MATRIX E PADRE AMORTH, L’ULTIMO ESORCISTA

Posted on 29 marzo 2013. Filed under: letteratura, spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Ogni tanto Amazon mi manda qualche offerta irresistibile. Pochi giorni fa in offerta, per pochissimi spiccioli, quasi gratis, c’era il libro di Padre Gabriele Amorth L’ultimo esorcista. Normalmente non l’avrei mai comprato, ma quasi gratis sì. Così è bastato un clic e il libro è confluito nel mio Kindle Paperwhite, esattamente come il Maligno (notare la M maiuscola) farebbe in un posseduto.

Padre Amorth è famosissimo. Del resto, con un cognome così, da film horror oppure da cartone animato giapponese, e con un lavoro come il suo (esorcista), possiamo ritenerlo un predestinato. Di lui non avevo letto mai niente, a parte qualche intervista, ma l’ho sentito spesso su Radio Maria. Apro  un parentesi, perché questa cosa di Radio Maria la devo spiegare. Io non ascolto Radio Maria, ma sovente ascolto Radio 24. Accade che in auto, lungo un percorso che per motivi di lavoro copro molto spesso, ad un certo punto sulla frequenza di Radio 24 subentri Radio Maria. Per restare in tema, potrei dire che Radio Maria si impossessa di Radio 24, o che Radio 24 è posseduta da Radio Maria. Probabilmente Padre Amorth sosterrebbe che tutto ciò, anziché un semplice sovrapporsi di frequenze, sia un segno della potenza divina e della Madonna in particolare, alla quale è molto devoto (è un esperto, un “mariologo”). Ebbene, in questo subentrare di Radio Maria a Radio 24 mi è capitato spesso di sentire questi lunghi monologhi di Padre Amorth. Interessanti, e divertenti. Da appassionato di film horror, mentre si viaggia in macchina non si può chiedere di più. Così, quasi gratis, ho comprato anche il libro. E ieri sera su Sky c’era in onda l’ultimo film della saga di Matrix, Matrix Revolution. E mi sono scattate in mente alcune considerazioni. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Innanzitutto, il libro. Fluido, scritto bene. Padre Amorth si considera l’ultimo degli esorcisti proprio come ogni altro esorcista oggi esistente, perché sono in pochi ed in via di estinzione. Le gerarchie ecclesiastiche, in modo particolare i vescovi cui spetterebbe la competenza, omettono di nominarne di nuovi e ciò, rimprovera solennemente, è un grosso errore ed un favore a Satana. Sì, perché il demonio cerca di non farsi vedere, di stare nascosto. Anche nei posseduti, se ne sta spesso zitto e solo un esorcismo lo fa saltare fuori. Insomma, sembra dire, nessuno di noi può stare tranquillo, perché potremmo avere il demonio dentro senza accorgercene. Dovremmo quindi stare molto attenti ai sintomi: avversione per il sacro, pensieri peccaminosi, odio verso qualcuno, spossatezza, insonnia, mal di testa… Così come uno dei protagonisti di Tre uomini in barca scopre di avere tutti i mali possibili immaginabili perché, leggendo un’enciclopedia medica, si accorge di presentare tutti i sintomi elencati, così leggendo il libro di Amorth possiamo temere tutti di essere posseduti, almeno a metà. Attenzione: Padre Amorth afferma di saper distinguere, lui sì, tra una possessione demoniaca e un semplice stato di malattia; ma l’impiegato stressato da una scrivania troppo ingombra e vessato da un capufficio che vorrebbe impiccare, come fa a sapere se il suo è un semplice ed ovvio desiderio di vendetta oppure la tentazione del maligno? Meglio farsi esorcizzare, dice Padre Gabriele. Infatti un esorcismo non fa mai male e ti allunga la vita, esattamente come una telefonata di una famosa pubblicità di qualche anno fa.

Fin qui tutto bene. Dove Padre Amorth perde colpi è quando dice altre cose. Quest’uomo è un superstizioso, nel senso che il suo credo non è limitato alla fede cattolica, a Dio ai Santi alla Madonna (il bene) ed al Diavolo (il male), ma è convinto dell’esistenza dei maghi, degli stregoni, del malocchio, delle fatture, della magia nera, dell’efficacia degli amuleti e dei talismani… crede ai sensitivi, ai carismatici… ho ascoltato su Radio Maria frammenti di trasmissione in cui spiegava la differenza tra gli amuleti e i talismani, tra i sensitivi e i carismatici.

E racconta particolari ai quali non credo. Posso credere agli esorcismi da lui praticati; sono convinto che frotte di persone si presentino a lui sperando che gli risolvano problemi che non hanno in realtà alcuna origine soprannaturale, così come altre persone si recano presso sedicenti maghi, cartomanti e fattucchiere, o vanno a Lourdes o accendono un cero in chiesa; ma quando racconta di aver assistito, anche se una sola volta, ad un fenomeno di lievitazione, di aver assistito a una posseduta che sputava oggetti di metallo dalla bocca ed un’altra che camminava tranquillamente lungo le pareti verticali di una stanza, non ci credo. Secondo me sono menzogne (ispirate dal demonio?), forse dette – nella sua mente – a fin di bene, ma restano bugie.

In certi passi il nostro esorcista è francamente anche un po’ comico, pur se racconta eventi drammatici di cui non si dovrebbe ridere. Per esempio racconta di una ragazzina violentata ripetutamente dal padre (parte drammatica) che si reca da lui perché indemoniata. Ed il nostro esorcista spiega con sussiego che le violenze ripetute (subìte) sono la via attraverso cui lo spirito maligno è entrato (parte buffa). Ma insomma, mi viene da dire, non è chi commette il male ad aprirsi al demonio? Perché invece dovrebbe accadere alla povera piccola vittima? Ma è un libro, non c’è contraddittorio.

Ridicolo è anche il brano in cui descrive di aver esorcizzato un bambino di pochi mesi. Quali erano i sintomi? Nessun improvviso discorso in aramaico (questo sì che sarebbe stato clamoroso). Invece il piccolo, non appena i genitori lo portavano in chiesa, piangeva a dirotto e gli si gonfiavano persino le vene del collo. Ma è bastata una sola seduta e il demonio è stato scacciato. Perché il posseduto era giovane, quindi l’infestazione recente, poco radicata. Altrimenti, spiega Amorth, di regola gli esorcismi durano anni e ci vogliono numerose sedute.

Abbastanza comici risultano anche i passi in cui narra che i diavoli odiano sentir nominare il Papa e alcuni santi, per esempio Padre Pio. Per quale motivo la semplice pronuncia di alcuni nomi dovrebbe terrorizzare queste creature così potenti e malvagie, rimane abbastanza misterioso. Ma si sa, nel soprannaturale tutto è possibile. Per i napoletani che mi leggono: mi spiace, ma San Gennaro non è citato tra quelli più potenti. Forse Padre Amorth non ci ha pensato. Già, perché l’esorcismo è tutto sommato abbastanza empirico. Qualche volta funziona una cosa, qualche altra volta un’altra. Bisogna provare, ci sono poche regole certe.

Le uniche certezze sono la potenza della preghiera e del digiuno. La fede cieca. La convinzione che se si hanno Cristo e la Madonna dalla propria parte, alla fine si vince, non c’è dubbio. E poi bisogna stare alla larga dagli stregoni, dai maghi eccetera, non perché siano dei ciarlatani truffatori, ma perché funzionano, ma a rovescio. Sono la porta del male. Anche il semplice giochino del bicchiere che scorre sopra le lettere può essere pericoloso. Non perché sia un’inutile perdita di tempo, ma perché funziona, ma al contrario. I malefici funzionano. Le anime dannate possono tornare dall’aldilà a tormentare i vivi. Anche le case e gli oggetti possono essere infestati. Il mondo è pieno di posseduti.

Il male, naturalmente, è Satana. Non ha un corpo, perché è puro spirito, me esiste ed è attivissimo. Nei tempi moderni più che mai, avverte Padre Gabriele. Sta persino nel Vaticano. Sta dappertutto, perché meno si crede nella sua esistenza e più diventa forte. Naturalmente non c’è solo Satana, ma ci sono anche tutti gli altri diavoli, anche se lui, il nostro eroe, preferibilmente si scontra proprio con Satana. Padre Amorth se ne frega delle dispute linguistiche secondo cui il termine Satana indicava in realtà l’oppositore (oggi diremmo l’accusa) nei processi. Qui i toni si fanno epici: come narrerebbe l’Apocalisse (e lo narrerebbe chiaramente) siamo allo scontro finale tra il Bene e il Male. Tra poco questa guerra finirà e le tenebre verranno sopraffatte dalla luce. Cosa ci sarà dopo, Amorth non lo dice: la fine del mondo? Già, perché che senso avrà il Bene se non sarà più contrapposto (Satana, l’oppositore) al Male? Ma Padre Amorth è un uomo d’azione, le chiacchiere le lascia agli altri.

Cosa c’entra Matrix? Ora provo a dirlo. Naturalmente non c’entra niente, se non che questa lotta tra Bene e Male è al centro primigenio di tutto. E’ un po’ il vero ombelico del mondo, ciò da cui ogni cosa nasce. Ogni pensiero, ogni coscienza deve affrontare quotidianamente questo dualismo. Padre Amorth dice che il mondo materiale è il regno di Satana. Ed anche la religione “seria” afferma infatti che i beni ed i piaceri terreni sono illusori e transitori. Nulla di questo mondo potremo portarci dietro quando moriremo: non i soldi, non il potere, non la bellezza, non la forza o la potenza. Satana regna in questo mondo ingannandoci con valori frutto di una truffa, di un’illusione, esattamente come Matrix inganna gli uomini con un “mondo” artificiale frutto di un’elaborazione informatica. In entrambi i casi ciò che vediamo non è vero, è frutto di una menzogna, e sono pochi coloro che sanno guardare oltre la finzione.

Nel film di ieri sera, per ora ultimo capitolo della saga Matrix, alla fine il protagonista (l’eletto) si immola. Si sacrifica per liberare gli uomini.  Così come (per i credenti) Gesù Cristo si è immolato sulla croce, vediamo Neo a braccia larghe come un crocifisso, sparire in un tripudio di luce, portato via dalle macchine, probabilmente morto. Magari in un prossimo film risorgerà, dopo tre giorni. Questo per dire come nell’immaginario filmico-collettivo (almeno in quello occidentale) certi archetipi siano ormai consolidati e scolpiti nel marmo. A certe suggestioni non si sfugge. Chissà se a Padre Amorth il film Matrix piace o se lo considera girato sotto l’influenza del demonio.

Un’ultima annotazione: l’abito che indossa Neo, il protagonista di Matrix, sembra l’abito talare di un prete. Nelle celebri riprese di lotta al rallentatore, svolazza proprio come una tonaca. E l’avversario (l’oppositore, Satana) è il Male. Chissà cosa direbbe Padre Gabriele Amorth.

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MAURO BIGLINO E L’INTERPRETAZIONE LETTERALE DELLA BIBBIA

Posted on 25 novembre 2012. Filed under: letteratura, scienza | Tag:, , , , , , , , , , , |

Il 25/11/2012 mi sono recato a Senigallia per assistere ad una conferenza di Mauro Biglino. Ma chi è Mauro Biglino?

Per chi non lo sapesse, è uno studioso di lingue antiche (in primis l’ebraico) che per lunghi anni ha tradotto i codici cosiddetti “sacri” per le Edizioni Paoline, ovvero la più importante casa editrice di stampo cristiano/cattolica, per mettersi poi a fare lo “scrittore”, come egli stesso si definisce. Per raccontare cosa? Il suo approccio è semplice: operare una traduzione letterale della Bibbia, depurata da secoli di convinzioni religiose ed 2012-11-24-17.50elaborazioni filosofico-teologiche, per vedere cosa davvero ci viene raccontato. Impresa comunque non semplice per tutta una serie di motivi che ci vengono spiegati in modo sintetico ma convincente: innanzitutto perché il testo originale è privo di vocali (infatti siamo in presenza di una lingua consonantica) e senza spazi tra le parole; poi perché ad un certo punto vennero inserite le vocali ma va’ a sapere se sono state inserite quelle giuste… pensate per esempio di inserire le vocali ad una semplice coppia di consonanti come MR: potremmo ottenere mare, Mauro, Mario, muro, mira, mora, Moira, mirra, marea, e chi più ne ha più ne metta! Infine perché, come vedremo, gli antichissimi scrittori avrebbero cercato di descrivere, con il vocabolario a disposizione dell’epoca, macchine per loro incomprensibili e perciò sarebbero stati costretti a ricorrere a perifrasi complicate e analogie ardite (immaginate di dover descrivere un aereo senza avere a disposizione il vocabolo stesso così come tutte i termini connessi al concetto di aviazione).

Subito dopo Biglino ha messo alcune cose in chiaro: lui non si occupa di teologia, non nega l’esistenza di un Dio, non si occupa di religione, ma solo di traduzione. In modo arguto, sottolinea come non ci sia nulla da temere da ciò che sta per dire, perché lui non è depositario di alcuna verità mentre le persone pericolose sono quelle che dicono di possedere la verità, soprattutto se questa verità viene dedotta da un libro talmente incasinato, incongruente, contraddittorio e ripetutamente modificato nel tempo come la Bibbia (il termine incasinato è una mia esemplificazione, non la parola letterale usata da Biglino, mi sembra doveroso precisarlo).

Insomma, a furia di traduzioni Mauro Biglino si è reso conto che, tradotta in modo letterale, la Bibbia (che per semplicità chiamiamo così anche se in realtà l’analisi di Biglino è limitata al vecchio testamento) racconta una storia ben diversa da quella che ci viene normalmente riferita; non solo, ma la traduzione letterale rende coerente il tutto e, per quanto le conclusioni cui Biglino perviene possano sembrare incredibili (e per certi versi lo sono), diventano spiegabili anche alcuni passaggi biblici altrimenti incomprensibili.

Per il dettaglio vi rimando alla lettura dei suoi libri, del suo blog e di altre risorse in rete facilmente trovabili tramite Google.

In sintesi, Biglino ci spiega che, secondo lui:

  • il termine elohim che viene tradotto in Dio, Signore eccetera, è in realtà plurale, il che da sé metterebbe in crisi qualsiasi approccio monoteista;
  • che il capo supremo degli elohim, tale Elyon, spartì la terra in zone comandate ognuna da un elohim;
  • in molti versetti biblici si trova conferma che gli elohim erano più di uno;
  • che i cherubini descritti nella Bibbia non hanno nulla a che vedere con gli angeli, ma erano macchine, alcune delle quali volanti e venivano cavalcate dagli elohim per spostarsi;
  • che gli angeli (diversi dai cherubini) erano messaggeri degli elohim;
  • che i sacerdoti erano esseri umani al servizio degli elohim (una specie di servitù);
  • che gli elohim erano extraterrestri inviati sulla terra per qualche motivo sconosciuto. La terra poteva persino essere una sorta di colonia penale cui erano stati condannati;
  • che gli elohim, pur vivendo in media molto più a lungo degli umani, erano comunque mortali e non erano di certo “buoni”, anzi erano guerrieri, gelosi e vendicativi;
  • che gli elohim crearono l’adam (l’uomo) grazie all’ingegneria genetica incrociando il loro DNA con quello degli ominidi già presenti sul pianeta;
  • eccetera…

Biglino (di cui avevo già letto un libro) dice molto altro che per mancanza di tempo e spazio non è possibile riportare, ma ribadisco che ciò che stupisce è l’estrema coerenza della traduzione da lui effettuata e del quadro complessivo che ne viene fuori. Rimane il dubbio, per me irrisolvibile, circa la qualità della sua traduzione. In rete alcuni demoliscono totalmente il suo lavoro (ci sarebbe stato da stupirsi del contrario).

Sentendo Biglino, mi viene in mente la religione raeliana e le sue bizzarre teorie circa la nascita della vita sulla terra, teorie abbastanza in linea con la traduzione letterale della Bibbia (rectius: vecchio testamento) effettuata dal nostro autore.

Al termine della conferenza, piuttosto lunga ed articolata, che curiosamente si è basata sul testo della Bibbia che ognuno ha in casa senza mai citare traduzioni alternative, ci sono state parecchie domande da parte del numeroso pubblico che affollava lo spazio messo a disposizione dal Comune di Senigallia.

Le teorie di Biglino sono alquanto strane, ma non poi così strampalate; e a chi obietta che sono inverosimili, si può tranquillamente ribattere dicendo che anche l’interpretazione religiosa ufficiale non è poi così verosimile. Quale poi? Quella cristiana, quella ortodossa, quella greca, quella copta…

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LO SCIENZIATO SUPERSTIZIOSO

Posted on 7 aprile 2011. Filed under: scienza | Tag:, , , , , , |

Ho già avuto modo, nel post Radio Maria Radio Magia, di commentare le sconcertanti affermazioni di Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR, secondo cui le catastrofi naturali sarebbero la “voce terribile ma paterna della bontà di Dio”. Ho anche chiarito che le considerazioni riportate non erano le sue, bensì quelle di un arcivescovo ad inizio ‘900; sottolineando però come il nostro amico, leggendole con la propria voce di scienziato, abbia conferito loro autorevolezza e prestigio, anziché relegarle nel ciarpame della superstizione. Premesso che ognuno è libero di dire e di pensarla come vuole, vorrei esporre alcune considerazioni sulla figura dello scienziato e sulla compatibilità della scienza con una fede così forte da racchiudere in sé tutte le risposte. Lo spunto me lo dà ancora una volta il De Mattei che, sempre dal pulpito di Radio Maria, riferisce le parole di un altro autore cristiano del V° secolo, secondo il quale, tanto per fare un esempio, l’impero romano sarebbe caduto per colpa degli omosessuali che lo infestavano, puniti dai barbari invasori.

Mi domando: può, un uomo di scienza, vedere la mano di Dio dappertutto? Ha senso lo studio dei fenomeni se si è convinti che sia Dio a volere ogni cosa? Che motivo ci sarebbe di tentare di curare il cancro o l’AIDS se possiamo pensare, anche solo per un attimo, che tali malattie siano un giusto castigo divino e che il malato se le sia meritate? Secondo me l’essere scienziati (e non il credersi scienziati, che è una cosa diversa) è incompatibile con la fede religiosa. Cosa farebbe un uomo come il De Mattei se scoprisse come prevenire gli tsunami? Avvertirebbe le popolazioni coinvolte salvando migliaia di vite umane, oppure tacerebbe per consentire alla voce terribile di Dio, pur se paterna, di farsi udire? Perché, seguendo il suo ragionamento, salvare le vite umane sarebbe come mettersi contro Dio.

Il Dio delle persone come De Mattei è capriccioso e volubile, come le antiche divinità greco-romane. Molto umano, direi, nella sua volontà vendicativa e punitiva.

Ed è un Dio sessuofobo che punisce solo un certo tipo di immoralità, quella legata alle pratiche sessuali, mentre sembra fregarsene altamente di altre immoralità che una coscienza moderna giudica ben più importanti: la corruzione politica, i regimi dittatoriali, il lavoro minorile, eccetera. Di queste cose il DIo di De Mattei se ne strafrega, ma è pronto a scatenare terremoti per punire un manipolo di sodomiti e onanisti. Mah!

Ed infine: può il vicepresidente del CNR ragionare in questo modo? Secondo me no, sarebbe meglio che non lo facesse. Io credo che uno scienziato debba essere mosso dalla curiosità, dalla voglia di sapere, di capire, di scoprire; e che dovrebbe fuggire da ogni spiegazione precostituita come, appunto, quella offerta su un piatto d’argento dai pregiudizi e dalla superstizione religiosa.

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RADIOMARIA – RADIOMAGIA

Posted on 21 marzo 2011. Filed under: società | Tag:, , , , , , , , , , , |

La notizia si è diffusa velocemente: Radio Maria ha detto… Mons. Mazzella ha detto… Lo speaker De Mattei ha detto…

Prima di proseguire, è doveroso fare chiarezza. Il discorso su Radio Maria lo ha tenuto Roberto De Mattei, controverso vicepresidente del CNR, noto (e contestato da alcuni) per le sue posizioni estremistico-cattoliche. Le parole riferite sono sì quelle di monsignor Mazzella, arcivescovo di Rossano Calabro: dette però agli inizi del 900 (non so per quanto tempo questo link rimarrà attivo). Pagato il debito alla verità e completezza di informazione, ecco la mia opinione.

Che le calamità naturali dipendano dall’ira di qualche divinità, è un’idea vecchia quanto l’uomo, da cui deriva la necessità di dover compiacere, in qualche modo, dèi potenzialmente cattivi e rancorosi. Ecco quindi i sacrifici, sia umani che di animali; ecco i “fioretti”, i “voti”, i sacrifici, i supplizi autoinflitti, le preghiere, le suppliche, gli obblighi, i comandamenti, le rinunce. Perché, se dio ci ama, non lo dà poi tanto a vedere.

E’ evidente che, sotto il profilo puramente razionale, l’accostamento tra dio rancoroso e crudele – necessità di compiacerlo appare frutto dell’ignoranza, della superstizione, della credulità, ed anche la più sofisticata delle elaborazioni teologiche non può convincermi che un dio amorevole, che si è sacrificato per noi non sia totalmente incompatibile con il medesimo dio che minaccia di infliggere dolorose pene eterne, se non ci si comporta come vuole lui ed in lui non si crede. Perbacco, devi crederci, e se pretendi delle prove sei un pericoloso razionalista. Apro una parentesi: forse non tutti sanno che i cosiddetti satanisti  (quelli veri) non credono nel diavolo… Ebbene, per gli esponenti della Chiesa quelli pericolosi sono proprio loro, non gli altri che eventualmente ci cedono e compiono orrendi delitti in nome del loro dio, o anti-dio che dir si voglia. Perché il pericolo (dal loro punto di vista) non è adorare il diavolo: è peggio non crederci. Il vero nemico (sempre dal loro punto di vista) è il razionalismo. Chiudo la parentesi.

Or dunque, attraverso i potenti mezzi di Radio Maria è stato esplicitamente detto che lo tsunami giapponese, ma più in generale le catastrofi naturali, tra cui in passato il terremoto di L’Aquila, sono una manifestazione (evidentemente punitiva) della giustizia divina. Lo avrebbe detto non un ignorantello qualunque, ma un esponente autorevole, tale Monsignor Mazzella, resuscitato per l’occasione nientepopodimeno che dal vicepresidente del CNR Roberto De Mattei. Grazie al pensiero profondo di questi due austeri personaggi, apprendiamo che non dobbiamo imprecare alla sfiga se un terremoto ci butta giù la casa, se uno tsunami ci uccide i figli, se una catastrofe si abbatte sulle nostre persone: vuol dire che ce lo siamo meritato. Perché non abbiamo creduto abbastanza, perché non siamo stati sufficientemente casti, o puri, o forse perché alcuni governi hanno emanato leggi che in qualche modo legittimano le unioni omosessuali contro natura. Questa fenomenale intuizione è riportata nel sito  di Arrigo Muscio, presidente dell’Associazione Genitori Cattolici. Cavoli, mica uno qualunque… Durante un esorcismo, botta e risposta tra prete e demonio:

"Perché in Francia si è abbattuto recentemente uno strano uragano? E’ stato un castigo di Dio? Rispondi solo la verità in nome dell’Onnipotente Dio!"

Il diavolo annuì ed ammise che era la conseguenza della legalizzazione dell’equiparazione della coppie gay con la coppia (un uomo ed una donna) voluta dal disegno creativo di Dio.

Ma queste persone, mi chiedo, ci credono veramente a quello che dicono? Sì o no poco importa. Importa invece che lo dicano, e che ci sia gente (non propriamente gli intelletti più elevati, ritengo) disposta a crederci. Ma perché bisogna ricordare alle masse che c’è un dio rancoroso e vendicativo? Ma perché più dio è cattivo, più appare pronto a comminare punizioni, più appare capriccioso e feroce nella sua onnipotenza, più il ministro del culto acquista importanza. Più la gente, ma anche i potenti, temono dio, più gli ambasciatori in terra di tale terribile minaccia ultraterrena, depositari di verità inudibili e di segreti innominabili, possono grazie ai loro uffici orientare i re ed i presidenti nelle scelte, i popoli nelle guerre, i giudici nelle sentenze, il legislatore nel varare le leggi ed i regolamenti. Tanto più dio è temuto, tanto più sarà importante ed ascoltato il sacerdote, sia che dica di sacrificare cento buoi o di fare penitenza non mangiando la carne di venerdì, sia che si parli della casta sacerdotale dell’antico Egitto, sia che si parli dell’ingerenza vaticana nello stato italiano o dello strapotere di leader religiosi in qualche repubblica islamica od anche dell’influenza calvinista nello sviluppo del capitalismo americano.

Un’altra notizia fa il paio con questa: è stato arrestato a Roma, per sfruttamento della prostituzione, un liberiano. Questo personaggio aveva creato il suo piccolo impero di puttane cui chiedeva, da bravo magnaccia,  un obolo settimanale pari a 300 euro cadauna. E se una ragazza (che immagino proveniente, come le altre sue colleghe, non propriamente dall’Europa del nord) tentava di ribellarsi, lui la minacciava con i riti voo-doo. Allo scopo aveva con sé le unghie e le ciocche dei capelli delle ragazze sotto il suo controllo, materiali necessari per la stregoneria, abbinati alle carte di identità. Una sorta di mini anagrafe a scopo magico. Finché una ragazza meno credulona delle altre ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Ora… io non vorrei offendere nessuno, né apparire irrispettoso, ma per mia ignoranza o mia incapacità, non riesco a scorgere differenze tra il magnaccia voo-doo e l’arcivescovo tsunami. Entrambi tentano di avvalorare la presenza di forze oscure e pericolose; entrambi sfruttano l’ignoranza e la credulità popolare. Entrambi, in buona fede oppure no (non importa), vogliono imporre comportamenti minacciando sciagure irriferibili per chi oserà ribellarsi.

Già sento qualche vocina dire: sì, ma le finalità sono ben diverse…

Ed io rispondo: ne siamo sicuri? Proprio sicuri, che siano realmente diverse?

 

Parole inaccettabili!
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SCACCO A DIO?

Posted on 8 settembre 2010. Filed under: scienza | Tag:, , , , , |

Stephen Hawking è l’astrofisico più famoso al mondo. Noto non soltanto agli addetti ai lavori ma anche al grande pubblico grazie ad alcuni libri di successo, è anche presente nell’immaginario collettivo grazie alla formidabile simbiosi tra un corpo disastrato ed una mente che definire brillante è poco.
Pochi giorni fa il nostro genio ha presentato il suo ultimo libro e giustamente ha pensato di creare un po’ di risonanza mediatica anticipandone uno dei contenuti “forti”: Dio non sarebbe necessario per spiegare la nascita dell’universo, le leggi della fisica possono spiegare tutto. A questo punto non vedo l’ora di leggere questo libro non appena uscirà la traduzione italiana (obiettivo raggiunto, vero, Stephen?); nel frattempo l’occasione è troppo ghiotta per non coglierla e fare un paio di considerazioni.
Nel mio piccolo, anzi piccolissimo, ho sempre pensato che l’idea-Dio fosse un tentativo improbabile di spiegare l’impossibile. Mi spiego meglio: l’argomentazione preferita dai credenti è che tutto ciò che esiste, tutto ciò che vediamo, deve pur avere un’origine, un padre. E quale padre meglio del Padre con la P maiuscola? Chi se non un Dio può aver compiuto un’opera così grande? La contraddizione logica presente in questo ragionamento è talmente evidente da confinare questa argomentazione nella discarica intellettuale delle leggende metropolitane. Prima si afferma che il tutto deve per forza aver avuto un’origine, poi si spiega che ad aver creato tutto è un Dio che è sempre esistito e non è a sua volta stato creato da nessuno. Bella coerenza. Per forza, mi si potrebbe dire, l’universo è naturale e materiale mentre Dio è immateriale e soprannaturale. Ma io sarei pronto a ribattere: perché voler credere a ciò che non si vede e non si sente piuttosto che fare il contrario, cioè credere che l’universo sia sempre esistito? Cosa cambia? I grandi misteri sull’origine delle cose rimangono intatti, ma almeno abbiamo qualcosa di concreto su cui ragionare, qualcosa che si misura col metro, si pesa con la bilancia e si ingrandisce al microscopio, e si esplora col cannocchiale…
Probabilmente è proprio questo il nodo cruciale: Hawking non ci sta indirizzando verso un rigurgito panteista, ci sta dicendo che la legge che spiega tutto, da cui derivano tutte le altre leggi della fisica, da qualche parte c’è, e prima o poi l’umanità la scoprirà. Il nulla prima del big bang deve essere stata una situazione precaria ed instabile, e la gravità ha fatto sì che l’universo si sia creato da solo.
Una cosa è certa: chi crede in Dio continuerà a farlo, non saranno certo le equazioni astrofisiche ad impedirglielo. Ma il vero significato di tutto questo è che scienza e fede sono incompatibili, lo hanno ribadito poco tempo fa scienziati di assoluto spessore quali Margherita Hack e Umberto Veronesi. Per dirla con Hawking: “C’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona”.

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