QUATTRO SI’ PER QUATTRO REFERENDUM

Posted on 12 giugno 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , |

Verrà raggiunto il quorum? Non lo so, ancora è troppo presto per fare pronostici (si voterà fino a domani). Ecco in breve i motivi per cui, secondo me, è opportuno contrassegnare quattro sì.

  1. Privatizzazione dell’acqua ( e profitti dervanti da). Sono in realtà due schede, ma i quesiti sono strettamente collegati tra loro: infatti ben difficilmente un privato si accollerà le spese di gestione di un servizio idrico senza trarne guadagno. Sono a favore dell’abrogazione perché l’imprenditore privato, se fa bene il proprio mestierà, tenderà a massimizzare i profitti a discapito degli investimenti, mentre invece secondo me il nostro servizio idrico nazionale (inteso come somma degli acquedotti locali) ha urgente bisogno di ammodernamenti, perché è un colabrodo (= investimenti) che però non devono far lievitare più di tanto la bolletta. Solo lo stato, per il bene comune, può permettersi di investire in perdita, e ciò è quello che ci vuole per gestire il bene essenziale per definizione, l’acqua. Questo bene di fondamentale importanza va sottratto alla speculazione privata. Per cui, ecco due sì per l’abrogazione.
  2. Legittimo impedimento. Ennesimo provvedimento ad personam del governo Berlusconi. Va abrogato e basta. Che pensino non alle vicende personali del premier, ma a risolvere i gravi problemi che ci sono.
  3. Energia nucleare. Confesso di essere sempre stato favorevole, ma ultimamente ho cambiato idea. Ho cercato di non farmi influenzare più di tanto dallo tsunami giapponese: è vero, il nucleare se va storto qualcosa è pericoloso, ma in Giappone è successo un evento veramente anomalo e (spero) raro. Insomma, c’è stato un concorso di circostanze tragiche difficilmente ripetibile. Però ho appreso che, anche se cominciassimo a costruirle adesso, le centrali italiane entrerebbero in funzione tra una decina di anni, e io spero vivamente che in quest’arco di tempo emerga qualche nuova tecnologia in grado di dare energia pulita e non pericolosa. Non per niente la Germania ha deciso di dismettere le proprie. E noi dovremmo cominciare ora, per far guadagnare soldi alla Francia? Insomma, il treno del nucleare lo abbiamo perso a suo tempo, quando ci fu il referendum demagogico e populista voluto da Craxi, ed ora è passato senza fermarsi. Piuttosto secondo me dovremmo rivedere alcuni vincoli ambientali, nel senso di renderli meno restrittivi, per sfruttare al meglio l’energia eolica, per esempio. Perché l’energia serve, sia per l’industria (= lavoro) sia per il comfort privato.

Domani sul tardi sapremo i risultati.

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