REFLEX DIGITALI CANON: PESCI D’APRILE E FORSE NO

Posted on 2 aprile 2013. Filed under: fotografia | Tag:, , , , , , , , , |

Sul sito Canon Rumors ė apparso il classico pesce d’Aprile: la nuova Canon 7DL ovvero una 7D “ribaltata” per i fotografi mancini: pulsante di scatto a sinistra anziché a destra, eccetera. Carino lo scherzo e credibile di primo acchito il nome che contiene la lettera L, che tra i canonisti e non richiama in mente le famose ottiche di fascia professionale con il bordino rosso, siglate appunto in questo modo.
Invece forse non ė uno scherzo la Canon 8D che il sito di e-commerce San Marino Photo propone in offerta lancio, senza però specificare il prezzo né le caratteristiche. Errore? Altro pesce d’Aprile? Sito credulone che spaccia come in arrivo un modello che in realtà non esiste così come tanti fake in rete? Sarei portato a dare credito alla 8D e quindi a San Marino Photo perché in un’occasione analoga, in passato, hanno preannunciato un modello reale; qualche dubbio ce l’ho perché la medesima immagine della presunta nuova reflex la si può trovare in rete su siti di “rumors” solitamente poco affidabili. Dovrebbe, qualora fosse reale, trattasi di un modello inferiore alla 7D, di cui si attende l’upgrade che dovrebbe chiamarsi, come tradizione impone, 7D Mark II.
Invece è stata una sorpresa sfiziosa la presentazione ufficiale, nei giorni scorsi, della reflex formato APS-C più piccola del mondo: la EOS 100D ovvero (a seconda dei mercati) la Rebel SL1.

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RECENSIONE FLASH NISSIN Di866 MARK II

Posted on 3 dicembre 2011. Filed under: fotografia | Tag:, , , , , , , , |

Ebbene sì, dopo aver a lungo tentennato, ho alla fine acquistato il flash in oggetto. Dopo un po’ di scatti di prova (pochi, perché purtroppo ho poco tempo a disposizione) mi accingo a scrivere questa recensione.

Sistema di riferimento

Corpo Canon 5D Mark II, obiettivo 24-105 f. 4 IS USM.

Perché un flash?

La domanda è meno banale di quello che potrebbe sembrare a prima vista. Innanzitutto, è ovvio, avere a disposizione un flash è come avere una risorsa di luce sempre a disposizione, per poter fotografare anche con luce scarsa oppure assente del tutto; per giunta la 5D Mark II, come tutte le reflex Canon di fascia alta, non ha flash incorporato. Però finora avevo sempre rimandato l’acquisto per i seguenti motivi: per prima cosa, è più bello fotografare a luce ambiente e con i moderni apparecchi è facile farlo, grazie alla resa più che sufficiente anche con valori ISO molto alti; in più al naturale la foto rispecchia l’atmosfera del momento, mentre la luce del flash è diretta, fredda, violenta e piatta. Inoltre, potevo pur sempre contare su un vecchio flash che, pur non avendo la circuitazione necessaria per interfacciarsi con il corpo macchina, funzionava bene in semi automatismo (quindi non in TTL, ma misurando la luce riflessa con la cellula sul flash). Sentivo invece molto la mancanza di un flash con funzioni evolute in pieno giorno, per bilanciare l’esposizione dei primi piani rispetto a sfondi molto luminosi. Per esempio, vediamo il Gabibbo sul davanzale di una finestra in un controluce non molto spinto, ma comunque marcato:

Comparazione

Perché il Nissin Di866 Mark II

Il Nissin è un’alternativa all’attuale top di gamma della Canon, il 580 EX Mark II. Si integra perfettamente con il corpo macchina mantenendo tutte le funzioni più evolute, con il vantaggio di un costo sensibilmente inferiore (poco sopra i 200 Euro il Nissin a fronte dei 400 Euro circa del Canon nella migliore delle ipotesi). In più è leggermente più potente, almeno sulla carta, ed ha il doppio flash.

Caratteristiche fondamentali 

Il numero guida è 60 (quello del Canon è 58). Attenzione che, in entrambi i casi, la potenza si riferisce alla parabola in posizione 105 mm a ISO 100. Senza diffusore la parabola regola l’ampiezza del lampo in modo da coprire il range di focali da 24 mm a 105 mm (su full frame). Con il diffusore grandangolare si arriva sino a 18 mm (il Canon qui è meglio, arriva sino a 14 mm). Il diffusore è incorporato e si estrae dalla parabola, come anche un pannello riflettente bianco (esattamente come il Canon). Il flash secondario, che ha funzioni di schiarita e si attiva solo quando si usa il lampo riflesso, ha numero guida 12. Il flash funziona con le modalità E-TTL oppure E-TTL II (dipende dal corpo macchina). Può anche funzionare in modalità automatica non TTL ed anche in modo completamente manuale. Insieme ad un flash Canon oppure un altro Nissin può essere impostato come master o slave (funzionalità che non ho provato). Può scattare una serie di lampi in sequenza strobo, così come permettere la sincronizzazione sino ad 1/8000 secondo grazie alla funzionalità Hi-Speed, ma in quest’ultimo caso viene disattivato il flash secondario (non è un problema. Probabilmente il flash secondario, di schiarita, non è in grado di sopportare lo stress derivante dalla funzionalità Hi-Speed).  Sulla 5D Mark II il flash può essere impostato anche dal corpo macchina tramite l’apposita funzione del menù; non funziona invece la voce di menù Impostaz. C.Fn flash che, stando al manuale del 580 EX II originale, riguarda solamente l’attivazione o meno dello spegnimento automatico, per cui direi che non è certamente un problema visto che si possono regolare le funzioni più avanzate ed importanti, quali il modo flash (E-TTL o no), la sincronizzazione sulla prima o seconda tendina, il bracketing fino a ± 3 diaframmi,la compensazione dell’esposizione, la lettura esposimetrica (valutativa o media), lo zoom della parabola (auto o manuale), le impostazioni wireless. Le stesse funzionalità come è naturale si possono impostare direttamente dal pannello del flash. Il firmware del flash si può facilmente aggiornare tramite una presa USB in modo da renderlo compatibile con futuri modelli di macchine fotografiche.

Com’è fatto

Il Nissin arriva in una scatola di cartone colorata che ne riassume le caratteristiche. All’interno si trova, oltre al flash vero e proprio, un piedistallo per l’utilizzo separato dal corpo macchina, una custodia di plastica tutto sommato sottile ma foderata all’interno con materiale morbido antigraffio, un mini CD con il manuale di istruzioni (scaricabile anche dal sito), un foglio con una guida molto sintetica, giusto per iniziare ad usarlo. La qualità costruttiva a me sembra più che buona. Al tatto è piacevole, i bottoni hanno un funzionamento sicuro e privo di incertezze, il display è veloce e reattivo. La sua luminosità non può essere regolata, ma si può disattivare se per qualche motivo dovesse infastidire. Questo display merita due parole: di piccole dimensioni, ma a colori, ruota se viene ruotato il flash. Questo significa che, se la macchina viene impugnata in verticale per scatti verticali, il display rimane dritto ed anche i tasti che lo circondano si adeguano di conseguenza, rendendone l’utilizzo molto intuitivo e senza costringere l’operatore a ragionamenti cervellotici. Io trovo questo display particolarmente gradevole e ben fatto. Visto di fronte, il flash mostra la parabola principale, il flash secondario immediatamente sotto, l’illuminatore per la messa a fuoco al buio e la minuscola cellula sulla destra, in basso, per il funzionamento automatico non TTL. Sul retro c’è il display a colori, un pulsante SET circondato da 4 pulsanti freccia per muoversi all’interno di menù e sottomenù, la spia che indica lo stato di carica e che funziona anche come pulsante per un lampo di prova, il bottone di accensione e spegnimento che svolge anche la funzione di blocco delle impostazioni contro l’azionamento involontario degli altri pulsanti. Visto da dietro, a destra c’è lo scomparto per le batterie, 4 stilo AA, mentre a sinistra troviamo, dietro uno sportellino che si apre più facilmente sollevando la parabola, la presa sincro, una mini USB ed una presa per un cavetto proprietario che consente di mantenere tutte le funzionalità senza dover montare il flash sulla slitta.  Questo cavetto non ce l’ho, non è in dotazione e va eventualmente acquistato a parte. La parabola ruota e si solleva a scatti senza necessità di premere pulsanti di blocco o di sblocco, ma dà l’impressione di essere robusta e rimane senza difficoltà in posizione. Il sistema di aggancio alla slitta è tradizionale, avviene cioè ruotando una ghiera. Il fissaggio è sicuro e il Di866 Mark II, a differenza del Mark I, ha il piedino in metallo. Lo zoom motorizzato della parabola è abbastanza silenzioso, ed anche questa dovrebbe essere una differenza in meglio con il Mark I, che si trova ancora in commercio con la denominazione professional. Se siete intenzionati all’acquisto, vi consiglio di fare attenzione a comprare il nuovo Mark II rispetto al modello più vecchio, considerando anche che il costo è praticamente identico, almeno sino al momento in cui scrivo.

Utilizzo

Non ho certo intenzione di ricalcare il libretto di istruzioni, tuttavia ecco un breve cenno sul funzionamento di questo flash. Inserito un set di batterie cariche e montata l’unità sulla slitta della fotocamera (attenzione che entrambi gli apparecchi siano spenti), una breve pressione sul pulsante On/Off accenderà il Nissin ed il display visualizzerà la schermata principale in stile iPhone (dimensioni a parte). Infatti vedremo sei icone quadrate corrispondenti ad altrettante impostazioni: nell’ordine, funzionamento completamente automatico TTL (icona A bianca su sfondo verde), come la precedente ma con possibilità di correzione manuale (scritta TTL su sfondo blu), funzionamento manuale oppure automatico non TTL, MULTI (per lampi strobo), wireless, impostazioni generali. Ogni icona si seleziona premendo il bottone Set; tenendolo premuto per qualche secondo si accede al relativo sottomenù, se presente. Premendo On/Off si bloccano le impostazioni, tenendolo premuto per qualche istante si spegne il flash. Le impostazioni generali (Setting) consentono di personalizzare l’esposizione, di settare acceso o spento il display e la sua rotazione (mi chiedo perché qualcuno dovrebbe disattivarla), di scegliere tra metri e feet come unità di misura, e di attivare o disattivare il modeling consistente in una serie di flash ravvicinati in modo da permettere il controllo visivo e preventivo dell’effetto del lampo. Sempre in questo menù è possibile impostare il tempo di autospegnimento ed effettuare l’eventuale aggiornamento del firmware. La modalità completamente automatica non ha un sottomenù: il suo funzionamento è analogo a quello di un flash incorporato nel corpo macchina. L’icona TTL invece ci consente di apportare delle correzioni manuali ed ha un sottomenù che permette di regolare varie impostazioni tra cui l’abilitazione o meno del flash secondario nonché la sua potenza che può essere ridotta sino ad 1/128, lo scatto sincronizzato sulla seconda tendina per l’effetto scia con tempi lenti di scatto, lo zoom manuale della parabola, la modalità hi-speed ed il bracketing per una serie di scatti con l’esposizione a forcella. Non mi dilungo sulle altre funzionalità: concludo dicendo che ogni menù e sottomenù è caratterizzato da un colore differente, per cui diventa facile orientarsi. Una caratteristica in comune con il Canon è la presenza di un diffusore grandangolare e di uno schermo riflettente che possono essere estratti da sopra la parabola. Il diffusore grandangolare si ripiega sulla parabola stessa ampliando la larghezza del fascio luminoso, fino a 18 mm (quindi niente 17 mm del mio 17-40). Lo schermo riflettente invece rimane teso e, secondo le istruzioni, dovrebbe essere utilizzato con la parabola dritta (per un soggetto sino a due metri di distanza) per una illuminazione più morbida e priva di ombre marcate. I due elementi condividono una medesima fessura e vengono estratti insieme. Si tratta, secondo necessità, di reinserire ciò che non serve, anche se nulla vieta di usarli entrambi. Il diffusore può essere usato anche con focali non grandangolari, poiché rende la luce più delicata.

Come funziona

Non ho testato le funzioni wireless master/slave perché non ho un secondo flash da abbinare. Premesso ciò, debbo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dal Nissin Di866 Mark II. Temevo di trovarmi di fronte ad un prodotto con caratteristiche buone sulla carta ma di scarsa qualità costruttiva, invece non ho nessuna critica da fare. Il flash è solido, non scricchiola, le plastiche sono piacevoli al tatto, ed il funzionamento è privo di incertezze. Si accoppia perfettamente alla 5D Mark II estendendo le capacità del corpo macchina esattamente come farebbe l’originale Canon, ad un prezzo sensibilmente inferiore. In modalità TTL la quantità di luce è perfettamente dosata. Ricordo che, nelle Canon, la priorità dei diaframmi con il flash inserito permette al sistema esposimetrico di esporre per lo sfondo e di illuminare il primo piano in modo bilanciato, regolando l’intensità del lampo; attenzione che in ambienti molto bui vengono impostati tempi piuttosto lunghi. Il display sul dorso è bello a vedersi e rende molto intuitivo effettuare le varie regolazioni. In full auto ed in TTL si possono usare tutte le priorità (Av e Tv) oltre al Program ed ovviamente il Manuale. La qualità della luce mi sembra buona, né troppo fredda né al contrario troppo calda. Le foto appaiono con il bilanciamento del bianco perfetto ed anche la regolazione automatica di Photoshop lo conferma, poiché non vengono apportate correzioni.

Conclusione

Penso di aver fatto un buon acquisto e sono contento di aver risparmiato rispetto a quello che avrei speso per il 580 EX II originale. Sottolineo che non sono molto a favore di prodotti di terze parti: per esempio, i miei obiettivi sono tutti originali. Nel caso del flash, però, il Nissin è stato una forte tentazione e, almeno per ora, sono contento di avervi ceduto.

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RECENSIONE CANON PIXMA MG6150

Posted on 12 dicembre 2010. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

StampMG6150Nonostante le mie attrezzature informatiche comprendano già una stampante di rete di cui sono molto soddisfatto (una laser a colori Dell 3000cn), una stampante a getto d’inchiostro di qualità fotografica sino al formato A3+ (una Epson Stylus Photo R2400) ed un eccellente scanner (Epson Perfection 3200 Photo), ho deciso di regalarmi una stampante multifunzione wireless. Potrebbe sembrare un acquisto inutile, e forse è giustificabile solo con la mia passione per la tecnologia, eppure ci sono stati validi motivi: innanzitutto, in casa era sentita l’esigenza di una fotocopiatrice veloce da usare, anche senza PC; inoltre può essere utile avere a disposizione uno scanner condiviso tra tutte le postazioni di lavoro (ho due desktop e 4 netbook, più un vecchio notebook); infine, una multifunzione consente anche la stampa diretta da memory card (funzione che per quanto mi riguarda è di nessuna utilità, mentre altri membri della famiglia hanno mostrato di apprezzare questa caratteristica) oltre a poter gestire i CD-DVD stampabili.

Gli ingredienti per una giusta scelta erano, quindi: connettività wireless, display a colori (altrimenti come stampare le foto senza computer?), ed aggiungo bell’aspetto (l’apparecchio era da inserire in uno scaffale da salotto, accanto all’impianto hifi ed altri ammennicoli vari).

Circa la marca da prendere in considerazione, secondo me quando si parla di stampanti a getto d’inchiostro con qualità di stampa fotografica non si può uscire dalla triade (in ordine alfabetico) Canon – Epson – HP. Ho sempre considerato, fino a qualche anno fa, la Epson una spanna superiore alle altre due, ma poi HP ma soprattutto Canon sono riusciti a colmare il gap e tutte e tre attualmente offrono un’ottima qualità. Di Epson, come detto prima, ne avevo già una (ed in passato ne ho avute altre), per cui volendo cambiare ho ristretto la scelta tra Canon e HP.

IMG_0955Di HP ne ho avuta una in passato, di fascia economica, di cui avevo apprezzato la robustezza più che la qualità. Di Canon sono un grande estimatore: la mia attrezzatura fotografica è tutta Canon, sin dai tempi della pellicola… ma paradossalmente, di stampanti Canon non ne ho mai possedute sino a questa estate, quando ho comprato una economicissima Pixma multifunzione per un PC “da vacanza”: ebbene, la qualità di questa stampantina da poche decine di euro insieme al mio debole per Canon mi hanno orientato nella scelta, ed alla fine ho comprato una Canon MG6150.

Nella attuale produzione di multifunzione a getto d’inchiostro, questo modello appartiene alla fascia alta (è secondo solo alla MG8150). Comincio subito con una nota frivola sottolineando la bellezza di questa multifunzione: linee scure, il coperchio dello scanner evidenziato da una striscia color argento, display a colori ampio, ed un sistema touch di tasti “intelligente”, nel senso che di volta in volta si illuminano (e diventano visibili) solo quelli che sono utilizzabili in quel particolare momento. Il tutto è davvero facile da utilizzare poiché questo sistema ti guida passo per passo, rendendo ogni operazione estremamente intuitiva.

Spacchettando l’imballo, non si può fare a meno di notare la cura maniacale con cui è stata protetta con nastro adesivo, facilmente rimovibile, ogni minima parte potenzialmente soggetta a strisciarsi: persino il fondo della vaschetta che accoglie lo schermo LCD (quando non è sollevato)! Con pazienza bisogna toglierne ogni traccia altrimenti si rischia di bloccare il funzionamento di una parte mobile, con probabilità di creare guasti.

Le istruzioni sono su supporto ottico; nonostante ciò, c’è un corposo manuale cartaceo multilingue, di poca utilità in quanto contiene pochissime informazioni. C’è poi un manuale che dovrebbe essere di aiuto in caso di problemi con il collegamento wireless: anche questo inutile, perché problemi non ce ne sono, come vedremo.

Una volta eseguito lo spacchettamento, dallo scatolone avremo estratto i CD con il software, le 6 cartucce di inchiostro, la testina di stampa (sulle Canon è rimovibile e sostituibile), uno strano pezzo di plastica piatto che è il vassoio per la stampa su CD printable ed infine il cavo elettrico puro e semplice, in quanto l’alimentatore è inglobato nel corpo della stampante.

La prima cosa da fare, una volta liberato l’apparecchio da tutti i “legacci”, è quello di alzare lo schermo LCD, cosa che si ottiene spingendo un tasto sul retro per lo sblocco, e di inserire la spina in una presa elettrica. Lo schermo LCD a questo punto ci guiderà facendoci installare prima la testina di stampa e poi le cartucce di inchiostro. L’operazione è semplice e scorre via senza intoppi. Bisogna fare attenzione a maneggiare correttamente la testina di stampa evitando di toccare gli ugelli. Una volta fatto questo, una scritta sul display ci avvertirà che è in corso il caricamento dell’inchiostro e la preparazione della stampante per il primo utilizzo: ci vorranno circa 5 minuti di tempo, al termine dei quali verrà richiesto l’inserimento di uno speciale foglio di carta (in dotazione ce ne sono due) per l’allineamento automatico della testina. In pratica viene stampata una serie di linee che consentiranno alla stampante di auto tararsi. Non so esattamente come ciò sia possibile, e perché serva un foglio apposito, inserito oltretutto per il verso giusto (un angolo è smussato per individuare il corretto orientamento), ma credo che ci sia una sorta di rilevamento ottico della stampa.

Alla fine la multifunzione è operativa, ma ovviamente non è inserita nel “sistema”. Prima di proseguire, sarà bene inserire la carta comune nel cassetto inferiore: non sarà in vista, a tutto vantaggio dell’estetica, e non sarà soggetta alla polvere. Esiste anche un cassetto superiore (e posteriore) normalmente coperto, che serve unicamente per la stampa da supporto fotografico. Entrambi i cassetti tengono circa 150 fogli.

A questo punto, se l’utilizzo della multifunzione è tramite USB, bisogna installare il software ed i driver prima di collegare la stampante al PC; se invece, come nel mio caso, l’utilizzo è di rete, si può tranquillamente connettere l’apparecchio e poi installare il software sui singoli PC che saranno interessati al suo utilizzo condiviso.

L’ampio display ci viene in aiuto: è semplice attivare il wifi, inserire la password di protezione ed anche personalizzare la connessione con qualsiasi parametro necessario. Per esempio, la mia rete domestica è basata su indirizzi IP fissi e quindi ho dovuto impostare manualmente l’indirizzo IP della stampante: facile come bere un bicchiere d’acqua. Alla fine un avviso ci confermerà dell’avvenuta connessione e la spia con la scritta wifi si accenderà. Ripeto, tutto funziona bene e nel modo dovuto.

Il software in dotazione comprende parecchi applicativi, oltre ai driver. Naturalmente c’è tutto quello che serve per gestire la stampante ed anche lo scanner, da remoto. Ancora non li ho provati tutti, per cui non posso entrare nel dettaglio. Il processo di installazione ad un certo punto chiede di precisare se la stampante è utilizzata wireless: in caso affermativo, dopo aver installato tutti i software ed i driver, il programma di installazione cercherà di individuare la multifunzione nella rete, cosa che avviene velocemente e senza difficoltà. Questa operazione, come ho detto, va ripetuta su ogni PC connesso in rete che vorrà usufruire delle prestazioni della Pixma MG6150.

Adesso, finalmente, siamo pronti! Un paio di caratteristiche iniziali, tanto per gradire: c’è la possibilità di effettuare stampe fronte-retro, e se ci dimentichiamo di aprire lo sportello da cui fuoriesce la stampa… niente paura, si aprirà da solo! Una comodità non da poco in un apparecchio nato per essere usato a distanza. Occorre invece prestare attenzione quando si vuole stampare sulla superficie di un CD. Infatti il CD stampabile va incastrato su un “vassoio” (praticamente una tavoletta di plastica) che a sua volta va inserito all’interno di un cassetto, normalmente chiuso, sito nel vano da cui normalmente fuoriesce la stampa. E’ importante tenere presente che questo cassetto va aperto a mano e che non è possibile farlo se non quando la stampante lo consente, tramite una scritta sul display. Bisogna evitare quindi di forzarne l’apertura, pena il rischio di rotture e malfunzionamenti. In pratica si deve lavorare così: si lancia il software, si elabora l’immagine da stampare sulla facciata del supporto, si lancia la stampa. Poi si va alla stampante che, dopo pochi istanti, chiederà l’inserimento del supporto. Quindi possiamo prendere il vassoio su cui in precedenza abbiamo inserito il CD, aprire il cassetto sito all’interno, inserire il vassoio allineando due frecce (una sul vassoio l’altra nel corpo della stampante) e premere Ok sul display. A questo punto la stampa vera e propria avrà inizio. Una volta terminata, potremo ritirare il vassoio con il nostro CD bello e stampato e richiudere il cassetto. Il tutto si fa prima a farlo che a parlarne, ed il risultato è davvero sorprendente, almeno per me che non avevo mai usufruito in precedenza di questa possibilità.

La Pixma MG6150 usa 6 cartucce di inchiostro: oltre alle tradizionali giallo, magenta e cyan c’è una cartuccia di grigio e altre due di nero, uno per le foto e l’altro per la stampa di testo. Il funzionamento meccanico è preciso, silenzioso e senza incertezze. L’output, sia su carta normale che fotografica, è veramente ottimo, con caratteri nitidi e neri per il testo, con colori brillanti e precisi per le foto (purché, ovviamente, si usi carta fotografica di qualità). Di fronte, sulla destra, protetto da uno sportellino, ci sono gli slot per l’inserimento di tutti i formati più diffusi di schede di memoria in modo da poter stampare le fotografie senza l’uso di un computer (funzione che non ho provato). Non ho usato il cronometro ma la velocità mi sembra soddisfacente, pur in presenza di un segnale wifi non al top (la multifunzione è nella stanza di casa più lontana dall’ access point).

Ero particolarmente curioso di provare la scansione da PC. Può avvenire in due modi: si può effettuare la scansione presso il terminale, per poi dirottare il file verso un PC collegato in rete (opzione non testata); oppure, si può andare allo scanner, inserire l’originale, tornare al PC e pilotare da remoto la scansione, che nel primo caso può avvenire solo in modalità totalmente automatica. Il software è comunque piuttosto intelligente, ed anche in automatico si ottengono con facilità risultati davvero sorprendenti per qualità complessiva, fedeltà dei colori, nitidezza. La stessa affermazione si può fare per l’uso come fotocopiatrice a se stante.

L’utilizzo dell’apparecchio, grazie al display ed alla superficie tattile che di volta in volta mostra solo i tasti usabili, è veramente semplice, così come ben fatto ed intuitivo mi sembra il software fornito in dotazione. Insomma, la mia impressione è quella di trovarmi di fronte ad un prodotto di elevata fattura, bello da vedere e funzionale. Il costo? Di poco inferiore ai 200 euro presso Mediaworld, ma non è escluso che in rete si possano trovare prezzi migliori, cui però spesso sono da aggiungere le spese di spedizione.

Francamente non trovo nessun difetto per questo apparecchio, tranne forse che la finitura lucida nera evidenzia anche il minimo granello di polvere e che non si possono scansionare trasparenti (pellicole, negativi, eccetera). A quest’ultima lacuna dovrebbe sopperire il modello superiore, l’ MG8150.

Come sempre, non riporto alcun dato ufficiale perché secondo me  sono più utili le impressioni da vero utente, quale io sono. Per le caratteristiche tecniche di targa, c’è sempre il sito ufficiale della Canon!

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CANIKON: 2011 SCONTRO FRA TITANI

Posted on 28 ottobre 2010. Filed under: fotografia | Tag:, , , , , , , |

Il 2010 che sta finendo non ha visto i due protagonisti indiscussi del mercato fotografico, Nikon & Canon che gli appassionati spesso uniscono nella parola Canikon in contrapposizione agli altri marchi “minori”, presentare macchine nuove a sostituzione delle reflex professionali, e nemmeno prodotti consumer in competizione con il nascente settore delle cosiddette “mirrorless” dotate di mirino elettronico. Tutto lascia presumere, quindi, che nel 2011 vedremo una lotta senza esclusione di colpi tra i due colossi. Cosa possiamo aspettarci?
A livello di macchine reflex professionali, a meno di clamorosi colpi di scena io non credo che verrà abbandonato il classico disegno a specchio ribaltabile. I professionisti preferiscono ancora il mirino ottico che garantisce una migliore visione anche con poca luce. Ho qualche dubbio circa la possibilità che venga presentato un modello con specchio fisso semitrasparente, tipo la Canon Pellix di parecchi anni fa e le Sony di adesso, ma lo specchio fisso assorbe parte dei raggi luminosi vanificando sia i vantaggi del mirino ottico, sia la performance del corpo macchina ad alti ISO, sia la presenza nel corredo di luminose ottiche di qualità. La vera innovazione potrebbe consistere nel far convivere le due soluzioni, cioè uno specchio semitrasparente che a scelta dell’operatore può funzionare anche in modo tradizionale oppure rimanere fisso (cosa utilissima nella foto sportiva oppure nelle riprese video). Anche il mirino potrebbe essere misto ottico ed elettronico. È anche probabile che vedremo dei corpi macchina capaci di creare filmati, magari di pochi secondi, ad altissima risoluzione e con tempi di scatto brevissimi in modo da permettere al fotografo di scegliere poi con calma il fotogramma migliore da cui trarre la fotografia: pensate che pacchia per i fotografi sportivi!
Assisteremo ad un ulteriore balzo in avanti dei megapixel e sono convinto che i nuovi corpi macchina correggeranno via software i difetti delle ottiche (anche le migliori ne hanno) in modo molto più massiccio di quanto già avvenga ora.
Inoltre è lecito attendersi una implementazione automatica delle tecniche HDR (High Dynamic Range) basate su più scatti della stessa inquadratura oppure, sarebbe bellissimo, con un solo clic grazie ad innovativi sensori in grado di gestire diversamente la propria sensibilità, e quindi l’esposizione, in differenti punti della propria superficie, a seconda dell’immagine ripresa.
A livello consumer credo che vedremo la scesa in campo delle due big nel settore delle mirrorless ad ottica intercambiabile. Non credo proprio che aderiranno al formato micro 4/3, troppo quadrato per essere bello. Penso piuttosto che vedremo dei corpi macchina di questo tipo a sensore ridotto, su cui Canon potrebbe montare la linea di ottiche EF-S già bella e pronta, e lo stesso potrebbe fare Nikon con le ottiche DX. Secondo me nel tempo questo tipo di apparecchi finirà con il sostituire completamente le attuali reflex APS-C, mentre nel caso delle “full frame” prevedo un approccio più conservativo.
Queste nuove macchine entreranno in competizione con le varie micro 4/3 e con le recenti Sony, con in più l’attrattiva del marchio “nobile” e l’inserimento in un sistema che non ha rivali: per cui, se saranno esteticamente attraenti e competitive come prezzo, per la concorrenza la vedo abbastanza dura.
Be’, cosa dire di più? Ho sproloquiato abbastanza ed il 2011 è ormai alle porte: vedremo se ho azzeccato qualche previsione.

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IRRESISTIBILE CONVERGENZA TECNOLOGICA

Posted on 5 ottobre 2010. Filed under: fotografia, smatphone | Tag:, , , , , , , , , , |

Dio li fa e poi li accoppia si dice con LumixPhonetono vagamente canzonatorio dell’unione tra due persone che hanno qualcosa di simile, in genere di buffo. L’uomo, invece, fa e accoppia cose apparentemente molto differenti tra loro. Cosa poteva accomunare infatti, in astratto, un telefono ed una macchina fotografica? Il primo rispondeva al sogno di poter mandare lontano, alla velocità della luce, la voce umana, in modo da far comunicare tra loro due persone distanti. La seconda invece aveva l’ambizione di emulare l’occhio umano, di congelare un istante di vissuto, di catturare ciò che si vede per conservare un ricordo, confrontare le cose nel tempo, dare il dono della pittura a chi non era capace di dipingere. Poi, sappiamo tutti com’è finita: oggi non esiste un telefonino che non scatti anche fotografie. Le due caratteristiche, grazie ad internet, convivono benissimo nello stesso oggetto: così è possibile non solo parlarsi ma anche guardarsi in faccia, trasmettere un’immagine e persino un filmato. Così gli MMS stanno sostituendo le cartoline illustrate, gli SMS i telegrammi e le lettere, il tutto nel giro di poco tempo. E pazienza se la qualità non è quella di una macchina fotografica o telecamera specializzata nel fare una cosa sola…

Le cose stanno per cambiare. Secondo me la convergenza tra telefonini evoluti (smartphone) e macchine fotografiche digitali di fascia consumer, è destinata ad andare avanti sino a diventare un matrimonio perfetto. Già si cominciano a vedere cellulari con sensori da 12 megapixel, capaci di girare video in alta definizione. Quello che fino ad ora è mancato agli smartphone sono due caratteristiche che incidono notevolmente sulla qualità d’immagine: la presenza di sensori di dimensioni più grandi e, soprattutto, la presenza di uno zoom ottico. Ma se guardiamo a molte compatte fotografiche di dimensioni contenute, dotate di zoom in grado di rientrare completamente nel corpo macchina senza creare ingombro, oppure addirittura posizionati in verticale (che riprendono grazie ad uno specchio posto a 45 gradi, tipo periscopio), possiamo ben immaginare un futuro smartphone che incorpori una compatta  uguale in tutto e per tutto a quelle che si trovano in commercio. E con i prezzi in continua discesa, almeno per i prodotti di fascia consumer, comprare uno smartphone che è anche macchina fotografica (o se preferite una macchina fotografica che è anche smartphone) non costerà molto di più che non comprare un obsoleto oggetto dotato di una sola delle due funzionalità.

Prima della tecnologia, che comunque c’è, disponibile subito ed a buon mercato, si sta muovendo il marketing. In questo modo va interpretata la mossa di Panasonic che ha esteso il marchio Lumix, finora esclusivo delle macchine fotografiche digitali prodotte dal colosso giapponese, ad una nuova serie di apparecchi ibridi marcati Lumix Phone.

Sono stra-certo che altri produttori seguiranno l’esempio di Panasonic: sicuramente lo faranno tutti quelli che tradizionalmente producono elettronica di consumo senza essersi mai avvicinati, prima dell’era digitale, al mercato della fotografia (primo fra tutti, Sony); ma prima o poi lo faranno anche alcuni marchi storici del settore fotografico, che possiedono capacità tecnologiche tali da non fare alcuna fatica a produrre, se vogliono, una compatta digitale con smartphone incorporato (prima fra tutti, Canon). Sicuramente il mercato dei telefonini fa gola: se chi fabbricava solo cellulari sta invadendo il campo fotografico, perché chi produceva solo macchine fotografiche non dovrebbe invadere il campo telefonico? A frenare i big tradizionali del settore fotografico (Canon, Nikon, Pentax, Olympus…) potrebbe essere il timore di “sporcare” e sminuire il valore di un marchio glorioso tra gli appassionati di fotografia, usandolo per marchiare un oggetto che i veri appassionati guarderanno sempre come tecnologicamente inferiore. Ma si sa, il tempo passa e le nuove generazioni di consumatori crescono. Chi avrebbe mai pensato, prima che accadesse, di vedere il marchio Porsche su un SUV, ora anche turbodiesel?

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TUTORIAL CANON DIGITAL PHOTO PROFESSIONAL: PARTE 3

Posted on 11 aprile 2010. Filed under: fotografia, informatica | Tag:, , , , , , , |

Questa per ora è l’ultima parte. So che il tutorial è incompleto: non ho parlato del bilanciamento del bianco, del confronto prima / dopo, della riduzione del rumore… affronterò questi argomenti in una futura parte 4.

Per adesso, ecco la parte 3.

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TUTORIAL CANON DIGITAL PHOTO PROFESSIONAL: PARTE 2

Posted on 2 aprile 2010. Filed under: fotografia, informatica | Tag:, , , , , , , |

Ed ecco a voi la seconda parte. Iniziamo a “sviluppare” un’immagine RAW…

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TUTORIAL CANON DIGITAL PHOTO PROFESSIONAL: PARTE 1

Posted on 26 marzo 2010. Filed under: fotografia, informatica | Tag:, , , , , |

Digital Photo Professional della Canon è un software per l’elaborazione (un tempo si sarebbe detto: sviluppo) delle immagini RAW scattate con macchine fotografiche prodotte dalla omonima celebre casa. Le immagini formato RAW sono una specie di negativo digitale e sono da preferirsi perché consentono una elaborazione pressoché perfetta al PC. Non tutte le macchine fotografiche permettono di scattare in RAW: è una caratteristica presente solo negli apparecchi di fascia elevata, tipicamente le reflex, ma anche qualche compatta di alto livello.

Digital Photo Professional è un programma semplice da usare che consente di ottenere ottimi risultati; nel tempo si è via via migliorato aggiungendo sempre nuove funzioni.

Mi sono cimentato perciò, per la prima volta, nel realizzare un tutorial sull’uso di questo software. Per ora ho realizzato tre parti, cui seguiranno almeno altre due per illustrare qualche aspetto non ancora approfondito.

Oggi presento il primo filmato, in cui viene presa in esame l’interfaccia del programma.

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