MORBID ANGEL: ILLUD DIVINUM INSANUS

Posted on 22 giugno 2011. Filed under: musica | Tag:, , , , , , , , , |

Tornano, dopo otto anni, i Morbid Angel con un disco dal titolo Illud Divinum Insanus. Per chi non lo sapesse, i Morbid Angel sono un gruppo death metal dalle sonorità piuttosto estreme, che si è sempre contraddistinto per una notevole vena compositiva. Al genere hanno dato molto, e ricevuto anche molto. Ora questo nuovo disco sta facendo discutere gli appassionati perché presenta contaminazioni elettroniche piuttosto spinte. C’è chi non le sopporta, perché inquinano la purezza del genere, e chi invece sostiene che non sono così ben strutturate come avrebbero dovuto (e potuto) essere. Probabilmente, dico io, la verità sta nel mezzo: non si tratterà di un capolavoro, ma non è certo un disco brutto. D’altra parte non si può pretendere che a distanza di otto anni dall’ultimo lavoro una band ripeta se stessa pedissequamente, senza subire l’influenza di altri generi e/o di altri musicisti. Una cosa posso dirla: la brutalità e la potenza del suono non sono venuti meno!

La formazione presenta l’immarcescibile Trey Azagthoth, chitarrista, compositore  e fondatore della band; alla batteria troviamo Tim "The Missile" Yeung al posto del formidabile Pete Sandoval. Quest’ultimo infatti per un po’ di tempo non potrà suonare perché dovrà sottoporsi ad un complicato intervento alla schiena. Il nuovo batterista fa del suo meglio per sembrare Sandoval, ma non lo è. Sandoval è uno dei migliori batteristi del genere in circolazione, e non è facile sostituirlo. Il nuovo batterista non è male, ma l’originale era meglio: più potente, più rotondo, più preciso. Non so se rendo l’idea. Veloce, è veloce anche questo qua.

Al basso ed alla voce abbiamo il gradito ritorno di David Vincent.

New entry il chitarrista Destructhor, norvegese, che ha militato in altri gruppi estremi meno famosi.

Insomma, tornando a questo ultimo lavoro, debbo dire che mi sta piacendo abbastanza. Ancora non l’ho metabolizzato del tutto, però. Dovrò ascoltarlo ancora numerose altre volte prima di dare un giudizio definitivo. E poi sono un tipo tollerante per natura, non ci trovo niente di male nel fatto che una band creativa cerchi di sperimentare qualcosa di (relativamente) nuovo, nella fattispecie sonorità industrial.

Dicono che il portatore di queste influenze sia proprio David Vincent, per via della band Genitorturers di sua moglie Gen (una bella gnocca un po’ inquietante).

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