“REGOLAMENTARE IL WEB”: QUANDO IL RIMEDIO E’ PEGGIO DEL MALE

Posted on 4 maggio 2013. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Ci risiamo! Gli aspiranti censori che vivacchiano nel nostro Paese hanno ripreso fiato e affermano ai quattro venti che è necessario “regolamentare il web”.

Già l’espressione “regolamentare il web” la dice lunga: per questi personaggi, probabilmente, internet è solo il web, facebook e poco altro. Ah sì, è anche un posto orribile dove si insulta la gente e si rubano le canzoni.

Poveri noi… adesso dobbiamo sorbirci anche i “dolori” della Presidente della Camera, Laura Boldrini, che afferma di aver ricevuto minacce, insulti, eccetera eccetera. Per cui, ovvio, bisogna impedire che ciò accada di nuovo. Vigilare, reprimere, in una parola “censurare”.

Perché l’idea che le leggi ci siano già, non sfiora queste menti eccelse. E’ dai tempi di “arbitro cornuto”, epiteto ormai entrato a far parte della storia, insulto che oggi come oggi può far solo sorridere, che si sbeffeggiano i potenti, che si “esorcizzano”. Si può aggiungere la frase “piove governo ladro” per passare a locuzioni ancor più ingiuriose e in certi casi veramente rivoltanti. Come quando, per restare in tema calcistico, si leggono negli stadi striscioni che inneggiano alle tragedie altrui: Superga, l’Heysel… è vero, c’è in giro gente balorda, o cattiva. Spesso il pessimo gusto di certi sfottò lascia basiti. Possibile, ci sarebbe da domandarsi, che in giro ci sia gente così becera, ma anche così cretina?

Infatti il problema non è la lamentela della Presidente Boldrini, sono tutti coloro che ne prendono spunto per invocare leggi speciali per il web. Che non servono, perché ha ragione Grillo: esiste un codice penale, esistono  i reati, e se un reato viene commesso tramite internet si fanno le indagini, si trova il colpevole e lo si punisce. Stop. Invece no, si vorrebbe “prevenire”, ma “prevenire” è una foglia di fico sotto cui si nasconde la vergogna della censura.

Internet, in modo semplicistico individuato come “il web”, quando suscita le lamentele di qualche personaggio “importante” che si sente preso di mira, altro non è se non un Pasquino moderno. Un Pasquino elettronico. Da Wikipedia:

Pasquino è la più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo. Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l’avversione alla corruzione ed all’arroganza dei suoi rappresentanti.

In Italia abbiamo vissuto gli anni di piombo. C’è gente che è stata uccisa, gambizzata… Francamente, se confrontiamo ciò con quanto può essere capitato alla Presidente Boldrini (non conosco i dettagli), credo che possiamo ricondurre i fatti di cui stiamo parlando al loro reale ordine di grandezza. Né mi sembra che il fenomeno si possa additare come esempio di un pensiero sessista generalizzato: nei confronti di soggetti maschi (perlopiù politici, ma anche sportivi, attori, cantanti e/o semplici frequentatori di newsgroup o di forum) ho letto cose davvero terrificanti.

Naturalmente non voglio sminuire la gravità di nulla, né sostenere che gli auspici per un mondo migliore (anche virtuale) siano inutili: però sostengo che è meglio un po’ più di libertà anche a scapito del politically correct, piuttosto che il contrario.

Ve l’immaginate se, ai tempi di Pasquino, avessero pensato di “regolamentare” le statue?

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