WINDOWS 8.1: GESTIRE i CLOUD IN UNA RACCOLTA

Posted on 15 febbraio 2014. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , |

Avete più di un account cloud? Oltre a SkyDrive, fornito di serie e che tra poco cambierà nome in OneDrive, potreste essere utenti di Google Drive, DropBox, e chissà quanti altri. E’ possibile raggruppare in un’unica raccolta le cartelle usate dalla maggior parte dei servizi cloud in modo da poterle gestire comodamente. La raccolta potremmo chiamarla, senza troppa fantasia, Cloud, ed avrebbe l’aspetto riportato nell’immagine sottostante.

raccoltacloud

Nell’esempio sopra ho incluso nella mia raccolta di nome Cloud le cartelle di Sky Drive, Google Drive, DropBox, Copy, 4Sync, Mega. Quella di 4Sync è l’unica di cui si può vedere parzialmente il contenuto (basta fare clic sul triangolino accanto al nome).

colonna_thumbLe raccolte predefinite sono Immagini, Video, Documenti, Musica. Ma attenzione: mentre in Windows 7 le raccolte erano visibili di default, in Windows 8 sono state per così dire quasi nascoste (non si sa per quale motivo). Come abbiamo visto una raccolta consente di raggruppare alcune cartelle, che hanno qualcosa in comune, dislocate in directory differenti e visualizzarle in un unico contenitore virtuale. La prima cosa da fare è quindi accedere alle raccolte per poterle gestire.

Il modo più semplice è quello di abilitare in esplora risorse, se non l’avete già fatto, la barra a sinistra delle cartelle: tab [Visualizza] – Riquadro di spostamento. Nel menù che appare ci sono varie opzioni, tra cui <Mostra raccolte>. Abilitiamo l’opzione. Vedremo la cartella Raccolte (che ha un disegno leggermente diverso, come quello di un raccoglitore, quale in effetti è) inserita nell’elenco del riquadro.

In alternativa possiamo andare sul Desktop (in Esplora Risorse, non sul Desktop di lavoro) dove troveremo questo raccoglitore bello pronto per essere utilizzato.

 

desktopracc_thumb[1]

Se facciamo doppio clic su <Raccolte> vedremo in effetti apparire le classiche Documenti, Immagini, Musica e Video, ovvero le raccolte presenti di default. Nell’esempio preso dal mio PC appare già anche la raccolta Cloud.

raccoltskerm_thumb[1]

Da questa posizione possiamo facilmente gestire non solo le raccolte già esistenti, ma anche crearne di nuove. Ecco come…

Con un clic del tasto destro del mouse apriamo il menù contestuale e selezioniamo la voce <Nuovo> – Raccolta. Subito il sistema esegue l’ordine abbinando alla nuova raccolta appena creata un’icona standard. Chiamiamo la nuova raccolta Cloud. A questo punto facciamo clic, sempre con il tasto destro, sulla raccolta Cloud appena creata e selezioniamo dal menù contestuale <Proprietà>. Appare la seguente finestra di dialogo che contiene tutto ciò che serve per far funzionare a dovere la nostra raccolta.

findialogttquelkesrv_thumb[1]

Il primo riquadro, il più importante, serve ad aggiungere i percorsi delle cartelle che vogliamo inserire nella raccolta. Poiché la nostra intenzione è quella di gestire tutte le cartelle relative ai servizi cloud in un unico raccoglitore, non dobbiamo fare altro che fare clic su [Aggiungi…] e selezionare, una per una, queste cartelle. Per ogni nuovo percorso dovremo cliccare su [Aggiungi…]. Vedremo il riquadro popolarsi con le nostre scelte.

Il passo successivo è quello di poter ottimizzare la raccolta per un contenuto particolare. Nel nostro caso, trattandosi di cartelle dal contenuto eterogeneo, possiamo lasciare l’opzione <Elementi generali>, ma nulla ci vieta di fare diversamente qualora dovessimo ritenerlo opportuno.

Infine l’ultimo tocco consiste nello scegliere un’icona di nostro gradimento. E’ sufficiente fare clic su [Cambia icona della raccolta…] e scegliere una di quelle che ci vengono proposte dal sistema, oppure una qualsiasi che magari abbiamo scaricato da internet e abbiamo salvato sul nostro PC.

Rimane un’ultima cosa da fare: scegliere una cartella predefinita, tra tutte quelle presenti nella raccolta, per il salvataggio dei nuovi file. In altre parole: se salviamo un documento di testo nella raccolta senza specificare una cartella precisa tra quelle presenti nel raccoglitore, dobbiamo dire al sistema quale cartella di default deve scegliere. E’ sufficiente fare clic sul percorso prescelto e premere il pulsante [Imposta perc. salv.] (che ovviamente sta per Imposta percorso di salvataggio). Vedremo apparire un segno di spunta alla sinistra del percorso da noi indicato.

Infine, fare clic su [OK] per memorizzare il tutto e salvare il duro lavoro svolto (si fa per dire…).

In questo modo potremo gestire con una certa comodità eventuali account multipli e godere cumulativamente dello spazio gratuito offerto gentilmente dai vari fornitori di servizi. Non solo: potremo con estrema facilità, trascinandoli con il mouse, spostare i file da un account a un altro, individuare più agevolmente un documento salvato nel cloud senza ricordarci di preciso in quale cloud, e via discorrendo.

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PERCHE’ MICROSOFT SI COMPRA NOKIA?

Posted on 3 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , , , , , , , , |

Dunque, la notizia “bomba” di oggi è che Microsoft si comprerà Nokia, non tutta la società ma solo la parte relativa ai telefoni cellulari. Subito si sono scatenati i sospetti sul ruolo che può aver avuto il CEO di Nokia Stephen Elop, ex dirigente Microsoft e (si dice) futuro successore di Ballmer alla Microsoft. Detto in altri termini: avrà fatto apposta a mettere in crisi Nokia per consentire a Microsoft di farne un boccone solo alla “modica” cifra di 5,44 miliardi di dollari? Da commenti letti in rete sembrerebbe infatti un affarone per Microsoft, basti penare che l’acquisizione di Skype era stata più onerosa. La verità secondo me è che gli azionisti Nokia non ne potevano più della divisione smartphone in perdita, né erano convinti della partnership strategica con Microsoft e il sistema operativo Windows Phone. Allora la casa di Redmond ha detto: va bene, smettetela di frignare, compro tutto io e faccio tutto da me!

A ben vedere Microsoft sta cercando di fare ciò che ha fatto Apple e ciò che sta facendo Google (che ha acquisito Motorola): vendere l’hardware, cioè i telefoni, con installato il proprio sistema operativo (che nel caso di Android-Google però è gratuito senza licenza) e creare così un ecosistema per vendere non più solo software ma anche hardware, musica, libri, film… tutto in formato digitale e possibilmente proprietario così da imprigionare l’utente il più possibile e costringerlo a spendere i propri soldi nel proprio ecosistema.

Nel caso di Apple (vedasi l’iPhone e le sue insopportabili limitazioni) il giochetto ha funzionato piuttosto bene, però si sa che per alcuni la mela morsicata non è un marchio, ma una fede cui credere ciecamente: il Mac è il miglior pc, l’iPad il miglior tablet, l’iPhone il miglior telefono, eccetera. Ma la Microsoft non è Apple. Le due aziende non potrebbero essere più diverse: Microsoft ha fatto i soldi vendendo software, Apple ha in realtà sempre venduto hardware. Microsoft non è una sorta di religione, non ha fanatici al seguito. A rompere un pochino le uova nel paniere ad Apple è Google, non Microsoft. Google ha un’idea chiarissima di cos’è e di dove vuole arrivare, Android gli serve per poterci installare le sue applicazioni chiave (GMail, GDrive, le mappe, il link al motore di ricerca, eccetera…) ed è per questo che viene concesso in licenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta: più è ampia la base di installato, più Google ed il suo ecosistema net-centrico diventa importante ed efficace.

E Microsoft? Non mi sembra che abbia le idee altrettanto chiare quanto i suoi competitors. Cosa vuole fare (e diventare) la regina del desktop? E’ evidente che Microsoft teme la crisi del PC tradizionale e che sta cercando di espandersi in tutte le direzioni indicate dal mercato: la gente usa gli smartphone? E noi gliene diamo uno. Vuole i tablet? E noi gli diamo il tablet. E via discorrendo… Il tutto sa un po’ di rincorsa affannosa. Surface è stato un fallimento, Windows RT pure. Ma chi lo vuole un tablet con la versione monca e fin qui inutile di Windows 8? E perché tutta questa spasmodica attenzione all’interfaccia touch con Windows 8 che è e rimane un OS prevalentemente desktop mentre tutti sanno che allungare un braccio verso lo schermo di un desktop non è propriamente il modo migliore di interagire?

Secondo me Microsoft dovrebbe abbandonare Windows Phone e Windows RT e fare semplicemente… Windows. Un solo nome, un solo marchio, un sistema operativo unico che si installa intelligentemente su tutto l’hardware. Windows è stato sempre così, tradizionalmente è il suo punto di forza. Su un PC desktop non servono le “mattonelle”, su un tablet e uno smartphone potrebbero rivelarsi utili. La routine di installazione dovrebbe ottimizzarsi automaticamente secondo l’hardware.

Microsoft è sinonimo di software ma le ultime scelte progettuali e concettuali denotano una crisi di identità notevole. Siamo sicuri che mettersi a fabbricare telefoni sia la scelta giusta?

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START8: RIMETTIAMO IL PULSANTE START A WINDOWS 8

Posted on 16 giugno 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Che in giro ci siano delle utility di terze parti (quindi non Microsoft) per restituire il pulsante start all’attuale versione di Windows 8 è ormai noto, per cui non pretendo di dire niente di nuovo. La novità, per quanto mi riguarda, è che mentre finora ho voluto usare il sistema operativo esattamente come Microsoft l’ha concepito, senza voler cedere alla tentazione di apportare quelle modifiche tra cui questa di cui stiamo parlando è la più ovvia e passionale, dopo un po’ di utilizzo neanche troppo intenso, pur non essendo un talebano contrario per principio ad ogni novità, ho rotto gli indugi ed ho agito in modo da rimettere almeno questa cosa al suo posto. Vediamo perché.

Alla fine, mi sono detto, abbiamo due Windows in uno. Microsoft farà di tutto per farci ricredere: secondo loro il futuro sarà metro; invece io penso che gli utenti desktop preferiranno il vecchio ambiente di lavoro, dotato di tutti i comfort cui siamo abituati e più adatto ad un utilizzo in punta di mouse. L’utente tablet probabilmente troverà comode le app a tutto schermo ed i bottoni grossi adatti ad essere azionati con le dita e le gesture per far apparire i menù laterali, mentre l’utente desktop scuoterà sconsolato il capo nel vedere ingoiato il generoso spazio a disposizione da un’interfaccia metro tanto avida di pixel quanto spartana. Inoltre l’utente desktop userà molti programmi studiati proprio per il desktop: è facile immaginare quindi che chi ha un desktop transiterà per lo start di metro, quello piastrellato, solo per lanciare quei programmi che non sono stati stabilmente inseriti nella barra delle applicazioni. Anche se la transizione desktop-metro è piuttosto veloce, non di meno può essere fonte di stress… Winking smile

Unica cosa buona del nuovo start è la sua capacità di raggruppare facilmente i programmi secondo un criterio personale. Per esempio i programmi di grafica tutti insieme, quelli per ufficio riuniti da un’altra parte, i giochi tutti di qua… Per carità, lo si poteva fare anche con il vecchio start, ma con qualche complicazione in più, specie se spostavi il collegamento ad un programma dopo che lo stesso era stato installato. Poteva accadere, per esempio, che  disinstallando il programma la relativa voce non venisse automaticamente cancellata dal menù, perché il percorso di installazione aveva memorizzato un path differente. Ora con il metro-start al momento dell’installazione viene creata la… mattonella, che uno poi mette dove vuole. Cancellato il programma, sparirà anche la mattonella, ovunque sia stata messa dall’utente.

A questo punto entra in scena Start8.

Start8desktopridotta

A Start8 ci sono delle alternative, che però sembra abbiano delle controindicazioni. Non uso Start8 da molto, ma mi sembra che le controindicazioni non ci siano. Come possiamo vedere nella immagine a corredo dell’articolo, Start8 non si limita a ricreare un menù start, ma trasporta letteralmente il menù stile metro  sul desktop. Debbo dire che, visto così, lo stile metro fa il suo effetto. Unico difetto che ho notato subito, è che mentre il verò menù scorre orizzontalmente ruotando la rotella del mouse, cosa molto comoda, lo stesso non avviene con il menù di Start8. Inoltre, purtroppo, i programmi non sono raggruppati così come noi potremmo aver fatto, bensì seguono lo schema previsto per la funzione “mostra tutte le apps” (tasto destro nella schermata start “grande”, all apps). Ma sono difetti non gravi; tra parentesi la versione installata è quella per la consumer preview, non la release preview, per cui potrebbero esserci in seguito dei miglioramenti. Noterete, se l’immagine non è troppo piccola (forse lo è), che l’aspetto grafico del pulsante non è quello cui siamo abituati ma è la finestrella stile Windows8. Niente paura: tra le opzioni potremo scegliere diversi bottoni, tra cui quello di Seven. Altre opzioni riguardano le dimensioni del menù e, soprattutto, la possibilità o meno di permettere al tasto Windows della tastiera di mostrare il menù start a schermo pieno. Consiglio di abilitare questa funzione altrimenti, in certi casi, potrebbe risultare difficile poter tornare allo start “grande”. La parte a dx di Start8 scorre invece in verticale (e qui la rotella del mouse funziona).

In conclusione, penso di poter dire che Start8 meriti una chance, soprattutto ora che siamo in fase di preview del nuovo sistema operativo. Basterebbero un paio di miglioramenti e potremmo davvero trovarci di fronte ad una killer application di Windows 8. Persino Microsoft potrebbe farci un pensierino, perché non è un semplice ripristino del vecchio menù, ma è quello nuovo replicato sul desktop. In questo modo gli utenti non tablet, non touch potrebbero stazionare nell’ambiente di lavoro preferito ed andare su metro se e quando serve: il contrario di ciò che avviene finora.

Microsoft, pensaci!

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CINNAMON: UN DESKTOP ALLA CANNELLA

Posted on 6 aprile 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , |

Odiate le nuove interfacce stile Windows 8 e Gnome 3, studiate per i tablet? State osservando con disgusto la transizione di Apple OSX verso iOS che trasformerà il vostro desktop o laptop in un gigantesco iPhone? Avete un bellissimo monitor ad altissima definizione e non capite perché sprecare tutto quello spazio con icone grosse quanto un uovo sodo? Ebbene, installate Linux Mint.

Ho già avuto modo di tessere le lodi di questa distribuzione, la cui popolarità cresce di giorno in giorno. Linux Mint non è solo un’ottima distribuzione, forse la migliore: è in assoluto un ottimo sistema operativo. Scordatevi le difficoltà che potreste incontrare con Linux. Alcune distribuzioni fanno a gara per essere ostiche: Linux Mint no. Funziona tutto, subito, basta veramente un minimo di conoscenza per usarlo. Nel mio sistema gestisco tranquillamente un vecchio scanner per cui non esistono driver nemmeno sotto Windows, una stampante di rete Dell per la quale non ci sono driver Linux, una seconda stampante di rete multifunzione con scanner della Canon: funziona tutto.

E veniamo al punto: sapete come vanno le cose, tutto si evolve e niente è immutabile. Il team di Gnome ha pensato bene di abbandonare l’amatissimo Gnome 2 per passare all’odiato Gnome 3; Ubuntu è invece passato all’odiatissimo Unity. In entrambi i casi abbiamo le consuete icone cicciotte da tablet, che si possono usare con le dita. Ma su un desktop fanno veramente schifo. Io sul desktop voglio lo spazio ben organizzato e non disegni enormi che sembrano fatti per i bambini.

Per fortuna c’è Linux Mint: male che vada, useremo lui. E funziona piuttosto bene. Ed è gratis. Non ci costa una lira.

Il bravissimo team di Linux Mint cura varie versioni: alcune sono derivate da Ubuntu, e vanno reinstallate ad ogni upgrade (ma sono molto meglio di Ubuntu). Una versione che invece non deve essere reinstallata ogni volta è la Mint Debian, che è una distribuzione rolling, ovvero per la quale vengono distribuiti gli upgrade via internet esattamente come accade per gli aggiornamenti di Windows. Ed è di questa (che uso regolarmente, anche ora che sto scrivendo) che voglio parlare.

Il team di Mint si è trovato di fronte all’adozione di Unity da parte di Ubuntu ed all’abbandono di Gnome 2, destinato in breve tempo a diventare un ambiente desktop obsoleto. Non convinti della bontà, almeno su un sistema desktop, delle nuove interfacce grafiche, ha adottato nell’ultimo upgrade distribuito via internet Mate, che è una specie di Gnome 2 redivivo, ma soprattutto Cinnamon (in italiano cannella). Cinnamon è un nuovo ambiente desktop realizzato dallo stesso team di Mint e… cosa dire, è bello. E quando dico bello, dico bello. Ci troviamo di fronte ad una sottile e minimale barra delle applicazioni posta in basso, là dove secondo me deve stare. Ma, se vogliamo, possiamo spostarla facilmente in alto (stile Mac) oppure averne due, una in alto ed una in basso.

Quella che vedete sopra è la mia installazione di Linux Mint Debian con Cinnamon. Naturalmente l’immagine di sfondo è l’elaborazione di una mia fotografia, ma vorrei attirare la vostra attenzione sul sontuoso menù.

Qui sotto, invece, ecco un dettaglio del pulsante in basso a sinistra, proprio quello che Microsoft vuole far sparire in Windows 8…

Cinnamon mi sembtra già completo e piuttosto stabile; inutile dire che in futuro migliorerà ancora. Spostando il cursore nell’angolo in alto a sinistra, apparirà una schermata stile compiz per scegliere lo spazio di lavoro (ma questa funzionalità può essere ampiamente personalizzata).

Questa sera, con qualche difficoltà perché i server erano sovraccarichi, sono passato da Gnome 2 (sempre nella perfetta interpretazione di Mint) a Cinnamon, senza dover reinstallare tutto e senza perdere nemmeno un programma. E con un bellissimo ambiente desktop nuovo di zecca, Cinnamon, che vi consiglio di provare.

Date una chance a Linux Mint, non ve ne pentirete…

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WINDOWS 8, iOS 5, apple & Microsoft… la convergenza tra PC e dispositivi mobili

Posted on 17 settembre 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Windows ha presentato l’anteprima del nuovo Windows 8, che vedremo probabilmente nel 2013 (al massimo, credo, a fine 2012). La novità più eclatante consiste nella nuova interfaccia denominata Metro che porterà sui PC desktop e sui notebook la grafica a piastrelle già vista su Windows Phone 7, il sistema operativo per smartphone di Microsoft. Questa interfaccia è studiata espressamente per i dispositivi touch, per cui Windows 8 potrà passare istantaneamente al “solito” desktop cui siamo abituati e che, a quanto sembra, sarà identico a quello di Seven.

Nel frattempo Apple, con l’ultimo aggiornamento del proprio sistema operativo per i propri computer, ha introdotto sul desktop, anche lei, alcune schermate identiche a ciò che possiamo trovare sugli iPhone e gli iPad, insieme ad alcune gesture che permettono di sfogliare le schermate come fossero pagine. Tra poco uscirà iOS5 per iPhone e iPad, e la sensazione è che la convergenza tra i due sistemi operativi di casa Apple sia destinata a continuare.

Apparentemente, dunque, Microsoft e Apple stanno andando nella stessa direzione: portare la grafica ed il modo di usare i dispositivi mobili, che sono sempre più usati, anche sul desktop. Eppure, secondo me, ci sono grosse differenze.

Lo scopo di Apple è facile intuirlo: attrarre ai propri computer anche la clientela di iPhone, iPad eccetera (in quell’eccetera metto ciò che ancora non c’è, ma che potrebbe arrivare). Infatti ad usare OS X, il sistema operativo dei Mac, è una minoranza di utenti, mentre iOS (il sistema operativo di iPhone) ha una diffusione di gran lunga maggiore rispetto a Windows Phone, e se la batte con Android che, però, ha il vantaggio di essere adottato su un gran numero di dispositivi. Quindi, Apple vuole portare i clienti di iOS a sentirsi a casa propria anche sui Mac, sperando di incrementare le vendite di questi ultimi.

Invece Microsoft, che spadroneggia sui desktop ma arranca sul mobile, inserendo l’interfaccia di Windows Phone in Windows 8 spera che gli utenti desktop, imparando a conoscere e, si spera, apprezzare la nuova interfaccia metro, si convincano ad acquistare gli smartphone che adotteranno Windows Phone. In pratica, il contrario di Apple: portare i clienti desktop sul mobile.

Due operazioni di marketing uguali ma diverse, quindi, da parte di questi due colossi dell’informatica.

In mezzo ci stanno gli utenti che, probabilmente, non sapranno che farsene di interfacce touch su un desktop.

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COMPIZ FA SPARIRE LA BARRA DELLE FINESTRE?

Posted on 15 maggio 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

Tempo fa ho tessuto una lode a Linux Mint che, nella versione main, quella derivata da Ubuntu, mi è parsa una distribuzione praticamente perfetta. Ora è uscita la versione 11 RC. Non è quindi la versione definitiva, attesa per la fine di questo mese (maggio 2011, se qualcuno leggesse questo post dopo tanto tempo) e non ho resistito alla tentazione di installarla. Premetto che con la versione 10 non ho avuto nessun problema.

Invece con la 11 RC, attivando tramite Compiz gli effetti del desktop, mi sono imbattuto in una serie di problemi inaspettati. Il primo, che ogni tanto sparivano i bordi (decorazioni nel gergo Linux) delle finestre: via il titolo, la barra ed i pulsanti. Il secondo, assai meno importante, che un gioco come Lbreakout che ho sempre tenuto installato per i momenti di relax, presentava grossi problemi: andava a scatti, e nei momenti di massima animazione rallentava di brutto… nonostante i driver Nvidia proprietari installati.

Commutando il gestore delle finestre su Metacity (facile da farsi tramite la Compiz Fusion Icon) ottenevo che il gioco andava alla grande, ma perdevo gli effetti. Non solo, Metacity non rimaneva memorizzato come scelta, per cui al riavvio avevo i soliti problemi. In particolare, bastava premere il triangolino a sinistra in alto (menù della finestra) per far sparire immediatamente la barra con tutti i pulsanti.

Il tutto era sintomo di qualcosa che non andava a livello grafico. Una assidua ricerca su internet mi permetteva di constatare che molti avevano il problema di Compiz che faceva sparire la barra; le soluzioni non erano univoche e non erano sempre efficaci. Qualcuno lamentava incompatibilità di Compiz con i giochi e con i driver Nvidia. Io ho provato anche installando i driver sperimentali liberi al posto di quelli proprietari, senza alcun vantaggio.

Mi sono allora messo in testa di smanettare tra i settaggi, e dopo un pomeriggio di smanettamenti quasi a casaccio, ho trovato la soluzione. Almeno, quella che sto per descrivere è una soluzione che funziona sul mio PC con la distribuzione Linux Mint 11 RC, ma spero che possa essere di aiuto a tutti coloro che hanno lo stesso problema.

Innanzitutto, quando si attivano gli effetti, bisogna stare attenti alle incompatibilità. ALcuni sono simili, ed alternativi tra di loro. Il sistema avverte con dei messaggi cui è bene prestare la massima attenzione: bisogna evitare di attivare ugualmente i plug-in che presentino incompatibilità con altri già attivati.

Poi, nelle impostazioni del plug-in Decorazioni finestra, immagino compaia una stringa che fa riferimento a Metacity. Al suo posto inserite questa: "/usr/bin/compiz-decorator" (senza virgolette). E già che ci siamo, in finestre da attivare inserite quest’altra: "(any) & !(type=Dock)" (sempre senza le virgolette). Praticamente sostituiamo il decoratore di Metacity con quello di Compiz, ed il problema delle finestre senza i bordi dovrebbe essere sparito! A questo punto possiamo togliere l’icona della Compiz Fusion Icon, se l’abbiamo attivata, senza necessità di commutare più niente su Metacity, e possiamo attivare tutti gli effetti che vogliamo (sempre facendo massima attenzione ai plug-in incompatibili tra loro, mi raccomando).

Io ho attivato con successo il desktop cubico, l’esposizione tipo exposè del Mac, le finestre tremolanti e chi più ne ha più ne metta, senza alcun problema. Il fatto è che Compiz appare essere un vero divoratore di memoria e di risorse…

Per quanto riguarda il giochino, che sotto Compiz è asmatico nonostante un Core i7, 8 GB di ram e una scheda Nvidia abbastanza tosta (non mi costringete a ricordarmi la sigla, vi pregooo!), ho risolto lasciando le impostazioni grafiche tutte al massimo ma impostando, dal pannello del gioco, il limite al frame rate di 100. E va alla grande: fluido, a pieno schermo, così come deve essere.

Forse nella versione definitva di Linux Mint 11 questi problemi non si presenteranno più, però intanto per ora li ho risolti. Spero che le descrizione sopra riportata possa essere di aiuto o di spunto a qualcuno.

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