MATRIX E PADRE AMORTH, L’ULTIMO ESORCISTA

Posted on 29 marzo 2013. Filed under: letteratura, spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Ogni tanto Amazon mi manda qualche offerta irresistibile. Pochi giorni fa in offerta, per pochissimi spiccioli, quasi gratis, c’era il libro di Padre Gabriele Amorth L’ultimo esorcista. Normalmente non l’avrei mai comprato, ma quasi gratis sì. Così è bastato un clic e il libro è confluito nel mio Kindle Paperwhite, esattamente come il Maligno (notare la M maiuscola) farebbe in un posseduto.

Padre Amorth è famosissimo. Del resto, con un cognome così, da film horror oppure da cartone animato giapponese, e con un lavoro come il suo (esorcista), possiamo ritenerlo un predestinato. Di lui non avevo letto mai niente, a parte qualche intervista, ma l’ho sentito spesso su Radio Maria. Apro  un parentesi, perché questa cosa di Radio Maria la devo spiegare. Io non ascolto Radio Maria, ma sovente ascolto Radio 24. Accade che in auto, lungo un percorso che per motivi di lavoro copro molto spesso, ad un certo punto sulla frequenza di Radio 24 subentri Radio Maria. Per restare in tema, potrei dire che Radio Maria si impossessa di Radio 24, o che Radio 24 è posseduta da Radio Maria. Probabilmente Padre Amorth sosterrebbe che tutto ciò, anziché un semplice sovrapporsi di frequenze, sia un segno della potenza divina e della Madonna in particolare, alla quale è molto devoto (è un esperto, un “mariologo”). Ebbene, in questo subentrare di Radio Maria a Radio 24 mi è capitato spesso di sentire questi lunghi monologhi di Padre Amorth. Interessanti, e divertenti. Da appassionato di film horror, mentre si viaggia in macchina non si può chiedere di più. Così, quasi gratis, ho comprato anche il libro. E ieri sera su Sky c’era in onda l’ultimo film della saga di Matrix, Matrix Revolution. E mi sono scattate in mente alcune considerazioni. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Innanzitutto, il libro. Fluido, scritto bene. Padre Amorth si considera l’ultimo degli esorcisti proprio come ogni altro esorcista oggi esistente, perché sono in pochi ed in via di estinzione. Le gerarchie ecclesiastiche, in modo particolare i vescovi cui spetterebbe la competenza, omettono di nominarne di nuovi e ciò, rimprovera solennemente, è un grosso errore ed un favore a Satana. Sì, perché il demonio cerca di non farsi vedere, di stare nascosto. Anche nei posseduti, se ne sta spesso zitto e solo un esorcismo lo fa saltare fuori. Insomma, sembra dire, nessuno di noi può stare tranquillo, perché potremmo avere il demonio dentro senza accorgercene. Dovremmo quindi stare molto attenti ai sintomi: avversione per il sacro, pensieri peccaminosi, odio verso qualcuno, spossatezza, insonnia, mal di testa… Così come uno dei protagonisti di Tre uomini in barca scopre di avere tutti i mali possibili immaginabili perché, leggendo un’enciclopedia medica, si accorge di presentare tutti i sintomi elencati, così leggendo il libro di Amorth possiamo temere tutti di essere posseduti, almeno a metà. Attenzione: Padre Amorth afferma di saper distinguere, lui sì, tra una possessione demoniaca e un semplice stato di malattia; ma l’impiegato stressato da una scrivania troppo ingombra e vessato da un capufficio che vorrebbe impiccare, come fa a sapere se il suo è un semplice ed ovvio desiderio di vendetta oppure la tentazione del maligno? Meglio farsi esorcizzare, dice Padre Gabriele. Infatti un esorcismo non fa mai male e ti allunga la vita, esattamente come una telefonata di una famosa pubblicità di qualche anno fa.

Fin qui tutto bene. Dove Padre Amorth perde colpi è quando dice altre cose. Quest’uomo è un superstizioso, nel senso che il suo credo non è limitato alla fede cattolica, a Dio ai Santi alla Madonna (il bene) ed al Diavolo (il male), ma è convinto dell’esistenza dei maghi, degli stregoni, del malocchio, delle fatture, della magia nera, dell’efficacia degli amuleti e dei talismani… crede ai sensitivi, ai carismatici… ho ascoltato su Radio Maria frammenti di trasmissione in cui spiegava la differenza tra gli amuleti e i talismani, tra i sensitivi e i carismatici.

E racconta particolari ai quali non credo. Posso credere agli esorcismi da lui praticati; sono convinto che frotte di persone si presentino a lui sperando che gli risolvano problemi che non hanno in realtà alcuna origine soprannaturale, così come altre persone si recano presso sedicenti maghi, cartomanti e fattucchiere, o vanno a Lourdes o accendono un cero in chiesa; ma quando racconta di aver assistito, anche se una sola volta, ad un fenomeno di lievitazione, di aver assistito a una posseduta che sputava oggetti di metallo dalla bocca ed un’altra che camminava tranquillamente lungo le pareti verticali di una stanza, non ci credo. Secondo me sono menzogne (ispirate dal demonio?), forse dette – nella sua mente – a fin di bene, ma restano bugie.

In certi passi il nostro esorcista è francamente anche un po’ comico, pur se racconta eventi drammatici di cui non si dovrebbe ridere. Per esempio racconta di una ragazzina violentata ripetutamente dal padre (parte drammatica) che si reca da lui perché indemoniata. Ed il nostro esorcista spiega con sussiego che le violenze ripetute (subìte) sono la via attraverso cui lo spirito maligno è entrato (parte buffa). Ma insomma, mi viene da dire, non è chi commette il male ad aprirsi al demonio? Perché invece dovrebbe accadere alla povera piccola vittima? Ma è un libro, non c’è contraddittorio.

Ridicolo è anche il brano in cui descrive di aver esorcizzato un bambino di pochi mesi. Quali erano i sintomi? Nessun improvviso discorso in aramaico (questo sì che sarebbe stato clamoroso). Invece il piccolo, non appena i genitori lo portavano in chiesa, piangeva a dirotto e gli si gonfiavano persino le vene del collo. Ma è bastata una sola seduta e il demonio è stato scacciato. Perché il posseduto era giovane, quindi l’infestazione recente, poco radicata. Altrimenti, spiega Amorth, di regola gli esorcismi durano anni e ci vogliono numerose sedute.

Abbastanza comici risultano anche i passi in cui narra che i diavoli odiano sentir nominare il Papa e alcuni santi, per esempio Padre Pio. Per quale motivo la semplice pronuncia di alcuni nomi dovrebbe terrorizzare queste creature così potenti e malvagie, rimane abbastanza misterioso. Ma si sa, nel soprannaturale tutto è possibile. Per i napoletani che mi leggono: mi spiace, ma San Gennaro non è citato tra quelli più potenti. Forse Padre Amorth non ci ha pensato. Già, perché l’esorcismo è tutto sommato abbastanza empirico. Qualche volta funziona una cosa, qualche altra volta un’altra. Bisogna provare, ci sono poche regole certe.

Le uniche certezze sono la potenza della preghiera e del digiuno. La fede cieca. La convinzione che se si hanno Cristo e la Madonna dalla propria parte, alla fine si vince, non c’è dubbio. E poi bisogna stare alla larga dagli stregoni, dai maghi eccetera, non perché siano dei ciarlatani truffatori, ma perché funzionano, ma a rovescio. Sono la porta del male. Anche il semplice giochino del bicchiere che scorre sopra le lettere può essere pericoloso. Non perché sia un’inutile perdita di tempo, ma perché funziona, ma al contrario. I malefici funzionano. Le anime dannate possono tornare dall’aldilà a tormentare i vivi. Anche le case e gli oggetti possono essere infestati. Il mondo è pieno di posseduti.

Il male, naturalmente, è Satana. Non ha un corpo, perché è puro spirito, me esiste ed è attivissimo. Nei tempi moderni più che mai, avverte Padre Gabriele. Sta persino nel Vaticano. Sta dappertutto, perché meno si crede nella sua esistenza e più diventa forte. Naturalmente non c’è solo Satana, ma ci sono anche tutti gli altri diavoli, anche se lui, il nostro eroe, preferibilmente si scontra proprio con Satana. Padre Amorth se ne frega delle dispute linguistiche secondo cui il termine Satana indicava in realtà l’oppositore (oggi diremmo l’accusa) nei processi. Qui i toni si fanno epici: come narrerebbe l’Apocalisse (e lo narrerebbe chiaramente) siamo allo scontro finale tra il Bene e il Male. Tra poco questa guerra finirà e le tenebre verranno sopraffatte dalla luce. Cosa ci sarà dopo, Amorth non lo dice: la fine del mondo? Già, perché che senso avrà il Bene se non sarà più contrapposto (Satana, l’oppositore) al Male? Ma Padre Amorth è un uomo d’azione, le chiacchiere le lascia agli altri.

Cosa c’entra Matrix? Ora provo a dirlo. Naturalmente non c’entra niente, se non che questa lotta tra Bene e Male è al centro primigenio di tutto. E’ un po’ il vero ombelico del mondo, ciò da cui ogni cosa nasce. Ogni pensiero, ogni coscienza deve affrontare quotidianamente questo dualismo. Padre Amorth dice che il mondo materiale è il regno di Satana. Ed anche la religione “seria” afferma infatti che i beni ed i piaceri terreni sono illusori e transitori. Nulla di questo mondo potremo portarci dietro quando moriremo: non i soldi, non il potere, non la bellezza, non la forza o la potenza. Satana regna in questo mondo ingannandoci con valori frutto di una truffa, di un’illusione, esattamente come Matrix inganna gli uomini con un “mondo” artificiale frutto di un’elaborazione informatica. In entrambi i casi ciò che vediamo non è vero, è frutto di una menzogna, e sono pochi coloro che sanno guardare oltre la finzione.

Nel film di ieri sera, per ora ultimo capitolo della saga Matrix, alla fine il protagonista (l’eletto) si immola. Si sacrifica per liberare gli uomini.  Così come (per i credenti) Gesù Cristo si è immolato sulla croce, vediamo Neo a braccia larghe come un crocifisso, sparire in un tripudio di luce, portato via dalle macchine, probabilmente morto. Magari in un prossimo film risorgerà, dopo tre giorni. Questo per dire come nell’immaginario filmico-collettivo (almeno in quello occidentale) certi archetipi siano ormai consolidati e scolpiti nel marmo. A certe suggestioni non si sfugge. Chissà se a Padre Amorth il film Matrix piace o se lo considera girato sotto l’influenza del demonio.

Un’ultima annotazione: l’abito che indossa Neo, il protagonista di Matrix, sembra l’abito talare di un prete. Nelle celebri riprese di lotta al rallentatore, svolazza proprio come una tonaca. E l’avversario (l’oppositore, Satana) è il Male. Chissà cosa direbbe Padre Gabriele Amorth.

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DIMISSIONI DEL PAPA: COSA C’E’ DIETRO. I RETROSCENA

Posted on 1 marzo 2013. Filed under: società | Tag:, , , , , , , , , , |

Mi sono lasciato prendere la mano ed ho voluto fare come fa la stampa vera: titolo sensazionale, contenuto che non rispetta il titolo. Diciamolo subito: io non so un bel niente su eventuali motivazioni segrete oppure su clamorosi retroscena. Ignoro i veri motivi (ammesso che siano diversi da quanto esternato pubblicamente) che hanno spinto Benedetto XVI a dare le dimissioni, diventare Papa Emerito, ripristinare una procedura anomala per noi moderni ma che ha dei precedenti vecchi di secoli.

Sotto il profilo tecnico-giuridico, con riferimento al diritto canonico, non c’è niente di veramente eccezionale. E’ previsto che il Papa possa varcare al contrario il soglio pontificio per scendere dal proprio trono. Il gesto ha suscitato un po’ di scalpore perché, ripeto, è da secoli che non accade e quindi in molti sono stati colti da sorpresa (me compreso). Il colpo di scena, perciò, è stato centrato da Papa Ratzinger. Che, diciamolo subito, non è apparso un animale da palcoscenico, un mostro di simpatia. Con quell’accento tedesco in un momento in cui, in Italia, i tedeschi non vanno propriamente di moda, automobili a parte, non si può neanche dire che sia stato favorito dalla situazione contingente. Per non parlare dei problemi incredibili che si è trovato, suo malgrado, a dover affrontare: lo scandalo pedofilia, il “maggiordomo” che gli ruba i documenti, la diminuzione dei fedeli (non ho le statistiche e non so se la notizia sia vera), la deprecabile “franchigia” per cui – in un momento in cui si chiedono grandi sacrifici ai cittadini – la Chiesa non paga l’IMU neanche per le proprietà immobiliari non destinate al culto bensì ad attività prettamente commerciali, le chiacchiere mai sopite su Emanuela Orlandi, il criminale sepolto in una chiesa, le speculazioni finanziarie ed il riciclaggio di denaro sporco dello IOR, il cadavere di Elisa Claps rinvenuto in una basilica, eccetera… Dimentico sicuramente qualcosa, ma il senso del discorso mi sembra già sufficientemente ben delineato. Per non parlare del concordato: con pensioni da fame, con gli stipendi che sono tra i più bassi in Europa, con sempre più gente che non arriva a fine mese, ogni anno diamo un sacco di soldi ad una confessione religiosa! Alla faccia della laicità dello Stato! Roba da far rivoltare Cavour nella tomba. Ironia della sorte, sono stati due socialisti o ex tali a commettere quello che io considero un vero e proprio misfatto: Mussolini, poi giustiziato a Piazzale Loreto, e Bettino Craxi, morto all’estero in un Paese privo di estradizione con l’Italia dove, altrimenti, sarebbe stato incarcerato. Per quanto tempo i cittadini italiani dovranno subire le conseguenze economiche di quanto pattuito da questi due figuri?

Secondo me, ad un certo punto il Papa si è detto: ma chi c****o me lo fa fare, alla mia età, a rompermi i c******i con tutte queste str*****te! Di certo Sua Santità, pur nel segreto inviolabile del proprio pensiero, avrà usato espressioni differenti, prive di turpiloquio. Si sarà sentito stanco, troppo vecchio, troppo vicino alla fine. Quando si è molto vecchi credo che il mondo diventi via via sempre meno comprensibile. Avrà pensato che un Papa più giovane, più fresco di energie, avrebbe potuto affrontare meglio quelli che gli stavano sembrando problemi insormontabili. Detto fatto: si ritirerà a riflettere sui misteri della religione, lui che è sempre stato un fine teologo.

Ecco, io che non sono un religioso e non sono mai stato tenero con le religioni in generale, tantomeno con quella cattolica, credo che invece il gesto di Benedetto XVI sia da lodare. Quando si assurge a posizioni di potere (non mi si dica che il Papa non ha potere: è un monarca assoluto ed è in grado di condizionare le menti di milioni di persone) è sempre difficile rinunciare, fare un passo indietro. Per riuscirci occorre essere veramente disinteressati ed avere la visione di un bene comune superiore all’ambizione personale. In campo politico, giusto per fare un raffronto, siamo abituati a vedere gente smodatamente aggrappata alla “poltrona”.

Per cui, una tantum, ho voluto tessere un elogio a chi non mi sarei mai sognato di farlo…

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PUSSY RIOT: SE NON CI FOSSE STATO INTERNET?

Posted on 30 agosto 2012. Filed under: musica, politica | Tag:, , , , , , , , , , |

Che sarebbe stato delle Pussy Riot, il gruppo musicale punk espressione di un collettivo femminista, politicamente impegnato contro Putin, se non fosse esistita la rete? Probabilmente si sarebbero beccate una condanna persino superiore ai due anni (dicasi anni due) per aver osato esibirsi in una chiesa ortodossa, poi di loro non si saprebbe saputo più nulla, sopraffatte dal potere (quello politico e quello religioso, che nella Russia attuale sembrano andare a braccetto).

Un momento… adesso che ci penso succede anche altrove. Penso all’Iran, per esempio, dove per un fatto del genere le simpatiche ragazze sarebbero state impiccate. Ma anche in Italia, l’ingerenza religiosa non è che sia del tutto assente…

Purtroppo, dove la democrazia è incerta, il potere è arrogante e se il potere politico stringe alleanza con quello religioso, o peggio è un tutt’uno con esso, la libertà è in serio pericolo, le leggi sono sommarie (“teppismo”, “offesa al sentimento religioso”, eccetera) e qualsiasi forma di dissenso fa fatica ad esistere.

Ora due delle tre ragazze sono fuggite in un paese dove non c’è estradizione verso la Russia. La terza, la più sfigata, a meno che la pressione internazionale non compia un miracolo, dovrà scontare i due anni di detenzione.

Nel frattempo, sfruttando l’improvvisa notorietà internazionale, il marchio “Pussy Riot” è stato registrato.

Link al sito ufficiale: http://pussy-riot.livejournal.com/

Corriere TV:

corrieretv

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IL PAPA, L’ANTILAICO PER ECCELLENZA

Posted on 11 gennaio 2011. Filed under: società | Tag:, , , , , , |

E ci mancherebbe… penserà qualcuno. Eppure di fronte all’ennesima sparata, non posso fare a meno di provare un forte senso di fastidio. Sentite qua: secondo lui, l’educazione sessuale impartita nelle scuole di certi paesi è un pericolo per la libertà religiosa. Badate bene, quest’uomo non dice che non gli piace, che è contrario, che i principi insegnati sono contrari alla dottrina cattolica, eccetera. No: afferma categorico che è in pericolo uno dei capisaldi di qualsiasi cultura laica e liberale, addirittura sarebbe in pericolo la stessa libertà religiosa. Affermazione forte, e discutibile, che si fa fatica a comprendere. Quale nesso ci può essere tra l’educazione sessuale e la libertà di abbracciare un credo religioso? Evidentemente nessuno, a meno che non si faccia (ritengo volutamente) confusione tra educazione sessuale e morale sessuale.

Detto in altri termini, il concetto del Papa è questo: l’educazione sessuale dovrebbe illustrare i principi (anche se sessuofobi, anche se improntati al disprezzo dei diversi, anche se sostenuti dal pregiudizio, dall’intolleranza, perciò portatori di ignoranza) della fede cattolica al riguardo. Tutto il contrario di quanto debba prevedere una corretta educazione che presuppone in primo luogo la conoscenza ed in seconda battuta il formarsi di un’opinione propria da parte di colui cui è stato impartito l’insegnamento.

Forse è l’uso della parola educazione, spesso usata a sproposito e con intenti non proprio nobili, a fuorviare sua santità. Certe volte educare è ahimé sinonimo di opprimere: colpirne uno per educarne cento. Forse il Papa intendeva riferirsi a questo tipo di educazione, che consiste nel costringere qualcuno a condividere le nostre idee e ad assumere i nostri comportamenti a suon di botte, torture e persecuzioni varie.

Non è propriamente il significato che va (per fortuna) per la maggiore nei paesi democratici in cui ci si sta affrancando dal pregiudizio e dall’ignoranza allo scopo di creare una società moderna, improntata alla libertà ed alla tolleranza.

Il prossimo passo del Papa sarà sostenere che la libertà civile mette in pericolo la libertà religiosa?

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MUNIFICENZA DI STATO

Posted on 12 ottobre 2010. Filed under: economia, politica | Tag:, , , , , , , , , , , |

La Unione Europea ha messo l’Italia sotto inchiesta. Come si sa gli aiuti di Stato potenzialmente in grado di distorcere la concorrenza sono vietati dai regolamenti europei: questa volta sotto la lente di ingrandimento c’è l’esenzione dal pagamento dell’ICI a favore della Chiesa cattolica ed altri enti ecclesiastici. Infatti, osserva la UE, molte organizzazioni finanziate dalla Chiesa operano in concorrenza con altri operatori commerciali, ed è forte il sospetto che l’esenzione dal pagamento della tassa possa costituire un vantaggio sulla concorrenza in grado di distorcere, appunto, il normale funzionamento del mercato.
Più che aiuti di Stato, quella del nostro Paese è una vera e propria MUNIFICENZA di Stato. Infatti, a parte l’esenzione ICI, ci sarebbe da riflettere anche sulla legittimità dei Patti Lateranensi, voluti da Mussolini prima e prorogati da Bettino Craxi poi, in virtù dei quali ogni anno lo Stato italiano dà un sacco di soldi al Vaticano. Ironia della sorte, proprio due socialisti (anche Mussolini lo era all’inizio), che avrebbero dovuto essere profondamente laici per estrazione culturale, si sono rivelati in realtà i massimi benefattori della Chiesa cattolica. E lo sono stati a danno dei soldi del contribuente, quello stesso contribuente salassato dalle tasse, preso di mira dalle manovre correttive, che ha visto erodere anno dopo anno il potere d’acquisto del proprio stipendio. Nonostante ciò, la mano ecclesiastica si infila nelle sue tasche per prelevarne soldi, e se il cittadino non si incazza è solo perché siamo un Paese arretrato pieno di persone culturalmente sodomizzate da decenni di catechismo obbligatorio frequentato nelle sagrestie e nelle aule delle istituzioni scolastiche, dove gli insegnanti di religione, per chi non lo sapesse nominati dal vescovo, sono dei veri e propri infiltrati in quello che dovrebbe essere un tempio della laicità: l’istruzione pubblica.
Ma vediamo di quanti soldi stiamo parlando… In internet ho trovato dati affidabili che si riferiscono al bilancio statale 2004. Ebbene, al Vaticano sono andati 472.594.000 euro di diritto, ovvero non dipendenti dalle scelte dei contribuenti; questi ultimi hanno volontariamente donato oltre 310 milioni di euro, portando il totale a più di 780 milioni di euro: una bella sommetta sottratta ai fabbisogni dello Stato, non trovate? Anche se per onestà non dovrei considerare i 310 milioni frutto di donazioni volontarie, in quanto frutto di libera scelta, rimane pur sempre il quasi mezzo miliardo di euro “automatico”; per fare un confronto, i finanziamenti per la banda larga, purtroppo stornati dall’ultima finanziaria per mancanza di fondi, sarebbero costati una piccola frazione della montagna di danaro versata nelle casse papali. E non basta: come abbiamo visto c’è, in aggiunta, l’esenzione dalle tasse; inoltre, sempre nel 2004, circa 9,5 milioni di euro sono stati destinati alla ristrutturazione di chiese, conventi, eccetera. Un altro mezzo miliardo circa di euro è invece il costo sostenuto per l’insegnamento della religione nelle scuole… Siamo sicuri che questi soldi non potrebbero essere impiegati meglio? Altri 250 milioni di euro costituiscono il sostegno (proporrei il termine “finanziamento”) alle scuole cattoliche…
Basta, la lista non sarebbe finita ma è più che sufficiente per capire che stiamo parlando di un problemuccio non proprio secondario, per risolvere il quale bisognerebbe ricorrere alla procedura prevista per la modifica della Costituzione. Infatti, poiché i patti hanno rilevanza costituzionale, è opinione largamente condivisa che una loro modifica unilaterale da parte dello Stato (che io vedrei con favore, per quanto concerne almeno la parte economica) debba seguire lo stesso meccanismo previsto per le leggi di revisione costituzionale.
Eccomi al finale: la UE si è soffermata solo all’esenzione dall’ICI, ma la MUNIFICENZA di stato a favore della Chiesa cattolica va ben oltre questo pur importante aspetto. Infatti gli scellerati patti con cui il dittatore fascista Mussolini comprò la benevolenza del Vaticano, prorogati e rivalutati dal transfuga Craxi morto latitante ad Hammamet, costituiscono un grosso problema interno e sono un elemento di disparità tra culti religiosi che sulla carta dovrebbero avere pari diritti e dignità.

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L’ABORTO IN VITRO DEL VATICANO

Posted on 5 ottobre 2010. Filed under: scienza, società | Tag:, , , , , , |

Giudizio negativo del Vaticano sul premio Nobel dato ad Edwards, padre della fecondazione artificiale in vitro. Si reputa che grazie alla tecnica messa a punto da Edwards, poi applicata da molti altri, siano nate circa 4 milioni di persone e rese genitori non si sa quante coppie, altrimenti sterili. Meriti insufficienti secondo le autorità ecclesiastiche, che pongono l’accento su problemi morali quali l’esistenza di embrioni congelati (molti dei quali potrebbero andare distrutti), il mercato degli ovociti, le nonne madri e i cosiddetti “uteri in affitto”.
A me sembra evidente come il fine perseguito da Edwards sia altamente positivo, far nascere nuove vite anche quando la natura lo renderebbe impossibile, per cui non condivido le preoccupazioni vaticane di cui, comunque, non mi meraviglio affatto. Sono infatti figlie di una cultura oscurantista che nel corso dei secoli si è contraddistinta per la persecuzione di scienziati e pensatori del calibro di Edwards, per cui è la storia a ripetersi solo che per fortuna oggi la chiesa non ha lo stesso potere temporale di allora: niente roghi, nessun testo all’indice. Stupisce comunque l’auspicio, nascosto tra le pieghe della condanna, di una sorta di aborto in vitro che avrebbe dovuto non far nascere tutte quelle vite che hanno beneficiato delle scoperte di Edwards.
Scoperte i cui meriti, tra parentesi, vanno oltre i pur importanti risultati legati alle gravidanze. Infatti dono stati indagati a fondo i meccanismi che governano le funzioni di alcune cellule, aprendo la strada allo studio delle cellule staminali, che opportunamente gestite (o dovrei scrivere manipolate?) potrebbero fornire la chiave per la guarigione di malattie oggi incurabili e per chissà quante altre scoperte. Non è un caso che il governo italiano, pressato dall’attività lobbistica della Santa Sede, abbia varato in materia una tra le peggiori e più restrittive leggi nel mondo occidentale, una legge che lo stesso Edwards ha giudicato negativamente.

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NUDI SULLA MONTAGNA SACRA

Posted on 28 giugno 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , , , , , |

Alizee Sery

La danzatrice francese Alizee Sery, di cui potete ammirare una posa statuaria qui a fianco, si è recata in Australia ed ha pensato bene (speriamo non sia andata solo per questo) di scalare  la montagna sacra degli aborigeni Uluru. Una volta in cima, ha improvvisato un castissimo striptease rimanendo in bikini. Almeno, così la ritrae il filmato che gira in rete; se c’è una parte non pubblica che va oltre il due pezzi, non è dato sapere. Fatto sta che gli aborigeni, che evidentemente non sono più così primitivi, l’hanno vista su internet e si sono talmente indignati, per la profanazione di questo luogo per loro sacro, da chiedere alle autorità australiane la espulsione della sacrilega francese.

Così va il mondo: assistiamo, noi esseri umani intendo, alle cose più turpi senza battere ciglio, ma di fronte alla “profanazione” delle superstizioni religiose siamo subito pronti a reagire con il massimo dell’indignazione. Cosa volete che siano la fame nel mondo, la guerra, lo sfruttamento del lavoro minorile, la pena di morte, una feroce dittatura che opprime le masse di fronte ad un bikini su una montagna sacra? Cosa sarebbe successo se una aborigena avesse improvvisato uno spogliarello dentro San Pietro?

Nuda sulla montagna (più o meno sacra) sta finendo invece la Chiesa cattolica, almeno negli USA ed in Belgio. Negli Stati Uniti, i tribunali hanno riconosciuto il diritto di chi è stato “abusato” da un prete pedofilo di citare in giudizio, quale responsabile civile, la Chiesa, che invece aveva chiesto di essere considerata come “Stato Sovrano” e quindi sottratta alla giustizia ordinaria. Nella fattispecie la causa riguarda il risarcimento danni da parte di un “anonimo”, sottoposto ad abusi sessuali da un prete irlandese che sembra sia stato protetto dalle autorità ecclesiastiche: ad ogni malandrinata, veniva spostato presso un’altra diocesi dove poteva continuare indisturbato la propria attività pedofila. Senza protezione, e quindi nuda, anche in Belgio, dove le autorità hanno sequestrato cose e persone, e persino scoperchiato tombe, alla ricerca di prove sull’attività pedofila.

E così andiamo avanti, tra nudità blasfeme ed altre condivisibili quando a saltare non  sono le mutande ma antichi privilegi di immunità o addirittura complicità sotterranee.

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SEMMAI, PIU’ IMBECILLI CHE RAZZISTI

Posted on 12 gennaio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , |

Gli egiziani ci accusano di razzismo perché trattiamo male gli extracomunitari; il Papa dice che siamo razzisti “dentro” e che lui, che è tedesco perciò se ne intende, se ne è accorto quasi subito. Forse qualcosa di vero c’è, può darsi pure che una parte della popolazione nutra sentimenti razzisti e la nascita ed il prosperare di movimenti politici come la Lega Nord potrebbe essere proprio il frutto di vedute così miopi. Però leggo anche un’altra notizia che forse col razzismo non c’entra niente, però io un legame ce lo vedo ed è l’atteggiamento nei confronti della diversità in generale. Forse non è proprio razzismo ma come minimo ne è l’anticamera, o il retrobottega, non saprei. Leggo quindi che a Treviso (molto molto lontano da Rosarno), in una pizzeria, un signore infastidito da una bambina down che giocava nei pressi del suo tavolino abbia esternato dicendo, a voce alta, che se uno ha i figli mongoli avrebbe dovuto avere la decenza di starsene a casa. Ecco, ho pensato, forse non siamo razzisti, siamo semplicemente un popolo di imbecilli o, a volerla dire tutta, di stronzi.

Sì, sinceramente penso che siamo (non tutti, per carità: escluso chi scrive per presunzione e chi legge per fiducia) più imbecilli che razzisti, a tutti i livelli. Leggo infatti che il Papa si è scagliato contro le future leggi contro l’omofobia: a tutela, quindi, della legittimità di ogni comportamento omofobo.

Tra i miei ormai pallidi ricordi di giurisprudenza c’è anche la lettura di un testo (probabilmente diritto costituzionale) in cui veniva spiegato che, certe volte, le leggi potevano promuovere il progresso civile di una società. Chi si scaglia contro quel tipo di leggi, di conseguenza, rema contro l’evolversi civile del tessuto sociale ed appare in stridente contraddizione con se stesso quando si erge a paladino degli oppressi e degli extracomunitari definendo noi, cittadini italiani, “razzisti”. Il rispetto della persona dovrebbe essere senza “se” e senza “ma”, o lo si accetta in blocco o lo si rifiuta, non mi sembra possibile fare dei distinguo basati sul pregiudizio (che si tratti di razza, orientamento religioso, preferenze sessuali, e chi più ne ha più ne metta).

O no?

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STORIE DI PRETI ASSASSINI

Posted on 27 dicembre 2009. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , |

Per carità, non mi passa neanche per la testa di fare di un’erba un fascio, però ho preso spunto dalla vicenda del prete assassino di Vignola per fare una brevissima ricerca su Google: ho trovato cose agghiaccianti. Come noto il prete in questione era ospitato da anni da una famiglia quando “qualcosa” di non chiaro ha scatenato la sua furia omicida: ha ucciso a coltellate il padrone dell’abitazione in cui era ospitato (bella gratitudine) ed ha ferito seriamente il figlio e la moglie. Ora ha confessato ma ha dichiarato: “L’avrò fatto io, ma non so il perché.” Bellissimo l’uso del futuro, come a dire: “se proprio insistete a dirlo, e va bene, ‘sta colpa me la piglierò io”, e meravigliosa la dimenticanza del movente. Secondo me, oltre che assassino il prete in questione è anche bugiardo, perché io non ci credo che non ricordi nulla, penso piuttosto che voglia evitare di parlare di qualcosa di molto scomodo. Scommettiamo che nei prossimi giorni qualche storiella (storiaccia) legata a quella strana convivenza tra una famiglia ed un prelato salta fuori? E pensare che questo tizio era anche insegnante di religione.
A proposito di insegnanti di religione, suscita interesse la notizia del diacono di Acropoli che, deluso dall’apparato ecclesiastico, ha chiesto su Facebook la riduzione allo stato laicale. Nientre di straordinario, se non il fatto che ciò ha comportato l’immediato licenziamento come INSEGNANTE DI RELIGIONE DELLA SCUOLA STATALE ITALIANA. Già, perché i prof di religione sono nominati in realtà dalla Chiesa e chi dice che l’insegnamento della religione ormai è non altro che una panoramica su tutte le religioni messe a confronto tra loro, o è ignorante o non conosce la verità. Tanto è vero che questo prete, che ha osato criticare l’Autorità Ecclesiastica, è stato immediatamente dichiarato non idoneo all’insegnalento con buona pace di ogni tutela, ogni diritto sindacale, ogni libertà di pensiero, di parola e di religione. In Italia non siamo riusciti a licenziare i magazzinieri ladri dell’aereoporto di Roma, le cui malefatte erano state riprese da una serie di telecamere, mentre assistiamo impassibili a licenziamento di un insegnante di religione colpevole solo di essersi voluto “spretare”. Mi viene in mente il motto di Bartali: l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare.
Ma torniamo alla mia ricerca di due (2) secondi scarsi su Google. Ecco la storia di un altro prete criminale – che la Chiesa, stando a quanto leggo, ha cercato di proteggere – colpevole solo di genocidio, come quest’altro qua (clicca per il link). Poi, ho trovato anche questa vicenda qua (clicca).
Certo, i preti non sono angeli né demoni, sono come tutti gli altri esseri umani, ci sono quelli bravi e quelli meno bravi, i peccatori ed i meno peccatori, quelli più o meno normali ed i pedofili. Però ormai i casi “anomali” nell’ambito della Chiesa cattolica sono così tanti da farmi pensare che, decisamente, qualcosa non va come sperabile…

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SAREMO MAI UN PAESE LAICO?

Posted on 28 novembre 2009. Filed under: politica | Tag:, , , |

La nostra Costituzione, ottima per certi versi, presenta una visibile ossessione per la religione cattolica, che ha un trattamento privilegiato (costituzionalmente garantito, quindi) rispetto alle altre religioni, che pure hanno il loro diritto ad esistere e svolgere le proprie attività. Rilevanza costituzionale hanno i Patti Lateranensi, voluti da Mussolini, ex socialista e poi fascista, e rinnovati successivamente da Craxi, socialista e poi fuggito e morto all’estero per sottrarsi alle conseguenze di tangentopoli.

La corte europea parlando di crocifissi ha detto una cosa ovvia: che dove lo stato è presente in modo istituzionale, i crocifissi non dovrebbero essere esposti, perché sono un simbolo religioso ed i cittadini sono tutti uguali e con uguali diritti, indipendentemente dal credo religioso. Per cui è logico che i crocifissi non dovrebbero essere esposti nelle scuole pubbliche,  ma anche (aggiungo io) nei tribunali e persino negli ospedali pubblici ed in qualsiasi altro posto in cui lo stato eserciti le funzioni che gli sono proprie. Stupisce pertanto la levata di scudi quasi unanime dei nostri parlamentari e dei maggiori esponenti politici che hanno risposto in modo a dir poco inappropriato, come se le osservazioni sopra esposte non fossero ovvie, come se levare i crocifissi fosse diventata improvvisamente una questione di primaria importanza. Noi, il Paese dei Berlusconi e delle escort, dei Marrazzo e dei trans, e di chissà quante altre marachelle non ancora venute alla luce, inorridiamo di fronte all’ipotesi di togliere un crocifisso. E’ noto che il Premier ha un calo della libido se nella garçonnier non c’è un crocifisso appesa e che Marrazzo si rifiuta di giocare a chiapparella se il trans di turno non ha almeno una catenina con la madonnina al collo…

Ora con la pillola abortiva RU486 stiamo assistendo ad una nuova sceneggiata: nessuno lo dice apertamente, ma in realtà tutto il dibattito sta ruotando attorno a principi religiosi (ancora una volta!) e lo schieramento trasversale cattolico, che da quarantanni ci governa, sta cercando persino di farci credere che il farmaco in questione non sarebbe sicuro. E pensare che viene venduto da anni in tutto il mondo!…

Il vero problema è che manca, purtroppo, un senso laico dello Stato, in base al quale le decisioni vengano prese nell’interesse collettivo e non per compiacere la Chiesa. Purtroppo la nostra storia fa sì che la nostra destra, anziché liberale e progressista, abbia una matrice clerico-fascista, e la nostra sinistra, anziché laico-sociale, ne abbia un’altra di stampo catto-comunista, come efficacemente viene definita.

Eppure questi politici non ci rappresentano degnamente. Quando gli elettori hanno avuto la possibilità di esprimersi direttamente, tramite l’istituto del referendum, hanno dimostrato di ragionare con la propria testa e non di seguire passivamente gli input clerico-fascisti oppure cattocomunisti: ovvero di non seguire in modo acritico i dettami di quello che io chiamo PTC, il Partito Trasversale Cattolico.

Sarebbe veramente auspicabile una separazione più netta tra Stato e Chiesa per fare dell’Italia un Paese migliore in grado di sceglere e decidere per il bene collettivo e non ricevere la benedizione e baciare la mano nella penombra di qualche sagrestia.

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