GHEDDAFI CAMBIA CIRCO

Posted on 23 febbraio 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , |

Chi non ha mai accostato Gheddafi ad un pagliaccio, alzi la mano. Basti pensare al modo di vestirsi (soprattutto nelle apparizioni internazionali), di atteggiarsi, di parlare. Basti pensare al contenuto dei suoi discorsi. Mi sono sempre chiesto come abbia fatto il popolo libico a dare credito ad una simile grottesca figura. Forse qui viene fuori la mia ignoranza in tema di storia: appena posso mi faccio un giro su Wikipedia (nel momento in cui scrivo non ho connessione internet). Fatto sta che ora per il (o ex) leader della Libia sembra proprio finita. L’esercito, o comunque buona parte di esso, si è schierato con i rivoltosi; le rappresentanze diplomatiche fanno a gara a chi si dichiara primo a tagliare il cordone ombelicale con il dittatore (che però le ha stipendiate fino al giorno prima).

Apro una parentesi e la richiudo subito, alla Totò-Peppino oppure Benigni-Troisi: cosa avranno pensato i libici di noi italiani, che abbiamo accolto il loro dittatore con tutti gli onori? Qualche mese fa ho sentito per radio l’intervista ad una nobildonna italiana (purtroppo non ricordo il nome) che si è detta amica della famiglia Gheddafi, ed in quanto tale spesso ospite  loro in Libia. A sentire le parole di questa signora, il consenso del popolo libico intorno a Gheddafi sarebbe stato totale e la mancanza di libertà una pura invenzione della stampa occidentale. Sempre secondo questa illuminata esperta di cose libiche, le condizioni storico-sociali di quel Paese avevano trovato una guida sicura proprio nel dittatore-pagliaccio. L’ospitalità poi, ah quella sì, veramente di alto livello: la venivano persino a prendere in elicottero all’aeroporto. Pensate un po’ questa matrona quali contatti poteva avere con la vera gente di quel posto; pensate un po’, ma che cazzo ne poteva sapere di quella che era la vera vita del signor Rossi libico, di ciò che pensava, di ciò che voleva. Purtroppo chi vive una vita privilegiata tende a distaccarsi dalla realtà di tutti i giorni, e quando si riaprono gli occhi, rimangono sbarrati di fronte al baratro. Mi piacerebbe sentirla nuovamente adesso.

La Libia è solo l’ultimo (per ora) stato nord africano in rivolta, dopo la Tunisia e l’Egitto. Anche qui sarà l’esercito, immagino, a prendere il potere. Il grande interrogativo è cosa accadrà dopo.  Speriamo non debbano rimpiangere il pagliaccio…

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