SISTEMI OPERATIVI GRATIS…

Posted on 23 ottobre 2013. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , |

No, non sto parlando di Linux che salvo rare eccezioni è sempre gratuito, ma di OSX e Windows. L’ultima versione del sistema operativo dei Mac, nome in codice Mavericks, Apple la dà
gratis, così come gratis è l’upgrade offerto da Microsoft per passare da Windows 8 a Windows 8.1. (Daccordo, per chi non ha già una versione precedente di Windows la 8.1 si paga, ma qui sto parlando di una tendenza). I nuovi e giovani utenti di soli tablet e smartphone penseranno sconcertati: e allora? Che novità è? Quando mai si è pagato iOS oppure Android o persino Windows Phone?
Insieme a Mavericks Apple regala persino un’intera suite di applicazioni per fare un po’ di tutto; Microsoft ancora non regala Office, anzi sì: lo regala con Windows RT e con Windows Phone per dare slancio alle vendite scarse di questi due prodotti, che finiranno col diventare un prodotto solo (del resto iOS non è unico per telefoni e tablet?), ma si vocifera che in futuro Office sarà già incluso in Windows e quindi non dovrà essere più pagato a parte.
Cosa si nasconde dietro questa apparente messe di regalìe?
Facile: la vendita dell’hardware. Il pubblico paga malvolentieri un software, mentre è meglio disposto nei confronti dell’hardware. Oggi i soldi si fanno vendendo computer, tablet, smartphone eccetera.
E poi si fanno creando attorno all’hardware un ecosistema di store per la vendita di app e contenuti, nonché di servizi creati ad hoc (cloud… ).
È il modello di business di Apple, in parte di Google ed ora anche Microsoft si sta trasformando da software house pura in un venditore di hardware, contenuti e servizi.

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MAC OSX: COSA FARE QUANDO APPARE IMPOSSIBILE CAMBIARE LO SFONDO DELLE CARTELLE

Posted on 5 ottobre 2013. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Quanto segue fa riferimento a Mac OSX Mountain Lion (versione 10.8.5) ma credo sia applicabile anche a versioni precedenti.

Premessa

Il Finder del Mac, ovvero l’interfaccia per l’esplorazione dei file, è altamente personalizzabile. Tra le caratteristiche ce n’è una oggetto di questo breve articolo: la possibilità di cambiare sfondo alle cartelle. Ecco come.

E’ sufficiente aprire in una finestra la cartella desiderata ed azionare il comando [Mostra opzioni Vista] raggiungibile dal menù [Vista] del Finder (ultima voce) oppure, se avete abilitato il tasto destro del mouse come vi consiglio di fare, dall’interno della cartella stessa: un clic con il tasto destro farà apparire un menù contestuale tra le cui voci scegliere appunto [Mostra opzioni Vista].  Si aprirà una finestra di dialogo che consentirà, tra le altre cose, di scegliere tra il normale sfondo bianco, oppure di cambiare colore, ed infine di scegliere un’immagine a nostro piacimento.

Il problema

Può accadere che in alcune cartelle l’opzione per cambiare lo sfondo sia disabilitata: si presenta infatti con il classico colore grigio e non è cliccabile. Nel mio caso oltretutto l’informazione riportata era incongruente: io volevo semplicemente rimuovere un’immagine di sfondo che avevo inserito tempo addietro e risultava selezionato (ma, ripeto, non cliccabile) lo sfondo bianco pur essendo presente lo sfondo immagine. Trascinando una nuova immagine nell’apposito quadratino, il nuovo sfondo veniva regolarmente visualizzato, ma non sembrava in alcun modo possibile azionare una delle due altre opzioni, ovvero lo sfondo bianco oppure quello colorato. L’unica cosa possibile era sostituire l’immagine di sfondo con una nuova.

Ciò non accadeva con tutte le cartelle, ma solo con alcune.

Ho cercato a lungo su internet ma, pur avendo trovato cenni del problema da parte di alcuni utenti, anche su forum in lingua inglese, non ho trovato alcuna soluzione funzionante.

La soluzione: bug del sistema operativo oppure…?

In realtà la soluzione, cui sono pervenuto dopo svariati tentativi, è piuttosto semplice. Tra le varie modalità di visualizzazione dei file all’interno di una cartella, ce ne sono alcune settabili tramite il menù [Organizza per] raggiungibile con il tasto destro del mouse oppure dal menù [Vista] del Finder. Ebbene, se la modalità selezionata è diversa da [Nessuno], l’opzione per cambiare lo sfondo risulterà disabilitata. Quindi è sufficiente selezionare la voce [Nessuno] per rendere di nuovo cliccabile l’opzione e poter cambiare lo sfondo a nostro piacimento. Ricordo che lo sfondo modificato sarà visibile solo nella vista a icone e che il bottone [Usa come default] non trasformerà tutte le nostre cartelle, ma solo per le nuove cartelle che andremo a creare. Potremo vedere in “diretta” il cambiamento di stato se terremo aperta la finestra di dialogo Opzioni vista mentre modifichiamo il settaggio di Organizza per.

Non sono riuscito a capire se questo strano comportamento della funzione di modifica dello sfondo sia un bug del sistema operativo oppure se si tratti di una caratteristica voluta, di cui comunque non capisco il senso. 

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iPHONE 5C: QUANDO LA NOVITÀ È SEMPLICE FORMA

Posted on 26 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , |

Apple ha presentato in pompa magna e con grande enfasi, come di consueto, oltre a iOS 7, due iPhone anziché uno. La novità però è tale solo a metà poiché l’iPhone 5C in realtà non è altro che il vecchio iPhone 5, uguale in tutto e per tutto tranne che nell’aspetto esteriore. Apple, che a livello di marketing non è seconda a nessuno, piuttosto che lasciare in vendita a un prezzo più basso il vecchio modello come ha sempre fatto in passato, ha pensato bene di dargli una veste diversa, colorata e giovanile in modo da differrenziarlo dal vero nuovo modello ma soprattutto, io credo, in modo da avere un costo di produzione inferiore in virtù dei materiali meno pregiati per la scocca esterna. Pur mantenendo un prezzo abbastanza elevato, aggiungo. Ora la questione è vedere se l’iPhone 5C venderà bene oppure no, perché è evidente a tutti che il nuovo iPhone è il 5S con l’hardware più potente, la genialata del lettore di impronte digitali incorporato nel tasto home e il lusso esteriore in tre colorazioni di cui una, quella champagne, forse volutamente introvabile.
Per quanto riguarda il lettore di impronte digitali, gli organi d’informazione hanno dato molta enfasi alla tecnica di bypass del sistema di sicurezza elaborata da alcuni hacker. Piuttosto che sminuirne la validità, a mio modo di vedere questa notizia ha confemato che quello implementato nell’iPhone 5S è un vero lettore e non un giocattolino. La tecnica utilizzata dagli hacker, infatti, è la medesima per ingannare i lettori di impronte digitali utilizzati in ambiti dove la sicurezza è ben più importante ed oltre al vostro iPhone il presunto spione dovrebbe avere a disposizione anche una foto ad alta risoluzione della vostra impronta, cosa abbastanza improbabile.

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APPLE, IOS7: LA MELA PIATTA

Posted on 20 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , |

Giovedì mattina, dopo vari tentativi falliti perché i server di Apple erano irraggiungibili, come milioni di altre persone ho installato iOS7 sul mio iPad. Ho potuto così vedere le famose icone colorate e piatte che tanto hanno fatto discutere. Non voglio dire nulla o quasi sulle nuove funzioni che sarebbero presenti: non vedo reale innovazione, ma solo un modo diverso di fare le solite cose. Poi magari ci saranno nel codice grossi miglioramenti, come il supporto ai 64 bit eccetera, ma dal punto di vista dell’esperienza utente direi che il design è proprio l’aspetto più importante. Ma ciò che maggiormente mi ha interessato, è l’abbandono dello scheumorfismo.

Come ormai dovrebbe essere noto, perché se ne è discusso in tutte le salse, per scheumorfismo si intende l’imitazione della realtà da parte, per quel che ci interessa, di un software. Per esempio, se prendo un appunto sul mio smartphone, potrei vedere apparire l’immagine realistica di un blocnotes, potrei vedere i fogli a righe, o quadrettati, così come potrei vedere un’animazione voltando pagina e persino sentire il rumore della matita che scorre sul foglio. Insomma, vedrei un’imitazione della realtà ed avrei l’illusione di non usare un sofisticato prodotto tecnologico, ma un caro vecchio affidabile blocco per gli appunti.

Lo scopo dello scheumorfismo è evidente: creare un’interfaccia comprensibile che aiuti l’utente facendolo sentire a proprio agio. Sotto questo profilo lo scheumorfismo  altro non è se non un appesantimento del software. Apple è stata la regina incontrastata dello scheumorfismo, che però con iOS7 è stato quasi del tutto abbandonato.

Perché? E’ questo l’aspetto più interessante.

Il motivo di questo abbandono, cui sottintende un vero e proprio cambio di filosofia, è che l’utente medio non ne ha più bisogno. Ormai si usa più il gadget tecnologico che non l’oggetto imitato. L’utente non ha bisogno che lo smartphone imiti il blocco note, avrebbe invece bisogno che il blocco note fosse in grado di imitare lo schermo touch di un dispositivo digitale (cosa ovviamente impossibile). Siamo molto prossimi all’era in cui il lettore di un quotidiano troverà seccante l’assenza di un filmato e che le foto non scorrano se ci si passa sopra un dito.

L’abbandono dello scheumorfismo significa che siamo entrati definitivamente nell’era digitale!

Per quanto riguarda invece le famigerate icone piatte, colorate e minimaliste di iOS7, debbo dire che non le trovo tutte belle. Mi sembra bruttissima quella di Safari, il browser per navigare in internet, appena accettabile quella della fotocamera, non male le altre (ma mi riservo un giudizio più ponderato dopo un certo periodo d’uso).

Certo che tra Windows, iOS e Android, la tendenza al design minimalista la fa ormai da padrone.

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PERCHE’ MICROSOFT SI COMPRA NOKIA?

Posted on 3 settembre 2013. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , , , , , , , , |

Dunque, la notizia “bomba” di oggi è che Microsoft si comprerà Nokia, non tutta la società ma solo la parte relativa ai telefoni cellulari. Subito si sono scatenati i sospetti sul ruolo che può aver avuto il CEO di Nokia Stephen Elop, ex dirigente Microsoft e (si dice) futuro successore di Ballmer alla Microsoft. Detto in altri termini: avrà fatto apposta a mettere in crisi Nokia per consentire a Microsoft di farne un boccone solo alla “modica” cifra di 5,44 miliardi di dollari? Da commenti letti in rete sembrerebbe infatti un affarone per Microsoft, basti penare che l’acquisizione di Skype era stata più onerosa. La verità secondo me è che gli azionisti Nokia non ne potevano più della divisione smartphone in perdita, né erano convinti della partnership strategica con Microsoft e il sistema operativo Windows Phone. Allora la casa di Redmond ha detto: va bene, smettetela di frignare, compro tutto io e faccio tutto da me!

A ben vedere Microsoft sta cercando di fare ciò che ha fatto Apple e ciò che sta facendo Google (che ha acquisito Motorola): vendere l’hardware, cioè i telefoni, con installato il proprio sistema operativo (che nel caso di Android-Google però è gratuito senza licenza) e creare così un ecosistema per vendere non più solo software ma anche hardware, musica, libri, film… tutto in formato digitale e possibilmente proprietario così da imprigionare l’utente il più possibile e costringerlo a spendere i propri soldi nel proprio ecosistema.

Nel caso di Apple (vedasi l’iPhone e le sue insopportabili limitazioni) il giochetto ha funzionato piuttosto bene, però si sa che per alcuni la mela morsicata non è un marchio, ma una fede cui credere ciecamente: il Mac è il miglior pc, l’iPad il miglior tablet, l’iPhone il miglior telefono, eccetera. Ma la Microsoft non è Apple. Le due aziende non potrebbero essere più diverse: Microsoft ha fatto i soldi vendendo software, Apple ha in realtà sempre venduto hardware. Microsoft non è una sorta di religione, non ha fanatici al seguito. A rompere un pochino le uova nel paniere ad Apple è Google, non Microsoft. Google ha un’idea chiarissima di cos’è e di dove vuole arrivare, Android gli serve per poterci installare le sue applicazioni chiave (GMail, GDrive, le mappe, il link al motore di ricerca, eccetera…) ed è per questo che viene concesso in licenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta: più è ampia la base di installato, più Google ed il suo ecosistema net-centrico diventa importante ed efficace.

E Microsoft? Non mi sembra che abbia le idee altrettanto chiare quanto i suoi competitors. Cosa vuole fare (e diventare) la regina del desktop? E’ evidente che Microsoft teme la crisi del PC tradizionale e che sta cercando di espandersi in tutte le direzioni indicate dal mercato: la gente usa gli smartphone? E noi gliene diamo uno. Vuole i tablet? E noi gli diamo il tablet. E via discorrendo… Il tutto sa un po’ di rincorsa affannosa. Surface è stato un fallimento, Windows RT pure. Ma chi lo vuole un tablet con la versione monca e fin qui inutile di Windows 8? E perché tutta questa spasmodica attenzione all’interfaccia touch con Windows 8 che è e rimane un OS prevalentemente desktop mentre tutti sanno che allungare un braccio verso lo schermo di un desktop non è propriamente il modo migliore di interagire?

Secondo me Microsoft dovrebbe abbandonare Windows Phone e Windows RT e fare semplicemente… Windows. Un solo nome, un solo marchio, un sistema operativo unico che si installa intelligentemente su tutto l’hardware. Windows è stato sempre così, tradizionalmente è il suo punto di forza. Su un PC desktop non servono le “mattonelle”, su un tablet e uno smartphone potrebbero rivelarsi utili. La routine di installazione dovrebbe ottimizzarsi automaticamente secondo l’hardware.

Microsoft è sinonimo di software ma le ultime scelte progettuali e concettuali denotano una crisi di identità notevole. Siamo sicuri che mettersi a fabbricare telefoni sia la scelta giusta?

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IL PORTATILE PROSSIMO VENTURO: L’IBRIDO

Posted on 18 settembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Smartphone a parte, che fanno categoria a sé avendo occupato lo spazio che un tempo era proprio delle agendine elettroniche e dei cellulari, il mobile computing vede attualmente presenti, sulla scena, una pluralità di protagonisti: tablet, netbook, laptop, ultrabook.
TABLET: sono la moda del momento. Leggeri, potenti a sufficienza per la multimedialità, sono il massimo della comodità per navigare su internet. L’autonomia tra una ricarica e l’altra è generalmente notevole. Vanno bene anche per scrivere piccoli appunti di testo. Non vanno bene per scrivere testi lunghi: in questo caso si avverte la mancanza di una tastiera. Questa categoria è attualmente dominata dall’iPad di Apple, ma stanno per irrompere sul mercato molti concorrenti con a bordo Windows 8. Tra di essi il Surface di Microsoft, con un interessante copri schermo che incorpora anche una tastiera. Esistono anche alternative economiche con Android, ma hanno una penetrazione di mercato assai inferiore, fatta eccezione per il Kindle di Amazon. Un difetto dei tablet è la scarsa quantità di memoria a bordo, cui si dovrebbe supplire grazie ai numerosi servizi cloud esistenti. Per esempio, un tablet dotato di un bello schermo sarebbe l’ideale per vedere foto… Ma quante foto in alta risoluzione entrano in 16 giga? Anche con 32 o 64, se togliamo lo spazio occupato dalle app e dai file personali, dai video dagli mp3 eccetera, non è che le cose migliorino molto, almeno per chi (e siamo sempre di più) digitalizza buona parte della propria vita. Ok il cloud, ma se siamo senza connessione o in presenza di una connessione lenta…
NETBOOK: piccoli, poco potenti, lenti. Hanno avuto il loro momento di gloria ma sono a rischio di estinzione.
LAPTOP (detti anche NOTEBOOK): belli, potenti, capaci, efficienti. Il loro grosso difetto è l’autonomia, ben lontana da una giornata lavorativa e di solito ridotta ad un paio d’ore.
ULTRABOOK: il primo è stato il MacBook Air di Apple. Leggerissimi, potenti, con disco Ssd, hanno autonomia migliore rispetto ai laptop. Il difetto principale è il costo, che sale in modo vertiginoso non appena cresce la capienza del disco Ssd.
E il futuro? Tutto lascia prevedere che ci troveremo di fronte a dispositivi dotati delle seguenti caratteristiche: processori potenti, chassis sottili e leggeri, almeno 4 GB di RAM, disco Ssd o misto Ssd/magnetico, tastiera ed in più schermo touch. Sistema operativo avviabile in un batter d’occhi dall’accensione e la possibilità di essere usato sia come laptop sia come tablet. Autonomia operativa lontano dalla presa della corrente almeno 8 ore. Connettività internet estesa tramite wifi e scheda SIM.
Tra qualche mese sugli scaffali dei negozi!

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PRESENTAZIONE LITURGICA DEL NUOVO IPHONE

Posted on 13 settembre 2012. Filed under: smartphone | Tag:, , , , , , , |

E siamo alla versione 5, mentre il sistema operativo è alla versione 6. Un pasticcio a livello di comunicazione che il maestro Jobs avrebbe probabilmente evitato (del resto l’ipad 3 non è stato chiamato, semplicemente, il nuovo ipad?). Ecco, potevano creare il nuovo iphone con iOS versione 6 e si sarebbe evitata questa confusione e cacofonia numerica. Ma veniamo al sodo.
Come sempre è stata posta grande enfasi su aspetti risibili e poco importanti: abbiamo più lunghezza in cambio di meno spessore, qualche grammo di meno di peso, una risoluzione strana dello schermo che ha la medesima larghezza del precedente però, udite udite!, grazie alla maggiore lunghezza si potranno leggere due righe in più di un’email e ci sarà più spazio per le iconcine in home screen. La fotocamera sembra identica alla precedente però ora le lenti sarebbero perfettamente allineate (prima non lo erano?) e ricoperte da un vetro migliore e più robusto. Meraviglia delle meraviglie, si possono fare foto panoramiche senza ricorrere ad app di terze parti. La fotocamera anteriore adesso è HD… E le cuffiette? Ora si chiamano earpod, il loro studio sarebbe durato tre anni per veicolare il suono direttamente nelle orecchie dei consumatori e questa straordinaria innovazione tecnologica costerà meno di tenta dollari: conoscendo la politica Apple dei prezzi, queste cuffie esoteriche (si fa per dire) avranno un valore di circa 9 euro.
Il nuovo iphone 5 sarà dotato di connessione dati veloce LTE, ma non è chiaro se tra le frequenze supportate ci saranno quelle italiane. C’è chi dice sì e chi dice no. Non si tratta in ogni caso di una caratteristica rivoluzionaria, tutti i prossimi terminali ne saranno dotati non appena gli operatori telefonici  saranno pronti.
Ma il processore A6 è a 2 o 4 core? E la RAM, quant’è la RAM? Apple non lo dice, però si dilunga a illustrare i canoni estetici che hanno ispirato il look. E a presentare il nuovo connettore, che si può infilare senza dover indovinare il verso giusto (questo è comodo). Ma non dovevano adottare tutti la mini/micro USB?
Comunque sia, aspetto di vedere e toccare con mano il nuovo oggetto. Probabilmente sarà piacevole al tatto e alla vista, perché Apple certe cose le cura in modo maniacale e le sa fare bene. Rimane però la sensazione negativa che l’iphone abbia intrapreso una strada conservativa piuttosto che innovativa e ciò suona come una resa di fronte all’esuberanza tecnologica del mondo Android.
Probabilmente i dati di vendita saranno entusiasmanti per quello che viene definito, in modo liturgico, il miglior iphone di sempre, ma la sensazione mia è che una parte di magia sia svanita  e che Apple in questa occasione  sia stata meno abile di altre volte a circondare di un’aura di sofisticatezza (e sofisticazione) il suo prodotto di punta.

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CAUSA CONTRO SAMSUNG: AUTOGOL DI APPLE?

Posted on 3 settembre 2012. Filed under: informatica, smartphone | Tag:, , , , |

La causa stravinta da Apple contro Samsung potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol per la casa della mela morsicata. Anche se la sentenza non è definitiva, anche se un’analoga vertenza in Giappone ha dato esito del tutto diverso, Apple sta chiedendo alle autorità americane di proibire a Samsung di commercializzare sul mercato USA una decina di prodotti di grande successo. Queste difficoltà, legate all’adozione della piattaforma Android, potrebbero spingere la casa coreana verso una piattaforma alternativa, precisamente Windows Phone 8.
Prossimamente infatti dovrebbe essere presentato uno smartphone Samsung con questo sistema operativo.
Intanto stiamo aspettando di vedere, tra pochissimi giorni, i nuovi dispositivi Nokia.
Insomma, così come è stato per Nokia, anche Samsung potrebbe optare per un sistema operativo al riparo dalle iniziative legali di Apple ed altrettanto potrebbero fare altri produttori, che temono di vedersi citati in giudizio a loro volta da Apple.
Pertanto la vittoriosa (in USA ) sentenza ottenuta da Apple potrebbe essere un’ottima occasione per Winows Phone, che potrebbe finalmente acquisire importanti quote di mercato, per la gioia di Microsoft. Sappiamo tutti come, in ambito desktop, Microsoft abbia una penetrazione enormemente superiore ad Apple e credo che quest’ultima farebbe bene a temere la capacità del colosso del software di imporsi.
Per quanto riguarda Android, che comunque continuerà ad essere il sistema operativo di riferimento per tanti produttori (per il momento, Samsung inclusa), è probabile che Google ed Apple trovino un accordo che però, per il momento, non è all’orizzonte.

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APPLE VS. SAMSUNG: L’AUTO CON LE RUOTE QUADRATE

Posted on 27 agosto 2012. Filed under: economia, informatica, smartphone | Tag:, , , , , , , |

La sentenza della causa Apple vs Samsung, che ha condannato la casa coreana a pagare un miliardo di dollari di risarcimento per violazione di brevetti detenuti dalla “mela”, si presta ad alcune considerazioni.
La prima: com’è veloce la giustizia americana. Una causa di simile complessità, in Italia, sarebbe durata almeno una decina di anni. Il giudice USA è arrivato a minacciare pesanti sanzioni ai due contendenti se non avessero ridotto la documentazione da esaminare (ritenuta ridondante) ed il numero di testimoni (ritenuti eccessivi). Per noi italiani, roba da fantascienza.
La seconda: ormai in USA si brevetta di tutto e di più. Si accettano, secondo me, brevetti con troppa facilità su aspetti marginali e secondari, tipo una “gesture” (ovvero un movimento con una o più dita sullo schermo sensibile al tocco) oppure il meccanismo software di sblocco dello schermo.
La terza: che succede ora? Quali saranno le conseguenze per i consumatori ed il mercato? Premesso che Samsung ricorrerà in appello, per cui l’attuale sentenza potrebbe essere riformata in un senso o nell’altro, anche in peggio (o in meglio, dipende dai punti di vista), sicuramente non vedo vantaggi tali da promuovere o favorire l’innovazione. Anzi, tutto il contrario. Lo scopo più o meno dichiarato di Apple è quello di avere una sorta di monopolio nel settore degli smartphone ed una simile sentenza, che ha ritenuto validi i brevetti, la incoraggerà a promuovere altre cause nei confronti di altri soggetti. Credo, insomma, che Samsung sia solo l’inizio e che il vero obiettivo sia Android, inteso come sistema. Obiettivo difficile, perché Android, sviluppato da un colosso come Google, è praticamente gratuito.
Mi chiedo, per esempio, cosa sarebbe successo se il primo fabbricante di autovetture (forse Ford?) avesse potuto brevettare la forma rotonda delle ruote, quella cilindrica dei cilindri, la “gesture” di ruotare il volante per sterzare, eccetera eccetera. Penso che l’Industria automobilistica non si sarebbe sviluppata come invece è avvenuto. Nessuno è stato costretto a realizzare una (improbabile) auto con le ruote quadrate e pulsanti o leve al posto del volante.
Cosa succederà ora? Staremo a vedere. Certo Samsung, che non è un’aziendina da quattro soldi ma un colosso, poteva anche prestare un po’ più di attenzione. Insomma, se vuoi operare in un paese devi rispettarne le leggi e se gli USA permettono di brevettare anche il modo di scaccolarsi il naso, ne devi tenere conto, ti piaccia o non ti piaccia.

UPDATE: interessanti considerazioni possono essere lette in questo articolo.

Update del 3/09/2012: una analoga causa in Giappone è stata invece vinta da Samsung contro Apple. A dimostrazione di come sia incerta la questione brevetti.

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IL MAC E’ SICURO? MAC…CHE’!

Posted on 7 aprile 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , |

Macché, il Mac non è più sicuro di Windows. Preciso meglio: lo è, perché per MacOS non sono stati sviluppati così tanti malware come invece è accaduto e sta accadendo per Windows, però la maggior sicurezza deriva appunto da questa scarsità di attenzioni e non da una superiorità del codice. Infatti i recenti successi di Apple, come era prevedibile, stanno cambiando un pochino le carte in tavola e recentemente un malware denominato Flashback ha infettato circa 600.000 Mac nel mondo (si parla di 16.000 in Italia, più o meno). Cosa combina Flashback? Approfitta di una vulnerabilità Java per installarsi nel sistema. E’ in grado di inviare informazioni riservate, come per esempio le password, a server remoti, cui può trasmettere anche immagini del desktop. Il trojan è’ furbo: se nel sistema è presente uin antivirus si autocancella, nella speranza di rimanere globalmente invisibile il più a lungo possibile.

La java machine presente nei Mac è fornita dalla stessa Apple, quindi fa parte del sistema operativo a tutti gli effetti e non si tratta di una vulnerabilità che sfrutta un programma di terze parti. Infatti la Apple è intervenuta (non proprio celermente…) aggiornando per ben due volte il codice java presente nei propri sistemi.

Il vero problema non è criticare Apple (secondo la mia modestissima opinione, nessun sistema può vantarsi di essere intrinsecamente sicuro); il vero problema è che nel 99% dei casi i Mac collegati ad internet sono privi di un antivirus perché gli utenti Mac, come abbiamo visto in modo del tutto erroneo, sono convinti che il loro sistema sia immune da infezioni. Ecco perché Flashback se c’è un antivirus nel sistema, si autocancella: perché gli conviene farlo, trattandosi di un’evenienza piuttosto remota. Questa scarsa attenzione degli utenti Mac alla sicurezza è un vero e proprio tallone di Achille dei sistemi Mac.

Quindi è bene fare subito l’aggiornamento proposto da Apple ed installare un buon antivirus per Mac. Sophos ne fa uno gratuito che funziona bene.

Se volete smanettare per essere sicuri di non essere stati infettati e/o per tentare una rimozione manuale, consigliata però solo ai più esperti, potete seguire le istruzioni contenute QUI.

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