APPLE, IOS7: LA MELA PIATTA

Posted on 20 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , |

Giovedì mattina, dopo vari tentativi falliti perché i server di Apple erano irraggiungibili, come milioni di altre persone ho installato iOS7 sul mio iPad. Ho potuto così vedere le famose icone colorate e piatte che tanto hanno fatto discutere. Non voglio dire nulla o quasi sulle nuove funzioni che sarebbero presenti: non vedo reale innovazione, ma solo un modo diverso di fare le solite cose. Poi magari ci saranno nel codice grossi miglioramenti, come il supporto ai 64 bit eccetera, ma dal punto di vista dell’esperienza utente direi che il design è proprio l’aspetto più importante. Ma ciò che maggiormente mi ha interessato, è l’abbandono dello scheumorfismo.

Come ormai dovrebbe essere noto, perché se ne è discusso in tutte le salse, per scheumorfismo si intende l’imitazione della realtà da parte, per quel che ci interessa, di un software. Per esempio, se prendo un appunto sul mio smartphone, potrei vedere apparire l’immagine realistica di un blocnotes, potrei vedere i fogli a righe, o quadrettati, così come potrei vedere un’animazione voltando pagina e persino sentire il rumore della matita che scorre sul foglio. Insomma, vedrei un’imitazione della realtà ed avrei l’illusione di non usare un sofisticato prodotto tecnologico, ma un caro vecchio affidabile blocco per gli appunti.

Lo scopo dello scheumorfismo è evidente: creare un’interfaccia comprensibile che aiuti l’utente facendolo sentire a proprio agio. Sotto questo profilo lo scheumorfismo  altro non è se non un appesantimento del software. Apple è stata la regina incontrastata dello scheumorfismo, che però con iOS7 è stato quasi del tutto abbandonato.

Perché? E’ questo l’aspetto più interessante.

Il motivo di questo abbandono, cui sottintende un vero e proprio cambio di filosofia, è che l’utente medio non ne ha più bisogno. Ormai si usa più il gadget tecnologico che non l’oggetto imitato. L’utente non ha bisogno che lo smartphone imiti il blocco note, avrebbe invece bisogno che il blocco note fosse in grado di imitare lo schermo touch di un dispositivo digitale (cosa ovviamente impossibile). Siamo molto prossimi all’era in cui il lettore di un quotidiano troverà seccante l’assenza di un filmato e che le foto non scorrano se ci si passa sopra un dito.

L’abbandono dello scheumorfismo significa che siamo entrati definitivamente nell’era digitale!

Per quanto riguarda invece le famigerate icone piatte, colorate e minimaliste di iOS7, debbo dire che non le trovo tutte belle. Mi sembra bruttissima quella di Safari, il browser per navigare in internet, appena accettabile quella della fotocamera, non male le altre (ma mi riservo un giudizio più ponderato dopo un certo periodo d’uso).

Certo che tra Windows, iOS e Android, la tendenza al design minimalista la fa ormai da padrone.

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PERCHE’ MICROSOFT SI COMPRA NOKIA?

Posted on 3 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , , , , , , , , |

Dunque, la notizia “bomba” di oggi è che Microsoft si comprerà Nokia, non tutta la società ma solo la parte relativa ai telefoni cellulari. Subito si sono scatenati i sospetti sul ruolo che può aver avuto il CEO di Nokia Stephen Elop, ex dirigente Microsoft e (si dice) futuro successore di Ballmer alla Microsoft. Detto in altri termini: avrà fatto apposta a mettere in crisi Nokia per consentire a Microsoft di farne un boccone solo alla “modica” cifra di 5,44 miliardi di dollari? Da commenti letti in rete sembrerebbe infatti un affarone per Microsoft, basti penare che l’acquisizione di Skype era stata più onerosa. La verità secondo me è che gli azionisti Nokia non ne potevano più della divisione smartphone in perdita, né erano convinti della partnership strategica con Microsoft e il sistema operativo Windows Phone. Allora la casa di Redmond ha detto: va bene, smettetela di frignare, compro tutto io e faccio tutto da me!

A ben vedere Microsoft sta cercando di fare ciò che ha fatto Apple e ciò che sta facendo Google (che ha acquisito Motorola): vendere l’hardware, cioè i telefoni, con installato il proprio sistema operativo (che nel caso di Android-Google però è gratuito senza licenza) e creare così un ecosistema per vendere non più solo software ma anche hardware, musica, libri, film… tutto in formato digitale e possibilmente proprietario così da imprigionare l’utente il più possibile e costringerlo a spendere i propri soldi nel proprio ecosistema.

Nel caso di Apple (vedasi l’iPhone e le sue insopportabili limitazioni) il giochetto ha funzionato piuttosto bene, però si sa che per alcuni la mela morsicata non è un marchio, ma una fede cui credere ciecamente: il Mac è il miglior pc, l’iPad il miglior tablet, l’iPhone il miglior telefono, eccetera. Ma la Microsoft non è Apple. Le due aziende non potrebbero essere più diverse: Microsoft ha fatto i soldi vendendo software, Apple ha in realtà sempre venduto hardware. Microsoft non è una sorta di religione, non ha fanatici al seguito. A rompere un pochino le uova nel paniere ad Apple è Google, non Microsoft. Google ha un’idea chiarissima di cos’è e di dove vuole arrivare, Android gli serve per poterci installare le sue applicazioni chiave (GMail, GDrive, le mappe, il link al motore di ricerca, eccetera…) ed è per questo che viene concesso in licenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta: più è ampia la base di installato, più Google ed il suo ecosistema net-centrico diventa importante ed efficace.

E Microsoft? Non mi sembra che abbia le idee altrettanto chiare quanto i suoi competitors. Cosa vuole fare (e diventare) la regina del desktop? E’ evidente che Microsoft teme la crisi del PC tradizionale e che sta cercando di espandersi in tutte le direzioni indicate dal mercato: la gente usa gli smartphone? E noi gliene diamo uno. Vuole i tablet? E noi gli diamo il tablet. E via discorrendo… Il tutto sa un po’ di rincorsa affannosa. Surface è stato un fallimento, Windows RT pure. Ma chi lo vuole un tablet con la versione monca e fin qui inutile di Windows 8? E perché tutta questa spasmodica attenzione all’interfaccia touch con Windows 8 che è e rimane un OS prevalentemente desktop mentre tutti sanno che allungare un braccio verso lo schermo di un desktop non è propriamente il modo migliore di interagire?

Secondo me Microsoft dovrebbe abbandonare Windows Phone e Windows RT e fare semplicemente… Windows. Un solo nome, un solo marchio, un sistema operativo unico che si installa intelligentemente su tutto l’hardware. Windows è stato sempre così, tradizionalmente è il suo punto di forza. Su un PC desktop non servono le “mattonelle”, su un tablet e uno smartphone potrebbero rivelarsi utili. La routine di installazione dovrebbe ottimizzarsi automaticamente secondo l’hardware.

Microsoft è sinonimo di software ma le ultime scelte progettuali e concettuali denotano una crisi di identità notevole. Siamo sicuri che mettersi a fabbricare telefoni sia la scelta giusta?

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BOOM DEL CLOUD: CON LA TESTA TRA LE NUVOLE

Posted on 26 aprile 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , |

Un tempo con la testa tra le nuvole significava essere sbadati, poco concreti, portati a fantasticare, distratti. Adesso invece, in informatica, avere i dati sulle nuvole significa esattamente l’opposto: avere a disposizione i propri file sempre,  in qualunque momento, indipendentemente dal dispositivo con cui ci si connette in internet.
Aumentano quindi di giorno in giorno i fornitori di servizi cloud (che in inglese significa appunto nuvola) e se si pensa che ognuno di essi offre gratis alcuni giga di spazio, ecco che usandone più di uno contemporaneamente potremo usufruire della nostra nuvola personale senza spendere un euro (certo, andremo incontro ad una frammentazione dei nostri file, alcuni da una parte ed altri dall’altra, ma basterà un po’ di organizzazione: per esempio tutti i file di testo in una nuvola, i fogli Excel in un’altra, le immagini in un’altra ancora, e così via).
L’ultimo arrivato è Google Drive di cui si vociferava da tempo e che ora è diventato realtà. Offre 5 GB gratuiti, la sincronizzazione dei file tra tutti i nostri dispositivi e la possibilità nativa di aprire alcuni tipi di documenti senza doverli scaricare. Al momento in cui scrivo non ho ancora potuto testare la proposta di Google perché non mi è ancora consentito l’accesso. Infatti il mio dispositivo Android ha scaricato automaticamente l’app da Google Market, ma non è stato possibile fare la stessa cosa dal PC o dal Mac. Un aspetto positivo consiste nel fatto che, a quanto pare, Google Drive (che sostituisce di sana pianta Google Documents) avrà un’app dedicata per Mac, per Windows, per Linux e per iPhone (di Android vi ho già detto). E Windows Phone? Non so.

Comunque le alternative non mancano: i sistemi più famosi sono Dropbox (2 GB gratis), Fiabee, Box… e come dimenticare Windows Skydrive di Microsoft che offre gratis ben 25 GB di spazio (ultimamente ridotti a 7 per i nuovi utenti)? Skydrive però è solo un servizio basato sul web che non sincronizza automaticamente i contenuti. Per fare ciò Microsoft ha Live Mesh, 5GB, disponibile sia per Windows sia per Mac (niente Linux e dispositivi mobili!). La versione Mac però, debbo dire, dopo gli ultimi aggiornamenti del sistema operativo non funziona più. (AGGIORNAMENTO: adesso anche Skydrive ha un’app per Windows, Mac, iPhone/iPad, Windows Phone. Sembrerebbe niente Android e, ovviamente, niente Linux).

Leggermente differente è Evernote, che come dice il nome consente di salvare appunti per ritrovarseli belli e pronti sullo smartphone, sul Mac, sui PC, sull’iPhone, e persino su Linux grazie ad un programma open source compatibile.

Infine, senza avere la pretesa di essere esaustivo, vorrei citare Live Drive, un servizio sulla carta molto interessante che però ho abbandonato perché ha un bug nel salvataggio delle immagini in formato jpg, che non è mai stato risolto.

Salvare i propri documenti nelle nuvole ha indubbi vantaggi, ma anche svantaggi: senza connessione internet la nuvola è irraggiungibile ed anche la privacy potrebbe risentirne. In altre parole, bisogna avere fiducia nel gestore della nuvola.

Per concludere, ecco alcuni link:

Google Drive

Fiabee

Dropbox

Box

Livedrive

Skydrive

Live Mesh  (fa parte della suite gratuita Live Essential di Microsoft)

Evernote

NixNote (Evernote per Linux)

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WINDOWS 8: MICROSOFT CHIUDE LE FINESTRE

Posted on 9 ottobre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Sembra proprio che la futura versione di Windows segnerà un cambiamento epocale nelle abitudini degli utenti desktop. Come ho avuto modo di dire in precedenti post, la tendenza attuale è quella di unificare le versioni del medesimo sistema operativo per tutti i dispositivi su cui dovrà girare. Un tempo il discorso era semplice: c’erano solo i desktop ed i portatili. Poi sono arrivati i pocket pc ed i palmari, e le cose hanno cominciato a complicarsi: per fare fronte alle nuove necessità, alla Microsoft pensarono bene di creare una versione ad hoc di Windows. Adesso la situazione complessiva è ancora più complessa: abbiamo gli smartphone, i tablet, i minitablet (si veda il recentissimo Samsung Note, metà smartphone e metà tablet), gli ultraportatili tipo i MacBook Air della Apple, ma che a brevissimo invaderanno il mercato come pc Windows, i netbook, i notebook, ed infine i desktop, nelle varianti tradizionale oppure all-in-one, con schermo touch. Ma al di là di questo elenco, la tendenza del momento è il collegamento internet in mobilità: quindi largo ai tablet ed agli smartphone e, di conseguenza, largo alle interfacce touch, azionabili in punta di dito (o di più dita, grazie alle gesture). A farla da padrona nei dispositivi mobili sono Apple, con iOS che gira solo su iPhone ed iPad, ed Android di Google. Insomma, un vero smacco per Microsoft, che almeno sino al momento attuale non vede decollare la propria piattaforma mobile, Windows Phone, che rimane relegata a minime quote di mercato.

Sviluppare tanti sistemi operativi diversi può essere controproducente, faticoso, costoso e può anche disorientare l’utente medio, che gradisce ritrovare l’interfaccia grafica cui è abituato in più dispositivi (almeno, questo è ciò che pensano i produttori). Così il futuro Windows avrà il medesimo look sia sul mobile che sui desktop; la stessa cosa sta facendo Apple. Non proprio sistemi operativi uguali, ma con molto in comune tra le versioni mobili e fisse, sempre più convergenti.

Ciò comporta che tutto (icone, pulsanti, menù, link…) debba potersi azionare comodamente anche in punta di dito, oltre che con il mouse. Ecco perché, nonostante la potenza grafica delle moderne schede video e l’elevata risoluzione degli schermi desktop, la grafica dei futuri sistemi operativi si preannuncia più grossolana (almeno ai miei occhi).

Microsoft la pensa esattamente come tutti gli altri: la padrona incontrastata dei desktop è talmente preoccupata di perdere quote di mercato a causa dell’esplosione dei dispositivi mobili, che sembra aver avuto in mente solo questi ultimi nel progettare la prossima versione del celebre sistema operativo. Ed ecco la novità più grossa: a meno di ripensamenti, verrà abbandonato il menù start (il pulsante ci sarà ancora, ma solo per tornare all’interfaccia metro) ed addio alla metafora della scrivania con le finestre. Le applicazioni gireranno a schermo intero, senza i bordi delle finestre, e la nuova interfaccia metro ne sarà totalmente priva. Rimarranno, forse solo per spostare o copiare i file da una cartella all’altra, non è ben chiaro. Ho scaricato la pre-beta che è ancora piuttosto primitiva, come dice il nome stesso, ma non ho ancora avuto tempo di esaminarla a fondo. Se sarà necessario, tornerò sull’argomento.

Così come è ora, la nuova interfaccia metro non scatena i miei entusiasmi, ma prima di dare un giudizio è saggio attendere la versione finale. Io non credo che i tablet siano il futuro del personal computing: si possono usare con una mano sola (l’altra è impegnata a sorreggere il dispositivo), non hanno una base su cui poggiare,  e dopo un po’ pesano; inoltre costano troppo per dare in cambio molto poco: poca memoria, soprattutto.

L’interfaccia a finestre nel nuovo Windows passerà talmente in secondo piano da far pensare a qualcuno che lo storico nome, Windows appunto, verrà abbandonato. Sarebbe un suicidio a livello di marketing, secondo me.

Staremo a vedere!

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WINDOWS 8, iOS 5, apple & Microsoft… la convergenza tra PC e dispositivi mobili

Posted on 17 settembre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Windows ha presentato l’anteprima del nuovo Windows 8, che vedremo probabilmente nel 2013 (al massimo, credo, a fine 2012). La novità più eclatante consiste nella nuova interfaccia denominata Metro che porterà sui PC desktop e sui notebook la grafica a piastrelle già vista su Windows Phone 7, il sistema operativo per smartphone di Microsoft. Questa interfaccia è studiata espressamente per i dispositivi touch, per cui Windows 8 potrà passare istantaneamente al “solito” desktop cui siamo abituati e che, a quanto sembra, sarà identico a quello di Seven.

Nel frattempo Apple, con l’ultimo aggiornamento del proprio sistema operativo per i propri computer, ha introdotto sul desktop, anche lei, alcune schermate identiche a ciò che possiamo trovare sugli iPhone e gli iPad, insieme ad alcune gesture che permettono di sfogliare le schermate come fossero pagine. Tra poco uscirà iOS5 per iPhone e iPad, e la sensazione è che la convergenza tra i due sistemi operativi di casa Apple sia destinata a continuare.

Apparentemente, dunque, Microsoft e Apple stanno andando nella stessa direzione: portare la grafica ed il modo di usare i dispositivi mobili, che sono sempre più usati, anche sul desktop. Eppure, secondo me, ci sono grosse differenze.

Lo scopo di Apple è facile intuirlo: attrarre ai propri computer anche la clientela di iPhone, iPad eccetera (in quell’eccetera metto ciò che ancora non c’è, ma che potrebbe arrivare). Infatti ad usare OS X, il sistema operativo dei Mac, è una minoranza di utenti, mentre iOS (il sistema operativo di iPhone) ha una diffusione di gran lunga maggiore rispetto a Windows Phone, e se la batte con Android che, però, ha il vantaggio di essere adottato su un gran numero di dispositivi. Quindi, Apple vuole portare i clienti di iOS a sentirsi a casa propria anche sui Mac, sperando di incrementare le vendite di questi ultimi.

Invece Microsoft, che spadroneggia sui desktop ma arranca sul mobile, inserendo l’interfaccia di Windows Phone in Windows 8 spera che gli utenti desktop, imparando a conoscere e, si spera, apprezzare la nuova interfaccia metro, si convincano ad acquistare gli smartphone che adotteranno Windows Phone. In pratica, il contrario di Apple: portare i clienti desktop sul mobile.

Due operazioni di marketing uguali ma diverse, quindi, da parte di questi due colossi dell’informatica.

In mezzo ci stanno gli utenti che, probabilmente, non sapranno che farsene di interfacce touch su un desktop.

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DALL’I-PADELLA ALL’I-BRACE

Posted on 21 novembre 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , , , |

I tablet rappresentano, per gli analisti di mercato, una vera e propria mina vagante. Infatti, mentre tutti i più grandi produttori si sono già cimentati o si stanno per cimentare nell’immettere in commercio il proprio esemplare di “tavoletta”, si discute se veramente questi dispositivi abbiano un mercato importante. Finora l’unica a cantare vittoria è la Apple, che dichiara di aver venduto uno sfracello di iPad. Ma si sa che la casa della mela morsicata può contare su un consistente numero di “adepti” che comprerebbero per principio qualsiasi cosa, anche un pitale con videocamera, per cui il successo in questo caso può anche non essere rappresentativo di una tendenza generalizzata. Infatti Samsung, che aveva intenzione di vendere vagonate del Galaxy Tab, si sta leccando le ferite e sta contando il numero di esemplari invenduti che riempiono i magazzini. Scommettiamo che tra un po’ vedremo “incredibili offerte” su questo prodotto? Hewlett Packard, invece, che ha creato un tablet destinato al solo mercato business, fa sapere che la richiesta è stata talmente alta da svuotare rapidamente le scorte: chi ne ordina uno ora, dovrà rassegnarsi ad un lungo periodo di attesa. Parliamo, comunque, di una produzione partita in sordina, di poche unità, per cui anche in questo caso la notizia può non essere significativa di una tendenza di mercato.

Secondo me le cose stanno così: i tablet attualmente in commercio sono troppo cari rispetto a ciò che offrono. Ragazzi, un iPad costa quanto un PC portatile economico, ma se andiamo a vedere le specifiche tecniche il PC portatile offre molto di più: quantità di memoria (sia fisica sia di storage), potenza del processore, dimensione dello schermo, software disponibile, una vera tastiera, eccetera.  Io potrei prendere in esame un tablet qualora costasse, al massimo, come un netbook: diciamo tra i 200 ed i 350 euro per i top di gamma. Probabilmente l’industria ha creduto ad un successo travolgente di questi dispositivi (che non sono propriamente una novità: i tablet PC avevano già tentato di aggredire il mercato svariati anni fa, ma allora le interfacce touch non erano sofisticate e funzionali come le attuali: occorreva usare uno stilo) ed ha pensato bene, di conseguenza, di tenere alti i prezzi. Io credo che con il ridimensionarsi delle aspettative da parte delle case produttrici, assisteremo anche ad un assestamento dei prezzi verso il basso.

Intanto c’è chi ha pensato (anche questa non è un’idea nuovissima) di unire un netbook ad un tablet, grazie ad uno schermo ruotabile. Chissà, potrebbe essere la formula vincente.

Qualora i tablet dovessero realmente sfondare, altro discorso interessante da affrontare sarebbe quello sui sistemi operativi, rigorosamente touch: la grafica di Windows 7, che ha funzionalità tattili native, andrà bene o dovrà essere rivista? La faranno da padrone i sistemi operativi dei telefonini (iOS di Apple ma, soprattutto, Android di Google)? Insomma, i tablet saranno pc rimpiccioliti o telefonini incicciati? Linux riuscirà finalmente a rivestire un ruolo significativo?

Potremo rispondere solo quando ce ne saranno in giro in misura e varietà sufficienti.

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APPLE: iPAD, UN iPHONE OBESO

Posted on 27 gennaio 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , |

Avrà successo? Questa è l’ultima domanda che mi pongo ora, dopo che il grande evento mediatico si è concluso e Steve Jobs ha ufficialmente presentato al mondo la sua nuova creatura, chiamata iPad con poca originalità (i nomi alternativi ricorrenti erano iTablet oppure iSlate: notare la “i” minuscola comunque anteposta che fa tanto figo, fa tendenza). Non sono un detrattore di Apple, non sono un fanatico di Apple. Quando si parla della casa della mela morsicata, chissà perché è difficile rimanere distaccati, o si è pro o si è contro, forse perché i fanatici della mela sono così tanti, e così esaltati, che viene spontaneo contraddirli. Io non sono né pro né contro.

Apple è una azienda che spesso viene contrapposta a Microsoft, ma la contrapposizione è sbagliata. Infatti Apple è un venditore di hardware, e solo marginalmente produce software (che gli serve per vendere l’hardware). Al contrario Microsoft solo marginalmente vende hardware, mentre il suo core business è la vendita di software. Questo spiega perché, tutto d’un tratto, il principale nemico di Apple è diventata Google: per via della concorrenza sugli smartphone (Nexus One), mentre tra Microsoft ed Apple la concorrenza sta solo nella testa dei consumatori: Microsoft produce software che gira sui Mac, ed Apple non appena ha potuto (ovvero non appena ha usato processori compatibili) ha creato una applicazione per far girare Windows a fianco di MacOS: e tutti sono felici e contenti.

Personalmente sui PC uso Windows e saltuariamente Linux. Non trovo MacOS differente e/o vantaggioso. Secondo me Apple ha centrato il bersaglio con iPhone OS, che è il miglior sistema operativo per smartphone, pensato sin dall’inizio per un uso touch. Non a caso il nuovo iPad usa il sistema operativo dell’iPhone e non una versione adattata di MacOS.

Dunque, cos’è questo iPad? E’ un tablet pc, ovvero per chi non lo sapesse un PC composto dal solo schermo. E’ un dispositivo indirizzato alla lettura di testi, alla navigazione web, ai giochi. Dovrebbe essere, nelle intenzioni di Apple, una corda tesa tra l’iPhone e l’iMac, quindi tra lo smartphone ed il notebook. Esiste questo spazio? Forse sì, forse no. A prima vista l’iPad non è altro che un iPhone ingrassato, espanso; poi magari salteranno fuori altri pregi, ma anche altri difetti. Sarà quindi un sistema chiuso come l’iPhone, dove è l’hardware a dettare i limiti all’utente e non viceversa (a meno di non craccare tutto). Se questi limiti sono accettabili in un telefonino, non è detto che lo saranno anche in qualcosa di diverso. In ogni caso sembra che l’iPad non abbia una webcam incorporata e non abbia nemmeno una applicazione per inviare SMS.

La scommessa di APple è quella di replicare il successo dell’iPhone, tramite la vendita dell’hardware e dei servizi collegati: l’Appstore per il software, iTunes per la multimedialità, ed il nuovo iBooks per i testi. Infatti, se c’è una lezione da imparare da Apple, è proprio la lungimirante mutualità tra funzionalità e servizi. I secondi non possono esistere senza la prima, che invece può esistere anche da sola ma, se non ci sono i servizi, rimane del tutto inutile. Ecco perché tutti i concorrenti sono col fiato sospeso: ce la farà ancora una volta Apple? Venderà milioni di iPad e quindi tonnellate di libri, riviste, software?

Rispondere adesso, senza aver mai visto dal vero questo coso, è un azzardo. Se Apple riuscirà ad offrire giornali, riviste, libri, insomma contenuti ad un prezzo attraente, il successo potrebbe anche arridere all’iPad. La mia sensazione però rimane quella di un iPhone incicciato e se l’iPhone è un prodotto quasi perfetto per ciò che serve, ho i miei dubbi che l’iPad riuscirà ad essere altrettanto.

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