LA LEZIONE DI PAULO COELHO

Posted on 4 febbraio 2012. Filed under: internet, società | Tag:, , , , , |

Secondo una notizia riportata, per esempio, qui, lo scrittore Paulo Coelho avrebbe acquistato una spazio pubblicitario su The Pirate Bay per invitare la gente a scaricare gratis i suoi romanzi (ed eventualmente, se gli sono piaciuti, ad acquistare il libro). Il motivo è semplice: a suo dire, la diffusione pirata dei romanzi avrebbe agito da motore per le vendite in libreria. Dopo che le sue opere si sono diffuse nel mercato "clandestino", le vendite regolari si sarebbero moltiplicate in modo esponenziale. La teoria non è nuova: da tempo le ricerche di mercato finanziate dalle case discografiche e cinematografiche, raccontano una verità che si vuole fingere di non capire: sono proprio i "pirati", gli "scariconi" o come vogliamo chiamarli, i principali acquirenti di cinema e musica. I circuiti illegali del file sharing sarebbero, quindi, un motore pubblicitario di enorme rilevanza.

Non sono stato in grado di verificare personalmente la notizia, come avrei voluto, perché come dovrebbe essere noto a tutti il sito The pirate bay è stato a suo tempo inibito ai navigatori italiani. Naturalmente è raggiungibile tramite un qualsiasi proxy gratuito (per esempio cliccando qui, il che la dice lunga sulla difficoltà di proibire qualcosa in rete), ma al momento non appare alcuno spazio a firma del noto scrittore.

L’editoria ufficiale, quella della carta stampata, sta commettendo gli stessi errori commessi a suo tempo da quella cinematografica e musicale: i tempi sono cambiati, non si può fare business nel vecchio modo. Gli attuali responsabili di queste industrie stanno facendo la figura dei parrucconi, legati come sono, per promuovere i contenuti da loro prodotti, a vecchi schemi. Per esempio, non esitano a spendere fior di quattrini per una recensione favorevole, o per un manifesto pubblicitario enorme in aereoporto oppure alla stazione Termini, mentre sono inclini a strapparsi i capelli e gridare al lupo se un ragazzino scarica abusivamente un mp3. Come definire questo comportamento?

Come Paulo Coelho ci insegna, la (eventuale) crisi delle case discografiche o cinematografiche o editoriali NON dipende da internet e dallo scambio digitale. Al contrario, queste enormi possibilità, finora sfruttate solo in minima parte o per niente, dovrebbero essere viste come formidabili opportunità.

Leggiamo, questi giorni, che la pirateria sarebbe l’ostacolo per lo sviluppo, nel nostro paese, dell’editoria digitale (che è in fase di boom dappertutto). Io invece dico che i parrucconi nostrani, al calduccio dietro le loro scrivanie, che sanno sì e no accendere un computer e che confondono Facebook con internet, non si sono resi conto per tempo che c’era il mercato e c’erano i lettori, ma non c’erano i libri. Ora i libri sarebbero, infine, anche arrivati, ma nel frattempo a colmare il vuoto ci hanno pensato gli appassionati. Come? Come si è sempre fatto ed è sempre accaduto: scambiandosi i libri, prestandoseli. Non c’è niente di nuovo, se non la inadeguatezza di certe persone.

Alcuni link:

  1. Paulo Coelho su Wikipedia
  2. Il sito ufficiale
  3. Il suo blog
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