UN CALCIO AL CALCIO PASSATO

Posted on 24 febbraio 2011. Filed under: sport | Tag:, , , , , , , |

Meravigliati dell’euroflop, delle tre sconfitte casalinghe su tre partite in Champions League? Io no. Non è altro che la conseguenza logica di un declino (che appare inarrestabile) del nostro movimento calcistico. Ricapitoliamo: il Milan, primo in classifica nel campionato italiano, ha perso in casa contro il Totthenam, quinto nel torneo inglese; la Roma ha perso in casa con il Fenehrbance (spero di scriverlo giusto), team turco; l’Inter ha perso in casa con il Bayern Monaco. Da queste sconfitte traggo la conferma che il nostro campionato attuale è di basso livello: le partite sono brutte, i giocatori che calpestano i nostri campi spesso sono scarsi, persino a livello tattico siamo quasi sempre inferiori alle squadre straniere non solo inglesi (è tutto dire) e spagnole, ma anche provenienti da campionati minori quali quello francese e tedesco; gli stadi sono inadeguati, il terreno di gioco pessimo; la capacità di spesa delle nostre squadre si va assottigliando per cui i campioni vanno a giocare altrove (soprattutto Spagna ed Inghilterra).

E pensare che c’è stato un periodo in cui eravamo i migliori, in cui anche un Parma, quello allenato da Scala, metteva paura alle altre squadre europee.

Ma noi siamo italiani, e siamo specialisti nel farci del male. Non siamo stati capaci di sfruttare al meglio i diritti tv (a quel tempo le partite del nostro campionato erano viste ovunque). Abbiamo denigrato sino alla morte quel cambiamento tecnico-tattico, capitanato da Sacchi ma seguito anche da altri, che aveva sin lì dato ottimi risultati, di fatto distruggendo una scuola. Abbiamo processato la Juventus in base a chiacchiere da bar, screditando di fronte al mondo il nostro calcio. Ora sono i meno mediocri a comandare, ed i risultati si vedono. Nella Juventus gioca gente che un tempo non sarebbe andata neanche in panchina. L’Inter è salita sugli allori grazie ad un tecnico bravissimo come Mourinho, ma ora sta mostrando tutti i suoi limiti. Il Milan in Italia furoreggia grazie alla versatilità e potenza di Ibrahimovic, che nel Barcellona non trovava posto in prima squadra.

Questa mediocrità di fondo fa apparire molto forti squadre che in realtà probabilmente non lo sono: Napoli, Palermo…

Riusciremo a riemergere? Può darsi. Speriamo nei corsi e controricorsi storici. Magari la prossima nidiata di calciatori nostrani vedrà crescere tra le sue fila una nuova generazione di campioni.

La strada è quella di scimmiottare il (ed imparare dal) campionato inglese: stadi comodi e di proprietà con annessi punti commerciali e servizi, gioco divertente, correttezza in campo, vendita all’estero a caro prezzo del prodotto, soldi e campioni.

Anche se ci mettiamo subito a  progettare il futuro, ci vorranno una decina di anni almeno prima di risalire la china.

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