LINUX ALLA MENTA

Posted on 28 marzo 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , |

Non voglio passare per quello che non sono, ovverossia per un guru dell’informatica. Sono semplicemente uno curioso, e da assoluto autodidatta mi sono sorbito, negli anni, il Commodore 64, poi l’Amiga sempre della Commodore, il primo PC con Windows 95 e tutti i Windows successivi fino a Seven. Adesso a casa ho anche un Mac, ma ultimamente mi è presa la mania di provare le distribuzioni Linux. Il sistema operativo del pinguino non è una vera e propria novità per me: già molti anni fa avevo installato, ed usato per un po’ di tempo, una Red Hat (la 6 o giù di lì), che adesso si chiama Fedora. Successivamente ricordo una Mandrake (oggi Mandriva) e via via, negli anni, le ho provate un po’ tutte, anche se non a fondo. Il mondo di Linux all’inizio può apparire ostico, un po’ difficile, per fare alcune cose bisogna ricorrere ancora alla odiosa linea di comando, ma con il passare del tempo gli ambienti desktop si sono perfezionati, ed attualmente alcune distribuzioni rivaleggiano, per facilità di installazione e di uso, con i costosi sistemi operativi proprietari: basti pensare ad Ubuntu, che in effetti parecchia gente comincia ad utilizzare, ma anche Fedora, Open Suse, ed altri sono ormai in grado di offrire una confortevole esperienza d’uso. Vantaggi: costo zero, non esistono virus (almeno sinora), dopo l’installazione abbiamo già pronti i programmi di uso più comune, ed infine usare Linux in certi ambienti fa figo, il che non guasta.
Svantaggi: spesso ci troviamo di fronte ad una interfaccia grafica non così coerente come con Windows o Mac. Con certe distribuzioni, installare i programmi è un quiz: ogni distribuzione ha il sistema suo. In effetti, si parla di Linux come fosse una cosa sola, ed in parte è così, ma dobbiamo considerarlo piuttosto come una galassia popolata di realtà differenti. Per fortuna ultimamente sta prendendo piede una sorta di installazione automatica: si scarica il file e all’installazione provvede il computer. Bello, vero? Un po’ come avviene con Mac dall’AppStore, solo che in questo caso è tutto gratis. Non solo l’interfaccia grafica può cambiare molto da distribuzione a distribuzione, ma anche all’interno di una stessa distribuzione si può scegliere se adottare un  desktop oppure un altro, perché in Linux l’ambiente grafico è separato dal sistema operativo vero e proprio.
Tutto questo preambolo per tessere le lodi di… rullo di tamburi… una distribuzione che mi sta veramente deliziando: Linux alla menta, ovvero Linux Mint! Alla menta ma non solo: mint in inglese non significa solo menta, ma anche nuovo di zecca.

Non si tratta di una novità, se ne parla da tempo ed io stesso anni fa ne avevo installato una copia, senza però approfondirne troppo l’uso. Attualmente Linux Mint è fisso su uno dei miei PC, in dual boot con Seven, ed ha preso il posto di Ubuntu e Kubuntu messi insieme. Perché, secondo me, Linux Mint è meglio.

Ora qualche estremista linuxiano puro e duro dirà che queste sono distribuzioni per “utonti”, troppo facili, un po’ bastarde. Ma non me ne frega niente, Linux Mint è una bellissima distribuzione, ed è l’ideale per chi non ha mai osato avvicinarsi a Linux. Io la raccomando proprio a chi abbia voglia di cimentarsi con questo sistema operativo senza averlo mai fatto in precedenza.
Come sempre con Linux bisogna scaricare un file immagine dal sito e poi masterizzare un CD o DVD di installazione. Con molte distro (come in gergo vengono chiamate le distribuzioni) il CD così creato è un LiveCD: è sufficiente fare il boot del nostro PC dal lettore di CD per trovarci in ambiente Linux senza aver dovuto installare niente su disco. Anche Linux Mint ha questa caratteristica, per cui si può provare il sistema operativo senza modificare nulla nel proprio disco rigido. Se non vi piacerà, dopo averlo provato basta togliere il CD dal lettore, e tutto torna uguale a prima. Altrimenti, c’è la possibilità di installarlo, “piallando” tutto il disco oppure, cosa un po’ più complicata, affiancandolo ad un eventuale sistema operativo già presente. Ma le note tecniche esulano dallo scopo di questo articolo, per cui passo a dirvi perché mi piace così tanto Linux Mint: in primo luogo, è estremamente curato ed elegante, pulito, essenziale, come piace a me.

Questa sopra è la scrivania del mio PC con Linux Mint. Pulita, senza fronzoli, con il piano di lavoro sgombro che di default presenta solo due cartelle, ma si possono togliere. Basta però cliccare su menù, e si attiva uno dei migliori menù tipo start che si siano mai visti. Linux Mint esiste in numerose versioni, ma quella di cui sto parlando è la main (la principale) derivata da Ubuntu (la versione più recente al momento in cui scrivo è la 10).

Il gruppo di sviluppo che lavora su Linux Mint ha come obiettivo principale la soddisfazione dell’utente, e si vede. Non ci sono quindi prese di posizione come, per esempio, il rifiuto di utilizzare driver proprietari, ancorché gratuiti: subito dopo l’installazione, Linux Mint vi avvertirà se ci sono, per esempio, driver proprietari per la vostra scheda video, e vi consiglierà di installarli.

Insomma, la finisco qua. Sottolineo che funziona tutto, e bene. Il sistema è piuttosto veloce. Una chicca: Linux Mint ha riconosciuto senza battere ciglio, e senza la necessità di intervento da parte mia, il mio sistema fake-raid di dischi, operazione nella quale hanno fallito tutte le altre distro che ho provato. Questo significa che quando sono al lavoro con Linux Mint, come in questo momento mentre scrivo, posso navigare tra le cartelle di Windows e condividere con grande facilità documenti tra i due sistemi operativi.

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