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REFLEX DIGITALI CANON: PESCI D’APRILE E FORSE NO

Posted on 2 aprile 2013. Filed under: fotografia | Tag:, , , , , , , , , |

Sul sito Canon Rumors ė apparso il classico pesce d’Aprile: la nuova Canon 7DL ovvero una 7D “ribaltata” per i fotografi mancini: pulsante di scatto a sinistra anziché a destra, eccetera. Carino lo scherzo e credibile di primo acchito il nome che contiene la lettera L, che tra i canonisti e non richiama in mente le famose ottiche di fascia professionale con il bordino rosso, siglate appunto in questo modo.
Invece forse non ė uno scherzo la Canon 8D che il sito di e-commerce San Marino Photo propone in offerta lancio, senza però specificare il prezzo né le caratteristiche. Errore? Altro pesce d’Aprile? Sito credulone che spaccia come in arrivo un modello che in realtà non esiste così come tanti fake in rete? Sarei portato a dare credito alla 8D e quindi a San Marino Photo perché in un’occasione analoga, in passato, hanno preannunciato un modello reale; qualche dubbio ce l’ho perché la medesima immagine della presunta nuova reflex la si può trovare in rete su siti di “rumors” solitamente poco affidabili. Dovrebbe, qualora fosse reale, trattasi di un modello inferiore alla 7D, di cui si attende l’upgrade che dovrebbe chiamarsi, come tradizione impone, 7D Mark II.
Invece è stata una sorpresa sfiziosa la presentazione ufficiale, nei giorni scorsi, della reflex formato APS-C più piccola del mondo: la EOS 100D ovvero (a seconda dei mercati) la Rebel SL1.

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SAMSUNG GALAXY CAMERA: ANCORA UN PASSO AVANTI VERSO L’INTEGRAZIONE TRA FOTOCAMERA E SMARTPHONE

Posted on 29 agosto 2012. Filed under: fotografia, informatica, smartphone | Tag:, , , , , |

Non ho fatto in tempo a commentare la nuova Nikon Coolpix S800c, sottolineando che a mio avviso era un peccato non avesse la connessione 3G, che Samsung (una delle case più innovative del momento, checché ne dicano i giudici USA) tira fuori dal cilindro questa Galaxy Camera. Non può telefonare, a meno di installare Skype o altri software VoiP simili come Viber (ma il microfono c’è?), però è dotata anche di connessione dati tramite rete 3G e, ove disponibile, persino 4G. Anche in questo caso il sistema operativo è Android nell’ultima versione Jelly Bean.

Si tratta, praticamente, di un Galaxy S3 unito ad una fotocamera con zoom 23-483 mm (equivalenti 35 mm). La maggiore potenza elaborativa, la connettività 3G ed in generale l’hardware superiore, la rendono a mio avviso di gran lunga preferibile alla Nikon, sempre che non si abbiano esigenze fotografiche di particolare qualità.

La vedo perfetta per chi vuole una compatta, dotata di un versatile zoom ottico stabilizzato, avente la possibilità di effettuare l’upload immediato delle immagini verso i social network preferiti ed un backup in tempo reale grazie ad un servizio cloud di storage predisposto dalla stessa Samsung.

Strano a dirsi, lo schermo non è un superamoled come quello del Galaxy S3, ma è un LCD.

La denominazione Galaxy avvicina idealmente questa fotocamera più agli smartphone che non alle macchine fotografiche vere e proprie, anche se come abbiamo visto siamo in presenza, in realtà, di una macchina fotografica a tutti gli effetti (seppur iperconnessa).

Altro vantaggio enorme (almeno a livello molto dilettantesco) di una simile fotocamera, è quello di poter installare le numerosissime app esistenti per l’elaborazione di immagini e, perché no, di personalizzazione ed ampiamento software della macchina stessa.

Leggendo qua e là, ci sono perplessità per la mancanza di un vero flash e circa la durata della batteria. (UPDATE: in realtà il flash c’è!).

Ora aspettiamo la prossima mossa: la possibilità di telefonare. Quando verrà incorporata anche questa caratteristica, la bizzarra ed un tempo imprevedibile unione tra telefono e macchina fotografica sarà completata.

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NIKON S800C: IL ROBOTTINO (ANDROID) NELLA FOTOCAMERA

Posted on 24 agosto 2012. Filed under: fotografia, informatica | Tag:, , |

Nikon ha presentato la S800c, una fotocamera compatta superzoom (25-250 mm equivalenti) dotata di sistema operativo Android. Non è un’idea originale in assoluto, visto e considerato che è da un po’ di tempo che tra gli appassionati si ipotizzava l’arrivo di una macchina del genere e c’era solo da attendere la prima mossa da parte di qualche costruttore; però è comunque un evento importante che va nella direzione della sempre più stringente convergenza tra telefonia mobile e fotografia, almeno quella senza pretese e dilettantesca. Finora la convergenza era stata, per così dire, monodirezionale: erano stati gli smartphone a montare ottiche sempre più performanti, sensori con sempre più megapixel, possibilità di installare applicazioni (oh, scusate: apps!) dedicate alla facile elaborazione delle immagini. Ora invece è un apparecchio fotografico a mutuare alcune delle caratteristiche di uno smartphone: connettività wifi, sistema operativo Android, possibilità di installare apps. Quando un attrezzo del genere potrà anche telefonare, la convergenza sarà completa.

Cosa manca a questa Nikon? Ecco, su due piedi direi la capacità di connessione dati 3G (per intenderci, tramite SIM) in modo da non essere dipendente dalla presenza di un hotspot wifi.

Le prossime mosse? Sono sicuro che vedremo numerose altre fotocamere simili, in massima parte con sistema operativo Android perché, come è noto, è open source e non costa praticamente niente, oltre ad avere il supporto di un colosso come Google. Subito dopo (ci scommetterei) arriverà una fotocamera marchiata Apple con iOS. E poi…

Un’anteprima della Nikon S800c può essere vista qui (in inglese).

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RECENSIONE FLASH NISSIN Di866 MARK II

Posted on 3 dicembre 2011. Filed under: fotografia | Tag:, , , , , , , , |

Ebbene sì, dopo aver a lungo tentennato, ho alla fine acquistato il flash in oggetto. Dopo un po’ di scatti di prova (pochi, perché purtroppo ho poco tempo a disposizione) mi accingo a scrivere questa recensione.

Sistema di riferimento

Corpo Canon 5D Mark II, obiettivo 24-105 f. 4 IS USM.

Perché un flash?

La domanda è meno banale di quello che potrebbe sembrare a prima vista. Innanzitutto, è ovvio, avere a disposizione un flash è come avere una risorsa di luce sempre a disposizione, per poter fotografare anche con luce scarsa oppure assente del tutto; per giunta la 5D Mark II, come tutte le reflex Canon di fascia alta, non ha flash incorporato. Però finora avevo sempre rimandato l’acquisto per i seguenti motivi: per prima cosa, è più bello fotografare a luce ambiente e con i moderni apparecchi è facile farlo, grazie alla resa più che sufficiente anche con valori ISO molto alti; in più al naturale la foto rispecchia l’atmosfera del momento, mentre la luce del flash è diretta, fredda, violenta e piatta. Inoltre, potevo pur sempre contare su un vecchio flash che, pur non avendo la circuitazione necessaria per interfacciarsi con il corpo macchina, funzionava bene in semi automatismo (quindi non in TTL, ma misurando la luce riflessa con la cellula sul flash). Sentivo invece molto la mancanza di un flash con funzioni evolute in pieno giorno, per bilanciare l’esposizione dei primi piani rispetto a sfondi molto luminosi. Per esempio, vediamo il Gabibbo sul davanzale di una finestra in un controluce non molto spinto, ma comunque marcato:

Comparazione

Perché il Nissin Di866 Mark II

Il Nissin è un’alternativa all’attuale top di gamma della Canon, il 580 EX Mark II. Si integra perfettamente con il corpo macchina mantenendo tutte le funzioni più evolute, con il vantaggio di un costo sensibilmente inferiore (poco sopra i 200 Euro il Nissin a fronte dei 400 Euro circa del Canon nella migliore delle ipotesi). In più è leggermente più potente, almeno sulla carta, ed ha il doppio flash.

Caratteristiche fondamentali 

Il numero guida è 60 (quello del Canon è 58). Attenzione che, in entrambi i casi, la potenza si riferisce alla parabola in posizione 105 mm a ISO 100. Senza diffusore la parabola regola l’ampiezza del lampo in modo da coprire il range di focali da 24 mm a 105 mm (su full frame). Con il diffusore grandangolare si arriva sino a 18 mm (il Canon qui è meglio, arriva sino a 14 mm). Il diffusore è incorporato e si estrae dalla parabola, come anche un pannello riflettente bianco (esattamente come il Canon). Il flash secondario, che ha funzioni di schiarita e si attiva solo quando si usa il lampo riflesso, ha numero guida 12. Il flash funziona con le modalità E-TTL oppure E-TTL II (dipende dal corpo macchina). Può anche funzionare in modalità automatica non TTL ed anche in modo completamente manuale. Insieme ad un flash Canon oppure un altro Nissin può essere impostato come master o slave (funzionalità che non ho provato). Può scattare una serie di lampi in sequenza strobo, così come permettere la sincronizzazione sino ad 1/8000 secondo grazie alla funzionalità Hi-Speed, ma in quest’ultimo caso viene disattivato il flash secondario (non è un problema. Probabilmente il flash secondario, di schiarita, non è in grado di sopportare lo stress derivante dalla funzionalità Hi-Speed).  Sulla 5D Mark II il flash può essere impostato anche dal corpo macchina tramite l’apposita funzione del menù; non funziona invece la voce di menù Impostaz. C.Fn flash che, stando al manuale del 580 EX II originale, riguarda solamente l’attivazione o meno dello spegnimento automatico, per cui direi che non è certamente un problema visto che si possono regolare le funzioni più avanzate ed importanti, quali il modo flash (E-TTL o no), la sincronizzazione sulla prima o seconda tendina, il bracketing fino a ± 3 diaframmi,la compensazione dell’esposizione, la lettura esposimetrica (valutativa o media), lo zoom della parabola (auto o manuale), le impostazioni wireless. Le stesse funzionalità come è naturale si possono impostare direttamente dal pannello del flash. Il firmware del flash si può facilmente aggiornare tramite una presa USB in modo da renderlo compatibile con futuri modelli di macchine fotografiche.

Com’è fatto

Il Nissin arriva in una scatola di cartone colorata che ne riassume le caratteristiche. All’interno si trova, oltre al flash vero e proprio, un piedistallo per l’utilizzo separato dal corpo macchina, una custodia di plastica tutto sommato sottile ma foderata all’interno con materiale morbido antigraffio, un mini CD con il manuale di istruzioni (scaricabile anche dal sito), un foglio con una guida molto sintetica, giusto per iniziare ad usarlo. La qualità costruttiva a me sembra più che buona. Al tatto è piacevole, i bottoni hanno un funzionamento sicuro e privo di incertezze, il display è veloce e reattivo. La sua luminosità non può essere regolata, ma si può disattivare se per qualche motivo dovesse infastidire. Questo display merita due parole: di piccole dimensioni, ma a colori, ruota se viene ruotato il flash. Questo significa che, se la macchina viene impugnata in verticale per scatti verticali, il display rimane dritto ed anche i tasti che lo circondano si adeguano di conseguenza, rendendone l’utilizzo molto intuitivo e senza costringere l’operatore a ragionamenti cervellotici. Io trovo questo display particolarmente gradevole e ben fatto. Visto di fronte, il flash mostra la parabola principale, il flash secondario immediatamente sotto, l’illuminatore per la messa a fuoco al buio e la minuscola cellula sulla destra, in basso, per il funzionamento automatico non TTL. Sul retro c’è il display a colori, un pulsante SET circondato da 4 pulsanti freccia per muoversi all’interno di menù e sottomenù, la spia che indica lo stato di carica e che funziona anche come pulsante per un lampo di prova, il bottone di accensione e spegnimento che svolge anche la funzione di blocco delle impostazioni contro l’azionamento involontario degli altri pulsanti. Visto da dietro, a destra c’è lo scomparto per le batterie, 4 stilo AA, mentre a sinistra troviamo, dietro uno sportellino che si apre più facilmente sollevando la parabola, la presa sincro, una mini USB ed una presa per un cavetto proprietario che consente di mantenere tutte le funzionalità senza dover montare il flash sulla slitta.  Questo cavetto non ce l’ho, non è in dotazione e va eventualmente acquistato a parte. La parabola ruota e si solleva a scatti senza necessità di premere pulsanti di blocco o di sblocco, ma dà l’impressione di essere robusta e rimane senza difficoltà in posizione. Il sistema di aggancio alla slitta è tradizionale, avviene cioè ruotando una ghiera. Il fissaggio è sicuro e il Di866 Mark II, a differenza del Mark I, ha il piedino in metallo. Lo zoom motorizzato della parabola è abbastanza silenzioso, ed anche questa dovrebbe essere una differenza in meglio con il Mark I, che si trova ancora in commercio con la denominazione professional. Se siete intenzionati all’acquisto, vi consiglio di fare attenzione a comprare il nuovo Mark II rispetto al modello più vecchio, considerando anche che il costo è praticamente identico, almeno sino al momento in cui scrivo.

Utilizzo

Non ho certo intenzione di ricalcare il libretto di istruzioni, tuttavia ecco un breve cenno sul funzionamento di questo flash. Inserito un set di batterie cariche e montata l’unità sulla slitta della fotocamera (attenzione che entrambi gli apparecchi siano spenti), una breve pressione sul pulsante On/Off accenderà il Nissin ed il display visualizzerà la schermata principale in stile iPhone (dimensioni a parte). Infatti vedremo sei icone quadrate corrispondenti ad altrettante impostazioni: nell’ordine, funzionamento completamente automatico TTL (icona A bianca su sfondo verde), come la precedente ma con possibilità di correzione manuale (scritta TTL su sfondo blu), funzionamento manuale oppure automatico non TTL, MULTI (per lampi strobo), wireless, impostazioni generali. Ogni icona si seleziona premendo il bottone Set; tenendolo premuto per qualche secondo si accede al relativo sottomenù, se presente. Premendo On/Off si bloccano le impostazioni, tenendolo premuto per qualche istante si spegne il flash. Le impostazioni generali (Setting) consentono di personalizzare l’esposizione, di settare acceso o spento il display e la sua rotazione (mi chiedo perché qualcuno dovrebbe disattivarla), di scegliere tra metri e feet come unità di misura, e di attivare o disattivare il modeling consistente in una serie di flash ravvicinati in modo da permettere il controllo visivo e preventivo dell’effetto del lampo. Sempre in questo menù è possibile impostare il tempo di autospegnimento ed effettuare l’eventuale aggiornamento del firmware. La modalità completamente automatica non ha un sottomenù: il suo funzionamento è analogo a quello di un flash incorporato nel corpo macchina. L’icona TTL invece ci consente di apportare delle correzioni manuali ed ha un sottomenù che permette di regolare varie impostazioni tra cui l’abilitazione o meno del flash secondario nonché la sua potenza che può essere ridotta sino ad 1/128, lo scatto sincronizzato sulla seconda tendina per l’effetto scia con tempi lenti di scatto, lo zoom manuale della parabola, la modalità hi-speed ed il bracketing per una serie di scatti con l’esposizione a forcella. Non mi dilungo sulle altre funzionalità: concludo dicendo che ogni menù e sottomenù è caratterizzato da un colore differente, per cui diventa facile orientarsi. Una caratteristica in comune con il Canon è la presenza di un diffusore grandangolare e di uno schermo riflettente che possono essere estratti da sopra la parabola. Il diffusore grandangolare si ripiega sulla parabola stessa ampliando la larghezza del fascio luminoso, fino a 18 mm (quindi niente 17 mm del mio 17-40). Lo schermo riflettente invece rimane teso e, secondo le istruzioni, dovrebbe essere utilizzato con la parabola dritta (per un soggetto sino a due metri di distanza) per una illuminazione più morbida e priva di ombre marcate. I due elementi condividono una medesima fessura e vengono estratti insieme. Si tratta, secondo necessità, di reinserire ciò che non serve, anche se nulla vieta di usarli entrambi. Il diffusore può essere usato anche con focali non grandangolari, poiché rende la luce più delicata.

Come funziona

Non ho testato le funzioni wireless master/slave perché non ho un secondo flash da abbinare. Premesso ciò, debbo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dal Nissin Di866 Mark II. Temevo di trovarmi di fronte ad un prodotto con caratteristiche buone sulla carta ma di scarsa qualità costruttiva, invece non ho nessuna critica da fare. Il flash è solido, non scricchiola, le plastiche sono piacevoli al tatto, ed il funzionamento è privo di incertezze. Si accoppia perfettamente alla 5D Mark II estendendo le capacità del corpo macchina esattamente come farebbe l’originale Canon, ad un prezzo sensibilmente inferiore. In modalità TTL la quantità di luce è perfettamente dosata. Ricordo che, nelle Canon, la priorità dei diaframmi con il flash inserito permette al sistema esposimetrico di esporre per lo sfondo e di illuminare il primo piano in modo bilanciato, regolando l’intensità del lampo; attenzione che in ambienti molto bui vengono impostati tempi piuttosto lunghi. Il display sul dorso è bello a vedersi e rende molto intuitivo effettuare le varie regolazioni. In full auto ed in TTL si possono usare tutte le priorità (Av e Tv) oltre al Program ed ovviamente il Manuale. La qualità della luce mi sembra buona, né troppo fredda né al contrario troppo calda. Le foto appaiono con il bilanciamento del bianco perfetto ed anche la regolazione automatica di Photoshop lo conferma, poiché non vengono apportate correzioni.

Conclusione

Penso di aver fatto un buon acquisto e sono contento di aver risparmiato rispetto a quello che avrei speso per il 580 EX II originale. Sottolineo che non sono molto a favore di prodotti di terze parti: per esempio, i miei obiettivi sono tutti originali. Nel caso del flash, però, il Nissin è stato una forte tentazione e, almeno per ora, sono contento di avervi ceduto.

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KODAK FALLISCE, FINE (ANNUNCIATA) DI UN’EPOCA

Posted on 2 ottobre 2011. Filed under: fotografia | Tag:, , , , , , , |

Il più grande produttore di pellicole fotografiche sta fallendo. Sta cercando di vendere al meglio i brevetti di sua proprietà per monetizzare, e ciò avrebbe messo in allarme i debitori, che temono di veder svuotata l’azienda di quel poco che rimane.

Il declino di Kodak è rappresentativo di ciò che può accadere quando si è di fronte a grandi stravolgimenti tecnologici senza avere la capacità di cambiare le proprie strategie industriali. Kodak (che produceva le famosissime Kodachrome, le Ektachrome, solo per parlare di film invertibili ovvero di diapositive) non ha mai investito con profitto nell’hardware. Le sue macchine fotografiche possono essere ricordate come giocattolini privi di ogni sofisticatezza (basti pensare alle Instamatic). Insomma, a livello hardware la Kodak non è mai riuscita ad entrare nel cuore degli appassionati, perché non è mai riuscita a (o non ha mai voluto) proporre prodotti sofisticati. Quando i fotoamatori si sono messi ad usare gli apparecchi digitali, per Kodak si è aperta la porta che conduce all’oblio. Infatti anche gli utenti-tipo delle punta e scatta hanno trovato sul mercato macchine fotografiche digitali semplici e facili da usare.

E pensare che, agli albori del digitale, Kodak ci aveva provato: si è messa a fabbricare sensori ed a tentare, insieme a Nikon, di commercializzare una reflex digitale. Ma non è stata capace di trovare la strada giusta. Ci aveva provato anche con il photoCD, chi se lo ricorda? Sembra preistoria.

Addio Kodak! Magari il tuo marchio verrà comprato da qualcuno, e non scomparirà del tutto. Ma sicuramente i più giovani, che ignorano i fasti del passato, sgraneranno gli occhi quando qualcuno dirà loro che, un tempo, la casa gialla (così viene chiamata) era una delle multinazionali più ricche potenti, in grado di imporre alcune sue scelte ai produttori di macchine fotografiche.

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CANIKON: 2011 SCONTRO FRA TITANI

Posted on 28 ottobre 2010. Filed under: fotografia | Tag:, , , , , , , |

Il 2010 che sta finendo non ha visto i due protagonisti indiscussi del mercato fotografico, Nikon & Canon che gli appassionati spesso uniscono nella parola Canikon in contrapposizione agli altri marchi “minori”, presentare macchine nuove a sostituzione delle reflex professionali, e nemmeno prodotti consumer in competizione con il nascente settore delle cosiddette “mirrorless” dotate di mirino elettronico. Tutto lascia presumere, quindi, che nel 2011 vedremo una lotta senza esclusione di colpi tra i due colossi. Cosa possiamo aspettarci?
A livello di macchine reflex professionali, a meno di clamorosi colpi di scena io non credo che verrà abbandonato il classico disegno a specchio ribaltabile. I professionisti preferiscono ancora il mirino ottico che garantisce una migliore visione anche con poca luce. Ho qualche dubbio circa la possibilità che venga presentato un modello con specchio fisso semitrasparente, tipo la Canon Pellix di parecchi anni fa e le Sony di adesso, ma lo specchio fisso assorbe parte dei raggi luminosi vanificando sia i vantaggi del mirino ottico, sia la performance del corpo macchina ad alti ISO, sia la presenza nel corredo di luminose ottiche di qualità. La vera innovazione potrebbe consistere nel far convivere le due soluzioni, cioè uno specchio semitrasparente che a scelta dell’operatore può funzionare anche in modo tradizionale oppure rimanere fisso (cosa utilissima nella foto sportiva oppure nelle riprese video). Anche il mirino potrebbe essere misto ottico ed elettronico. È anche probabile che vedremo dei corpi macchina capaci di creare filmati, magari di pochi secondi, ad altissima risoluzione e con tempi di scatto brevissimi in modo da permettere al fotografo di scegliere poi con calma il fotogramma migliore da cui trarre la fotografia: pensate che pacchia per i fotografi sportivi!
Assisteremo ad un ulteriore balzo in avanti dei megapixel e sono convinto che i nuovi corpi macchina correggeranno via software i difetti delle ottiche (anche le migliori ne hanno) in modo molto più massiccio di quanto già avvenga ora.
Inoltre è lecito attendersi una implementazione automatica delle tecniche HDR (High Dynamic Range) basate su più scatti della stessa inquadratura oppure, sarebbe bellissimo, con un solo clic grazie ad innovativi sensori in grado di gestire diversamente la propria sensibilità, e quindi l’esposizione, in differenti punti della propria superficie, a seconda dell’immagine ripresa.
A livello consumer credo che vedremo la scesa in campo delle due big nel settore delle mirrorless ad ottica intercambiabile. Non credo proprio che aderiranno al formato micro 4/3, troppo quadrato per essere bello. Penso piuttosto che vedremo dei corpi macchina di questo tipo a sensore ridotto, su cui Canon potrebbe montare la linea di ottiche EF-S già bella e pronta, e lo stesso potrebbe fare Nikon con le ottiche DX. Secondo me nel tempo questo tipo di apparecchi finirà con il sostituire completamente le attuali reflex APS-C, mentre nel caso delle “full frame” prevedo un approccio più conservativo.
Queste nuove macchine entreranno in competizione con le varie micro 4/3 e con le recenti Sony, con in più l’attrattiva del marchio “nobile” e l’inserimento in un sistema che non ha rivali: per cui, se saranno esteticamente attraenti e competitive come prezzo, per la concorrenza la vedo abbastanza dura.
Be’, cosa dire di più? Ho sproloquiato abbastanza ed il 2011 è ormai alle porte: vedremo se ho azzeccato qualche previsione.

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IRRESISTIBILE CONVERGENZA TECNOLOGICA

Posted on 5 ottobre 2010. Filed under: fotografia, smatphone | Tag:, , , , , , , , , , |

Dio li fa e poi li accoppia si dice con LumixPhonetono vagamente canzonatorio dell’unione tra due persone che hanno qualcosa di simile, in genere di buffo. L’uomo, invece, fa e accoppia cose apparentemente molto differenti tra loro. Cosa poteva accomunare infatti, in astratto, un telefono ed una macchina fotografica? Il primo rispondeva al sogno di poter mandare lontano, alla velocità della luce, la voce umana, in modo da far comunicare tra loro due persone distanti. La seconda invece aveva l’ambizione di emulare l’occhio umano, di congelare un istante di vissuto, di catturare ciò che si vede per conservare un ricordo, confrontare le cose nel tempo, dare il dono della pittura a chi non era capace di dipingere. Poi, sappiamo tutti com’è finita: oggi non esiste un telefonino che non scatti anche fotografie. Le due caratteristiche, grazie ad internet, convivono benissimo nello stesso oggetto: così è possibile non solo parlarsi ma anche guardarsi in faccia, trasmettere un’immagine e persino un filmato. Così gli MMS stanno sostituendo le cartoline illustrate, gli SMS i telegrammi e le lettere, il tutto nel giro di poco tempo. E pazienza se la qualità non è quella di una macchina fotografica o telecamera specializzata nel fare una cosa sola…

Le cose stanno per cambiare. Secondo me la convergenza tra telefonini evoluti (smartphone) e macchine fotografiche digitali di fascia consumer, è destinata ad andare avanti sino a diventare un matrimonio perfetto. Già si cominciano a vedere cellulari con sensori da 12 megapixel, capaci di girare video in alta definizione. Quello che fino ad ora è mancato agli smartphone sono due caratteristiche che incidono notevolmente sulla qualità d’immagine: la presenza di sensori di dimensioni più grandi e, soprattutto, la presenza di uno zoom ottico. Ma se guardiamo a molte compatte fotografiche di dimensioni contenute, dotate di zoom in grado di rientrare completamente nel corpo macchina senza creare ingombro, oppure addirittura posizionati in verticale (che riprendono grazie ad uno specchio posto a 45 gradi, tipo periscopio), possiamo ben immaginare un futuro smartphone che incorpori una compatta  uguale in tutto e per tutto a quelle che si trovano in commercio. E con i prezzi in continua discesa, almeno per i prodotti di fascia consumer, comprare uno smartphone che è anche macchina fotografica (o se preferite una macchina fotografica che è anche smartphone) non costerà molto di più che non comprare un obsoleto oggetto dotato di una sola delle due funzionalità.

Prima della tecnologia, che comunque c’è, disponibile subito ed a buon mercato, si sta muovendo il marketing. In questo modo va interpretata la mossa di Panasonic che ha esteso il marchio Lumix, finora esclusivo delle macchine fotografiche digitali prodotte dal colosso giapponese, ad una nuova serie di apparecchi ibridi marcati Lumix Phone.

Sono stra-certo che altri produttori seguiranno l’esempio di Panasonic: sicuramente lo faranno tutti quelli che tradizionalmente producono elettronica di consumo senza essersi mai avvicinati, prima dell’era digitale, al mercato della fotografia (primo fra tutti, Sony); ma prima o poi lo faranno anche alcuni marchi storici del settore fotografico, che possiedono capacità tecnologiche tali da non fare alcuna fatica a produrre, se vogliono, una compatta digitale con smartphone incorporato (prima fra tutti, Canon). Sicuramente il mercato dei telefonini fa gola: se chi fabbricava solo cellulari sta invadendo il campo fotografico, perché chi produceva solo macchine fotografiche non dovrebbe invadere il campo telefonico? A frenare i big tradizionali del settore fotografico (Canon, Nikon, Pentax, Olympus…) potrebbe essere il timore di “sporcare” e sminuire il valore di un marchio glorioso tra gli appassionati di fotografia, usandolo per marchiare un oggetto che i veri appassionati guarderanno sempre come tecnologicamente inferiore. Ma si sa, il tempo passa e le nuove generazioni di consumatori crescono. Chi avrebbe mai pensato, prima che accadesse, di vedere il marchio Porsche su un SUV, ora anche turbodiesel?

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iPHONE: LE MIGLIORI APPLICAZIONI FOTOGRAFICHE

Posted on 3 ottobre 2010. Filed under: fotografia, informatica | Tag:, , , , , , |

Le applicazioni per iPhone sono centinaia di migliaia, se non milioni, per cui è impossibile conoscerle tutte. Perciò intitolare questo post Le migliori applicazioni fotografiche è probabilmente presuntuoso da parte mia, ma un titolo bisogna pur metterlo… E potete stare sicuri che questi programmi li ho provati tutti sul serio e risiedono stabilmente sul mio iPhone 3GS. Se qualcuno conosce qualche programma migliore (a suo parere) di quelli qui recensiti, può sempre inserire un commento, che pubblicherò più che volentieri

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Photogene – € 1,59 – La migliore applicazione di fotoritocco. Ci sono tutte le regolazioni classiche (colore, esposizione, contrasto, luminosità, ritaglio, rotazione, e chi più ne ha più ne metta) oltre ad una nutrita collezione di cornici e persino di fumetti da inserire all’interno delle immagini. Assolutamente da avere, un vero e proprio Photoshop in miniatura dentro il tuo iPhone!

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Fotokasten – Photofunia (entrambe gratuite) – Due applicazioni simili che consentono, con pochissima fatica, di effettuare simpatici fotomontaggi. D’effetto, anche se alla lunga possono stancare, ma i template sono tanti e vengono aggiornati spesso, e poi sono gratuite. Occhio che per funzionare hanno bisogno di una connessione internet attiva: in pratica le immagini vengono inviate ad un server, dove vengono elaborate e poi scaricate di nuovo. Il tutto funziona velocemente e senza intoppi.

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FX Photo Studio – € 0,79 – Molte meno regolazioni rispetto a Photogene, ma costa la metà ed ha un sacco di effetti preimpostati. Dopo aver selezionato o scattato la foto da elaborare, basta davvero il tocco di un dito per applicare l’effetto desiderato. Spesso i risultati sono sorprendenti! Va bene a chi vuole elaborare con facilità una foto senza perdersi tra tante regolazioni e infiniti comandi.

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Adobe Photoshop Express – gratis – E’ l’applicazione ufficiale di Adobe per l’iPhone e porta un nome veramente importante, quello di Photoshop! Naturalmente il paragone con il fratellone che gira sui PC e sui Mac è impietoso, però abbiamo tutte le regolazioni più importanti ed una serie (modesta) di effetti speciali. Questa applicazione è inferiore, sia pure di poco, a Photogene, però teniamo presente che non costa niente! Per cui è assolutamente da avere, inoltre sono sicuro che Adobe non cesserà di migliorarla sino a farla diventare la migliore.

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Hipstamatic – € 1,59 – Con questo programmino avete a disposizione una serie di macchine fotografiche economiche del passato, e di pellicole, per simularne il risultato tramite l’iPhone. Non solo: potete mischiare i singoli elementi per ottenere risultati in realtà impossibili, per esempio utilizzando l’ottica di una tal macchina, il flash di un’altra, e via discorrendo… Attenzione che per sbloccare alcune opzioni bisogna pagarle, quindi se volete Hipstamatic pienamente funzionale il costo d’acquisto è destinato a crescere. Tuttavia è un programma estremamente creativo che, a differenza degli altri, non serve a modificare fotografie già scattate, ma a scattarne di nuove.

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Polarize – gratis – Nostalgia della Polaroid e del look delle sue immagini a sviluppo istantaneo? Ecco la soluzione. Un programma semplice semplice, dal costo zero, che fa quel che dice. C’è anche un gruppo su Flickr per gli appassionati di questa applicazione.

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Color Splash – € 0,79 – Con questo programma potete ridurre una immagine in bianco e nero lasciando colorata solo una parte (per esempio un oggetto). E’ ben studiata e si riesce a fare il lavoretto con una certa facilità.

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Color Magic Deluxe – € 0,79 – Bella applicazione che trasforma ogni immagine in bianco e nero, sulla quale poi poter dipingere scegliendo colore, pennello, trasparenza, con infinite possibilità di regolazione. Molto creativa, è anche divertente. Per provarla si può scaricare una versione lite che ha funzionalità ridotte, ma non costa niente.

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Tiltshift generator – € 0,79 – Sapete cosa sono le ottiche decentrabili che si possono montare sulle reflex? Servono a correggere le distorsioni prospettiche nelle foto di architettura, per esempio; ma ad un livello puramente creativo si possono usare per ottenere immagini con i piani di fuoco totalmente falsati ed “impossibili”. Altro utilizzo è quello di far sembrare la ripresa di un panorama come se fosse la ripresa di un modellino in miniatura. Questo programma simula la presenza sul vostro iPhone di un’ottica decentrabile, oltre ad introdurre volutamente altri difetti tipo la vignettatura, ovvero l’oscuramento degli angoli. E’ uno dei programmi più creativi e le sue possibilità sono tutte da esplorare. Si trova anche in versione gratuita, privo di alcune feature.

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Picture Show – € 1,59 – Altro programma ben fatto, mix di template predefiniti e di regolazioni totalmente manuali. Offre molte possibilità creative ed inaspettate, da scoprire man mano che lo si usa.

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Symmetry – € 1,59 – Forse un po’ cara (anche se parliamo sempre di spicciolame!), questa applicazione assai semplice rende simmetriche le due metà di ogni immagine, facendo scorrere in verticale od in orizzontale il dito sullo schermo dell’iPhone. I risultati sono sorprendenti, soprattutto con i volti delle persone, provare per credere!

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Romantic Photo – € 1,59 – Una grande varietà di effetti “romantici” per trasformare una foto qualunque in un capolavoro pieno di suggestione! Non esageriamo… Ci sono un sacco di effetti predefiniti, all’occorrenza cumulabili tra loro, per dare un tocco di mistero e di fascino alle vostre immagini!

Per oggi basta così. Appena avrò tempo scriverò la recensione di altri tipi di programmi, per esempio quelli che io ho definito “grafici” ma che, spesso, sconfinano con quelli “fotografici”.

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L’IMMAGINE (TAROCCATA) E’ TUTTO

Posted on 18 settembre 2010. Filed under: fotografia, informatica, politica, società | Tag:, , , |

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La foto a lato con evidenziato il taroccamento, l’ho presa dal sito del Corriere della Sera. Giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare.

Viviamo in un epoca in cui l’immagine è tutto. Un’immagine al posto giusto, scattata nel momento giusto, vale più di mille parole. Ci sono un sacco di popstar la cui musica non vale niente e che vendono grazie alla loro immagine. Si esiste solo se si appare in tv, altrimenti è come essere morti. Apparire è tutto, il vecchio proverbio L’abito non fa il monaco è stato smentito dai tempi moderni, refrattari all’introspezione ed all’indagine intima delle cose, ma facilmente impressionabili dai lustrini & cotillons dei giorni nostri. Peccato che qualche volta il taroccamento non riesce e l’effetto che si ottiene è contrario a quello che si voleva ottenere: per chi non l’avesse capito, siamo sul piano dello sputtanamento puro. Circa un annetto fa il governo iraniano aveva ritoccato una foto in cui si vedevano partire simultaneamente quattro o cinque missili: peccato che almeno un paio delle rampe di lancio erano state “clonate”, vale a dire erano l’esatta copia delle altre presenti nello stesso fotogramma, fumo compreso. Chi conosce Photoshop, anche un pochino, mi capisce al volo.

Questa volta è toccato al Presidente egiziano Mubarak ad essere colto con le mani nel vasetto della marmellata: un quotidiano filogovernativo fin troppo ossequioso ha pensato bene di conferirgli quel carisma che probabilmente non ha. Ecco così che viene pubblicata una foto scattata in occasione dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi, che ritrae Mubarak insieme ad altri capi di stato, tra cui spicca Obama, in cui il nostro eroe sta avanti a tutti e sembra essere davvero un leader, colui che traina tutto il gruppo. Peccato che, nella foto vera, Mubarak stia invece defilato, ultimo e di lato, sembrando proprio l’ultima ruota del carro.  Se si confrontano attentamente le due immagini, si vede come la figura di Mubarak sia stata ritagliata e ribaltata orizzontalmente, poi incollata avanti a tutti; successivamente è stato ricostruito il tappeto rosso e lo sfondo, et voilà, l’omaggio al potere è bello e pronto. Così i sudditi-lettori avranno la sensazione che il loro capo non è uno stronzo qualunque, ma uno che, quando cammina, trascina persino il presidente degli Stati Uniti.

A divulgare il banale taroccamento è stato un blogger, presumo egiziano: WaElk. Andateci e, mi raccomando, leggete attentamente, è tutto molto chiaro…

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SAMSUNG U20 – LACIE LACINEMA MINI HD CONNECT (recensione)

Posted on 4 settembre 2010. Filed under: fotografia, informatica | Tag:, , , , , , , , , , |

La mini-camera oggetto della recensione

  

Non sono un vero e proprio appassionato di riprese video per cui questa estate, volendo comunque effettuare qualche ripresa per ricordo e disponendo a casa di un televisore full HD, ho deciso di acquistare una mini videocamera e dopo aver preso in rassegna cosa offriva il mercato mi sono orientato sulla Samsung U20, “top di gamma” di una triade di modelli simili composti anche dalla U10 e dalla U15. Come vedete dalla foto, quella da me acquistata è nera, ma esistono anche di colori più sgargianti, come potete vedere sul sito ufficiale cui vi rimando per una panoramica più completa delle caratteristiche tecniche. In questo articoletto voglio solamente condividere le mie impressioni d’uso.  

A farmi propendere per questa Samsung anziché per apparecchi concorrenti di altri produttori, è stata la capacità di riprendere ad una risoluzione di 1080 progressivo, l’audio stereo e, soprattutto da buon appassionato di fotografia, la presenza di uno zoom ottico 3x. Il tutto in un corpo molto compatto della grandezza di un cellulare molto piccolo, che mi accingo a descrivere. Di fronte abbiamo, poco sporgente, solamente il reparto ottico circondato, ai lati, dai due microfoni per l’audio stereo. Nienete altro, a parte i soliti adesivi colorati e le solite scritte. Il retro invece è dominato dal display, di qualità media ed al tatto piuttosto plasticoso, di dimensioni piccole, ma sarebbe stato impossibile fare di più visto che occupa in larghezza tutto lo spazio disponibile. Subito sotto il display troviamo tre pulsanti che, da sinistra a destra, servono per: iniziare o terminare una ripresa video; azionare lo zoom; scattare una fotografia. Dico subito che l’aspetto fotografico non mi interessa perniente, in un apparecchio simile, che tuttavia dovrebbe essere in grado di scattare foto di circa 10 megapixel (ritengo però interpolati, perché il sensore è un CMOS da 7,8 megapixel). Per scattare fotografie uso ben altro e non ne ho scattata, con la Samsung, neanche una, per cui sull’argomento glisso elegantemente.  

Sotto troviamo altri bottoni su cui il nostro pollice si troverà a meraviglia: uno serve a commutare tra ripresa e riproduzione dei nostri capolavori; un altro attiva il menù; praticamente in mezzo a questi due ci sono cinque pulsanti a croce che servono, in modo piuttosto intuitivo, a spostarsi tra le voci del menù ed effettuare la selezione della voce prescelta (il tasto OK centrale). Le voci non sono molte e nessuna rappresenta particolare interesse: si può naturalmente scegliere la risoluzione del video e delle eventuali foto, se il software incorporato deve attivarsi o no, se lo zoom durante il funzionamento deve o meno azzerare l’audio (suggerisco di no, perché l’audio che si interrompe improvvisamente durante una zoomata non è una bella cosa e per contro il rumore dello zoom è ridottissimo, normalmente non si sente proprio), ed altre piccolezze. Ah sì, esiste anche una funzione di scatto ad intervalli per riprendere, ad esempio, lo sbocciare di un fiore, oppure il movimento delle nuvole. Interessante, ma non ho ancora provato questa funzione, che richiede ovviamente l’uso di un cavalletto, il cui attacco si trova sul fondo della minicamera, accanto allo sportellino che chiude il comparto della batteria (naturalmente al litio) e della memoria Secure Digital. La batteria è quindi facilmente intercambiabile mentre, per quanto riguarda la memoria, se si vuole riprendere ad alta definizione è bene acquistarne una veloce. Io ho optato per una SanDisk Extreme III, 30 MB/s da 8 GB, che permette una registrazione di quasi un’ora al massimo della definizione, corrispondente all’autonomia media della batteria al pieno della carica.  

Nel lato sinistro trovano posto due scomparti, uno contenente una presa USB estraibile per l’immediato collegamento ad un PC, l’altro invece le uscite video HDMI, AV e l’attacco per il caricabatterie (per la cronaca, la ricarica viene effettuata anche quando l’apparecchio è collegato tramite USB ad un PC).  

Nel lato destro c’è il pulsantino per l’accensione/spegnimento e, subito sotto, un bottone dalla duplice funzione: se azionato in fase di ripresa attiva la funzione SMART per cui l’apparecchietto tenta di riconoscere la scena ripresa e di autoregolarsi di conseguenza (riconoscimento facciale, panorami, macro, eccetera: una piccola icona sul display illustrerà la scelta fatta). Se invece azionato in fase di riproduzione, semplifica l’invio sul web dei filmati (per esempio, se vogliamo che il nostro capolavoro finisca su YouTube).  

Come accennato, la minicamera ha un software incorporato, IntelliStudio, compatibile con Windows anche a 64 bit (chi ha un Mac deve ricorrere a programmi di terze parti) che si attiva automaticamente non appena la colleghiamo ad un PC tramite USB, sempre che l’apposita opzione sia stata attivata nei menù. Ancora non l’ho provato a fondo ma, pur senza essere nulla di speciale, è abbastanza versatile consentendo alcune elaborazioni (sempre che non si abbiano pretese superiori, fuori luogo visto il tipo di hardware di cui stiamo parlando) e permette un facile scaricamento delle singole riprese. Può anche essere copiato su PC, in modo da avere una maggiore velocità di elaborazione; in tal caso si aggiornerà automaticamente alla versione più recente, per cui consiglio di effettuare questa operazione. Il fatto che una copia rimanga sempre pronta nella videocamera è comunque utilissimo, qualora dovessimo trovarci ad usare un PC non nostro, per esempio in vacanza.  

La minicamera è leggerissima ed il corpo è leggermente convesso in avanti, il che facilità una corretta impugnatura. Tanta leggerezza è un piacere, ma rende difficile effettuare riprese stabilissime, per le quali sarebbe stata utile una forma di stabilizzazione, assente. Lo zoom in modalità video ha una modalità definita “intelligente” per cui mischia l’ingrandimento ottico a quello digitale: il risultato è ottimo (i tanti pixel aiutano in questo) a livello di dettaglio, mentre il tremolio come è ovvio aumenta in posizione tele ed anche la luminosità dell’obiettivo, già non eccezionale in partenza (f. 3,5) diminuisce sensibilmente, per cui tranne i casi in cui è assolutamente necessario io ne sconsiglierei l’utilizzo alla focale più lunga.  

La qualità di immagine è eccellente se la luce è sufficiente. Ho fatto riprese in spiaggia veramente spettacolari per nitidezza, colori e dettaglio. Lo stesso dicasi anche all’imbrunire, nel centro storico della mia città di vacanza. Quando invece la luce è scarsa, si riesce a riprendere ugualmente, ma il rumore emerge come una specie di pattern in filigrana all’immagine, ma credo sia inevitabile in presenza di un sensore così piccolo, analogamente a quanto avviene in fotografia digitale. Naturalmente questi difetti sono pienamente avvertibili su un televisore full HD, soprattutto se si guarda lo schermo abbastanza da vicino, mentre lo sono molto meno se vediamo i video su uno schermo più piccolo. Anche la messa a fuoco automatica presenta, in caso di luce molto scarsa, qualche incertezza, nel senso che il fuoco corretto non è sempre istantaneo (anche se viene quasi sempre raggiunto).  

Per concludere, la Samsung U20 è un ottimo blocnotes ad alta definizione, purché non si abbiano pretese superiori per le quali sarà opportuno dirottarsi verso telecamere di classe più elevata, e notevolmente più costose. Quando la luce è alomeno discreta, le riprese sono belle e sembra quasi incredibile che un oggettino così piccolo possa partorire fotogrammi così grossi.  

I file hanno estensione MP4 ed il formato video è l’ H.264, mentre quello audio è l’AAC stereo. A proposito, la registrazione del sonoro è veramente di ottima qualità. Ho cercato quindi un apparecchio compatibile che mi permettesse di vedere questi “filmini” sul televisore, nel modo più comodo possibile. Alla fine la mia scelta è caduta sul LACIE LaCinema Mini HD Connect, perché le specifiche tecniche sembravano combaciare perfettamente con quelle della U20.  

Il LaCie è un piccolo parallelepipedo che può interfacciarsi, oltre che ad un televisore tramite il cavo HDMI, anche alla rete domestica ma soprattutto a qualsiasi supporto di memoria, tramite alcune prese USB (di cui una è comodamente posta davanti). Quando lo accendiamo tramite il telecomando in dotazione, un gradevole lucina blu si riflette sulla superificie su cui è appoggiato. Il LaCie non ha quindi una sua memoria interna, ma funziona egregiamente  con le chiavette USB ed anche con i dischi rigidi esterni come, per esempio, quello che sto usando io (un Passport Western Digital da 500 GB che non ha bisogno di alimentazione esterna). Bene, possiamo farcire i 500 GB con le nostre riprese e, quando il disco sarà pieno, non dovremo fare altro che comprarne un altro, oppure liberare spazio archiviando su PC qualche file (facciamo sempre una copia di sicurezza dei ricordi più cari!).  

Il LaCie riproduce perfettamente le sequenze riprese con la Samsung, e sono veramente soddisfatto dell’accoppiata. I menù ed il sistema di navigazione tra le cartelle non hanno nulla di spettacolare, ma sono funzionali e funzionano senza incertezze. Selezionato un file, ne vediamo velocemente una anteprima. Oltre che i video, possiamo anche visualizzare fotografie in formato JPEG e sentire gli MP3.  

Il settaggio relativo all’uscita video di default è su AUTO ed in questa configurazione potevo vedere, sul lato sinistro del televisore, una riga verde. Modificata l’impostazione in 1080P, il difetto è sparito ed ora la visione è, con mia grande soddisfazione, perfetta.  

Sono molti i formati ed i codec video supportati; vi consiglio però di fare molta attenzione perché è una vera babele ed è necessario leggere attentamente le specifiche, prima di procedere all’acquisto. Tanto per fare un esempio, alcuni video 640×480 ripresi con una compattina Canon vengono riprodotti ma l’audio non si sente; nessun problema con i video fatti con l’iPhone 3GS. Per me non è un problema perché un televisore full HD non è certo l’ideale per video a così bassa definizione, ma comunque testimonia di come sia necessario fare attenzione.  

Nessun problema, con nessun formato, per la visione su PC (Windows 7 – 64 bit, ultima versione di Windows Media Player, oppure tramite il player del software fornito con la videocamera).

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