SCANDALO LEGA NORD: BEGA LADRONA?

Posted on 6 aprile 2012. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Un punto interrogativo alla fine del titolo di questo post è obbligatorio, perché le indagini sono in corso e finché non sono terminate non è giusto appioppare condanne mediatiche. Però, alla luce di ciò che si può apprendere dalla lettura della stampa, sia cartacea sia su internet, sembra proprio che la famiglia Bossi abbia generosamente attinto dalle casse del partito a scopo di finanziamento personale per rimettere a posto la casa (altro che onerosi mutui! Non è meglio il finanziamento pubblico?), per viaggi e per l’acquisto di automobili di grossa cilindrata. Non è solo la famiglia Bossi ad aver usufruito di questo comodo bancomat, composto oltre che dai soldi pubblici anche dalle sovvenzioni private dei simpatizzanti: sembra proprio che anche altri soggetti ne abbiano fatto uso, convinti di farla franca perché avevano in mano le prove degli utilizzi impropri – chiamiamoli così – da parte di the family (titolo su una cartella nella cassaforte del tesoriere Belsito) e perciò con in pugno l’arma del ricatto e il dito pronto sul grilletto, come le intercettazioni avrebbero consentito di appurare.

La prima cosa che viene in mente di dire è che i padani, per meglio dire i leghisti, per contrastare le ruberie altrui si sono ritrovati i ladri in casa. Sempreché le ruberie di cui stiamo parlando, alcune innegabili e sotto gli occhi di tutti, siano effettivamente a danno dei padani e non piuttosto di tutti gli italiani, come in realtà è.

Il secondo e divertente aspetto in una vicenda altrimenti molto triste, è appunto la presunta superiorità morale della razza padana (ammesso che tale razza esista ed abbia caratteristiche scientificamente individuabili, come sappiamo tutti non essere) scalfita così duramente da un pugno di furbacchioni che, non appena hanno potuto, si sono uniti al banchetto dei ladri soddisfatti di poter finalmente rubare anche loro. Gente senza cultura, come si è avuto modo di appurare più volte, grossolana ed esemplificatrice all’eccesso, da cui non c’era e non c’è da aspettarsi nulla di più.

Ultima cosa: a vedere le reazioni di alcuni ferventi leghisti, sembrerebbe regnare un certo buonismo nel giudicare questa vicenda. Come per dire: derubati sì, ma un conto è essere derubati da Roma ladrona, ed un conto è essere derubati da un padano come Bossi o Belsito e i componenti del cosiddetto cerchio magico. Ciò che sembrerebbe contare, secondo alcuni, non è tanto l’essere derubati, ma da chi. Questo tipo di mentalità a mio modo di vedere è piuttosto diffusa al nord e mi ricorda un giovane avvocato che si stava facendo conoscere tra la ricca piccola borghesia di una piccola città lombarda perché riusciva a non far pagare le multe prese con gli autovelox. La gente incazzata nera andava da lui e gli diceva, pressappoco: guarda qua, 200.000 lire di multa, ma io a quelli là i soldi non glieli voglio dare! Quelli là naturalmente, madre di tutte le esemplificazioni, nell’immaginario collettivo erano il governo, il paese dittatoriale, insomma Roma ladrona, anche se la multa proveniva dal comune. Il giovane avvocato, tranquillo, diceva che ci avrebbe pensato lui. Lui sapeva come fare, però il suo lavoro costava. Quanto? Almeno 200.000 lire, qualcosa di più. Il giovane avvocato intascava i soldi e diceva al soddisfatto cliente che poteva stare tranquillo, non avrebbe più sentito parlare di quella odiosa contravvenzione. Poi andava alla posta con i soldi e pagava la multa.

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INTERNET E PIRATERIA: NON CAPIRE UNA FAVA

Posted on 23 gennaio 2012. Filed under: informatica, internet, politica | Tag:, , , , , , , , |

Negli USA la famigerata SOPA, il disegno di legge censorio che ha scatenato le proteste di Google e Wikipedia, solo per citare due colossi, sembra moribonda. Per fortuna, aggiungo io. Ma non si fa in tempo a rallegrarsi, che compare un nuovo pericolo all’orizzonte, questa volta veicolato dall’On. Gianni Fava della Lega Nord. Il nostro simpaticone rispolvera due concetti vecchi quanto il cucco e che più sbagliati di così non possono erssere: la responsabilità degli hosting provider, ovvero dei gestori di piattaforme per la condivisione dei contenuti, tipo YouTube, ed il diritto da parte di chiunque di chiedere ed ottenere la rimozione di qualsiasi contenuto che si ritenga lesivo.

Una miscela esplosiva, liberticida, censoria. Vediamo perché.

Innanzitutto, se io hosting provider vengo ritenuto responsabile di ciò che fanno gli utenti, faccio prima e meglio a chiudere baracca e burattini piuttosto che rischiare di essere chiamato a pagare per colpe altrui. Secondo, se io sono (tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente) un politico, e penso che sia per me nocivo un qualsiasi contenuto uploadato su qualche sito, subito mi adopererò per farlo sparire, e tale attività censoria sarà molto più facile se avrò la legge dalla mia parte.

Il risultato sarà una internet dove tutti avranno paura di tutti e dove molti servizi di hosting chiuderanno, oppure eserciteranno uno strettissimo controllo sui contenuti ospitati, sino a praticare una censura preventiva pur di evitare noie.

Giusto per non capire una fava, mi chiedo come sarà possibile proibire ad un hosting provider straniero di pubblicare un contenuto in base alla legge italiana. Ah già, che sbadato, basterà filtrare gli IP… senza sapere cosa sono i proxy… eccetera eccetera…

Come al solito, proposte di legge da parte di chi non ne capisce una fava, letteralmente.

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PD E LEGA NORD: NUOVI AMORI SBOCCIANO TRA LE ROVINE DELLO STATO

Posted on 15 febbraio 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , |

A leggere le notizie sulla stampa, sembra proprio che sia nata o stia per nascere una fotoromanza (per dirla alla Nannini) tra la Lega Nord ed il PD. La tresca non sarebbe poi una novità così clamorosa: in passato, prima che il Cavaliere comprasse una Lega in crisi grazie ad una favolosa donazione, i leghisti erano già stati alleati della sinistra. Se è vero, come sostengono alcuni esponenti leghisti, che pur di realizzare il federalismo la Lega sarebbe disposta ad allearsi anche con il diavolo, ecco che il quadro si fa completo: è un partito “in vendita”, un po’ come i socialisti di un tempo che si vantavano di essere l’ago della bilancia e con disinvoltura potevano stare al governo con la DC, e contemporaneamente all’opposizione in numerose realtà territoriali.

Fare l’ago della bilancia, quando le maggioranze sono risicate, è un’ottima occupazione, però si fa la figura di chi non ha ideali e si mette in vendita al maggior offerente. La Lega con la scusa del federalismo, vera e propria mutanda dietro cui celare ogni vergogna, spera al contrario di apparire determinata a raggiungere un obiettivo concreto. Ci riuscirà? Gli elettori decideranno.

Il PD, facendo l’occhiolino ai lumbard,  spera di spezzare la maggioranza, già logora di per sé, sferrando così il colpo di grazia ad un PDL sempre più nell’occhio del ciclone, perso tra mignotte e faccendieri. La Lega potrebbe individuare nel PD un’occasione da non lasciarsi sfuggire per abbandonare quella che sempre più appare come una nave in procinto di affondare.

Chiaramente questo cambio di alleanza (per ora solo ipotetico, ma secondo me possibilissimo) ha un costo, che Bersani ha già messo sul piatto: realizzare il vero federalismo (qui si dovrebbe capire in cosa si differenzi da quello evidentemente falso) ed appoggio incondizionato a Maroni (al leghista Maroni, non al governo, ovvio) sulla questione immigrazione.

Come si vede, non si tratta purtroppo di whisky ben invecchiato, ma di acquetta fresca. Parole dietro cui si cela il nulla più assoluto (vero federalismo, appoggio sull’immigrazione), senza indicare quali sarebbero i punti in comune, gli eventuali limiti, i paletti e gli altolà. Insomma,nient’altro se non la conferma dello scarso valore del dibattito politico attuale.

Piuttosto, mi preoccupa il fatto che, a parole, tutti siano a favore del federalismo. Anche questo è sintomo di pochezza: ci si appiattisce in modo acritico all’unica proposta esistente di riforma dello Stato. Ma siamo sicuri che il federalismo sia una soluzione ai nostri mali? Siamo sicuri che una riforma in senso federalista dello Stato apporti benefici, senza alcuna controindicazione?

Mi si consenta di esprimere i più forti dubbi al riguardo. Ma ve l’immaginate, in un ipotetico futuro, festeggiare l’Italia federale ed omaggiare come padri della nuova patria i Bossi, i Secchiaroli, i Borghezio… ma davvero c’è da fidarsi di questi qua? Sarà che a me la Lega sta proprio sui cosiddetti, a partire da come si presenta e come argomenta. Mettiamola così: se la Lega si atteggia in un certo modo perché si rivolge ad un target “culturale” ben preciso, io non appartengo a quel target e provo fastidio quando sento Bossi sbiascicare che il nord è pronto a tirare fuori i fucili, eccetera eccetera. Mi da fastidio il semplicismo leghista, la contraffazione storica, l’ingenuità tipica del nord nel considerarsi “diverso e migliore”, il convincimento di essere il nord del mondo e che basti amputare il resto per stare subito meglio.

Io temo invece che l’Italia federalista, così come potrebbe essere concepita da questi signori strappati, nella migliore delle ipotesi, ad un onesto lavoro di bottega, sarà un terribile guazzabuglio, un ginepraio di realtà territoriali senza capo né coda, un labirinto senza uscita di tasse nuove ed ulteriori . Insomma, un gran pastrocchio, perché i fautori di questa riforma sono persone cui non concedo una tacca di stima, eccezion fatta per Maroni e Tremonti. Ma gli altri, sono persone mediocri che portano a spasso maiali anche quando il suino non c’è. 

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CROCIATA LEGHISTA CONTRO GLI ATEI NELLE MARCHE

Posted on 4 febbraio 2011. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , |

Ricevo e pubblico.

“NEL MIRINO” DELLA LEGA NORD LO SCRITTORE ATEO ENNIO MONTESI”

La Lega Nord delle Marche manifesta contro Montesi in quanto “non cattolico” ed egli presenta esposto alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato di discriminazione religiosa e razzismo.

Ancona – «Non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”.» Si legge del documento dell’esposto che lo scrittore Ennio Montesi ha depositato il 2.2.2011 presso la Procura della Repubblica e la Prefettura di Ancona inoltrandolo per conoscenza anche al presidente Giorgio Napolitano, al ministro dell’Interno Roberto Maroni, a José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea di Bruxelles, a Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e a Ban Ki-moon, segretario generale alle Nazioni Unite a New York. Il partito politico della Lega Nord, attraverso l’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” ha annunciato che organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011, per manifestare contro Ennio Montesi, contro Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona il quale Svarca avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso. Tutti e tre sono “accusati” e messi al bando dalla Lega Nord poiché essere cittadini di filosofia atea, cioè “non cattolici” e “non credenti”. Sembrerebbe che seguiranno anche altre manifestazioni della Lega Nord contro i tre cittadini atei. Nel documento dell’esposto si legge: «Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica. Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Salman Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare. Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.»

Esposto per manifestazione pubblica a Fermo del 5 Febbraio 2011 del partito politico Lega Nord delle Marche
contro Ennio Montesi e contro altri cittadini

Vincenzo Macrì
Procuratore Generale di Ancona
Procura della Repubblica
Presso Tribunale di Ancona
Corso Mazzini 95
60121 Ancona

Paolo Orrei
Prefetto di Ancona
Prefettura di Ancona
Piazza Plebiscito 1
60121 Ancona

Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Roberto Maroni
Ministro dell’Interno
Palazzo del Viminale 1
00184 Roma

José Manuel Durão Barroso
President
European Commission
Commissione Europea
Rue de la Loi 175
B-1048 Bruxelles – Belgio

Thorbjørn Jagland
Secretary General
Concil of Europe Human Rights
Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo
Avenue de l’Europe
67075 Strasbourg Cedex – Francia

Ban Ki-moon
UN Secretary-General
United Nations – Headquarters
Nazioni Unite
760 United Nations Plaza
New York, NY 10017 – USA

Io sottoscritto Ennio Montesi, cittadino italiano ed europeo, ho appreso da un articolo giornalistico una notizia inquietante e terrorizzante che riguarda la sicurezza fisica della mia persona, la mia incolumità personale e quelle della mia famiglia. Il titolo dell’articolo giornalistico in oggetto è “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo” pubblicato in data 31/01/2011 sul website del giornale internet: informazione.tv a firma della redazione di Fermo il cui link diretto di pubblicazione è il seguente:

http://www.informazione.tv/index.php?action=index&p=61&art=25994

Da tale articolo giornalistico apprendo con grande sdegno e forte timore che il partito politico della Lega Nord delle Marche organizzerà una manifestazione pubblica per le strade della città di Fermo prevista per Sabato 5 Febbraio 2011 nella quale la Lega Nord delle Marche, presumibilmente insieme ad una folla, manifesteranno in pubblico probabilmente contro la mia persona, contro il mio libero pensiero, contro la mia filosofia atea e contro la mia attività intellettuale di scrittore. Nell’articolo giornalistico si legge: «Nel mirino dei bossiani entra anche lo scrittore jesino Ennio Montesi, che ha chiesto asilo politico alla Svezia perché “discriminato” dallo stato italiano che permette l’esposizione pubblica del crocefisso».

Sempre nell’articolo giornalistico in oggetto viene comunicato che la Lega Nord delle Marche prenderebbe di mira, oltre la mia figura, la mia persona, anche il cittadino italiano Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona che avrebbe chiesto a Edoardo Menichelli, vescovo della arcidiocesi di Ancona e di Osimo di “astenersi dal presentare ai fedeli l’eucaristia come il miracolo della transustanziazione” inviando probabilmente alla Procura della Repubblica di Ancona una segnalazione di ipotesi di reato per abuso della credulità popolare. Inoltre, secondo l’articolo giornalistico verrebbe infine preso di mira dalla Lega Nord delle Marche anche il magistrato Luigi Tosti, ex giudice del Tribunale di Camerino il quale si è rifiutato, in pieno rispetto della legge e della Costituzione della Repubblica Italiana, di tenere udienze nelle aule di tribunale in cui era affisso il crocifisso.

L’articolo si conclude annunciando che «La manifestazione leghista fermana sarà la prima di una serie in tutte le Marche. Nell’occasione si procederà anche al tesseramento 2011.» Pertanto sembrerebbe che ci saranno anche altre manifestazioni pubbliche contro di me, contro Dante Svarca e contro Luigi Tosti. Tale situazione di inaudito fondamentalismo politico e di fanatismo religioso, per quanto mi riguarda, è molto inquietante e terrorizzante, e presumo e spero che la Procura della Repubblica di Ancona e la Prefettura di Ancona vigilino con la dovuta attenzione su tale circostanza e sull’evolversi della situazione futura per evitare spiacevoli conseguenze. Chiedo alla Procura della Repubblica di Ancona e alla Prefettura di Ancona che in qualche modo provvedano a tutelare e a salvaguardare la sicurezza sia mia che quella della mia famiglia poiché ci sentiamo minacciati e in pericolo.

Sottolineo che le manifestazioni pubbliche sono, naturalmente, uno dei fondamentali diritti democratici a beneficio della democrazia e della libertà di un popolo.

Tuttavia qualora un partito politico organizzasse una manifestazione pubblica “ateofoba”, cioè contro gli atei, fomentando e aizzando le folle contro il libero pensiero di un singolo cittadino poiché ritenuto pensiero da combattere e da estirpare, cittadino che non è una figura pubblica, né un personaggio politico, presumo sia un atto di notevole e di gravissima intolleranza, un atto molto inquietante ed infinitamente esecrabile di presumibile discriminazione razziale e di presunta violenza politica di matrice fondamentalista cattolica-fascista.

Ritengo possa essere questo un atto di probabile intimidazione personale e di presumibile istigazione all’odio razziale contro la mia persona, contro il mio pensiero di filosofia atea, contro i miei scritti, contro i miei libri e contro la mia attività intellettuale. Ritengo possa essere questo un atto che probabilmente vada a ledere i principali diritti inviolabili personali di democrazia e di libertà della persona, diritti che debbono essere garantiti, tutelati e difesi dalle Istituzioni della Repubblica Italiana, sia per me che per tutti.

Sottolineo che non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca un partito politico ad obbligare una persona imponendogli di credere all’esistenza del pittoresco personaggio di fantasia denominato “Dio” oppure imponendogli di credere al personaggio di fantasia denominato “Gesù detto il Cristo”, oppure al personaggio di fantasia denominato “Pinocchio” oppure al personaggio di fantasia denominato “Uomo Ragno” oppure ai personaggi di fantasia “Biancaneve” e i “Sette Nani”. Nessuno può obbligare nessuno a credere o a non credere a personaggi immaginari, e tanto meno nessuno può imporre a nessuno di adorare o di venerare tali personaggi.

Pertanto, neanche il partito politico della Lega Nord delle Marche e neanche la setta fondamentalista ed oscurantista denominata “Chiesa cattolica”, e neanche i suoi accalorati adepti cattolici, possono permettersi di imporre e di obbligare le persone a dovere credere a tutti i costi e forzatamente a leggende fantasiose, come quella del dischetto di frumento che la setta cattolica ha denominato “ostia” dalla quale ostia per un rito magico denominato “eucarestia” e di “parole magiche” pronunciate dagli stregoni cattolici i quali trasformerebbero il frumento in un altro elemento, cioè in sangue, in carne, in ossa e in altre sostanze organiche umane di un presunto cadavere che sarebbe morto due millenni fa. Probabilmente una magia perfino superiore a quella in uso al mago Harry Potter. È comunque facile e banale scoprire se il frumento si sia trasformato nel presunto sangue del presunto personaggio denominato Gesù detto il Cristo, facendo un semplice esame ematologico in un laboratorio di analisi.

Qualora il referto di laboratorio di analisi ematologiche confermasse che il frumento si è trasformato in sangue umano, in carne e in ossa – come asseriscono con inaudita certezza gli stregoni cattolici e i loro adepti e come vorrebbero fare credere al prossimo – si potrebbe poi procedere all’esame del DNA. Inoltre, poiché sembrerebbero esistere almeno tredici presunti prepuzi del pene del presunto Gesù detto il Cristo sparsi e custoditi nelle chiese come reliquie da adorare, si potrebbe procedere all’esame del DNA di uno di questi presunti prepuzi appartenuti al presunto Gesù detto il Cristo e poi confrontare la struttura del DNA dell’ostia con la struttura del DNA del presunto prepuzio così da verificare inconfutabilmente e una volta per tutte se il sangue risulta essere, oppure non essere, della stessa persona. Ammesso sempre che il frumento, a dispetto di tutte le leggi della fisica molecolare, della chimica, della matematica, della composizione della materia e della biologia organica si sia trasformato realmente in sangue umano, in carne e in ossa e n altro materiale organico umano.

E nemmeno si può imporre a nessuno di credere a quei bizzarri giochetti dell’arte di prestidigitazione denominati “miracoli” che inducono a pensare che siano probabilmente in corso, piuttosto che magie e miracoli, concreti reati penali come ad esempio “abuso della credulità popolare”, “circonvenzione di incapace”, illegalità della “professione di ciarlatano”, di “associazione a delinquere ai fini del raggiro e della truffa”, reati non fantasiosi, ma concreti e reali previsti e perseguiti dal Codice Penale italiano e dalle leggi dello Stato Italiano.

Nessuno può imporre a nessuno di credere a superstizioni medievali oppure ad antiche favole di storie criminali. Nessuno può imporre a nessuna persona di credere ad assurde credenze religiose imponendole con arroganza e con violenza sociale oppure organizzando manifestazioni pubbliche di fanatismo cattolico portando in piazza molte persone e agitando la folla contro chi non è disposto a credere a tali favole e a simili superstizioni. È probabile che tali comportamenti discriminatori violino qualche legge dello Stato Italiano, sempre che le leggi abbiano un senso e una funzione democratica e applicabili oltre che per la “superiore razza cattolica” anche per la “inferiore e schifosa razza di noi atei abominevoli”.

In questa Italia che si definisce Stato Laico e democratico non è affatto piacevole, né tranquillizzante “sentirsi nel mirino” di una folla destabilizzata di fanatici fondamentalisti con la mente inebriata di chissà quali misticismi ultraterreni e di una folla fomentata da un partito politico italiano che manifesta in piazza contro le persone singole, contro i liberi cittadini italiani solo perché la pensano diversamente da loro in merito alle favole criminali propagandate dalla setta fondamentalista della Chiesa cattolica e dai suoi gerarchi vaticani.

Sottolineo che una manifestazione “Ad Personam” organizzata da un partito politico è una azione angosciante e spaventosa, è un atto aberrante a maggior ragione essendo la manifestazione intrisa del terribile germe del fondamentalismo cattolico-fascista e di implacabile fanatismo religioso.

Porto l’esempio calzante, di Salman Rushdie, scrittore e saggista britannico, autore di opere di narrativa. Nel 1988 egli scrisse il libro “I versi satanici” (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici. La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa dell’ayatollah Ruhollah Khomeyni che decretò la condanna a morte di Salman Rushdie. Un privato cittadino offrì una taglia in denaro per la morte dello scrittore, probabilmente tollerata e permessa dal regime khomeynista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione. Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito come l’editore norvegese del libro. La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto “la condanna a morte dell’Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l’islam e non è semplicemente una condanna a morte”.

Il mio ultimo libro si intitola “Racconti per non impazzire” ed è pubblicato da Mursia Editore. Annuncio che a breve sarà in libreria “Come fare a meno di Dio e vivere liberi. Saggi e interviste sulla libertà di pensiero” Coniglio Editore, nel quale libro sono pubblicate le mie risposte ad una lunga intervista fattami dall’autore, sul fatto di essere orgogliosamente ateo, sull’ateismo e sull’ateologia. Sul fatto che atei si nasce e che indottrinati di religione si diventa. Un libro questo che il sanguinario e criminale Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica avrebbe certamente messo all’indice bollandolo come blasfemo e che avrebbe bruciato in piazza insieme a me, dopo avermi però fatto torturare dai monaci carnefici e dopo avermi messo la mordacchia come fecero con Giordano Bruno. Suggerisco agli illuminati signori della Lega Nord e ai cattolici di leggerlo per trarne qualche preziosa riflessione intellettuale e qualche spunto di saggezza di vita democratica e politica.

Spero che per i miei scritti di narrativa o di saggistica che ho scritto, oppure che scriverò durante il corso della mia vita, oppure per i miei discorsi nelle conferenze pubbliche, non mi sia stata lanciata e non mi si lancerà mai una sorta di criminale fatwa cattolica dalla Lega Nord e neanche dall’ayatollah Joseph Ratzinger, capo della setta fondamentalista della Chiesa cattolica, come l’ayatollah Khomeyni lanciò la fatwa islamica a Rushdie, poiché sia alla Lega Nord che all’individuo Joseph Ratzinger quello che io penso, quello che io dico, quello che io scrivo sono affari miei e non deve interessare loro, come a me non interessa cosa pensi o non pensi la Lega Nord e tanto meno di quanto pensi, di quanto scriva e di quanto dica Joseph Ratzinger, dei quali non nutro alcuna briciola di stima e con i quali nulla voglio avere a che fare.

Ritengo essere gravissimo l’intento del partito politico della Lega Nord delle Marche che organizzerà una manifestazione politica pubblica fondamentalista di fanatici cattolici dichiaratamente contro singoli e onesti cittadini solo perché di pensiero ateo, nella fattispecie contro la mia persona per avere io probabilmente espresso democraticamente e pacificamente il mio libero pensiero sull’ateismo e di uomo libero. Probabilmente alle brillanti e lungimiranti menti pensanti della Lega Nord nessuno ha ancora detto loro che la caccia alle streghe e agli eretici è finita da un bel pezzo e che ora viviamo nel terzo millennio e non più nel medioevo.

È mio inviolabile diritto di uomo, di cittadino, di pensatore, di intellettuale e di scrittore esprimere liberamente il mio pensiero non essendo l’Italia uno Stato dittatoriale a regime fascista, né a regime dittatoriale nazista, ma bensì è uno Stato laico e democratico, come recita l’articolo 19 della Costituzione della Repubblica Italiana: «Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.» e poi ancora l’articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». E anche come fa esplicito riferimento l’articolo 9 della Carta Internazionale per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, recepita dall’Italia nel 1955.

Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione statunitense Ku Klux Klan di stampo cristiano terroristico, a contenuti razzisti che propugnano la superiorità della razza bianca soprattutto se cristiana perpetrando, probabilmente, la caccia e il razzismo spietato contro gli afro-americani.

Non deve ripetersi la miserabile Storia, come quella della organizzazione della spietata setta fondamentalista della Chiesa cattolica, organizzazione parallela facente capo allo Stato dittatoriale e fondamentalista del Vaticano. Chiesa cattolica, cioè di quella setta “malefica e perniciosa”, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, eterna corruttrice e associazione oscurantista e sanguinaria portatrice di orrori e di morte. Chiesa cattolica che, nell’arco dei secoli, ha compiuto crociate disumane, sterminando popoli, mettendo in atto genocidi efferati e crimini atroci contro l’Umanità in nome dei suoi Dei, del feticcio chiodato e di assurde superstizioni medievali. Milioni di uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni.

Nemmeno deve assolutamente ripetersi la sciagurata e criminale Storia, come quando nella Germania nazista di Adolf Hitler nella quale gli ebrei vennero bruciati nei forni crematori e vennero uccisi a milioni nei campi di concentramento nazisti insieme a oppositori politici, omosessuali, comunisti, socialisti, anarchici, zingari, malati di mente, portatori di handicap, pentecostali, testimoni di Geova, sovietici, polacchi, etnie indesiderabili, popolazioni inaccettabili, “untermenschen”, “sub-umani”, come li definirono i criminali nazisti hitleriani, “ausmerzen”, “sopprimiamo i deboli”, ripetevano gli instancabili carnefici assassini nazisti, mentre molti cittadini tedeschi erano, forse, all’oscuro delle atrocità che stavano accadendo attorno a loro, come all’oscuro erano, forse, anche le nazioni europee, americane ed asiatiche.

Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali sostengo di aver subito probabilmente una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.

Poiché vivo in un Paese che si dichiara Laico, poiché ritengo di aver subito una ingiustificata discriminazione religiosa e sociale, poiché ritengo che gli atti posti in essere e sopra descritti integrino estremi di reato, poiché ritengo che vi sia stata la violazione dell’art. 3 della L.654/1975, chiedo alle alte Cariche e Autorità in indirizzo di adottare tutti i provvedimenti ritenuti opportuni a tutela e a difesa dei miei diritti e nel contempo chiedo che siano puniti gli eventuali responsabili della discriminazione religiosa, e/o politica, e/o sociale posta in essere contro di me.

Allego copia dell’articolo giornalistico “La Lega Nord Marche vicina a mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona. Sabato manifestazione a Fermo”.
Chiedo di essere informato in caso di archiviazione.
Con alta considerazione.
2 Febbraio 2011

Ennio Montesi

Si invita alla massima pubblicazione e diffusione

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IL RATTO DEI FRONTALIERI

Posted on 3 ottobre 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , |

Parliamo allora di questa campagna della Svizzera italiana contro i lavoratori stranieri che ogni giorno valicano il confine rubando lavoro, almeno così sostengono gli ideatori del sito e dei manifesti, ai lavoratori locali. Paragonati ai ratti, la stampa italiana sta definendo con il termine choc questa serie di iniziative di cui, a dire il vero, si ignorano i mandanti. Che però, secondo me, non è difficile individuare in qualche testa di leghista oltre confine. Per la serie: c’è sempre qualcuno più a nord. Da un po’ di anni a questa parte non posso fare a meno di notare, con raccapriccio, come gli egoismi locali stiano prendendo il sopravvento, in tutto il mondo, sull’interesse comune. Spesso poi la convinzione di stare bene, e di avere tutto da temere da ciò che è estraneo, è una pura illusione frutto di incultura ed ignoranza.

Ma torniamo alla Svizzera. Definita la fogna del mondo nel best-seller italiano Io speriamo che me la cavo, deve la sua ricchezza alle entrate in danaro attirate dall’efficienza del sistema bancario ma soprattutto dal ferreo segreto sui titolari dei conti. Incazzati con Tremonti perché grazie allo scudo fiscale ha portato via un bel po’ di soldi dalle loro banche, evidentemente agli svizzeri vanno bene i nostri soldi ma non i nostri lavoratori.

Detto in altri termini: va bene che il ratt italiano guadagni, ma deve guadagnare in Italia e portare i soldi in Svizzera. Guai se succede il contrario, come ora sembra accadere: lavoratori che guadagnano in Svizzera (lavorando, è bene sottolinearlo) ed ogni giorno portano i soldi a casa, in Italia. E’ qui che gli Svizzeri, che hanno una faccia come il culo, trasecolano. Da quando il mondo è mondo, sono loro a ciucciarsi i soldi degli altri: che razza di sortilegio nefasto è mai questo?

Bene, concludo dicendo che queste sono lotte tra poveri e che non potranno avere altro risultato se non renderci tutti ancora un po’ più poveri. Il mondo non va avanti a furia di egoismi. Dover stringere la cinghia è dura, un pochettino dovranno farlo anche gli svizzeri.

Il ritorno di questi razzismi striscianti, di cui l’Europa è ormai piena, denota l’esistenza di una situazione di malessere che non si può ignorare, ma purtroppo denota anche mancanza di cultura e civiltà, assenza di soluzioni propositive e mancanza di una leadership in grado di affrontare i tempi moderni, non solo in Italia ma anche nel resto dei Paesi europei.

Dobbiamo a questo il successo dei movimenti politici legati non alle grandi idee ma alla meschinità del territorio, alla grettezza del particolarismo, sia pure camuffato sotto forma di federalismo. E non è un buon segno, vuol dire che stiamo vivendo un’epoca di regresso della civiltà.

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INTOLLERANZE ELEMENTARI

Posted on 15 agosto 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , |

Dal faceto al tragico, dalla stampa pigra di Ferragosto ecco a voi una serie di riflessioni poco serie (la ripetizione è voluta) su fatti di cronaca tra loro comparabili, anche se con un po’ di fantasia e grazie a qualche forzatura logica (la mia specialità). Che l’intolleranza regni sovrana, come mi sembra dica Battiato in una sua celebre canzone, è noto e fuori discussione: ecco che il rapper Brusco canta in Puglia, alle 5 di mattina, una canzone dedicata alla squadra di calcio della Roma, e subito il pubblico, tifoso di squadre diverse, gli intima di smettere. Lui giustamente si rifiuta: eccheccazzo, potrò cantare e tifare per chi mi pare, o no? Ma l’intollerantissimo pubblico schiamazza e qualcuno arriva persino a dargli uno schiaffone. Complimenti, penso: sono le cinque di mattina, ma non potevi andare a dormire prima? Ecco il link all’articolo sul Il Messaggero.

Diciamocelo francamente: Brusco non è un artista vero e proprio e richiamarci alla libertà di espressione è eccessivo (sarebbe come mettere fianco a fianco l’acqua minerale ed un single malt scozzese), ma non inutile. Inoltre anche l’argomento è futile, il tifo calcistico. Ma l’episodio è secondo me sintomatico della più grave e pericolosa delle maleducazioni, l’intolleranza al prossimo, la pretesa di zittire chi dice cose con le quali non si ritiene di concordare anziché limitarsi a dissentire. Un po’ come il Presidente del Consiglio con la triste legge bavaglio: anche lui avrebbe schiaffeggiato Brusco, forse. Per la serie: il popolo si ritrova il governo che merita (e che ha votato).

Abbandoniamo senza rimpianti Brusco e parliamo del tragico evento che vide suo malgrado protagonista Saana, la ragazza pakistana sgozzata dal padre perché viveva all’occidentale. Ebbene, è uscita la sentenza da cui apprendiamo che il padre ha agito con premeditazione, con estrema ferocia e gusto sadico. Ma (è questo che ci interessa) apprendiamo anche la religione islamica non c’entra niente. Questo padre… scusate: questo aguzzino, preoccupato dei giudizi che avrebbero potuto dare alcuni connazionali suoi conoscenti, ha escogitato l’omicidio per impedire che la figlia andasse a convivere more uxorio con il fidanzato, pratica tollerata ampiamente nel mondo occidentale e che comunque il buonsenso, che nella fattispecie deve essere uscito di casa, suggerirebbe di tollerare. Ma no, il bravo padre ha agito diversamente ed in modo irreparabile. Dalla sentenza apprendiamo anche che questo signore non era religioso praticante, che anzi aveva appreso alcune discutibili abitudini occidentali come andare a puttane e sperperare il denaro al gioco. Tipico degli intolleranti: la figlia no, lui sì. Lui sì che poteva comportarsi all’occidentale, ma la figlia no, doveva rimanere a fare la calzetta in casa travestita da bella statuina. Propongo Saana santa subito.

Ora parlare della intolleranza politica verso Fini e della campagna di stampa orchestrata dal Giornale di regime, è persino inutile. Leggo che i leghisti, pur di liberare la Padania (ma si può liberare una cosa che non esiste? Prima bisognerebbe crearla) minacciano di nuovo la secessione. Calderoli, con la signorilità che lo contraddistingue, avrebbe dichiarato che pur di liberare la Padania tromberebbe anche con il diavolo. Facile assist per una battuta: bisogna vedere se il diavolo tromberebbe con lui. Io ne dubito fortemente: è una persona, a mio modesto parere, assai sgradevole, che porta a spasso i maiali per farli defecare sui terreni destinati alla costruzione di moschee. Povera Italia, cosa abbiamo fatto per meritarci una simile rappresentanza politica? Mentre Calderoli porta a spasso i maiali, Obama negli USA dice sì ad una moschea nei pressi ground zero, ove vennero abbattute le torri gemelle. Queste le parole del Presidente USA:

Con la massima chiarezza, in quanto cittadino, in quanto presidente, sono convinto che i musulmani abbiano lo stesso diritto di praticare la propria religione come qualsiasi altra persone in questo Paese. Ciò comprende il diritto di costruire un luogo di culto e un centro per la comunità su una proprietà privata a Lower Manhattan, nel rispetto delle leggi e delle ordinanze locali.

Questa è l’America, e il nostro impegno per la libertà religiosa deve essere incrollabile. Il principio in base al quale i popoli di tutte le fedi sono benvenuti in questo Paese, e che non verranno trattati in maniera diversa dal loro governo, è essenziale per quello che siamo. La volontà dei nostri fondatori deve essere rispettata.

Che differenza abissale, culturale e politica, con le farneticazioni che siamo costretti a sentire dalle parti nostre. E che lezione: ma gli scolaretti che dovrebbero apprenderla sono troppo impegnati a portare a spasso maiali ed assoldare escort. Chi ha letto altri miei post sa che non sono per nulla tenero con le religioni, la nostra in particolare e tutte in generale; ma la libertà religiosa è garantita dalla Costituzione ed è un bene che sia così. Anzi, affinché le religioni possano essere ugualmente tutelate andrebbero aboliti i patti lateranensi (stipulati dall’ex socialista Mussolini e rinnovati dal socialista Craxi) e rafforzata la laicità dello Stato.

Ma da noi non si può, siamo un Paese di baciapreti e parcheggiatori di suini, ossequiosi di fronte al clero e arroganti con gli altri. Siamo gentaccia.

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LEGA: SE L’ASSESSORE FOSSE STATO NAPOLETANO…

Posted on 18 luglio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , |

Santino Bozza, consigliere regionale della Lega in Veneto, è stato pizzicato in treno dal controllore con un biglietto non obliterato. Come è noto a tutti gli sfortunati che debbono viaggiare sulle rotaie, la obliterazione avviene inserendo il biglietto in una macchinetta (sempre che se ne trovi una funzionante) che provvede a stampare ora e data in modo che il biglietto non possa essere usato più di una volta. Ebbene, il nostro leghista sale sul treno e subito, racconta, fatti nemmeno dieci metri, zac!, scatta il controllo e la multa. I potenti italiani, anche i potentini, sì insomma quelli che hanno un potere anche modesto, diventano subito arroganti, ed in questo il leghista ha dimostrato di non essere diverso dagli altri non padani ed anzi, di fronte alla legittima multa, ha assunto toni del tutto degni di un film di Totò. “Sono consigliere” ha subito detto, avvertendo l’integerrimo ferroviere che aveva a che fare con un pezzo grosso. Grosso solo nella propria testa, beninteso; una testa che deve ragionare in modo del tutto particolare se è vero, come sembra essere vero, che è stata subito elaborata la tesi della persecuzione politica: il controllo troppo zelante, l’assurda idea che la multa (50 €) gli venga comminata da un “comunista”. Subito dopo, il nostro italianissimo padano è passato alla fase psicologica dell’autogiustificazione: quando in castagna vengono presi gli altri si è assolutamente intransigenti, ma quando siamo noi stessi ad essere colti in fallo scattano le scuse più assurde: il servizio è pessimo, non si trova il posto a sedere, e compagnia bella. Ma siccome il controllore è irremovibile nel comminare la più che legittima multa, il padano fuori ma italianissimo dentro passa all’attacco: i 50 euro non ce li ha, vuole pagare col bancomat, come sarebbe a dire che sul treno non c’è bancomat?, e dove sta scritto che uno deve viaggiare con 50 euro in tasca? Come vedete, un siparietto degno della migliore commedia all’italiana, e vivaddìo che c’è qualche protagonista della lega, ogni tanto, a rinverdire i fasti di Peppone e Don Camillo. Ecco infatti la domanda finale al controllore: ma lei è comunista? Un tempo mangiavano bambini, ora fanno le multe.
Mi domando come avrebbe commentato il consigliere in questione se avesse assistito alla stessa scena, ma fra il medesimo controllore ed un viaggiatore qualsiasi, magari del sud. Subito saremmo entrati in un’ottica diversa ed avremmo visto applicata una scala di valori differente: ecco il solito terrone disonesto che cerca di fare il furbo, ci saremmo sentiti dire. È questo il razzismo strisciante leghista e non leghista, ma che nella lega rozza e poco acculturata sta trovando la peggiore espressione.
Tutto quanto riferito è ampiamente documentato perché, sull’argomento, il consigliere leghista in parola ha monopolizzato una intera seduta del consiglio, dimostrando di non possedere alcun senso del ridicolo.
Mi piace pensare che il nostro protagonista abbia usato lo stesso biglietto per un po’ di volte, sia stato adocchiato e alla fine giustamente sanzionato.

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SOTTO IL BURKINI, NIENTE!

Posted on 8 marzo 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , |

Diciamo la verità, il burkini fa un po’ senso ed un po’ pena. Abituati come siamo, in occidente, a vedere le donne sempre un po’ seminude, infarciti come siamo di sano naturismo per cui una giornata al mare è anche un modo di stare vicino alla natura con pochi o niente vestiti addosso, abituati come siamo a considerare bello un corpo abbronzato (ed in forma…), l’idea di avere per vicina di ombrellone una donna coperta da cima a fondo con un abito – perché chiamarlo costume sarebbe troppo – che assomiglia ad una tuta da subacqueo non può non lasciarci perplessi. Magari dall’altra parte abbiamo una disinvolta bagnante in topless… Che gusto può esserci a fare il bagno con tutta quella stoffa addosso? Io, poi, che sento caldo al solo pensiero di starmene sotto il sole con il classico costume copri-vergogne, non potrei fare a meno di provare pena per la terribile tortura cui le povere donne musulmane sarebbero costrette da un senso del pudore terribilmente antiquato. Premesso questo, non posso fare a meno anche di sottolineare che, se non c’è costrizione ma si tratta di una libera scelta, ognuno è libero di vestirsi come gli pare. Gli uomini possono vestirsi da donna  e viceversa senza violare alcuna legge; l’unico obbligo, per motivi legati all’antiterrorismo, è quello di andare il giro con il volto scoperto, e sotto questo profilo mi sembra che il burkini sia ok, almeno a giudicare dalle foto che ho trovato su internet. Per cui, care muslim, se vi piace stare in spiaggia in pigiama fate pure, nientre in contrario! Non è dello stesso parere l’ennesimo sindaco leghista che assurge alle cronache per provvedimenti del tutto fuori luogo e, secondo me, anche illegittimi.

La notizia è questa: il sindaco di Varallo, provincia di Vercelli, ha vietato con un’ordinanza l’uso del burkini in riva ai fiumi ed ai torrenti, o in piscina, pena la multa di 500 euro per ogni trasgressore. Le motivazioni?  Prima di tutto, la volontà di dichiararsi intollerante ed irrispettoso nei confronti delle usanze “diverse dalle nostre”. Inoltre, il sindaco leghista Gianluca Buonanno si inventa una sorta di diritto di reciprocità a rovescio: che fine farebbe una donna occidenntale in bikini su una spiaggia musulmana?, si chiede meditabondo il nostro amministratore-filosofo. E siccome con tutta probabilità alla nostra ipotetica donna occidentale non sarebbe concesso di spogliarsi, lui vuole proibire alle donne musulmane di vestirsi. Così siamo pari, o quasi. Infine, la motivazione più alta: la visione di una donna mascherata (sic) potrebbe causare turbamento, soprattutto nei più piccoli. Affermazione onestamente difficile da smentire: tutti sappiamo come il carnevale sia una manifestazione riservata, per gli stessi motivi, ad un pubblico adulto e maturo, proprio come i film porno, e sappiamo tutti anche che in coincidenza del carnevale molti bambini rimangono fortemente turbati dal vedere le maschere in giro, talmente turbati da provare l’assurda voglia di mascherarsi anche loro, comprare coriandoli, lanciare stelle filanti, correre ad acciuffare le caramelle ed i dolciumi lanciati dai carri folcloristici. Pensiamo a quali terribili onde negative verrebbero sottoposti, i nostri piccoli occidentali che scaricano tonnellate di film porno da internet, alla visione di una donna vestita in riva ad un fiume oppure in piscina: roba da far accapponare la pelle. E quei poveri genitori impreparati, che non saprebbero come spiegare che sono persone che si comportano diversamente perché le loro abitudini ed il loro credo religioso è differente… un vero dramma. Infine, forse perché in un barlume di lucidità consapevole delle castronerie dette, il nostro pittoresco sindaco cita anche il problema dell’igiene: già, perché uno nudo che non si fa la doccia, poniamo, da un mese è più pulito di una vestita che si lava tutti i giorni… ma per piacere!, come direbbero a Striscia.

Ribadisco la mia assoluta preferenza per il corpo femminile nudo, o seminudo, ma davvero non trovo alcuna giustificazione per questa ordinanza che è tutta sbagliata e va nella direzione sbagliata, non favorisce l’integrazione, non risolve alcun problema ma ne crea altri, e secondo me non rispetta neanche i valori della costituzione perché non sta scritto da nessuna parte che in un luogo pubblico non si possa stare vestiti anziché in costume o, per meglio dire, con un costume diverso da quello cui siamo abituati. Potrei capire in piscina, dove c’è meno ricambio d’acqua ed in presenza di un regolamento che impone un certo tipo di abbigliamento: ma anche lì, probabilmente, sarebbe un regolamento da cambiare.

Tuttavia, burkini o no, anche altrove la pruderie musulmana sta creando qualche problema. Nella mitica Svezia, nelle piscine come al mare, il topless era diffusissimo. Ora che sono arrivati gli stranieri, la vista di così tanti seni nudi è diventata una questione di ordine pubblico. E così molte svedesi rinunciano al topless, che rimane libero, al punto che è nata una organizzazione femminista che ne rivendica il carattere libertario: nome assolutamente creativo, si fa per dire, Seno nudo.

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SEMMAI, PIU’ IMBECILLI CHE RAZZISTI

Posted on 12 gennaio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , |

Gli egiziani ci accusano di razzismo perché trattiamo male gli extracomunitari; il Papa dice che siamo razzisti “dentro” e che lui, che è tedesco perciò se ne intende, se ne è accorto quasi subito. Forse qualcosa di vero c’è, può darsi pure che una parte della popolazione nutra sentimenti razzisti e la nascita ed il prosperare di movimenti politici come la Lega Nord potrebbe essere proprio il frutto di vedute così miopi. Però leggo anche un’altra notizia che forse col razzismo non c’entra niente, però io un legame ce lo vedo ed è l’atteggiamento nei confronti della diversità in generale. Forse non è proprio razzismo ma come minimo ne è l’anticamera, o il retrobottega, non saprei. Leggo quindi che a Treviso (molto molto lontano da Rosarno), in una pizzeria, un signore infastidito da una bambina down che giocava nei pressi del suo tavolino abbia esternato dicendo, a voce alta, che se uno ha i figli mongoli avrebbe dovuto avere la decenza di starsene a casa. Ecco, ho pensato, forse non siamo razzisti, siamo semplicemente un popolo di imbecilli o, a volerla dire tutta, di stronzi.

Sì, sinceramente penso che siamo (non tutti, per carità: escluso chi scrive per presunzione e chi legge per fiducia) più imbecilli che razzisti, a tutti i livelli. Leggo infatti che il Papa si è scagliato contro le future leggi contro l’omofobia: a tutela, quindi, della legittimità di ogni comportamento omofobo.

Tra i miei ormai pallidi ricordi di giurisprudenza c’è anche la lettura di un testo (probabilmente diritto costituzionale) in cui veniva spiegato che, certe volte, le leggi potevano promuovere il progresso civile di una società. Chi si scaglia contro quel tipo di leggi, di conseguenza, rema contro l’evolversi civile del tessuto sociale ed appare in stridente contraddizione con se stesso quando si erge a paladino degli oppressi e degli extracomunitari definendo noi, cittadini italiani, “razzisti”. Il rispetto della persona dovrebbe essere senza “se” e senza “ma”, o lo si accetta in blocco o lo si rifiuta, non mi sembra possibile fare dei distinguo basati sul pregiudizio (che si tratti di razza, orientamento religioso, preferenze sessuali, e chi più ne ha più ne metta).

O no?

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ECCO LA CLERICOLEGA, CI MANCAVA

Posted on 30 novembre 2009. Filed under: politica | Tag:, , |

La bandiera che vorrebbe la Lega

Ragazzi, di idee bislacche dai nostri politici ormai siamo avvezzi a riceverne a piene mani, ma devo dire che  la Lega Nord è abbondantemente al primo posto in questa particolare classifica. Ho già avuto modo di dire che, secondo me, in tutti i posti pubblici andrebbero aboliti i crocifissi, come del resto auspicato dagli stessi organi europei: scuole, tribunali, ospedali, insomma in qualsiasi luogo dove lo Stato eserciti una funzione. Ed invece la Lega vorrebbere mettere un crocifisso addirittura sulla bandiera!

Che senso avrebbe questa cosa? Ricordare che la maggior parte della popolazione italiana è cattolica? Rinsaldare le nostre radici? Rafforzarle perché – come sostengono i leghisti – staremmo perdendo la nostra identità?

Non posso fare a meno di sghignazzare. Provo ribrezzo per tutto ciò che sta dietro questo modo di pensare. Il primo aggettivo che mi viene in mente è:  antistorico. Non nel senso di storia passata, ma nel senso di storia futura, di come va il mondo. La storia, a ben vedere, il progresso dell’umanità o quantomeno il progredire dell’umanità, non è stato altro che una continua perdita di identità da parte di tutti, vinti e vincitori. Chiuderci nel nostro guscio non potrebbe portare a nulla di buono. La differenza è arricchimento, le culture si devono mischiare, il melting-pot è realtà, non saranno i decreti legge a modificare il corso della storia. Ma ve l’immaginate un domani se lo Stato italiano dovesse per ipotesi impedire – come sta accadendo in Svizzera – l’edificazione di nuovi minareti, e lo facesse sventolando davanti al naso dei frustrati islamici una bandiera col crocifisso? Per poi magari farli processare da un giudice che impone loro di giurare sulla bibbia e con un crocifisso alle spalle, sul muro, proprio sotto la scritta: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI ????

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