come andare in giro circondati dalla cella di una prigione, portarsi dietro il sole a scacchi, quello che filtra debolmente attraverso le sbarre di una cella. I bambini sono terrorizzati e non vorrebbero andare all’asilo (forse un po’ ci marciano, dico io), così i genitori starebbero raccogliendo le firme per impedire a questa donna di vestirsi così, quando porta la prole all’asilo. Non siamo, noi italiani, sufficientemente maturi per accettare con disinvoltura la diversità: questo è un dato di fatto, ed è una parte del problema. Infatti il pastore evangelico della cittadina, che apprendo chiamarsi Claudio Zappalà, invita tutti a spiegare ai bambini cosa è il burqa e ad educarli ad essere rispettosi delle usanze altrui.

La donna, di cui non si conosce il volto ma nemmeno il nome, almeno stando alle letture sul web, è la moglie dell’imam della moschea locale, tale Moustafa Addi, che con pazienza e calma olimpica spiega ai giornalisti che non c’è da aver paura della donna in burqa: si tratta solo di un abito tradizionale del suo paese, non c’è nulla da temere.

Un momento, qualcosa non mi torna.

Il fatto che sia un abito tradizionale del suo paese, non me ne può fregare di meno. Non tutte le tradizioni sono buone solo per il fatto di essere appunto tradizioni: basti pensare alle mutilazioni tradizionalissime che certe popolazioni africane impongono alle figlie femmine sin da bambine (infibulazione). Anzi, voglio dirla tutta: molte tradizioni sono, secondo me, per dirla alla Fantozzi, “cagate pazzesche”.

Inoltre mi pare sintomatico di una cultura per noi inaccettabile che sia lui, il marito-prete-padrone a parlare ed a minimizzare la questione, anziché lei, la donna costretta ad andare in giro con una tenda addosso, di cui non si conosce neanche il nome: un essere umano cancellato, una faccia che non si vede, una persona che non esiste. Ma cari i miei Zappalà (il pastore evangelico) e Moustafa Addi, che ne pensa la diretta interessata? Siamo così sicuri che sia non dico orgogliosa di questa abominevole tradizione che la oscura in quanto essere, ma almeno consenziente, e non si senta invece costretta da un ginepraio di regole arcaiche, convinzioni religiose non del tutto giustificabili, dalla necessità di tutelare la pace familiare ad annullarsi e coprirsi in modo così osceno? Sì, perché per me la donna in burqa è oscena. Il mondo occidentale non può tollerare che un essere umano sia schiavizzato contro il proprio volere sino ad umiliarsi. Siamo sicuri che la donna in burqa non abbia nulla a che spartire, culturalmente parlando, con quei padri che hanno ucciso le figlie perché avevano acquisito costumi ed usanze all’occidentale? Certe persone di certi popoli non sono sufficientemente mature per vivere in occidente: questa è l’altra faccia del problema.

Insomma, l’unica persona che avrebbe diritto a parlare, a decidere, è assente ingiustificata. Proprio mentre in Europa fa notizia l’invenzione del vestito spray, che si spruzza addosso (non è body painting, è un vero tessuto) e che aderisce perfettamente alle curve del corpo, di quella modella mozzafiato (magari ritoccata con photoshop) cui stiamo pensando. Altro che burqa.

La legge introdotta in Francia, che proibisce il burqa in qualsiasi luogo pubblico pur senza mai nominare esplicitamente l’abominevole tendaggio, ha proprio questa finalità: impedire che alcune donne siano costrette ad indossarlo contro il loro volere, e pazienza se qualcuna, contenta di farlo (ma siamo sicuri che ce ne siano?), si sente limitata nella propria libertà.

Io credo che in Italia dovremmo fare una legge simile, in coerenza con quella sull’ordine pubblico del ‘75 che impedisce di andare in giro col volto coperto. Non è questione di razzismo o di limitare la libertà religiosa: è questione di emancipazione sociale. Si vuole semplicemente impedire che sopraffazioni e violenze si nascondano dietro la pratica religiosa, con cui in realtà non hanno nulla a che spartire.

Una volta tanto la nostra classe politica sembra pensarla allo stesso modo, con toni abbastanza unanimi, segno che il buonsenso qualche volta riesce a trionfare oltre la logica di partito. Così si è espresso Fini, così si sono espressi esponenti della Lega, così la PD Pollastrini. Qualche voce dubbiosa ipotizza che vietare il burqa potrebbe finire col segregare ancora di più qualche donna dentro casa. Ma cazzo, dico io, il reato di sequestro di persona è tuttora in vigore, oppure no?

Inutile dire che per rendere coerente e giustificabile il tutto, bisogna essere rigorosi sempre. Non ha senso varare leggi che spingano verso il nostro stile di vita, se poi si alza un muro invalicabile nei confronti degli “stranieri”. Non so se le parole dell’assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, siano state male riportate dai giornali oppure siano state male interpretate: mi auguro che sia così, altrimenti sarebbero di una gravità inaccettabile. Sostenere in un discorso pubblico che i figli degli immigrati, nati in Italia, non sono italiani, è assolutamente stupido (non trovo aggettivo migliore), anche perché dovrebbe essere proprio l’ambito scolastico quello principe per affermare valori di cultura e civiltà per formare i cittadini di domani, siano essi nati da italiani oppure da stranieri.

UPDATE DEL 20/09/2010 – La signora sotto velo ha deciso (non si sa se lei oppure il marito): si scoprirà il viso prima di entrare nell’asilo. Wow, che eccitazione. Nel frattempo apprendo che l’associazione italiana dei mussulmani moderati si è schierata a favore di una legge che proibisca il burqa nei luoghi pubblici. Di più: sostengono che sia veramente necessaria. Link.

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LO CHIAMAVANO BALLAMAN

Posted on 7 settembre 2010. Filed under: politica | Tag:, , , |

Dopo Superman, Batman, Darkman, Ironman e chi più ne ha più ne metta, finalmente abbiamo il primo supereroe padano: Ballaman. Secondo quanto riportato dalla stampa, il superpotere di Ballaman è quello di far apparire in qualsiasi posto, in qualsiasi momento, un’auto blu con tanto di autista al suo servizio. È ora di andare a fare merenda? “Auto blù!” È ora di andare a prendere i figli a scuola? “Auto blù!” Si parte in viaggio di nozze? “Auto blù, all’aereoporto!” La vita è facile quando si hanno simili superpoteri, non disponibili ai comuni mortali. Già, perché Ballaman ha cessato di essere un comune mortale quando è stato eletto presidente del Friuli nelle liste della Lega. Cazzarola, presidente del Friuli, mica uno stronzo qualunque. E così, mentre (giusto per fare un esempio) Spiderman ha acquisito i propri superpoteri dopo essere stato punto da un ragno mutante, Ballaman li ha acquisiti grazie ad una competizione elettorale. Ok, molto più democratico.
Peccato che tanta potenza non sia stata utilizzata a vantaggio della collettività, ma ad esclusivo vantaggio proprio. Insomma, dài un po’ di potere a Ballaman, uno che si è fatto strada al grido di “Roma ladrona”, e scopri che la sua era tutta invidia: appena diventato presidente del Friuli, zac, eccolo che ti sbafa i viaggi gratis.
Il comportamento di Ballaman non è certo tra i peggiori, ed è triste ammetterlo; ma è significativo di come certe persone siano moralmente modeste e di come se ne possano approfittare non appena viene concesso loro un po’ di potere. Figuriamoci quello che può accadere quando le cariche politiche sono più alte ed i livelli di responsabilità più marcati.

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RITORNO AL FUTURO

Posted on 6 settembre 2010. Filed under: politica | Tag:, , , , , |

E così, alla fine, Fini ha parlato e il discorso ha avuto l’onore della diretta su SKY NEWS. Curiosa parabola (nessun riferimento all’emittente satellitare) quella dell’ex missino ed ex AN, che da delfino di Almirante ed ex epigono della destra “neofascista” viene ora percepito da molti come l’unico politico che dice qualcosa di sinistra. Le solite esagerazioni: la destra italiana è stata sempre, da Mussolini in poi, più sociale che non liberale, per cui alcune prese di posizione attuali del Presidente della Camera, per esempio quelle a favore dei ceti economicamente più deboli, non debbono stupire (sono nel DNA della destra sociale), mentre semmai dovrebbero meravigliare i tanti riferimenti al liberalismo: ma nell’attuale calderone orfano di ideologie e padri presentabili ci si può attendere di tutto da tutti. Non sorprende perciò che il discorso intero possa essere riassunto in quella che a mio parere è stata la frase dal contenuto più dirompente: “il PDL non c’è più”, e se lo dice lui un minimo di credito bisogna darglielo perché stiamo parlando di uno dei cofondatori del partito (l’altro come tutti sanno è Berlusconi).
Il vero problema, e dovrebbe essere ormai sotto gli occhi di tutti, è che il PDL assomiglia sempre di più a quel “partito azienda” paventato da molti, in cui il capo non si contraddice pena la scomunica ed anzi si eseguono i suoi ordini senza discutere. Berlusconi più che da leader si sta comportando da padrone ed ha trovato fedeli alleati in quei politici ex AN che, senza porsi troppi problemi, si sono messi al servizio del proprio datore di lavoro, perché conviene: il capo è ricco, potente e la paga è buona, che si può volere di più dalla vita?
Per questo l’atteggiamento di Fini, opposto a questo andazzo, mi sembra particolarmente apprezzabile. Verrà apprezzato anche dagli elettori? Ma soprattutto, si andrà al voto? In caso di elezioni, la mia sensazione è che Fini potrebbe togliere più voti a sinistra piuttosto che riequilibrare il peso politico a destra.
Un’altra questione interessante che Fini ha sollevato è quella relativa all’importanza della Lega all’interno della coalizione di Governo. Berlusconi e la Lega sono complementari: il primo ha bisogno di voti sicuri per poter approvare le famose leggi “ad personam”, gli altri hanno bisogno di voti sicuri per portare avanti un federalismo di facciata che in realtà nasconde istinti separatisti. Berlusconi è sotto il ricatto leghista ed i leghisti sono furbi abbastanza da approfittarne. Di sicuro tra la lega e la destra sociale c’è una differenza abissale e Berlusconi non è più quel collante che è stato, anzi adesso appare più un cuneo che tanto più spinge tanto più rischia di spezzare in due la propria creatura politica. Logico che a Fini la Lega stia sulle palle, non potrebbe essere diversamente.
Forse nell’immediato non succederà nulla (il Presidente ha dichiarato che resterà nella maggioranza), ma sicuramente con il discorso di ieri Fini ha inteso lanciare una “nuova” proposta politica che odora di AN; vediamo se ci saranno le forze per portarla avanti o se il partito-azienda ed i suoi cortigiani avranno la meglio.

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LEGA: SE L’ASSESSORE FOSSE STATO NAPOLETANO…

Posted on 18 luglio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , |

Santino Bozza, consigliere regionale della Lega in Veneto, è stato pizzicato in treno dal controllore con un biglietto non obliterato. Come è noto a tutti gli sfortunati che debbono viaggiare sulle rotaie, la obliterazione avviene inserendo il biglietto in una macchinetta (sempre che se ne trovi una funzionante) che provvede a stampare ora e data in modo che il biglietto non possa essere usato più di una volta. Ebbene, il nostro leghista sale sul treno e subito, racconta, fatti nemmeno dieci metri, zac!, scatta il controllo e la multa. I potenti italiani, anche i potentini, sì insomma quelli che hanno un potere anche modesto, diventano subito arroganti, ed in questo il leghista ha dimostrato di non essere diverso dagli altri non padani ed anzi, di fronte alla legittima multa, ha assunto toni del tutto degni di un film di Totò. “Sono consigliere” ha subito detto, avvertendo l’integerrimo ferroviere che aveva a che fare con un pezzo grosso. Grosso solo nella propria testa, beninteso; una testa che deve ragionare in modo del tutto particolare se è vero, come sembra essere vero, che è stata subito elaborata la tesi della persecuzione politica: il controllo troppo zelante, l’assurda idea che la multa (50 €) gli venga comminata da un “comunista”. Subito dopo, il nostro italianissimo padano è passato alla fase psicologica dell’autogiustificazione: quando in castagna vengono presi gli altri si è assolutamente intransigenti, ma quando siamo noi stessi ad essere colti in fallo scattano le scuse più assurde: il servizio è pessimo, non si trova il posto a sedere, e compagnia bella. Ma siccome il controllore è irremovibile nel comminare la più che legittima multa, il padano fuori ma italianissimo dentro passa all’attacco: i 50 euro non ce li ha, vuole pagare col bancomat, come sarebbe a dire che sul treno non c’è bancomat?, e dove sta scritto che uno deve viaggiare con 50 euro in tasca? Come vedete, un siparietto degno della migliore commedia all’italiana, e vivaddìo che c’è qualche protagonista della lega, ogni tanto, a rinverdire i fasti di Peppone e Don Camillo. Ecco infatti la domanda finale al controllore: ma lei è comunista? Un tempo mangiavano bambini, ora fanno le multe.
Mi domando come avrebbe commentato il consigliere in questione se avesse assistito alla stessa scena, ma fra il medesimo controllore ed un viaggiatore qualsiasi, magari del sud. Subito saremmo entrati in un’ottica diversa ed avremmo visto applicata una scala di valori differente: ecco il solito terrone disonesto che cerca di fare il furbo, ci saremmo sentiti dire. È questo il razzismo strisciante leghista e non leghista, ma che nella lega rozza e poco acculturata sta trovando la peggiore espressione.
Tutto quanto riferito è ampiamente documentato perché, sull’argomento, il consigliere leghista in parola ha monopolizzato una intera seduta del consiglio, dimostrando di non possedere alcun senso del ridicolo.
Mi piace pensare che il nostro protagonista abbia usato lo stesso biglietto per un po’ di volte, sia stato adocchiato e alla fine giustamente sanzionato.

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