JUVENTUS: TRAGHETTO O COMANDO

Posted on 25 gennaio 2010. Filed under: sport | Tag:, , , , , , |

Parto da un concetto: quella di Ferrara era una scommessa che si poteva anche fare. I primi risultati lasciavano ben sperare, dopo la noia-Ranieri (parlo del Campionato scorso) la somministrazione di piccole dosi di Ferrara avevano rivitalizzato la squadra consentendo la qualificazione per la munifica Champions League. Anche l’inizio dell’attuale campionato non era stato male. Poi… Inizialmente si è percepito qualche scricchiolio, quindi il disastro completo: squadra assolutamente disorganizzata, senza fisionomia, giocatori che vagano per il campo in preda alla più assoluta anarchia, assenza di schemi. Risultato: contro la Juve tutti sembrano fenomeni, mentre i nostri sembrano essere tutti dei brocchi. Vedo giocare l’Inter e vedo grandi spazi attorno ad ogni giocatore. Nessuno riceve palloni spalle alla porta. Vedo giocare la Juve ed i suoi giocatori sono circondati regolarmente da almeno tre avversari, e sono regolarmente con la porta avversaria alle spalle. E’ evidente che la scommessa Ferrara, forse fatta pensando a Guardiola o forse per compiacere Lippi, come alcuni affermano, è stata persa. Niente di male, le scommesse si possono anche perdere, del resto chi non risica non rosica, ma sarebbe assurdo perseverare a puntare su un cavallo che si sa perdente.

Adesso sento dire, dopo l’ennesima sconfitta, quella contro la Roma,  che Ferrara anche se manca la ufficialità è di fatto esonerato, e che la dirigenza – fin qui dimostratasi del tutto inetta… quanto rimpiango la Triade! – starebbe soppesando il nome del nuovo allenatore ma, prima ancora del nome, la sua tipologia: un traghettatore da qui a fine stagione, quindi un Vialli, un Trap, uno Zoff, uno Zaccheroni, oppure un grande allenatore tipo Hiddink o Benitez la cui nomina vorrebbe dire, però, la rinuncia al progetto che vedeva Lippi direttore generale, direttore sportivo, insomma qualcosa di importante nella futura Juve.

A me l’ipotesi traghettatore non piace. Perdiamo solo tempo. Non mi entusiasma neanche l’ipotesi Lippi dirigente, perché secondo me si tratta senza dubbio di un grande allenatore, ma da parecchio tempo allena la Nazionale di calcio, squadra per forza di cose con pochi automatismi che affronta altre squadre con pochi automatismi. Ferrara è stato il secondo di Lippi e guarda caso ha creato una Juve del tutto priva di automatismi, che gioca come se fosse una nazionale di calcio ma, ahimé, affronta invece squadre molto ben organizzate sul piano del gioco.

Il traghettatore non serve a niente. Molto meglio ammettere il fallimento di un progetto varato con troppa superficialità (il cosiddetto progetto-Lippi) ed affidarsi ad un allenatore bravo ed esperto, in grado di dialogare con l’unico che nella Juve attuale ne capisce di calcio, Bettega.

Così la vedo io.

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Juventus: l’insostenibile leggerezza dell’inesistenza

Posted on 20 dicembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , , , , , |

Ennesima debacle della Juve che dimostra come il calcio sia uno sport popolare e semplice solo sulla carta. In realtà allestire una squadra vincente richiede grande preparazione, sintesi di esperienza, conoscenza, capacità, autorevolezza. La squadra bianconera, distrutta da calciopoli ma, ancora di più, dalla incapacità della proprietà di far fronte in modo adeguato al ciclone giudiziario, è governata da ottimi amministratori (notevole il lavoro di Blanc per il nuovo stadio) ma da pessimi conoscitori di calcio. Il progetto sportivo fa acqua da tutte le parti ed i risultati a dir poco negativi sono sotto gli occhi di tutti: gioco inesistente, squadra in difficoltà contro qualsiasi avversario, giocatori sfiduciati e vogliosi di andarsene; capitale umano enormemente svalutato, tutti fanno la figura dei brocchi anche contro avversari modesti (il Catania è ultimo in classifica e abbiamo giocato in casa). Blanc deve fare meno il galletto: è presuntuoso e non vuole ammettere le carenze societarie. Deve tornare dietro una scrivania a fare il contabile e lasciare la gestione sportiva agli uomini di sport: in questo senso il probabile ritorno di Bettega è un’ottima notizia. Secco non ha mai dato, da parte sua, la sensazione di essere un grande del mercato: acquisti fallimentari a peso d’oro fatti senza riuscire ad individuare le reali necessità della squadra, e cessioni improvvide di ottimi giocatori quasi regalati (uno per tutti, Criscito, giubilato solo per aver subito un colpo di Judo da parte di Totti). Ferrara è in evidente stato confusionale ma, cosa ancora più grave, non appare lucido nell’analisi dei problemi e quindi non in grado di imprimere una svolta. A questo punto bisogna avere il coraggio di ammettere il fallimento della conduzione tecnica, intesa nel suo complesso, e correre ai ripari: occorre in primis un allenatore-manager esperto sul modello di quello che vediamo nelle squadre inglesi, affiancato da un Direttore Tecnico o Direttore Sportivo in gamba. Insisto nel dire che, secondo me, i giocatori ci sono, è tutto il resto che manca: gioco, schemi, conduzione tecnica efficace, società completa in tutti gli organici con uomini di valore e provata capacità.

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Leonardo, Ferrara, Mourinho: il buono, il brutto ed il cattivo.

Posted on 14 dicembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , , , , , |

Leonardo è il buono: sempre gentile e cortese nei modi, disponibile, educato. Certo che non è del tutto adeguato ad allenare una grande squadra, ma sta studiando per diventarlo. Alle spalle ha una Società robusta e rodata che lo consiglia, lo protegge, lo sostiene, anche se tutto ciò non basta ad evitare sconfitte interne come quella contro il Palermo. Attualmente è un mediocre allenatore dilettante.

Ferrara: il brutto del trio. La sua squadra ha un gioco talmente brutto da essere inguardabile ed i risultati sono ridicoli, soprattutto se messi a confonto con gli sforzi economici societari. A differenza di Leonardo, non ha alle spalle nessuno: la Juve non ha un Direttore Sportivo né una struttura adeguata, nonostante Blanc sostenga il contrario. Né Blanc né Ferrara sembrano avere una lucida visione dei problemi esistenti, figuriamoci delle soluzioni. Ferrara, scommessa persa, è anche lui, come Leonardo, un mediocre allenatore dilettante.

Mourinho: qui siamo di fronte ad un bravo allenatore, ma anche ad una pessima persona. Ieri ha insultato e messo le mani addosso ad un giornalista. I suoi rapporti con la stampa ed il pubblico sono pessimi; forse cominciano a scricchiolare anche quelli con l’Inter. È sempre in guerra contro qualcuno, deve esserlo, altrimenti potrebbe perdere grinta ed efficacia. Forse lo fa apposta per essere cacciato e tornarsene, con un sacco di soldi in più, in Inghilterra.

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JUVENTUS: ALTRO TRACOLLO

Posted on 12 dicembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , , , , , |

Altro tracollo della Juventus a casa del Bari: 3-1 a favore della squadra pugliese. Non è stata la peggior partita della Juve: i giocatori si sono impegnati molto e con intensità, ma ancora una volta è apparsa evidente la totale mancanza di organizzazione. Ferrara manda in campo l’ennesima formazione senza costrutto, con un centrocampo a dir poco discutibile: Tiago sulla destra, Marchiso e Poulsen al posto di Melo. In attacco Trezeguet e Amauri: a parole dovrebbe trattarsi del rombo, ma basta un’occhiata anche superficiale per capire che si tratta di… nulla. Ed infatti il Bari, al contrario molto ben organizzato, si difende con ordine e contrattacca con lucidità. Come scusanti si possono accampare il rigore inesistente concesso al Bari, ma obiettivamente bisogna ricordare che anche alla Juve ne è stato concesso uno molto dubbio, per altro malamente calciato da Diego sopra la traversa.

La Juventus non gioca con tranquillità, Ferrara sembra essere nel… pallone: le formazioni in campo sono cervellotiche, prive di senso così come assurde le sostituzioni in corso di gara. E’ evidente che la Juventus, come ho già detto in post precedenti, paga a caro prezzo la mancanza di una conduzione tecnica competente, Ferrara è un improvvisatore (avrebbe dovuto fare gavetta allenando squadre meno impegnative) e non c’è nessun altro, nell’organigramma societario, in grado di fargli da spalla. La campagna acquisti è condotta dal consiglio di amministrazione: ma si è mai vista una cosa del genere? Costruire una squadra di calcio vincente è cosa diversa dal costruire automobili.

Per contro, oggi, persino Almiron ha fatto la sua porca figura, così come altrove stanno andando fortissimo giocatori frettolosamente svenduti dall’attuale dirigenza: Criscito, Palladino, persino l’onesto Nocerino, ed ora Almiron, che nella Juve sembrava uno zombie. Attendo con terrore la campagna acquisti e cessioni di gennaio, dove rischiamo di vedere questi geni che amministrano la Juve attuale, vendere Giovinco e Amauri per quattro soldi e prendere al loro posto gente che, perdurando il caos tecnico di adesso, è destinata a non toccare palla. Il problema non sono i giocatori, il problema è come sono messi in campo. Facciamolo capire a Blanc, che anche oggi ha detto che la società va bene così com’è in quanto ha tecnici e dirigenti di altissimo livello. Beato lui, se questi sono i risultati… Quando gli hanno riferito che gira voce di un ritorno di Bettega, è apparso guardingo e sulla difensiva. Appello alla proprietà: serve un direttore sportivo, serve un allenatore capace, un allenatore-manager in grado di ridare fiducia all’ambiente ed ai giocatori.

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Una Juve senza gioco fuori dalla Champions

Posted on 8 dicembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , , |

Come era prevedibile per ogni persona dotata di buon senso, la Juventus è stata malamente sbattuta fuori dalla più prestigiosa competizione europea dal Bayern Monaco, che ha vinto a Torino per 4-1. Ed il punteggio non dice tutto sulla effettiva supremazia della squadra tedesca. I problemi della Juve sono tutti, come ho già avuto modo di dire, nella conduzione tecnica, estremamente carente: non ci sono automatismi, non c’è identità tecnica, i giocatori vagano come fantasmi per il campo senza punti di riferimento… Ed è un peccato, perché i giocatori forti ci sono, è il collettivo ad essere assente. E non dobbiamo fare l’errore di considerare brocchi i Diego ed i Melo, è l’allenatore ad essere (mi spiace dirlo) non all’altezza del compito. È vero che Ciro Ferrara è stato il vice di un grande come Lippi, quando però Lippi era – come è tuttora – allenatore della nazionale, e si sa che allenare la nazionale non è come allenare una squadra di club, che consente un lavoro molto più perfezionato, di fino, mentre con la nazionale si selezionano soprattutto i giocatori e si punta sul loro talento individuale e sulla bontà dell’assemblaggio. Ecco, la Juve gioca con l’improvvisazione di una nazionale, e forse non è un caso. La dirigenza farà bene ad investire in una solida e competente conduzione tecnica per il prossimo anno.

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