UBUNTU 11.04 – NEL NOME DI UNITY

Posted on 25 aprile 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , |

UnityCnnaIl cambiamento è una cosa che non sempre piace, mentre spesso fa paura. Saper cogliere (nel cambiamento) le opportunità è una dote che non tutti hanno, ma che tutti possono sviluppare. Ad innovare, spesso nell’immediato ci si rimette, ma alla lunga può pagare. Insomma, quando c’è qualcosa di nuovo che ci sottrae al nostro sonnacchioso tran tran, che ci obbliga a cambiare sia pure di poco abitudini, modus operandi eccetera, c’è sempre qualcuno che storce il naso, che pensa era meglio prima, che tenta disperatamente di ripristinare le vecchie cose esattamente come erano.
Tutto ciò sta accadendo nel mondo Ubuntu. La celebre distribuzione Linux infatti ha deciso di adottare, come desktop attivato di default, Unity, un sottosistema grafico che finora aveva adottato solo nella versione per netbook. Innanzitutto (sto provando la beta 2, la versione definitiva sarà scaricabile tra pochi giorni e precisamente il 28 Aprile) al momento di fare il login si potrà specificare se attivare la versione tradizionale di Gnome (Ubuntu Classic) oppure Unity (Ubuntu). Come vedete il nome puro e semplice della distro è associato ad Unity, a meno che le cose non cambino nella versione definitiva. E’ un segnale forte di cambiamento su cui la comunità Linux sta discutendo in modo appassionato, con valutazioni controverse.

In sostanza Unity è una barra laterale verticale, posta a sinistra del desktop, il cui funzionamento è un misto tra la barra delle applicazioni di Windows Seven e il dock di MacOS. Le icone dei programmi si possono lasciare lì per sempre, ma solo dopo essere stati lanciati (in pratica, non si può inserire l’icona a programma disattivato, così come è invece possibile in Windows). Il programma attivo si riconosce perché a sinistra dell’icona appare una freccetta bianca. Quando la barra entra in contatto con una finestra in cui gira un programma, scompare; per farla riapparire è sufficiente portare il cursore del mouse verso il bordo destro dello schermo. Analogamente a MacOS, c’è una icona dal nome Applicazioni che apre una finestra con tutti i programmi installati sul computer. Da notare che all’interno di questa finestra è possibile attivare un sottomenù con le applicazioni suddivise per categoria; infatti Unity non ci mostra tutti i programmi installati, ma divide la schermata in tre spazi, in cui campeggiano icone piuttosto grosse, che distinguono tra applicazioni lanciate di recente, lanciate più spesso, eccetera… Occorrono altri clic per visualizzarle tutte.

Mi piace Unity? Sì e no. Da una parte sono uno che apprezza le novità, poi trovo la barra colorata e soprattutto apprezzo che sparisca da sola quando non serva… Dall’altra, ho l’impressione che stiamo parlando di una interfaccia ancora acerba, poco personalizzabile ed ancora non del tutto funzionale. Per esempio, non sembra possibile spostarla a destra, mutarne le dimensioni ed il comportamento. (Uso il condizionale perché non posso dire di averla testata veramente a fondo). Inoltre ho la netta sensazione che certe volte, per cercare un programma x, questo se ne resti ben celato nel menù ed occorrano troppi clic per raggiungerlo, ma forse è solo questione di farci l’abitudine.

Un’altra cosa importante da dire è che non c’è più la barra inferiore, quella dove andavano a ridursi ad icona le finestre aperte, sostituita in tutto e per tutto dalla barra verticale, mentre quella superiore rimane ed ha un funzionamento del tutto analogo a quella di MacOS, con i menù che cambiano in modo dinamico secondo l’applicazione attiva in quel momento; anzi, l’integrazione con il programma in corso è ancora più forte: infatti se si allarga la finestra a tutto schermo, finiscono nella suddetta barra anche i tre classici bottoni di funzionamento della finestra. Bello, brutto? Dipende. Io per esempio non sono un fan sfegatato della barra superiore stile MacOS, tutt’altro.

Gira voce che la versione definitiva tornerà ad avere Gnome come ambiente di lavoro di default. Potrebbe anche essere. Sparisce infatti la versione netbook a favore di una versione unica che permetterà di scegliere tra i due ambienti grafici.

Solo il tempo potrà dirci se Canonical (la società che gestisce Ubuntu) avrà compiuto la scelta giusta.

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