CALIBRE: UN PROGRAMMA PER GESTIRE LA PROPRIA BIBLIOTECA VIRTUALE

Posted on 15 dicembre 2012. Filed under: informatica, letteratura | Tag:, , , , , , , , , , , |

Premessa. Purtroppo il mercato dei libri digitali è infestato dai DRM. I DRM (Digital Right Management) sono veri e propri lucchetti, contenuti nei file, che impediscono al legittimo acquirente di godere appieno della proprietà del file e di farne quel che vuole. La (triste) storia ricorda quello che è avvenuto agli albori del mercato digitale della musica. Poiché il celeberrimo formato MP3 non era predisposto per il DRM, all’inizio tutti i negozi on line hanno cercato di porre rimedio (si fa per dire) a questo gravissimo problema (sempre per dire) e c’è stata un’esplosione di formati e lucchetti. Formati fantasiosi, che in certi casi costringevano l’utente ad usare un lettore musicale proprietario, o gli impedivano di spostare il file da un dispositivo ad un altro, oppure ancora gli consentivano di masterizzare solo una o due copie su CD… Insomma, un incredibile guazzabuglio. Volete mettere com’era più comodo scaricare un bel MP3 pirata? Nessun problema. Finché i discografici e i venditori hanno capito che si trattava di una politica sbagliata ed oggi tutta la musica che viene venduta è priva di DRM. I file musicali si possono convertire facilmente da un formato all’altro, si possono riprodurre praticamente ovunque e si possono memorizzare, copia e spostare come si vuole. Ed il mercato è sbocciato.

Facendo un parallelo, l’editoria digitale ha gli stessi mal di pancia che aveva in origine quella musicale. Tanta è la paura che vengano piratate quelle due o tre copie vendute (in Italia l’incidenza dei libri digitali sul totale è ridicola, circa l’1%) che tra editori e venditori è tutto un tripudio di DRM. Lungi dall’allargare il mercato, questa situazione crea notevole sbattimento nell’acquirente di ebook: se compro da Amazon posso leggere solo con il Kindle; se compro un ePub, il Kindle al contrario non lo legge; eccetera. La mia previsione è che presto o tardi accadrà ciò che è accaduto in ambito musicale, ossia che i DRM verranno buttati alle ortiche e in cambio si aumenterà di qualcosa (50 centesimi?) il costo di ogni ebook. Ma attualmente le cose stanno così, per cui ecco un breve elenco dei formati esistenti:

  • ePub, il più diffuso in Italia (a parte Amazon). Può essere privo di DRM ma di solito contiene un DRM sviluppato da Adobe e per poterli leggere e gestire con un PC, occorre un software specifico, Adobe Digital Edition (gratuito).
  • Mobi. Adottato da Amazon, privo di DRM.
  • AZW: è in sostanza il formato Mobi con in più un DRM sviluppato da Amazon per la protezione dei propri ebook. Per poterli leggere e gestire con un PC occorre il software Kindle (gratuito).
  • Ci sono poi alcuni formati minori sviluppati da Sony e da altri che non vale la pena di menzionare.

Perché questi formati? Perché sono “liquidi”… cioè il testo è in grado di riformattarsi automaticamente in base alle dimensioni dello schermo e delle preferenze di lettura dell’utente (tipo e dimensione del carattere). Per questo motivo i formati più tradizionali (pdf, doc e compagnia bella) non sono adatti. Il loro utilizzo su un lettore di ebook rende l’esperienza di lettura penosa.

Alcuni negozi on line, per ovviare alla triste situazione per cui l’acquirente di un ebook non ne è veramente proprietario, mettono gratuitamente a disposizione uno spazio cloud in cui vengono automaticamente salvati tutti i libri acquistati (per esempio Amazon). E’ una gran cosa: in caso di guasti, non perdiamo i nostri acquisti che potremo scaricare di nuovo senza doverli pagare due volte (o tre, o quattro…). Il tutto funzionerà finché esisterà il venditore e finché non cambierà qualcosa nella politica di vendita. In certi casi (è già successo) potrà persino accadere che venga cancellato dal venditore un ebook ovunque memorizzato (PC, cloud, lettore di ebook).

Insomma, nessuno vorrebbe farci fare la cosa più ovvia: gestirci in tranquillità la nostra biblioteca digitale, farne una copia di sicurezza, usare un solo software, un solo servizio cloud, usare il dispositivo di lettura che più ci aggrada.

calibre-screenCalibre è un software open source che ci consente di fare tutto ciò che non vorrebbero farci fare, ovvero usare un solo programma, gestire tutti i formati, convertirli da un formato ad un altro per poterne usufruire su dispositivi diversi e persino, pensate un po’, se opportunamente configurato, depurare i nostri ebook (regolarmente acquistati, lo sottolineo) dai famigerati DRM.

In quanto open source, Calibre è gratuito ed esiste in versione adatta per ogni sistema operativo degno di questo nome: Windows (di recente è stata rilasciata una versione a 64 bit), Mac e Linus. La lingua italiana è supportata. La prima cosa da fare, ovviamente, è di scaricare ed installare il programma. Al primo avvio, Calibre ci chiederà in quale cartella del nostro computer creare la “biblioteca” e di indicare quale è il nostro lettore di ebook (per poter fare, all’occorrenza, le necessarie conversioni di formato). Calibre ha anche un lettore incorporato che supporta tutti i formati. Attenzione: per poter funzionare al 100% delle sue possibilità, è necessario che sul PC (o sul Mac) siano presenti i programmi ufficiali, quindi Adobe Digital Edition per gli epub protetti, e Kindle per i libri acquistati su Amazon. Un controllo semplice consiste, prima di installare Calibre, di verificare se siete in grado di leggere sul PC o sul Mac o sul PC Linux gli ebook che volete gestire con Calibre. Qualora non sia possibile, bisogna installare e configurare i programmi citati in precedenza.

A questo punto, se vogliamo riacquistare i nostri pieni diritti sugli ebook acquistati al solo fine di poterne godere in assoluta libertà, occorre installare dei plugin non ufficiali che ci consentiranno di eliminare i DRM da ogni ebook importato. Proprio così: basterà importare qualsiasi ebook nella “biblioteca” e verrà automaticamente sprotetto. Basterà poi inviare il file così sprotetto ad un diverso dispositivo, e l’ebook verrà automaticamente convertito nel formato giusto. Comodo, no?

QUI (purtroppo in inglese) ci sono le istruzioni per aggiungere questa possibilità a Calibre, mentre QUI c’è il link aggiornato per scaricare l’ultima versione dei plugin. La loro installazione in Calibre non presenta alcuna difficoltà; basta seguire attentamente le istruzioni.

Calibre funziona in modo preciso e sicuro. Quando on line c’è una versione aggiornata, Calibre ci avverte consentendoci di fare l’upgrade senza perdere le impostazioni precedenti. La qualità di conversione da un formato all’altro è soddisfacente, anche se non sempre perfetta. Dipende molto dal formato di origine e da quello di destinazione: alcune conversioni sono oggettivamente molto difficili (per esempio da pdf a epub). Esiste la possibilità di affinare a mano la qualità della conversione.

Io ho installato Calibre su un PC con Windows 8, su un Mac con OSX Mountain Lion e su un PC con Linux Mint Debian.

La biblioteca è in una cartella Skydrive (legata all’omonimo servizio cloud di Microsoft) per cui è automaticamente aggiornata tra PC e Mac ed inoltre è al riparo da guasti hardware locali. Purtroppo non mi sembra esista la possibilità di usare Skydrive su Linux, se non collegandosi via web, per cui con tale sistema operativo non c’è la possibilità di sincronizzazione automatica. Ma basterebbe usare un servizio differente come, per esempio, l’ottimo DropBox.

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