PD E LEGA NORD: NUOVI AMORI SBOCCIANO TRA LE ROVINE DELLO STATO

Posted on 15 febbraio 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , |

A leggere le notizie sulla stampa, sembra proprio che sia nata o stia per nascere una fotoromanza (per dirla alla Nannini) tra la Lega Nord ed il PD. La tresca non sarebbe poi una novità così clamorosa: in passato, prima che il Cavaliere comprasse una Lega in crisi grazie ad una favolosa donazione, i leghisti erano già stati alleati della sinistra. Se è vero, come sostengono alcuni esponenti leghisti, che pur di realizzare il federalismo la Lega sarebbe disposta ad allearsi anche con il diavolo, ecco che il quadro si fa completo: è un partito “in vendita”, un po’ come i socialisti di un tempo che si vantavano di essere l’ago della bilancia e con disinvoltura potevano stare al governo con la DC, e contemporaneamente all’opposizione in numerose realtà territoriali.

Fare l’ago della bilancia, quando le maggioranze sono risicate, è un’ottima occupazione, però si fa la figura di chi non ha ideali e si mette in vendita al maggior offerente. La Lega con la scusa del federalismo, vera e propria mutanda dietro cui celare ogni vergogna, spera al contrario di apparire determinata a raggiungere un obiettivo concreto. Ci riuscirà? Gli elettori decideranno.

Il PD, facendo l’occhiolino ai lumbard,  spera di spezzare la maggioranza, già logora di per sé, sferrando così il colpo di grazia ad un PDL sempre più nell’occhio del ciclone, perso tra mignotte e faccendieri. La Lega potrebbe individuare nel PD un’occasione da non lasciarsi sfuggire per abbandonare quella che sempre più appare come una nave in procinto di affondare.

Chiaramente questo cambio di alleanza (per ora solo ipotetico, ma secondo me possibilissimo) ha un costo, che Bersani ha già messo sul piatto: realizzare il vero federalismo (qui si dovrebbe capire in cosa si differenzi da quello evidentemente falso) ed appoggio incondizionato a Maroni (al leghista Maroni, non al governo, ovvio) sulla questione immigrazione.

Come si vede, non si tratta purtroppo di whisky ben invecchiato, ma di acquetta fresca. Parole dietro cui si cela il nulla più assoluto (vero federalismo, appoggio sull’immigrazione), senza indicare quali sarebbero i punti in comune, gli eventuali limiti, i paletti e gli altolà. Insomma,nient’altro se non la conferma dello scarso valore del dibattito politico attuale.

Piuttosto, mi preoccupa il fatto che, a parole, tutti siano a favore del federalismo. Anche questo è sintomo di pochezza: ci si appiattisce in modo acritico all’unica proposta esistente di riforma dello Stato. Ma siamo sicuri che il federalismo sia una soluzione ai nostri mali? Siamo sicuri che una riforma in senso federalista dello Stato apporti benefici, senza alcuna controindicazione?

Mi si consenta di esprimere i più forti dubbi al riguardo. Ma ve l’immaginate, in un ipotetico futuro, festeggiare l’Italia federale ed omaggiare come padri della nuova patria i Bossi, i Secchiaroli, i Borghezio… ma davvero c’è da fidarsi di questi qua? Sarà che a me la Lega sta proprio sui cosiddetti, a partire da come si presenta e come argomenta. Mettiamola così: se la Lega si atteggia in un certo modo perché si rivolge ad un target “culturale” ben preciso, io non appartengo a quel target e provo fastidio quando sento Bossi sbiascicare che il nord è pronto a tirare fuori i fucili, eccetera eccetera. Mi da fastidio il semplicismo leghista, la contraffazione storica, l’ingenuità tipica del nord nel considerarsi “diverso e migliore”, il convincimento di essere il nord del mondo e che basti amputare il resto per stare subito meglio.

Io temo invece che l’Italia federalista, così come potrebbe essere concepita da questi signori strappati, nella migliore delle ipotesi, ad un onesto lavoro di bottega, sarà un terribile guazzabuglio, un ginepraio di realtà territoriali senza capo né coda, un labirinto senza uscita di tasse nuove ed ulteriori . Insomma, un gran pastrocchio, perché i fautori di questa riforma sono persone cui non concedo una tacca di stima, eccezion fatta per Maroni e Tremonti. Ma gli altri, sono persone mediocri che portano a spasso maiali anche quando il suino non c’è. 

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