CONTRO LA PIRATERIA, AGCOM APPROVA IL SUO “REGOLAMENTO”…

Posted on 14 dicembre 2013. Filed under: internet, politica, società | Tag:, , , , , , , , |

Purtroppo è tutto vero, in Italia le libertà digitali sono in grave pericolo, la “normativa” è stata data in pasto all’attività lobbistica di faccendieri che non perseguono alcun interesse collettivo ma solo quelli personali. In breve tempo la nostra internet, quella cui potranno accedere gli internauti italiani, sarà peggio di un groviera: piena di buchi, di messaggi di errore, di pagine irraggiungibili, esattamente come ho potuto provare di persona alcuni anni fa durante una vacanza a Istanbul, in Turchia. Ogni clic su un link era un errore. Una tragedia. Ora raggiungeremo in breve tempo quei (bassissimi) livelli. Individuiamo ora i responsabili di questa situazione e ricordiamocene, quando sarà il momento di andare a votare. Un cotale scempio avviene proprio in concomitanza all’aumento del balzello sui pc, tablet, supporti digitali eccetera per risanare i debiti della SIAE, capitanata da Gino Paoli.

Prima dei link di approfondimento, cui rimando, una breve nota: nonostante le belle parole dell’AGCOM, nonostante almeno per ora i provider non siano stati trasformati in guardiani della rete (era questo il rischio più grande), si è di fatto aperto un varco al di fuori della legge e della legalità in generale, per cui chi è portatore di un interesse privato può avere a sua disposizione un’agenzia che tutela i suoi interessi bypassando le procedure standard che disciplinano il diritto. Inoltre permangono le ambiguità testuali che mirano a confondere tra downloader e uploader: solo le violazioni massive dovrebbero essere perseguite, solo i grandi uploader e non l’utente finale… Peccato che i programmi più efficienti e più usati, per esempio quelli che usano il protocollo bit torrent, trasformino ogni downloader in uploader, e la legge… scusate, la regolamentazione da far west privato che è stata emanata, nell’individuare la figura dell’uploader parla al singolare: chiunque…

http://punto-informatico.it/3956367/PI/News/agcom-approva-regolamento-sul-diritto-autore.aspx

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/14/bye-bye-internet-la-settimana-nera-delle-nuove-tecnologie/813385/

http://punto-informatico.it/3954812/PI/News/equo-compenso-siae-vuole-piu.aspx

http://www.wired.it/attualita/2013/12/13/nuovo-regolamento-agcom-ovvero-regalo-di-natale-alle-grandi-lobby-dellintrattenimento/

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AGCOM L’AMMAZZA-INTERNET: A VOLTE RITORNANO

Posted on 31 luglio 2013. Filed under: internet | Tag:, , , , , |

Come i peggiori incubi, i tentativi ammazza-internet periodicamente ritornano. L’ineffabile AGCOM, che come ormai pare chiaro è preda inerme di alcune potenti lobby, ha proposto un pessimo “regolamento” per tutelare il cosiddetto “diritto d’autore”. Di fatto una legge emanata da chi non ha il potere di legiferare, per garantire i proventi economici di pochi (certamente non gli autori) in totale spregio dei diritti fondamentali di tutti. Vedi link sotto che rimanda ad un illuminante/illuminato articolo di Guido Scorza su “Il fatto quotidiano”:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/26/diritto-dautore-online-tra-dire-e-fare/667934/

È un vero e proprio coacervo delle ipotesi peggiori che nel tempo si sono avvicendate: provider costretti a monitorare il traffico degli utenti e a inibire l’accesso a un sito anche a seguito di una sola segnalazione di “violazione”. Sarà una strage…

L’unica speranza è che questo vero e proprio stupidario liberticida, che per esteso (e per assurdo) potrebbe costringere le edicole a controllare il contenuto dei quotidiani e delle riviste in vendita allo scopo di praticare una censura preventiva 😉 , non venga infine approvato. Nel frattempo sarebbe bene che la protesta si levasse forte e poderosa.

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“REGOLAMENTARE IL WEB”: QUANDO IL RIMEDIO E’ PEGGIO DEL MALE

Posted on 4 maggio 2013. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Ci risiamo! Gli aspiranti censori che vivacchiano nel nostro Paese hanno ripreso fiato e affermano ai quattro venti che è necessario “regolamentare il web”.

Già l’espressione “regolamentare il web” la dice lunga: per questi personaggi, probabilmente, internet è solo il web, facebook e poco altro. Ah sì, è anche un posto orribile dove si insulta la gente e si rubano le canzoni.

Poveri noi… adesso dobbiamo sorbirci anche i “dolori” della Presidente della Camera, Laura Boldrini, che afferma di aver ricevuto minacce, insulti, eccetera eccetera. Per cui, ovvio, bisogna impedire che ciò accada di nuovo. Vigilare, reprimere, in una parola “censurare”.

Perché l’idea che le leggi ci siano già, non sfiora queste menti eccelse. E’ dai tempi di “arbitro cornuto”, epiteto ormai entrato a far parte della storia, insulto che oggi come oggi può far solo sorridere, che si sbeffeggiano i potenti, che si “esorcizzano”. Si può aggiungere la frase “piove governo ladro” per passare a locuzioni ancor più ingiuriose e in certi casi veramente rivoltanti. Come quando, per restare in tema calcistico, si leggono negli stadi striscioni che inneggiano alle tragedie altrui: Superga, l’Heysel… è vero, c’è in giro gente balorda, o cattiva. Spesso il pessimo gusto di certi sfottò lascia basiti. Possibile, ci sarebbe da domandarsi, che in giro ci sia gente così becera, ma anche così cretina?

Infatti il problema non è la lamentela della Presidente Boldrini, sono tutti coloro che ne prendono spunto per invocare leggi speciali per il web. Che non servono, perché ha ragione Grillo: esiste un codice penale, esistono  i reati, e se un reato viene commesso tramite internet si fanno le indagini, si trova il colpevole e lo si punisce. Stop. Invece no, si vorrebbe “prevenire”, ma “prevenire” è una foglia di fico sotto cui si nasconde la vergogna della censura.

Internet, in modo semplicistico individuato come “il web”, quando suscita le lamentele di qualche personaggio “importante” che si sente preso di mira, altro non è se non un Pasquino moderno. Un Pasquino elettronico. Da Wikipedia:

Pasquino è la più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo. Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l’avversione alla corruzione ed all’arroganza dei suoi rappresentanti.

In Italia abbiamo vissuto gli anni di piombo. C’è gente che è stata uccisa, gambizzata… Francamente, se confrontiamo ciò con quanto può essere capitato alla Presidente Boldrini (non conosco i dettagli), credo che possiamo ricondurre i fatti di cui stiamo parlando al loro reale ordine di grandezza. Né mi sembra che il fenomeno si possa additare come esempio di un pensiero sessista generalizzato: nei confronti di soggetti maschi (perlopiù politici, ma anche sportivi, attori, cantanti e/o semplici frequentatori di newsgroup o di forum) ho letto cose davvero terrificanti.

Naturalmente non voglio sminuire la gravità di nulla, né sostenere che gli auspici per un mondo migliore (anche virtuale) siano inutili: però sostengo che è meglio un po’ più di libertà anche a scapito del politically correct, piuttosto che il contrario.

Ve l’immaginate se, ai tempi di Pasquino, avessero pensato di “regolamentare” le statue?

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BLOG: NON È STAMPA CLANDESTINA

Posted on 26 settembre 2012. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , , , , , |

Ci sono storie davvero paurose, peggio di Cappuccetto Rosso, che le mamme ma anche i babbi dovrebbero raccontare ai loro bambini, come si faceva una volta prima che arrivasse la tv. Perché sono molto istruttive. Per fortuna, come nelle migliori fiabe, il finale ė a lieto fine. Ma la paura e lo sgomento rimangono. Dunque…
C’era una volta un blogger siciliano, di nome Carlo. Indovinate un po’ cosa faceva questo blogger? Non è difficile: scriveva in un blog. Proprio così. Esattamente come un sacco di gente fa tutti i giorni. È facile, ci sono tante piattaforme già predisposte per l’uso. Bastano pochi clic per registrarsi e personalizzare un po’ l’aspetto, e si è pronti per riempire di contenuti uno spazio altrimenti vuoto. Ed è qui che arriva il bello, o forse il brutto (ma anche il cattivo).
Il bello è quel coriandolo di libertà che internet ha regalato all’umanità.
Il brutto è che il blogger può dare fastidio a qualcuno. A chi? Dipende proprio (bambino mio) da ciò che ci si scrive. Nella nostra storia un bel giorno qualcuno sbotta: “quel blogger ha proprio scassato la minchia!” (Lo so, non è linguaggio da favola, ma ha la sua ragion d’essere). E che ti succede? La cosa più brutta, bambino mio. Invece di confutare il contenuto e le accuse contenute nel blog, come sarebbe stato ovvio, il lupo cattivo, travestito da magistrato, sequestra il blog perché… è stampa clandestina!
Sembra incredibile. Ma te l’immagini, bambino mio, una cosa del genere accadere in un paese civile dove la democrazia è consolidata? Ma la nostra favola si svolge nella repubblica delle banane, dove possono accadere anche le cose più incredibili, per esempio che in un periodo di crisi economica, in cui si chiedono gravosi sacrifici ai cittadini, un manipolo di politici biscazzieri spenda cifre folli in festini e banchetti oltre che per tornaconto personale.
Il lupo cattivo sostiene che il blog è una forma di stampa, in quanto tale soggetta agli obblighi di legge tra cui la registrazione della testata e la nomina di un direttore responsabile, in più (credo) tenuta al pagamento di qualche immancabile bollo. “Ma tu” dice minaccioso il lupo cattivo a Carlo “non hai adempiuto a questi obblighi, perciò sei colpevole!” Eh sì, colpevole, perché la stampa clandestina è un reato, mica una semplice questione burocratica.
Per fortuna Carlo è un tipo tosto. Sopravvive a due condanne penali (notare bene che qualsiasi blogger, a quel punto, avrebbe potuto essere processato e condannato per il medesimo reato, nella repubblica delle banane) ed infine ottiene la vittoria in Cassazione. La suprema corte, bambino mio, dove i giudici sono più potenti, finalmente riconosce che un blog non è stampa e non è un prodotto editoriale, perciò non può trovare applicazione quella vecchia legge del 1948 (!) varata quando non esistevano i computer, internet e i blog e non erano neanche nati la tua mamma e il tuo babbo.
Intanto, però, per lunghi otto anni Carlo non ha potuto scrivere sul suo blog e chi voleva farlo tacere ha raggiunto comunque il proprio scopo, per non parlare delle spese che sarà stato costretto a sostenere e del disagio che avrà provato nel sentirsi trattato come un criminale per tutto questo tempo.
Questa, bambino mio, per quanto incredibile ė una storia vera.
Il blogger si chiama Carlo Ruta, ed è siciliano (ecco perché, a un certo punto, mi sono permesso di scrivere minchia). Il pubblico ministero è il procuratore di Ragusa, tale Agostino Fera.
Non entro nel merito dei contenuti del blog, che francamente non conosco. Mi sembra però scandaloso che si sia arrivati ad una censura di fatto appellandosi ad una obsoleta (per quanto mai abrogata, quindi in vigore) legge del 1948.

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INTERNET E PIRATERIA: NON CAPIRE UNA FAVA

Posted on 23 gennaio 2012. Filed under: informatica, internet, politica | Tag:, , , , , , , , |

Negli USA la famigerata SOPA, il disegno di legge censorio che ha scatenato le proteste di Google e Wikipedia, solo per citare due colossi, sembra moribonda. Per fortuna, aggiungo io. Ma non si fa in tempo a rallegrarsi, che compare un nuovo pericolo all’orizzonte, questa volta veicolato dall’On. Gianni Fava della Lega Nord. Il nostro simpaticone rispolvera due concetti vecchi quanto il cucco e che più sbagliati di così non possono erssere: la responsabilità degli hosting provider, ovvero dei gestori di piattaforme per la condivisione dei contenuti, tipo YouTube, ed il diritto da parte di chiunque di chiedere ed ottenere la rimozione di qualsiasi contenuto che si ritenga lesivo.

Una miscela esplosiva, liberticida, censoria. Vediamo perché.

Innanzitutto, se io hosting provider vengo ritenuto responsabile di ciò che fanno gli utenti, faccio prima e meglio a chiudere baracca e burattini piuttosto che rischiare di essere chiamato a pagare per colpe altrui. Secondo, se io sono (tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente) un politico, e penso che sia per me nocivo un qualsiasi contenuto uploadato su qualche sito, subito mi adopererò per farlo sparire, e tale attività censoria sarà molto più facile se avrò la legge dalla mia parte.

Il risultato sarà una internet dove tutti avranno paura di tutti e dove molti servizi di hosting chiuderanno, oppure eserciteranno uno strettissimo controllo sui contenuti ospitati, sino a praticare una censura preventiva pur di evitare noie.

Giusto per non capire una fava, mi chiedo come sarà possibile proibire ad un hosting provider straniero di pubblicare un contenuto in base alla legge italiana. Ah già, che sbadato, basterà filtrare gli IP… senza sapere cosa sono i proxy… eccetera eccetera…

Come al solito, proposte di legge da parte di chi non ne capisce una fava, letteralmente.

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STANNO PER CENSURARE INTERNET

Posted on 4 luglio 2011. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , , , , , |

Tutti sappiamo di cosa stiamo parlando: grazie ai poteri conferiti tramite decreto dal sottosegretario alle comunicazioni Paolo Romani (proveniente dalle TV commerciali di Berlusconi), l’AGCOM, che dovrebbe essere una autorità indipendente, è stata dotata di poteri enormi sul controllo del traffico di rete (internet). Ora l’AGCOM, sotto l’evidente influsso lobbistico della industria discografica e cinematografica, sta per fare approvare un regolamento per cui potrà, con un atto di imperio che viola non solo qualsiasi legge democratica ma anche il normale buon senso, imporre agli ISP (coloro che ci forniscono l’accesso) di filtrare, ovvero rendere irraggiungibile un sito.

CENSURA BELLA E BUONA. VERGOGNA!

Se un utente qualsiasi va su un sito e commette un reato, sottolineo reato, vuol dire che esiste già una legge ed una pena che puniscono quel comportamento, altrimenti non staremmo qui a parlare di reato. Non servono altre leggi! Con la scusa che potrebbero essere commessi reati (la condivisione di film e canzonette protetti da diritto d’autore) si vuole introdurre una censura preventiva che non ha eguali nel mondo, se non nei Paesi con dittature feroci come la Cina e l’Iran. Non esiste una censura buona, la censura è sempre cattiva! Nulla la può giustificare, figuriamoci i turbamenti psichici di questi signori che producono dischi e film. Senza considerare che una authority, che si è già dimostrata così sensibile alle ingerenze lobbiste, potrebbe un domani essere incline a far censurare siti scomodi al potere o a qualsiasi altro potentato: basterà uploadare, a insaputa dei possessori del sito, una canzone qualsiasi tra i contenuti, e far partire una segnalazione per renderlo irraggiungibile e quindi censurarlo.

Ecco alcuni link:

http://www.facebook.com/event.php?eid=186527864733678

www.agoradigitale.org/nocensura

www.agoradigitale.org/lanottedellarete

www.sitononraggiungibile.it

www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio

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SOCIAL NETWORK: TRE NOTIZIE ED UN COMMENTO

Posted on 4 aprile 2011. Filed under: internet, società | Tag:, , , |

Siamo negli USA.

Un insegnante fotografa, a scuola, una alunna di colore con una acconciatura a dir poco bizzarra: alcune caramelle sono annodate alle ciocche dei capelli. Poi si è scoperto che la bambina aveva chiesto espressamente alla madre di essere conciata così, perché lo aveva visto in un cartone animato, o qualcosa di simile. Successivamente l’insegnante posta le foto su Facebook con commenti irriguardosi e, commento dopo commento, un compagno di scuola della ragazzina se ne accorge. Si sa, i social network non sono il massimo quanto a segretezza delle informazioni immesse. E così il prof è stato sospeso dall’insegnamento.

Un suo collega immette invece commenti non proprio positivi sugli alunni. Anche questa volta Facebook “recapita” i commenti dove non dovrebbe (amicizia dopo amicizia, risposta dopo risposta) ed anche questo prof è stato licenziato.

Sul tetto di una Università del sud della California, una coppia viene sorpresa a copulare, con tanto di filmato che finisce su YouTube. Le immagini vengono anche esposte dagli studenti su Facebook, La notizia è riportata dal giornale universitario Daily Trojan. (Giuro: quando ho letto questa notizia mi è sembrata un pesce di Aprile. Tuttavia non ha importanza e comunque il Daily Trojan esiste veramente).

Queste tre notizie che ho riassunto hanno in comune due cose: la stupidità umana e l’utilizzo dei cosiddetti social network.  Quanto meno, la scarsa intelligenza è evidente nel caso degli insegnanti, mentre gli studenti copulatori sul tetto dell’Università meriterebbero un approfondimento: goliardata? Istinto esibizionista? Mi auguro che i due protagonisti abbiano avuto il loro quarto d’ora di godimento esagerato.

Per fortuna degli statunitensi, negli USA al centro di queste notizie “scandalistiche” c’è il fatto e l’autore del fatto, mentre nella nostra provincialissima e mentalmente ottusa italietta, c’è sempre il social network e solo il social network,  con conseguenti istinti censori. Come nel caso dei bulli che hanno preso a ceffoni il compagno di scuola down: al centro delle accuse è finito YouTube, che si è beccato pure una condanna. Come se i ceffoni potessero sparire con la sparizione del filmato. Come se non fosse importante ciò che si fa, ma solo ciò che si rende pubblico. Dovremmo ringraziare i social network, al contrario, se grazie allo spirito esibizionistico alcuni imbecilli gettano la maschera e si manifestano esattamente per ciò che sono: degli imbecilli, appunto.

E’ impossibile non vedere la stortura insita in questa predisposizione mentale. Come se, dopo un omicidio, si volesse chiudere la fabbrica che ha prodotto la pistola. Come se, dopo un incidente automobilistico, si volesse proibire di circolare con la macchina.

Seguendo lo stesso ragionamento, vista la stupidità trasversale in materia che impregna i provvedimenti legislativi emessi ed emanandi, dovremmo chiudere il parlamento.

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ASPIRANTI CENSORI: ECCONE UN ALTRO

Posted on 18 ottobre 2010. Filed under: informatica, politica | Tag:, , , , , , , , |

Lo so, i galli non starnazzano (lo fanno le oche), ma i gallinacci sì, ve lo assicuro io. Questa volta il gallinaccio che starnazza perché gli prudono le forbici censorie è (rullo di tamburi) l’Onorevole Augusto Di Stanislao, capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Difesa. Cosa ha scatenato l’indignazione del nostro brav’uomo-padre di famiglia? Un videogioco. Si intitola Medal of honors ed è prodotto dalla Electronic Art. Dico subito che questo videogame ha suscitato polemiche anche in altri paesi, ma a quanto mi risulta il nostro è l’unico in cui ogni tanto qualcuno, che evidentemente ha dormito male, si alza la mattina con il mal di testa e vuole proibire qualcosa, per fortuna coprendosi molto spesso di ridicolo.
Medal of honor è un videogioco di guerra. A scatenare le ire del nostro Onorevole Augusto Di Stanislao è una delle feature del gioco, e precisamente la possibilità di giocare assumendo la veste dei “talebani”, che tra l’altro nell’ultima versione non si chiamano più così e vengono indicati semplicemente come “oppositori”.
Cotanta indignazione non ha motivo di essere. I videogiochi attuali sono così sofisticati da poter essere parificati ai film, e non credo che il nostro novello Catone avrebbe invocato il ritiro dalle sale cinematografiche se Medal of honor fosse stato un lungometraggio (almeno spero). Proprio come i film, anche i videogame possono essere vietati ai minori, poiché non è vero che siano solo i minorenni a giocare, ammesso e non concesso che i minorenni siano così deficienti – come pensa Di Stanislao – da non distinguere tra realtà e simulazione. Infatti l’onorevole, spalleggiato inopportunamente dal CODACONS, sostiene che un videogioco abbia un influenza enorme sulla psiche di un minore: secondo me l’influenza enorme l’ha avuta sulla psiche sua, e senza nemmeno prendere in mano il joystick o il controller di gioco, poiché sono convinto di trovarmi di fronte all’ennesima persona che non sa di cosa stia parlando.
Intanto il mondo, piaccia o non piaccia al capogruppo IdV in commissione difesa (che a quanto pare non ha niente da fare se tutto ciò che partorisce è la bizzarra idea di sequestrare un videogame), va avanti e fioriscono le periferiche di gioco dedicate a Medal of honor. Che, sia detto per inciso, non sta raccogliendo recensioni particolarmente favorevoli sui siti specializzati, anche se il produttore afferma che negli USA il titolo stia vendendo alla grande. Per forza, da quelle parti non c’è l’onorevole Augusto di Stanislao, il censore.

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LA DISFIDA DELLE TETTE

Posted on 17 ottobre 2010. Filed under: società, spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , |

Titolo n. 2: UNA TETTA TIRA L’ALTRA

Titolo n. 3: SPUNTANO LE TETTE, CADE IL FASCISMO


Siamo nel 1941. Il regime fascista sarebbe caduto da lì a poco quando nelle sale cinematografiche esce il film La Cena delle Beffe, diretto da Alessandro Blasetti.

cena beffe locandina

Vi recita l’attrice Clara Calamai, che in una scena appare a seno nudo.

clara calamai

In un’altra celebre sequenza Clara Calamai recita indossando maliziose trasparenze, che oggi fanno sorridere, ma 70 anni fa…

A titolo di curiosità, posso ricordare che Clara Calamai, dopo una lunghissima assenza dalle scene, è tornata a recitare (e con un ruolo importante!) nel film Profondo Rosso di Dario Argento.

93350

Eh sì, il tempo passa per tutti…

Tornando al seno nudo in La Cena delle Beffe, possiamo immaginare lo scandalo, le discussioni, le polemiche, la condanna del Vaticano e via discorrendo (la storia si ripete nel tempo: Ultimo Tango a Parigi… eccetera). Le tette della Calamai si vedono entrambe, in piena luce, mentre l’attrice è sdraiata sulla schiena. Forse proprio in virtù della sua evidenza, questa è considerata da molti la prima scena a seno nudo del cinema italiano. Ma non è vero.

Circa un anno prima, diretto sempre da Alessandro Blasetti, era uscito nelle sale un altro film, La corona di ferro. In questo film l’attrice Vittoria Carpi, in modo molto più discreto, quasi un vedo-non-vedo, fa spuntare un capezzolo da sotto un vestito, mentre è legata. Detto tra noi, questa scena ha un contenuto molto più erotico dell’altra: richiama infatti le tematiche bondage (od anche sadomaso). Di Vittoria Carpi non sono riuscito a reperire ulteriori notizie.

vittoria carpi

Come mai la censura dell’epoca non si attivò? In un paese come l’Italia dove la censura cinematografica preventiva è stata sempre protagonista di gravi episodi a danno di autentici capolavori, ed è stata definitivamente eliminata solo poco tempo fa? Forse il regime fascista aveva bisogno di non apparire troppo succube del Vaticano, oppure lo scandalo era limitato anche per l’epoca. Oppure, altra ipotesi, il regime (che sarebbe crollato da lì a poco) aveva ben altro a cui pensare!

Nelle cronache pettegole dell’epoca Clara Calamai era spesso confrontata con Doris Duranti. Non è certo che tra le due vi fosse un vero e proprio antagonismo; questa chiacchiera probabilmente era sfruttata dalla stampa che come sempre ha bisogno di dualismi per vendere ed interessare il pubblico.

doris

Doris Duranti è stata una vera e propria diva di regime. Sul set del film Carmela conobbe il ministro per la cultura popolare (il famigerato minculpop) Alessandro Pavolini, e ne divenne l’amante. Quando le cose precipitarono, fuggì con lui a Salò. Poi se ne è andata a Santo Domingo, ad aprire un ristorante, ove è morta nel 1995. Ha recitato per l’ultima volta nel film Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi, con Laura Antonelli come protagonista. Ebbene, proprio per non essere da meno, proprio nel film Carmela la Duranti volle recitare una scena a seno nudo, di cui purtroppo non ho trovato su internet nessuna immagine. (Se qualcuno la trova, mi può mandare il link nei commenti, grazie in anticipo…). Affermò orgogliosa che per la prima volta un seno nudo (il suo) era stato ripreso al naturale, mentre lei era in piedi, sfidando la legge di gravità.

Queste sono state le prime scene a seno nudo del cinema italiano, e queste attrici sono state le protagoniste. Ora farò una ricerca su quale sia stato il primo nudo integrale.

Perché ne ho parlato? perché sono appassionato di cinema, perché odio la censura in ogni forma, perché l’evoluzione del costume mi ha sempre interessato, e perché mi è sembrata comunque una storia interessante. Queste “audaci” esibizioni di tette hanno un sapore antico, poi sappiamo tutti come sono andate a finire le cose…

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FACEBOOK: CENSURA DI FINE AGOSTO

Posted on 22 agosto 2010. Filed under: internet, società | Tag:, , , , |

Questo post può essere considerato un upgrade a quello su coloro che si scandalizzano facilmente, on line sempre questo mese, ma è soprattutto la prova che lo scandalo è nell’occhio di chi guarda e mai nella realtà delle cose (0 quasi mai). Naturalmente parlo di immagini, film eccetera, non dei comportamenti umani che rappresentano spesso, ma non sempre, una eccezione.

Oggi è comparsa la curiosa notizia che Facebook, per iniziativa di non si sa bene quale organo censorio di controllo, ha censurato una immagine di Kylie Minogue, questa:

La scandalosa immagine

E’ stato sufficiente, insomma, un innocente microfono, però messo al posto giusto, per far scattare gli istinti censori di qualche burocrate facebookchiano.

Per la cronaca, l’enorme orso di peluche involontario protagonista della grottesca vicenda erta stato regalato alla cantante da un fan in occasione di una esibizione a Londra. Facile immaginare che l’impugnatura del microfono (fortemente allusiva, lo ammetto) sia stata del tutto involontaria, dettata dalla necessità di afferrare con le braccia l’ingombrante regalo mantenendo in mano il microfono, vero e proprio strumento di lavoro. L’immagine artistica di Kylie Minogue infatti, pur sexy come quella di cantanti simili, è giocata non su un erotismo esplicito quanto su una esposizione accurata di lingerie: difficile che si sia fatta fotografare mimando la mastrubazione di un orso.

In somma, è una notizia poco seria su cui fare una risata, adatta alla fine del periodo estivo; però ci insegna quanto sapevamo già, che se si concede la facoltà di censurare a qualcuno, prima o poi quel qualcuno finirà con l’usarla ANCHE del tutto a sproposito (ammesso, ed assolutamente non concesso, che ci sia un motivo valido di praticarla).

Io personalmente odio ogni forma di censura e penso che l’ultima forma rimasta a lungo nel nostro paese, quella cinematografica, si sia macchiata di veri e propri crimini tentando di impedire non solo la proiezione nei cinema, ma persino la conservazione, di veri e propri capolavori della nostra gloriosa cinematografia d’Autore (Fellini, Pasolini, Bertolucci, solo per citarne alcuni).

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