RADIOHEAD: THE KING OF LIMBS

Posted on 30 marzo 2011. Filed under: musica | Tag:, , , |

The King Of Limbs è l’ultimo disco dei Radiohead. La band inglese ormai da anni è una delle mie preferite; anzi, se escludiamo il mondo hard rock & heavy metal, è forse la mia preferita in assoluto. Mi affascinano gli arrangiamenti inusuali, apparentemente disarmonici, infarciti di effetti elettronici ed elaborazioni al computer. Rimango incantato di fronte a percussioni che sembrano andare per conto loro rispetto alla trama musicale principale. Naturalmente sono impressioni “da primo ascolto”, perché poi, se si ha la pazienza di approfondire l’esperienza sonora che viene proposta da questo gruppo, dietro il vetro opaco dell’arrangiamento insolito si rende via via più nitida la composizione musicale, e si scopre persino che alcune canzoni possono essere fischiettate sotto la doccia oppure mentre ci si rade.

Insomma, stiamo parlando di musica con la M maiuscola, che rifugge dal facile ascolto ma che, in cambio, è in grado di assicurare un piacere ben più profondo. Del resto, come diceva Oscar Wild, i grandi piaceri bisogna saperseli conquistare.

Questa ultima loro fatica non è certamente la migliore (ritengo Kid A inarrivabile) ma è comunque un ottimo disco, superiore al precedente, che non mi aveva entusiasmato. Mi piacciono particolarmente la traccia numero 3, Little by little, una sorta di flamenco destrutturato con chitarre scordate ed una cantilena accattivante; la numero 5, Lotus Flower, che ad una grande melodia (cantata in falsetto) sovrappone un pattern sonoro pulsante e ritmico ed un ritornello (se di ritornello si può parlare) del tutto privo di enfasi, ma di grande efficacia. Codex, invece, è una ballata lenta più tradizionale, introdotta e proseguita da tastiere molto calde e liquide. Stiamo parlando, in ogni caso, di suoni straordinariamente belli, in grado di deliziare gli ascoltatori più sensibili.

Non mi piace invece il brano numero 7, Give up the ghost, che trovo noioso e ripetitivo.

C’è un’altra ed ultima cosa che voglio dire sui Radiohead. In tempi di lotta furibonda tra le case discografiche ed i loro stessi finanziatori (gli appassionati di musica che acquistano dischi e/o file sonori), in tempi di assurde politiche di drm – digital rights management che infarciscono i file acquistati di incredibili limitazioni all’utilizzo, i Radiohead, ancora prima dell’uscita ufficiale del CD nei negozi, consentono lo scaricamento del disco dal loro stesso sito, a costi assolutamente competitivi e, udite udite, senza protezioni di nessun tipo. Io ho acquistato la versione mp3 al costo di 7 € per tutto il disco, composto di 8 tracce (quindi meno di 1 € a brano). Sono mp3 di elevata qualità, che non fanno rimpiangere troppo la versione in formato wav, senza alcun tipo di compressione, acquistabile in alternativa ad 11 €.

Cifre oneste, addirittura modeste. E’ così che la pirateria si può sconfiggere, non facendo guerra a tutto ed a tutti, senza odiare il progresso tecnologico ma anzi prendendone atto e sfruttando la tecnologia per creare nuove opportunità di business.

Un plauso ai Radiohead, alla loro musica in primis, ma anche al loro modo di porsi nei confronti del proprio pubblico.

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