SCANDALO LEGA NORD: BEGA LADRONA?

Posted on 6 aprile 2012. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Un punto interrogativo alla fine del titolo di questo post è obbligatorio, perché le indagini sono in corso e finché non sono terminate non è giusto appioppare condanne mediatiche. Però, alla luce di ciò che si può apprendere dalla lettura della stampa, sia cartacea sia su internet, sembra proprio che la famiglia Bossi abbia generosamente attinto dalle casse del partito a scopo di finanziamento personale per rimettere a posto la casa (altro che onerosi mutui! Non è meglio il finanziamento pubblico?), per viaggi e per l’acquisto di automobili di grossa cilindrata. Non è solo la famiglia Bossi ad aver usufruito di questo comodo bancomat, composto oltre che dai soldi pubblici anche dalle sovvenzioni private dei simpatizzanti: sembra proprio che anche altri soggetti ne abbiano fatto uso, convinti di farla franca perché avevano in mano le prove degli utilizzi impropri – chiamiamoli così – da parte di the family (titolo su una cartella nella cassaforte del tesoriere Belsito) e perciò con in pugno l’arma del ricatto e il dito pronto sul grilletto, come le intercettazioni avrebbero consentito di appurare.

La prima cosa che viene in mente di dire è che i padani, per meglio dire i leghisti, per contrastare le ruberie altrui si sono ritrovati i ladri in casa. Sempreché le ruberie di cui stiamo parlando, alcune innegabili e sotto gli occhi di tutti, siano effettivamente a danno dei padani e non piuttosto di tutti gli italiani, come in realtà è.

Il secondo e divertente aspetto in una vicenda altrimenti molto triste, è appunto la presunta superiorità morale della razza padana (ammesso che tale razza esista ed abbia caratteristiche scientificamente individuabili, come sappiamo tutti non essere) scalfita così duramente da un pugno di furbacchioni che, non appena hanno potuto, si sono uniti al banchetto dei ladri soddisfatti di poter finalmente rubare anche loro. Gente senza cultura, come si è avuto modo di appurare più volte, grossolana ed esemplificatrice all’eccesso, da cui non c’era e non c’è da aspettarsi nulla di più.

Ultima cosa: a vedere le reazioni di alcuni ferventi leghisti, sembrerebbe regnare un certo buonismo nel giudicare questa vicenda. Come per dire: derubati sì, ma un conto è essere derubati da Roma ladrona, ed un conto è essere derubati da un padano come Bossi o Belsito e i componenti del cosiddetto cerchio magico. Ciò che sembrerebbe contare, secondo alcuni, non è tanto l’essere derubati, ma da chi. Questo tipo di mentalità a mio modo di vedere è piuttosto diffusa al nord e mi ricorda un giovane avvocato che si stava facendo conoscere tra la ricca piccola borghesia di una piccola città lombarda perché riusciva a non far pagare le multe prese con gli autovelox. La gente incazzata nera andava da lui e gli diceva, pressappoco: guarda qua, 200.000 lire di multa, ma io a quelli là i soldi non glieli voglio dare! Quelli là naturalmente, madre di tutte le esemplificazioni, nell’immaginario collettivo erano il governo, il paese dittatoriale, insomma Roma ladrona, anche se la multa proveniva dal comune. Il giovane avvocato, tranquillo, diceva che ci avrebbe pensato lui. Lui sapeva come fare, però il suo lavoro costava. Quanto? Almeno 200.000 lire, qualcosa di più. Il giovane avvocato intascava i soldi e diceva al soddisfatto cliente che poteva stare tranquillo, non avrebbe più sentito parlare di quella odiosa contravvenzione. Poi andava alla posta con i soldi e pagava la multa.

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ALTRO ATTACCO ALLA COSTITUZIONE

Posted on 21 aprile 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , , |

Ci risiamo, la Costituzione continua a (pre)occupare i pensieri di alcuni uomini politici, soprattutto di quelli delle forze di governo. Questa è la volta del pidiellino Remigio Cerioni, rappresentante per le Marche del PDL, che vorrebbe modificare l’art. 1 per dare più potere al parlamento e meno al Capo dello Stato, e meno ancora alla magistratura. Insomma, vorrebbe mettere mano pesantemente al principio della separazione dei poteri (almeno per quanto riguarda due componenti, l’esecutivo bontà sua lo ha lasciato fuori) e modificare il saggio equilibrio tra funzioni che hanno voluto i padri fondatori.

E’ abbastanza buffa questa insofferenza nei confronti delle leggi, delle prerogative, delle funzioni, eccetera, manifestata ad intervalli regolari. La magistratura rompe? Modifichiamo le leggi ed i regolamenti. Il Capo dello Stato rompe? Modifichiamo la Costituzione. Berlusconi potrebbe essere condannato per aver avuto rapporti sessuali a pagamento con una minorenne? Riduciamo la maggiore età a 17 anni! E via discorrendo.

Naturalmente questo modo di ragionare è buffo, e ci sarebbe da ridere, se non fosse anche pericoloso. Sono proprio questi equilibri, che si vorrebbe (cor)rompere, a garantire il funzionamento democratico delle istituzioni. Il fastidio nei confronti del Presidente della Repubblica, che ha di fatto poteri limitatissimi ed esclusivamente di rappresentanza e/o formali, ha dell’incredibile. Probabilmente gli si vorrebbe impedire di commentare le leggi approvate dal parlamento e di usufruire della facoltà di rimandarle indietro per un approfondimento senza promulgarle; facoltà che può essere esercitata una tantum, per cui se il testo di legge viene presentato una seconda volta tale e quale, il Presidente è obbligato alla firma. Pensate un po’ quale grave problema!

Eventuali modifiche al testo costituzionale dovranno essere ben ponderate e tese a migliorare il funzionamento delle istituzioni senza stravolgerne i principi, e dovranno essere valutate alla luce dell’interesse generale, non di una sola categoria di persone o, peggio, di una singola persona.

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MA CHE RIVOLUZIONE D’EGITTO!

Posted on 9 febbraio 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , |

L’espressione d’Egitto viene comunemente usata per negare l’esistenza di una cosa o per diminuirne l’importanza. Circostanza troppo ghiotta per non farne uso nel titolo di questo post in cui voglio esprimere i mie due centesimi di pensiero sulle proteste antigovernative egiziane.

Una cosa che non sono riuscito a capire, perché forse non c’è risposta, è come i dimostranti vogliano ottenere un miglioramento delle proprie condizioni di vita. Mi spiego meglio: l’unica cosa chiara è che il sollevamento popolare trae origine e si alimenta a causa del malcontento derivante dalle precarie condizioni economiche in cui si trova la maggior parte degli egiziani. Il motore economico nelle rivoluzioni è ed è sempre stato potentissimo, per cui sotto questo profilo ci siamo. Quando sono andato in  visita presso alcune città della ex Germania dell’est, a muro già caduto, la guida del posto ci spiegò che la popolazione avrebbe sopportato tutto, anche la mancanza di un po’ di libertà in cambio di una elevata sicurezza sociale; quello che fece realmente scoppiare la rivoluzione, e portò alla caduta del muro, fu il ristagno dell’economia. I soldi non giravano, le merci non si trovavano, i negozi erano vuoti. Il regime comunista non riuscì a far girare l’economia e questo scatenò, alla lunga, la rivolta.

La differenza che mi sembra evidente tra la situazione che fu dell’est europeo e quella egiziana attuale, è che i popoli dell’est Europa sapevano quale tipo di cambiamento politico e sociale doveva essere posto in atto. Il modello era chiarissimo, largamente condiviso, ed era quello delle democrazie occidentali rappresentative. Al riguardo non c’erano dubbi, i popoli (la gente) era simile, le differenze minime, nel caso della Germania divisa artificialmente in due erano proprio inesistenti. Logico quindi che alla rivoluzione ed alla caduta dei regimi comunisti abbiano fatto seguito  libere elezioni con una pluralità di partiti politici e di candidati in lizza.

L’Egitto invece è uno di quei Paesi perennemente in bilico tra oriente ed occidente. Potrei sbagliarmi, ma ad unire i dimostranti è solo il malcontento, senza alcuna condivisione sul futuro politico e sociale. Credo che tra i dimostranti ci sia chi guarda ad occidente, ma anche chi vorrebbe l’instaurazione di una repubblica islamica. Per questo motivo penso che l’attuale regime, in base alla legge non scritta del divide et impera, avrà tutto il tempo di varare qualche misura per tenere buona la maggior parte della popolazione e continuare a governare. Insomma, non credo che la rivoluzione ci sarà, perché al governo di Mubarak non c’è alternativa praticabile: o lui, oppure il caos, che non piace e non conviene a nessuno.

Ecco, ho speso i mei due centesimi…

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IL B-DAY DI BERLUSCONI

Posted on 14 dicembre 2010. Filed under: politica | Tag:, , , |

Mi chiedo se sia normale che le sorti di un governo possano essere decise all’ultimo momento dal voto di un manipolo di parlamentari venduti/comprati e dall’incognita rappresentata da sei-sette onorevoli incinte, che non si sa se si presenteranno a votare. Probabilmente non è normale così come tante altre cose non sono state normali, questi ultimi tempi. Allora apprestiamoci a vivere questo B-day come fosse l’ultima puntata di una fiction televisiva.
Peccato che invece si tratti di una pessima telenovela politica in perfetto stile sudamericano.
Il vero dramma, a mio modo di vedere, è che ancora una volta tutto il dibattito politico si è ridotto ad una sorta di referendum pro/contro Berlusconi, sintomo sia di una classe politica di governo di bassissimo spessore (con l’eccezione di Tremonti), composta da galoppini tirapiedi baciachiappe yesmen e sguaiati leghisti, sia di un’opposizione del tutto incapace di proporre un’alternativa valida e che per vincere punta più sulle debolezze altrui che non sulla forza propria.
Tutto questo sta avvenendo in una Italia vecchia, stanca, senza ideali, ripiegata su se stessa in balìa di razzismi intestini e pulsioni xenofobe, incapace di rinnovarsi, in preda alla satiriasi di nonnetti che si credono furbi a pagare migliaia di euro per una trombata a base di viagra con una zoccola qualsiasi, pervasa dalla corruzione a tutti i livelli, infestata dal morbo del menefreghismo e rassegnata al peggio.
Come riusciremo a venirne fuori? Ma che fine ha fatto la nostra parte civile, la nostra intelligenza? Perché le persone di spessore non si mettono in gioco?
Forse… Non ce ne sono?

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UN CICLONE DI NOME WIKILEAKS

Posted on 29 novembre 2010. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , , , , , , , , , |

La notizia è stata, è e sarà sulle prime pagine di tutti i giornali e su tutte le principali homepage di news, in tutte le lingue ed in tutte le salse. Già si possono leggere le prime indiscrezioni, chissà cosa altro salterà fuori nei prossimi giorni. Wikileaks, il celebre sito di notizie "ex segrete", sta pubblicando una valanga di documenti "ex segreti" in grado di svelare ampi retroscena della diplomazia mondiale. Attualmente il sito è raggiungibile poco o niente, per cui non metto alcun link. Julian Assange, il direttore, a sua volta personaggio discusso, ha fatto sapere che il sito è sotto attacco (forse di tipo DOS, Denial Of Service: si bombarda il server con una enorme quantità di pacchetti di dati che hanno l’unico scopo di renderlo incapace di rispondere), ma ha anche detto che qualora il sito dovesse rimanere inoperativo, la pubblicazione dei documenti continuerà attraverso la stampa tradizionale. Insomma, comunque vada, le oltre 2,7 milioni di email che il Dipartimento di Stato Usa ha scambiato con varie rappresentanze diplomatiche diverranno di dominio pubblico. Sarà veramente l’11 settembre della diplomazia mondiale, come avrebbe detto Frattini? Ma quanti numeri di la Repubblica (un giornale a caso) ci vorranno, per pubblicarle tutte? Magari allegheranno un CD al quotidiano in edicola.

A ben vedere, Wikileaks è solo un sito di pettegolezzi, solo che questi pettegolezzi, quando riguardano i governi, si chiamano segreti di Stato ed ora sono moltissimi i potenti che ne temono la rivelazione. Un’altra differenza non da poco è che il pettegolezzo si basa sulle chiacchiere, mentre il sito in questione pubblica documenti, dopo averne verificato l’autenticità. La sua forza è la tenacia con cui tiene nascosti i nomi degli spioni che lo riforniscono di notizie riservate.

E’ questo che fa paura di internet, la velocità con cui possono diffondersi le notizie, la facilità di accesso, di divulgazione, di duplicazione di qualsiasi contenuto digitale per cui è praticamente impossibile cancellare del tutto un file, una volta che sia stato immesso in rete. Ecco perché i regimi totalitari ne impediscono o rendono difficoltoso l’accesso libero, ed ecco perché i regimi che totalitari non sono, in certi momenti vorrebbero esserlo. Ed ecco perché, per contro, la libertà di accesso alla rete e la sua neutralità sono diritti sacrosanti di ogni essere umano ed in quanto tali dovrebbero essere accuratamente preservati.

Per adesso, la notizia più succosa che ci riguarda è il giudizio che l’incaricata americana di affari a Roma dà al nostro premier: Berlusconi è vanitoso, inefficace, organizza troppi festini, è debole e stanco, ed è vista con sospetto l’amicizia con Putin, di cui è il portavoce in Europa; altre email hanno toni poco lusinghieri nei confronti di Sarkozy, definito imperatore nudo, mentre Angela Merkel non è mai creativa. Putin, a sua volta, è visto come un maschio dominante, mentre Gheddafi è un ipocondriaco e si commenta in vario modo la presenza, al suo fianco, di un’infermiera sin troppo appariscente.

Insomma, tutto qui?, verrebbe da chiedersi. Spero che vengano fuori realmente notizie interessanti, quelle pubblicate finora sembrano chiacchiere fatte da donnette insignificanti sotto il casco del parrucchiere (gli uomini in situazione analoga avrebbero privilegiato il calcio e le donne).

I prossimi giorni ci diranno se le email di cui verrà svelato il contenuto saranno sul serio così dirompenti. Io qualche dubbio ce l’ho…

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FINI STRATEGIE

Posted on 30 luglio 2010. Filed under: politica | Tag:, , , , , |

La rottura tra Fini e Berlusconi appare sempre più insanabile. È notizia di oggi che con molte probabilità i finiani formeranno un gruppo autonomo, uscendo dal PDL, di cui si starebbe già cercando il nome. Da parte sua Berlusconi, facendo buon viso a cattivo gioco, per salvare il salvabile e non far cadere il governo si è affrettato a dire che non c’è crisi e che non avrà alcun problema a lavorare con i ministri finiani, che resteranno al loro posto “perché stanno lavorando bene”: in questo modo, però, ha di fatto sancito ed ufficializzato la separazione politica con il cofondatore del PDL.
La parabola di Fini merita la massima attenzione. Il Presidente della Camera si è reso conto (del resto, non ci voleva molto) che la posizione di Berlusconi, e le posizioni da lui assunte, sono ormai insostenibili. Le “voglie” vagamente dittatoriali del Presidente del Consiglio, la continua e forzosa vis polemica del medesimo, lo fanno assomigliare sempre più al protagonista di quel detto secondo il quale un dittatore è un uomo che cavalca una tigre ed è costretto a cavalcarla per sempre perché, qualora decidesse di fermarsi e scendere, la tigre lo divorerebbe. Berlusconi è ormai prigioniero del suo stesso cliché, è un uomo stanco che deve passare tutto il tempo a difendersi da attacchi continui, alcuni giustificati altri meno, ed ha necessità che il “suo” partito azienda ubbidisca ed i “suoi” uomini si comportino da veri yes-men. Tutto ciò non può andare bene ad un politico navigato come Fini che, ci scommetterei, non vede di buon occhio neanche il forte sodalizio con la Lega.
In più Fini da tempo su argomenti anche scottanti ha operato una vera e propria svolta in senso laico e liberale, incontrando – ironia della sorte – i favori della sinistra, lui che fino a poco tempo fa era bollato come “neo-fascista”.
Ecco il paradosso della situazione: Fini ha operato ai danni di Lega e PDL un vero e proprio sorpasso a sinistra, ed in un momento storico in cui tutti tendono a raggrupparsi il più possibile al centro per motivi elettorali, non si tratta di una impresa da poco. Il neo-movimento finiano, comunque si chiamerà, sarà più al centro di PDL e Lega e potrà raccogliere i favori di PD e UDC, aprendo scenari tanto suggestivi quanto inconsueti. Fantapolitica? Staremo a vedere.

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GOOGLE IN ITALIA: DALLA POLVERE AGLI ALTARI

Posted on 11 marzo 2010. Filed under: internet | Tag:, , , , , , |

Oppure, se preferite, dalla stalla alle stelle. I destini della grande G nel nostro paese sembrano destinati, in bene o in male, ad essere fuori dalla norma. Nei giorni scorsi ho avuto modo di considerare i pericoli derivanti dalla sentenza che ha condannato tre dirigenti di Google per la pubblicazione, su YouTube, di un video in cui alcuni giovani ed immaturi scagnozzi prendevano a ceffoni un compagno di scuola down.

Adesso invece ecco la notizia più importante di oggi, che avrebbe meritato maggiore visibilità nei siti di notizie se lo spazio disponibile non fosse stato tutto occupato dalla rissa politica e dal “caos liste”:  il governo italiano, nella persona del ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi, ha stipulato uno storico accordo con Google per la digitalizzazione di opere letterarie, presenti nelle antiche e prestigiose biblioteche di Roma e Firenze. Un accordo veramente storico, il primo concluso con un governo, e per una volta tanto mi sento di plaudire a questa iniziativa. Da tempo Google ha messo gli occhi sul patrimonio letterario dell’umanità e l’accordo stipulato prevede che “G” si accolli tutti i costi per la digitalizzazione; in più donerà alle biblioteche una copia digitale di ogni volume, copia che potrà essere liberamente utilizzata per qualunque scopo, come si addice ad opere storiche ormai prive di diritti d’autore.

Questo accordo mi piace per un sacco di motivi: renderà disponibile all’umanità un patrimonio di cultura e di idee che rischiava di rimanere sepolto tra gli scaffali delle biblioteche, ad ammuffire. Consentirà la (ri)scoperta di molti autori minori che non hanno avuto la fortuna di essere replicati ad libitum sulle antologie scolastiche. E infine, vedo realizzato il mio sogno di una illimitata e libera circolazione dell’arte, dell’ingegno, del sapere e della cultura, che stride con la bieca politica commerciale dei giorni nostri tesa a colpevolizzare chi condivide una canzonetta demenziale di Britney Spears. Anche la nostra lingua ed il nostro prestigio ne trarranno grande vantaggio.

Qui un link alla notizia su Punto Informatico.

Qui invece su PC WORLD.

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Banda larga: Italia fanalino di coda

Posted on 30 dicembre 2009. Filed under: economia, informatica, internet, politica, società | Tag:, , , |

Mentre tutti gli altri paesi si stanno dando da fare per dotarsi di infrastrutture adeguate, il nostro governo si preoccupa della rete solo per la capacità di aggregazione e di critica e di conseguenza non fa nulla per incentivarne l’uso tra i cittadini. Per cui l’ultima finanziaria, che doveva riservare una piccola somma per lo sviluppo della banda larga, all’ultimo momento ha cancellato il finanziamento con la scusa che i soldi non ci sono più. Peccato, perché una politica lungimirante e moderna dovrebbe considerare l’uso delle tecnologie informatiche una priorità e non una stupidaggine o peggio ancora un pericolo. In realtà oggi come oggi l’industria, il lavoro, il commercio e la società civile hanno assoluta necessità di connessione veloce, sicura, affidabile ed a basso costo. Invece una classe politica vecchia ed incapace di stare al passo coi tempi ci sta relegando agli ultimi posti in Europa: peggio di noi solo Grecia ed un paio di paesi post-comunisti. La classifica riguarda la penetrazione di PC nelle famiglie e, appunto, l’utilizzo di Internet. Che il governo non faccia nulla ed anzi parli di internet con accento fortemente negativo deve farci riflettere e farci capire che è necessario un salto generazionale ed uno svecchiamento della classe politica, se vogliamo rimanere competitivi nello scenario internazionale.

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