letteratura

MATRIX E PADRE AMORTH, L’ULTIMO ESORCISTA

Posted on 29 marzo 2013. Filed under: letteratura, spettacoli | Tag:, , , , , , , , , , , , |

Ogni tanto Amazon mi manda qualche offerta irresistibile. Pochi giorni fa in offerta, per pochissimi spiccioli, quasi gratis, c’era il libro di Padre Gabriele Amorth L’ultimo esorcista. Normalmente non l’avrei mai comprato, ma quasi gratis sì. Così è bastato un clic e il libro è confluito nel mio Kindle Paperwhite, esattamente come il Maligno (notare la M maiuscola) farebbe in un posseduto.

Padre Amorth è famosissimo. Del resto, con un cognome così, da film horror oppure da cartone animato giapponese, e con un lavoro come il suo (esorcista), possiamo ritenerlo un predestinato. Di lui non avevo letto mai niente, a parte qualche intervista, ma l’ho sentito spesso su Radio Maria. Apro  un parentesi, perché questa cosa di Radio Maria la devo spiegare. Io non ascolto Radio Maria, ma sovente ascolto Radio 24. Accade che in auto, lungo un percorso che per motivi di lavoro copro molto spesso, ad un certo punto sulla frequenza di Radio 24 subentri Radio Maria. Per restare in tema, potrei dire che Radio Maria si impossessa di Radio 24, o che Radio 24 è posseduta da Radio Maria. Probabilmente Padre Amorth sosterrebbe che tutto ciò, anziché un semplice sovrapporsi di frequenze, sia un segno della potenza divina e della Madonna in particolare, alla quale è molto devoto (è un esperto, un “mariologo”). Ebbene, in questo subentrare di Radio Maria a Radio 24 mi è capitato spesso di sentire questi lunghi monologhi di Padre Amorth. Interessanti, e divertenti. Da appassionato di film horror, mentre si viaggia in macchina non si può chiedere di più. Così, quasi gratis, ho comprato anche il libro. E ieri sera su Sky c’era in onda l’ultimo film della saga di Matrix, Matrix Revolution. E mi sono scattate in mente alcune considerazioni. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Innanzitutto, il libro. Fluido, scritto bene. Padre Amorth si considera l’ultimo degli esorcisti proprio come ogni altro esorcista oggi esistente, perché sono in pochi ed in via di estinzione. Le gerarchie ecclesiastiche, in modo particolare i vescovi cui spetterebbe la competenza, omettono di nominarne di nuovi e ciò, rimprovera solennemente, è un grosso errore ed un favore a Satana. Sì, perché il demonio cerca di non farsi vedere, di stare nascosto. Anche nei posseduti, se ne sta spesso zitto e solo un esorcismo lo fa saltare fuori. Insomma, sembra dire, nessuno di noi può stare tranquillo, perché potremmo avere il demonio dentro senza accorgercene. Dovremmo quindi stare molto attenti ai sintomi: avversione per il sacro, pensieri peccaminosi, odio verso qualcuno, spossatezza, insonnia, mal di testa… Così come uno dei protagonisti di Tre uomini in barca scopre di avere tutti i mali possibili immaginabili perché, leggendo un’enciclopedia medica, si accorge di presentare tutti i sintomi elencati, così leggendo il libro di Amorth possiamo temere tutti di essere posseduti, almeno a metà. Attenzione: Padre Amorth afferma di saper distinguere, lui sì, tra una possessione demoniaca e un semplice stato di malattia; ma l’impiegato stressato da una scrivania troppo ingombra e vessato da un capufficio che vorrebbe impiccare, come fa a sapere se il suo è un semplice ed ovvio desiderio di vendetta oppure la tentazione del maligno? Meglio farsi esorcizzare, dice Padre Gabriele. Infatti un esorcismo non fa mai male e ti allunga la vita, esattamente come una telefonata di una famosa pubblicità di qualche anno fa.

Fin qui tutto bene. Dove Padre Amorth perde colpi è quando dice altre cose. Quest’uomo è un superstizioso, nel senso che il suo credo non è limitato alla fede cattolica, a Dio ai Santi alla Madonna (il bene) ed al Diavolo (il male), ma è convinto dell’esistenza dei maghi, degli stregoni, del malocchio, delle fatture, della magia nera, dell’efficacia degli amuleti e dei talismani… crede ai sensitivi, ai carismatici… ho ascoltato su Radio Maria frammenti di trasmissione in cui spiegava la differenza tra gli amuleti e i talismani, tra i sensitivi e i carismatici.

E racconta particolari ai quali non credo. Posso credere agli esorcismi da lui praticati; sono convinto che frotte di persone si presentino a lui sperando che gli risolvano problemi che non hanno in realtà alcuna origine soprannaturale, così come altre persone si recano presso sedicenti maghi, cartomanti e fattucchiere, o vanno a Lourdes o accendono un cero in chiesa; ma quando racconta di aver assistito, anche se una sola volta, ad un fenomeno di lievitazione, di aver assistito a una posseduta che sputava oggetti di metallo dalla bocca ed un’altra che camminava tranquillamente lungo le pareti verticali di una stanza, non ci credo. Secondo me sono menzogne (ispirate dal demonio?), forse dette – nella sua mente – a fin di bene, ma restano bugie.

In certi passi il nostro esorcista è francamente anche un po’ comico, pur se racconta eventi drammatici di cui non si dovrebbe ridere. Per esempio racconta di una ragazzina violentata ripetutamente dal padre (parte drammatica) che si reca da lui perché indemoniata. Ed il nostro esorcista spiega con sussiego che le violenze ripetute (subìte) sono la via attraverso cui lo spirito maligno è entrato (parte buffa). Ma insomma, mi viene da dire, non è chi commette il male ad aprirsi al demonio? Perché invece dovrebbe accadere alla povera piccola vittima? Ma è un libro, non c’è contraddittorio.

Ridicolo è anche il brano in cui descrive di aver esorcizzato un bambino di pochi mesi. Quali erano i sintomi? Nessun improvviso discorso in aramaico (questo sì che sarebbe stato clamoroso). Invece il piccolo, non appena i genitori lo portavano in chiesa, piangeva a dirotto e gli si gonfiavano persino le vene del collo. Ma è bastata una sola seduta e il demonio è stato scacciato. Perché il posseduto era giovane, quindi l’infestazione recente, poco radicata. Altrimenti, spiega Amorth, di regola gli esorcismi durano anni e ci vogliono numerose sedute.

Abbastanza comici risultano anche i passi in cui narra che i diavoli odiano sentir nominare il Papa e alcuni santi, per esempio Padre Pio. Per quale motivo la semplice pronuncia di alcuni nomi dovrebbe terrorizzare queste creature così potenti e malvagie, rimane abbastanza misterioso. Ma si sa, nel soprannaturale tutto è possibile. Per i napoletani che mi leggono: mi spiace, ma San Gennaro non è citato tra quelli più potenti. Forse Padre Amorth non ci ha pensato. Già, perché l’esorcismo è tutto sommato abbastanza empirico. Qualche volta funziona una cosa, qualche altra volta un’altra. Bisogna provare, ci sono poche regole certe.

Le uniche certezze sono la potenza della preghiera e del digiuno. La fede cieca. La convinzione che se si hanno Cristo e la Madonna dalla propria parte, alla fine si vince, non c’è dubbio. E poi bisogna stare alla larga dagli stregoni, dai maghi eccetera, non perché siano dei ciarlatani truffatori, ma perché funzionano, ma a rovescio. Sono la porta del male. Anche il semplice giochino del bicchiere che scorre sopra le lettere può essere pericoloso. Non perché sia un’inutile perdita di tempo, ma perché funziona, ma al contrario. I malefici funzionano. Le anime dannate possono tornare dall’aldilà a tormentare i vivi. Anche le case e gli oggetti possono essere infestati. Il mondo è pieno di posseduti.

Il male, naturalmente, è Satana. Non ha un corpo, perché è puro spirito, me esiste ed è attivissimo. Nei tempi moderni più che mai, avverte Padre Gabriele. Sta persino nel Vaticano. Sta dappertutto, perché meno si crede nella sua esistenza e più diventa forte. Naturalmente non c’è solo Satana, ma ci sono anche tutti gli altri diavoli, anche se lui, il nostro eroe, preferibilmente si scontra proprio con Satana. Padre Amorth se ne frega delle dispute linguistiche secondo cui il termine Satana indicava in realtà l’oppositore (oggi diremmo l’accusa) nei processi. Qui i toni si fanno epici: come narrerebbe l’Apocalisse (e lo narrerebbe chiaramente) siamo allo scontro finale tra il Bene e il Male. Tra poco questa guerra finirà e le tenebre verranno sopraffatte dalla luce. Cosa ci sarà dopo, Amorth non lo dice: la fine del mondo? Già, perché che senso avrà il Bene se non sarà più contrapposto (Satana, l’oppositore) al Male? Ma Padre Amorth è un uomo d’azione, le chiacchiere le lascia agli altri.

Cosa c’entra Matrix? Ora provo a dirlo. Naturalmente non c’entra niente, se non che questa lotta tra Bene e Male è al centro primigenio di tutto. E’ un po’ il vero ombelico del mondo, ciò da cui ogni cosa nasce. Ogni pensiero, ogni coscienza deve affrontare quotidianamente questo dualismo. Padre Amorth dice che il mondo materiale è il regno di Satana. Ed anche la religione “seria” afferma infatti che i beni ed i piaceri terreni sono illusori e transitori. Nulla di questo mondo potremo portarci dietro quando moriremo: non i soldi, non il potere, non la bellezza, non la forza o la potenza. Satana regna in questo mondo ingannandoci con valori frutto di una truffa, di un’illusione, esattamente come Matrix inganna gli uomini con un “mondo” artificiale frutto di un’elaborazione informatica. In entrambi i casi ciò che vediamo non è vero, è frutto di una menzogna, e sono pochi coloro che sanno guardare oltre la finzione.

Nel film di ieri sera, per ora ultimo capitolo della saga Matrix, alla fine il protagonista (l’eletto) si immola. Si sacrifica per liberare gli uomini.  Così come (per i credenti) Gesù Cristo si è immolato sulla croce, vediamo Neo a braccia larghe come un crocifisso, sparire in un tripudio di luce, portato via dalle macchine, probabilmente morto. Magari in un prossimo film risorgerà, dopo tre giorni. Questo per dire come nell’immaginario filmico-collettivo (almeno in quello occidentale) certi archetipi siano ormai consolidati e scolpiti nel marmo. A certe suggestioni non si sfugge. Chissà se a Padre Amorth il film Matrix piace o se lo considera girato sotto l’influenza del demonio.

Un’ultima annotazione: l’abito che indossa Neo, il protagonista di Matrix, sembra l’abito talare di un prete. Nelle celebri riprese di lotta al rallentatore, svolazza proprio come una tonaca. E l’avversario (l’oppositore, Satana) è il Male. Chissà cosa direbbe Padre Gabriele Amorth.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 2 so far )

1Q84: UN ANNO ED UN ROMANZO STRAORDINARI

Posted on 13 gennaio 2013. Filed under: letteratura | Tag:, , , , , , , , |

Pochi libri mi hanno entusiasmato, incuriosito ed emozionato come 1Q84 del giapponese Haruki Murakami. Per molti non sarà una novità perché il romanzo è uscito da tempo, ma in Italia il terzo libro è stato dato alle stampe solo ad Ottobre dell’anno scorso, per cui parlarne ora che la storia è finita (forse…) anche per i lettori italiani, ha la sua giustificazione.

Dietro questa strana sigla si nasconde, in realtà, il numero 1984, inteso come anno. Infatti la storia si svolge lungo tutto un anno, anzi meno perché comincia ad Aprile. Ma come mai 1984 è diventato 1Q84? Perché, come vedremo in breve senza svelare troppo la trama, altrimenti toglierei il gusto a chi volesse cimentarsi nella lettura, nel romanzo al mondo normale di cui conosciamo tutte le regole si sostituisce un po’ alla volta un altro mondo, che uno dei protagonisti, una giovane donna di nome Aomame, rinomina dentro di sé 1Q84. La Q sta per Question nel senso di interrogativo, ma sembra anche che la pronuncia di questa lettera nell’alfabeto giapponese sia simile alla parola nove. Alla base di tutto, dicono alcuni, potrebbe celarsi un omaggio al celeberrimo 1984 di George Orwell. Io, che non ho voluto leggere nessuna recensione prima di terminare la lettura di tutti i tre libri per non essere influenzato dalle opinioni altrui, ho pensato che la lettera Q assomiglia un po’ a un 9 ribaltato in orizzontale e che questo sia stato il motivo per trasformare 1984 in 1Q84.

La vicenda, che si svolge principalmente a Tokio ma anche in altri posti, si dipana attorno a due protagonisti principali, che sono la già citata Masami Aomame ed un un uomo di nome Kawana Tengo. La prima è una specie di fisioterapista, ma anche un’abile killer che uccide, senza lasciare traccia, conficcando un sottilissimo rompighiaccio in un punto preciso della nuca delle vittime, che consistono in uomini spregevoli macchiatisi di violenza nei confronti delle donne. Tengo, invece, è un tipo tranquillo che insegna matematica ma è anche molto portato per la scrittura; anche se non ha pubblicato nessun romanzo, collabora con una casa editrice e quando gli propongono di fare da ghostwriter per migliorare il manoscritto di una ragazza dislessica che ha creato però una storia avvincente, accetta riscrivendo il romanzo La crisalide d’aria che diventa un grande successo commerciale.

Però le storie incredibili e fantasiose narrate in La crisalide d’aria sembrano essere reali. E’ il mondo che sta cambiando, diventando simile a quello narrato nel romanzo, oppure è Tengo (e ciò che gli ruota attorno) ad essere come risucchiato dalla storia? Fatto sta che in cielo appaiono due lune anziché una, anche se non tutti sembrano accorgersene. Di sicuro se ne avvedono sia Aomame, sia Tengo. Ed anche gli adepti di una setta religiosa: perché ciò che è stato narrato nel libro non è fantasia, ma sono segreti che avrebbero dovuto rimanere nascosti. I lettori del libro non se ne possono accorgere, ma il leader della setta religiosa, dopo la pubblicazione di La crisalide d’aria, non sente più le voci. Un canale con misteriosi personaggi, i Little People, sembra essersi interrotto.

La narrazione vive all’interno di questa atmosfera misteriosa e accanto alla religione ed alla letteratura (a nessuno sfuggirà che ci troviamo di fronte ad  un libro nel libro) vengono toccati numerosi altri temi: il sesso, la morte ed anche l’amore. Già, perché in fin dei conti la storia tra Aomame e Tengo è pure una storia d’amore.

Sotto il profilo stilistico, i primi due libri (pubblicati in Italia in un solo volume) vedono alternarsi le vicende, capitolo dopo capitolo, di Tengo e Aomame, mentre nel terzo capitolo c’è alternanza con un terzo personaggio, l’ex avvocato ed ora investigatore privato Ushikawa, figura che ho trovato particolarmente ben riuscita.

Gli avvenimenti e i colpi di scena non mancano di certo; i personaggi, tutti scolpiti piuttosto bene, sono tanti; la scrittura ha un ritmo lento, ma avvincente, ed è costituita da lunghi dialoghi, elaborati pensieri riportati in prima persona, fitti ragionamenti. Questo è l’aspetto che più di ogni altro mi ha colpito.

Non voglio sverlare altro sulla storia: anzi, attenzione ai link presenti, che possono condurre a recensioni che svelano tutto o quasi dell’opera.

Io posso solo aggiungere di essere rimasto affascinato da 1Q84. E’ una storia stupenda, meravigliosamente scritta (ottima la traduzione in italiano), piena di citazioni che si rifanno alla cultura classica, musicale e letteraria, ma anche a quella pop. (Se dovessi individuare una colonna sonora, non potrebbe essere altro se non la Sinfonietta di Janacek). Ed è avvolta da un sottile strato di mistero, che poco alla volta si dipana, anche se alcuni interrogativi (giustamente) rimangono. Ciò che sfugge alla comprensione di noi esseri umani, non può essere spiegato compiutamente… Che ci sia all’orizzonte un quarto libro?

Alcuni, pur avendo apprezzato il lavoro, lo hanno giudicato furbo anziché veramente ispirato. Forse è furbo davvero, ma è così importante di fronte ad un risultato così eccellente?

Sito ufficiale di Haruki Murakami

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

CALIBRE: UN PROGRAMMA PER GESTIRE LA PROPRIA BIBLIOTECA VIRTUALE

Posted on 15 dicembre 2012. Filed under: informatica, letteratura | Tag:, , , , , , , , , , , |

Premessa. Purtroppo il mercato dei libri digitali è infestato dai DRM. I DRM (Digital Right Management) sono veri e propri lucchetti, contenuti nei file, che impediscono al legittimo acquirente di godere appieno della proprietà del file e di farne quel che vuole. La (triste) storia ricorda quello che è avvenuto agli albori del mercato digitale della musica. Poiché il celeberrimo formato MP3 non era predisposto per il DRM, all’inizio tutti i negozi on line hanno cercato di porre rimedio (si fa per dire) a questo gravissimo problema (sempre per dire) e c’è stata un’esplosione di formati e lucchetti. Formati fantasiosi, che in certi casi costringevano l’utente ad usare un lettore musicale proprietario, o gli impedivano di spostare il file da un dispositivo ad un altro, oppure ancora gli consentivano di masterizzare solo una o due copie su CD… Insomma, un incredibile guazzabuglio. Volete mettere com’era più comodo scaricare un bel MP3 pirata? Nessun problema. Finché i discografici e i venditori hanno capito che si trattava di una politica sbagliata ed oggi tutta la musica che viene venduta è priva di DRM. I file musicali si possono convertire facilmente da un formato all’altro, si possono riprodurre praticamente ovunque e si possono memorizzare, copia e spostare come si vuole. Ed il mercato è sbocciato.

Facendo un parallelo, l’editoria digitale ha gli stessi mal di pancia che aveva in origine quella musicale. Tanta è la paura che vengano piratate quelle due o tre copie vendute (in Italia l’incidenza dei libri digitali sul totale è ridicola, circa l’1%) che tra editori e venditori è tutto un tripudio di DRM. Lungi dall’allargare il mercato, questa situazione crea notevole sbattimento nell’acquirente di ebook: se compro da Amazon posso leggere solo con il Kindle; se compro un ePub, il Kindle al contrario non lo legge; eccetera. La mia previsione è che presto o tardi accadrà ciò che è accaduto in ambito musicale, ossia che i DRM verranno buttati alle ortiche e in cambio si aumenterà di qualcosa (50 centesimi?) il costo di ogni ebook. Ma attualmente le cose stanno così, per cui ecco un breve elenco dei formati esistenti:

  • ePub, il più diffuso in Italia (a parte Amazon). Può essere privo di DRM ma di solito contiene un DRM sviluppato da Adobe e per poterli leggere e gestire con un PC, occorre un software specifico, Adobe Digital Edition (gratuito).
  • Mobi. Adottato da Amazon, privo di DRM.
  • AZW: è in sostanza il formato Mobi con in più un DRM sviluppato da Amazon per la protezione dei propri ebook. Per poterli leggere e gestire con un PC occorre il software Kindle (gratuito).
  • Ci sono poi alcuni formati minori sviluppati da Sony e da altri che non vale la pena di menzionare.

Perché questi formati? Perché sono “liquidi”… cioè il testo è in grado di riformattarsi automaticamente in base alle dimensioni dello schermo e delle preferenze di lettura dell’utente (tipo e dimensione del carattere). Per questo motivo i formati più tradizionali (pdf, doc e compagnia bella) non sono adatti. Il loro utilizzo su un lettore di ebook rende l’esperienza di lettura penosa.

Alcuni negozi on line, per ovviare alla triste situazione per cui l’acquirente di un ebook non ne è veramente proprietario, mettono gratuitamente a disposizione uno spazio cloud in cui vengono automaticamente salvati tutti i libri acquistati (per esempio Amazon). E’ una gran cosa: in caso di guasti, non perdiamo i nostri acquisti che potremo scaricare di nuovo senza doverli pagare due volte (o tre, o quattro…). Il tutto funzionerà finché esisterà il venditore e finché non cambierà qualcosa nella politica di vendita. In certi casi (è già successo) potrà persino accadere che venga cancellato dal venditore un ebook ovunque memorizzato (PC, cloud, lettore di ebook).

Insomma, nessuno vorrebbe farci fare la cosa più ovvia: gestirci in tranquillità la nostra biblioteca digitale, farne una copia di sicurezza, usare un solo software, un solo servizio cloud, usare il dispositivo di lettura che più ci aggrada.

calibre-screenCalibre è un software open source che ci consente di fare tutto ciò che non vorrebbero farci fare, ovvero usare un solo programma, gestire tutti i formati, convertirli da un formato ad un altro per poterne usufruire su dispositivi diversi e persino, pensate un po’, se opportunamente configurato, depurare i nostri ebook (regolarmente acquistati, lo sottolineo) dai famigerati DRM.

In quanto open source, Calibre è gratuito ed esiste in versione adatta per ogni sistema operativo degno di questo nome: Windows (di recente è stata rilasciata una versione a 64 bit), Mac e Linus. La lingua italiana è supportata. La prima cosa da fare, ovviamente, è di scaricare ed installare il programma. Al primo avvio, Calibre ci chiederà in quale cartella del nostro computer creare la “biblioteca” e di indicare quale è il nostro lettore di ebook (per poter fare, all’occorrenza, le necessarie conversioni di formato). Calibre ha anche un lettore incorporato che supporta tutti i formati. Attenzione: per poter funzionare al 100% delle sue possibilità, è necessario che sul PC (o sul Mac) siano presenti i programmi ufficiali, quindi Adobe Digital Edition per gli epub protetti, e Kindle per i libri acquistati su Amazon. Un controllo semplice consiste, prima di installare Calibre, di verificare se siete in grado di leggere sul PC o sul Mac o sul PC Linux gli ebook che volete gestire con Calibre. Qualora non sia possibile, bisogna installare e configurare i programmi citati in precedenza.

A questo punto, se vogliamo riacquistare i nostri pieni diritti sugli ebook acquistati al solo fine di poterne godere in assoluta libertà, occorre installare dei plugin non ufficiali che ci consentiranno di eliminare i DRM da ogni ebook importato. Proprio così: basterà importare qualsiasi ebook nella “biblioteca” e verrà automaticamente sprotetto. Basterà poi inviare il file così sprotetto ad un diverso dispositivo, e l’ebook verrà automaticamente convertito nel formato giusto. Comodo, no?

QUI (purtroppo in inglese) ci sono le istruzioni per aggiungere questa possibilità a Calibre, mentre QUI c’è il link aggiornato per scaricare l’ultima versione dei plugin. La loro installazione in Calibre non presenta alcuna difficoltà; basta seguire attentamente le istruzioni.

Calibre funziona in modo preciso e sicuro. Quando on line c’è una versione aggiornata, Calibre ci avverte consentendoci di fare l’upgrade senza perdere le impostazioni precedenti. La qualità di conversione da un formato all’altro è soddisfacente, anche se non sempre perfetta. Dipende molto dal formato di origine e da quello di destinazione: alcune conversioni sono oggettivamente molto difficili (per esempio da pdf a epub). Esiste la possibilità di affinare a mano la qualità della conversione.

Io ho installato Calibre su un PC con Windows 8, su un Mac con OSX Mountain Lion e su un PC con Linux Mint Debian.

La biblioteca è in una cartella Skydrive (legata all’omonimo servizio cloud di Microsoft) per cui è automaticamente aggiornata tra PC e Mac ed inoltre è al riparo da guasti hardware locali. Purtroppo non mi sembra esista la possibilità di usare Skydrive su Linux, se non collegandosi via web, per cui con tale sistema operativo non c’è la possibilità di sincronizzazione automatica. Ma basterebbe usare un servizio differente come, per esempio, l’ottimo DropBox.

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( None so far )

MAURO BIGLINO E L’INTERPRETAZIONE LETTERALE DELLA BIBBIA

Posted on 25 novembre 2012. Filed under: letteratura, scienza | Tag:, , , , , , , , , , , |

Il 25/11/2012 mi sono recato a Senigallia per assistere ad una conferenza di Mauro Biglino. Ma chi è Mauro Biglino?

Per chi non lo sapesse, è uno studioso di lingue antiche (in primis l’ebraico) che per lunghi anni ha tradotto i codici cosiddetti “sacri” per le Edizioni Paoline, ovvero la più importante casa editrice di stampo cristiano/cattolica, per mettersi poi a fare lo “scrittore”, come egli stesso si definisce. Per raccontare cosa? Il suo approccio è semplice: operare una traduzione letterale della Bibbia, depurata da secoli di convinzioni religiose ed 2012-11-24-17.50elaborazioni filosofico-teologiche, per vedere cosa davvero ci viene raccontato. Impresa comunque non semplice per tutta una serie di motivi che ci vengono spiegati in modo sintetico ma convincente: innanzitutto perché il testo originale è privo di vocali (infatti siamo in presenza di una lingua consonantica) e senza spazi tra le parole; poi perché ad un certo punto vennero inserite le vocali ma va’ a sapere se sono state inserite quelle giuste… pensate per esempio di inserire le vocali ad una semplice coppia di consonanti come MR: potremmo ottenere mare, Mauro, Mario, muro, mira, mora, Moira, mirra, marea, e chi più ne ha più ne metta! Infine perché, come vedremo, gli antichissimi scrittori avrebbero cercato di descrivere, con il vocabolario a disposizione dell’epoca, macchine per loro incomprensibili e perciò sarebbero stati costretti a ricorrere a perifrasi complicate e analogie ardite (immaginate di dover descrivere un aereo senza avere a disposizione il vocabolo stesso così come tutte i termini connessi al concetto di aviazione).

Subito dopo Biglino ha messo alcune cose in chiaro: lui non si occupa di teologia, non nega l’esistenza di un Dio, non si occupa di religione, ma solo di traduzione. In modo arguto, sottolinea come non ci sia nulla da temere da ciò che sta per dire, perché lui non è depositario di alcuna verità mentre le persone pericolose sono quelle che dicono di possedere la verità, soprattutto se questa verità viene dedotta da un libro talmente incasinato, incongruente, contraddittorio e ripetutamente modificato nel tempo come la Bibbia (il termine incasinato è una mia esemplificazione, non la parola letterale usata da Biglino, mi sembra doveroso precisarlo).

Insomma, a furia di traduzioni Mauro Biglino si è reso conto che, tradotta in modo letterale, la Bibbia (che per semplicità chiamiamo così anche se in realtà l’analisi di Biglino è limitata al vecchio testamento) racconta una storia ben diversa da quella che ci viene normalmente riferita; non solo, ma la traduzione letterale rende coerente il tutto e, per quanto le conclusioni cui Biglino perviene possano sembrare incredibili (e per certi versi lo sono), diventano spiegabili anche alcuni passaggi biblici altrimenti incomprensibili.

Per il dettaglio vi rimando alla lettura dei suoi libri, del suo blog e di altre risorse in rete facilmente trovabili tramite Google.

In sintesi, Biglino ci spiega che, secondo lui:

  • il termine elohim che viene tradotto in Dio, Signore eccetera, è in realtà plurale, il che da sé metterebbe in crisi qualsiasi approccio monoteista;
  • che il capo supremo degli elohim, tale Elyon, spartì la terra in zone comandate ognuna da un elohim;
  • in molti versetti biblici si trova conferma che gli elohim erano più di uno;
  • che i cherubini descritti nella Bibbia non hanno nulla a che vedere con gli angeli, ma erano macchine, alcune delle quali volanti e venivano cavalcate dagli elohim per spostarsi;
  • che gli angeli (diversi dai cherubini) erano messaggeri degli elohim;
  • che i sacerdoti erano esseri umani al servizio degli elohim (una specie di servitù);
  • che gli elohim erano extraterrestri inviati sulla terra per qualche motivo sconosciuto. La terra poteva persino essere una sorta di colonia penale cui erano stati condannati;
  • che gli elohim, pur vivendo in media molto più a lungo degli umani, erano comunque mortali e non erano di certo “buoni”, anzi erano guerrieri, gelosi e vendicativi;
  • che gli elohim crearono l’adam (l’uomo) grazie all’ingegneria genetica incrociando il loro DNA con quello degli ominidi già presenti sul pianeta;
  • eccetera…

Biglino (di cui avevo già letto un libro) dice molto altro che per mancanza di tempo e spazio non è possibile riportare, ma ribadisco che ciò che stupisce è l’estrema coerenza della traduzione da lui effettuata e del quadro complessivo che ne viene fuori. Rimane il dubbio, per me irrisolvibile, circa la qualità della sua traduzione. In rete alcuni demoliscono totalmente il suo lavoro (ci sarebbe stato da stupirsi del contrario).

Sentendo Biglino, mi viene in mente la religione raeliana e le sue bizzarre teorie circa la nascita della vita sulla terra, teorie abbastanza in linea con la traduzione letterale della Bibbia (rectius: vecchio testamento) effettuata dal nostro autore.

Al termine della conferenza, piuttosto lunga ed articolata, che curiosamente si è basata sul testo della Bibbia che ognuno ha in casa senza mai citare traduzioni alternative, ci sono state parecchie domande da parte del numeroso pubblico che affollava lo spazio messo a disposizione dal Comune di Senigallia.

Le teorie di Biglino sono alquanto strane, ma non poi così strampalate; e a chi obietta che sono inverosimili, si può tranquillamente ribattere dicendo che anche l’interpretazione religiosa ufficiale non è poi così verosimile. Quale poi? Quella cristiana, quella ortodossa, quella greca, quella copta…

Leggi l'articolo intero | Make a Comment ( 12 so far )

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: