SE SEI ADULTERA, TI TIRANO LE PIETRE…

Posted on 10 settembre 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , |

Voglio parlare di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte per omicidio del marito e per adulterio. Come è noto è in atto una mobilitazione internazionale cui il governo iraniano ha risposto in modo visibilmente alterato come chi è incazzato davvero, dando della puttana a Carla Bruni, firmataria di una petizione, e dicendo a chiare lettere a Berlusconi di farsi i cazzi suoi, perché è un immorale frequentatore di prostitute. Perché l’occidente si agita tanto? E perché la pressione internazionale viene vissuta con così tanta insofferenza dalla repubblica islamica, che la vive come una indebita ingerenza interna? La risposta secondo me non è così ovvia come potrebbe sembrare a prima vista.

Di manifestazioni contro le esecuzioni capitali ce ne sono sempre state e sempre  ce ne saranno. Di solito queste manifestazioni sono contro la pena di morte in sé e quasi mai mettono in discussione gli esiti processuali. Spesso le abbiamo viste a favore anche di persone che si sono macchiate di crimini orrendi, perché chi è contro la pena di morte lo è a prescindere dalla gravità del reato che si vuole punire. Molti paesi occidentali hanno abolito del tutto la pena di morte che è comunque sempre in discussione tra detrattori e fautori. Il dibattito è vivo anche all’interno di quegli stati democratici in cui la pena capitale è ancora in vigore.

La Cina è uno dei paesi che effettua il maggior numero di esecuzioni capitali ogni anno. Narrano le cronache che ai familiari dei condannati viene recapitata una fattura per il rimborso delle pallottole. Ciò nonostante non c’è paragone con la reazione occidentale nei confronti dell’Iran. Perché?

Secondo me per vari motivi: innanzitutto il metodo barbaro dell’esecuzione, la lapidazione. Dovrebbe avvenire così: la vittima viene seppellita in una buca da cui spunta solo la testa ed un manipolo di "fortunati" fanno giustizia prendendola a sassate. Orribile per noi occidentali: persino la ghigliottina venne studiata per ragioni umanitarie. Quando la decapitazione era fatta a mano, spesso il boia doveva assestare più colpi per recidere la testa dal resto del corpo, con incredibili sofferenze per il condannato. Il medico francese Guillotin (da cui il nome dell’attrezzo) pensò di creare una macchina in grado di svolgere il lavoro con precisione, e con un colpo solo. Questo è nel nostro DNA: evitare la sofferenza inutile ed adottare un istinto umanitario persino nell’applicare la pena di morte, per quanto possibile. Lo stesso scopo in alcuni stati americani lo si raggiunge con una iniezione letale che provoca una morte indolore ed incosciente, una sonnolenta transizione verso il nulla; se non vado errato anche la sedia elettrica è stata progettata avendo in mente lo stesso obiettivo, solo che in questo caso, a quanto sembra, il risultato non è stato del tutto raggiunto.

Inoltre c’è scarsa fiducia nel sistema giudiziario iraniano. Sakineh è accusata di concorso nell’omicidio del marito e di adulterio, ma sui nostri giornali si mette maggiormente in evidenza l’adulterio rispetto all’omicidio. Si nutre infatti il sospetto che non ci siano sufficienti prove per tale ultima accusa e che la condanna sia infarcita di bieco moralismo per una condotta ritenuta immorale in un paese dove comandano sepolcri imbiancati fuori dal tempo. Il figlio di Sakineh sostiene che la madre sia stata torturata per estorcerle una confessione e la stessa cosa dice il suo avvocato, che è fuggito in Norvegia. Forse ha preso troppo sul serio il compito di difendere la donna? Forse avrebbe dovuto fare solo una comparsata giusto per simulare una correttezza formale del processo? Che un avvocato debba scappare per aver svolto il proprio compito è sintomatico di una situazione non proprio ottimale quanto a legalità e certezza del diritto.

Insomma, dietro la lapidazione si percepisce la volontà di punire una donna considerata immorale, peccatrice, cattivo esempio di madre e di moglie, esattamente come tutte quelle donnacce occidentali ed adultere che si permettono di criticare la sentenza iraniana. Questa volontà di punire in modo esemplare comportamenti che nel mondo moderno sono ritenuti se non proprio normali, comunque non punibili, rende particolarmente odiosa la condanna inflitta a Sakineh di morire sotto sassaiola, per non parlare delle 99 frustate che le sarebbero state recentemente inflitte per essere apparsa in una rivista occidentale. Il bello è che la donna ritratta nella rivista non era lei, ma la poveretta le frustate le ha prese lo stesso.

La repubblica islamica iraniana ha bisogno, per tenere a bada una popolazione sempre più irrequieta, di una giustificazione per i propri misfatti, e la religione offre un ottimo paravento ed una formidabile scusa per limitare anche la più banale delle libertà. Basta andare su YouTube per vedere ridicoli documentari su come le donne vengano fermate per strada perché l’abbigliamento non è conforme ai dettami “islamici”, oppure su come i sessi viaggino rigorosamente separati sugli autobus. Più la gente vive distante, più sono i divieti che rendono una corsa ad ostacoli la vita di tutti i giorni, più è facile comandare. Ecco perché le “interferenze” occidentali rompono così tanto le palle al governo iraniano: vengono messe in discussione le fondamenta stesse della dittatura.

In fin dei conti la parificazione della donna all’uomo non è così pacifica neanche nel libero occidente. Per carità, ci sono le leggi a tutela della parità, i ministri delle pari opportunità, in alcuni paesi persino regole per cui nelle liste elettorali deve esserci una percentuale minima di donne. Ma nella testa della gente, soprattutto in tema di (pre)giudizio morale, una differenza c’è sempre. L’uomo con molte donne è un mito da ammirare, la donna che va con molti uomini è una zoccola, in modo non dissimile dai preconcetti iraniani. In Inghilterra un uomo ha ucciso la donna con cui conviveva perché, durante l’orgasmo, l’ha sentita gridare il nome di un altro uomo. In Italia la deputata Angela Napoli, di Futuro e Libertà (area finiana quindi), fisicamente bruttina, ha dichiarato che alcune sue colleghe si sono prostituite pur di essere inserite nelle liste elettorali. Probabilmente intendeva riferirsi a quelle di bell’aspetto: già, perché una donna più è bella più è facile che sia mignotta.

Scopriamo così che un po’ di Iran c’è anche in Europa, per fortuna non a livello di leggi e processi, almeno oggidì. In Italia l’adulterio non è più reato dal 1968, mica un secolo fa. L’art. 559 recitava così: La moglie adultera e’ punita con la reclusione fino a un anno. Con la stessa pena e’ punito il correo dell’adultera. La pena e’ della reclusione fino a due anni nel caso di relazione adulterina. Il delitto e’ punibile a querela del marito. E la condotta morale “disdicevole” da parte di una donna  doveva essere considerata una offesa proprio grave se il nostro codice penale così prevedeva all’art. 587: Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.  Pene sensibilmente più lievi rispetto all’omicidio puro e semplice: era il cosiddetto delitto d’onore. Medioevo? Macché: le disposizioni sul delitto d’onore sono state abrogate nel 1981. Che la donna venisse considerata alla stregua di una proprietà maschile, di un oggetto da usare – rompere – riparare, tale da non avere diritti propri ma solo doveri di non “infangare” la famiglia, era dimostrato anche dall’istituto del matrimonio riparatore: lo stupratore di una minorenne poteva estinguere il reato sposandola. Così l’onore dei parenti era salvo, le formalità espletate, e del volere della donna non gliene fregava niente a nessuno.

E non diamo tutte le colpe al Corano. Nella Bibbia, che certo non è quella fonte di saggezza che alcuni ci vogliono far credere, così è scritto: Se una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo trovandola nella città, si sarà giaciuto con lei (avrà privato il fidanzato della verginità della "futura" moglie), siano ambedue condotti fuori della porta della città e siano lapidati, finché muoiano: la fanciulla, perché, pur trovandosi in città, non ha gridato, e l’ uomo perché ha violato la donna del suo prossimo. Togli così il male di mezzo a te.

Pertanto forse l’Iran avrebbe buon gioco a reputarci cattivi maestri e ad ironizzare sul pulpito da cui provengono critiche ed appelli di civiltà. Per fortuna quel regime si lascia trasportare dall’ira senza essere capace di articolare risposte adeguate.

Rimane in primo piano il dramma di un essere umano (guarda caso una donna) che dovrebbe aver diritto ad un processo regolare e, qualora riconosciuta colpevole di concorso in omicidio, ad una pena comminata in modo più civile.

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VIVA CARLÀ (ELOGIO DEL POSTRIBOLO OCCIDENTALE)

Posted on 1 settembre 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , |

E così gli iraniani ritengono che la ex fotomodella Carla Bruni (Carlà peri francesi), ora cantautrice ed attrice ma soprattutto moglie del Presidente francese Sarkozy, sia una “prostituta” ed in quanto tale meriterebbe la morte per lapidazione, esattamente come la donna che ha tentato di salvare firmando una petizione. Naturalmente mi riferisco agli “iraniani” per semplificare, ma con tale espressione intendo in realtà riferirmi al governo della triste e feroce repubblica islamica, non certo al suo popolo che anzi, con giovane tributo di sangue, ha dimostrato più volte l’avversione per una dittatura che sfrutta l’islam per i propri turpi scopi.
Se Carlà è una puttana, mi sento in dovere di elogiare pubblicamente l’affascinante mondo del postribolo occidentale. Preferisco di gran lunga il luccicante palcoscenico incasinato delle vecchie democrazie, addobbato di lustrini e cotillon da avanspettacolo, al triste ed austero regime cesaropapista iraniano.
Al centro di tutto c’è una differenza culturale che non potrebbe essere più evidente. In occidente la donna bella si sveste, si mostra, considera la propria bellezza un valore aggiunto, e ciò nei paesi del burka può apparire come una forma di oscenità. Se una donna bella, che in passato non ha esitato a mettere in mostra il proprio corpo, che ha fatto “carriera” sposando un capo di stato, si mette pure a firmare petizioni, figuriamoci quale possa essere stata la reazione immediata di quelle menti bacate: ma come si permette questa sfrontata, questa donna immorale, questa prostituta che ha venduto e sfruttato il proprio corpo per fare soldi e carriera, a questionare sui fatti nostri? E via con gli insulti sul quotidiano più vicino agli ayatollah. Poi sono seguite le minacce: Carlà meriterebbe di essere punita, addirittura con la morte. Alla faccia della diplomazia.
Ci sarebbe da sghignazzarci su se dietro questa barzelletta non ci fosse l’oscena (quella sì) violenza della dittatura iraniana.
A questo punto vorrei fare io un appello: a tutte le epigoni di Cicciolina e della gloriosa Moana Pozzi, che non conosco se non in modo molto vago. Direi, a tutte queste “artiste” che davvero usano il proprio corpo a fini commerciali e pornografici: firmate anche voi la stessa petizione, oppure fatene un’altra se non volete mischiare la vostra immagine con quella di Carlà (che potrebbe non gradire), magari corredatela con una bella foto che vi coglie in una fase calda ed espressiva dei vostri capolavori cinematografici, anzi allegate un DVD omaggio, e speditela a questi immorali (loro sì) bacchettoni del governo iraniano. Chissà che finalmente non gli venga un colpo, a tutti quanti, con la mano sanguinante per il troppo inconfessabile lavoro autoerotico. Tanto, le loro mani sono già abbondantemente insanguinate.

UPGRADE DEL 19/09/2010:  A sorpresa il presidente iraniano ha dichiarato che le offese a Carla Bruni sono “peggio di un reato” e che, se c’è una giustizia, gli autori dell’articolo in questione dovrebbero essere incriminati. Sta a vedere che gli infami “giornalisti” subiranno lo stesso trattamento che il regime riserva agli oppositori. Difficile, ma sotto dittatura è altrettanto facile fare carriera, quanto essere “scaricati” non appena commetti un errore per cui viene richiesta la presenza di un capro espiatorio ufficiale.

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RELIGIONI AGLI ONORI DELLE CRONACHE

Posted on 30 agosto 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , |

Cosa unisce il cardinale Bagnasco, Carla Bruni, Gheddafi e l’Iran? Naturalmente niente, ma un minimo comun denominatore forse posso trovarlo.
Bagnasco ha auspicato l’avvento di una classe politica non brava, non onesta, non preparata, ma “autenticamente cristiana”. Questa nuova classe politica dovrebbe trarre ispirazione, nel suo agire, dai principi cristiani in modo reale e non essere cristiana solo di facciata, come quella attuale secondo Bagnasco (e come dargli torto?). Per cui, mentre molti (me compreso) sperano in una svolta laica dello stato, ecco che qualcun altro spera invece in una svolta confessionale. Considerando i crimini perpetrati in nome di Dio (non solo quello cristiano) mi auguro che la speranza di Bagnasco rimanga vana alla stregua di una qualsiasi curiosità da sagrestia di fine ferragosto. Alla base del pensiero bagnaschiano c’è il postulato che “cristiano” sia equivalente a “buono”, equivalenza discutibile e tutta da dimostrare, ma in una Italia dal catechismo cattolico nei fatti più obbligatorio dell’istruzione elementare, lo spirito critico di molti, quando si parla di religione, è più morto del Cristo in croce.
Basti vedere, per contro, le smodate reazioni alla boutade di Gheddafi, secondo cui tutta l’Europa dovrebbe convertirsi all’Islam. In questo caso registro tutta una serie di reazioni spropositate al posto della semplice pernacchia, che sarebbe stata più che sufficiente a commentare l’idea del dittatore libico. Come l’ultima volta che è stato in Italia, Gheddafi ha assoldato un manipolo di escort (ben 500) non per trombarle, come avrebbe fatto Berlusconi, ma per impartire lezioni di Corano. Le fanciulle sono obbligate al silenzio, altrimenti perdono la paga. Leggo vari commenti tra il divertito ed il preoccupato, ma mi sembra che nessun organo di stampa riporti l’unica notizia veramente interessante: come viene descritto l’incontro sui giornali libici? Questo vorrei sapere. Siccome sono convinto che a Gheddafi, per dirla alla Bagnasco, l’Islam interessi quanto a Berlusconi il cristianesimo, vale a dire zero, deve essersi trattato di un evento organizzato a fini di propaganda interna. Magari su qualche giornale libico si legge che Gheddafi a Roma è stato circondato da giovani donne affascinate da lui (omettendo il particolare del gettone di presenza…). Perché, altrimenti, parlare del Corano solo alle donne? Forse perché le donne occidentali sono tanto peccatrici e quindi bisognose di redenzione?
Come Carla Bruni, il diavolo in persona. Definita dal governo iraniano “immorale e prostituta” per aver inviato una lettera a favore della donna, di cui non ricordo il nome ma di cui tutti parlano, condannata a morte per lapidazione, per omicidio ed adulterio. Anche in questo caso possiamo ammirare il rispetto, la ragionevolezza e la tolleranza che albergano nella testa delle autorità religiose, quando sono i principi religiosi a dettare gli ordini ed ispirare le azioni. Con buona pace di Bagnasco.

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Cosa unisce l’ayatollah ultraconservatore Kazem Sediqi al presidente dell’Associazione Genitori Cattolici?

Posted on 19 aprile 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , |

Questa è veramente, tanto per usare un’espressione alla moda, la madre di tutte le domande. Eppure la risposta è semplice, basta confrontare ciò che dicono. E’ notizia di oggi (Corriere della Sera) che l’ayatollah ultraconservatore citato nel titolo (per cortesia risparmiatemi di doverne riscrivere il nome) ha attribuito l’esistenza dei terremoti in Iran, che sarebbero in aumento, al decadimento dei costumi, ed in particolare: ai rapporti extraconiugali, che sarebbero in aumento (proprio come i terremoti), ed alle donne, le massime responsabili di questa catastrofe, che vanno in giro sempre più discinte, che tentano gli uomini allontanandoli dalla castità, che ottenebrano e confondono l’animo dei giovani. Ora, tutte queste donne discinte nell’attuale Iran non credo ce ne siano, ma forse per il nostro ultrapuritano religioso islamico basta poco per essere discinte: una ciocca di capelli che fuoriesce dal velo, una caviglia che si scopre mente si sale sull’autobus, e via discorrendo. Ed allora, dove sta il nesso con i terremoti e le altre catastrofi naturali? E’ ovvio: c’è un Dio rancoroso e crudele che punisce l’umanità. E’ questo Dio che si incazza per tanta sconcezza ed immoralità e commina le sue punizioni: e giù terremoti, morti, sangue e disperazione. Così l’umanità ha quel che si merita, ed imparerà ad essere casta. Amen.

Chi sta pensando che questi siano i vaneggiamenti di un vecchio rincoglionito da una religione antiquata e diversa dalla nostra, dovrà ricredersi. Ecco che viene in soccorso (si fa per dire) il sig. Arrigo Muscio, presidente dell’Associazione Genitori Cattolici, roba nostra insomma. Il nostro eroe (per me è un vero e proprio mito, il suo sito è tra i più divertenti, pieno di umorismo involontario) si spinge anche più in là:  le catastrofi ascrivibili a punizioni divine sono ben più che non i semplici terremoti, ma ricomprendono anche le epidemie e le malattie, per esempio l’AIDS, scatenato da Dio per punire i culattoni. Non solo: un sacco di fatti tragici sono in realtà vendette divine, solo che non ce ne rendiamo conto, distolti dalla verità come siamo ad opera del maligno. Ora, sinceramente, come poter continuare a dire (nell’ottica Muscio) che Dio ci ama se poi ci manda tutti questi castighi a ripetizione, è un controsenso che neppure Muscio risolve, o forse sono io ad aver letto troppo distrattamente il suo sito (i suoi libri non li comprerò neanche morto). Comunque, ecco una sintesi dei peccati commessi dall’umanità  in grado di giustificare l’incazzatura divina: la televisione, i preservativi, l’ateismo, il permissivismo… Udite udite, è il diavolo a mandare tutti questi extracomunitari mussulmani in Italia, per far scomparire il cristianesimo: neanche i leghisti più accaniti hanno mai osato giungere a tanto. Ma l’apice dell’umorismo involontario, il Muscio lo raggiunge nel descrivere un esorcismo al quale lui avrebbe partecipato. Leggere le domande poste al demone rintanato nel corpo di una indemoniata, e le risposte, fa letteralmente sbellicare dalle risa. Domande tendenziose a “risposta obbligata” (così le definirei io) lasciano chiaramente intuire come il pensiero dell’esorcista sia ben più perverso che non il pensiero dell’esorcizzando, che è costretto ad affermare (comandato dalla Madonna) che sì, è vero, la televisione l’ha inventata lui (il diavolo) per corrompere l’umanità; che è altrettanto vero che all’inferno ci vanno un sacco di persone, eh eh; che i peccati principali sono la lussuria e l’ateismo; che la Madonna di Civitavecchia ha pianto perché nel mondo non c’è più religione; che persino molti preti sono in realtà suoi servitori; che l’anticristo è già nato; che il comunismo è l’eresia profetizzata a Fatima. Compiaciuto, il demonio confessa che gli piacciono quei personaggi pubblici che conducono una vita in contrasto con i dettami religiosi (in perfetta sintonia con l’ayatollah iraniano).  Ma le sorprese non sono finite: lo spirito maligno svela che le discoteche sono le chiese del demonio, ed apprendiamo persino che i giovani, dopo essere stati in discoteca, vanno in giro per i cimiteri a violare le tombe. E la droga? Le chiacchiere stanno a zero, la droga è la comunione del diavolo. Infine, scopriamo (vero colpo di scena) che uno strano uragano scatenatosi in Francia è la conseguenza della legalizzazione, in quel paese, delle unioni gay. Vedete ora chiaramente il nesso con l’ayatollah? Vedete l’incazzatura di Dio (che però ci vuole bene) a cosa conduce? Guai a fare incazzare Dio. Infine, e qui la comicità raggiunge vette altissime, è lo stesso demonio che svela alcuni trucchi per mettersi al riparo da così tante sciagure e dalla condanna all’inferno, ma questa parte leggetevela da soli.

Ora qualcuno potrebbe obiettare che questo non è un confronto tra religioni, ma tra persone, e che l’ayatollah è un rappresentante significativo della propria fede mentre il nostro Muscio, pur con tutto il rispetto che merita il Presidente dell’Associazione Genitori Cattolici, è uno qualsiasi. E’ vero. Però, se andate sul sito di Muscio, troverete virgolettate certe affermazioni di vescovi, papi e cardinali che sembrano, almeno a prima vista, estrapolate come sono da ogni contesto, combaciare perfettamente con la visione musciana del mondo (e dell’aldilà).

Entrambi, questo è il succo, sono un esempio di come credere ciecamente (atteggiamento che tute le religioni o quasi impongono) porti lontano dalla ragione e dalla sanità mentale.

«  Tanto male poté suggerire la religione. Ma anche tu forse un giorno, vinto dai terribili detti Dei vati, forse cercherai di staccarti da noi. Davvero, infatti, quante favole sanno inventare, tali da poter sconvolgere le norme della vita e turbare ogni tuo benessere con vani timori!  »

(Lucrezio – De rerum natura, vv. 101-106 )
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L’Iran filtra Gmail e prepara l’email di stato

Posted on 11 febbraio 2010. Filed under: internet, politica | Tag:, , |

La notizia secondo me più succosa di questa mattina è che il governo iraniano ha filtrato l’accesso ai servizi di Google, primo fra tutti la celeberrima Gmail. La spiegazione ufficiale afferma che presto i netizen di quel paese potranno usufruire di un analogo servizio statale. La prima cosa che mi viene in mente è anche la più ovvia: costringere i propri cittadini (in questo caso, sudditi) a servirsi di un unico account presso un unico fornitore (per giunta statale, quindi governativo) significa sottoporre tutta la corrispondenza privata al controllo della polizia politica. Per il regime dittatoriale iraniano è un bel colpo: non solo il filtraggio di Gmail renderà la vita più difficile ai dissidenti, ma addirittura la polizia politica sarà enormemente avvantaggiata, ed in più il governo potrà sostenere di aver fornito alla propria nazione un nuovo moderno servizio. Dobbiamo riflettere su un punto: la rete libera spaventa le dittature e chi non ama la libertà degli individui. Ricordiamocene quando, anche dalle nostre parti, qualcuno alzerà la mano per sostenere, con un pretesto qualsiasi, che Internet deve essere regolamentato e filtrato ecc…

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HADOPI: LA FRANCIA COME LA CINA (QUASI)

Posted on 7 gennaio 2010. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , |

E così in Francia alla fine la famigerata legge contro la pirateria tramite internet, fortemente voluta dal presidente Sarkozy, è diventata legge così come sono diventati noti i membri del terribile HADOPI, ovvero il comitato che veglierà sul comportamento dei francesi in rete per vigilare sulla legittimità delle loro azioni. Roba da far accapponare la pelle: un controllo di stato nella vicina Francia. C’è il rischio che qualche politico di casa nostra nemico della rete (ce ne sono un bel po’, tutti portatori di interessi lobbistici) prenda i cugini ad esempio ed introduca un simile obbrobrio anche da noi. Come è noto la legge prevede che ognuno sia responsabile della propria connessione e che alla prima violazione riscontrata venga inviata una lettera di diffida, alla seconda non ricordo che succede, alla terza scatta la disconnessione forzata da internet. Update della ultima ora: sembra che l’entrata in vigore della legge siltterà sino ad aprile 2010 perché è obbligatorio il parere di una commissione che dovrebbe tutelare la privacy dei cittadini. Staremo a vedere, ma non è questo l’aspetto più interessante.

La cosa che maggiormente mi infastidisce e che mi rattrista è che l’Hadopi, d’accordo con gli ISP fornitori di accesso (ma questo aspetto non è chiarissimo), “consiglierà” agli internauti di installare sui propri PC un software che monitorerà istante per istante la prorpia attività in rete, ogni download effettuato, ogni URL cui si accede. Un vero e proprio trojan di stato, pericolosissimo perché di fatto introdurrà un controllo alieno in ogni pc, un vero e proprio controllo di stato. Praticamente con la scusa di dover contrastare la pirateria ed il file-sharing, si vuole introdurre un software spia in ogni PC, che invierà i dati raccolti non si sa bene dove, a chi. Ho usato il verbo “consigliare”  perché l’utilizzo di questo software non sarà obbligatorio ma solo facoltativo, però attenzione: il navigatore accusato di attività illegali, se non avrà installato questo trojan, non potrà discolparsi… gli verrà detto: perché non hai installato il software xyz, consigliato dal tuo fornitore di accesso, che avrebbe potuto discolparti? In questo caso sembra configurarsi una vera e propria inversione dell’onere della prova per cui non è l’autorità a dover dimostrare la tua colpevolezza, ma sei tu a dover dimostrare di non essere colpevole, e come? Grazie allo spione di stato che ha registrato ogni tua mossa e quindi potrà testimoniare che non sei stato tu a scaricare illegalmente, per esempio, l’ultimo capolavoro di Lucio Dalla (ROFTL!).

Mi chiedo se veramente la tutela di una industria priva di scrupoli e che non ha saputo cogliere le opportunità di business offerte dalla rete (mi riferisco a quella discografica in primis ma anche a quella cinematografica) meriti una limitazione così pesante della libertà degli internauti francesi.

Anche in Cina, con la scusa questa volta di preservare i minori dai siti pornografici, il governo vuole introdurre un trojan di stato in ogni PC e lo vorrebbe inserito obbligatoriamente sin dal momento della vendita, inserito quindi dai fabbricanti. Il sospetto che si vogliano controllare i netizen cinesi è più che legittimo…

La Francia come la Cina, dunque? Ovviamente no, tra i due paesi per fortuna c’è una bella differenza; ma ditemi voi se le somiglianze, in questo caso, siano o non siano tante, e poiché è ovvio che sono tante, ditemi voi se non c’è materia su cui riflettere.

I Paesi che hanno la tentazione di mettere Internet sotto controllo, con le scuse più varie, sono tanti. E’ di questi giorni il grido di dolore lanciato dal governi iraniano secondo cui è tramite internet che si organizzano i nemici del regime. L’insospettabile Australia filtra i contenuti con la scusa della pornografia.

In questo articolo su Wikipedia, in inglese, c’è la situazione nazione per nazione. Ne consiglio la lettura, buon divertimento.

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Iran: ancora violenta repressione…

Posted on 28 dicembre 2009. Filed under: politica | Tag:, , , , , |

…contro i dimostranti. La dittatura iraniana per contenere le legittime proteste dei propri cittadini si è macchiata di ulteriori 15 morti. La “repubblica islamica” mostra ancora una volta al mondo la propria ferocia, ma secondo me finirà con l’annegare nel suo stesso sangue. Al potere ci sono vecchi tromboni del tutto incapaci di capire il mondo moderno e che, per conservare il potere, fanno leva sulla religione – che essi stessi rappresentano – per giustificare ciò che in realtà è ingiustificabile.
Per contro la popolazione iraniana è mediamente molto giovane, è armata di cellulari e di computer, è moderna ed è capace di far filtrare le notizie grazie al coraggio di alcuni blogger ed all’uso dei social network. Il tempo spazzerà via il vecchiume senza che nessun Dio potrà impedirlo ed assisteremo al crollo di questo sanguinoso regime.

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Iran: morto l’Ayatollah Montazeri

Posted on 20 dicembre 2009. Filed under: politica | Tag:, , |

L’Ayatollah Montazeri, oppositore del regime dittatoriale iranimano, è morto nella sua abitazione a Qom, a quanto pare una città Santa. Aveva 87 anni, per cui la morte naturale è credibile.

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Iran: l’opposizione va eliminata

Posted on 14 dicembre 2009. Filed under: politica | Tag:, , |

Confortanti note di apertura democratica da uno dei regimi più feroci ed oppressivi… Scherzi a parte, la repubblica islamica iraniana dimostra ancora una volta quanto sia pericoloso che principi religiosi ispirino la politica di uno stato, oppure (se preferite) come sedicenti principi religiosi si prestino perfettamente a giustificare la crudeltà di una dittatura. Il tutto in nome di Dio, qualunque esso sia, purché convenga.

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IRAN: IL MONDO DEVE AIUTARE QUESTO POPOLO

Posted on 7 dicembre 2009. Filed under: politica | Tag:, , , |

In occasione della festa dello studente, in Iran sono ricominciate le manifestazioni contro uno dei peggiori regimi esistenti al mondo. Purtroppo le notizie che riescono a fuggire dalle maglie della censura parlano di reti cellulari disattivate, violenti scontri con la polizia, infiltrati tra i manifestanti che ne riprendono i volti con telecamere (immaginiamo per farne cosa), persone prelevate e portate via dalla polizia, eccetera. Tutto (purtroppo) come da copione. In nome di Dio, ovviamente (quale, non importa).

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