ROMPIAMO I MARONI ALL’EUROPA

Posted on 14 febbraio 2011. Filed under: politica | Tag:, , , , , , , |

Questo non è e non vuole essere un articolo di stampo razzista: il razzismo proprio non è nelle mie corde. Penso che una grande civiltà non possa prescindere da una ampia apertura verso i cittadini stranieri e le culture diverse dalla propria, per quanto possano apparire alternative. Lo straniero va accolto, va invitato a capire la nostra società ed a rispettare le nostre leggi, gli va garantita libertà e benessere senza discriminazione. In modo analogo va rifiutato l’atteggiamento politically correct per cui allo straniero, ma sarebbe da precisare all’extracomunitario, tutto vada perdonato e consentito.

Chiarito quanto sopra per sgombrare il campo da equivoci e dubbi, sono d’accordo con il ministro Maroni che la crisi tunisina (e forse anche quella egiziana) potrebbero provocare uno sbarco di clandestini senza precedenti. Clandestini che non potrebbero essere respinti (non voglio qui entrare nel merito della politica dei respingimenti) perché si tratterebbe di gente che fugge da Paesi allo sbando: in particolare, le cronache raccontano che in Tunisia non c’è più governo, non c’è polizia, non c’è più organizzazione civile, mentre le violenze da parte di bande armate sarebbero all’ordine del giorno. Questa gente, quindi, in base ai trattati internazionali, ha diritto di essere accolta. Figuriamoci cosa potrebbe accadere se la rivolta egiziana dovesse prendere una piega autoritaria sgradita alla popolazione (attualmente governa l’esercito che ha sospeso la Costituzione e sciolto il Parlamento per sei mesi, in attesa di poter organizzare libere elezioni… vedremo se sarà così), oppure se la crisi socio-politica dovesse estendersi ad altri Paesi nordafricani. La nostra capacità ricettiva sarebbe messa a durissima prova, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto il profilo della tolleranza sociale (di noi italiani, ma anche dei clandestini: ricordiamoci le recenti proteste e rivolte nei centri di assistenza prima che gli accordi bilaterali con la Libia provocassero una netta diminuzione  degli sbarchi).

Maroni fa bene a rompere i… maroni all’Europa perché molti di questi extracomunitari sbarcano in Italia per poi  dirigersi in altri Paesi: facile immaginare, per esempio, che i tunisini siano diretti in Francia. In modo analogo, molti altri avranno come meta la Germania, oppure l’Inghilterra, anche per potersi ricongiungere con parenti emigrati in precedenza. Per cui, qualunque sia la politica che si vuole perseguire, avrà riflessi diretti ed immediati nei confronti dei partner comunitari ed è giusto che queste Nazioni diano il loro contributo organizzativo (strutture e/o uomini) oppure economico (soldi).

Altrimenti, se io fossi Maroni, chiederei ad ogni gruppo di clandestini appena sbarcati dove siano diretti, e li accompagnerei immediatamente al confine dove, grazie a Schengen, potrebbero senza difficoltà dilagare per l’Europa comunitaria.

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