WINDOWS 8 PRO, IN VERSIONE DEFINITIVA!

Posted on 1 novembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , |

Io per definizione voglio sempre installata l’ultima versione del sistema operativo e ciò a prescindere se sia migliore o peggiore della precedente. Mi comporto così perché, al contrario di altri, amo le novità e non ho paura a misurarmi con esse che, anzi, mi galvanizzano. Quindi, non appena disponibile al pubblico Windows 8, ne ho acquistata una licenza approfittando della sensazionale offerta on line, valida dal 26 ottobre 2012 al 31 gennaio 2013, che ne consente il download (parliamo di Windows 8 Pro) al convenientissimo prezzo di Euro 29,99. In precedenza ho avuto modo di familiarizzare con le due versioni gratuite di prova che sono state rilasciate da Microsoft: la consumer preview e la release preview. Dico subito una cosa: quando ho installato la prima preview, ancora piuttosto grezza, Windows 8 mi ha disgustato. Sono sincero. Con la release preview, molto più rifinita, un pochettino ho cambiato idea, forse perché mi ero nel frattempo abituato al cambiamento più grosso, il menù start a piastrelle. Ora che sto usando la release definitiva, debbo dire che Windows 8 non mi dispiace affatto, anzi mi piace, al punto che ho abbandonato del tutto l’intenzione di dotarlo del famoso menù start tradizionale (che non è mai stato così famoso come da quando non c’è più!) ripristinabile grazie a software di terze parti.

Cominciamo proprio da qui: il menù start che non c’è più. Per quanto a prima vista possa sembrare traumatico Smile with tongue out … in realtà è più esatto dire che ha cambiato forma. Il nuovo menù start ora è un mondo a parte, a schermo pieno, coloratissimo ed animato, piastrellato, che può piacere o non piacere ma presenta comunque dei vantaggi. La prima cosa che ho apprezzato, è la facilità con cui i programmi (o dovrebbero ormai chiamarsi app?) possono essere raggruppati e tenuti in ordine. Col vecchio menù start, se spostavi il collegamento ad un programma dopo che era stato installato, e poi disinstallavi il programma stesso, ti ritrovavi con un link “orfano” perché il software di disinstallazione non trovava più il collegamento lì dove ricordava di averlo messo. Ora ciò non succede più: puoi spostare una piastrella, o persino eliminarla dal menù start se dà fastidio, ma non perderà mai il legame con il software che rappresenta. Il vecchio menù start con il tempo si riempiva di un sacco di roba che era faticoso e dispendioso eliminare a mano: ora è facilissimo. Basta fare clic col tasto destro (oppure, se si ha un’interfaccia touch, lo stesso risultato credo si possa ottenere con un tap prolungato… non lo so perché non ho un’interfaccia touch) e si può rendere invisibile l’elemento indesiderato, che sarà in caso di ripensamenti sempre rintracciabile nella schermata tutti i programmi. Con lo stesso meccanismo possiamo renderlo nuovamente visibile oppure posizionarlo sulla barra delle applicazioni del desktop.

Scaricamento ed installazione: non presentano alcuna difficoltà. Prima di consentire lo scaricamento vero e proprio, la procedura lancia automaticamente un applicativo che verifica, in modo che mi è sembrato piuttosto accurato, l’hardware ed il software presenti sul pc per valutarne la compatibilità con il nuovo sistema operativo. Io avevo intenzione di fare un’installazione “pulita”, come ho sempre fatto, ma non è stato possibile evitare questo controllo nel mio caso abbastanza inutile. Al termine, comunque, è stata riscontrata una compatibilità quasi assoluta dei miei numerosissimi programmi, tranne che per Perfect Disk, l’utility di deframmentazione, e altre due-tre  cose di poco conto che neanche ricordo. Alla fine, lo preciso perché ho visto che in rete parecchi si pongono questa domanda, l’installazione non parte automaticamente ma si può scegliere di creare un’immagine ISO e masterizzarla su un DVD (ciò che ho fatto io) oppure si può creare una chiavetta USB avviabile. Infine, preciso anche ciò, nonostante la versione Windows Pro scaricabile sia un aggiornamento (presuppone che sul sistema sia installato Wiondows 7, Vista oppure XP SP 3) è possibile fare un’installazione pulita su un’altra partizione. Quest’ultima è stata la mia scelta finale ed ho installato Windows 8 Pro in un SSD Samsung da 128 GB acquistato per l’occasione.

L’installazione vera e propria è veloce. Non ho cronometrato, ma mi è sembrata rapidissima. Il mio sistema è un non più nuovissimo PC con 8 GB di RAM, processore i7 860, due dischi fake raid in stripe per un totale di due TB di supporto magnetico tradizionale, ed il nuovo Samsung SSD da 128 GB (SATA 2). Al termine dell’installazione, compresi i software più importanti (il nuovo Office 2013 in prova gratuita, Photoshop, Canon DPP, Writer per aggiornare il blog, Live Mail, VueScan per lo scanner, Calibre per gli ebook e poca altra roba) risultano liberi 78,8 GB. Dimenticavo: giusto per completezza, ad una presa SATA esterna ho un disco da 1 TB con Linux Mint Debian.

Avvio: Windows 8 si avvia molto velocemente, merito del SSD ma anche del fatto che di default è attivata l’opzione avvio rapido che in realtà, a quanto pare, è una sorta di ibernazione ottimizzata. Praticamente al momento dello spegnimento Windows memorizza tutto il contenuto della memoria (o buona parte) in un file che all’accensione ricarica in memoria. Se l’operatore dispone un riavvio, lo spegnimento e la successiva ripartenza (lo so, non stiamo parlando di calcio Smile) vengono effettuati con la modalità tradizionale, e sarà possibile apprezzare il sensibile risparmio di tempo consentito dalla nuova modalità.

Ottimizzazione del sistema: questo discorso è legato all’utilizzo, nel mio caso, di un’unità a stato solido (SSD). Si tratta di un Samsung 830. Ho letto un sacco di informazioni in rete sulla necessità di adottare settaggi particolari, ma la buona novella è che Windows 8 rileva automaticamente la presenza di un SSD e si adegua, nel senso che, tanto per fare un esempio, il software di deframmentazione integrato adotterà gli accorgimenti necessari senza bisogno di fare niente. Nel caso di un SSD la deframmentazione è inutile, anzi dannosa, ed infatti Windows 8 si limiterà ad ottimizzare il disco SSD tramite i comandi TRIM, per cui non è necessario (anzi è controproducente) disabilitare questa funzione. Ugualmente, non è da disabilitare l’opzione Superfetch (che ottimizza l’avvio), perché Windows 8 ci penserà da sé a non utilizzarla. Ugualmente, sembra non sia utile disabilitare l’indicizzazione automatica del contenuto.

Un discorso a parte merita la memoria virtuale, ovvero il file di paging. Molti consigliano di disabilitarlo sull’unità SSD. Con molta RAM si può anche disabilitare, perché inutile. Io ho notato che Windows 8 ne utilizza uno da 4 GB sul SSD ed ho deciso, almeno per ora, di lasciare l’impostazione automatica.

Invece è importante non riempire l’SSD perché il disco, per motivi che non sto qui a spiegare, diventa meno efficiente man mano che lo spazio libero diminuisce. E’ importante quindi disabilitare o ridurre al massimo l’utility di ripristino di sistema (tanto più che Windows 8 ha una funzionalità di refresh che con un clic riporta tutto allo stato iniziale) e spostare le cartelle che conterranno i documenti personali di ogni utente, in primis le cartelle che fanno parte delle raccolte. Cosa che si può fare facilmente scorrendo il file system: Disco di sistema –> utenti –> nome utente e da qui fare clic col tasto destro sulle cartelle di sistema che si vogliono spostare, tipicamente le quattro immagini – musica – documenti – video ma anche downloads ed anche la cache di Internet Explorer. Nella finestra che si aprirà selezionare la tab percorso ed indicare la nuova posizione della cartella. La vecchia verrà spostata con tutto il suo contenuto. Naturalmente il consiglio è di spostare queste cartelle su un hard disk a tecnologia tradizionale. Il medesimo ragionamento andrà fatto per eventuali altri software che potrebbero ingigantirsi all’interno del SSD.

Il nuovo ambiente di lavoro. Per chiarirsi un po’ le idee e per orientarsi, bisogna ragionare in un certo modo. In Windows 8 sono evidenti le due interfacce: quella tradizionale di Seven e quella nuova (che non si chiama più metro credo per motivi di copyright). Sono a tutti gli effetti due ambienti distinti, uniti dalla schermata start. Sembrano quasi due sistemi operativi differenti. Oppure, se preferiamo, possiamo considerare il desktop un’applicazione come le altre che può essere lanciata da start. E’ importante capire la differenza tra i due ambienti, sostanziale oltre che estetica. Prendiamo per esempio l’applicazione SkyDrive che consente di usufruire dello spazio cloud gratuito di 7 GB (io ne ho 25 in qualità di vecchio utente… Winking smile). Potremmo trovarci con due app distinte: quella desktop e quella ex metro. Perché? Perché quella ex metro sarà studiata per la nuova interfaccia, e poiché la nuova interfaccia è destinata soprattutto ai dispositivi mobili, soffrirà di limiti precisi: non farà riferimento ad una cartella nel PC per la sincronizzazione automatica, per esempio, ma consentirà solamente la visualizzazione e la gestione del contenuto on line. Installando la versione desktop invece avremo la funzionalità completa.

Sostanzialmente le app che girano sotto la nuova veste grafica (e che sono state notevolmente migliorate rispetto alle prime versioni che si erano viste) richiedono in ambiente desktop un clic con il tasto destro del mouse per far apparire una o due barre, di generose dimensioni, contenenti i comandi e le opzioni.

Nella schermata start, basta iniziare a digitare qualcosa per vedere subito un elenco di applicazioni filtrate in base al testo che abbiamo digitato. Oppure possiamo fare clic col tasto destro in un punto vuoto per far apparire un pulsante tutte le applicazioni (autoesplicativo).

I quattro angoli. Le due interfacce hanno una cosa in comune: i quattro angoli dello schermo, che possiamo considerare alla stregua di quattro pulsanti invisibili.

Se spostiamo il mouse in quello in basso a sinistra, vedremo visualizzata una miniatura dello schermo start oppure, se già siamo nella schermata start, se in precedenza è stato aperto vedremo il desktop, per passare rapidamente dall’uno all’altro. Il passaggio è velocissimo. Se scorriamo lungo il lato sinistro dello schermo, e ciò vale anche partendo dall’angolo sinistro in alto, troviamo in fila tutte le applicazioni aperte tranne quelle aperte sul desktop. Al loro posto, troveremo il desktop stesso. In Windows 8 non è necessario chiudere manualmente i programmi aperti, ci penserà il sistema a chiudere quelli aperti da più lungo tempo qualora sia necessario farlo. Tuttavia possiamo sempre agganciare un’app dal bordo superiore e trascinarla verso il basso sino a farla scomparire (compreso il desktop: per farlo è necessario tuttavia ridurre eventuali finestre a tutto schermo).

L’angolo in basso a sinistra, se clicchiamo con il tasto destro, fa apparire un menù rapido di impostazioni avanzate, tra cui il pannello di controllo, la gestione dispositivi, la gestione attività e la gestione disco.

Gli angoli a destra, sia quello alto sia quello basso, fanno apparire una barra che è sempre uguale (contestualmente appare anche un riquadro con ora, data e stato della connessione di rete) con cinque pulsanti: impostazioni, dispositivi, l’onnipresente start, condivisione e ricerca.

Il desktop. A questo punto si potrebbe pensare che il desktop tradizionale, fondamentale per utilizzare i software migliori e più complessi, sia stato trascurato: degradato al ruolo di semplice app, sparito il pulsante start… Sbagliato, l’ambiente desktop a mio modo di vedere presenta dei notevoli miglioramenti.

La prima cosa che mi viene in mente sono le… finestre. Mi piace tantissimo il nuovo ribbon, per altro riducibile con un clic se non serve, ed altamente personalizzabile, che consente con facilità di selezionare o deselezionare tutte quelle opzioni che prima erano celate da qualche altra parte. Così come mi piace la possibilità di vedere in tempo reale la velocità di transito dei dati quando si copiano file. E vogliamo mettere il nuovo task manager (gestione attività) con quello vecchio? Provare per credere. Tutto il resto funziona esattamente come siamo abituati con Windows 7, a parte le trasparenze di colore che sono state abolite. Rimane traslucida solo la barra delle applicazioni.

Cronologia file. Il vecchio backup funziona sempre, tranquilli. Tuttavia la nuova modalità di Windows 8 è racchiusa nei termini cronologia file e dovrebbe consistere nella sistematica copia delle cartelle selezionate dall’utente in un’altra unità (preferibilmente esterna). Non ho ancora utilizzato questa funzionalità. Sono in attesa di un hd esterno da 2 TB (la stessa dimensione del sistema raid che ho nel pc) per indicarlo come unità di backup e quindi attivare questa funzionalità che dovrebbe essere simile alla analoga feature sui sistemi MacOS.

Antivirus. E’ incorporato nel sistema ed in sostanza è il famoso (o famigerato, dipende dai punti di vista) Microsoft Security Essential che ora ha preso il nome di Windows Defender (ed ha preso il posto dell’omonimo programma di Windows 7). Naturalmente è possibile installare un antivirus a piacere, nel qual caso credo che Defender si disattivi da solo ed in modo automatico. Non sono sicuro perché per ora ho lasciato l’antivirus di default. In Windows 7 era necessario disattivare il vecchio Defender manualmente (come è noto, è meglio non avere due antivirus/antispyware in esecuzione contemporanea).

Conclusioni. Windows 8, pur con tutte le cautele del caso poiché lo sto veramente utilizzando in versione definitiva solo da pochi giorni, è veloce, leggero, reattivo, stabile come Seven. Devo ammettere, nonostante la cattiva impressione iniziale che ebbi con la consumer preview, che lo sto usando con soddisfazione. Le app “piastrellose” sono notevolmente migliorate ed ora le trovo gradevoli (quelle poche che ho). Tra i difetti trovo un’eccessiva commistione tra le due realtà, il desktop e quella a piastrelle: stai sul desktop, fai partire un video e quello si visualizza con l’app piastrellosa, con i pulsanti grossi come una casa adatti al mio pollice a non al puntatore del mouse! Ovviamente si tratta di settare tutto nel modo giusto, farlo è facilissimo, però la scelta di default mi sembra discutibile. Se l’utente preferisce passare la maggior parte del tempo sul desktop Eye rolling smile è meglio lasciarlo fare e non rompergli le scatole proiettandolo suo malgrado nel nuovo ambiente colorato e con le icone ed i pulsanti “cicciotti”.

Mi fermo qua, spero di poter essere stato utile a qualcuno.

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