MANIFESTI BENETTON: E IL PAPA SI INDIGNO’

Posted on 17 novembre 2011. Filed under: società | Tag:, , , , , , , , , |

saccoIl Papa (o chi per lui) si è indignato per la pubblicità Benetton. Sembra che abbia trovato “irriguardoso”, “irrispettoso” il manifesto che lo ritrae (si fa per dire: l’immagine è chiaramente photoshoppata) mentre bacia il suo alter ego Imam. Totale mancanza di humor, direi. Sua Santità avrebbe fatto, a mio modo di vedere, una gran bella figura comportandosi in modo diverso. Poteva benissimo lasciar perdere. Poteva benissimo dimostrarsi superiore. Poteva benissimo “vendere” la sua immagine chiedendo a Benetton di versare una somma in beneficenza. Poteva riderci su. Poteva fare un sacco di cose, ed invece ha fatto la cosa più stupida e banale: si è indignato. Io di tutta questa gente che si indigna, ne ho le palle piene. Odio chi si indigna perché disapprova. Trovo lecito disapprovare, trovo becero indignarsi. Adoro la gente che vive e lascia vivere. Che guarda le cose con sufficiente ironia. Che sa prendersi in giro, che sa ridere. Ridere non è peccato, non è irriguardoso, baciare non è una cosa così riprovevole. E’ da sempre un segno di pace, di affetto.

Intendiamoci, alla Benetton sono dei furbacchioni ed hanno puntato tutto sulla indignazione pontificia. Tanto è vero che si sono subito dichiarati disposti a strappare via i manifesti con il Papa dai muri delle città. Peccato. Il mondo avrebbe tanto bisogno di baci ed anche di sorridere.

Vorrà dire che sorrideremo guardando Sarkozy che bacia la Merkel, sì, proprio lei, la culona berlusconiana. E gli altri. Tutta gente che di solito si guarda in cagnesco, nei manifesti Benetton si bacia. Bella trovata.

Oltre al Papa, anche senza proteste Benetton ha censurato volontariamente Berlusconi che bacia la Merkel. Forse perché Sarkozy è geloso? La spiegazione ufficiale è che Berlusconi, non essendo più primo ministro, non ha il diritto di baciare Angela.

Benedetto XVI, il Papa che passerà alla storia per essersi indignato di più di fronte ad un manifesto pubblicitario che non allo scandalo dei preti pedofili, censurato insieme al Berlusconi detronizzato. Chissà se si sente in buona compagnia o se avrebbe preferito baciarsi con la Merkel, Obama e gli altri.

Mistero glorioso.

UPDATE: anche Obama si è indignato. Qua si indignano tutti, per la propria persona. Da lui non me lo sarei aspettato.

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LIBIA: TUTTO NORMALE

Posted on 20 marzo 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , , |

berli_gheddE’ normale che quella parte di mondo che fa capo agli USA, e che si definisce (è) occidentale, abbia sperato fino all’ultimo che la crisi libica si concludesse come quella egiziana: in modo relativamente tranquillo e pacifico, magari con l’esercito a prendere in mano la situazione e con il dittatore di turno, nella circostanza Gheddafi, a scendere dal trono. Come sappiamo, le cose non sono andate così: anzi, le forze governative hanno cominciato a mietere successi ed a riconquistare città dopo città, grazie (sembra) ad armi e forze nettamente superiori a quelle dei ribelli. Ciò sta anche a significare che il collante che lega Gheddafi alla sua gente, almeno all’esercito, od alla maggior parte di esso, è più forte di quanto si potesse immaginare.

Ohibò, devono essersi detti Obama, la Angela tedesca, il Sarkozy francese e persino il Silvio nostrano (gli inglesi non contano, loro e gli USA sono tradizionalmente la stessa cosa): dobbiamo fare qualcosa. Dobbiamo intervenire perché i fatti, da soli, non prendono la piega auspicata. Dove è scritto auspicata deve leggersi giusta.

Il desiderio di tutti, appare fin troppo evidente, è quello di detronizzare Gheddafi. Ci possono essere mille motivi per volerlo, ma io, che non sono un politico ed osservo le cose dal punto di vista forse più banale, ne cito solo una: è un buffone, un istrione, uno che pensa solo a mantenere il proprio potere e pur di ottenere questo risultato sarebbe capace di allearsi con chiunque, con gli estremisti islamici ma anche con il Gruppo Terroristico Ateo, se esistesse. Insomma, una figura del tutto inaffidabile come alleato, del tutto imprevedibile come nemico; imprevedibilità ed inaffidabilità sono, in politica estera, caratteristiche negative come in borsa. Sui timori si vende, sempre. Nel dubbio, il leader si affonda. Adesso è il momento buono per farlo, c’è la benedizione assolutoria dell’ONU e si potranno effettuare bombardamenti chirurgici con la coscienza poco sporca.

Così, anche in questa parte di mondo, pericolosamente vicina, si scatena la guerra. Ormai i fronti di pace non si contano più. Gli aggressori (perché, diciamo la verità, di questo si tratta) raccontano ai propri popoli di combattere contro i cattivi per salvare il mondo; gli aggrediti raccontano ai propri popoli di resistere contro i cattivi per ottenere lo stesso risultato. Buoni o cattivi, non conta. A certi livelli, non è l’etica o la morale a mediare tra pensiero ed azione. In ballo c’è un sacco di altra roba, dal controllo di quel territorio strategico, al petrolio che quella terra contiene.

Per noi italiani la faccenda è spinosa: per via del passato, per via della vicinanza geografica, per il fatto che Gheddafi quando ha bisogno di esaltare la propria gente ancora rivanga la lotta contro l’Italia e Mussolini. Per via, anche, dei recenti contatti amichevoli con il pagliaccio libico, che definisco così per il suo modo di vestirsi e di atteggiarsi. Pochi mesi fa lo abbiamo accolto con tutti gli onori, e lo abbiamo lasciato recitare da primadonna, pur di ottenere la sua collaborazione nel pattugliamento delle coste e l’arginamento della immigrazione clandestina.

Ora, vediamo tutti come quella politica sia stata sfortunata ma, anche, poco lungimirante. Una politica fortemente voluta dalla Lega Nord, lo stesso movimento politico che, pur facendo parte del governo, è contrario alla nostra partecipazione alla forza di pace. Il vero discorso è che non si può fare politica internazionale guardando solo al proprio orticello, per giunta di piccole dimensioni: occorre respiro internazionale. La Lega Nord non ha neanche respiro nazionale, figuriamoci.

Per questo motivo corredo l’articolo con una foto che risale a quel periodo. Ora Berlusconi afferma che Gheddafi non è più un interlocutore affidabile. Perché, mi domando: prima lo era? No, certo che no, solo che non era in palese difficoltà interna come adesso.

Come finirà nuova guerra? Naturalmente, dopo una serie di bombardamenti estenuanti, Gheddafi cercherà di fuggire da qualche parte e salvare la vita: se non lo farà, la sua fine sarà più o meno la stessa di Saddam Hussein. Ma Gheddafi è furbo e quando gli eventi si faranno per lui pericolosi, cercherà la fuga. Il problema è dove: nel dubbio (vedasi sopra) hanno sequestrato tutte le sue ricchezze, ovunque si trovino.

Il rischio più grande è che cerchi alleanza nei gruppi (e paesi) estremisti islamici. Tenterà, Muammar Gheddafi, di incarnare il baluardo islamico contro il satana occidentale? Lo farà, lo farà. Con quale risultato, sarà tutto da verificare.

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RUBY RUBACUORI, ESTASI ASBURGICA

Posted on 4 marzo 2011. Filed under: società | Tag:, , , , , , , |

Il mondo si sta imbarbarendo, questo penso oggi, poi subito dopo mi dico che sto invecchiando e che sono io a non capire la modernità. Però certe notizie, almeno così come riportate dalla stampa, sono veramente buffe (buttiamola sul ridere, please!).  Per esempio, la vicenda di Ruby Rubacuori. L’avvenente fanciulla di origine marocchina, giunta alla ribalta per aver avuto (forse che sì, forse che no) rapporti sessuali con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per essere una giovane escort (forse che sì, forse che no) minorenne all’epoca delle prestazioni sessuali a pagamento (forse che sì, forse che no), è stata invitata a Vienna al famoso ballo delle debuttanti. Non potrei intendermene di meno, anzi probabilmente sono l’ultimo essere umano a sapere qualcosa su questo ballo, ma credo che in origine avesse il significato di far debuttare nell’alta società le giovani di buona famiglia. Una cerimonia che ha il colore delle fotografie in bianco e nero ingiallite ma che gli austriaci, a quanto pare, stanno perpetuando in una città (Vienna) che vegeta sui fasti passati di una monarchia incentrata sulla figura sfigata e graziosa di una principessa Sissy di celluloide. Bene, qualcuno deve aver pensato che per movimentare tanta noia servisse un po’ di peperoncino, e siccome in Austria il peperoncino non c’è, al massimo si può trovare il rafano o la senape, lo ha importato dall’Italia. Così persino i tetri asburgici hanno potuto sfiorare un pizzico della nostra ebbra scandalosa follia, tutta mediterranea.

Già l’idea di far debuttare una come Ruby, che in realtà ha debuttato da un pezzo, è una cosa ridicola. Pensate un po’: le ragazze di buona famiglia che si affacciano alla vita pubblica e palpitano per i futuri fidanzati (sì, vabbè, le cose oggi come oggi saranno cambiate, si saranno evolute, ma atteniamoci alla tradizione) ospitano una loro coetanea che pratica l’antica arte del meretricio, sia pure ad alto livello (per carità: forse che sì, forse che no). E’ quello l’esempio che le giovani debuttanti debbono seguire? Ruby Rubacuori è una giovane donna che si è realizzata a livello umano e professionale? Che ci azzecca, direbbe Di Pietro, con il ballo delle debuttanti?

Ma poi, scorrendo le righe dei resoconti giornalistici che parlano di questo debutto, che descrivono l’enorme successo mediatico di questa fanciulla esperta in cose per adulti, che resocontano l’assalto di fotografi ed operatori tv, apprendo che ad invitarla è stato un magnate austriaco che ama definirsi il Berlusconi d’Austria. Ecco spiegato l’arcano: gli asburgici sono invidiosi, loro non hanno Ruby Rubacuori, non hanno le veline, non hanno le zoccole di palazzo, non hanno i politici corrotti e zozzoni (forse che sì, forse che no), ma non riescono a farsene vanto: anzi, si sentono inferiori, vorrebbero scimmiottarci. Di questi tempi, paragonarsi a Berlusconi è come darsi una martellata sui coglioni: pensate un po’ fino a che punto si spinge la voglia di emulare le vicende nostrane.

Infine, leggo che qualche rinsavito c’è. Anche in Austria deve essere rimasto un briciolo di civile saggezza se, come riferiscono le cronache, uno sparuto drappello di persone ha manifestato contro. Falso allarme: ha protestato contro la proletarizzazione del ballo.

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PD E LEGA NORD: NUOVI AMORI SBOCCIANO TRA LE ROVINE DELLO STATO

Posted on 15 febbraio 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , |

A leggere le notizie sulla stampa, sembra proprio che sia nata o stia per nascere una fotoromanza (per dirla alla Nannini) tra la Lega Nord ed il PD. La tresca non sarebbe poi una novità così clamorosa: in passato, prima che il Cavaliere comprasse una Lega in crisi grazie ad una favolosa donazione, i leghisti erano già stati alleati della sinistra. Se è vero, come sostengono alcuni esponenti leghisti, che pur di realizzare il federalismo la Lega sarebbe disposta ad allearsi anche con il diavolo, ecco che il quadro si fa completo: è un partito “in vendita”, un po’ come i socialisti di un tempo che si vantavano di essere l’ago della bilancia e con disinvoltura potevano stare al governo con la DC, e contemporaneamente all’opposizione in numerose realtà territoriali.

Fare l’ago della bilancia, quando le maggioranze sono risicate, è un’ottima occupazione, però si fa la figura di chi non ha ideali e si mette in vendita al maggior offerente. La Lega con la scusa del federalismo, vera e propria mutanda dietro cui celare ogni vergogna, spera al contrario di apparire determinata a raggiungere un obiettivo concreto. Ci riuscirà? Gli elettori decideranno.

Il PD, facendo l’occhiolino ai lumbard,  spera di spezzare la maggioranza, già logora di per sé, sferrando così il colpo di grazia ad un PDL sempre più nell’occhio del ciclone, perso tra mignotte e faccendieri. La Lega potrebbe individuare nel PD un’occasione da non lasciarsi sfuggire per abbandonare quella che sempre più appare come una nave in procinto di affondare.

Chiaramente questo cambio di alleanza (per ora solo ipotetico, ma secondo me possibilissimo) ha un costo, che Bersani ha già messo sul piatto: realizzare il vero federalismo (qui si dovrebbe capire in cosa si differenzi da quello evidentemente falso) ed appoggio incondizionato a Maroni (al leghista Maroni, non al governo, ovvio) sulla questione immigrazione.

Come si vede, non si tratta purtroppo di whisky ben invecchiato, ma di acquetta fresca. Parole dietro cui si cela il nulla più assoluto (vero federalismo, appoggio sull’immigrazione), senza indicare quali sarebbero i punti in comune, gli eventuali limiti, i paletti e gli altolà. Insomma,nient’altro se non la conferma dello scarso valore del dibattito politico attuale.

Piuttosto, mi preoccupa il fatto che, a parole, tutti siano a favore del federalismo. Anche questo è sintomo di pochezza: ci si appiattisce in modo acritico all’unica proposta esistente di riforma dello Stato. Ma siamo sicuri che il federalismo sia una soluzione ai nostri mali? Siamo sicuri che una riforma in senso federalista dello Stato apporti benefici, senza alcuna controindicazione?

Mi si consenta di esprimere i più forti dubbi al riguardo. Ma ve l’immaginate, in un ipotetico futuro, festeggiare l’Italia federale ed omaggiare come padri della nuova patria i Bossi, i Secchiaroli, i Borghezio… ma davvero c’è da fidarsi di questi qua? Sarà che a me la Lega sta proprio sui cosiddetti, a partire da come si presenta e come argomenta. Mettiamola così: se la Lega si atteggia in un certo modo perché si rivolge ad un target “culturale” ben preciso, io non appartengo a quel target e provo fastidio quando sento Bossi sbiascicare che il nord è pronto a tirare fuori i fucili, eccetera eccetera. Mi da fastidio il semplicismo leghista, la contraffazione storica, l’ingenuità tipica del nord nel considerarsi “diverso e migliore”, il convincimento di essere il nord del mondo e che basti amputare il resto per stare subito meglio.

Io temo invece che l’Italia federalista, così come potrebbe essere concepita da questi signori strappati, nella migliore delle ipotesi, ad un onesto lavoro di bottega, sarà un terribile guazzabuglio, un ginepraio di realtà territoriali senza capo né coda, un labirinto senza uscita di tasse nuove ed ulteriori . Insomma, un gran pastrocchio, perché i fautori di questa riforma sono persone cui non concedo una tacca di stima, eccezion fatta per Maroni e Tremonti. Ma gli altri, sono persone mediocri che portano a spasso maiali anche quando il suino non c’è. 

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IL PARTITO DEL LUOGO QUALUNQUE

Posted on 10 febbraio 2011. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , , , , , , |

Anni fa (parecchi) venne fondato il Partito dell’Uomo Qualunque, esperienza politica che ebbe un successo effimero, da cui è derivato il termine qualunquismo, quasi sempre usato in senso spregiativo. Esaminando la situazione politica attuale, mi sembra di stare assistendo all’amaro trionfo del luogo comune: da qui l’idea di inventare di sana pianta un partito politico che potrebbe chiamarsi Partito Del Luogo Comune oppure, per parafrasare il celebre predecessore, Partito Del Luogo Qualunque. Ed è un puro caso, o forse no, che le iniziali di questo partito immaginario coincidano quasi in toto con la sigla dell’attuale partito di maggioranza: avremmo quindi il PDLC, oppure il PDLQ. Per via dell’assonanza, ed anche perché suona più strano, la mia preferenza va al Partito Del Luogo Qualunque.

Nella nostra mentalità cattocomunista, italiana e provincialotta, l’uomo che ha fatto i soldi deve essere per forza di cose uno che ha rubato. Altrimenti, questa è la spiegazione tipica, è impossibile fare tutti quei soldi. Divertente pensare che la classifica degli uomini più ricchi del mondo, per esempio quella che viene stilata periodicamente da riviste come Forbes, o Fortune, per un sacco di italiani appaia come un elenco di delinquenti:  è il frutto culturale di una visione della vita insegnata ed imparata nelle sagrestie e nelle case del popolo. Le varie ed infinite vicende giudiziarie di Berlusconi avvalorano questa tesi che, altrimenti, starebbe nella soffitta polverosa dei luoghi comuni. Il ricco Berlusconi è stato accusato di tutti i reati possibili ed immaginabili: dalla strage (vedasi le confessioni di alcuni “pentiti”) all’associazione mafiosa, dalla corruzione alla prostituzione minorile, e via discorrendo. E’ inutile elencare tutti i reati, veri o presunti, che avrebbe commesso Berlusconi. Ciò che mi piace (si fa per dire) sottolineare è il trionfo del luogo comune che diventa verità.

Un altro luogo comune, che la nostra classe politica sta facendo di tutto per confermare, è quello che vede il politico di professione come uno che perde tempo in chiacchiere senza combinare niente, che in realtà pensa solo a tutelare i propri interessi (nella migliore delle ipotesi gli interessi di una lobby), e che vive una vita privilegiata senza fare un beneamato cazzo. Le vicende boccaccesche, erotiche ma di un erotismo alla Lino Banfi, alla Lilli Carati, alla Pierino contro tutti stile Alvaro Vitali, del Presidente del Consiglio e di alcuni ministri ma anche di alcuni uomini noti vicini al governo (per esempio alcuni giornalisti) avvalorano in pieno questo comune sentire. La classe politica attuale, di governo ma anche di opposizione, appare dedita ad organizzare festini orgiastici con apparizione di cocaina su vassoi d’argento, a praticare sesso con giovani fanciulle o vistosi transessuali, ad avere una vita finalizzata a raffinati piaceri ed esclusivi lussi in barba a quelle che sono le difficoltà del cittadino comune che lavora otto ore al giorno con uno stipendio corroso dall’Euro ed un muto da pagare.  L’uomo qualunque (eccolo) vede quanto distacco ha il politico rispetto alla vita vera e si convince sempre più di avere a che fare con una casta di nullafacenti corrotti e porcaccioni, che ogni tanto vengono sorpresi a gozzovigliare in modo indecente con le mutande a scaldare le caviglie. Sono i Re Sole moderni, abitanti del palazzo reale, con la erre moscia ed il pisello duro ed una schiera di preferite (preferiti) pronte a donare gioie e piaceri.

Nel mondo dello spettacolo non si ha successo se non si dà via la passera o il culo. Chi non ha mai pensato questo, alzi la mano. Nell’immaginario collettivo le attrici (che salvo rare eccezioni sono sempre donne molto belle) si sono donate a produttori, registi ed attori pur di avere una parte in qualche film o sceneggiato, e tentare la scalata al successo. Nell’immaginario collettivo, gli attori (che altrettanto spesso sono bellocci) si sono piegati a deplorevoli compromessi con la componente omosessuale presente nello show business, per gli stessi scopi delle colleghe femmine. Questo è il luogo comune che si sta rafforzando con più forza: le veline, le starlette, le ballerine, le soubrette, le attricette sembrano nient’altro che spregiudicate escort pronte a soddisfare il potente di turno o il produttore che può favorirle. A leggere gli SMS che sono stati intercettati, queste artiste appaiono femmine rancorose, invidiose, prive di ogni moralità e di amor proprio, pronte a tutto pur di apparire in tv oppure in qualche spot pubblicitario. Artiste prive di vero talento se non per quanto riguarda quel luogo comune normalmente celato dietro una lampo.

Questo Partito Del Luogo Qualunque è il vero partito di maggioranza, tentacolare e trasversale. Imperversa nel Paese ed ha ridotto il dibattito politico ad una barzelletta sporca, come quelle che una volta si raccontavano a bassa voce per non farsi sentire da chi si poteva offendere o dai bambini, mentre adesso si urlano, si declamano, si ostentano orgogliosamente, diventano regola di vita, simbolo di successo, di potere, di ricchezza, di gloria e di potenza.

Il Partito Del Luogo Qualunque è anche il Partito Del Luogo Ovunque: non sarà facile evitare di votarlo alle prossime elezioni, neanche per l’elettore più attento. Non ha simbolo perché si cela sotto il simbolo di tutti, si nasconde dietro le facce rispettabili degli anchor-man di regime, sotto le gonne delle femmine da sfizio, sotto le scrivanie dei dirigenti RAI, dei responsabili della protezione civile, dei direttori di rete, degli agenti di spettacolo procacciatori di zoccole e contemporaneamente amanti di fotografi scandalistici che praticano il ricatto.

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LUPANARE DI STATO

Posted on 19 gennaio 2011. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , |

Diciamo la verità e chiamiamo le cose con il loro vero nome: attorno a Berlusconi ed il suo entourage esiste, vive e prospera un puttanaio. Un insieme di “favorite” (tipo quelle più o meno ufficiali che allietavano i re di Francia) che in cambio di prestazioni sessuali hanno ricevuto soldi, alloggi, raccomandazioni per fare le veline in tv ed anche, probabilmente, l’inserimento nelle liste elettorali in posizioni vantaggiose.
Non voglio fare del moralismo da quattro soldi né entrare nel merito dell’ennesimo procedimento penale che si è aperto nei confronti del premier. Se Ruby Rubacuori aveva più di 14 anni, era libera di fare sesso con Berlusconi e con chiunque altro, in base al nostro ordinamento. Diverso il discorso relativo al reato di “sfruttamento della prostituzione”, nel cui caso invece la minore età della prostituta costituisce una aggravante.
Ciò che maggiormente mi colpisce è l’immagine di un uomo molto ricco e potente, ma vecchio, in preda ad un delirio di onnipotenza e in tutta evidenza malato. Mentre il Paese (che egli rappresenta e governa) è attanagliato da una grave crisi economica con tante famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese, egli regala migliaia di euro a spogliarelliste e starlette, per non parlare dei milioni di euro che avrebbe promesso (o forse già dato?) a Ruby.
Un uomo che si è circondato di servi fedeli, pronti ad approfittare della sua munificenza senile e ad addentare i brandelli di carne fresca scartati dal capo e gettati in pasto sotto il tavolo.
Un uomo che, proprio come i reali di Francia di una volta, ha perso il senso della realtà e crede sia suo diritto essere superiore a tutto perché può permettersi di comprare tutto. Solo così si può spiegare, per esempio, il risentimento nei confronti dei PM che hanno aperto un procedimento penale. Non sa (o fa finta di non sapere) che in certi casi l’azione penale è obbligatoria per il magistrato cui sia pervenuta una “notitia criminis”. Regola che, nel suo immaginario, dovrebbe valere per gli altri ma non per lui.
Ora tutti si chiedono chi impersoni la “relazione stabile” che Berlusconi afferma di avere instaurato dopo il divorzio da Veronica Lario. Sono abbastanza curioso anch’io di vedere chi verrà presentata in questa veste, e soprattutto se sarà credibile, quanti anni avrà, e (malignità finale) immaginare quanti soldi le siano stati dati per recitare quella parte.

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QUANDO CADE LA M…

Posted on 29 dicembre 2010. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Alcuni colleghi di lavoro più anziani di me (un tempo avrei detto anziani e basta) mi raccontavano un interessante episodio. Un dirigente, mandato dalla sede centrale in periferia per verificare alcune cose, sentenziò di fronte agli esterrefatti colleghi: “Quando la merda cade, gli schizzi colpiscono tutti”. Il significato è ovvio: quando capita qualcosa di deplorevole all’interno di una cerchia di persone accomunate da qualcosa, i distinguo servono a poco, è inutile dire “non è colpa mia, è colpa sua”, perché di fronte al resto del mondo si diventa colpevoli tutti quanti. E’ quello che sta accadendo alla politica italiana, il cui livello di dibattito sta raggiungendo, temo, i minimi storici mondiali. Berlusconi va a puttane? Pensa per te, ecco qua una escort che ti accusa! Ma perché, a te non piace la gnocca? Non sarai mica un Marrazzo qualsiasi? Nessuno si discolpa, ma tutti ribattono accusando gli altri di essersi comportati allo stesso modo se non peggio. Ecco quindi un fiorire di transessuali, escort, giovani ninfette non si sa se maggiorenni, pronte a raccontare (immagino dietro lauto compenso, però potrebbe essere sufficiente anche una briciola di celebrità) quello che hanno fatto con quello e quell’altro: attività per inciso facilmente immaginabili.

Ultimamente questo andazzo, grazie soprattutto al Giornale, il manganello stampato di Berlusconi, ha avuto un brusco impennamento, sia detto senza riferimento alcuno ad erezioni di diverso tipo. Già protagonista in negativo con il caso Boffo, questo quotidiano adesso torna ad inquadrare Fini nel proprio mirino, e racconta di una escort (che si chiamerebbe Rachele, pensate un po’!) pronta a raccontare di aver fatto sesso a pagamento con il presidente della Camera. Adesso, si dice, la fanciulla sarebbe incazzata, nonostante avesse guadagnato 1.000 euro in più del dovuto, indovinate un po’ perché? Ma perché Fini le avrebbe promesso di farla partecipare al Grande Fratello, senza poi mantenere la promessa. Pensate quanto squallore umano in questa vicenda: non tanto per l’esercizio della prostituzione da parte di questa giovane donna, non tanto per le pulsioni erotiche di Gianfranco Fini, quanto per lo scoprire che  partecipare al Grande Fratello è visto da parte di qualcuno come una sorta di promozione sociale ed una garanzia per il futuro.

Ma non finisce qua. L’attuale direttore del Giornale, Belpietro, sostiene anche (compiendo un vero e proprio salto mortale triplo in dietrologia futura) che Fini ed i suoi adepti avrebbero avuto intenzione di organizzare un falso attentato ai danni del Presidente della Camera allo scopo di far ricadere la colpa su Berlusconi, in modo da togliere consensi al leader del PDL. Belpietro, a sua volta, poco tempo addietro denunciò di essere stato vittima di un attentato, storia alla quale pochi hanno creduto e credono.

C’è veramente da fare un respiro profondo e cercare di rimanere calmi. Secondo il Giornale, quindi, Fini sarebbe un puttaniere esattamente come Berlusconi e per di più sarebbe un individuo disposto a tutto, disposto persino a recitare sceneggiate pur di manipolare l’opinione pubblica, neranche fosse lui ad avere tutte quelle tv. A raccontarlo è il direttore, uno che racconta di aver subito poco prima un attentato egli stesso, lasciando forti dubbi nell’opinione pubblica di essersi inventato tutto. Ne deve avere tanta, di fantasia, il Belpietro. Nel frattempo Fini ha querelato il direttore del Giornale: ora forse vedremo se la escort, almeno quella, esiste sul serio, o se si squalglierà come neve al sole, contrariamente alle Ruby ed alle D’Addario.

Gasparri,  ex compagno di FIni… pardon, ex amico, ex camerata, ex che ne so, tanto fa lo stesso,  ora lo attacca: non è un credente, dice, i cattolici non debbono voatrlo. Ora attendiamo di vedere se salterà fuori una escort anche per lui, magari minorenne, oppure (meglio ancora, si fa per dire) un bel travestito nerboruto, con la barba.

Tutte queste paranoie postribolari, degne di un lupanare frequentato solo da vecchi ricurvi e pettegoli, riempiono ormai da troppo tempo le pagine di cronaca politica, di fronte ad un Paese immobile, pieno di problemi reali, che inevitabilmente passano in secondo piano e di cui nessun politico si occupa. La nostra classe politica è vecchia, senza slanci ideali, incapace di capire il presente; è corrotta; fa politica per mestiere e si è abituata, nel tempo, a godere di privilegi inaccettabili che solo lei stessa non riconosce come tali; si crogiola nel banale, si riempie la bocca di frasi fatte, di slogan senza senso, convinta che tanto il popolo bue non sentorà mai l’odore di tutta questa m…

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IL B-DAY DI BERLUSCONI

Posted on 14 dicembre 2010. Filed under: politica | Tag:, , , |

Mi chiedo se sia normale che le sorti di un governo possano essere decise all’ultimo momento dal voto di un manipolo di parlamentari venduti/comprati e dall’incognita rappresentata da sei-sette onorevoli incinte, che non si sa se si presenteranno a votare. Probabilmente non è normale così come tante altre cose non sono state normali, questi ultimi tempi. Allora apprestiamoci a vivere questo B-day come fosse l’ultima puntata di una fiction televisiva.
Peccato che invece si tratti di una pessima telenovela politica in perfetto stile sudamericano.
Il vero dramma, a mio modo di vedere, è che ancora una volta tutto il dibattito politico si è ridotto ad una sorta di referendum pro/contro Berlusconi, sintomo sia di una classe politica di governo di bassissimo spessore (con l’eccezione di Tremonti), composta da galoppini tirapiedi baciachiappe yesmen e sguaiati leghisti, sia di un’opposizione del tutto incapace di proporre un’alternativa valida e che per vincere punta più sulle debolezze altrui che non sulla forza propria.
Tutto questo sta avvenendo in una Italia vecchia, stanca, senza ideali, ripiegata su se stessa in balìa di razzismi intestini e pulsioni xenofobe, incapace di rinnovarsi, in preda alla satiriasi di nonnetti che si credono furbi a pagare migliaia di euro per una trombata a base di viagra con una zoccola qualsiasi, pervasa dalla corruzione a tutti i livelli, infestata dal morbo del menefreghismo e rassegnata al peggio.
Come riusciremo a venirne fuori? Ma che fine ha fatto la nostra parte civile, la nostra intelligenza? Perché le persone di spessore non si mettono in gioco?
Forse… Non ce ne sono?

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UN CICLONE DI NOME WIKILEAKS

Posted on 29 novembre 2010. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , , , , , , , , , |

La notizia è stata, è e sarà sulle prime pagine di tutti i giornali e su tutte le principali homepage di news, in tutte le lingue ed in tutte le salse. Già si possono leggere le prime indiscrezioni, chissà cosa altro salterà fuori nei prossimi giorni. Wikileaks, il celebre sito di notizie "ex segrete", sta pubblicando una valanga di documenti "ex segreti" in grado di svelare ampi retroscena della diplomazia mondiale. Attualmente il sito è raggiungibile poco o niente, per cui non metto alcun link. Julian Assange, il direttore, a sua volta personaggio discusso, ha fatto sapere che il sito è sotto attacco (forse di tipo DOS, Denial Of Service: si bombarda il server con una enorme quantità di pacchetti di dati che hanno l’unico scopo di renderlo incapace di rispondere), ma ha anche detto che qualora il sito dovesse rimanere inoperativo, la pubblicazione dei documenti continuerà attraverso la stampa tradizionale. Insomma, comunque vada, le oltre 2,7 milioni di email che il Dipartimento di Stato Usa ha scambiato con varie rappresentanze diplomatiche diverranno di dominio pubblico. Sarà veramente l’11 settembre della diplomazia mondiale, come avrebbe detto Frattini? Ma quanti numeri di la Repubblica (un giornale a caso) ci vorranno, per pubblicarle tutte? Magari allegheranno un CD al quotidiano in edicola.

A ben vedere, Wikileaks è solo un sito di pettegolezzi, solo che questi pettegolezzi, quando riguardano i governi, si chiamano segreti di Stato ed ora sono moltissimi i potenti che ne temono la rivelazione. Un’altra differenza non da poco è che il pettegolezzo si basa sulle chiacchiere, mentre il sito in questione pubblica documenti, dopo averne verificato l’autenticità. La sua forza è la tenacia con cui tiene nascosti i nomi degli spioni che lo riforniscono di notizie riservate.

E’ questo che fa paura di internet, la velocità con cui possono diffondersi le notizie, la facilità di accesso, di divulgazione, di duplicazione di qualsiasi contenuto digitale per cui è praticamente impossibile cancellare del tutto un file, una volta che sia stato immesso in rete. Ecco perché i regimi totalitari ne impediscono o rendono difficoltoso l’accesso libero, ed ecco perché i regimi che totalitari non sono, in certi momenti vorrebbero esserlo. Ed ecco perché, per contro, la libertà di accesso alla rete e la sua neutralità sono diritti sacrosanti di ogni essere umano ed in quanto tali dovrebbero essere accuratamente preservati.

Per adesso, la notizia più succosa che ci riguarda è il giudizio che l’incaricata americana di affari a Roma dà al nostro premier: Berlusconi è vanitoso, inefficace, organizza troppi festini, è debole e stanco, ed è vista con sospetto l’amicizia con Putin, di cui è il portavoce in Europa; altre email hanno toni poco lusinghieri nei confronti di Sarkozy, definito imperatore nudo, mentre Angela Merkel non è mai creativa. Putin, a sua volta, è visto come un maschio dominante, mentre Gheddafi è un ipocondriaco e si commenta in vario modo la presenza, al suo fianco, di un’infermiera sin troppo appariscente.

Insomma, tutto qui?, verrebbe da chiedersi. Spero che vengano fuori realmente notizie interessanti, quelle pubblicate finora sembrano chiacchiere fatte da donnette insignificanti sotto il casco del parrucchiere (gli uomini in situazione analoga avrebbero privilegiato il calcio e le donne).

I prossimi giorni ci diranno se le email di cui verrà svelato il contenuto saranno sul serio così dirompenti. Io qualche dubbio ce l’ho…

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DAL DA-DA-UMPA AL BUNGA-BUNGA

Posted on 5 novembre 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , |

Quando ero bambino in tv imperavano le lunghe gambe delle gemelle Kessler. Le due tedescone, rigorosamente in bianco e nero e con le gambe pudicamente coperte da calze, cantavano la “trasgressiva” strofa: “la notte è piccola per noi, troppo piccolina…”, suggerendo chissà quali divertimenti notturni senza fine. Proprio ieri parlando con alcuni amici raccontavo l’incredibile cambiamento del costume vissuto da uno della mia generazione. Ricordo per esempio una rivista, ABC, molto ambita e ricercata da noi ragazzini perché conteneva foto di donne in due pezzi, e non era poco.
Da lì in poi c’è stata una escalation che ha portato allo sdoganamento del topless, del nudo integrale, della pornografia con i cinema a luci rosse (ma ero già adulto), fino alla fase attuale del porno on demand garantito da internet e dalle pay tv. Lungi dal fare il moralista, confesso subito di preferire il periodo attuale e di sentirmi più a mio agio in un ambiente sociale permissivo e tollerante.
L’ultimissima fase, però, mi lascia un po’ perplesso. Che sia un sintomo di vecchiaia? Le gesta erotiche del nostro Presidente del Consiglio, per esempio, da solo o in compagnia del fido Fede o del fustigatore Brunetta, che possono essere sintetizzate nell’arcana formula magica “Bunga-Bunga”, di gran lunga più potente del disneyano “magicabùla”, mi spingono verso un atteggiamento di riprovazione. Cosa mi sta accadendo?
È presto detto: non è una questione di bieco moralismo, ma di etica sì. E non è nemmeno questione di ficcare il naso sotto le coperte altrui… È vero, Betlusconi è separato dalla moglie, è un single di lusso che può permettersi di pagare 5.000 euro a botta per un po’ di carne fresca, chi se ne frega se è un puttaniere. A contare dovrebbe essere solo la sua vita pubblica e soprattutto i risultati della sua attività di governo. Però questa classe politica sta dando di sé una immagine insieme moderna ed antica, quella di un manipolo di privilegiati nullafacenti dediti ai festini, al sesso, alle escort giovani ed ubbidienti che in cambio, oltre ad essere lautamente pagate, finiscono nelle liste elettorali e rischiano di diventare importanti, persino ministri, come minimo assistenti personali del premier, fosse anche solo per la cura di una carie.
Ecco, questo non mi piace. I primi cittadini dovrebbero primeggiare, secondo me, anche in sobrietà e discrezione, non comportarsi come compagni di merende. Giusto per rispettare la par condicio, mettiamo nel calderone anche Marrazzo e le sue frequentazioni coi trans, tra un tiro di coca e un altro. L’idea che chi detiene posti di comando e controllo conduca una vita dissoluta rendendosi facilmente ricattabile, mi ripugna. Caro Marrazzo, invece di fare il politico ed il fustigatore delle pratiche commerciali scorrette, potevi fare l’artista, ed avresti avuto tutta la mia stima. Ma per fare il poeta maledetto occorre un minimo di talento, mentre per fare il pervertito di lusso, lo dico con tutta la bonomia possibile, non occorrono punti di forza ma bastano le proprie debolezze.
Da chi comanda e governa, io mi aspetto qualcosa di più che non un semplice bunga-bunga e la creazione di un harem prezzolato composto da giovani protette di bell’aspetto, alcune delle quali forse addirittura minorenni.
Ma probabilmente sono io ad invecchiare, a non essere più al passo coi tempi…

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