L’EUROPA DEI MERCA(N)TI

Posted on 19 aprile 2011. Filed under: economia, politica | Tag:, , , , , , , |

Ma che cavolo di Europa stiamo costruendo? Anziché basata sul comune sentire e sulla solidarietà fra i Paesi partecipanti, è un guazzabuglio inestricabile di egoismi nazionali. Del resto, cosa potevamo aspettarci da una (dis)unione europea che ha per fondamento non l’unità politica, che è e resta un’utopia, ma l’unità economica, l’unità dei merca(n)ti? Hanno voluto mettere al centro di tutto gli affari, l’economia, la moneta, senza preoccuparsi di fare gli europei, che non esistono. L’Europa non è la patria di nessuno, piuttosto è la puttana di molti. Si usa quando serve, la si accantona quando non c’è più la voglia o il bisogno di usarla. Quando si corre in aiuto (sempre rigorosamente di tipo economico, anzi monetario) di un altro Paese, come per esempio la Grecia, lo si fa solo perché si teme che la crisi possa estendersi come una malattia (si tratta quindi di un atto di egoismo mascherato) ed a prezzi da strozzini.

Possiamo quindi meravigliarci se nelle singole elezioni nazionali i partiti cosiddetti “euroscettici” mietono allori? Possiamo stupirci se dappertutto fioriscono i movimenti separatisti, portatori di interessi sempre più particolari e fautori di una netta chiusura verso ogni forma di ingerenza dall’esterno?

Possiamo meravigliarci (ed è storia recentissima) se il resto dell’Europa ha detto “arrangiati” all’Italia per il problema degli immigrati nordafricani? In tutta onestà, ci sarebbe da meravigliarsi del contrario.

Nella costruzione della comune casa europea, è come se, di fronte a difficoltà insormontabili, si sia ripiegato in qualcosa di più facile da costruire: una sorta di condominio litigioso.

Sono stato sempre un “euroconvinto”, eppure non posso fare a meno di ammettere che il progetto ha limiti evidenti e fondamenta piuttosto fragili. Manca di respiro. Non ha prospettiva politica. Gli Stati Uniti sono un paese federalista piuttosto spinto (tra uno Stato e l’altro variano le leggi e persino il codice penale) eppure nessuno, da quelle parti, non si sente “americano”. Perché i padri fondatori di quella patria hanno saputo unire gli uomini, nonostante una sanguinosa guerra civile, e forgiare gli animi. E’ stata una attività di stampo prettamente politico nel senso letterale del termine (l’uomo è animale politico per eccellenza perché vive in gruppo ed il gruppo ha bisogno di regole piuttosto complesse).

I merca(n)ti invece pensano solo agli affari propri e questo, nella zoppicante unità europea, è un peso che si sente.

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