AYAHOOOO!… LA CONDANNA DI YAHOO

Posted on 24 marzo 2011. Filed under: internet | Tag:, , , , , |

Yahoo è stata condannata, da un tribunale italiano, a risarcire una casa cinematografica, detentrice dei diritti di un film iraniano. Nel momento in cui scrivo non ho facile accesso ad internet, per cui mi perdonerete se sarò poco preciso: ma i dettagli di questa vicenda li trovate un po’ ovunque.

Questa casa cinematografica (o di distribuzione cinematografica, poco cambia) si è incazzata quando ha notato che il film era facilmente rintracciabile grazie al motore di ricerca di Yahoo, che linkava siti da cui poteva essere scaricato o visionato in streaming, illegalmente. Pensate un po’, un film iraniano… a parte qualche cinefilo, chi lo avrà mai visto? Quale sarà stato il danno realmente patito: un centinaio di biglietti? Ma questo film, sarebbe mai stato distribuito nelle sale? Siamo ai soliti discorsi che si fanno per il software piratato: se mille scaricano un programma che costa 100 euro a copia, la software house denuncia di aver perso 100.000 euro, senza tenere conto del fatto che, se avessero dovuto pagarlo, non tutti e mille lo avrebbero realmente acquistato; magari in dieci, in cento o trecento sì, ma mille no.

Il giudice ha riconosciuto che un motore di ricerca non può controllare (e quindi essere ritenuto responsabile di) ogni link che cataloga e mette a disposizione dei pubblico; ma quando un detentore di diritti segnala un link ad un contenuto illegale e ne richiede la rimozione, il motore di ricerca è responsabile dei danni procurati se non provvede con sufficiente rapidità. Nel caso che ci interessa, numerose erano le segnalazioni che erano state fatte a Yahoo, ma il celebre motore non aveva mai rimosso i link: ecco i motivi della condanna.

Quindi sembra prendere piede questo principio,  la reattività di fronte ad una segnalazione, e ciò tanto vale per i motori di ricerca quanto per altri siti aggreganti e di condivisione come, per esempio, YouTube.

E’ una soluzione come un’altra che, almeno, riconosce le specificità della rete e dimostra conoscenza del suo funzionamento (in passato si sono visti provvedimenti giudiziari e sentenze che tradivano invece una totale ignoranza). Solo che, solo poco tempo fa, giusto per fare un esempio, in Spagna non è stato ritenuto punibile un sito che contiene esclusivamente link a contenuti illegali.

La dimensione “mondiale” di internet, il suo esistere al di fuori delle vecchie logiche territoriali, la universalità dell’accesso rendono indispensabile, secondo me, una legiferazione sovranazionale condivisa almeno tra quei Paesi occidentali auspicabilmente non mossi da intenti censori o repressivi.

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