COME COSTRUIRE UNA CHIAVETTA USB TUTTOFARE

Posted on 16 aprile 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , |

Ultimamente mi sto divertendo molto con Linux: è tutto gratis e si possono provare senza costi un sacco di programmi e distribuzioni. Molte di queste ultime (quasi tutte) sono inoltre live CD, ovvero facendo il boot da CD si possono far girare senza nessuna installazione, lasciando inalterato il file system sul disco rigido del PC. Naturalmente, se dopo aver provato si vuole installare definitivamente il sistema operativo, c’è l’opzione per farlo, e qui debbo subito dire che i programmi di installazione delle distribuzioni Linux sono enormemente migliorati rispetto ad alcuni anni fa: le distribuzioni più “facili” e famose hanno ormai un sistema di installazione grafico che rende facile l’operazione, anche a chi è meno esperto.

Questa enorme versatilità del pinguino rende possibili soluzioni software portatili che in certi casi possono essere veramente utili. Pensiamo per esempio alla possibilità di accedere al disco rigido e quindi ai file di una macchina il cui sistema operativo non si avvia più a causa di un problema software; pensiamo alla possibilità di cancellare un file altrimenti bloccato mentre il sistema operativo originario è in funzione; pensiamo ad un PC incasinato da un virus talmente rognoso da poterlo eliminare solo se non ha ancora preso possesso del PC in cui si è installato. Pensiamo anche, perché no, di dover fare indagini di polizia sul contenuto di un PC senza assolutamente intaccare il suo file system per non mandare a puttane le eventuali prove presenti. Infine possiamo anche immaginare di usare temporaneamente un PC che non è nostro ed in cui non vogliamolasciare traccia della nostra attività, per motivi di privacy o semplicemente perché non vogliamo creare fastidi a chi ce lo ha prestato.  Tutto questo, quindi, si può fare con una distribuzione “live” ed i software adatti, il che comporterebbe il fatto di usare una pluralità di CD. Invece, si può ottenere agevolmente tutto questo con una chiavetta USB appositamente attrezzata, col solo svantaggio che i PC più vecchi spesso non consentono il boot da USB. Ma pazienza, volete mettere la comodità di avere in tasca un vero e proprio coltellino svizzero per le emergenze?

Una delle prime cose da fare è andare sul sito Pendrivelinux.com, specializzato proprio in questo, e seguire le istruzioni… Io ho usato il programma gratuito YUMI che permette di creare una penna USB dotata di multiboot, con l’unico limite dello spazio disponibile. Io ho usato una chiavetta da 16 giga e, dopo averci stipato di tutto e di più, ho ancora circa 6 giga di spazio libero per lo storage dei dati.

Cosa possiamo metterci dentro? Una o più distribuzioni live di Linux, anche nelle versioni per netbook, e si può creare persino una versione portable di Windows Severn, se pensiamo di averne bisogno. Poi si possono mettere altre utilità come, per esempio, programmo antivirus, oppure capaci di partizionare il disco rigido, di testare la memoria, e via discorrendo. Naturalmente la prima cosa da fare è procurarsi le immagini ISO dei live CD che vogliamo utilizzare; paradossalmente il programma YUMI funziona (perfettamente) sotto Windows, anche Seven a 64 bit. Alcune distribuzioni supportate da YUMI sono indicate espressamente (l’elenco è lungo), ma c’è una funzione che permette di importare alcune “ISO” diverse (rimane da vedere con quale risultato; nel mio caso tutto è andato bene con qualche versione più recente di quelle indicate nel software).

L’operazione è semplice perché YUMI fa praticamente tutto da solo!

Io ci ho messo Linux Mint, Ubuntu, SLAX, Puppy Linux, i live CD di alcuni antivirus, Memtest, insomma tanta di quella roba da non ricordarmela tutta. Facendo il boot dalla chiavetta realizzata in questo modo, un semplice ma funzionale menù ci permetterà di scegliere cosa vogliamo fare. E funziona tutto! Qualche distribuzione litiga un po’ con qualche periferica (soprattutto con le schede di rete, wifi e cablate) per cui è importante avere più di una distribuzione se si vuole essere sicuri di operare sempre e comunque.

E se proprio vogliamo metterci nei panni degli investigatori, possiamo inserire tra le distro anche DEFT Linux, cosa che io per ora non ho fatto: una distribuzione live appositamente realizzata per le indagini forensi!

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