WINDOWS 8: UNA FINESTRA SUL CORTILE… DI CASA NOSTRA

Posted on 2 settembre 2012. Filed under: informatica | Tag:, , , , |

Prendo a prestito il titolo di un bel film di Hitchcock, recentemente oggetto di un remake, per spendere due parole sulla discussa tecnologia smartscreen adottata nell’ormai prossimo Windows 8 (release ufficiale il 26 ottobre 2012).

In realtà smartscreen è già presente in Windows 7, come componente di Internet Explorer. Quando l’utente visita un sito web, la URL (l’indirizzo) viene spedito ad un server Microsoft che ne verifica la sicurezza. Come? Confrontandola con una lista di siti ritenuti non affidabili o peggio identificati come veicoli di malware. SI tratta, insomma, di una vera e propria blacklist di siti malevoli e se la URL digitata dall’utente è presente nella lista, viene visualizzato un avviso, dopodiché l’utente è lasciato libero di proseguire e visitare comunque il sito (a suo rischio e pericolo). In questo modo, Microsoft potrebbe costruirsi un database che associ gli indirizzi IP dei singoli computer (operazione indispensabile perché possa effettuarsi la connessione al server) con i siti visitati, tracciando in questo modo le preferenze e le abitudini di ogni singolo utente. Infatti, come ormai dovrebbe essere noto a tutti, tramite l’indirizzo IP più la data e l’ora di connessione, si può risalire facilmente al numero telefonico di chi di è connesso ad internet e quindi alla persona fisica.

Questo quadro di rischio per la privacy è ulteriormente aggravato in Windows 8, per due motivi. Innanzitutto, in Windows 8 la funzionalità di smartscreen non è limitata alle URL (cioè ai siti), ma è estesa al software installato ed ai file scaricati da internet. Ciò sempre al fine di tutelare la sicurezza, però in questo modo il sistema operativo diventa sempre più invasivo. Se procediamo ad installare un software scaricato da internet, Windows 8 ne comunicherà i dati (non solo il nome, ma anche il cosiddetto hash, ovvero una sorta di impronta digitale) al solito server Microsoft, che se non lo riterrà sicuro, avvertirà l’utente impedendo di primo acchito l’esecuzione e quindi l’installazione del software. Sarà comunque possibile, con un paio di clic, installare comunque il software. In secondo luogo, Windows 8 permetterà, ed anzi incoraggerà, il log degli utenti non tramite un nickname, ma tramite un Windows ID. I motivi sono ovvi: il Windows ID servirà ad accedere automaticamente a tutta una serie di servizi, in primis SkyDrive nel quale io ho, per esempio, ben 25 GB di spazio gratuito essendo stato un fruitore della prima ora (adesso comunque i GB gratuiti sono 7, sempre più di quanto offerto  da servizi analoghi). Ma anche il futuro Office, per esempio, avrà delle funzionalità interessanti legate al Windows ID. Poiché per ottenere un Windows ID occorre registrarsi, ecco che Microsoft potrebbe associare ad ogni Windows ID (e quindi ad ogni utente) nome, cognome, indirizzo email, persino numero di cellulare, i computer in dotazione (se più di uno), i siti visitati ed anche i software installati.

Microsoft in una nota ufficiale ha fatto presente che nella licenza di Windows c’è scritto espressamente che questi dati non verranno ceduti a terzi, non verranno resi noti e che, in ogni caso, periodicamente gli indirizzi IP vengono cancellati. Che facciamo, ci fidiamo o no?

C’è da dire, per completezza, che la funzionalità smartscreen può essere disabilitata con facilità, sia al momento dell’installazione, sia successivamente. Tuttavia la sua disattivazione comporterà anche la rinuncia ad una bella fetta di sicurezza, soprattutto se ad usare il PC saranno più utenti, alcuni dei quali poco attenti e/o inesperti.

Insomma, Windows è una vera e propria finestra sul cortile, solo che gli spiati saremo noi ed il sistema operativo starà nascosto dietro le tende del proprio appartamento, con un binocolo in mano a prendere nota di ogni nostra mossa, ufficialmente per la nostra tranquillità.

In rete si parla parecchio di questa faccenda e le opinioni sono contrastanti.

QUI (in inglese) c’è un bell’articolo che spiega in dettaglio come funziona smartscreen. L’autore tende a sminuire i rischi relativi alla privacy, però è bene tenere presente che si tratta di un “Microsoft Contributor at Ars. He also covers programming and software development, Web technology and browsers, and security. He is based in London, UK”.

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